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Le piste dell'Alta Badia ritornano ad essere popolate da buona cucina e amanti dello sci, dove il Gourmet Skisafari presenta i “Sapori dell'infanzia”.

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Con “In vetta con gusto” l’Alta Badia si tinge dei colori dell’arcobaleno, rappresentati nei piatti ideati da alcuni chef stellati.

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Skicarousel Vintage Party è l’evento in stile retrò che conclude in bellezza la fine della stagione sciistica in Alta Badia.

Il 17 luglio alle ore 19.00 inaugura al Mint Café (viale Bligny 15) la mostra fotografica di Silvia GiovanardiHoney Moon 1”, che sarà visibile fino a fine agosto. Si tratta di una visione personale di un Giappone “amoroso” visto ed esperimentato durante una piacevole luna di miele intrisa d’amore. La nazione appare in tutta la sua maestosità e potrebbe essere accostabile a una bellissima donna che colpisce per la sua fragranza, la squisitezza, la purezza e la grande riserva di energie.

L’intreccio narrativo seduce lo spettatore col suo incanto fatto di privilegi nascosti, di piccoli gesti, di rituali semplici e sfarzosi allo stesso tempo, di protezione, di sottili rumori visivi e di estremo rispetto per la bellezza. Qui, il Giappone come solenne maestro di vita, visto con gli occhi di una donna innamorata.

Silvia Giovanardi nasce a Rimini il 7 agosto 1988. Fashion Designer e Fotografa, inizia molto presto a specializzarsi nella preziosa arte della fotografia naturalistica, studiando tutto sin nei minimi dettagli, servendosi di trionfali quanto antiche macchine fotografiche reflex analogiche. Parallelamente alla sua passione per il fashion design, si evolve la sua arte fotografica, che l’ha portata, terminati gli studi presso lo IED di Milano, a fare il passo decisivo: entrare nell’incantevole mondo di una macchina a telemetro digitale, rivoluzionando e incentivando la qualità del suo lavoro. Silvia Giovanardi stampa su tessuto i suoi gioielli fotografici per dare vita a capi tridimensionali, che raccontano una storia: la sua storia.

Mint Café offre un’atmosfera intima e accogliente, che richiama le ambientazioni nordiche. Adeguandosi agli standard internazionali, il locale propone la formula all day long, aperto dalla mattina sino alla sera, offrendo abbondanti colazioni e piatti sfiziosi e leggeri per pranzo, ponendo cura e attenzione alle esigenze di vegetariani e vegani. Punto di forza del concept è assicurare la qualità del cibo e un gusto genuino dei sapori autentici, freschi e stagionali, in un’atmosfera dal design naturale ed ecosostenibile. Facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, Mint Cafe mette a disposizione di tutta la clientela il collegamento gratuito alla rete wireless e il servizio take away.

Mint Café Viale Bligny 15, 20136 Milano

Per info e prenotazioni: Tel – 02 89059930 website – www.mintcafe.it FB Page – www.facebook.com/mintcafemilano Aperto dal lunedì al sabato, dalle 7 alle 21

Indira Fassioni

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La Galleria Guido Costa Projects di Torino ospiterà fino al 31 ottobre 2015 un’incredibile retrospettiva dedicata al lavoro di Nan Goldin, una delle più grandi fotografe donne universalmente note.

L’identità di una persona è qualcosa di strettamente connesso alla sua vita personale, alle esperienze che hanno segnato la sua storia, ai drammi subiti e al modo che ognuno di noi trova di sopravvivere al mondo e Nan Golgin è una che di storie da raccontare ne ha parecchie.

Artista statunitense, fotografa contemporanea per la precisione, nasce nel 1953 e passa la sua adolescenza a Boston, dove si forma alla School of The Museum of Fine Arts. Fin da subito capisce che non esiste alcuna distinzione tra vita e arte, poiché l’una diventa necessaria per la completa realizzazione dell’altra.

La sua fotografia nasce quindi come un vero e proprio diario quotidiano in pubblico e questa tipologia di rappresentazione del mondo l’accompagnerà tutta la vita. Verso la fine degli anni ’70, al Mudd Club diNew York, la Goldin inizia a esporre le sue opere, accompagnate da una colonna sonora punk, Ballad of Sexual Dependency, e la sua arte inizia sempre più a definire i contorni di quella figura che diverrà poi una delle icone delle fotografia contemporanea.

Considerata una dei Five of Boston, il suo stile è paragonabile a quello di Terry Richardson o Wolfang Tillmans e riesce a far emergere il lato più nascosto e trasgressivo della città di New York. Sceglie di esporre se stessa tanto quanto i suoi amici come parte di un ricordo vivo e tangibile, come si evince nel celebre “Autoritratto un mese dopo essere stata picchiata”, che non ha bisogno di ulteriori spiegazioni.

Gli anni ’80, si sa, negli Stati Uniti sono stati un periodo scottante, sia per quanto riguarda le contestazioni giovanili, che segnarono a pieno la “generazione difficile” dell’artista, ma anche per la diffusione inarrestabile dell’AIDS che portò Nan Goldin a realizzare il profondo potere della fotografia, legato alla capacità di mostrare il cambiamento delle persone, ma anche al doloroso ricordo di tutti coloro che aveva perso. Tuttavia, questo non le impedisce di organizzare nel 1989 la prima grande mostra fotografica sull’AIDS del mondo.

La storia di una donna che ha saputo fare della sua vita una vera e propria arte, che ha vinto la scommessa con la discriminazione di genere, facendo volare il suo nome sulle vette più alte della fotografia mondiale.

La mostra di Torino raccoglie moltissime delle sue opere, partendo dai primi anni della sua vita artistica, fino ad arrivare alle foto scattate nel corso degli ultimi 30 anni. Molte immagini sono inedite e la scelta dei soggetti è strettamente legata al suo modo di vivere.

“Le sue immagini sono lo specchio di se stessa e del mondo in cui ha vissuto”, afferma la giornalista americana Lily Tillman, uno sguardo interiore che ha dato vita a un vero e proprio genere artistico, diventato un’icona per tutti gli amanti della fotografia, ma anche soltanto per chi abbia voglia di osservare il mondo con gli occhi di una persona diversa da sé.

nan goldin / nan goldin

2 luglio 2015 – 24 ottobre 2015 la galleria resterà chiusa dall’1 al 31 agosto

Guido Costa Projects – Via Mazzini 24, Torino

Orari di apertura: dal lunedì al sabato, dalle 15.00 alle 19.00

Per info: http://www.guidocostaprojects.com/

Adele Di Giovanni

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L’Abbraccio del Kenya – locale progress through yoga”, la personale mostra fotografica del fotografo comasco Riccardo Monti che sarà protagonista nel nuovo spazio di design, sede dell'infopoint del Comune di Cernobbio, di fianco a Villa Bernasconi, dal 7 Giugno al 14 Giugno.

La mostra porta in scena il reportage fotografico realizzato da Ricky Monti in Kenya, nella zona intorno a Nairobi, nel mese di Aprile 2015 sul progetto "Africa Yoga Project", una organizzazione no-profit con base a Nairobi, Kenya.

Africa Yoga Project” è un progetto fondato nel 2007 da Paige Elenson, di NY e insegnante yoga, che ha deciso di lasciare il proprio lavoro e la propria città per spostarsi a Nairobi iniziando una nuova vita volta all’insegnamento dello Yoga.

A contatto con gli insegnanti, i membri delle loro famiglie e dei loro amici, il fotografo comasco è riuscito a catturare, con la sua macchina fotografica, istanti della loro vita quotidiana. Ogni immagine racconta e trasmette emozioni. Una ricchezza interiore e una voglia di vivere che solo l’obiettivo di una macchina fotografica riesce a catturare. Raccontare il progresso locale, in Kenya, attraverso i valori dello Yoga.

Cosa hai cercato di immortalare con la tua macchina fotografica? Il mio obiettivo di questo progetto fotografico era di cercare di comprendere prima e condividere poi con le fotografie come lo yoga sta aiutando concretamente la popolazione africana per il recupero psicofisico, la reintegrazione nella società di alcune realtà emarginate e, da non trascurare, la possibilità di offrire un beneficio economico localmente con gli insegnanti e tutto l'indotto creato per la realizzazione di infrastrutture.

Cosa ti è rimasto del tuo viaggio in Kenya? Dopo questo viaggio una parte del mio cuore è rimasta ancora in Kenya perché per me è stata una esperienza veramente unica. Ho vissuto a stretto contatto con la vera realtà di Nairobi cercando di annullare ogni mio pregiudizio e vivere a pieno ogni minuto. I primi giorni passati in Kenya ho ricevuto più abbracci che negli ultimi due anni, ecco da dove nasce il nome del progetto “L'abbraccio del Kenya”, insieme ai sorrisi e alla semplicità di tutte le persone incontrate.

L’avventura di Ricky Monti è un gesto di umanità nei confronti di una popolazione che vive ogni giorno disagi e difficoltà e che attraverso la pratica dello Yoga riesce a trovare un posto nel mondo. Le fotografie di Ricky Monti catturano attimi di intensa felicità, di forza interiore e di un grande spirito di sopravvivenza.

Portano nel mondo la filosofia di “Africa Yoga Project” che, oltre a creare posti di lavoro attraverso l’insegnamento di yoga, cerca di migliorare la vita di chi è coinvolto con notevoli benefici dal punto di vista fisico/mentale e talvolta salvando diverse situazioni molto difficili dovute alla droga o a gravi problemi famigliari. Parte del ricavato della vendita delle fotografie esposte alla mostra sarà devoluto all’organizzazione no – profit “Africa Yoga Project” per lo sviluppo di nuovi progetti in Africa.

Sara Biondi

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Torna il secondo appuntamento con l’arte del Mint Cafe, la caffetteria milanese situata in viale Bligny 15, zona universitaria vicino a porta Romana. Questa volta il protagonista è il giovane fotografo Francesco Zigliotto, che omaggia la città di Milano con scatti in bianco e nero.

La mostra “Milano, ricordi dal presente” inaugura sabato 23 Maggio alle 18,00 e sarà visitabile fino al 23 Giugno 2015.

Nato a Vicenza nel 1988, Francesco Zigliotto ha seguito le orme del padre fin dal 2009, diventando un fotografo professionista. Dopo un anno trascorso a lavorare nello studio di famiglia, si è trasferito a Milano e poi a New York, dove ha iniziato la sua carriera nel campo della moda.

Ha collaborato e lavorato come assistente per artisti di fama internazionale come Mario Testino, Steven Klein, Bob Seliger, Inez Van Lamsweerde e Vinoodh Matadin, Andreas H. Bitesnich, Wayne Maser, Richard Phibbs, Pierpaolo Ferrari e molti altri. Ha collaborato con Vogue America, Vogue Italia, Elle, Numero’, Vanity Fair, Dazed, Marieclair e Icon. Attualmente, vive e lavora fra Milano e New York.

Che vogliate prendere un caffè di passaggio, fare uno spuntino o una pausa pranzo buona e salutare, da Mint Cafe troverete un’atmosfera intima e accogliente, che richiama le ambientazioni nordiche. Adeguandosi agli standard internazionali, il locale propone la formula all day long, aperto dalla mattina fino alla sera, offrendo ricche colazioni e piatti deliziosi e leggeri per pranzo, attenti alle esigenze di vegetariani e vegani. Punto di forza del concept è garantire la qualità del cibo e un gusto genuino dei sapori autentici, freschi e stagionali, in un’atmosfera dal design naturale ed ecosostenibile. Facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, Mint Cafe mette a disposizione di tutta la clientela il collegamento gratuito alla rete wireless e il servizio take away.

 

“Milano, ricordi dal presente” mostra fotografica di Francesco Zigliotto Inaugurazione sabato 23 maggio h 18,00 In mostra fino al 23 giugno 2015

Mint Cafe Viale Bligny 15, 20136 Milano 02 89059930 www.mintcafe.it www.facebook.com/mintcafemilano Aperto dal lunedì al sabato, dalle 7 alle 21

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Palazzo della Ragione a Milano ospita Inside Out, una mostra che con 250 immagini di oltre quaranta fotografi racconta il Belpaese.

Da Gianni Berengo Gardin a Massimo Vitali, da Gabriele Basilico a Mario Giacomelli, da Luigi Ghirri a Mimmo Jodice, da Letizia Battaglia a Silvia Camporesi, una selezione di opere che testimoniano l’evoluzione del linguaggio fotografico italiano contemporaneo e, al tempo stesso, sono un atto d’amore nei confronti del proprio Paese, dei suoi paesaggi, delle sue città, dei suoi abitanti.

L’esposizione, concepita per essere un’unica iniziativa scandita in due momenti, dal 21 marzo al 21 giugno con i fotografi italiani e dal 1°luglio al 27 settembre con i fotografi del mondo, consegna al pubblico l’immagine del paese più rappresentato della terra, attraverso 600 immagini dei più importanti autori italiani e internazionali.

“Questa mostra raccoglie idealmente il testimonial delle due precedenti esposizioni dedicate ai due grandi maestri della fotografia Salgado e Bonatti che hanno raccolto un grande successo e racconta il nostro paese proponendo le fotografie di grandi fotografi che hanno colto gli aspetti principali del nostro Paese e dei suoi abitanti. Un capitolo importante del palinsesto di Expo in città che conferma la vocazione di Milano come città d’arte aperta “aperta a tutti i linguaggi dell’espressione artistica contemporanea”, ha dichiarato Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura.

Un viaggio nel tempo, nei luoghi, nelle vicende che, mescolandosi, costituiscono la trama per un riflessione su quello che l’Italia e gli italiani sono e sono stati.

La suggestione del viaggio verrà anche ricreata dal particolare allestimento di Peter Bottazzi che, per l’occasione, ha pensato a un lungo convoglio composto da diverse carrozze che ospitano, al loro interno, delle personali di ciascun autore che interpreta i luoghi dell’Italia che più l’hanno ispirato.

Con la seconda parte - OUT -, dal 1° luglio al 27 settembre 2015, le fotografie degli autori italiani lasciano il posto a quelle di grandi maestri internazionali, quali Henri Cartier-Bresson, David Seymour, Alexei Titarenko, Bernard Plossu, Isabel Muñoz, John Davies e altri.

Marco Trabucchi

INGRESSO:

intero €12 / ridotto €10

ORARI:

martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 20.30

giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30

INFO:

Palazzo della Ragione - piazza dei Mercanti, 1 - Duomo

www.palazzodellaragionefotografia.it

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Martedì 24 marzo verrà presentato presso gli spazi della Libreria Hoepli, il progetto fotografico "Nuove Vedute di Milano", una trentina di topos urbani tra centro e periferia, che rappresentano un atto profondo di riconoscenza dell'autore del progetto, Stefano Ruzzante, nei confronti della sua città.

La ricerca avviata un anno fa da Ruzzante restituisce una visione estetica originale a un luogo sempre amato dall'artista, ed è il frutto del desiderio dell'autore di rivelare nuovi aspetti del paesaggio, che lo sguardo quotidiano spesso assume e dà quindi per scontati. La tradizione è certo presente nelle "Vedute" di Ruzzante, ma in questo caso la chiave scelta fa riferimento a una contemporaneità che appare sempre come metafisica e straniante. L'obiettivo cerca un punto di osservazione da cui poter isolare l’elemento cardine della composizione, costituito da una struttura monumentale caratterizzante, che sia essa il Duomo, Porta Venezia o lo stadio di San Siro. Dopo il primo sguardo, si percepiscono gli altri elementi del paesaggio urbano che completano l’attualità dell’osservazione, come cartelli stradali, lampioni e arredi urbani, arrivando quindi all'autentico riconoscimento, il momento della rivelazione: monumento e sintomi contemporanei si staccano dal paesaggio per diventare astrazioni, figure simboliche, luoghi metafisici che assurgono a una nuova realtà poetica ed emotiva.

Ogni immagine è sintesi di una fusione cromatica di sguardi urbani, in perfetta simbiosi ad alcune superfici materiche fotografate nella città da Ruzzante: marmi, bronzi, metalli ossidati, muri scrostati, pietre antiche. Da questa sovrapposizione sapiente deriva l'incantevole sintesi che restituisce Milano a un’inedita immaginazione collettiva: la sua nuova veste appare come quella di un’Atlantide dei nostri tempi che può essere finalmente percepita dalla memoria come incanto struggente del passato e stimolo concettuale per un futuro possibile, ritrovando, al termine del viaggio, il senso di un’appartenenza storica e di quel moderno indispensabile.

 

24 marzo - 4 aprile 2015

Nuove Vedute di Milano di Stefano Ruzzante

Mostra fotografica e presentazione nuova ristampa del libro "Trentaquattro Nuove Vedute di Milano"

 

Spazio espositivo Libreria Hoepli Via Ulrico Hoepli 5, Milano

Orari Lunedì - Sabato: 10.00 - 19.30

Vernissage martedì 24 marzo ore 18.00 - 19.30 Finissage sabato 4 aprile ore 17.30 - 19.15

www.stefanoruzzante.it www.facebook.com/StefanoRuzzantePhotographer

 

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“Se le tue fotografie non sono all’altezza, non eri abbastanza vicino” - Robert Capa

La fotografia è uno scampolo di vita. Le grandi fotografie sono, anche, scampoli di inafferrabile bellezza in contesti dove la bellezza centra poco. Uno di questi contesti è la guerra. Robert Capa è uno dei grandi fotografi che rende “bella” la guerra. Non chiedetemi come faccia, i suoi scatti hanno reso immortali momenti che altrimenti sarebbero dispersi, come macerie di guerra.

Questo è uno dei principali motivi per non perdere la mostra di Capa. Un altro motivo è quello di conoscere, attraverso le sue fotografie (e i suoi racconti), un'Italia inedita, quella sotto le bombe della seconda guerra Mondiale.

Capa, padre del fotogiornalismo, pur non essendo un soldato, visse la maggior parte della sua vita sui campi di battaglia, vicino alla scena, spesso al dolore, a documentare i fatti. Attraverso la sua predisposizione al pericolo, ha seguito le truppe di liberazione americane in Sicilia e in Campania e le settantotto fotografie esposte a Spazio Oberdan mostrano una guerra fatta di gente comune, di piccoli paesi uguali in tutto il mondo ridotti in macerie, di soldati e civili. L’obiettivo di Robert Capa tratta tutti con la stessa solidarietà e colpiscono ancora oggi per la loro immediatezza e per l’empatia che scatenano in chi le guarda.

Ed è così che Capa racconta la resa di Palermo, la posta centrale di Napoli distrutta da una bomba ad orologeria o il funerale delle giovanissime vittime delle famose Quattro Giornate di Napoli. E ancora, vicino a Montecassino, la gente che fugge dalle montagne dove impazzano i combattimenti e i soldati alleati accolti a Monreale dalla gente o in perlustrazione in campi opachi di fumo, fermo immagine di una guerra dove cercano – nelle brevi pause – anche il recupero di brandelli di umanità.

BIOGRAFIA
Esiliato dall’Ungheria nel 1931, Robert Capa inizia la sua attività di fotoreporter a Berlino e diventa famoso per le sue fotografie scattate durante la guerra civile spagnola tra il 1936 il 1939. Quando arriva in Italia come corrispondente di guerra, ritrae la vita dei soldati e dei civili, dallo sbarco in Sicilia fino ad Anzio: un viaggio fotografico, con scatti che vanno dal luglio 1943 al febbraio 1944 per rivelare, con un’umanità priva di retorica, le tante facce della guerra spingendosi fin dentro il cuore del conflitto.

INFO MOSTRA

Dal 29 Gennaio 2015 al 26 Aprile 2015

MILANO - Spazio Oberdan, Piazza Oberdan

BIGLIETTERIA: € 8.00 intero; € 6.50 ridotto per gruppi da 15, over 65, dai 6 ai 18 anni, studenti fino ai 25 anni, titolari di apposite convenzioni e coupon; € 3,50 ridotto speciale per le scuole, gratuito under 6, portatori di handicap e accompagnatori, giornalisti, guide turistiche, un accompagnatore per gruppo, due insegnanti per classe

Marco Trabucchi

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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