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Simboli nello Yoga e nelle Asana della Tradizione

Parte 1

Nella Asana appare molto chiaro l’aspetto simbolico che ricoprono. Ogni postura è legata in qualche modo sia a una forma, animale o vegetale che a una divinità ad essa associata.

Ovviamente il legame che ha un Asana con una divinità non vincola il praticante a dover esser devoto a Shiva piuttosto che all’Induismo. Bisogna tener bene in mente che: 1 – le Asana si rifanno a delle divinità nel senso che ne esprimono qualità e caratteristiche (ad esempio energia, forza vitale, forza sessuale, ecc.) 2- non mi stancherò mai di ripetere che lo Yoga non è una religione ma una percorso emozionale, spirituale e fisico che avvicina alla comprensione delle qualità migliori del proprio credo e del proprio animo.

Associare un Asana a una particolare figura ne svela man mano le potenzialità e pregi fornendo man mano, al praticante, un personale “libretto di istruzioni” per la realizzazione della postura. Nonché fargli capire i propri limiti e sapere fin dove, di volta in volta, si può spingere con il proprio corpo e la propria mente.

Trovate strano che non ci siano delle descrizioni dettagliate o oggettive sulle Asana? Anche no. Se si pensa che ogni fisico, corpo, condizione mentale e quant’altro sono diverse l’una dall’altra (insomma: gli uomini non sono fatti con uno stampino per dolci) si avrà subito la risposta. Certo, ci sono dei consigli o delle spiegazioni su come preparare una posizione yogica (illustrate magistralmente dal maestro Iyengar) ma la piena realizzazione di un Asana sarà sempre diversa per un individuo piuttosto che per un altro.

Seguire un percorso yogico, dunque, fa diventare l’uomo un “esploratore di Sé stesso”. L’esploratore è invitato ad aggiungere nuovi tasselli alla propria esperienza  segnata da dinamicità e impermanenza.

La comprensione della simbologia yogica, inoltre, diviene completa man mano che il corpo, la mente e lo spirito si avvicinano ad assumere una forma. Più la mente si accosta a quella figura più il nostro corpo si adatterà alla medesima e assumerà quell’atteggiamento richiesto dall’Asana. Non è importante compiere un Asana come una fotocopia vista in un libro o in una rivista ma entrarci con la giusta motivazione, la giusta intensità…altrimenti perché mai si direbbe che lo Yoga può esser praticato da tutti e ad ogni età?

Trikonasana_ la dualità maschile/femminile. (Trikona_triangolo)

La posizione del Triangolo fa assumere al nostro corpo due triangoli sovrapposti che rappresentano, nella tradizione induista, l’equilibrio tra l’energia maschile e quella femminile. Il triangolo con la punta verso l’alto è il simbolo di Shiva, del maschile, del fuoco che sale verso il cielo, e indica il cammino dal molteplice verso l’uno. Il triangolo con la punta verso il basso è il simbolo di Shakti, della potenza femminile, e indica il percorso dall’uno al molteplice. Si ricordi che i due triangoli con la punta verso il basso e verso l’alto sono usati nel medesimo senso nel mondo esoterico. La sovrapposizione dei due triangoli formano anche la Stella di David.

Il triangolo rappresenta anche l’unione di corpo, mente e spirito. E’ una figura capace di resistere alla pressione; consente quindi al praticante di chiedersi in quale misura riesce a resistervi.

Natarajasana_ La Danza come strumento di meditazione dinamica.

Shiva, citato in precedenza, è il primo che, secondo la leggenda, insegna la pratica dello Yoga a Paravati, sua moglie. Un pesce che nuotava la vicino, udendo le sue spiegazioni, si avvicina e ne carpisce gli insegnamenti. Successivamente il pesce sarà trasformato da Shiva, con uno spruzzo d’acqua, nel saggio Matsyendra che insegnerà lo Yoga agli uomini. Ci sono innumerevoli leggende a riguardo ma, in generale, è andata così.

Shiva è anche chiamato Nataraja, il Signore della Danza, la cui danza cosmica, detta Tandava, è simbolo dell'eterno mutamento della natura, dell'universo manifesto, che attraverso una danza equilibra con armonia i cicli vitali dell’universo.

Una delle forma in cui incontriamo Shiva nella pratica delle Asana è quindi Shiva Nataraja, Signore della danza.

La danza è, nell’Asana, una forma di meditazione, che amplifica la personalità del danzatore conducendolo verso l’esperienza del divino e la realizzazione della propria natura. La danza è anche un atto creativo, che risveglia le energie latenti, radunando e liberando le forze che sono in grado di plasmare il mondo.

La danza della posizione incarna l’energia cosmica nelle sue “cinque azioni” fondamentali: creazione, conservazione, distruzione, occultazione dell’essere autentico e grazia salvifica.

Continua…

 

Namasté,

Vittorio Pascale

Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano

Fondatore della pagina Fb: Yogamando_ Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano

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Redazione Nerospinto

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