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Dal 2 al 29 luglio per la II edizione di Ravello festival Danza 2017 il giardino superiore di Belvedere Villa Rufolo ed un palco costruito ad hoc proteso nel vuoto costituiscono la naturale platea per l’occasione.

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Sabato, 01 Luglio 2017 18:37

Oroscopo di luglio 2017

L'oroscopo del mese di luglio 2017 firmato da Marco Gerosa.

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Diana Krall aprirà, il 12 luglio, il primo concerto del Festival di Villa Arconati (Bollate): l'edizione del 2016 sarà la ventottesima.

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Torna la quinta edizione del festival di musica elettronica Kappa FuturFestival, che si terrà a Torino il 9 e 10 luglio, con la collaborazione di Movement Torino Music Festival 2016.

Pubblicato in Onstage

Dall’1 al 14 luglio, presso lo Spazio Oberdan di Milano, la Fondazione Cineteca Italiana presenterà il documentario Hitchcock - Truffaut.

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Venerdì, 29 Aprile 2016 18:20

L’attesissimo ritorno dei Blink-182

I Blink-182 tornano con un nuovo singolo in uscita a luglio dopo un silenzio durato quasi cinque anni.

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Martedì, 11 Dicembre 2012 18:48

Michele Ranauro

Dalla Lucania a New York, strimpellando con il mostro sacro Dizzy Gillespie: la storia di Michele Ranauro, eclettico pianista jazz che racconta di sé, ma anche dei suoi vizi e conquiste in un'intervista irriverente

Si firma "The Maestro", nomignolo affibbiato dalla band di quei - come li definisce lui - "guastatori" dei Casinò Royale, e ha dedicato la sua esistenza alla comunicazione, in forme e dimensioni molteplici che si affastellano principalmente sulle note musicali di un pianoforte. Al secolo, Michele Ranauro è uno dei pochi talenti jazz - ma non solo - per versatilità e una buona dose di ecletticità che bazzicano il panorama musicale odierno. Lui, infatti, racconta di sé: «Sono un prolifico pianista, compositore, produttore musicale, arrangiatore, autore, e direttore d'orchestra Italiano». E chi più ne ha più ne metta, perché a scommetterci riuscirà a inventarsi anche qualcos'altro.

Un passo a ritroso. La sua vita, in particolare quella artistica, si materializzò fin dalla tenera età, a nemmeno sei anni compiuti, giocando con la musica «per ammazzare il caldo estivo e seguire il ritmo delle cicale» nell'assolata Lucania, sua terra d'origine, tutt'ora presente nell'intonazione delle sue parole. La scintilla con il jazz scoppiò quando i genitori gli trasmisero la loro passione per quel genere musicale, portandogli in dono un vinile di Miles Davis, "Blue Haze". E dopo 11 anni di severo studio di pianoforte e di armonia, venne iscritto a un workshop di musica jazz, vincendo il primo premio: una borsa di studio per frequentare i corsi del Berklee College Of Music , a Boston . A 16 anni, colse la prima importante occasione e trasvolò l'oceano. «Tutto durò molto poco - ricorda - perché chiesi di disertare il collegio». Il giovanissimo non era a suo agio in quella realtà, così vittoriana, he didn't speak english very well (non parlava molto bene inglese nda) e gli altri studenti lo isolavano. «Ero un fenomeno del pianoforte, tuttavia non stavo bene con me stesso», testimoniato da una forma fisica in sovrappeso. Si allontanò dunque dal collegio e traslocò nel New Jersey, in casa di un parente, a soli 20 minuti da New York City, la città che forse più di ogni altra parla ed esprime lo spirito del jazz. Lì, iniziò a buttarsi nella mischia, a farsi le ossa in jam sessions estenuanti, con una libertà ed emancipazione di espressione, senza troppe storie. A rigor di cronaca va segnalato che Michele Ranauro la spuntò ugualmente sul conseguimento del diploma al Berklee College of Music, nel 1993, preceduto cronologicamente dal diploma di pianoforte al conservatorio di Bari. E tra le altre cose, e collaborazioni con mostri sacri della scena jazzistica, tra cui Tito Puente, Giovanni Hidalgo, Steve Turre, finì per suonare con un mito, Dizzy Gillespie. Negli anni successivi conobbe il musicista e produttore Franco Godi, il quale lo reclutò per la produzioni di alcuni progetti musicali. La carriera era cominciata e si faceva strada.

Arriva l'affermazione. Lungo i sentieri professionali, perennemente in salita, affianca grandi della musica italiana (Articolo 31, Fiorella Mannoia, Casinò Royale, Jovanotti etc.), crea colonne sonore, talvolta impiegate in spot pubblicitari e vanta una partecipazione, come compositore e pianista, al 57° Festival di Sanremo, con la canzone "Amami per sempre". E altro ancora.

Biografia conclusa, adesso è arrivato il momento di conoscerlo meglio, con domande un po' più personali e a tratti irriverenti, in un ordine non-ordine.

Se penso a un romanziere, me lo immagino produrre di notte davanti a una scrivania che batte sui tasti di una macchina da scrivere. Invece, un jazzista? Se pensi a un jazzista, immagina una persona che attinge da tutte le cose che vede e poi le mette insieme per creare un linguaggio trasversale.

Hai avuto la possibilità di lavorare con un grande del jazz, Dizzy Gillespie. Ti anticipo che noi non lo faremo, ma quante volte ti è stato chiesto qualcosa su di lui e sulle sue abitudini? Non ha cominciato ad annoiarti? La noia può essere momentanea, quando senti da parte dell'interlocutore una non motivazione o non profondità. Ad esempio: una stagista 25enne che ti dice: «Raccontaci un po' della tua esperienza con Dizzy Gillespie... figo, vero?». Se una inizia così, io mi srotolo già i "maroni".

Così, alla fine anche noi, implicitamente e senza cadere nel banale riusciamo a scucire un suo ricordo. Non mi rimane tanto linguaggio musicale quanto l'umiltà della persona che si riassume nel modo in cui la prima volta si è rivolto a me, con questa domanda: "Do you wanna play with us?" (vorresti suonare con noi?).

Usciamo subito dagli schemi: durante questa intervista hai già fumato una sigaretta (sono passati 10 minuti di colloquio), quante in un giorno? Troppe! Siccome è rimasta praticamente l'unica esperienza tossicomanica che ho, mi sento motivato a continuarla. Ho pensato diverse volte di smettere, poi però mi consulto con l'altra parte del mio cervello, quella più dedicata alle attività razionali, che mi consiglia di seguitare perché sto facendo delle buone cose, e quindi è meglio aspettare ancora un po'.

Altri vizi? Ho un peccato di gola incredibile... ve lo dico, ma che rimanga tra noi (Inizialmente abbiamo promesso l'omissione, ma alla fine siamo riusciti a estorcere il permesso alla pubblicazione). Sono un "feticista" del caciocavallo. Vado così nel dettaglio che la parte di questo specifico formaggio che mi piace è una sola: la testa. Quando sono in Lucania tutti sanno - riferendosi ai titolari delle attività commerciali relative - che mangio solo la porzione superiore.

Dopo il cibo... Hai fatto jingle per lo Jagermeister e per il Mirto Zedda Piras, ti ci sei mai ubriacato? No, con questi alcolici mai. Ma dal punto di vista dell'ubriacatura la mia esperienza mi ha portato oltre il 3D. Sono riuscito a toccare la 7° e l'8° dimensione, ho raggiunto Andromeda e tanti altri pianeti.

Domanda intima, un po' da giornale trash, sei single o... ? (Risponde enigmaticamente) Sono single, sono double.

Parliamo di donne: quanto successo hai avuto, in questo campo, grazie alla tua carriera? È un quesito che mi ero già posto. Per rispondere ho realizzato un file che riporta tutti i nomi delle partners con cui sono stato a letto.

Tante o poche? Dacci una stima! Un file .doc di medie dimensioni. Non dico altro. Potrebbero essere tante, oppure una semplice foto che appesantisce il tutto. Questa, comunque, è comunicazione da 2030! Attenti a sviscerarla. (Infatti, non lo facciamo lasciando libera interpretazione al lettore!).

Passiamo ad altro. Attualmente, nel Paese c'è un gran trambusto circa la questione politica. Che cosa vota un jazzista tipo? Ci sono degli schieramenti precostituiti? Io credo che i musicisti appartenenti al "quadretto" jazz siano tradizionalmente di sinistra: si fanno crescere la barba, girano con giacche i cui gomiti sono coperti da pezze e l'Unità in tasca.

E tu? (Se la scampa con un Gaber, senza attribuzione di genitorialità). Io non so cos'è la sinistra né cos'é la destra.

Noi non l'abbiamo chiesto, ma è venuto fuori lo stesso, come forma di espressione alternativa, e soprattutto in esclusiva! Michele Ranauro si scopre... La Maga Maurina, è un personaggio da me inventato, che sta per impazzare. Un canale televisivo importante si è interessato per fare uno show... ma non mi voglio svelare troppo. (Poi si sbottona). Si tratta di una cartomante che legge i tarocchi in tivù, che ha origine calabrese con la residenza a Dubai. (E ci offre anche un assaggio, con tanto di interpretazione e sdoppiamento della voce. Per visionare una sua performace:

http://www.youtube.com/watch?v=1VTjZTg40VU

Attraverso essa metto in atto le mie convenzioni mentali, quando non posso e non voglio farlo in musica. Altrimenti verrebbe fuori qualcosa tipo Benny Hill.

Un po' di promozione: cosa mettiamo per fare un approfondimento sul tuo conto? Hai un sito web? Il sito non è stato mai completato, è una scelta estetica. Non so che contenuti inserire. Io sono un guastatore perciò potrei mettere un redirect per convogliare gli utenti dal mio sito a uno porno, e con un altro redirect far loro scaricare un virus. Una sorta di performance virtuale! Se volete, invece, sapere qualcosa di più andate a cercarmi in Facebook.

Neanche a farlo apposta e adesso capirete il perché: quanto sono importanti le mani per un musicista? Mai pensato di assicurarle come fanno alcuni personaggi famosi? Ma voi lo sapete con quante mani suono io? (In effetti, ammettiamo che dai filmati visionati, avevamo intravisto un tocco inconsueto, non convenzionale, credendo che fosse una cosa voluta, un vezzo di virtuosismo). In verità, ho avuto un incidente nel 1999 e sono stato privato della funzionalità principale della mano sinistra. Questo mi ha messo di fronte alla problematica di dover trovare una maniera di suonare ed esprimermi con una limitazione. Per certi versi è stata una fortuna perché mi ha permesso di approfondire il linguaggio, a prescindere dall'aspetto tecnico che non è stato trascurato.

Nel salutarvi, ci prendiamo la libertà di segnalarvi la melodia che più ci è rimasta impressa di "The Maestro", buttateci un'occhiata perché merita:

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