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Francesco Facchinetti è il padrone di casa della finalissima di Miss Italia 2017 in onda su La7 in diretta da Jesolo.

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I Prodigy, la compagine post-punk-electro britannica più famosa al mondo, torna in Italia per due attese date estive: il 21 giugno a Roma e il 10 luglio a Lucca.

Si tratta di due appuntamenti imperdibili per godere della potenza live della formazione inglese, capitanata dal funambolico Keith Flint, che con i suoi ritmi indiavolati infiamma le orecchie di mezzo mondo da più di 10 anni.

Nel 1997, il terzo album della band, "The fat of the land", irruppe nelle case di milioni di giovani, complice il sapiente mix tra testi a metà tra l'onirico e lo sfacciato, musica martellante e video musicali censurati e, per questo, ricercatissimi.

Il disco fece il botto di critica e vendite, entrando nel Guinness dei Primati per l'album inglese venduto con maggiore velocità e vincendo anche un Grammy.

Liam Howlett, Keith Flint e Maxim Reality si avvalsero di collaborazioni eccellenti, come Crispian Mills (Kula Shaker), Saffron (Republica), Tom Morello (Rage Against The Machine) e i Beastie Boys.

Due album dopo (e con uno in arrivo), i Prodigy sono pronti ad infiammare le platee italiane, con due concerti che si preannunciano infuocati !

 

Queste le date nel dettaglio:

The Prodigy live in Italia

 

21 giugno

Roma-Ippodromo delle Capannelle

Rock in Roma (ft. Die Antwoord)

 

10 luglio

Lucca- Piazza Napoleone

Lucca Summer Festival

 

I biglietti sono in vendita sul circuito Ticketone

www.ticketone.it

 

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Venerdì, 25 Ottobre 2013 20:20

Gentleman's Dub Club - L'intervista

In questi lunghi pomeriggi mi ritrovo sempre più spesso a collassare sul divano senza preoccuparmi particolarmente delle scadenze, dei doveri e degli impegni presi. Verso le tre migro dalla scrivania al divano, una birra in mano e una sigaretta nell'altra. Allungo le gambe e con i piedi su una sedia mi dedico all'ozio, che mi piacerebbe fosse otium letterario, ma a conti fatti mi limito a procrastinare.

L'unico aspetto positivo di quest'attività è il poter ascoltare buona musica da un ottimo impianto con la cassa dei bassi più grande dello schermo del mio computer. E' in uno di questi pomeriggio che ho scoperto i Gentleman's Dub Club. Guardando il cielo grigio fuori dalla finestra cercavo giustificazioni per il mio pessimo comportamento e i GDC si spandevano nell'appartamento col loro sound prettamente inglese e un poco mi è sembrato di essere a Londra, in periferia, o a Edimburgo, in un appartamento per studenti accanto al Royal Mile, vista sul castello e malinconia a catinelle.

 

Oggi però sacrificherò il mio ozio per parlarvi proprio del gruppo che mi ha tanto contagiato nell'ultimo periodo. Non sono reggae, non sono dub, non sono ska, sono tutto questo e molto di più. I Gentleman's Dub Club: un club di gentiluomini dediti a nient'altro che la musica, la loro musica.

 

Sono in nove i protagonisti di questo viaggio, nove ragazzi di Leeds che hanno conquistato il pubblico di mezzo mondo con il loro sound variegato e profondamente radicato nella più pura tradizione Dub inglese.

Il 12 ottobre hanno suonato a Milano, al Leoncavallo, e il 18 è uscito il loro primo album, preceduto solo da 2 Ep. Ne abbiamo approfittato e, grazie agli amici di Low Fi Promotion, organizzatori dell'evento, ci siamo procurati un'intervista che vi proponiamo senza censure! W: Com'è possibile gestire un gruppo di 9 membri? Non è difficile prendere delle decisioni e trovare il sound giusto che vada bene a tutti? GDC: Si, può essere difficile, sebbene condividiamo tutti una passione per la dub e la musica reggae, per questo tiriamo avanti da sette anni. Sappiamo cosa va bene per i GDB e cosa no. In passato abbiamo sperimentato diversi modi per scrivere e registrare la nostra musica, ma alla fine ci limitiamo a suonare qualsiasi cosa funzioni al meglio Live e che faccia uscire di testa il pubblico!

 

W:  Come descrivereste il vostro sound?

GDC: Ci ispiriamo alla dub, alla dubby-dubstep, roots, levers e allo ska. Non vogliamo limitarci a un genere, semplicemente suoniamo la musica che ci favenire voglia di ballare!

 

W: Chi sono gli artisti che vi hanno influenzato di più?

GDC: Tutti, da King Tubby a Mala, dai Iration Steppas a J DIlla, dai Madness ai Beach Boys, dai Channel One  a Capleton. E tutto quello che ci sta in mezzo. SIamo in 9 e abbiamo background musicali molto diversi, le nostre influenze sono tantissime.

 

W: Quali sono i punti forti della vostra carriera? GDC: Abbiamo rilasciato 2 EP negli ultimi anni, ma ad ottobre abbiamo rilasciato "FourtyFour", il nostro album di debutto e siamo molto eccitati per questo. Sono sette anni che lo prepariamo e adesso abbiamo aspettato fin troppo...! Questo è un importante passo per la band. Siamo stati abbastanza fortunati da poter suonare in alcuni locali e festival impressionanti negli anni. I più famosi sono l'Outlook Festival in Croazia (n.d.r. Il più grande festival di Bass music d'Europa), il Glastonbury Festival e il Bestival.

 

W: Cosa c'è dietro al nuovo album? GDC: In passato non abbiamo rilasciato molto materiale e la ragione è che volevamo intrappolare l'energia di un Live anche nelle produzioni. Tuttavia la soluzione è arrivata dal nostro bassista Toby Davi, che ha prodotto le registrazioni ed è responsabile della gestione di ricreare l'energia dei live nel disco. Questo è stato un grosso passo avanti per noi nella produzione dell'album, ma volevamo anche mostrare gli altri lati della band, infatti in "44" abbiamo inserito dub, ska, lovers e digi-dub.

 

W: Ho sentito la preview dell'album su ITunes e sembra avere molte più influenze electro delle altre produzioni, ho sentito bene? GDC:Certo. Negli ultimi anni la band è stato più che influenzata dall'EDM di tutti i tipi e abbiamo assorbito le influenze riportandole nei nostri show live e nelle produzioni. E' qualcosa che penso esploreremo ancora di più in futuro.

 

W: Perchè si chiama "44"?

GDC:Ottima domanda! Abbiamo cominciato a suonare a Leeds e ci riunivamo nel seminterrato di Niall e Toby, che è al 44 di Otley Road... Abbiamo voluto lasciare una traccia di come abbiamo cominciato e delle idee originali dietro il progetto, così "44" sembrò un ottimo titolo.

 

W: Qual'è la storia della canzone e del video dietro il singolo dell'album, Riot? GDC: ovviamente, la canzone Riot stata influenzata da quello che è successo a Londra 2 anni fa. Tutti nella band vivono a Londra e sono stati coinvolti in quello che è successo. La traccia (e il video) non sono una dichiarazione politica, ma solo una riflessione su quello che è successo.

 

W: Quanto è influenzata la vostra musica dalla politica e dalla lotta sociale?

GDC: Non scriviamo niente di apertamente politico, tantomeno le nostre lyrics. Sentiamo che il fatto stesso di suonare musica sia abbastanza un atto politico e una protesta.

 

W: Se foste le ultime persone sulla terra, cosa fareste? GDC: Ci faremmo una birra e una Jam! E proveremmo a trovare qualche ragazza...

 

Buon ozio con i Gentleman's Dub Club!

 

 

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Mercoledì, 01 Maggio 2013 14:30

L'Alcatraz ricorda Freddy Mercury

Sabato 4 maggio l'Alcatraz ospita "Queenmania & Friends" in una serata omaggio all'intramontabile band inglese e al suo inimitabile frontman.

 

La famosa tribute band, che rientra in patria trionfante dopo un tour sold-out in Olanda, torna a Milano per regalare agli appassionati una nuova entusiasmante esibizione con il contributo di un'ospite davvero speciale.

Cristina Scabbia, vocalist dei Lacuna Coil, affiancherà il gruppo nell'omaggiare i più grandi successi dei Queen.

Durante la serata interverranno anche i ragazzi del MAS (Scuola d'Arte e Spettacolo) di Milano.

L'evento è patrocinato da ANDLAIDS (Associazione Nazionale per la Lotta contro l'AIDS) che ormai da tempo ha intrapreso un percorso comune al gruppo, portando avanti le proprie iniziative in un rapporto di reciproca collaborazione. Durante la serata, infatti, affiancherà l'esibizione con la diffusione di informazioni su una corretta educazione sessuale e sulla prevenzione e la lotta contro l'AIDS.

 

Il concerto si preannuncia un'esplosione di emozioni, i ricordi prenderanno il sopravvento non solo attraverso la musica -eseguita da alcuni tra i migliori strumentisti presenti attualmente sulla scena europea come Andrea Ge, Tiziano Giampieri e Fabrizio Palermo-, ma anche grazie alla presenza scenica e vocale del cantante Sonny Ensabella, la cui somiglianza con il leader dei Queen lascia esterrefatti.

 

La serata è un'occasione imperdibile per i fans di una delle band più amate al mondo di riviverne la leggenda; un appuntamento che, come sostiene Enrico Ruggeri -spesso ospite dei Queenmania e padrino della band-, sta diventando "una piacevolissima abitudine, e non un semplice concerto".

 

Il live show dei Queenmania ha infatti proiettato, dal 2006 ad oggi, la storia e il percorso della leggendaria band in oltre 400 shows in tour per l'Europa (Italia, Inghilterra, Olanda, Austria, Cecoslovacchia), con innumerevoli riconoscimenti e una serie di special guests di rilievo come Enrico Ruggeri, Tullio De Piscopo, Luigi Schiavone, Maurizio Solieri (Vasco Rossi), Giusy Ferreri, Stef Burns (Huey Lewis & The News, Vasco Rossi), Mattia Bigi (Biagio Antonacci), Irene Fornaciari, Andrea Mirò, Roberto Tiranti (Labyrinth, New Trolls), Entics, Davide ‘Cesareo’ Civaschi (Elio & Le Storie Tese), la stessa Cristina Scabbia (Lacuna Coil) e altri ancora.

 

I Queen mania sono:

Sonny Ensabella – voce

Tiziano Giampieri – chitarra e voce

Andrea Ge – batteria e voce

Fabrizio Palermo – basso e voce

 

Nerospinto vi invita a non perdere l'opportunità di assistere alla loro esibizione e a lasciarvi trasportare in un'atmosfera calda e nostalgica che riaccenda in voi l'ardore del rock.

 

 

Apertura cancelli: ore 22.00

Inizio concerto: ore 22.30

 

Biglietti:

Intero 10€ con consumazione

 

 

Alcatraz Milano

via Valtellina, 25

Milano

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Martedì, 05 Marzo 2013 13:51

Il futuro dell'editoria? Lo state leggendo!

Vorrei sapere perché gli uffici stampa mi chiedono se ho pubblicato la notizia su un giornale cartaceo? Perché, mi chiedo, per qualcuno la stampa è ancora così prestigiosa? Non per me. Il futuro è qui, dove state puntando gli occhi ora, su uno schermo retroilluminato lcd. Questo è il presente retro-futurista. E il futuro lo possiamo già sfogliare. Non ci vuole un guru della comunicazione o dell'editoria per capire che i tablet (et simila) sono il futuro. Personalmente sono diventato un fervente sostenitore della lettura su dispositivi portatili. Ho inizialmente cominciato con l'interessarmi all'editoria maschile per poi approdare a quella di viaggio, con risultati alterni, tra l'indignato, lo stupefatto e il meravigliato.

Ci sono molte pubblicazioni, di editori prestigiosi in procinto di ristrutturazione, la cui differenza tra la rivista cartacea (che vende ormai come un'utilitaria italiana in Francia) e la sua versione elettronica è praticamente nulla (si, avete capito bene, ha un nome maschile di 3 lettere). Poi ci sono gli editori lungimiranti che invece puntano alla differenziazione, dando al lettore su tablet la percezione di stare leggendo qualcosa di unico, ricco e curioso (quella rivista dall'acronimo inglese). Palesando un esempio sportivo calzante: “se non ti sforzi di essere leader non hai più ragione di stare sul campo”.

Insomma, la vita non è fatta per ripetersi all'infinito. Ciò che è stato non è ciò che sarà. Il progresso (parola magnifica) presuppone un cambio di paradigmi, che cambiano le abitudini, anche quelle di acquisto. Quindi se la carta, romantica quanto volete, profumata quanto volete, resisterà, sarà solo colpa di un manipolo di nostalgici che ancora ti chiedono se hai pubblicato la notizia su carta.

Pubblicato in SvelArte
Mercoledì, 27 Febbraio 2013 20:10

Naturopatia, Istruzioni per l’uso

La Naturopatia in Italia ha iniziato a farsi conoscere da alcuni anni, pochi, a differenza di altri paesi, come Francia, Germania, Svizzera e Inghilterra, in cui al bisognoso di cure vengono presentate varianti e alternative di come si possa intervenire su uno stato di “squilibrio” (ebbene sì, non ho usato volontariamente la parola "malattia”, capirete più avanti il perché).

Circa due anni fa ho intrapreso questo percorso di studi che spesso, quando viene citato, suscita nelle persone curiosità, attrazione e, qualche volta, un bel punto interrogativo sul volto.

La scelta di dedicarmi allo studio di discipline naturopatiche nasce da una sorta di desiderio ad approfondire il percorso di crescita personale, intrapreso consapevolmente quattro anni fa, per individuare un approccio alla Vita che dia strumenti e occasioni per affrontarla in modo sereno, responsabile e consapevole.

 

Con il termine Naturopatia (termine coniato nel XIX secolo da Benedict Lust), si intende l'insieme delle discipline che si occupano della salute psicofisica e spirituale dell'individuo in relazione all'ambiente in cui vive, tenendo presente tutti i fattori della globalità che intervengono nella vita di ognuno di noi. Suggerire corretti stili di vita, personalizzati, che possano conservare lo stato naturale di benessere è, a mio parere, uno dei punti basilari che un operatore olistico ha da tener presente in ogni situazione.

Ogni volta che intervengo su qualcuno, o semplicemente una persona chiede aiuto, tra le prime domande che mi pongo per collaborare alla risoluzione del problema c'è il perché di tale stato, quali segnali e cosa sta esprimendo il corpo tramite il suo stato di salute.

Il Causalismo è fondamentale per proseguire l'indagine naturopatica, così come lo sono Vitalismo, Naturalismo e Olismo che non sono altro che i principi base di questa disciplina.

 

Ma cosa sono questi termini così poco usati nella dialettica comune?

 

Vitalismo:

In noi vive una forza che ha dell'incredibile, un dono che la Vita stessa ci ha fornito, la Vis Medicatrix Naturae, un principio di autoregolazione e autoguarigione che permette al corpo di tendere naturalmente all'omeostasi, ovvero all'equilibrio.

 

Naturalismo:

Noi, in quanto Esseri, facciamo parte della Natura stessa, seguendo le Leggi della Natura permaniamo in uno stato di armonia con essa, manteniamo equilibrio e stabilità applicando i principi naturali (approccio tipico della medicina tradizionale cinese e indiana).

 

Olismo:

Da "Olos", Tutto come Intero, Unità, Uno, termine coniato da Jon Smuts nel suo libro "Holism and Evolution". Olismo è principio che indica che tutto è Uno, ci suggerisce che la Natura produce interi dalle totalità più complesse, nuove, e con qualità non prevedibili dalle caratteristiche delle singole parti.

Un esempio semplice ed efficace. L'acqua, H2O, ovvero Due gas, idrogeno e ossigeno originano l'acqua in base a legami, combinazioni. I Legami sono fondamentali in Natura.

Abbiamo un'alleata, che ben pochi conoscono o tengono in considerazione, la Vis Medicatrix Naturae, tendenza all'equilibrio che è naturale in noi, perché Siamo naturalmente sani se applichiamo Leggi di Natura.

E' importante prendere consapevolezza che noi tutti, al di là delle separazioni fisiche che possiamo constatare, abbiamo tutti una stessa origine da una matrice unica, quell'Uno che è tutto come Intero e che è alla base del principio olistico su cui si basa la Naturopatia.

Ogni singola azione che compiamo, pensiero, parola, interviene sulla nostra esistenza e su quella di chi ci circonda.

 

Trovo tutto ciò estremamente affascinante: c'è un aspetto sacrale della Vita che emerge in ogni singolo istante che viviamo, che ci responsabilizza e fa sì che quanto accade sia ottima occasione per prendere consapevolezza di quanto noi siamo protagonisti e direttamente responsabili delle nostre scelte, decisioni e manifestazioni.

La Naturopatia è il futuro che si intreccia con la tradizione; le scoperte recenti degli ultimi decenni sulla fisica quantistica stanno contribuendo a nuove scoperte, molte delle quali, a dirla tutta, a livello filosofico sono già state segnalate e indicate in testi antichi, da quelli vedici a quelli platonici, da tradizioni come quella tolteca e quella essena. Sorprendente è osservare come la visione scientifica si stia riconciliando con quella filosofica, risanando la profonda frattura avvenuta in epoca moderna con Cartesio e la formulazione della teoria del dualismo rappresentato dalla separazione tra Res Cogitans e Res Extensa.

 

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Direttore Responsabile
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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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