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Inizia il 5 maggio la nuova rassegna musicale prodotta da Freak and Chic Srl all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo che vede protagonisti Asaf Avidan, Avion Travel Suzanne Vega, Olafur Arnalds.

Pubblicato in Musica
Martedì, 07 Aprile 2015 15:43

"Una Pura Formalità" in scena al Carcano

Da mercoledì 15 a domenica 26 aprile al Teatro Carcano di Milano andrà in scena Una Pura Formalità, uno spettacolo per la regia di Glauco Mauri, tratto dall'omonimo film d Giuseppe Tornatore.

Il film uscì nel 1994, interpretato da Gerard Depardieu, Roman Polansky e un giovanissimo Sergio Rubini. La pellicola fu accolta con una certa difficoltà da parte della critica, a causa della sua inquietante novità.

Una Pura Formalità oggi è considerato uno dei migliori lungometraggi di Tornatore, e anche per questo Glauco Mauri ha deciso di farne una trasposizione teatrale in accordo col regista. Una Pura Formalità sul palcoscenico cerca di mantenere l'intensità del racconto del film, i suoi colpi di scena emozionanti e la sua razionale e commossa visione della vita. Una forza drammatica mantenuta vivida grazie ad opportune modifiche della sceneggiatura, lo spettacolo è, infatti, pervaso per tutta la sua durata da un intensità avvolgente, dall'inizio alla fine. Il racconto rimane oscuro, fino al capovolgimento sconvolgente dell'epilogo.

Al centro di Una Pura Formalità vi è un delitto, per cui è accusato il celebre scrittore Onoff, che al commissariato cerca disperatamente di ricordare il passato, aiutato da un inquietante commissario di polizia implacabile e duro.

Una Pura Formalità ha debuttato alla Pergola di Firenze nel gennaio 2014, e la critica ha accolto lo spettacolo come una "bellissima parabola scenica (molto contemporanea)", "qualcosa di ben riuscito fin dalla nascita", "la prova giovane e spigliatissima di un maestro del teatro". Mauri e Sturno offrono un'interpretazione di altissima scuola, attraverso una tensione continua molto avvincente, che tiene lo spettatore incollato alla poltrona fino all'ultimo secondo.

Teatro Carcano

corso di Porta Romana 63, Milano

Una Pura Formalità

Compagnia Mauri Sturno

Glauco Mauri, Roberto Sturno

dal film di Giuseppe Tornatore

Versione teatrale e regia Glauco Mauri

con Giuseppe Nitti, Amedeo D'Amico, Paolo Benvenuto Vezzoso, Marco Fiore

Scene Giuliano Spinelli,

Costumi Irene Monti

Musiche Germano Mazzocchetti

Personaggi e Interpreti:

Commissario/ Glauco Mauri;

Onoff/ Roberto Sturno

Andrès/ Giuseppe Nitti

Dario/ Amedeo D'Amico

Paulus/ Paolo Benvenuto Vezzoso

Giovane/ Marco Fiore

Durata: 1h30 senza intervallo

Orari feriali: 20.30 - domenica: 15.30 - lunedì riposo

Prezzi: poltronissima 34,00€ - balconata 25,00€

Info e Prenotazioni:

tel: 0255181377

per gruppi e scuole: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

sito: www.teatrocarcano.com

prevendite online: www.vivaticket.it ; www.ticketone.it ; www.happyticket.it

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Pubblicato in Cultura

“Dance, dance, otherwise we are lost.”

Per qualcuno è un ricordo emozionante, per altri è musica, per altri ancora un'immagine, un quadro, parole in movimento o un corpo che dialoga con lo spazio attorno a lui. Per il gruppo Osteoporosys Dance Theatre, consolidata realtà brianzola da più di dieci anni, la risposta alla domanda “cos’è la danza” la si può ritrovare nel loro progetto performativo DANCE ODDITY, lavoro coreografico che vuole dare un significato al movimento danzato nelle sue molteplici fisicità, dalle sue espressioni giocose fino a quelle più malinconiche, per dare sfogo alla creatività che è radice di ogni talento. Una performance fisica, carnale, che vive dei corpi ma, al contempo, li trascende, cercando di addentrarsi nell’intimo degli artisti per arrivare a toccare l’ineffabile racchiuso nel loro DNA, quell’io creativo che rende ogni esibizione così coinvolgente e irripetibile.

Sabato 12 settembre alle 19.30, ODT sarà ospite dell’ Associazione Arte da Mangiare, associazione culturale dove gli Artisti indagano le tematiche dell’Ambiente e dell’Alimentazione ricercando strade sempre diverse e innovative, che possano sollecitare l'attenzione del grande pubblico avvicinandolo al mondo dell’Arte, del Cibo e della Comunicazione. In occasione della sesta edizione di “Orto d’Artista: dalla Semina al Raccolto, evento a sostegno della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il progetto performativo Dance Oddity, a cura di Pier Giovanni Bellotto, verrà messo in scena alla Società Umanitaria di via Barnaba 38, storico ente morale della città meneghina.

L’occasione perfetta per celebrare l’arte in tutte le sue forme, per lasciarsi trasportare dalla bravura e dalla passione del gruppo artistico Osteoporosys, per sentire sulla propria pelle quell’energia che solo la danza sa comunicare. ODT sarà, inoltre, ospite d’eccezione alla serata conclusiva del Festival della Cultura Psicologica 2013, per regalare un’altra sublime interpretazione all’Hotel Enterprise il prossimo 26 ottobre.

DANCEODDITY di Pier Giovanni Bellotto sabato 12 ottobre 2013 - h. 19.30 Società Umanitaria via San Barnaba 38 - Milano ingresso libero

con: Pier Giovanni Bellotto, Cristina Triggiani, Lino Maggioni, Anna Gusmeroli, Laura Gusmeroli, Pamela Gilardoni, Federica Amigoni, Silvia Invernizzi, Betty Frigerio, Aurelie Potier, Elena Manganaro, Sara Riva, Francesca Riva e Ornella Orlandi e Anais Mauri

Per informazioni http://www.artedamangiare.it/evento.aspx?e=8272 http://www.artedamangiare.it/

Il significato della nostra esistenza sulla Terra, la necessità umana di dare un senso globale al mondo, la conoscenza e la comprensione della realtà nella sua essenza piú profonda. Sono solo alcune, e forse le meno risolte, delle questioni  filosofiche esistenzialistiche che da sempre arrovellano la mente di pensatori, teologi e filosofi. Se ci si rende conto dell'assenza di senso di cui è afflitta la vita umana, il mondo diventa irrazionale, enigmatico ed illogico e quella dell’uomo una sorte inesorabilmente assurda.

Questa è la scena di consapevole ineluttabilità e di perenne conflitto tra l’uomo e il mondo che lo circonda,  in cui si radica la quintessenza dell’innovativo teatro beckettiano che fa dell’assurdo il leitmotif predominante delle sue opere.  Samuel Beckett (1906-1989), premio Nobel per la Letteratura nel 1969, partendo da questa visione, supera i precedenti tentativi di affrontare la condizione umana propri del teatro epico, che rappresentavano l’essere umano in un contesto storico, sociale e culturale coerente, definito e generalmente familiare, e attua quella che è stata una vera e propria svolta nella storia del teatro. Le sue opere non si preoccupano di trasmettere informazioni o di presentare i problemi ,i destini e le avventure dei personaggi, che esistono solo al di fuori del mondo dell'autore, non riguardano la rappresentazione degli eventi e la loro narrazione. Centro dell’interesse della rappresentazione diventa, infatti, la condizione di base dell’individuo, l’intuizione individuale dell'essere umano e come esso la sperimenta. Per questi motivi i suoi personaggi sono spesso isolati, in una situazione di sospensione statica e immobile, in uno stato di apparente alienazione. Ció che li circonda non é altro che un simbolo che mostra allo spettatore il loro mondo interiore, gli anfratti della loro mente, di cui loro ne sono la proiezione. In altre parole, ad essere inscenata è la realtà nonché la situazione in cui il personaggio appare e nella quale faticosamente vive l’assurdo della sua vita ovvero l’assenza di certezze. E’ una realtà psicologica espressa in immagini che sono la proiezione verso l'esterno di stati mentali.

 

RESPIRO.  Nessun copione, nessun attore. Il suono del  vagito di un neonato, quello di un respiro ansimante. Entrambi  accompagnati da una luce che aumenta e diminuisce d’intensitá.  Breve sketch scritto nel 1970 dietro una cartolina poi spedita direttamente all’autore Kenneth Tynan  per la sua rassegna teatrale erotica d’avanguardia ‘’Oh!Calcutta!’’ alla quale parteciparono con i loro lavori Edna O’Brien, Jules Feiffer, Leonard Melfi e John Lennon.

IMPROVVISO DELL’OHIO. Due uomini di aspetto simile, due gemelli, o due aspetti di un solo uomo. Si siedono insieme vicino ad un tavolo. Uno legge un libro ad alta voce, l'altro ascolta e a volte dá dei colpi sul tavolo. Quando lo fa, il lettore ripete il verso appena letto. Aspetta fino a quando l'ascoltatore bussa di nuovo, e poi continua a leggere. La lettura che culla, il bussare improvviso che spaventa. Il disagio che ne consegue.

ATTO SENZA PAROLE. Un uomo viene gettato in scena contro la sua volontá. Si siede arrendevole in un deserto. Comincia la sua lotta per raggiungere una caraffa d'acqua e altri oggetti, che restano ostinatamente fuori dalla sua portata. Eppure, nonostante la delusione continua, lui non si arrende per molto fino a quando non tenta il suicidio invano. Rassegnato torna a sedersi.

L’ULTIMO NASTRO DI KRAPP. Uno scrittore che non ha mai smesso di registrare il suo pensiero e vari episodi della sua vita su dei nastri audio ogni anno, da quando ne aveva ventiquattro. Registrato e numerato, ripone ogni singolo nastro in un cassetto della scrivania di casa. L’uomo li riascolta presentando la sua vita, pensando a come è cambiata e che uomo ne è stato il risultato.

 

Quattro atti unici, due dei quali, Respiro e Improvviso Ohio, rappresentati rare volte, preceduti da un Prologo in cui è Beckett stesso che interagisce col pubblico, rivisitati e messi in scena da Glauco Mari e Roberto Sturno. L’uomo verrá posto di fronte alla sua esistenza diventata banale, meccanica a causa della quotidianitá e senza senso. Ma non è proprio questo profondo ‘Nonsense’ ai limiti del grottesco ad aprire uno scorcio di infinito? Un dramma dell’assurdo che non vuole amareggiare il pubblico lasciandolo in balía del quotidiano sforzo di vivere, sconcertato dalla confusione delle risposte non date alle domande esistenziali fondamentali. Questo è il teatro che vuole essere un tentativo di avvicinare lo spettatore alla realtà aiutandolo a trovare il suo "senso" della vita, qualunque esso sia: come dice Beckett, "Niente è più reale del niente.".

 

DA KRAPP A SENZA PAROLE   dal 13/03/2013 al 24/03/2013

Teatro Carcano Corso di Porta Romana, 63

Intero poltronissima 34 € / intero balconata 25 €

Ridotto poltronissima 18 €  / ridotto balconata 18 €

 

Due le iniziative a ingresso libero organizzate per approfondire le tematiche del teatro beckettiano:

giovedì 14 marzo alle 18 in teatro proiezione del film "Silence to silence";

venerdì 15 marzo alle 18 presso Mondadori Multicenter (piazza Duomo) Glauco

Mauri e Roberto Sturno incontrano il pubblico

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