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Il 13 aprile nei cinema Anteo e Apollo di Milano torna sul grande schermo in una nuova versione restaurata TODO MODO, il film di Elio Petri tratto dall'omonimo romanzo di Leonardo Sciascia.

Un classico del cinema italiano degli anni settanta che ritrova l'affetto del pubblico in sala raccontando in maniera profetica il disfacimento della classe politica e religiosa.
Mentre il paese sta affrontando una terribile epidemia, un centinaio di "notabili" del partito a capo dell'Italia, si ritrovano in un albergo - convento situato nel sottosuolo di una pineta, una sorta di microcosmo sotterraneo, per seguire un corso di esercizi spirituali tenuti da don Gaetano, sacerdote duro e severo interpretato da Marcello Mastroianni. Ben presto si capirà che ai partecipanti non interessa quello che insegna loro il gesuita ma, l'unico argomento di loro interesse, è riuscire a creare una nuova spartizione del potere. Per questo motivo e per un furto che avviene all'interno del convento nei giorni successivi, durante una riunione tra politici e religiosi, un cardinale afferma di volere abbandonare il convento. Da qui nascerà una furibonda rissa che porterà all'uccisione di uno dei partecipanti.
Chi è il misterioso assassino? Se lo chiedono il magistrato accorso per indagare sui fatti e l'uomo che tutti chiamano "presidente". Quest'ultimo, sul quale gravano i sospetti dei compagni, è convinto di avere trovato indizi che lo porteranno a smascherare il colpevole...
TODO MODO è un film che, a seguito dell'uccisione del presidente della Dc Aldo Moro nel 1978, fu dichiarato un serio problema politico e per questo interrotta la sua proiezione in tutte le sale cinematografiche italiane.
Questa nuova versione, ricreata a cura di Cineteca di Bologna e Museo Nazionale del Cinema di Torino, in collaborazione con Surf Film, presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata, riporta la vicenda al centro dell'attenzione.
Un film che farà riflettere il pubblico sulla corruzione che dilaga nella classe politica italiana ma non solo, anche all'interno della Chiesa, e sul disfacimento dei valori portanti della società civile.
ORARI:
Anteo spazioCinema ore 17.30 – 20.00
Apollo spazioCinema ore 15.00 – 20.00

BIGLIETTI: intero € 5.50 – € 8.00 ridotto € 5.00 - € 6.00 amici del cinema € 4.50

Biglietti in vendita su www.spaziocinema.info e presso le casse del cinema

INFO:

Anteo spazioCinema - via Milazzo 9 Milano

tel. 02.6597732

Apollo spazioCinema - Galleria de’ Cristoforis 3 Milano

tel. 02.780390

www.spaziocinema.info

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Sabato, 28 Marzo 2015 15:48

Omaggio a Mike Leigh allo Spazio Oberdan

Dal 7 al 18 aprile 2015 lo Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana ospiterà una rassegna cinematografica dal titolo: Omaggio a Mike Leigh. 10 lungometraggi di uno dei registi più importanti del nostro tempo si susseguiranno in una settimana densa di proiezioni.

Leigh ha cominciato negli anni Settanta, divenendo anche uno dei membri più prestigiosi della "British Renaissance"; il suo cinema è profondamente umanista, correlato alla vita quotidiana, alle persone definibili "normali", ricercando un'essenza celata che si articola tra difficoltà e debolezze ordinarie, tra coraggio e forze che a ben guardare appaiono eccezionali. Una poetica del realismo, quella di Mike Leigh, che nella sua carriera ha vinto una Palma d'Oro e un Gran Premio della Giuria al festival di Cannes e un Leone d'Oro alla Mostra Internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

La rassegna è composta da 10 pellicole di Leigh: Dolce è la vita, Turner, Segreti e Bugie, Ragazze, Il segreto di Vera Drake, Belle speranze, Naked, Tutto o Niente e Another Year.

"Dolce è la vita" (proiezioni: martedì 7 aprile ore 17.00) parla delle bugie e degli integri di una piccola famiglia dei sobborghi londinesi, che giunti al punto di rottura capiscono che la sincerità e la volontà possono renderli uniti.

"Turner" (proiezioni: 7 aprile ore 21.00; 11 aprile ore 21.00; 13 aprile ore 16.30; 17 aprile ore 21.00) è l'ultimo lavoro di Leigh. Il film racconta gli ultimi 25 anni di vita del pittore inglese Turner.

"Segreti e bugie" (proiezioni: 8 aprile ore 16.45; 18 aprile ore 21.00) ha vinto la Palma d'Oro al festival di Cannes nel 1996. Una ragazza rimasta orfana va alla ricerca della propria madre biologica, trovando una donna fragile e insicura, con una famiglia altrettanto problematica.

"Ragazze" (proiezioni: 9 aprile ore 16.30) è la storia di due amiche che non si vedono da sei anni, e nel momento dell'incontro si susseguono una serie di flashback sul loro passato.

"Il segreto di Vera Drake" (proiezioni: 9 aprile ore 18.30; 12 aprile ore 15.00) racconta la storia di una ragazza che nell'Inghilterra degli anni 50 aiuta delle ragazze ad abortire illegalmente.

"Belle Speranze" (proiezioni: 10 aprile ore 18.15) narra le difficoltà familiari e amorose di due coppie.

"La felicità porta fortuna" (proiezioni: 16 aprile ore 16.30) è una pellicola basata sulla vita di una strana e straordinaria insegnante.

"Naked" (proiezioni: 16 aprile ore 18.45) parla di un uomo nichilista non integrato con la società, ma anzi in perenne conflitto col mondo.

"Tutto o niente" (proiezioni: 17 aprile ore 16.30) è la riscoperta di un amore.

E inline “Another Year" (proiezioni: 18 aprile ore 15.00) è lo sviluppo in un anno di una famiglia apparentemente normale.

Spazio Oberdan Milano

Viale Vittorio Veneto 2, angolo Piazza Oberdan

Info:

Tel: 02.87242114

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

sito web: www.cinetecamilano.it

MODALITÀ D’INGRESSO ALLE PROIEZIONI

Biglietto d’ingresso: intero € 7,00

Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari: € 5,50

Proiezione pomeridiana feriale: intero € 5,50, ridotto € 3,50.

Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni al MIC – Museo Interattivo del Cinema - e all’ Area

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Lungometraggio di grande impatto emotivo, Vergine giurata fa accapponare la pelle agli spettatori moderni e occidentali ma fa conoscere anche l’esistenza e la morte dei sensi e della volontà che ancora vivono tante donne nel mondo e a due passi da casa nostra.

Nelle montagne dell’entroterra albanese vige ancora, infatti, la legge del Kanun, una regola arcaica, miserrima e ingiusta che mortifica le donne nella società e nella famiglia e fa sì che le stesse siano del tutto assoggettate agli uomini, soprattutto ai propri parenti.

Una condizione di degrado psicologico e fisico che porta Hana, la protagonista della pellicola a ribellarsi nella maniera più estrema e radicale che conosca e ad accettare il codice Kanun fino alla fine. La giovane orfana, accolta in casa da un montanaro retrogrado e ignorante e dalla famiglia di quest’ultimo, decide di giurare di rimanere vergine per sempre e non solo, di diventare uomo e conquistarsi così, con la forza, tutti i privilegi e i diritti che una società vecchia e ancestrale riserva solo alle persone di sesso maschile.

La scelta di Hana allora diventa il punto di partenza sociale e psicologico su cui costruire l’intero lungometraggio adattando a essa luoghi e dialoghi, fotografia filmica e paesaggi, suono e colori.

Il risultato è un lavoro cinematografico sconvolgente e crudo che riporta lo spettatore al cinema puro dell’avanguardia italiana.

La femminilità può essere anche maschile, coperta da abiti non muliebri e nascosta da sguardi indiscreti e si può manifestare in gesti e sguardi che portano i protagonisti a vivere e amarsi in mille altri modi non convenzionali.

Senso ed eros non sono raccontati a voce ma solo attraverso movimenti di macchina colti e accennati, sfumati in una regia che decide tutte le scelte narrative e che trasforma il lungometraggio in racconto per immagini.

Perfetta e quasi scontata l’ormai onnipresente Alba Rohrwacher, troppo brava alla fine nei ruoli in cui si parla il meno possibile e troppo a suo agio con i maglioni sformati da persona che vive alla fine del mondo. In ogni caso Vergine giurata è da vedere, non fosse altro per cultura personale.

 Antonia del Sambro

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Giovedì, 26 Marzo 2015 11:28

Una nuova amica: bugie, sesso e complicità

Quando si guarda Ozon viene sempre in mente che lui voglia essere qualcun altro, forse vuole essere Ozpetech o forse vuole essere Almodovar, o magari vuole essere Jarman, il che è ancora peggio. Fatto sta che i suoi film, che dovrebbero essere una diapositiva della società moderna e delle crisi esistenziali dei protagonisti, diventano un pot-pourri di scene assurde, dialoghi al limite del demenziale e una costruzione filmica troppo acerba per essere considerata cinematografia d’autore.

E così anche nella sua ultima pellicola, Una nuova amica, Francois Ozon manca dell’ironia di Almodovar, della classe di Ozpetech e della raffinatezza di Jarman e regala al pubblico una commediola francese ridicola e a tratti noiosa.

Sicuramente è noioso l’antefatto alla drammaturgia stessa, la storia delle due amiche del cuore cresciute insieme e unite come gemelle siamesi, la morte di una delle due, la necessità dell’altra a prendersi cura della famiglia dell’amica e la scoperta della vera identità del marito della stessa.

Si comincia a respirare un po’ solo nel momento stesso in cui la protagonista Claire scopre che David, il vedovo della sua amica, ama vestirsi da donna, truccarsi e indossare tacchi a spillo. Certo lo fa in casa, protetto da quattro mura ma è lo stesso una scoperta sconvolgente.

Claire allora invece di fermarsi un attimo per comprendere le ragioni e le motivazioni di questa scelta di David, di questo modo di vivere una doppia vita e di confrontarsi con la figlia nella doppia veste di uomo e donna, decide di mantenere il suo segreto e di rapportarsi a lui e alla sua famiglia non solo accettando e basta la situazione ma scegliendo consciamente di parteciparvi con anima e corpo.

Claire desidera riavere l’amica che non c’è più e non importa se deve cercarla nei panni di David, che sono falsi e ovviamente menzogneri, o meglio cercare nell’amore e nel sesso del vedovo dell’amica la sua dolce metà reale o presunta.

Incomprensioni, malintesi, scene paradossali e demenzialità allo stato puro sciupano l’idea di commedia divertente e originale e fanno del film di Ozon un'accozzaglia di scenari e sfondi dove a volte si ride ma per tanto altro tempo ci si annoia.

Una nuova amica ha un soggetto originale e l’atmosfera tipica della commedia di oltralpe ma è costruita male e girata anche peggio, pertanto, rimandiamo di cuore Ozon alla prossima prova.

Antonia del Sambro

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Dal 31 marzo al 9 aprile Fondazione Cineteca Italiana presenta presso il MIC - Museo interattivo del cinema di Milano, Omaggio a Kim Ki-Duk, una rassegna dei film del regista coreano più conosciuto di sempre.

Sono stati selezionati dodici film del maestro che ripercorrono la sua storia, dagli esordi fino agli ultimi controversi lavori. Un'occasione imperdibile per tutti gli appassionati del genere di assistere a capolavori quali L’isola, racconto surreale degli anni 2000 o il recentissimo Moebius (2013), una sconvolgente storia d’amore che si trasforma in violenza. Non manca il realismo degli esordi con Bad Guy, la prima di una serie di incredibili vicende scritte dal regista dove viene dato molto spazio a gesti e silenzi rispetto ai dialoghi. Ferro-3 invece è il racconto della solitudine di una donna delusa, L’arco, l’ossessione di un vecchio pescatore per una bellissima e malinconica ragazza, Soffio, la passione che sboccia tra una casalinga e un condannato a morte.

Il cinema di Kim Ki-Duk si basa sul concetto di essenzialità, un approccio zen che narra di vicende sospese tra sogno e realtà, dove le azioni umane sono ritratte nelle loro crudeli ma inevitabili conseguenze. Inoltre in alcuni dei suoi capolavori il maestro coreano ha voluto mostrare al pubblico le proprie debolezze raccontando in forma di diario il suo periodo di crisi e di rinascita artistica.

 

SCHEDE DEI FILM E CALENDARIO

Martedì 31 marzo

ore 15 L’arco (2005)

ore 17 Bad Guy (2001)

Mercoledì 1 aprile

ore 17 Arirang - premio come miglior film nella sezione “Un certain regard” del festival di Cannes 2011

Giovedì 2 aprile

ore 15 Ferro-3 – La casa vuota (2004)

ore 17 L’isola (2000)

Venerdì 3 aprile

ore 15 Pietà - Leone d’oro alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2012

ore 17 La samaritana - Orso d’argento per la miglior regia al festival di Berlino 2004

ore 19 Dream (2009)

Sabato 4 aprile

ore 16 Moebius (2013)

Domenica 5 aprile

ore 19.45 Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera (2003)

Lunedì 6 aprile

ore 19 Soffio (2007)

Martedì 7 aprile

ore 17 Time (2006)

Mercoledì 8 aprile

ore 15 Bad Guy - replica

ore 17 La samaritana - replica

Giovedì 9 aprile

ore 17 Moebius - replica

 

PREZZI:

Biglietto d’ingresso intero: € 5,50

Biglietto d’ingresso ridotto: € 4,00 

Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,00

INFO

MIC – Museo interattivo del cinema - viale Fulvio Testi 121, Milano

tel. 02 87242114

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www.cinetecamilano.it

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Doppio appuntamento all'Apollo spazioCinema il 20 e 25 marzo con i registi Roan Johnson e Eleonora Danco che presentano i propri lavori.

Venerdì 20 marzo, alle 20.30, Johnson presenterà il suo film Fino a qui tutto bene, premiato dal pubblico all'ultimo Festival Internazionale del film di Roma. La pellicola racconta di cinque ragazzi, coinquilini e studenti all'università di Pisa, che stanno per trascorrere l'ultimo weekend insieme prima di intraprendere ognuno il proprio cammino.

Mercoledì 25 marzo, stavolta alle ore 20.00, la regista Eleonora Danco introdurrà la proiezione della sua opera prima N-Capace, che ha ricevuto menzione speciale della Giuria del 32° Torino Film Festival e il riconoscimento come Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani. La protagonista, Anima in pena, a seguito della morte della madre intraprende un viaggio tra Terracina e Roma per ripercorrere i luoghi dell'infanzia e tentare di risolvere il conflitto con il padre. Nello struggimento che la sovrasta, Anima in pena si ferma a parlare e a confrontarsi con anziani e adolescenti. Ingresso: € 8,00 -  Ridotto € 5,50 - Agis-Amici del Cinema € 4,50 Biglietti in vendita su  www.spaziocinema.info e presso le casse del cinema

Apollo spazioCinema Galleria de’ Cristoforis 3 Milano Tel. 02.780390

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Martedì, 17 Marzo 2015 12:49

Vivere la grande guerra

Fino al 24 maggio 2015 presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema e Area Metropolis 2.0, Fondazione Cineteca Italiana presenta LA CAMERA DELLA GUERRA. MOSTRA INTERATTIVA SULLA GRANDE GUERRA, un percorso espositivo diviso tra cinema, teatro, letteratura, fotografia e musica per ricordare il centenario dell’ingresso dell’Italia nel primo conflitto mondiale (24 maggio 1915).

Al MIC di Viale Fulvio Testi sarà possibile utilizzare autonomamente un visore stereoscopico della fine del XIX secolo, fornito di ben 154 fotografie della guerra Italo-Austriaca del 1915-18 impresse su lastre di vetro; l’ambiente verrà sonorizzato con musiche d’epoca, canzoni militari, rumori e voci. Ci saranno inoltre monitor che rimanderanno a scene tratte da filmati d’epoca, mentre lungo il corridoio che conduce alla sala cinema si potrà camminare su un tappeto di proiezione su cui si alterneranno immagini e notizie riguardanti il conflitto. Ma il percorso sarà anche interattivo oltre che espositivo: - mappe interattive mostreranno la collocazione dei fronti; - scattando un selfie di guerra, il visitatore potrà immortalarsi travestito da soldato al fronte; - all’ingresso del museo si potrà provare la Mash Machine, una macchina che permette di mixare suoni, ritmiche e voci creando un sound personale e originale. E infine, un ricco calendario di appuntamenti con grandi film sul conflitto, arricchito da tre eventi speciali: il workshop teatrale "Letture di guerra" su prenotazione, in cui il pubblico sarà coinvolto nella lettura scenica e partecipata di poesie, lettere e testimonianze dal fronte; lo spettacolo "La guerra in fronte", con l’attore Marco Balbi; in chiusura della manifestazione, domenica 24 maggio, ci sarà un concerto del coro ANA (Associazione Nazionale Alpini) con i canti che infondevano coraggio e speranza ai ragazzi delle trincee.

Area Metropolis 2.0 a Paderno Dugnano ospiterà in contemporanea agli eventi presso il MIC la mostra fotografica delle stampe ad alta definizione ricavate a partire dalle lastre stereoscopiche pulite e restaurate. L’esposizione sarà l’occasione per proporre due grandi capolavori cinematografici: lo splendido dramma pacifista "La grande illusione" di Jean Renoir, e "Uomini contro", il capolavoro in edizione restaurata di Francesco Rosi, recentemente scomparso.

INFO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / www.cinetecamilano.it / T 02 87242114

MIC – Museo Interattivo del Cinema è in Viale Fulvio Testi 121, 20162 Milano - MM5 Bicocca.

Il Museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 15.00 alle 18.00.

Area Metropolis 2.0 Via Oslavia 8, Paderno Dugnano – MI.

Cineteca Milano @cinetecamilano

MODALITÀ D’INGRESSO MIC – MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA

Biglietto intero comprendente visita al Museo + proiezione o eventi speciali + mostra fotografica: € 5,50 Biglietto ridotto possessori Cinetessera o studenti universitari: € 4,00

Adulto + bambino € 6,00

Camera della guerra (Visore stereoscopico): solo la domenica pomeriggio dalle 16.30 alle 17.30 con prenotazione obbligatoria al numero T 0287242114 in orario d‘ufficio

MODALITÀ D’INGRESSO AREA METROPOLIS 2.0

Biglietto proiezione Grande Guerra: € 6

Biglietto ridotto possessori Cinetessera o studenti universitari: € 4

Mostra fotografica ad ingresso libero

 

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Ricorda l'Ivory più ispirato e meglio apprezzato il nuovo lavoro cinematografico di Saul Dibb che con Suite francese si mette alla prova con un genere assolutamente pericoloso e affascinante: la commedia umana. E la prova gli riesce davvero bene.

La pellicola è equilibrata in ogni suo dettaglio. Dalle partiture per pianoforte, alla riduzione della sceneggiatura di un romanzo misterioso e complicato come l'ultima opera dell'ebrea ucraina naturalizzata francese, dai costumi essenziali ed eterei ai paesaggi dell'incantevole campagna francese. La storia di Suite francese è romantica nella misura in cui lo può essere il racconto di un amore al tempo della guerra e di due amanti che il momento, la storia, le condizioni sociali e la propria cultura avrebbero voluto lontani e distanti l'uno dall'altro.

Invece la bella e triste Lucille, ospite della severa e scontrosa suocera e in attesa di suo marito prigioniero di guerra, incontra e ama Bruno Von Falck, ufficiale tedesco tra gli occupatori del piccolo paese francese e costretto ad essere ospitato a sua volta nella stessa casa della giovane donna. Saul Dibb allora importa nel suo lavoro cinematografico la magnificenza della tragedia greca e della sua struttura imponente che mette inevitabilmente tra gli uomini e gli amanti la moira, ovvero il fato o il destino al quale non ci si può sottrarre e al quale Lucille e Bruno comprendono benissimo di non potersi sottrarre. Allora il tragico si sublima in amore e passione e i due giovani si arrendono ai loro sentimenti e alla loro sorte quasi con sollievo.

Il breve romanzo di Nemirovsky in realtà è più passionale, più ostico in molte sue pagine, più introspettivo nella maniera in cui la stessa autrice, poi morta in campo di concentramento, desiderava denunciare o sfogare una certa propensione della cultura e della società francese al tempo della seconda guerra mondiale.

Dibb, al contrario, confeziona una pellicola morbida e ispirata, tragica ma leggera dove la straordinaria interpretazione di Michelle Williams concentra e raccoglie l'intero successo del film e il senso ultimo dell'opera stessa. Chi conosce la vita vera e personale dell'attrice non può allora che commuoversi ancora di più...ma questa è solo una concomitanza.

Antonia Del Sambro

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Martedì 17 marzo 2015 secondo appuntamento della rassegna dedicata a Buster Keaton "Cinema Muto & Live Music: Buster Keaton: fino all'ultimo respiro", presso l'Auditorium San Fedele di Milano.

L'idea della rassegna è quella di presentare tre film muti di Buster Keaton, girati tra il 1927 e il 1929, prima dell’avvento del sonoro, con la presenza di prestigiosi improvvisatori che si occuperanno di creare la colonna sonora per questi tre capolavori. Si rinnova la collaborazione con Jean-Luc Plouvier, pianista residente della Cineteca Reale di Bruxelles, con il fisarmonicista Simone Zanchini, mentre del tutto inedita per San Fedele la presenza di Gabriele Mirabassi (clarinetto), tra i più originali virtuosi del panorama jazzistico internazionale, accompagnato da Peo Alfonsi (chitarra).

Nel cinema di Keaton, il personaggio da lui creato è caratterizzato da un misto di sprovveduta imperturbabilità, di comicità e di pathos. Nei tre film presentati, i più riusciti e compiuti della sua produzione, colpisce la determinazione del protagonista nell'affrontare le più improbabili avversità: è una costante delle sue pellicole, la perseveranza con l’intento di portare avanti fino in fondo un suo progetto, una sua convinzione, un suo modo d’essere. Fedeltà a una promessa, a un impegno, a un sogno e la sorte gli arride e ricompensa nei finali tanta pazienza. Più che Happy End, le conclusioni dei suoi film sono una rappresentazione del possibile snodo vincente anche nelle situazioni che sembrano votate al tracollo. Metafora della perseveranza ricompensata nell'America degli anni ’20, scrive Keaton: "Nei miei film, io non ero né un barbone (Charlot) né un disadattato (Harold Lloyd): quando trovavo lavoro, la mia regola di condotta era di far del mio meglio per soddisfare, come se avessi avuto l’intenzione di fare quel lavoro per tutto il resto della vita. Se mi capitava di guidare una locomotiva, cercavo di farlo bene: Chalrot, invece, l’avrebbe condotta verso il deposito più vicino e avrebbe lasciato perdere tutto."

Il primo appuntamento della rassegna presentato da San Fedele Musica e San Fedele Cinema, si è tenuto lo scorso 3 marzo, durante il quale è stato proiettato "The General"  del 1926, accompagnato dal pianoforte di Jean-luc Plouvier, riscuotendo un buon successo. Questa volta il film proposto sarà "The Cameraman", il film più moderno del grande attore e regista statunitense, e a "sonorizzarlo" toccherà al clarinettista Gabriele Mirabassi, uno dei massimi virtuosi odierni del suo strumento, presente sulle più importanti scene mondiali del jazz, e sarà accompagnato alla chitarra da Peo Alfonsi.

"The Cameraman", conosciuto anche in Italia con il titolo di "Io... e la scimmia", è considerato uno dei grandi capolavori di Keaton, che in questo film veste i panni di un goffo operatore che con la sua macchina da presa tenta in tutti i modi di realizzare uno scoop con l’intento di impressionare la ragazza di cui è innamorato, ed è il primo lungometraggio per la Metro-Goldwyn-Mayer, e il suo penultimo film muto. Sarà anche l'ultimo realizzato in condizioni di relativa indipendenza, e alcuni critici lo considerano già leggermente inferiore rispetto ai precedenti capolavori. Il muto sta finendo, il contratto firmato improvvidamente limita di fatto l'autonomia del comico, e dopo lo squilibrato "Spite Marriage" ("Io… e l'amore", Edward Sedgwick 1929) inizierà un rapido e inarrestabile declino, tra alcolismo e drammi privati. Sebbene alcuni keatoniani preferiscano limitare il discorso metacinematografico del Cameraman, ponendo l'accento sul tema più generale e caro all'autore dei conflitti tra la realtà e l'illusione, la riflessione specifica sul cinema, peraltro già presente in Sherlock Jr. ("Calma, signori miei!" o "La palla n. 13", 1924), lascia trasparire qualcosa di più che un semplice pretesto illustrativo: è difficile, ad esempio, resistere alla tentazione di vedere nella sequenza della prima proiezione alla MGM un'affettuosa e raffinata parodia del cinema d'avanguardia. Nel finale, l'orgoglio tecnologico dell'operatore è spazzato via dalla semplice e straordinariamente premonitrice constatazione, che l'atto di girare un film è alla portata di chiunque, persino di una scimmia. "The Cameraman" è anche il formidabile racconto della città moderna, oscillante tra pieni e vuoti nei quali Buster si barcamena, con la contraddittoria grazia di chi è al contempo vittima e sovrano, stretto nel minuscolo spogliatoio della piscina e sperduto nell'immenso campo di baseball, tra autobus e automobili, grattacieli e porte girevoli, viali gremiti di folla e poliziotti, sale di proiezione e bettole cinesi, scale scese e salite dal seminterrato al tetto, il tutto letteralmente percorso a tamburo battente. Emblematico in tal senso l'attraversamento fulmineo dell'intera città per raggiungere Sally ancora al telefono, cui Woody Allen mezzo secolo dopo rese un celebre omaggio in Manhattan.

Il terzo e ultimo appuntamento della rassegna, si terrà martedì 21 Aprile e verrà proiettato "Spite Marriage" (1929), accompagnato dalla fisarmonica di Simone Zanchini.

 

Martedì 17 Marzo ore 20.454

Cinema Muto & Live Music Buster Keaton: fino all'ultimo respiro

The Cameraman (1928) Gabriele Mirabassi, clarinetto, Peo Alfonsi, chitarra Lingua originale con sottotitoli

Due grandi improvvisatori per sonorizzare il film più moderno di Buster Keaton. Il clarinettista Gabriele Mirabassi è uno dei massimi virtuosi odierni del suo strumento, presente sulle più importanti scene mondiali del jazz. Film visionario, in cui domina il tema dei conflitti tra la realtà e l'illusione, la riflessione specifica sul cinema. The Cameraman è anche il formidabile racconto della città moderna, oscillante tra pieni e vuoti nei quali Buster si barcamena, con la contraddittoria grazia di chi è al contempo vittima e sovrano, stretto nel minuscolo spogliatoio della piscina e sperduto nell'immenso campo di baseball, tra autobus e automobili, grattacieli e porte girevoli, viali gremiti di folla e poliziotti, sale di proiezione e bettole cinesi…

 

Auditorium San Fedele via Hoepli, 3B - Milano 02 86352231 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Biglietti: Cineforum 3, ingresso 7 € / 4 € (ridotto) Auditorium 3 e 17 marzo, 21 aprile ore 20.45 Prevendita online o in Auditorium (via Hoepli 3A)

 

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Dal 19 al 29 marzo 2015 la Fondazione Cineteca Italiana presenta St. Vincet e gli altri personaggi di Bill Murray presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema. L'evento è una rassegna cinematografica articolata in sette tra i successi più importanti dell'attore americano, in cui troviamo le sue interpretazioni più indimenticabili. Bill Murray è uno degli esempi più eclatanti e meglio riusciti di attore comico moderno e versatile, abilissimo ad interpretare anche i ruoli più drammatici e ad impersonare personaggi fuori dal tempo.

La rassegna si apre il 19 marzo con la proiezione di Ed Wood, irriverente omaggio di Tim Burton al "regista peggiore del mondo" (interpretato da Johnny Depp). In questo lungometraggio Bill Murray interpreta Ed Wood, appunto, un uomo che vuole disperatamente cambiare sesso, senza mai decidersi sul serio. (Proiezione: giovedì 19 marzo - ore 15.00; venerdì 27 marzo - ore 17.00).

Venerdì 20 marzo verranno proiettate tre pellicole: la prima sarà Lost in Traslation, il capolavoro della Coppola, una commedia romantica e brillante, ma allo stesso tempo malinconica, che è ormai diventata un classico della cinematografia contemporanea. Vincitore di moltissimi premi (Golden Globe 2004 come miglior film, miglior sceneggiatura e migliore attore per Bill Murray, e il Nastro D'Argento 2004), il film racconta la storia di un attore americano che in trasferta a Tokyo conosce e instaura un rapporto di complicità allusiva e tenerezza confusa con una connazionale. (Proiezione: venerdì 20 marzo - ore 15.00; sabato 28 marzo - ore 16.00)

Il secondo film della giornata sarà A Royal Week End, nel quale Murray interpreta il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosvelt, impegnato nell'accoglienza dei reali inglesi nel giugno del 1939. (Proiezione: venerdì 20 marzo - ore 17.00; venerdì 27 - ore 19.30)

A chiudere la giornata di venerdì 20 sarà la proiezione di Broken Flowers, in cui Bill Murray interpreta un dongiovanni attempato dei nostri tempi, a cui viene recapitata una lettera anonima che lo informa di essere padre di un ragazzo diciannovenne. (Proiezione: venerdì 20 marzo - ore 19.00; domenica 29 marzo - ore 19.00)

Domenica 22 marzo è la volta di St. Vincent, l'ultima commedia di Murray, in cui l'attore interpreta un uomo alcolizzato e burbero, succube del gioco d'azzardo, che si trova alle prese con una famiglia allargata. (Proiezione: domenica 22 marzo - ore 19.00 e ore 21.00)

Martedì 24 marzo è la volta del cult movie Ricomincio da capo, dove Bill Murray impersona un meteorologo che sembra condannato a vivere perpetuamente la stessa identica giornata. (Proiezione: martedì 24 marzo - ore 17.00; venerdì 27 marzo - ore 15.00).

L'ultimo lungometraggio che verrà mostrato è un successo di Wes Anderson, I Tenenbaum, una famiglia per nulla usuale dove Murray interpreta un noioso professore universitario sposato con la figlia di Royal Tenebaum. (Proiezioni: giovedì 26 marzo - ore 15.00)

MIC - MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA

Viale Fulvio Testi 121, Milano

Prezzi:

Biglietto d’ingresso intero: € 5,50

Biglietto d’ingresso ridotto: € 4,00

Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,00

INFO

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

sito: www.cinetecamilano.it

Tel: 02 87242114

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