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Per tutto il mese di luglio, al Planetario di Milano si prospetta un estate 2016 davvero strepitosa con grandi appuntamenti tra e con le stelle.

Si può riassumere in queste tre parole l’incredibile successo della commedia più francese e divertente dell’estate. Tutti pazzi per Rose sta conquistando il pubblico femminile ma anche quello maschile e naturalmente fa “impazzire” tutti gli amanti del genere. Per capirci, quelli che adorano e hanno adorato Vacanze romane, Sabrina, My fair lady.

A voler essere onesti Déborah François non ha quasi nulla dell’eleganza e dell’impalpabilità di Audrey Hepburn ma ci prova comunque con tutte le sue forze e aiutata da location azzeccatissime e da un look da perfetta mademoiselle francese anni cinquanta ci riesce anche bene.

La trama è molto semplice e quasi banale e racconta il sogno di una ingenua e anonima ragazza di provincia di sfondare nella grande città. Solo che il sogno di Rose è semplicemente quello di fare la dattilografa per una grande azienda e per un importante capo. Piccoli sogni per una ragazza semplice ma determinata. Rose in realtà possiede un dono, sa battere velocemente sui tasti della macchina da scrivere meglio di tante altre ragazze della sua età e lo fa con una passione tale da non poter passare inosservata ai vari colloqui ai quali si presenta.

Viene assunta così da una agenzia di assicurazioni e diventa la segretaria personale del capo.

Uomo affascinante e colto con la propensione all’essere mentore.

Rose lascia definitivamente la sua casa di provincia, il suo fidanzato storico, un bravo ragazzo senza nessuna aspirazione né glamour, si trasferisce in città e diventa l’amante del capo.

Insieme a lui e con il suo sostegno Rose decide di fare del suo dono di sapere volare con le dita sulla macchina da scrivere, un passaporto per la celebrità e per la fama.

Comincia un allenamento serissimo, quasi da maratoneta, sulla sua macchina da scrivere per vincere i campionati regionali di dattilografia prima per poi arrivare a quelli nazionali. Il ritmo delle battute sulla tastiera si fa sempre più veloce e sicuro, il suo look sempre più raffinato e ricercato, la postura sempre più dritta. Rose incanta con la sua semplicità e con la sua costanza, con i suoi abitini a ruota e la sua perfetta frangetta francese. Il pubblico dei campionati di dattilografia la adora e il suo capo Louis finisce per innamorarsene follemente. Rose si allena naturalmente con i classici della cultura e della letteratura francese e dopo aver finito Madame Bovary prosegue con tutti gli altri autori celeberrimi. Dai vestiti, al trucco, dai libri ai dialoghi il regista Régis Roinsard confeziona una commedia francese che più francese non si può. E al pubblico piace un sacco.

Bella la fotografia, le luci e l’atmosfera di tutta la pellicola che in effetti è un grande omaggio al cinema in generale. Roisnard è un vero cinefilo e come tale dissemina il film di citazione “dotte” da Godard a Hitchcock rendendo il suo lavoro piacevole e divertente da vedere per tutti.

Non a caso il titolo originale del film è Populaire. Mai come in questo caso detto nel senso più nobile del termine. Da andare a vedere assolutamente.

“La bellezza di una donna non consiste nei vestiti che indossa, né dall’aspetto che possiede o nel modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire come proveniente dai propri occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il luogo in cui risiede l’amore”.

Così Audrey Hepburn vedeva le donne, lei che da attrice ne ha interpretate tante, lei che rivelava stile attraverso i suoi occhi da cerbiatto e interprete di pellicole indimenticabili quali “Vacanze romane”, “Colazione da Tiffany”, “Sabrina”, “My fair lady”.

A vent’anni esatti dalla sua prematura scomparsa, avvenuta a soli 63 anni, viene ancora, e soprattutto, ricordata dal pubblico per la sua eleganza innata che a tutti richiama alla mente quell’immagine che, stretta nel suo abito nero Givenchy, con uno chignon elegante, fantasticava davanti alla vetrina di Tiffany. Una star che ha vinto un Oscar, tre Golden Globe, un Emmy, un Grammy Award, due Tony e tre David di Donatello. E che nel 1999 è stata proclamata la terza più grande attrice di tutti i tempi dall'American Film Insitute.

I suoi abiti di scena hanno fatto la storia del costume, le sue sopracciglia sono state copiate da stilisti prestigiosi, il suo taglio di capelli corto con frangetta ha fatto storia, come la sua femminilità, che si è imposta in un momento in cui andavano di moda chiome lunghe, rosse e platinate. Audrey è stata in grado di trasgredire attraverso lo stile, particolare non indifferente se si pensa all’epoca in sui si è affermata: gli esplosivi anni Cinquanta, dominati da tipologie femminili imponenti e con una sensualità sfacciata. Anni nei quali Audrey si distingue per il suo fisico flessuoso e il portamento leggero. La Hepburn rappresenta quel prototipo femminile che racchiude in sé elementi anche distanti tra loro ma che combinati insieme, per qualche strana alchimia, concorrono a formare uno stile unico e riconoscibilissimo che si rispecchia anche nella sua attività umanitaria. Fu la prima a capire che la sua popolarità poteva essere sfruttata anche per campagne a scopo benefico e in particolare si dedicò con passione e convinzione alla causa dell’UNICEF, lei che di figli avrebbe voluto averne tanti.

Audrey Hepburn ci piace ancora oggi perché venne scelta da Truman Capote al posto di Marylin Monroe per interpretare l’indimenticabile Holly Golightly,perché a lei i disegnatori della Disney s’ispirarono per il fisico della principessa Aurora ne La Bella Addormentata nel Bosco, perché decise di tenere un cerbiatto come animale da compagnia, ancora una volta un simbolo di eleganza innata, ma soprattutto perché seppe trasformare un “petite robe” in un’icona di raffinatezza, che ancora oggi sa far risaltare qualsiasi donna.

Per conoscere meglio Audrey Hepburn, aldilà dei suoi celebri personaggi, vi consigliamo Audrey Hepburn. Un'anima semplice, scritto dal figlio Sean Hepburn Ferrer (edizioni Tea) e Cosa farebbe Audrey? di Pamela Keogh (edizioni Sonzogno), una raccolta di materiale inedito, testimonianze e aneddoti.

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