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Sanremo 2019: nella serata dei duetti vince Motta tra i fischi del pubblico

La serata dei duetti rende più avvincente lo spettacolo ma gli ascolti non decollano. Davanti alla tv ci sono stati 9.552.000 telespettatori con il 46,1% di share.

Per l'appuntamento con i duetti lo scorso anno, il Festival aveva registrato una clamorosa esplosione degli ascolti, tenendo davanti allo schermo 10 milioni 108 mila telespettatori, pari al 51,1% di share.

Come viene aperta la serata dei duetti? Ma con una canzone di Claudio Baglioni ovviamente. Il dirottatore artistico canta Acqua della luna. E le coreografie di apertura restano uno dei momenti più spettacolari di questo Sanremo 2019.

 

Arrivano poi i co-piloti e si parte subito con la gara. Una lunghissima serata di musica con 24 duetti e oltre 50 artisti sul palcoscenico (numeri da record). Pochissimi i momenti comici e unico ospite della serata Luciano Ligabue. Canta il nuovo singolo Luci D’America e dopo una (evitabile) gag con Claudio Bisio è la volta di Urlando contro il cielo. Toccante il duetto con Claudio Baglioni sulle note di Dio è morto di Francesco Guccini.

Emoziona Claudio Bisio con un monologo sull’essere padre tratto da Gli sdraiati di Michele Serra. Lo chiude Anastasio, rapper vincitore di X Factor, con un inedito da lui scritto per l’occasione con importanti riferimenti all’attualità: “tuo figlio idolatra un idiota che parla di droga e di vita di strada”.

Ad aprire la gara Federica Carta e Shade con una sorprendente Cristina D’Avena. Motta duetta con Nada, il duetto convince, tanto da vincere la serata dei duetti (secondo il giudizio della Giuria di qualità, va detto). Noemi, invece, non riesce ad amalgamarsi con Irama. Per una sera forse si sarebbe potuto rinunciare al coro gospel sull’inciso. La sensazione è che c’erano troppe voci poco amalgamate.

Patty Pravo arriva sul palco in ritardo, ma l’aggiunta di Giovanni Caccamo, piano e voce, dà al brano cantato con Briga una nuova intensità. I Negrita convincono con un decano come Enrico Ruggeri e Roy Paci alla tromba. Molto bravo il violinista Alessandro Quarta che accompagna Il Volo. Musica che resta appare meno urlata e più personale in questa versione. In sala è standing ovation.

Arisa in duetto con Tony Hadley e con le coreografie del gruppo di danzatori Kataklò crea un momento di vero spettacolo. E la versione di Mi sento bene metà italiana e metà inglese è convincente. Guè Pequeno è l’ospite di Mahmood, ma Soldi è meglio nella versione originale. Ghemon, Diodato e i Calibro 35 rendono Rose viola più intima. I tre artisti regalano uno dei momenti di maggior qualità musicale. Francesco Renga duetta con Bungaro dando al brano un’impronta più cantautorale. Sulle note di Aspetto che torni danza Eleonora Abbagnato accompagnata dall’étoile tedesco Friedemann Vogel. Dispiace che la coreografia viene però poco inquadrata dalla regia.

Ultimo e Fabrizio Moro mostrano uno straordinario feeling artistico. Tuttavia, I tuoi particolari è più efficace nella versione originale. Nek stravolge Mi farò trovare pronto grazie all’intervento di Neri Marcorè che recita È l’amore di Borges, la poesia che ha ispirato il brano. È poi la volta di The Zen Circus con Brunori Sas.

Paola Turci duetta con Beppe Fiorello che conferisce al brano un’inaspettata teatralità. Anna Tatangelo duetta con l’amica Syria che rende Le nostre anime di notte un brano meno melodico e più moderno. Gli Ex-Otago scelgono il cantante internazionale Jack Savoretti. Un duetto efficace e Solo una canzone è davvero un bel brano. Enrico Nigiotti accompagnato al pianoforte da Paolo Jannacci interpreta con grande intensità Nonno Hollywood. La versione più lenta permette di apprezzare ancora di più la lettera d’amore al nonno che non c’è più.

Loredana Bertè e Irene Grandi infiammano l’Ariston. Le due artiste mostrano un certo feeling e Cosa ti aspetti da me è un brano rock nelle loro corde. Il pubblico in sala risponde con una standing ovation. Daniele Sivestri con Rancore e Manuel Agnelli crea uno dei momenti più intensi della serata. Parole nuove di Einar resta un pezzo sbiadito, nonostante l’apporto degli “amici” Biondo e Sergio Sylvestre.

Cristicchi duetta con Ermal Meta e Abbi cura di me si conferma come una delle canzoni migliori di Sanremo 2019. Nino D’Angelo e Livio Cori anche con l’apporto dei Sottotono non riescono a rendere il brano convincente. Ultimi, l’accoppiata più attesa, Morgan e Achille Lauro. Lauro si sdraia sul pianoforte, Morgan suona prima il piano, poi il basso, poi torna al piano.

Un’esibizione energica e movimentata chiude la lunga serata dei duetti. Molti brani hanno acquistato valore e mostrato nuove sfumature grazie all’apporto degli ospiti.

La quarta serata si conclude con i fischi del pubblico in sala per la consegna del Premio “miglior duetto” a Motta e Nada per Dov’è l’Italia. In effetti c’erano delle esibizioni (Loredana Bertè e Irene Grandi, in primis) che avrebbero maggiormente meritato il primo posto.

La speranza è che i verdetti di questa sera possano essere più condivisibili e meno fischiati.

 

Luca Forlani

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