CHIAMACI +39 333 8864490

IEO•CCM e Skira Editore insieme per Smart Life il libro della giornalista Vera Paggi, un manuale per prendersi cura di sé.

Pubblicato in Lifestyle
Mercoledì, 18 Febbraio 2015 01:16

I Led Zeppelin raccontati al Parenti

Giovedì 19 febbraio lezione di rock al teatro Parenti: Gino Castaldo ed Ernesto Assante raccontano i Led Zeppelin. Sono passati più di vent’anni dallo scioglimento della band ma la memoria dei Led Zeppelin è ancora vivissima presso gli amanti del rock. La loro musica ha resistito nel tempo perché rappresenta il rock nella sua forma più essenziale e diretta: chiunque oggi prenda una chitarra elettrica in mano deve confrontarsi con quanto Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones e John Bonham hanno fatto. Possedevano un suono "soltanto loro", come ricorda Jimmy page, influenzato da musica indiana, araba, pop, jazz e altri generi. E il punto di partenza fu comunque il blues, cuore pulsante di un avventura sonora straordinaria. Assante e Castaldo vi accompagneranno alla riscoperta di “IV”, uno dei capolavori dell’avventura musicale dei Led Zeppelin.

Gino Castaldo ed Ernesto Assante, critici musicali e giornalisti del quotidiano La Repubblica, hanno trasformato la loro passione per la musica in un lavoro a tempo pieno: organizzano infatti nuovi ed originali progetti paralleli. Tra questi, Lezioni di Rock, appuntamenti cult della domenica che con successo da 6 anni a questa parte animano l’Auditorium Parco della Musica di Roma e che, il 16 ottobre, sbarca a Milano al Teatro Franco Parenti.

Un’iniziativa che “i due insegnanti” vivono come momento di confronto e di interscambio con un pubblico che negli anni ha assunto un ruolo sempre più attivo e partecipe, ma anche come occasione per condividere un viaggio, con biglietto di andata e ritorno, al centro dell’universo Musica.

GINO CASTALDO Nella sua attività professionale si occupa di critica musicale, divulgazione musicale e conduzione radiofonica. Inviato del quotidiano la Repubblica, ha curato l’inserto settimanale «Musica» dello stesso quotidiano, ha condotto e scritto molti programmi radiofonici e televisivi. Dal 2005, insieme ad ErnestoAssante, tiene le Lezioni di rock. Viaggio al centro della musica all’Auditorium di Roma. Dal 2011 la domenica pomeriggio dalle 15 alle 17, sempre insieme ad Assante, conduce il programma Playlist su Radio Capital. Ha scritto molti libri, l’ultimo dei quali è “Beatles” (Laterza 2014)

ERNESTO ASSANTE Giornalista, inviato di Repubblica, critico musicale, autore televisivo e radiofonico, ha collaborato con alcune delle principali testate musicali italiane e internazionali. Ha scritto libri di critica musicale, alcuni dei quali insieme al collega Gino Castaldo. È stato uno delle voci più note della trasmissione radiofonica RaiStereoNotte.

LEZIONI DI ROCK

LED ZEPPELIN

giovedì 19 febbraio

Teatro Franco Parenti, sala grande

Via Pier Lombardo, 14 - 20135 Milano

Biglietteria 0259995206

Web www.teatrofrancoparenti.it

Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Facebook www.facebook.com/teatrofrancoparenti

 

[gallery type="rectangular" ids="37437,37438,37440,37441"]

 

Pubblicato in Musica

Musicava in immagini Il grafico fondatore di Hipgnosis, deceduto per un cancro a 69 anni.

 

Quando ancora le copertine erano opere d'arte, c'era lui, Storm Thorgerson, fotografo e grafico autore della maggior parte delle memorabili cover dei Pink Floyd, e quelle di molte altre grandi band. Uno stile unico, un inconfondibile marchio di fabbrica. Avere tra le mani un artwork di Thorgerson, fatto di copertina, retrocopertina, interno e disco, significava entrare in un mondo surreale, dai rimandi artistici precisi (c'è tanto dell'estetica visionaria di Man Ray nei suoi lavori), vasi di pandora che scoperchiavano mondi onirici tra lo stupore, il sogno e l'incubo.

 

La spiaggia sconfinata con i letti che creavano un fiume nella copertina di “A momentaru laps of reason”; la famosa stretta di mano di “Wish you were here”, enigmatica e inquietante; “Ummagumma” una foto dei Floyd che si ripete in un gioco di scatole cinesi, o, se preferite, di ricorsività. Il maiale volante di “Animals”, la mucca di “Atom Heart Mother” e tutte le altre. Una completa sintonia con la visione artistica dei Floyd che Thorgerson “musicava” in immagini.

 

Il suo tocco surreale fece scuola anche al di la del clan dei Floyd. Lo chiamarono a realizzare copertine anche Led Zeppelin, Black Sabbath, Scorpions, Genesis e più recentemente Dream Theater, Cranberries, Audioslave, Megadeth, Offspring e Muse.

 

Così dichiarò in un'intervista recente: “La cosa più interessante, dal mio punto di vista, è il fatto che con le copertine dei dischi intere generazioni di ragazzi sono entrate in qualche modo in contatto con il mondo dell’arte visuale, con la grafica, la pittura e la fotografia”.

 

GALLERY

 

Scorpions, Lovedrive (1979)

 

Pink Floyd, wish you were here (1975)

 

Pink Floyd, The Dark Side of The Moon (1973)

 

Pink Floyd, Delicate Sound of Thunder (1988)

 

Pink Floyd, A Momentary Lapse Of Reason (1987)

 

Pink Floyd, Ummagumma (1969)

 

Pink Floyd, Animals (1977)

 

Peter Gabriel, Peter Gabriel, (1977)

 

Muse, Absolution (2003)

 

Led Zeppelin, Houses of the Holy, (1973)

 

Dream Theater, Falling into Infinity (1997)

 

Cranberries, Bury the Hatchet (1999)

 

 

Pubblicato in Cultura

Finalmente anche in Italia arriva Spotify. Da oggi è possibile avere un negozio virtuale dove ascoltare tutta la musica che desideriamo. Tutta? Almeno 20 milioni di canzoni on demand. Spotify è il futuro, l'inizio di un nuovo modo di fruire musica. Proviamo a riassumervi, punto per punto cos’è e come funziona questo nuovo sistema di ascolto, che ha rivoluzionato e rivoluzionerà il mercato musicale mondiale, per permettervi così di capire come poterlo sfruttare a vostro piacimento.

1. Che cos'è. Lanciato in Svezia nel 2008, Spotify è un servizio di ascolto musicale “in streaming”. Significa che le canzoni non vengono scaricate e conservate, ma si ascoltano senza salvarle, un po' come la radio. A differenza della radio, però, il servizio è on demand: l'utente non riceve passivamente una selezione di brani, ma può scegliere cosa ascoltare.

2. Come funziona. Sul proprio PC ci si iscrive su www.spotify.com, si sceglie il proprio abbonamento e si scarica/installa il software. L'intera esperienza di ascolto avviene attraverso questo software, su cui si cercano le canzoni, si costruiscono le playlist, si ascoltano quelle degli altri. Si può anche solo scaricare l'app per smartphone e tablet (in questo caso però si paga, come vediamo tra 2 punti).

3. Il catalogo. 20 milioni di brani approssimativamente. Cosa manca? Mancano i gruppi che iTunes ha in esclusiva per il Web (un nome su tutti: i Beatles). E mancano i dischi di artisti che preferiscono seguire una strategia di distribuzione ibrida, vendendo prima la propria musica in download e solo in un secondo momento aggiungendola su servizi some Spotify (Coldplay, Adele, Black Keys). Alcuni grandi assenti: Led Zeppelin, Pink Floyd, Ac/Dc.

4. Gli abbonamenti. Ci sono 3 possibilità. C'è Spotify Free, gratuita, che permette di ascoltare musica sul proprio pc senza limitazioni, ma con banner e annunci pubblicitari audio (circa tre minuti ogni ora di ascolto). Spotify Unlimited costa 4,99€ al mese ed elimina tutta la pubblicità. Queste opzioni richiedono un collegamento costante a Internet: la musica si ascolta solo online e su desktop. Diverso il discorso per Spotify Premium , a 9,99€ al mese, in questo caso funziona anche su tablet e smartphone e permette di scaricare fino a 9999 brani su tre dispositivi (3333 per dispositivo). I brani scelti non diventano “tuoi”, rimangono nella app e sono accessibili solo finché si rimane abbonati al servizio, ma, e questa è la grande differenza, possono essere ascoltati anche offline, senza connessione.

5. Playlist + Social. Su Spotify si possono sentire album e singole canzoni, ma il centro della fruizione musicale sono le playlist con le quali si crea la propria libreria personale: “Anni 80”, “Metal scandinavo”, "indie made in uk", a seconda dei gusti. Le playlist si condividono. E' la regola social che permette interazione e viralizzazione.  Possono essere pubblicate su siti, blog e tumblr, oltre che sui social network. Altra opzione interessante: si possono inviare playlist e singole canzoni come messaggio privato a un altro utente.

6. Quello che verrà. Molti giornali (tipo NME o Rolling Stone), etichette (la Ninja Tune per esempio), siti musicali e radio (la prima italiana è quella di Rockol) propongono le loro playlist. A marzo arriveranno anche servizi follow per seguire gli account di artisti, celebrità e trendsetter per scoprire tutte le novità in fatto di musica. Il futuro, insomma, è sempre più social.

 

Pubblicato in Musica

coupon-code-amazon-deal-codici-sconto-amazon

immobili sanremo

Instagram

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.