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Intervista all'autrice veneziana Giulia Jurinich

Mercoledì 29 aprile alle ore 18.00 allo Spazio Seicentro di via Savona 99 a Milano la scrittrice Giulia Jurinich, autrice del libro “Alice nel paese del Pop Surrealism” (Emil editrice, 2013), incontra  l’artista Silvia Viganò che con le sue ultime opere si riallaccia fortemente al movimento californiano del Pop Surrealismo. Modera l’incontro Leonardo Merlini.

 

Nerospinto ha fatto due chiacchiere con Giulia.

 

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NEROSPINTO: Raccontaci un po' chi sei

 

GIULIA JURINICH: Chi sono? Sono una giovane storica dell'arte. Sono nata e cresciuta nella terraferma veneziana. Dopo il diploma sono andata a studiare a Roma: il periodo più bello della mia vita. Dopo la laurea sono tornata a Venezia per motivi economici. E da lì.... la ricerca di una collocazione nel mondo lavorativo e culturale. Un contest internazionale vinto, un progetto ambizioso portato a termine, l'insegnamento, i viaggi, le speranze ...

 

NS: Quali esponenti del mondo Pop ti hanno più ispirato?

 

G.J.: Sicuramente Andy Warhol ed il suo modo di reinterpretare il concetto di arte,  rendendola ripetitiva e fruibile ed il suo ideale di assurgere ad opera d'arte anche ciò che è parte del quotidiano. Un artista di tale calibro ha cambiato la storia dell'arte continuando ad influenzare le nuove tendenze contemporanee, non solo i Pop-surrealisti, ma anche personaggi come Takashi Murakami, che fa suo anche il concetto di Factory.

 

NS: Quali invece del surrealismo?

 

G.J.: Surrealismo? Sicuramente Dalì. Con le sue atmosfere oniriche portate all'estremo, con il suo disegno perfetto, il suo colore iperreale, i suoi particolari minuziosi. Dalì è stato il primo a confrontarsi con la commercializzazione delle sue opere e della sua figura al punto da meritarsi il soprannome di Avida Dollars.

 

NS: Cos'è per te il pop surrealism?

 

G.J: Il Pop-Surrealim per me è un'avventura; un percorso all'interno del quale ho scoperto degli aspetti di me stessa che non conoscevo. Un  modo per capire che non sempre i nostri lati oscuri sono negativi. Il Pop-surrealism è un viaggio negli USA, nella loro cultura, nei loro controsensi. E' una visione dell'arte che si riappropria di tecniche antiche mediandole col nuovo. E' un modo di dire di dire le cose con grazia, con violenza, con ironia, con provocazione.

 

NS: Come mai hai scelto di collaborare con silvia? È un patto tra donne o è perché ti ci rivedi nelle sue opere?

 

G.J.: La collaborazione con Silvia è nata spontaneamente e per questo credo che sia una collaborazione ben riuscita perchè quando nascono in maniera spontanea esaltano la parte migliore di ognuna delle parti. Non si può parlare di patto tra donne, ma siamo donne nelle arti e conseguentemente abbiamo un linguaggio comune; abbiamo delle esperienze comuni, e adesso stiamo facendo insieme un pezzo di strada.

 

NS: Sei nata a Venezia, un museo a cielo aperto: ci vivi o hai scelto di andartene? Come mai?

 

G.J.: Ho scelto di andarmene. Per questo sono andata a Roma per fare l'Università. Ci vivo. Perché per motivi economici sono dovuta tornare. Ma vorrei andarmene via. Ancora. Venezia è una città bellissima. Ma è autocelebrativa.  Riflette se stessa, come nelle acque dei rii, ed  io non mi ci ritrovo. Il mio rapporto con lei sarà sempre "odi et amo".

 

NS: Hai avuto contatti diretti con i ragazzi grazie alla tua attività di insegnamento, pensi che i giovani di oggi siano disincantati? Sono effettivamente interessati all'arte?

 

G.J.: Io credo che, in linea di massima, i giovani di oggi subiscano delle problematiche che sono legate alla società nella quale vivono: una società che non si fida, che comunica  esclusivamente tramite social network, perdendo il senso della parola e della vicinanza fisica. Tutti sono amici di tutti ma in realtà non sono amici di nessuno. Non è facile rapportarsi con loro., anche se il gap generazionale è basso. Se però si superano da entrambe le parti, le barriere erette dai ruoli, dalle apparenze, dal pettegolezzo, si possono instaurare dei rapporti di stima e rispetto reciproco, a prescindere dall'età. I ragazzi sono interessati all'arte nel momento in cui si rendono conto che l'arte è fatta da uomini come loro. Se l'arte rimane sui libri di testo diventa una materia come tutte le altre. Sta all'insegnante fare la differenza, ferme restando le predisposizioni naturali di ciascuno.

 

NS: Che musica ascolti e che film ti piacciono?

 

G.J.: Che domanda difficile! Io ascolto tutta la musica .... dal punk, al rock, cantautorato italiano, pop, rap ..... La musica accompagna tutti i momenti della mia vita. Quando studio, quando scrivo, quando mi riposo. Per i film vado molto ad estro anche se il mio film preferito in assoluto è "L'attimo fuggente".

 

NS: Quali artisti attuali secondo te sono da tenere d'occhio?

 

G.J.: Tra i pop-surrealisti italiani sicuramente Silvia Viganò, Natascia Raffio, Nicoletta Ceccoli, Alessia Iannetti, Niba. Al di fuori di questa corrente apprezzo molto la poetica artistica di Massimo Mion, di Alba Kia, Concetta de Pasquale, Chiara Spagnoli.

 

NS: Quali sono i tuoi imminenti progetti?

 

G.J.: Vorrei trovare un lavoro che mi permettesse di utilizzare al meglio le competenze che ha acquisito non solo con i miei studi, ma anche con le mie esperienze lavorative e di viaggio.

 

 

Lucia Lanzini

 

Giulia Jurinich è nata a Venezia nel 1985. Dopo aver conseguito la maturità classica presso il Liceo Ginnasio “R. Franchetti” di Mestre, si trasferisce a Roma dove, nel 2008, si laurea col massimo dei voti, in Studi Storico Artistici presso l’Università di Roma La Sapienza. Prosegue la carriera universitaria nel medesimo Ateneo, e nel 2011, consegue, sempre con il punteggio di 110 con lode/110, la laurea specialistica nella medesima disciplina. Nel 2009 pubblica il primo saggio monografico in lingua italiana sull’artista giapponese Takashi Murakami dal titolo “Takashi Murakami. La rivincita di un nerd”, frutto del suo amore per l’arte contemporanea, la moda e i fumetti, presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino 2010, ed in vendita presso rinomate sedi museali e culturali italiane. Lo studio per l’universo underground la porta a scoprire il fenomeno artistico del Pop Surrealism, a cui dedica questo suo secondo saggio, sintesi di alcune delle sue più grandi passioni e di anni di ricerche e di viaggi. Finalista allo Spoleto Art Festival 2011 sezione Letteratura, con un estratto dal saggio inedito “Dada, Surrealismo ed Esoterismo”, attualmente, oltre a collezionare opere pop surrealiste, collabora con alcune riviste d’arte online cercando di porre l’attenzione anche sulle nuove ed emergenti voci dell’arte contemporanea.

Negli ultimi anni, oltre ad avere insegnato Storia dell’Arte in alcune scuole della provincia veneziana, ha vinto un importante contest internazionale di idee con il progetto Carpe Artem, un progetto che prevedeva l’interazione tra studenti delle superiori ed alcuni artisti contemporanei e che è culminato con la realizzazione di una mostra presso una galleria dell’interland veneziano

 

 

 

Redazione Nerospinto

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