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Morgan racconta il suo libro a teatro

Morgan, personaggio eccentrico e fuori dalle righe, polistrumentista e cantautore, fondatore dei Bluvertigo, arriva al Teatro Manzoni di Milano con la sua ultima fatica letteraria.

 

Sul palco, insieme agli inseparabili Bluvertigo, reduci da Sanremo 2016 con il brano Semplicemente, Morgan porta la sceneggiatura tratta dalla sua opera Il libro di Morgan dal vivo edita da Einaudi. In scena il 22 marzo, lo spettacolo in cinque atti si snoda tra parole, immagini e performance.

Un libro in cui l’artista racconta se stesso e che per la pièce teatrale coniuga diversi linguaggi, che alternano parole e immagini attraversando la musica grazie all’esecuzione live di brani che mescolano quelli del suo repertorio con altri creati apposta per lo spettacolo.

Il viaggio nella vita di un uomo che non si è fatto mancare nulla a partire dall’amore, in particolare quello per la musica, eterna e fedele compagna. Si passa poi per le pieghe delle umane debolezze, delle fragilità irrisolte, fino a toccare il dolore prima del riscatto, sempre caratterizzato dall’inesauribile grinta che ha fatto di Morgan l’uomo che conosciamo oggi.

Un percorso a ritroso quello in cui si viene guidati da questo eclettico artista, che torna indietro fin alle radici della sua infanzia e mostra quei turning points  che messi insieme costruiscono la cartina della sua esistenza. Si crea così un vero e proprio ambiente familiare, anche grazie alla presenza della sorella Roberta Castoldi che cura la sceneggiatura.

Un itinerario raccontato anche delle parole estrapolate dal libro, che ingolosiscono il lettore/spettatore: “Io non vivo infatti, io volo. Sono sempre in alta quota, leggero, costantemente in orbita, lanciato anche a piombo talvolta, è la sensazione che ho, quella di non avere i piedi per terra, ma sono ricompensato da una buona dose di senso pratico in quello che faccio. Il mio non avere i piedi per terra non è l'avere la testa fra le nuvole, tutt'altro. Sono concreto, pratico, forse cervellotico ma pratico, e se ci penso sono anche un romantico idealista”.

Una figura istrionica e votata alla musica, capace di partorire l’imperdibile autobiografia di un’anima complessa ma razionale trasformandola in uno spettacolo teatrale in bilico tra l’io, l’amore, la musica, gli stronzi e Dio.

Raffaella Berardi

Redazione Nerospinto

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