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Ricordando il grande attore John Hurt nelle sue più importanti interpretazioni

Il grande attore britannico John Hurt ci ha lasciato lo scorso 25 gennaio. Ma chi era davvero Hurt e perché la sua scomparsa ha colpito così tanto il mondo del cinema internazionale?

John Hurt era un attore a tutto campo, come lo erano molti della sua generazione, interpreti senza paura che amavano cimentarsi in ruoli differenti e in pellicole tanto diverse tra loro. Hurt passava con garbo e convinzione dal ruolo di un eroinomane a quello di un generale, da quello di un costruttore di bacchette magiche a quello di un genio pazzoide. E con la stessa caparbietà e con lo stesso talento incantava i suoi connazionali britannici a teatro tanto da conquistare il titolo di ser e ottenere onorificenze e riconoscimenti anche nell’ambito accademico e universitario per il suo indiscutibile talento artistico.

Hurt recita in moltissimi film e con i registi più quotati ma le pellicole che lo hanno consacrato in tutto il mondo sono solo dieci. Vere e proprie opere cinematografiche che hanno segnato la storia del cinema e che continueranno a essere un punto di riferimento per i cineasti del futuro. Nel 1978 esce Fuga di mezzanotte dove Hurt ha solo un ruolo minore che ha accettato senza neanche leggere a fondo il copione solo perché a dirigere la pellicola c’era Alan Parker e nel ruolo di compagno di cella dell’interprete principale si conquista una Golden Globe e si fa conosce alla Hollywood che conta. Il film è basato su una storia vera e racconta le condizioni disumane delle carceri turche dove vengono imprigionati gli stranieri trovati in possesso di sostanze stupefacenti. È un vero successo personale per Hurt che segnerà positivamente la sua successiva carriera.
L’anno successivo John Hurt recita al fianco di Sigourney Weaver in Alien di Ridley Scott, la pellicola di fantascienza che ha segnato un’epoca. Nel film Hurt è il dottor Kane, dell’astronave Nostromo e dal suo stomaco fuoriesce appunto l’alieno su cui si basa l’intera pellicola.
Il 1980 è invece l’anno di Elephant Man otto candidature all’Oscar per il film più drammatico di David Lynch. Un ragazzo afflitto dalla sindrome di Proteo, appunto Hurt, viene emarginato e vessato per quasi tutta la sua esistenza fino a che il suo caso non approda addirittura alla corte della regina Vittoria suscitando l’indignazione e la solidarietà di tutti.
Nel 1984 esce Orwell con la regia di Michael Redford dove Hurt è lo scrittore costretto a riscrivere le sue pagine perché i suoi diretti superiori lo costringono ogni giorno a cancellare quello che ha scritto.
L’anno 2001 porta il talento e la straordinaria bravura di Hurt a servizio del cinema per i più giovani e l’attore britannico delle pellicole più drammatiche cede il posto a uno dei personaggi della saga più amata di sempre, Harry Potter. Ne La pietra filosofale,  Hurt è il mitico costruttore di bacchette magiche un ruolo nuovo e innovativo per lui ma che lo riporta all’attenzione del grande pubblico che lo acclama ancora una volta per il suo incredibile trasformismo.
Il regista McTegue vuole Hurt nel 2005 per la sua pellicola più celebre V per Vendetta dove interpreta l’alto cancelliere Adam Stutler nel regime totalitario immaginato a Londra dal regista.
Indiana Jones e il tempio di cristallo del 2008 è la pellicola di Spielberg che vede Hurt nei panni di uno scienziato geniale e un po’ pazzo che però conosce l’antica lingua dei Maya e per questo diventa un valido aiuto nelle vicende rocambolesche del protagonista.
Lezione 21 di Alessandro Baricco sempre del 2008 vede John Hurt recitare per la prima volta in una produzione tutta italiana, la pellicola non è particolarmente brillante il ruolo di Hurt è costruito alla perfezione su di lui e sulle sue doti.
Nel 2011 esce, invece, La talpa di Thomas Alfredson, probabilmente uno tra i migliori film di spionaggio di questo decennio con un cast di nomi eccellenti dove si inserisce alla peferzione anche Hurt nel ruolo di un ex capo dei servizi segreti.

Quest’anno 2016 vede l’ultima apparizione di John Hurt da tempo malato di cancro e che muore lo scorso mese. Il film è Jackie e il suo ultimo ruolo è quello del padre spirituale di Jacqueline Kennedy, il gesuita Richard McSorley.

Antonia del Sambro

Redazione Nerospinto

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