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Milano sotto le stelle del jazz con Giulia Malaspina: nuovo album e concerto al Blue Note|||

Milano sotto le stelle del jazz con Giulia Malaspina: nuovo album e concerto al Blue Note

“Il mio concerto al Blue Note di Milano del 26 maggio? Un sogno che si realizza. È un palco dove suonano i grandi artisti... E poi le persone come me”. L'umiltà, insieme alla bravura, è il tratto caratteristico di Giulia Malaspina, uno dei talenti più brillanti del jazz italiano.

Giulia, nata a Monza nel 1989, torna in Italia per uno spettacolo che è già sold out e arriva al termine di un periodo ultradecennale di studio e lavoro tra Boston – dove ha frequentato il prestigioso Berklee College of Music, dopo il diploma alla Civica Scuola di Musica "Claudio Abbado" – e New York.

Proprio nella Grande Mela ha vinto nel 2015 il Made in New York Jazz Competition, classificandosi al primo posto per il miglior arrangiamento (e al terzo nella graduatoria generale) grazie alla sua personale rivisitazione di un grande classico della musica italiana, “Estate”, del cantautore Bruno Martino. Ma Giulia Malaspina, che nonostante la giovane età ha già un curriculum di tutto rispetto (unica musicista italiana a essere stata invitata nel 2018 all'Havana International Jazz Festival), non si limita a riarrangiare l'esistente.

E infatti il 24 maggio esce il suo album “No more pain”, da lei definito come “un viaggio in tutti i sensi. È un disco prodotto con strumenti elettrici e suoni elettronici, un album semplice e puro che rappresenta le varie fasi di stati d’animo che ho provato nel mio percorso. Il messaggio di 'No More Pain' è positivo: non bisogna mai arrendersi, anzi dobbiamo credere fino in fondo nei nostri sogni per essere felici”.

Lo presenterai al Blue Note di Milano, a due passi da casa tua. Un sogno che si realizza?

Assolutamente sì. Sono già emozionata adesso, figuriamoci quando salirò sul palco. Per quei pochi che non lo sapesserp le capitali mondiali del jazz sono New York, Tokyo e Milano. Finora al Blue Note ero stata solo come spettatrice, lo considero un luogo magico dove suonano i grandi artisti... E poi le persone come me che sono all'inizio di un percorso e hanno la fortuna di poter fare un concerto lì!

Che spettacolo sarà? Suonerai esclusivamente le canzoni tratte da “No more pain”?

Non solo, ci sarà spazio anche per un brano che non è presente nel disco, oltre che per gli arrangiamenti di alcuni brani italiani che ho inserito nel mio repertorio, come “Estate” e “Onda su onda” di Paolo Conte. Saranno arrangiamenti molto diversi dagli originali, che rispecchiano me stessa e il mio modo di vivere e concepire la musica.

Studiando e lavorando alcuni anni negli Usa, i miei gusti sono cambiati molto. Merito dei musicisti di ogni parte del mondo con cui sono entrata in contatto. Tutto ciò che so della musica brasiliana, per dire, l'ho imparato da chitarristi brasiliani, mentre dai miei amici cubani ho imparato a ballucchiare e suonare la salsa! Insomma, ho appreso nuovi generi musicali senza stare necessariamente sui libri.

Perché questo titolo, “No more pain?”

È il titolo di uno degli otto brani del disco. L'ho scelto perché lo ritengo il più rappresentativo del messaggio che intendo esprimere: bisogna sempre credere in se stessi senza mai smettere di sognare.

Alterni canzoni in italiano ad altre in inglese. Per quale motivo?

Io sono italiana ma mi sono formata musicalmente in America. Le canzoni in inglese di questo disco sono cantate con accento italiano. L'ho fatto per dare all'album un tocco... esotico! “No more pain” è un disco che ho iniziato a scrivere nel 2014. L'anno dopo l'ho registrato a New York con un produttore americano, ma non ero soddisfatta del risultato finale. Il primo disco deve essere qualcosa di “personale” e alla fine ho deciso di rifarlo ex novo scegliendo da sola strumenti, studio e musicisti, e pubblicandolo una prima volta nel 2017. Due anni dopo... Rieccoci qui!

C'è una canzone del disco che ti rappresenta più di altre?

In realtà no. Ognuna di essere è parte di un percorso che riflette la vita di tutti gli esseri umani. Parti che sei un bimbo, quando pensi di essere un re e di poter fare qualsiasi cosa. È uno stato d'animo che ho cercato di esprimere con un groove più tendente al rock-pop energico, molto “disney”.

Poi la vita continua, diventi adolescente e hai un piccolo momento di depressione. È lì che ti chiedi: “Cosa faccio della mia vita?”. Per questa fase ho scelto una ballad, un brano più “tristolino”, ma che finisce bene. Il senso del disco è che puoi cadere, ma ti rialzerai sempre.

Tu però hai sempre avuto le idee chiare sulla tua carriera da musicista...

Fin da piccola amavo suonare il pianoforte. Ogni volta che ne vedevo uno mi avvicinavo e lo suonavo. A orecchio eh! In questo modo ho imparato qualche canzoncina. Poi ho cominciato a studiarlo in modo serio, anche a scuola. Fino a quando sono andata all'Umbria Jazz Festival. Avevo 17 anni ed è stato lì che mi sono innamorata del jazz. Prima ascoltavo musica classica e cantautori: Paolo Conte, Celentano, Mina, Sergio Endrigo... Insomma, tutte canzoni un po' “vecchiotte”!

Come spieghi il tuo amore per il pianoforte? 

È il re degli strumenti, bello esteticamente e piacevole da ascoltare. L'artista che mi ha ispirato di più? Diana Kroll, una donna che suona il piano e canta in maniera semplice e spontanea. Quando ho scoperto la bellezza della sua musica mi sono detta: “Voglio diventare come lei!”.

Quanto ti ha fatto crescere l'esperienza al Berklee College of Music di Boston?

Al di là della scuola, mi ha cambiato per le persone con cui mi sono rapportata. Evidentemente la mia preparazione è cresciuta perché entrando a contatto con persone diverse impari ad apprezzare diverse cose e a capire i gusti degli altri. E in questo modo miglioro il gusto che ho io.

Quando hai capito di poter trasformare la passione per la musica in un lavoro?

Non ho mai pensato che la musica non potesse esserlo. D'altronde, nel mondo della musica esistono varie sfaccettature. Ci sono le composizioni, le performance e l'insegnamento, per non parlare delle musiche per film, serie tv e pubblicità. È un settore che ti offre varie opportunità.

Progetti per il futuro?

Sto lavorando a un disco di brani italiani che uscirà nel 2020- Ho selezionato alcune canzoni storiche della nostra musica come “Io che amo solo te” e“Tintarella di luna”... Tutte con riarrangiature personali.. E poi i concerti! Prevedo di poterne fare degli altri in Italia e all'estero.

INFORMAZIONI UTILI

Sito ufficiale: https://www.giuliamalaspina.it/

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/giuliamalaspinamusic/

Pagina Instagram: www.instagram.com/giulia_malaspina_music

Roberto Bordi

 

Roberto Bordi

Genovese classe 1989, vivo ogni giorno come se fosse il penultimo. Musica e cinema solo d'autore. Come il pesto.

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