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Sabato, 11 Ottobre 2014 17:50

Creazione di suoni e immagini al San Fedele

La Fondazione Culturale San Fedele ha annunciato la programmazione della stagione 2014/15 di San Fedele Musica. Tema fondante di quest’anno sarò la Creazione, intesa come genesi dell’universo e dell’interiorità personale.

 

San Fedele Musica propone un itinerario di ascolto e riflessione che propone venti appuntamenti divisi in quattro cicli: Multimedia Project, Sacro in Musica, Cin’acusmonium e Cinema & Live Music.

 

In particolare, segnaliamo le proiezioni acusmatiche, progetto assolutamente nuovo nel panorama nazionale. In sala sono stati installati due videoproiettori digitali e l’Acusmonium Sator, un orchestra di 40 altoparlanti che consente la realizzazione di complessi progetti multimediali: dalla performance di computer-music alla diffusione di musica elettronica con interazione live di video artisti, alla proiezione acusmatica di alcuni capolavori del Cinema, come le opere di Charlie Chaplin, che saranno accompagnate da pianoforte, clarinetto e fisarmonica, strumenti affidati a tre grandi interpreti dell’improvvisazione.

 

Seguendo il tema della Creazione, San Fedele Musica ha organizzato un grande evento per il 9 marzo 2015. Per la prima volta il monumentale affresco di musica elettronica “La Création du monde” del francese Bernard Parmégiani sarà proposto assieme ad una interazione live del videoartista Andrew Quinn. Nell’ambito del ciclo Multimedia Project, il 13 ottobre sarà allestita Cercles, rappresentazione complessa dell’origine della vita e dei suoi sviluppi. L’opera è stata finalista del Premio San Fedele, analogamente a Opticks, che analizza l’interazione immagine-suono a partire dai principi Newton sulla luce. Quest’ultima sarà messa in scena il 27 ottobre.

 

L’obiettivo è produrre e programmare opere audiovisive in cui il rapporto suono-immagine venga elaborato con cura e inserito in una tematica di senso.

 

INFO

Auditorium San Fedele (Via Ulrico Hoepli, 3b) – Milano

Chiesa di San Fedele, Piazza San Fedele 4 - Milano

Info e prevendite: Biglietteria Auditorium lun – ven 10/12.30 - 14/18

tel.0286352231 - www.centrosanfedele.net

Biglietteria online: www.webtic.it

 

 

 

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Che meraviglia la commedia corale francese, quanta passione e grazia nel sommergere lo spettatore di parole, di discorsi, di lunghi monologhi e di scambi affrettati e al vetriolo.

 

 

 

 

 

Un fascino particolare che piace magari solo a pochi ma che è inquietantemente snob e lirico quanto basta per far pensare e sognare chi guarda.

Fascino e ingredienti che si trovano in profusione nell’ultima commedia francese di Eric Lavaine dal titolo profetico di Barbecue.

Un gruppo di amici dell’alta borghesia si frequentano assiduamente da anni, trascorrendo feste comandate e vacanze insieme. Ma lungi dall’ essere un insieme di buontemponi e di guasconi i suddetti amici si nascondono le cose a vicenda, si sparlano alle spalle, si parlano addosso e sono in ferrea competizione gli uni con gli altri, tranne Jean Michele, che pur facendo parte della comitiva non appartiene alla loro classe sociale e fa un mestiere da operaio. E per questo viene usato dal regista come coscienza sociale e collettiva del gruppo, esempio di saggezza e di virtuosità da emulare. Per gli altri componenti della comitiva e protagonisti della pellicola, invece, sembra non esserci scampo alla banalità, superficialità e acredine che li circonda e li piega.

Il film si apre con un evento drammatico, l’infarto di uno dei protagonisti del gruppo, Antoine, cinquantenne libertino e abitudinario che dalla sala di rianimazione esce con una nuova consapevolezza sulla vita e sul mondo che lo circonda.

L’esistenza è breve e quindi è meglio spassarsela senza porsi troppi interrogativi e senza privarsi dei piaceri della vita.

Antoine decide allora che gli ci vuole proprio una bella vacanza con gli amici di sempre e la organizza con i migliori propositi.

Quello con cui non ha fatto i conti, però, è che anche i suoi amici che si sono mostrati sempre felici e vincenti nascondono problemi personali e familiari molto profondi e per nulla invidiabili.

E così la loro vacanza si trasforma in una sorta di confessionale a cielo aperto dove tra frecciatine, colpi bassi, prese in giro bonarie e sfoghi personali tutti si mettono contro tutti. Ognuno accusa il vicino di barbecue e di tavola e i piccoli segreti nascosti vengono a galla uno dopo l’altro.

Mentre succede tutto questo lo spettatore è divertito, scioccato e sopraffatto da quanto vede sullo schermo e se proprio non riesce a identificarsi con atteggiamenti e maniere meschini e biasimabili almeno si fa quattro risate. Perché Eric Lavaine si ispira alla più classica commedia francese e insaporisce il suo Barbecue di tutti gli elementi più divertenti e grotteschi.

Il risultato è una pellicola piacevole e leggera molto distante dalle commedie di casa nostra e quindi più fascinosa e originale.

 

 

Antonia del Sambro

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Fondazione Cineteca Italiana presenta Omaggio a Marlene Dietrich presso Spazio Oberdan. Dall’8 al 19 ottobre in Sala Alda Merini saranno proiettate undici pellicole che offrono una panoramica su una delle stelle più luminose dell’arte del ‘900 e della storia del cinema.

Nata in Germania più di cento anni fa, la diva è oggi riconosciuta come la più ambigua delle femmes fatales, una seduttrice libera e disinibita, una donna dotata di un fascino capace di far capitolare indifferentemente uomini e donne. Gli inizi non furono fulminanti. Marlene recitava piccole parti alternando cinema e teatro fino al giorno in cui Joseph von Sternberg la notò e la scritturò in L’angelo azzurro (1930) assegnandole la parte di Lola-Lola, cantante di cabaret che fa impazzire il professor Unrath, ruolo che lanciò in verticale la sua carriera.

Il nazismo però era in agguato e Marlene negli anni '3o decise di fuggire dalla Germania e, seguendo l’esempio di Fritz Lang e altri illustri personaggi del cinema tedesco, si trasferì a Hollywood. Non rientrò mai più nel suo paese natale.

Dieci lungometraggi e un documentario compongono l’omaggio a lei dedicato. Oltre a L’angelo azzurro saranno riproposti altri capolavori di Joseph von Sternberg come Capriccio Spagnolo, delirio perverso e disumanizzato di decadentismo barocco che culmina nella famosa scena del duello, Marocco, grande storia d’amore fra una cantante di cabaret e un legionario e Venere bionda, in cui a quella della Dietrich si affiancano le magistrali interpretazioni di Herbert Marshall e Cary Grant in un intreccio familiare pieno di fraintendimenti. In programma anche due film di Billy Wilder con Marlene protagonista, Scandalo internazionale e Testimone d’accusa.

Completa il programma il documentario Marlene Dietrich – Her Own Song, che si sofferma sull’impegno civile e politico che spinse l’attrice a sospendere la sua carriera, allora all’apice, per dedicarsi agli spettacoli in sostegno delle truppe alleate durante la Seconda guerra mondiale, un aspetto particolare e meno conosciuto della sua vita.

Indira Fassioni

INFO:

tel. 02.87242114

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.cinetecamilano.it

MODALITÀ D’INGRESSO:

Biglietto d’ingresso intero € 7,00 / ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari: € 5,50 / Proiezione pomeridiana feriale: intero € 5,50, ridotto € 3,50./ Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni al MIC – Museo Interattivo del Cinema e all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.

 

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Sabato, 04 Ottobre 2014 15:21

Cinema d'autore al Teatro Parenti

 

 

 

 

Il Teatro Parenti di Milano propone una speciale due giorni di cinema. Il primo appuntamento è lunedì 6 ottobre alle ore 20.00, con La Regina Margot di Patrice Chéreau. Il secondo martedì 7 alle ore 20.30, con Azul y no tan Rosa, di Miguel Ferrari.

 

 

 

 

 

Margot In occasione dell’anniversario della scomparsa del grande regista francese Patrice Chéreau, e a vent’anni esatti dall’uscita al cinema, il Teatro Parenti ripresenta La Regina Margot in versione integrale e restaurata in alta definizione.

Chéreau si ispira al romanzo di Alexandre Dumas padre. Nella sua pellicola racconta con abilità gli avvenimenti che portarono al massacro degli Ugonotti nella notte di San Bartolomeo per mano di Caterina de’ Medici.

Il film vanta un cast stellare, che presenta tra gli altri, Isabelle Adjani e Daniel Auteuil, che gli ha permesso di fare incetta di premi a Cannes e ai premi César, oltre che di guadagnare una nomination agli Oscar e ai Golden Globe

 

Azul y no tan Rosa è un film venezuelano vincitore del Premio Goya 2014. La pellicola parla del rapporto tra un padre e un figlio, il primo omosessuale, il secondo eterosessuale, separati per anni e costretti dalle circostanze a vivere insieme. Impareranno così ad adattarsi e ad accettare e rispettare le proprie differenze. Il film non scade mai nel patetico ma affronta questi temi, ancora controversi per la società italiana, con toni spesso vivaci.

Azul y no tan Rosa è presentato al Teatro Parenti in anteprima organizzata da da Gruppo Cultura CIG Arcigay Milano, in collaborazione con Festival Mix Milano.

 

 

INFO

 

Prezzo Biglietto Unico €7

 

Orari – La Regina Margot ore 20.00

Orari – Azul y no tan Rosa ore 20.30

 

Info e contatti

Via Pier Lombardo, 14 - 20135 Milano Biglietteria 0259995206 Web www.teatrofrancoparenti.it Mail biglietteria: @teatrofrancoparenti.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Facebook: www.facebook.com/teatrofrancoparenti Twitter: @teatrofparenti YouTube: www.youtube.com/teatrofrancoparenti Google+: plus.google.com/104941205717315314852

 

 

 

 

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Fondazione Cineteca Italiana presenta presso il MIC, Museo Interattivo del Cinema, il dvd dei film restaurati di Luigi Liberio Pensuti, uno dei pionieri dell’animazione in Italia.

 

Venerdì 3 ottobre 2014 sarà celebrato il lavoro di colui che negli anni ’30, periodo in cui il Pensuti era un personaggio amato e allo stesso tempo inviso al Duce, è stato definito il Walt Disney italiano.

 

I suoi cortometraggi erano andati perduti nelle pieghe del tempo. Ritrovati dalla Cineteca di Milano e dall’Archivio del Cinema d’Impresa di Ivrea, sono stati restaurati e digitalizzati in collaborazione con l’Istituto Luce e l’Immagine Ritrovata di Bologna. Il risultato della ricostruzione è stato presentato in anteprima durante la 50° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, nel giugno scorso.

È un’importante testimonianza delle origini dell’animazione italiana.

Il dvd si compone di sette cortometraggi animati, realizzati da Luigi Liberio Pensuti nel decennio 1930-40 nell’ambito di una campagna di prevenzione contro la tubercolosi, che gli fu commissionata da Benito Mussolini in persona. Il dittatore non poté fare a meno di riconoscere il talento di Pensuti, che intrecciava genialità, modernità espressiva e informazioni scientifiche.

 

La Fondazione Cineteca Italiana ha scelto un modo originale e simpatico di omaggiare Luigi Liberio Pensuti.

Dalle 19.00 del 3 ottobre, ha organizzato il Bacillo Party, una festa a base di batteri e virus dove saranno serviti strani cocktail colorati all’interno di provette da laboratorio.

 

Inoltre, presso il MIC, dal 3 all’8 ottobre è in programma una rassegna di film incentrati sulla tubercolosi, come il capolavoro di Baz Luhrmann, Moulin Rouge!, in cui la bella Nicole Kidman viene portata via dalla malattia. Oppure Madame Bovary di Claude Chabrol, una delle versioni più fedeli al testo originale di Flaubert. Segnaliamo anche Bright Star, un film che racconta l’idillio tra il grandissimo poeta John Keats e la sua vicina di casa Fanny Brawne, una storia d’amore che procede parallelamente alla tubercolosi che colpì il poeta.

 

 

INFO

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.cinetecamilano.it

Tel. 02 87242114

 

MODALITÀ D’INGRESSO ALLE PROIEZIONI

Biglietto d’ingresso intero: € 5,50

Biglietto d’ingresso ridotto: € 4,00

Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,00

 

 

 

 

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Martedì, 30 Settembre 2014 13:54

Blade Runner come non l’avete mai sentito

 

 

Appuntamento con il cinema cult all’Auditorium San Fedele. Il 30 settembre, alle ore 20.45, per la prima volta in Italia, il capolavoro di Ridely Scott sarà proiettato con Acusmonium, il sistema con 40 altoparlanti di cui l’Auditorium è dotato.

 

 

Blade Runner è il film visionario per eccellenza. Ridley Scott costruisce un universo credibile che permette di spaziare con la fantasia. Macchine volanti, notti eterne, piogge acide, inseguimenti illuminati dal neon del sottobosco cittadino. Una pellicola che ha consegnato alla storia del cinema il talento di Harrison Ford.

 

Sei replicanti, androidi costruiti a immagine e somiglianza dell’uomo, sono fuggiti da una colonia extramondo e tornati sulla terra. La loro intenzione è quella di forzare la data di scadenza della loro vita per diventare uguali agli umani. Siamo nel 2019 e l’uomo viaggia negli spazi interstellari e, fra varie diavolerie tecnologiche, si serve dei replicanti per svolgere le mansioni più pericolose. Non sempre però le cose vanno come dovrebbero, e spesso gli androidi non agiscono secondo gli schemi prestabiliti.

Rick Deckard, ex poliziotto interpretato da Ford, viene costretto a riprendere il suo vecchio lavoro all’unità “Blade Runner” specializzata nella caccia ai robot ribelli. Un film di fantascienza pura che non si limita alle tematiche tradizionali del genere: l’incontro del replicante con il suo creatore, che verrà ucciso subito dopo dall’androide, è una metafora per raccontare il rapporto interrotto dell’uomo con Dio, la sua voglia di incontrarlo per dimostrare di essere migliore.

 

Tratto da un libro di Philip K. Dick, il film non è pienamente fedele all'opera scritta, perchè amplia e problematizza alcuni spunti dello scrittore americano.

Blade Runner è il primo film del ciclo “CREAZIONE & SPAZI INTERIORI - Itinerari di ascolto acustici e multimediali”. L’interpretazione acusmatica è affidata a Giovanni Cospito e Dante Tanzi. I biglietti costano da 4 a 7 € e possono essere anche acquistati online.

 

INFO

Auditorium San Fedele, via Hoepli 3/b, Milano www.sanfedele.net

 

BIGLIETTI

Ingresso: € 7 / € 4 (studenti) Acquistare online su: www.crea.webtic.it/Spettacoli_CINEMASANFEDELE_5213.aspx

 

 

 

 

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Fa riflettere e sciocca l’ultima pellicola di Ivano De Matteo che si affida a un cast di super attori per narrare e presentare agli spettatori italiani a che punto di degrado è arrivata la nostra società.

 

 

E a far considerare e pensare non sono solo alcune immagini davvero forti e realistiche del film ma la capacità che il regista ha di mettere lo spettatore di fronte al fatto compiuto e lasciarlo là a giudicare aspetti e comportamenti della vita reale che se non ci appartengono in prima persona possono diventarci molto vicini tanto da scioccarci più e quanto gli stessi protagonisti della pellicola. Si parla di violenza e la violenza sgomenta sempre ma quanto a perpetrarla può essere un nostro fratello, una nostra sorella o i nostri figli allora è più abominevole e orrenda perché è come se ad armare quelle mani siamo stati addirittura noi. Con la nostra indifferenza, la nostra inconsapevolezza e il nostro distacco nei riguardi di tutto quello che ci accade intorno.

Ed è una cosa ancora più mostruosa quando un regista c’è lo sbatte in faccia attraverso immagini e dialoghi che non avremmo voluto mai vedere e sentire ma che dobbiamo ammettere ci fanno assolutamente bene e ci aprono gli occhi sul “mostro” che vive non nella porta accanto ma vicinissimo a noi.

I nostri ragazzi racconta il dramma di due fratelli per bene, professionisti stimati e impeccabili membri della società in cui vivono che, tramite filmati, servizi al telegiornale e approfondimenti di cronaca, apprendono del pestaggio crudele e criminale di un barbone a opera dei loro rispettivi figli.

Il filmato che viene trasmesso da una nota trasmissione televisiva nazionale e poi ripreso da molti altri media non mostra in alcun modo l’identità dei due ragazzi né porta la firma del realizzatore dello stesso ma i due fratelli comprendono quasi subito che si tratta dei loro due figli, i cugini Michele e Benedetta, e cercano di affrontare allora il dramma da differenti punti di vista.

De Matteo come si vede induce da subito lo spettatore a fare la prima grande considerazione della narrazione filmica: come fanno i due fratelli a comprendere da un filmato amatoriale e senza firma che si tratta appunto dei loro ragazzi?

La risposta circola per tutto il resto del film e anche dopo e ciascuno degli spettatori riesce a darsela ancora prima che la visione della pellicola termini.

Ed è questo che spaventa e fa riflettere più di ogni altra cosa ne I nostri ragazzi.

L’assoluta consapevolezza dei protagonisti del film e di tanti genitori o spettatori dell’opera che sì, i nostri ragazzi possono farlo, possono essere capaci di arrivare a tanto.

Il perché o i perché sono sciorinati abbondantemente in talk show di terza categoria, da pseudo psicologici e psicoterapeuti di dubbia o certa fama e dalle chiacchere che si fanno al bar o al mercato. E magari in tutto questo parlare e discutere sul problema c’è anche qualche verità, pur banale nella sua essenza. Colpa della televisione, di internet, della poca attenzione dei genitori, della società violenta. Forse. Il vero problema è che la meglio gioventù degli anni Duemila è figlia di una pessima gioventù degli anni passati, a sua volta figlia di decenni di ipocrisia e falso perbenismo, di finta religiosità ostentata la domenica mattina e di discorsi pseudo razzisti durante il pranzo a casa subito dopo.

In questo perpetrarsi di ipocrisia e delitti morali I nostri ragazzi è un film su noi stessi che forse non ci piacerà ma che sarà molto utile guardare perché le reazioni a una società sempre più violenta fatta da noi stessi, dai nostri figli e dai nostri famigliari non possono più basarsi su semplici ramanzine e momentanea indignazione.

 

 

Antonia del Sambro

 

 

 

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Giovedì, 25 Settembre 2014 13:27

Meet the Fokkens allo Spazio Oberdan

 

 

 

 

 

Fondazione Cineteca Italiana presenta in anteprima nazionale, dal 24 settembre al 5 ottobre presso Spazio Oberdan, il documentario Meet the Fokkens. Il film tratta in modo intelligente e originale un tema complesso come quello della prostituzione.

 

 

 

 

Protagoniste del docufilm sono le gemelle olandesi Louise e Martine Fokkens, due ultrasessantenni con una esperienza cinquantennale nel campo della vendita del corpo. La loro storia ha dell’incredibile. Gli inizi sono stati difficili, i protettori infatti le sfruttavano. Hanno però trovato la forza per liberarsi, e a quel punto hanno deciso di creare il primo sindacato informale per prostitute, oltre che aprire e gestire un loro bordello. In tarda età hanno deciso di andare in pensione. La prima a lasciare il lavoro è stata Martine, a causa di un’artrite, successivamente è stata la volta di Louise.

Meet the Fokkens racconta la vita straordinaria di due donne. Ripercorre i luoghi che le hanno viste protagoniste e le persone più significative per la loro crescita. Tutto viene vissuto con la massima naturalezza da Louise e Martine. Il documentario è ricco di storie e aneddoti incredibili sui loro clienti, conseguenza inevitabile di una carriera così duratura.

 

Alle proiezioni di Meet the Fokkens sono state affiancati altri tre titoli, Paulette, Irina Palm e Zia Angelina, che raccontano storie di donne anziane determinate a riprendersi il loro posto nel mondo, magari praticando il mestiere più antico del mondo.

 

INFO:

Tel. 02 87242114 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.cinetecamilano.it

 

MODALITÀ D’INGRESSO:

Biglietto d’ingresso: intero € 7,00

Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari: € 5,50

Proiezione pomeridiana feriale: intero € 5,50, ridotto € 3,50.

Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni al MIC – Museo Interattivo del Cinema - e all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.

 

 

 

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Sabato, 27 Settembre 2014 22:28

Birdman: la dura vita del famoso incompreso

 

 

 

Che il successo senza talento esiste non vi è ombra di dubbio. Anzi spessissimo le due cose non vanno affatto di pari passo. Che essere celebri ma snobbati e incompresi come artisti può succedere altrettanto… Ma qui arrivano gli inconvenienti, perché c’è chi si rassegna, si gode soldi e successo e se ne infischia altamente del resto e chi invece lotta, si logora e si impegna affinché la propria fama non oscuri anche il vero talento che pensa assolutamente di possedere.

 

 

 

 

È successo anche al primo interprete cinematografico di Superman, tale George Reeves, morto per mano di una sua ex fiamma in un albergo di Beverly Hills.

George lottò quasi tutta la sua carriera per farsi assegnare altri ruoli e staccarsi dall’interpretazione del supereroe che l’aveva reso famoso ma che orami era diventato un vero incubo per la sua carriera di attore e non gli permetta di esprimere quel talento, che era convintissimo di possedere, in altri ruoli e altre interpretazioni.

Ed è esattamente quello che succede al protagonista della pellicola Birdman, interpretato da un sempre e ancora bravo ed eclettico Edward Norton e girato e realizzato da Alejandro Gonzalez Inarritu, regista messicano troppo poco commerciale per essere del tutto noto al grande pubblico.

Questa volta però Inarritu ci prova a confezionare una pellicola hollywoodiana nel senso più dispregiativo per lui ma di grande effetto sul pubblico, ricchissima come è di effetti speciali più o meno riusciti, movimenti di macchina classici e abusati e una recitazione che scimmiotta ripetutamente le grandi produzioni di Broadway.

Tutto si snoda intorno al desiderio dell’attore Riggan, divenuto famosissimo nel ruolo appunto di Birdman supereroe amato e seguito da milioni di spettatori.

Riggan però non ci sta più ad essere considerato capace di fare solo questo ruolo e sottovalutato nonché del tutto ignorato dalla critica e dal cinema colto e intellettuale che non gli affiderebbe mai nessun’altra interpretazione impegnata e che prevede una capacità di recitazione molto più alta.

Così stabilisce da un giorno all’altro di impegnarsi e realizzare un’impresa quasi impossibile, ovvero scrivere l'adattamento del racconto di Raymond Carver, Di cosa parliamo quando parliamo d'amore. Non solo, per dimostrare a tutto il mondo le sue doti artistiche Riggan decreta anche di dirigerlo e metterlo in scena in uno storico teatro di Broadway.

Accanto a lui in questa impresa disperata e ambiziosissima vengono coinvolti la figlia ribelle Sam, ex tossica e alcolista, la sua amante Laura, l'amico produttore Jake, un'attrice il cui sogno di bambina era calcare il palcoscenico a Broadway e un attore di grande talento ma di pessimo carattere che porterà sulla scena scompiglio e ripetuti cambi di programma.

La pellicola è divertente quanto basta e mostra fin nei minimi dettagli quanto può essere dura e insoddisfacente anche l’esistenza di persone famose, ancor di più se le stesse sono fagocitate dalle luci della ribalta e la ribalta si chiamano con i nomi dei grandi Studios della collina di Hollywood.

Alejandro Gonzalez Inarritu, da parte sua, ci prova a fare un film solo all’apparenza commerciale, parodiando e mimando i veri film da botteghino, ma non ci riesce perché anche lui è troppo colto e imbottisce la pellicola di movimenti di macchina esagerati ed esasperati.

Il risultato è ancora una meravigliosa interpretazione di Norton capace da solo di reggere l’intero film e di dimostrare agli spettatori che anche lui stesso sulle tavole di un teatro non se la caverebbe per nulla male.

 

 

Antonia del Sambro

 

 

 

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Martedì, 16 Settembre 2014 18:40

Le Vie del Cinema 2014 @ Milano

 

 

Settembre ricco per i cinefili milanesi. Dal 15 al 24 settembre il cinema d’autore giunge nelle sale di Milano con l’iniziativa “Le Vie del Cinema”. La kermesse proporrà una selezione delle migliori pellicole presentate alla 71° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e i Pardi del 67° Festival del film di Locarno, proiettate rigorosamente in lingua originale con sottotitoli in italiano.

 

 

La rassegna è organizzata da Agis Lombardia, che vuole replicare il grande successo di “Cannes e dintorni”, che a giugno aveva proiettato a Milano e Roma i migliori film presentati sulla Croisette.

 

“Le Vie del Cinema” si aprirà ufficialmente lunedi 15 dalle ore 13,00, al cinema Apollo, con il vincitore del Pardo d’Oro al Festival del Cinema di Locarno, “From What is Before”, film della durata di oltre cinque ore, per cui è previsto un sostanzioso intervallo, della durata di almeno mezz’ora. Opera rigorosa del filippino Lav Diaz, in un raffinato bianco e nero, per uno squarcio inquietante sulla sua terra natale ad inizi anni Settanta. Da segnalare nella stessa giornata, alle 17,50 presso il cinema Arlecchino, l’ultimo lavoro del regista cult Amos Gitai, ”Tsili”.

Nerospinto consiglia “Pasolini”, film di Abel Ferrara, che andrà in scena all’Arlecchino martedì 16 alle 15,30. Ferrara racconta in “Pasolini” le ultime ventiquattr’ore ore di vita del grande poeta e regista, interpretato da un ottimo Willem Dafoe.

Martedì 23 all’Apollo, alle 13,00 e in replica alle 20,00, appuntamento con “Italy in a Day”, pellicola sperimentale di Gabriele Salvatores. Il regista napoletano ha presentato alla Mostra veneziana un film collettivo realizzato utilizzando 627 degli oltre 40.000 filmini amatoriali ricevuti.

 

È possibile acquistare in prevendita dei singoli biglietti da venerdì 12 settembre, mentre è in vendita dal 5 settembre la Cinecard, che consente più ingressi a un prezzo ridotto.

I biglietti sono disponibili sul sito ufficiale e presso la biglietteria del cinema Apollo.

 

INFO

 

lombardiaspettacolo.com/

twitter.com/AgisLombarda

 

BIGLIETTI

 

Biglietto intero: 7,50€

Cinecard:

27 euro valida per 6 ingressi

40 euro valida per 10 ingressi

56 euro valida per 16 ingressi

 

 

 

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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