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"Preistorie di tutti i giorni” è l’ultimo album di Edipo, al secolo Fausto Zanardelli,  un poeta contemporaneo e romantico, un cantautore che diverte, appassiona e fa riflettere. L’album è stato presentato come apertura del concerto di Caparezza tenutosi al Mediolanum Forum di Assago.

Incuriositi dal titolo dell’album e dalla particolarità dell’artista, Nerospinto ha incontrato Edipo.

 

NEROSPINTO: Innanzitutto, come mai “Edipo”?

 

EDIPO:  Ero alla ricerca di un nome d’arte, dato che Fausto Zanardelli non mi sembrava molto accattivante. “Edipo” è legato alla mia passione per Pasolini e in particolare al film “Salò o le 120 giornate di Sodoma”. Pasolini è riuscito a parlare del nazismo in chiave controversa e scioccante. Spesso quando dico da dove vengo (Salò, ndr), la gente non si rende conto di come gli abitanti stessi siano stati stuprati dal nazismo ed è un peccato che a Salò si associ solo quel periodo, perché io sono molto affezionato al mio luogo d’origine … Pasolini ha anche girato l’ “Edipo re” e da qui il mio nome d’arte. Mi riallaccio al mito di Edipo prevalentemente per quanto riguarda il conflitto generazionale, tema costante delle mie canzoni. L’ambiente famigliare, il rapporto coi genitori, determinano chi siamo. Una persona che ha avuto un’infanzia felice sarà diversa da chi ha vissuto in un ambiente più complesso.

 

NS: Qual è stata la tua formazione?

 

E: Ho cominciato a 12 anni con il rap. Poi a 19 anni mi son detto “basta” e mi sono fermato. A 23 anni però la passione è tornata e ho deciso di trasferirmi a Milano, dove ho studiato come tecnico del suono. La città l’ho sentita poi troppo grande per me e sono tornato a Salò, dove ho iniziato a registrare gruppi, cosa che mi ha consentito di conoscere molti artisti. A tempo perso, registravo anche brani miei, fino a quando non sono diventati un vero e proprio album. Il mio primo lavoro (“Hanno Ragione i Topi”2010, ndr) è stato accolto bene. Poco dopo è arrivato il secondo album (“Bacio Battaglia”, 2012, ndr), uscito per Foolica Records e ha avuto un maggiore successo. Questo è stato il mio trampolino di lancio, visto che poco dopo il secondo lavoro, ho incontrato Dargen D’Amico. Grazie a lui ho conosciuto la sua casa discografica, la “Giada Mesi”, che ha prodotto il terzo album.

 

NS: Quali sono gli artisti a cui ti ispiri? Quale musica ti piace?

 

E: Faccio fatica ad appassionarmi. Da tempo ormai non ascolto un artista per il quale mi dico: “Questo mi piace, me lo ascolto in macchina!”. Alla fine torno sempre alle origini, a  De Andrè, De Gregori, Dalla. Sono loro che mi fanno emozionare. A volte, però, provo una sorta di “blocco” di fronte ai grandi della musica, perché loro hanno saputo raccontare in modo giusto e definitivo le emozioni e quindi da un lato c’è la consapevolezza di non poter arrivare al loro livello e dall’altra ho paura di farmi influenzare mentre scrivo. I sentimenti sono al centro dei miei testi ed è la capacità poliedrica di raccontarli che rende un cantante un vero artista.

 

NS: Quale canzone avresti voluto scrivere?

 

E: “L’avvelenata” di Guccini. Attraverso questo brano, Guccini ha saputo trasmettere esattamente quanto provava ed è una canzone in cui mi ritrovo molto.

 

NS: Parlaci del tuo ultimo album. Quali sono le “Preistorie di tutti i giorni”?

 

E: Sono le storie di tutti i giorni, che raccontano l’emotività di chiunque. L’album è una sorta di diario di una persona normale. “Preistorie” proprio in romando all’uomo preistorico, al quale importava di mangiare, avere un riparo caldo … di questo parlo, di aspetti che riguardano la quotidianità di tutti.

È molto diverso dal secondo album, “Bacio Battaglia”, in cui il messaggio era “eccomi, io sono qua”. Quello è stato un disco contro, perché ero arrabbiato, avevo voglia di sfogarmi e dunque in quelle canzoni parlavo di rabbia e insofferenza. Dopo essermi sfogato, finalmente, son ritornato coi piedi per terra e ho ripreso a parlare di cose ‘normali’.

 

NS: Progetti per il futuro?

 

E: Adesso mi aspetta il tour estivo. Dopodiché sto già lavorando a nuovi brani e dunque ci sarà un quarto album di Edipo.

Purtroppo, “Preistorie di tutti i giorni” è uscito un po’ in ritardo rispetto a quando l’avevo concluso e gli ultimi due anni sono stati piuttosto travagliati per me. Ero quindi bloccato e non sereno per scrivere di nuovo. Adesso che è finalmente uscito, però, la penna ha ricominciato a scrivere.

 

NS: Qual è la tua giornata tipo?

 

E: Al mattino faccio colazione e un po’ di ginnastica, ascoltando “Dj Chiama Italia”, mi fa molto ridere! Dopodiché magari faccio un po’ di spesa, pranzo – cerco sempre di mangiare cose fresche – e al pomeriggio lavoro: rispondo a mail, scrivo, mi organizzo coi vari appuntamenti, incontri. Diciamo che di giorno sto prevalentemente in casa, anche se cerco di camminare il più possibile. La sera, invece, vado in studio e registro.

 

NS: Qual è la prima cosa che fai al mattino e l’ultima prima di addormentarti?

 

Al mattino faccio colazione. La sera vado a letto sempre piuttosto tardi. Stando sui Navigli, c’è sempre molto rumore di notte. Tuttavia, prima di dormire è il momento migliore per concentrarsi su una canzone. Sono molto selettivo e cesellatore nel comporre e la sera spesso mi vengono le idee migliori. Raramente ho scritto canzoni intere tutte di getto, ma quelle poche mi hanno dato molta soddisfazione.

 

NS: Se non avessi fatto il cantante, cosa ti sarebbe piaciuto fare?

 

E: Il parrucchiere. In questo momento mi piacerebbe fare il parrucchiere “da grande”. Mi piace quello che sto facendo adesso, ma non so se scriverò canzoni per tutta la vita. Magari fra due o tre anni mi stufo e deciderò di fare altro.

 

NS: Diciamo che non ti fa paura il cambiamento …

 

E: Assolutamente. È il NON cambiamento che non sopporto. Mi annoio facilmente e sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli.

 

NS: Sei di Salò, ma vivi a Milano da anni. C’è un luogo al quale sei particolarmente affezionato?

 

E: È una trattoria, si chiama Albero Fiorito. Ci sono stato ad un pranzo ed è sicuramente un posto un po’ particolare. È a conduzione famigliare, con marito al bancone, moglie in cucina e figlia ai tavoli. Il menù è scritto a mano su semplici fogli bianchi, ma l’aspetto più originale è che ti siedi accanto a sconosciuti. Puoi trovare di tutto: dal manager all’insegnante, fino a persone meno abbienti. Con esisti inaspettati!

 

Lucia Lanzini

 

 

 

Dal 9 al 31 maggio 2015, presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema, nell’ambito di EXPO in città, Fondazione Cineteca Italiana presenta Belle speranze, serie di appuntamenti per gli amanti della musica jazz, eseguita dalle migliori band esordienti, e grandi film. Dopo il successo dell’anno scorso, la Cineteca ripropone il ciclo di quattro appuntamenti con altrettanti concerti di giovani jazz-band internazionali. Ad ogni concerto seguirà la proiezione di un film ispirato ai temi della cucina e del cibo. Si esibiranno i Lorenzo Blardone Quartetto, i Quintetto Plank, l'Instablemates Quintet. Son previsti in proiezione Big Night (1996) di Stanley Tucci, storia di due fratelli italoamericani alle prese con la difficile gestione di un ristorante, Soul Kitchen (2009) di Fatih Akin, frizzante commedia su un ristoratore alle prese con problemi sia sentimentali che professionali, Lunchbox, commedia romantica indiana su due persone che si innamorano scambiandosi biglietti nei rispettivi cestini del pranzo. Chiude il ciclo Wenn Aus Dem Himme... (Quando dal cielo...), incredibile documentario musicale diretto da Fabrizio Ferraro, un viaggio nei meandri della creatività musicale in cui il regista riprende dal vivo il trombettista Paolo Fresu e il bandoneonista Daniele Di Bonaventura per ricostruire attraverso le immagini, la fotografia, il montaggio cosa si cela dietro al miracolo della creazione artistica. Prima di ogni concerto sarà offerto al pubblico un rinfresco

. Sabato 9 maggio h 19.00 Lorenzo Blardone Quartetto (Lorenzo Blardone – Pianoforte; Marco Rottoli - Contrabbasso, Riccardo Chiaberta – Batteria; Gianluca Elia – Sax) Il progetto nasce dalla necessità dei tre di comprendere le varie sfumature del jazz e di avere un laboratorio di studio dove poter scrivere musica ispirata prevalentemente ai jazzisti contemporanei, quali Brad Mehldau, Brian Blade, Craig Taborn,Kurt Rosenwinkel e altri, una musica caratterizzata da forme più elaborate rispetto al repertorio jazzistico tradizionale e orientata verso il jazz Newyorkese. A seguire Big Night (Stanley Tucci, USA, 1966, 107’) Primo e Secondo Pilaggi, fratelli italiani emigrati sulla costa del New Jersey, gestiscono un ristorante sull'orlo del fallimento. I due, per risollevare la situazione, decidono di organizzare una sontuosa cena nel loro locale, alla quale invitare il famoso musicista Luis Prime. Gustosa commedia “gastronomica” ambientata negli anni Cinquanta.

Sabato 16 maggio h 19.00 Quintetto Plank (Marco Scipione – Saxofono; Massimiliano Ferri – Chitarra; Filippo Rinaldo – Pianoforte; Marco Rottoli – Contrabbasso; Francesco Ghirlanda – Batteria) Il QUINTETTO PLANK nasce all’interno dei Corsi Jazz del conservatorio G. Verdi di Milano per iniziativa di Marco Scipione. Il repertorio del gruppo spazia da classici della tradizione jazz ad autori moderni a composizioni originali contando sulla straordinaria affinità musicale e sulla naturale curiosità dei componenti verso molteplici linguaggi e stili musicali. Il nome del gruppo fa riferimento al grande fisico tedesco Max Plank, il creatore della teoria dei quanti, ed in definitiva sono proprio lo spirito di ricerca ed il desiderio di sperimentare i tratti distintivi della proposta musicale di questo gruppo tutto formato da giovanissimi musicisti. A seguire Soul Kitchen (Faith Akin, 2009, 99’) Zinos è il proprietario di origine greca di un ristorante di Amburgo che sta attraversando un periodo di notevoli difficoltà: la sua fidanzata Nadine si è trasferita a Shanghai e ai suoi clienti il nuovo chef che ha assunto non va affatto a genio. Per Zinos si tratterà così di intraprendere una lotta su due fronti: riconquistare la fiducia della clientela e il cuore di Nadine.

Sabato 23 maggio Instablemates Quintet (Gen Cotena – Chitarra; Giovanni Digiacomo - Sax alto; Federico Calcagno – Clarinetto; Victoria Dodova – Contrabbasso; Francesco Ghirlanda - Batteria) Il gruppo è formato da cinque giovani musicisti che hanno già avuto diverse esperienze musicali sia in ambito locale che internazionale. Il quintetto propone un repertorio composto da brani originali e rivisitazioni di standards della tradizione americana. Forte è il lavoro sull’interplay e l’arrangiamento. La ricerca di momenti di improvvisazione collettiva, e l’utilizzo di partiture grafiche, sono le caratteristiche del loro “sound”. Si cerca di rispettare il background dei singoli musicisti, tipicamente europeo, senza mai perdere l’intenzione ritmica, base della musica afroamericana, e matrice comune del gruppo. A seguire Lunchbox (Ritesh Batra, India, 2013, 105’) Ogni mattina a Mumbai 5 mila fattorini consegnano i cestini del pranzo che le mogli preparano per i mariti al lavoro. Un giorno però una consegna sbagliata porta la casalinga Ila Singh, abitante del quartiere borghese indù di Dadar, in contatto con Saajan Thomas, un uomo solitario nel crepuscolo della sua vita. Senza conoscersi, i due cominciano a scambiare messaggi attraverso i cestini, rischiando di perdere di vista le loro realtà.

Domenica 31 maggio H 19 Wenn Aus Dem Himme... (Quando dal cielo...) (Fabrizio Ferraro, Italia, 2015, 93’ con Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura) Il trombettista Paolo Fresu e il bandoneonista Daniele Di Bonaventura registrano insieme un disco in un grande auditorium senza pubblico ma attrezzato di microfoni e alla sola presenza di un fonico e del produttore Manfred Eicher. I due musicisti provano, riascoltano, sperimentano, discutono, immaginano e insieme cercano di dare forma ad una musica sperimentale, diversa anche dal jazz per il quale sono noti.

INFO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.   www.cinetecamilano.it T 02 87242114

MODALITÀ D’INGRESSO ALLE PROIEZIONI

Biglietto d’ingresso intero: € 5,50

Biglietto d’ingresso ridotto: € 4,00

Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,00

 

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 Traffic Gallery è felice di annunciare Terzo movimento in scala di Nero, doppia personale del duo Corpicrudi e dell'artista Mustafa Sabbagh, dal 15 Maggio al 30 Giugno.

Al rientro dall'importante esperienza americana a Los Angeles di Corpicrudi e al rientro dalla Masterclass presso il MAXXI di Roma da parte di Mustafa Sabbagh, gli artisti metteranno in scena negli spazi di Traffic Gallery un confronto-incontro incentrato sull'uso fotografico, installativo, performativo e musicale del concetto del Nero, vero e proprio denominatore comune tra le ricerche degli artisti. Si tratta di un viaggio simbolico tra passato e presente dove scultura, fotografia, musica e performance affrontano il perenne conflitto tra caducità e immortalità, sviluppando una dialettica ricca di citazioni, consce o inconsce, affrontate secondo i personali stili che caratterizzano la poetica e l'immaginario degli artisti.

CORPICRUDI Sinfonia in Nero

L’installazione Sinfonia in Nero si basa concettualmente su due citazioni e ai relativi rimandi: la scultura neoclassica di Bertel Thorvaldsen nell’eternità concessa dalla giovane dea greca Hebe che serviva il nettare dell’immortalità agli dei dell’Olimpo (1815), e la performance pianistica del 1962 di Arturo Benedetti Michelangeli che propone l’opera del noto compositore Fryderyk Chopin, con particolare omaggio alla caducità espressa nella Marcia Funebre del 1839. Le suggestioni musicali e visive si fondono negli scatti fotografici in piccole dimensioni realizzati in bianco e nero dove bianchi fiori, sebbene fotografati nel loro contesto naturale di vita, ricordano l’immaginario di una natura morta, suggestione ampliata dall’immagine capovolta proposta dagli artisti, a compiere un simbolico ribaltamento tra vita e morte. Le note della Sinfonia in Nero abitano un luogo di rimandi visivi e sonori dove eternità e caducità si incontrano quasi a compenetrarsi l’una nell’altra. I confini si fanno labili, il tempo si contrae e dilata in un unico respiro. La stessa divinità simbolo di immortalità sembra iniziare a sfaldare i suoi contorni. Il progetto comprende anche una sezione live in collaborazione con il coreografo Matteo Levaggi intitolata Preludio per una Sinfonia in Nero, dove lo stesso Levaggi, Samantha Stella e Sergio Frazzingaro di Corpicrudi sono in scena, con debutti nel 2014 al Teatro Elfo Puccini di Milano insieme alla band noise-rock The Death of Anna Karina (con estratti inseriti nel nuovo film Sexxx del regista Davide Ferrario), e all'Ace Museum di Los Angeles insieme alla band post-punk Von Haze (in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura e Concept Shows) in occasione della Los Angeles Fashion Week. Il video di Corpicrudi con l'intera pièce performata al Teatro Elfo Puccini nell'aprile 2014 viene presentato in anteprima a Bergamo in occasione di Terzo movimento in scala di Nero.

 

MUSTAFA SABBAGH Risen from the dead

Risen from the dead parla di morte tra passato e presente, parla di frammenti di vita bloccati in istanti dati - e come in toto la produzione dell’artista - parla e instaura automaticamente dialoghi nel tempo. Dialoghi espliciti e dialoghi accennati con i grandi pittori e scultori del Quattrocento, del Cinquecento, del Seicento, del Settecento, e dell’Ottocento. Sabbagh che viaggia e lavora in tutte le grandi capitali del mondo, geograficamente parlando, viaggia senza sosta anche nel tempo facendo risorgere in noi l’intera educazione visiva e visuale presente nei molteplici immaginari collettivi delle varie culture del globo. Dario da Pordenone, Michelangelo Buonarroti, Lorenzo Lotto, Giovanni Battista Moroni, Giuseppe Sanmartino ed infiniti ancora appaiono talvolta evidenti e al più accennati nelle elaborazioni fotografiche di Sabbagh dove l’uomo, soggetto e oggetto, viene protetto e coperto dalla testa ai piedi con neri oggetti feticcio della quotidianità, oppure lasciato quasi del tutto nudo ed inerme al suo destino di sofferenza interiore e fisica. La produzione fotografica di Risen from the dead in particolare punta al nero come metafora classicamente sensuale, e poi al bianco come momento chiarificatore e catartico; un nero contrastato, lucente, ammiccante, un nero che nasconde i corpi degli uomini ritratti creando una composizione sovrapposta e stratificata che modifica senza alterazioni di sostanza le figure e i profili umani; un bianco che avvolge e rimarca i confini tra ciò che misero perirà sotto la forza caduca del tempo e ciò che bloccato dall’istante atemporale dello scatto fotografico risorgerà per sempre negli occhi dello spettatore. Perché risorgere è un po’ come vivere in uno stato infinito di innamoramento alla vita, di innamoramento verso il prossimo, e di innamoramento verso la bellezza inanimata delle cose.

 

TRAFFIC GALLERY

in collaborazione con ARTDATE 2015

presenta

Terzo movimento in scala di Nero

di

   CORPICRUDI &  MUSTAFA SABBAGH 

a cura di

Roberto Ratti

 15 Maggio – 30 Giugno 2015 Opening Venerdì 15 Maggio 2015 orario 18:00-21:30

Traffic Gallery

Via S. Tomaso 92  Bergamo 035 0602882 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Lo sappiamo tutti: la rivoluzione digitale ha stravolto il mercato musicale. I dischi non si vendono più: l'ascolto sui supporti tradizionali è pressoché morto (a parte forse il vinile, ma si tratta sempre di una nicchia), soppiantato dall'ascolto digitale e tutto quello che ne consegue. Oggi basta veramente poco per realizzare un disco “in casa” e sono aumentate in maniera esponenziale le possibilità di farsi conoscere attraverso il web. “La tecnologia è un flusso che va cavalcato e il futuro della musica deve passare dal web” sintetizza Giovanni Gulino, leader dei Marta sui Tubi e ideatore della piattaforma musicale di crowdfounding Musicraiser, che nasce proprio da questa visione: mettere a disposizione, di musicisti e dell’industria musicale, uno strumento in grado di ottenere risultati tangibili in un percorso di creazione e visibilità della propria musica. “Un portale grazie al quale musicisti, promoter, etichette e locali possono finanziare i loro progetti attraverso una forma di azionariato popolare”.

Da ieri sulla piattaforma Musicraiser c'è una novità: il nuovo servizio “Special Pre-order”, una temporary sale di pezzi unici, edizioni speciali, tirature limitate, servizi esclusivi associati alla prevendita dell’album in uscita, attraverso la quale un artista può offrire ai propri fan prodotti ed esperienze fuori dal comune, sostenere economicamente la propria attività e rafforzare il proprio legame con la comunità dei propri sostenitori. Meg ha accettato di fare da testimonial a questa iniziativa e di essere il primo artista a inaugurare la nuova piattaforma. Attraverso lo Special Pre-order di Meg gli utenti potranno acquistare il cd di "Imperfezione" e riceverlo a casa autografato da lei in originale con dedica personalizzata, o una sua foto stampata in un solo esemplare con certificato di unicità o un notebook decorato a mano da lei, il tutto autografato in originale, e molto altro: il cd in una confezione speciale in cartone interamente decorata a mano (copertina, tracklist e crediti compresi), oppure riprodotto su LP in vinile o in una copia realizzata in unico esemplare su nastro analogico per registratori a bobine o, ancora, alcuni versi delle nuove canzoni in versione wallsticker giganti per decorare le pareti di casa o i bellissimi cappelli “imperfetti” che Federica Moretti ha realizzato esclusivamente per Meg. Accanto agli oggetti fisici Meg offre anche l’accesso a esperienze esclusive o solitamente riservate ai professionisti della musica: i fan potranno partecipare a un incontro riservato con Meg, senza filtri di alcun genere, o accedere al backstage di uno dei suoi concerti e viverlo dal punto di vista dell’artista e delle altre persone che ci lavorano. I musicisti potranno anche acquistare le tracce separate di un brano dell’album e il diritto di farne un remix e commercializzarlo. Se questo esperimento, a oggi unico nel suo genere, darà i risultati sperati l’intento di Meg è quello di ripeterlo con scadenza semestrale e inaugurare un percorso di costante innovazione di prodotto e di relazione con i propri utenti che – come Meg stessa si augura – potrà essere seguito da molti altri artisti, soprattutto quelli come lei indipendenti che con orgoglio e fatica portano avanti la propria bellissima e complicatissima attività.

A questo link le info e l'ascolto dell'album: http://www.musicraiser.com/it/projects/3659-imperfezione

Marco Trabucchi

 

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Giovedì 7 Maggio alle 19,30 presso lo Spazio Epoca: DivinEAT, un appuntamento unico ed eccezionale; un evento, un viaggio alla scoperta delle culture e dei popoli, dove il filo conduttore è il cibo, che unisce le persone, e dove danza e musica sono scambio,condivisione e offerta.

Un vero e proprio percorso di degustazione da Oriente a Occidente, dove lo spettatore assapora, vive e sperimenta con i cinque sensi il nutrimento che proviene dalle aree di Asia, Medio Oriente ed Europa. Un viaggio mistico ed indimenticabile, una magnifica evocazione del sacro attraverso le antiche danze, musiche e tradizioni in movimento dal Mondo che si intrecciano fra loro.

 

L’evento è realizzato in collaborazione con Nomad Dance Fest International, il festival internazionale di culture, musica e danze nomadi in Italia e in India. Gli artisti selezionati che si esibiranno durante il DivinEAT riveleranno uno straordinario viaggio musicale e danzante riscoprendo tradizioni antiche e mistiche.

 

ARTISTI: MAYA DEVI (Italia/India) -Kalbeliya rajasthani dance, danza Sufi, Flamenco gitano; Rajput Maharani (India/Italy) -indian dance group-Rajasthani dance; MISTRI (India/Spagna) Bollywood and semiclassical indian dance; IMRAN KHAN  (India) Sitar e hindustani vocal; I MADE DJIMAT (Bali) Enrico Masseroli (Italia) Danza balinese topeng; Alessandra Centonze (Italia) Danza orientale e Sufi dervisci.

 

DivinEAT “Feeding your inner spirit” Giovedì 7 maggio 2015 alle ore 19.30

 ENTRATA € 15,00 con Assaggi di cibo divino dal Mondo Spazio Epoca/Mudra Via Parenzo, 7 Milano

 

L’evento è patrocinato da INCREDIBLE INDIA Milano e General consulate of India Milano.

 

www.mudramilano.com www.facebook.com/mudramilano https://www.facebook.com/events/1602173996696459/permalink/1602183693362156/

 

 

Dal 6 all'11 luglio all'Arena del Mare, nel cuore del Porto Antico di Genova  si terrà  GOA~BOA Festival, un appuntamento musicale ricco di ospiti attesissimi in una location bellissima e affascinante.

 GOA~BOA è giunto alla sua diciottesima edizione e da 18 anni, appunto, rappresenta l'eccellenza dell'estate genovese, da sempre un punto di riferimento per gli appassionati di musica.

Dopo essere stati ospiti della prima edizione di  GOA~BOA, sabato 11 luglio 2015 tornano sul palco genovese i Bluvertigo, una delle band che hanno segnato il panorami rock italiano degli anni Novanta. Marco "Morgan" Castoldi, Andy Fluon, Livio Magnini e Sergio Carnevale saranno i protagonisti dell'ultima serata del festival, ripercorrendo tutta la carriera dei Bluvertigo, con qualche sorpresa.

Lo stesso giorno l'appuntamento è anche con gli M+A, una delle band più importanti e riconosciute rispetto all'elettronica italiana, che nel 2014 ha persino conquistato il main stage prestigioso di Glastonbury, dopo aver attraversato tutta l'Europa in tour per due anni.

Giovedì 9 luglio salirà sul palco dell'Arena del Mare il progetto The Sweet Life Society, un gruppo torinese legato all'electro-swing, anch'esso conosciuto in tutta Europa. A seguire il loro live sarà l'esibizione di Caravan Palace nella loro unica apparizione in Italia.

 GOA~BOA è organizzato e promosso da Associazione Psyco, in collaborazione con Porto Antico di Genova S.p.A, Regione Liguria, Comune di Genova, e fa parte della rassegna Porto Antico EstateSpettacolo 2015

Ecco gli artisti annunciati ad ora:

06/07 FEDEZ

07/07 FFS (Franz Ferdinand e Sparks) + GEORGE EZRA

08/07 JIMMY CLIFF

09/07 CARAVAN PALACE + SWEET LIFE SOCIETY

10/07 TBA

11/07 BLUVERTIGO + M+A

Le prevendite sono già attive su www.ticketone.it e sui principali circuiti nazionali

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La Biennale di Venezia presenta anche quest'anno le importanti manifestazioni dei Settori Danza, Musica e Teatro. Presieduti e coordinati da Paolo Baratta, i vari appuntamenti quest'anno si delineeranno tra giugno e ottobre. Più precisamente Biennale College - Danza dal 25 al 28 giugno, il 43. Festival Internazionale del Teatro dal 30 luglio al 9 agosto e il 59. Festival Internazionale di Musica Contemporanea dal 2 all'11 ottobre.

La Biennale Danza dedica quest'anno le attività ai giovani danzatori, attraverso Biennale College - Danza, un progetto che dal 2013 impegna tutti i settori della Biennale nella formazione dei giovani ballerini, offrendo loro l'opportunità di allenarsi con grandi maestri. Il coreografo e direttore di questa edizione della Biennale Danza sarà Virgilio Sieni, il quale a sua volta ha invitato 16 coreografi che assieme a lui saranno impegnati per tre settimane in laboratori di ricerca con ballerini professionisti ma anche adolescenti, anziani e cittadini di vario tipo. Questi laboratori si concluderanno con le esibizioni visibili al pubblico dal 25 al 28 giugno. Un mosaico di visioni attraverso 16 performance coreografiche che si dividono tra San Marco, Dorsoduro e l'Arsenale, da mattina a sera, il tutto per dare luogo al tema centrale della danza come spazio di condivisione col pubblico.

La Biennale Teatro è anch'essa strutturata come festival-laboratorio. Giunto alla sua quarantatreesima edizione, il Festival Internazionale del Teatro quest'anno sarà diretto da Alex Rigola, e si svolgerà dal 30 luglio al 9 agosto. Gli spettacoli in programma sono 13, di cui 9 in prima italiana; parallelamente ad essi si svolgeranno 18 laboratori e saranno il fulcro della programmazione 2015. Saranno ospiti e protagonisti di questo festival diversi artisti, registi, coreografi, drammaturghi e compagnie di evidenza internazionale, che, nonostante i loro stili differenti, esprimono tutti un teatro che sente l'urgenza di raccontare il presente. Il vincitore del Leone d'oro alla carriera 2015 Christoph Marthaler, Thomas Ostermeier, il giovane Fabrice Murgia, Falk Richter, la compagnia spagnola La Zaranda, il teatro politico di Milo Rau sono solo alcuni dei protagonisti della Biennale Teatro 2015 che offre la possibilità di vedere spettacoli straordinari di artisti eccezionali. Novità dell'anno è lo spazio che questa 43. edizione riserva alle giovani compagnie italiane con Young Italian Brunch, in cui si presenterà un assaggio del panorama nazionale rendendolo visibile anche ad operatori stranieri.

Per fare domanda ai 18 laboratori di Biennale College - Teatro saranno pubblicati dei bandi sul sito www.labiennale.org dalla metà di aprile, saranno selezionati fino a 350 artisti e professionisti da tutto il mondo.

La Biennale Musica prevede 10 giorni di programmazione (dal 2 all'11 ottobre) con 18 concerti che propongono 31 novità, di cui 16 in prima assoluta. Il cinquantanovesimo Festival Internazionale di Musica Contemporanea si svilupperò attorno al tema della "memoria", come comunicato dal direttore di questa edizione Ivan Fedele. La memoria in senso cognitivo e percettivo, tanto quanto la memoria in termini di ricordo e traccia storica vivida e rivitalizzata nella contemporaneità. I nomi che spiccano in questa edizione sono, tra gli altri, quelli di Pierre Boulez, Georges Aperghis, Helmut Lachenmann e Giuseppe Sinopoli. Molto atteso è l'sperimento di Chemical Free, una performance multidisciplinare che affianca scienziati, musicisti e artisti visivi sotto la guida del compositore Nicola Sani e del maestro d'elettronica Alvise Vidolin. Alcuni di questi concerti sono realizzati in collaborazione con Ircam - Centre Pompidou di Parigi.

Si ringraziano il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione del Veneto per il sostegno e il contributo fondamentale che hanno dato.

Biennale di Venezia

Tutte le informazioni sulle attività del 2015 sono disponibili sul sito: www.labiennale.org

In occasione dell'uscita del suo album, Sexsation, e dell'inizio del suo tour, abbiamo fatto due chiacchere al telefono con Andrea Cipelli, aka Sig. Solo.

Innanzitutto, perché Sig. Solo? Questo nome nasce parecchio indietro nel tempo, all'epoca di Le Spine. Non ricordo bene il motivo ma mi piace vedermelo addosso, mi sta bene. Mi è piovuto davanti, come un testo particolare che non sai da dove arriva. Esprime una solitudine che mi si addice, un po' come i miei brani. E il signor dà un tocco elegante prima del cognome, tanto che anche Dente ha iniziato a darmi del lei.

Sono anni ormai che collabori con Dente. Come ha preso questo tuo lavoro da frontman? Finge di essere contento ma in realtà è incazzatissimo -ride. È realmente contento, sa che comunque ho sempre fatto delle cose mie e che prima o poi sarei tornato a farle. Ma siamo talmente legati che sappiamo bene che possiamo inserirci in certi tempi e dinamiche. Lavorare con lui non deve essere un motivo per non fare dell'altro, ma per quanto riguarda lo stimolo creativo è positivamente preso. Suoniamo insieme dagli anni 90 e lui ora si sta rilassando ma per il prossimo passo un confronto ci sarà. Ma dipende anche dalla sua progettualità musicale, se deciderà di fare un album con solo voce e tromba non troverò molto spazio.

Come mai da tastierista sei tornato a frontman? Cosa cambia rispetto ai tuoi precedenti album? Con Dente è stato un vero e proprio lavoro stimolante, sempre in crescendo. Un impegno notevole che mi aveva fatto mettere da parte i dischi precedentemente fatti con una tastiera trovata nel solaio della casa in cui mi ero trasferito. Ne era uscito un tour molto improvvisato ma ben riuscito.  A un certo punto mi sono ritrovato con qualche testo fra le mani, qualche canzone strimpellata che in un attimo di pausa mi sono ritrovato a strimpellare con Gianluca -batterista con Dente e ora con il Sig. Solo, ndA. Poi abbiamo arruolato gli altri due e ne è uscito questo progetto.

Conoscevi già tutti i componenti della band, i Superstars? Con Gianluca siamo amici d'infanzia, abbiamo iniziato a suonare insieme e abbiamo condiviso sempre tutto, anche l'esperienza con Dente. Siamo sempre stati l'uno affianco all'altro e con lui ho fatto anche la produzione artistica di questo disco. Marco e Andrea -chitarra elettrica e basso- sono amici che un paio di anni fa abbiamo rubato alle loro vite private. Sono rimasti subito entusiasti del progetto e oltre che essere bravi musicisti si sono fatti coinvolgere in modo del tutto naturale e rilassato. Ci siamo divertiti e ci stiamo ancora divertendo.

Per il titolo dell'album hai scelto un neologismo, Sexsation. Cosa significa? Mi piace da matti e ascoltando le canzoni del disco è chiaro che sono intrise di sensazioni, anche diversissime fra loro, ma sempre riconducibili a una sorta di istinto. Una pulsione carnale e primordiale che ha un essere umano verso un'altra persona e questa parola riesce a racchiudere questi significati.

Come sono i rapporti con l'etichetta Garrincha? Al Diversamente Felici sembravi molto contento. Ero già in contatto con Garrincha e il rapporto instaurato era già buono e il loro apprezzamento naturale e sincero ha fatto sì che lavorassimo bene fin dai primi provino che gli ho fatto ascoltare. Mi sento onorato di far parte di questa manda di matti divertenti, sono persone di cuore e una bella famiglia, un termine davvero appropriato. Quando ho iniziato a suonare al Diversamente Felici al Magnolia sul palco eravamo in 4, come da copione. A fine canzone eravamo in 9 e a Bologna la condivisione del palco è stata ancora più forte. Gianluca è rimasto shockato dall'esperienza di Milano, si è rifatto al Lokomotiv. Insomma, lo spirito nel quale sono stato catapultato con mia grande gioia ha fatto felice me e i Superstars che mi hanno accompagnato.

Missili è il primo brano di cui è uscito il video, raccontacelo. È tutta farina del sacco di Gianluca, che mi ha sgravato da un bell'impegno. In tour con Dente io leggevo sul furgone e lui si ascoltava e riascoltava Missili e prendeva appunti. Quindi è lui che ha pensato alla sceneggiatura che è piaciuta a tutti, a me da matti. Il bello della collaborazione con i Superstars è che ognuno esprime le proprie idee e si mette sempre tutto in discussione, anche i testi dei brani. Soprattutto con Gianluca, siamo come fratelli e ci capiamo al volo.

Qual è un altro brano nell'album per te molto significativo? A me piace moltissimo Vanità. È l'ultimo che abbiamo fatto e non mi ha ancora stancato - ride. È venuto fuori in maniera molto veloce, anche se dura più di 4 minuti, con una naturalezza che riusciamo a ricreare anche dal vivo. Secondo me merita più di altri e se andasse bene potrei avere anche un'uscita inedita di Vanità.

Nel disco sembra di sentire influenze di Dente, Battisti e anche di tanta musica anni 70-80, tu cosa ascolti? Di Battisti me lo dicono in tanti, ma non l'avevo in testa quando ho scritto l'album, ma il parere esterno è sempre il più oggettivo e meno influenzato. Non mi sono ispirato particolarmente a lui o a Dente, che ha un modo di approcciarsi alle cose molto diverso dal mio. Il mio background è più esterofilo, verso sonorità fine anni 70 - inizio anni 80. Ho guardato molto alla produzione statunitense di quel periodo e ho usato molto la stratificazione di tastiera e clarinet per creare un po' di groove. Probabilmente Battisti nel suo periodo funky soul ammiccava allo stesso genere e io non posso che sentirmi onorato di questo paragone.

Cosa ti aspetti dalle prossime tappe e dal tour estivo? Spero che piova meno dell'anno scorso, così posso usare la moto. Stiamo lavorando per fare un po' di concerti. I primi stanno andando bene, il pubblico è rapito e preso bene. Abusiamo del sax che mi piace da morire e l'idea è di fare una discreta stagione in cui ci divertiamo e rilassiamo sul palco. La formazione è composta da 6 membri, mi hanno proposto dei concerti in solo o in duo ma non voglio togliere all'album il sound con cui l'ho pensato. Per questo voglio tutti i componenti, anche se è già capitato di doverci stringere sul palco. Mi manca solo la bella voce di due coriste nere e per il resto mi auguro che riesca tutto bene.

E questo stesso augurio glielo facciamo pure noi e intanto vi consigliamo di ascoltare Sexsation e seguire Sig. Solo & The Superstars ai prossimi concerti.

INFO e CONTATTI Facebook iTunes www.garrinchadischi.it

 

Sara Antonelli

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Domenica  12 aprile  2015 alle ore 11.00, nella Sala Grande del Teatro Franco Parenti, l’imperdibile terzo appuntamento di JAZZ AL PARENTI ospita il  LEW TABACKIN QUARTET composto da Lew Tabackin sassofono tenore e flauto, Alessandro Presti tromba, Giuseppe Bassi contrabbasso, Gasper Bertoncelj batteria.

Lew Tabackin  è un personaggio di spicco nella storia dei sassofonisti jazz. Il musicista ha iniziato i primi passi della carriera a Filadelfia, dove è nato nel 1942, trasferendosi agli inizi degli anni 60 a Los Angeles dove ebbe modo di farsi conoscere dalla ricca scena jazzistica californiana e dove nel 1968 conobbe Toshiko Akijoshi e si legò ad essa in un sodalizio musicale e sentimentale.

La coppia nel 1982 si trasferisce a New York e inizia la frequentazione dei musicisti di Manhattan, dove Tabackin incide il suo primo disco solistico con Charlie Haden, Hank Jones e Victor Lewis; e successivamente “I'll Be Seeing You” con Benny Green, Peter Washington e Lewis Nash. Importante anche il suo Trio “pianoless” con Michael Moore e Joey Baron. Da quell’esperienza in poi Tabackin sceglie formazioni senza pianoforte né chitarra. Per l'occasione milanese oltre a essere supportato dal bassista Giuseppe Bassi e dal batterista americano di origini slovene Gasper Bertncelj, Lew si avvale della presenza di Alessandro Presti,  giovane e talentuoso trombettista di origini messinesi anch'esso formatosi a New York.

L’evento JAZZ AL PARENTI è in collaborazione con Aperitivo in concerto.

 

Teatro Franco Parenti Via Pier Lombardo, 14 - Milano

Prezzo

Biglietto 15€

Info e prenotazioni

Tel : 02 59 99 52 06

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sito Web: http://www.teatrofrancoparenti.it/

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Il martedì sera è da sempre il giorno consacrato alla musica live all'Ostello Bello, l'ostello internazionale dall'atmosfera allegra e comunitaria a pochi passi dal Duomo, in una traversa di via Torino.

Ogni settimana l'Ostello Bello ospita un concerto ad ingresso libero, dalle 20 alle 22, per intrattenere clienti e non.

Marzo prevede un calendario ricco di date: martedì 10 marzo suonano i Colpi Repentini, una band pop-rock con pezzi propri in italiano; martedì 17 marzo si festeggia San Patrizio con University Folk Society; martedì 24 marzo è la volta del folk irlandese e scozzese di Waddafolk; l'ultimo martedì del mese, 31 marzo, si esibiranno i Kingstown, una band "street reggae" con le loro versioni acustiche delle hit più famose dal ritmo in levare. Un trio raggae acustico formato da tre musicisti con una lunga esperienza.

Serate musicali imperdibili dall'atmosfera festosa e allegra, sempre all'Ostello Bello.

Ostello Bello

Via Medici 4, Milano

Dalle 20.00 alle 22.00

Ingresso libero

Info:

pagina fb: https://www.facebook.com/Ostello.Bello/timeline

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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