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Intervista a Erio, il meno italiano tra gli italiani

Erio è tornato con un nuovo disco quest’anno: Inesse, dopo l’esordio del 2015 con Fur El. Il disco, uscito sotto l’etichetta Kowloon Records/La Tempesta con la produzione di Emanuele Tiberi e Will Rendle, si distingue molto dalle recenti uscite italiane, confermando lo straordinario talento di questo artista. Siamo, insomma, lontani dalla nuova ondata ITpop di cui tutti parlano ed è forse il musicista stesso ad aver scelto di rimanerne fuori.
Lo abbiamo incontrato per intervistarlo e questo è quello che ci siamo detti.

MT: Quando hai iniziato a fare musica?
E: Da piccolo. In realtà mi è sempre piaciuto fare un po’ di tutto. Sono partito dal disegno e dal canto, poi ho cominciato a scrivere storie e comporre melodie. Fino alla terza media ho vissuto in bilico tra il sognare di diventare un pittore e il desiderare di diventare un cantautore. Solo verso i quindici anni ho cominciato a dare più importanza alla musica che alla pittura.

MT: Come sei approdato all’etichetta La Tempesta?
E: Andando un demo via mail. Sono stato contattato e da lì abbiamo deciso di sviluppare i miei demo in un disco vero e proprio.

MT: Perché hai scelto di cantare i n inglese? Trovo che stia diventando una controtendenza, visto il seguito che sta riscuotendo il nuovo “cantautorato” italiano…
E: Non saprei. Non è una scelta vera e propria. Ho sempre scritto in entrambe le lingue fin dal principio. Anzi, forse è anche per via degli ascolti prevalentemente stranieri che si facevano in casa mia quando ero bambino che ho cominciato scrivendo in una sorta di inglese “primitivo”. È sicuramente una controtendenza al momento, ma non credo che le tendenze abbiano niente a che vedere con l’esigenza creativa, quindi la mia decisione dipende da motivi totalmente altri.

MT: La tua voce sembra avere un background lirico, a mio parere la usi un po’ come faceva Giuni Russo; dove hai imparato a cantare?
E: Sono fondamentalmente un autodidatta, ho imparato a cantare scimmiottando le dive della musica leggera e ascoltando i consigli e le critiche di mio padre, appassionato di musica. A un certo punto, per un paio di anni, ho cominciato a studiare il canto d’opera, che da quel momento in poi ha cominciato ad influire sul il mio modo di cantare. Mi piace molto l’uso della voce di Giuni Russo, quindi quello che mi hai detto è davvero un complimento enorme per me!

MT: Per quanto riguarda la nuova musica “indie italiana“, c’è un artista che ti piace più degli altri?
E: Non ascolto molta musica italiana, ma tra quelli che possono essere considerati artisti indipendenti, trovo molto validi IOSHI e Yakamoto Kotzuga (con cui ho avuto il piacere di collaborare, tra l’altro), oltre a Christaux, L I M e Joan Thiele. Se per scena “indie italiana” invece intendi tutto quell’(ex)indie che ora domina le classifiche nazionali, non saprei. Sono ignorante in materia e non posso dire niente di interessante a riguardo!

MT: Quali sono le tue influenze musicali?
E: Per questo disco ho cercato di creare un suono metropolitano, una sorta di quadretto in cui hip-hop, R&B, trap e musica classica orientale e occidentale riescano a coesistere e a mescolarsi. Un ulteriore obbiettivo era quello di dare, attraverso l'uso di alcuni stilemi, una sfumatura "pop" (nel senso più '90s/girl band e patinato del termine) a pezzi nei quali distruggo la struttura classica della forma-canzone

MT: Trovo che la tua musica abbia molto a che fare con l’elettronica, o meglio, con un tipo di elettronica che mi rimanda ai lavori di personaggi del calibro di Arca e Bjork. Sei d’accordo?
E: Ho ascoltato molto Bjork negli anni dell’adolescenza e pare lo abbia fatto anche Arca, quindi penso proprio che la matrice originaria sia un po’ la stessa. Entrambi questi artisti sembrano avere una continua fame di novità in cui mi riconosco molto, ma per quanto riguarda i risultati finali, credo (e nel mio caso, spero) che siano personali e non interscambiabili.

MT: I tuoi testi sono molto intensi, hai una sensibilità acuta e una capacità di raccontare storie intime e personali. Da dove proviene questa particolare abilità? Dalle tue esperienze di vita? Dai libri che leggi?
E: Diciamo che mi piacerebbe utilizzare lo spazio di una canzone per creare un ulteriore spazio di verità e, quando ci riesco, tanto più impietosa e scomoda è quella verità, tanto più il prodotto diventa eccitante alle mie orecchie. Questa è una cosa che ho sicuramente imparato dalla letteratura. Ho sempre letto molto. Sono nato un po’ con un’attitudine da topo da biblioteca e la mia famiglia mi ha sempre incoraggiato in questo. Mi sono appassionato di tutti quegli scrittori che sanno guardare dentro la vita dei loro personaggi tramite uno sguardo impietoso e onesto: Kundera, Virginia Woolf, Gabriel Garcia Marquez e molti altri che ora non saprei citare; tutti maestri di questo processo che trovo spietato, consolante e, quando lo applico agli elementi della mia vita che infilo nelle mie canzoni, anche purificatorio.

MT: Raccontami del tuo nuovo disco, sei soddisfatto?
E: Abbastanza. E’ un passo avanti, da considerare chiaramente non come un punto d’arrivo ma come parte di un processo che spero potrà continuare per diversi anni!

MT: Hai appena partecipato al Concertone del Primo Maggio, come è andata? Che impressioni ti ha lasciato questo tipo di esperienza?
E: È stato molto divertente. C’era una frenesia e un’elettricità nell’aria che non avevo mai avvertito prima nella mia breve carriera musicale. Considerando che non abbiamo avuto modo di fare il soundcheck, direi che ce la siamo cavata. Io ho sbagliato una manciata di note, ma ho preferito non essere severo con me stesso e continuare a divertirmi sul palco. Sarebbe bello suonare presto in altri eventi con un’energia forte e palpabile come quella.

MT: Quali sono i tuoi progetti futuri? È previsto un tour?
E: Si, il progetto futuro che più mi sta a cuore ora è quello di suonare portando il più possibile in giro questo nuovo disco! Attualmente stiamo facendo un tour di riscaldamento, mentre aspettiamo l’arrivo di quello vero e proprio. Sulla mia pagina Facebook (facebook.com/eriofranovich) si trovano tutte le informazioni aggiornate in tempo reale. Inoltre sto anche scrivendo e registrando cose nuove, ma potrebbero volerci anni prima di riuscire a risentirle e finirle tutte, ammesso che riuscirò a terminarle!

Per maggiori informazioni: www.1mnext.it

Mauro Tomelli 

Redazione Nerospinto

Sito web: www.nerospinto.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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