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"L'ultimo giorno di Luigi Tenco" di Ferdinando Molteni

Esce il libro di Ferdinando Molteni “L’ultimo giorno di Luigi Tenco”, edito da Giunti.

 

Nella camera 219 dell’Hotel Savoy di Sanremo, nelle prime ore del 27 Gennaio 1967, avvenne un fatto che nessuno avrà mai il coraggio di confessare. Finora tutto è rimasto soffocato tanto dalla paura e dal silenzio di coloro che sapevano qualcosa quanto dal chiacchiericcio di alcuni opportunisti in cerca di notorietà.

Nessuno, in tutti gli anni a venire, è stato in grado di spiegare come il corpo di Tenco fosse finito lì e perché soltanto una pistola, di due che il cantante deteneva, sia stata ritrovata. Nella lunga notte di Sanremo nessuno sentì quel colpo di pistola e tutti si preoccuparono di salvare se stessi, le proprie carriere e lo spettacolo del Festival.

La storia dell’ultimo giorno della vita di Luigi Tenco è un insieme di misteri, miserie e mediocrità. Di piccoli e grandi fatti perlopiù stravolti da notizie inventate e da fraintendimenti.

La mitografia sulla morte di Tenco si è arricchita, anno dopo anno, di ulteriori particolari e di inutili ipotesi che hanno reso quasi invisibile la storia del giovane cantante antecedente a quel fatto.

Sulla sua morte e sulle vicende successive sono usciti centinaia di articoli a partire da quella notte drammatica. In ciascuno c’è, probabilmente, un frammento di verità o almeno questo è il punto di partenza di Ferdinando Molteni, autore de “L’ultimo giorno di Luigi Tenco”, edito da Giunti.

L’autore ripercorre gli ultimi istanti di vita del cantante, a partire dal momento in cui lasciò la sua casa di Recco, Domenica 22 gennaio 1967, per partecipare al Festival di Sanremo.

159 pagine che si leggono d’un fiato proprio come frenetici e confusi sono stati gli ultimi giorni vissuti dall’artista genovese che Fabrizio De Andrè definì il primo cantautore italiano: un musicista colto e un interprete raffinato, con il desiderio di tracciare una nuova strada per la canzone, legata alla tradizione italiana e al folk.

Il libro colpisce per la volontà chiara sin dalle prime pagine di spogliarsi di finte teorie e di supposizioni, restituendoci gli eventi come realmente si sono sviluppati. L’intento non è quello di scoprire un’altra ennesima “verità” sulla morte di Tenco ma di discernere finalmente cosa è successo e cosa sicuramente non è mai avvenuto in quella tragica notte.

Ne emerge il ritratto credibile e sincero di un cantautore autentico e innovativo, vitale ma diffidente, idealista ma consapevole del suo mestiere e dei canali attraverso cui si manifesta al grande pubblico.

“L’ultima notte di Luigi Tenco è la notte di un uomo solo” –spiega Molteni- “un uomo solo davanti al suo destino e a una morte che lo avrebbe consegnato al futuro. E forse alla storia. Anche se lui non lo sapeva. Perché lui avrebbe voluto vivere ancora.”

 

 

“L’ultimo giorno di Luigi Tenco” di Ferdinando Molteni Giunti Editore

 

Redazione Nerospinto

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