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Fino al primo settembre in mostra alla Triennale di Milano progetti e idee per considerare l’ambientalismo sotto un nuovo punto di vista.

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Grande evento stasera al Fabrique di Milano: i Noel Gallagher's High Flying Birds si esibiscono nella loro prima tappa italiana, già sold-out da mesi. Il re del brit-pop Noel Gallagher ritorna sulla scena musicale con "Chasing Yesterday", album da lui stesso prodotto, e pubblicato il 2 marzo 2015, a quasi quattro anni di distanza da "Noel Gallagher's High Flying Birds", il primo disco realizzato dal grande cantautore dopo lo scioglimento degli Oasis. Con "Chasing Yesterday" Noel si discosta dai lavori precedenti mischiando, nelle varie tracce, diversi generi e stili: si spazia dal rock anni 70 agli Oasis anni 90, al blues e alla psichedelia e non mancano citazioni e auto-citazioni. Presente però anche la qualità, della voce e delle canzoni . Gli altri concerti della band si terranno ad Assago, Piazzola sul Brenta (Padova) e Roma.

14 marzo 2015 Fabrique Via Gaudenzio Fantoli 9 Milano

6 luglio Assago Summer Arena-Area esterna Mediolanum Forum

8 luglio 2015 Piazzola sul Brenta (Padova)-Hydrogen Festival-Anfiteatro Camerini

9 luglio 2015 Rock in Roma-Ippodromo delle Capannelle Prevendite su ticketone.it dalle ore 11.00 di lunedì 16 marzo

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È uscito il 3 marzo Seasons, il secondo album degli All About Kane per La Fonderia Musicale. Il quintetto della provincia di Biella torna sulle scene dopo essersi esibito a festival importanti come l'Heineken Jammin Festivale e Jack On Tour e aver riscosso un grande successo col primo disco Citizen.

Seasons mantiene le radici bit pop del gruppo, aggiungendo, però, atmosfere più rock e legate al sound live. Tredici brani che rappresentano soprattutto un anno di lavoro, quello tra la primavera e l'estate del 2014, in cui il disco è stato scritto e composto, e l'autunno dello stesso anno con la registrazione dell'album tra il Castello di Badia a Pogginonsi e il Fonjka Studio di Cossato.

Seasons riprende riprende tutto il ciclo di lavoro del disco e il susseguirsi delle diverse fasi della vita: brani veloci che si alternano a ballate calme e intense. Importantissimi sono anche i testi che indagano l'animo umano attraverso le tematiche del ricordo, della memoria e dei rapporti interpersonali e che pongono interrogativi sul presente diventando riflessioni sulla contemporaneità.

Per l'uscita di Seasons la band ha presentato il video del nuovo singolo "Be my Murderess" su Repubblica.it, ora anche online su YouTube https://www.youtube.com/watch?v=PD3DtlaX2u4

Giovedì 5 Marzo gli All About Kane saranno alla Santeria per presentare la loro nuova fatica.

Per Info:

www.allaboutkane.com

www.facebook.com/allaboutkane

Santeria,

Via Privata Ettore Paladini 8, Milano

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

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Giovedì, 21 Novembre 2013 22:04

Djette Barbarella - L'intervista

Barbarella, Chiara all'anagrafe, è una di quelle dj che hanno suonato praticamente ovunque a Milano. Da dieci anni a questa parte la nostra Djette ha conquistato il panorama alternativo, glam, modaiolo milanese canzone dopo canzone, album dopo album, locale dopo locale. La sua avventura è cominciata all'atomic, come molti altri dj a Milano, e in breve si è ritrovata protagonista dell'epica della movida milanese. Di lei si trova tanto materiale online, tutti la descrivono come la regina del brit-pop, un'icona pop, tra provocazione e outfit molto particolari. Andiamo a scoprire qualcosa di più dietro la mente che ha partorito Cabrio Pop, la serata storica del venerdì del Rocket, adesso resident della seconda sala di Alphabet, sempre di venerdì, sempre al rocket, ma il nuovo rocket!

 

West: Grazie alla tua serata Cabriopop ti sei ritagliata una grossa fetta di pubblico di aficionados che ogni venerdì si fioccavano (e si fiondano) al rocket per sentirti. Secondo te qual’è stata la mossa vincente che li ha conquistati? Barbarella: Il Miao e della lingerie favolosa!

 

W: Come prepari la tua selezione prima di una serata? B: Accendo una sigaretta e apro l 'armadio... Scegliere cosa indossare e mi aiuta ad entrare nell'atmosfera della serata e ad immaginare cosa potrà succedere... Un mix tra rock 'n 'roll ed electro (girly yeye), a volte prevale l 'uno a volte l 'altro a seconda delle persone che mi stanno intorno e con cui mi piace sempre interagire e anche dal mio umore! Sinceri sempre, soprattutto quando si tratta di musica!

 

W: Il rocket è ormai la tua casa base, ma c’è un locale a Milano in cui vorresti suonare ma non ne ha i mai avuto l’occasione? E nel mondo in che locale uccideresti per salire in consolle? B:  A Milano nn ti saprei dire. In questi anni ho avuto la fortuna di suonare in tantissimi posti tra cui i miei preferiti di sempre... Mi piacerebbe mettere musica al club Silencio a Paris (l'esclusivo locale di David Lynch n.d.r.),ci sono stata un paio di volte e mi sono innamorata all'istante.

 

W:Cosa pensi del cambio di location del Rocket? Ti è dispiaciuto abbandonare quel locale in cui sei cresciuta? Pensi che oltre al club sia cambiato anche il pubblico? B: Penso sia stato un bene per il rocket cambiare location, dopo dieci anni in cui si e ' fatto tutto ciò che si poteva immaginare sono davvero felice di iniziare questa nuova avventura in una dimensione diversa, cosa che penso incuriosisca il pubblico sia di affezionati che dei nuovi che ci vengono a trovare alle varie serate.

 

W: Come sono andate le prime serate ad Alphabet? B: Mi sono divertita tantissimo, è davvero bello lavorare insieme ad un gruppo di persone, tutti amici tra loro,così affiatati e deliziosi! E trovo musicalmente stimolante collaborare con Enza e Thomas Constantin!

 

W: Come hai scelto questo nome d’arte? B: Non ho avuto dubbi sulla scelta del nome "ovvio, Barbarella!". "Barbarella queen of the galxy " è un film con Jane Fonda da cui anche i Duran Duran hanno preso il loro nome ( dal cattivo del film). Questo nome per me unisce idealmente i sixties e gli eighties due annate musicali da cui ho preso e prendo tutt'ora molta ispirazione.

 

W: Quali sono state le date che ti hanno emozionato di più? B: La sera in cui ho fatto warmup a Peaches e durante il cambio palco mi ha detto qualcosa di carino su una canzone che avevo messo  (ero agitatissima =D)  e poi la nottata passata al rocket con i Franz Ferdinand a bere e mettere musica fino alle sei di mattina! Kapranos indimenticabile!

 

W: L’ultimo album che hai comprato? B: Shangri La di Jake Bugg  e in rolling waves dei The Naked and Famous, li ho comprati insieme!

 

W: Cosa faresti se fossi l’ultima persona al mondo? B:  ma tipo sola?!.. Un sacco di cincin con la vodka!!!

Ringraziamo Barbarella che ci da appuntamento ogni venerdì al Rocket (quello nuovo, attenti a non sbagliarvi), se non riuscite ad aspettare fino al weekend ecco una selezione di foto della serata di settimana scorsa, il resto dell'album fotografico QUI!

Alphabet The Agent 4 Alphabet The Agent 5 Alphabet The Agent 3 Alphabet The Agent 2 Alphabet The Agent 1

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Erano i mitici e compulsivi 80's.

Un decennio con il quale avrebbe dovuto fare inesorabilmente i conti tutto quello venuto dopo.

Erano gli anni della new wave, del post punk, del synth, dell'electro e i primi passi dell'indie-pop, della dance e dello sperimentalismo musicale. Dei jeans a vita alta, dei capelli cotonati e i colori fluo.

 

Erano e ritornano a partire da sabato 5 ottobre per una volta al mese al POLYESTER CLUB, l'unico party a Milano 80's oriented dove tutti gli stilemi underground e pop degli anni 80 confluiscono in una sola one night.

Dopo quattro stagioni al Toilet, la factory del POLYESTER si sposta al Q21 (Via Padova 21, Milano), nella Room 2, durante il Cockette Party (in scena nella Room 1).

 

Difficile definire la miscela vincente che ha portato al successo di un progetto che con gli anni ha visto crescere sempre di più il numero dei suo affiliati. Per questo motivo la redazione di Nerospinto ha incontrato per voi le tre anime della serata, i djs resident di questa edizione del POLYESTER: Simone Black Candy, Ziggy e Starcrazy.

 

Simone, volevo cominciare l'intervista con te che ormai da 5 anni sei al timone di quello che più che un semplice party si presenta come un vero e proprio progetto creativo. Come prende origine e da dove nasce l'idea del "POLYESTER" e la scelta del suo nome? 

Black: POLYESTER riunisce tutti i cliché dei vari party underground, con una miscela fresh che alla fine diventa mainstream: immagina di prendere un party in casa, con qualche amico artista e gente pazza, casuale ma non troppo, immagina poi di trasportare questa festa in un club (stile Sound, quello dove andava Christiane F), ecco l'idea è pressappoco questa. Un club party ma con l'anima da festa in casa. In breve ciò che rende Polyester differente da altre serate con lo stesso tema è l'attitudine: prendere gli anni 80 come spunto, per mixarli con tutto quello che c'è di buono oggi, dall'elettronica al rock. Un modo nuovo e tutt'altro che nostalgico di concepire gli 80's. Un'influenza che si respira oggi ovunque, dall'arte alla pubblicità, dalla moda alla musica.

Il nome, invece, è un chiaro omaggio al film "Polyester" di John Waters, nonché manifesto indie-pop della serata.

 

Ziggy, questo è il tuo primo anno da resident dj al Polyester, ma già a partire dal tuo nome d'arte è dichiarata l'appartenenza ad un decennio che in gran parte porta la firma di Bowie. In che modo secondo te uno dei protagonisti di quell'epoca ha condizionato le tendenze non solo musicali degli anni 80 e in che misura ha poi segnato anche la tua di formazione musicale?

Ziggy: "no one reads a moment better than Bowie"

Non si può parlare di anni 80 senza parlare di Bowie. Tutti quelli che hanno lasciato un segno in quegli anni sono figli della sua ricerca senza tempo.     Bowie, piuttosto che rivolgersi al mainstream, ricercava il suono del suo tempo negli stili periferici, nelle avanguardie. In un certo senso con la sua musica ci ha dato una guida per leggere la nostra era. Ziggy era l'apoteosi dell'apparenza, era l'artificio supremo, la posa portata alla massima espressione, ma sapeva essere anche un'anima frammentata, un'anima disperatamente in cerca del proprio io.

Io sono figlio della sua schizofrenia. Nella mia selezione musicale c’è la ricerca continua di suoni e colori di frammenti che mi ha lasciato in eredità.

 

Starcrazy, abbiamo parlato con Ziggy dell'impronta che ha avuto Bowie nella sua ricerca musicale. Quali sono stati per te invece i modelli o le tendenze musicali di quel decennio a cui si ispirerà la tua selezione musicale della serata?

Sicuramente le mie influenze musicali hanno origini non essenzialmente da un genere, ma dal fatto che sin da piccola ho coltivato una passione per ciò che riguarda la musica e la creazione musicale, infatti oltre a mettere i dischi canto e creo musica con la mia band. Anche l'aver scelto studi artistici prima al liceo e poi all'Accademia di Belle Arti hanno arricchito certe visioni nell'ambito musicale. Se devo entrare nello specifico però posso dire che durante l'adolescenza ho vissuto il periodo Grunge con una colonna sonora caratterizzata da gruppi come i Nirvana. Crescendo poi ho iniziato ad amare bands che fanno parte di quello che viene considerata l'era indie anni '90 come gli Suede, da dove nasce il mio nome come Dj, o gruppi come le Elastica, i Menswear o i Mansun tanto da spingermi a trasferirmi a Londra per un paio di anni. Anche il periodo londinese ha influenzato la musica che suono durante le serate perchè diciamo che il mio orecchio si è formato ascoltando Djs come Erol Alkan quando ancora agli albori aveva creato Trash, la prima serata Indie a Londra e dove i Djset sono un'amalgama di generi alternativi ma comunque diversi tra loro. Ovviamente c'è una ricerca costante di suoni nuovi e di nuova musica, ma diciamo che la base rimane la mia storia.

 

Questa è una domanda per tutti e tre. Gli anni 80 ci hanno consegnato delle icone non solo musicali, ma anche di stile e tendenza che sono entrate a far parte dell'immaginario collettivo poi delle generazioni successive. Perciò per libera associazione d'idee, qual è la prima cosa che vi viene in mente pensando a quel decennio?

Black: Bowie che canta Let's Dance, la Mute Records e lo spot dell'AIDS.

Ziggy: un sacchetto pieno di Marshmallow e il walkman blu senza l’autoreverse e con le cuffie di spugna arancioni.

Starcrazy: Se penso agli anni 80, che seppur fossi molto piccola ho vissuto di riflesso grazie a mia sorella maggiore, le cose che mi vengono in mente così d'impulso sono: il primo concerto che ho seguito in diretta in televisione di Madonna a Torino e la celebre frase “Siete caldi? Anch'io!”, i braccialetti neri di plastica ricavati dalle guarnizioni che dovevano riempirti l'avambraccio, il primo video di Cindy Lauper che canta “True Colors” trasmesso su Superclassifica Show il sabato pomeriggio con la faccia tipo mirror ball che presentava , i poster dei Duran Duran che tappezzavano la stanza , gli scaldamuscoli, i calzettoni colorful glitterati, gli orecchini a croce e da non dimenticare assolutamente le mega spalline.

 

Tre modi per definire il POLYESTER:

Black: Trascinante. Pazzo. Lisergico.

Ziggy: Sinergico. Compulsivo. Etereo.

Starcrazy:  Punk, Fun & Done!

 

 

POLYESTER / Opening party / Q21 CLUB 5 ottobre 2013 / dalle 23.30 alle 5.00 Q21 CLUB – Via Padova 21, Milano (MM Loreto). Ogni primo sabato del mese, Room 2 Ingresso con drink incluso: 18 euro / riduzione 15 euro Liste: 345 4670794 - 345 6054350

 

RESIDENT DJ > BLACK CANDY / STARCRAZY / ZIGGY

LIVE ART & HUMAN COLLAGE > MELANCHOLIE (MIT MONSTERN)

I pazzi di Melancholie ti trasformeranno ogni mese in un'opera d'arte vivente. I loro strumenti sono la carta e le immagini, il loro supporto sarà il tuo volto.

 

Partecipa all'evento su FB> http://www.facebook.com/events/612302095488660

 

 

 

 

 

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Venerdì, 24 Maggio 2013 13:15

Metti una sera a Milano con i Kasabian

I Kasabian, bad boys della musica inglese, tornano in Italia per un’unica data esclusiva: il 30 maggio si esibiranno infatti gratis in Piazza Duomo a Milano per Casa Bacardi Live (produzione Trident Entertainment).

Si tratta di un’occasione più unica che rara, per i fans italiani, di ascoltare dal vivo i quattro ragazzi di Leicester assurti a fama europea nel 2004, con la pubblicazione del loro primo omonimo album.

Il disco, trascinato dall’ipnotica L.S.F (Lost Souls Forever), raggiunge ottimi piazzamenti in tutte le charts europee e fa conoscere ai più il talento da paroliere dell’anglo-italiano Serge Pizzorno.

Le sue liriche si sposano magnificamente con la voce magnetica del leader Tom Meighan, e si accompagnano ad un mix tra rock anni settanta ed elettronica, che consacra i Kasabian, con tanto di benedizione della bibbia della musica britannica, la rivista New Musical Express (NME).

Il successo mondiale arriva con i due album successivi, Empire (2006) e West Ryder Pauper Lunatic Asylum  (2009), quest’ultimo impreziosito da singoli di successo come Vlad The Impaler, Where did all the love go? e Underdog.

Il quarto album, Velociraptor!, viene dato alle stampe nel 2011 e scala le classifiche grazie alla malinconica Goodbye Kiss.

La band si ispira alle sonorità rock e psichedeliche degli anni ’70, senza disdegnare suggestioni elettroniche ed elementi di Brit Pop à la Oasis. Il look di Pizzorno e Meighan rafforza l’identità squisitamente hippie della band, spaziando da pantaloni a zampa d’elefante, camicione a fiori, baffoni Beatlesiani e caschetti molto Swinging London.

In un panorama musicale sempre più appiattito e conformista, i Kasabian sono una boccata d’aria fresca per tutti coloro che, nella musica, cercano sostanza e stile.. e che stile!

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Lunedì, 08 Aprile 2013 11:47

I Blur tornano in Italia

La band inglese si esibirà il 28 Luglio a Milano per il City Sound e il 29 Luglio a Roma per il Rock in Rome.

 

1995 – Sono un ragazzino che si sta avvicinando alla musica. Siamo in pieno periodo Brit Pop ed io mi ci tuffo a piè pari. E per viverlo appieno devi scegliere: Blur o Oasis? Non puoi amare entrambi, devi schierarti, così come hanno fatto i tuoi coetanei di trent’anni fa: Beatles o Rolling Stones, i bravi ragazzi o quelli brutti e cattivi. E io ho scelto i figli della “working class” a cui piace il calcio e la birra, contro i “cockney” sofisticati e intellettuali. Ok, le canzoni dei Blur mi piacciono, i loro singoli sono travolgenti, gli album veramente notevoli, ma io sono un ragazzino, sono fan, devo e voglio schierarmi: il mio gruppo preferito sono gli Oasis e di conseguenza disprezzo i Blur.

 

2003 – Sono uno studente universitario. In otto anni sono maturato molto, anche e soprattutto musicalmente. Col tempo ho dovuto ammettere ciò che da ragazzino non mi avrebbero tirato fuori nemmeno sotto tortura: che i Blur sono una delle migliori band che la mia amata Inghilterra abbia mai sfornato (e ne ha sfornate tante). La band dell’Essex, ma formatasi a Londra, tira fuori un album migliore dell’altro (Parklife, The Great Escape, l’omonimo Blur, 13), un singolo più travolgente dell’altro (da Girls And Boys a Coffee And TV, passando per The Universal, Charmless Man e tanti altri). Sperimentano, cambiano; non si fermano al Brit Pop, sono avanti, vanno oltre. Damon Albarn è un paroliere e un frontman ispiratissimo; Graham Coxon il chitarrista “nerd” che tutti avrebbero voluto nella propria band; Alex James e Dave Rowntree la loro degna sezione ritmica. Arriva la notizia che suoneranno in Italia; il giorno dell’apertura delle vendite ero il primo a fare la fila al mio solito negozio. Sono passati dieci anni ma lo ricordo come se fosse ieri: 11 Novembre 2003, Vox Club, Nonantola, provincia di Modena: la band presenta in maniera eccelsa quello che sarà il loro album più sperimentale, Think Tank; ma che sarà anche il loro ultimo album in studio: durante le registrazioni Coxon abbandona la band e in tour verrà sostituito da Simon Tong, già chitarrista dei Verve. L’assenza di Coxon però non fa rimpiangere affatto il prezzo del biglietto; un concerto travolgente, con un Damon Albarn in formissima. Il ragazzino si sbagliava: i Blur sono una band eccezionale che non ha nulla da invidiare (anzi…) agli ormai ex-rivali Oasis.

 

2013 – Negli ultimi anni vedo i componenti dei Blur occupati in varie attività: Albarn in innumereveli progetti musicali (i Gorillaz, i The Good, the Bad & the Queen, tre album da solista, varie colonne sonore), Coxon concentrato esclusivamente sulla sua carriera da songrwriter (ben 8 album dal 1998 al 2012), James coinvolto nelle iniziative più disparate (giornalista, esperto di astronomia, protagonista e ideatore di un documentario sulla cocaina…), Rowntree impegnato in politica e contro la pirateria musicale. Le speranze di vedere di nuovo la band dal vivo si affievoliscono col passare degli anni.

Ma proprio quando le ultime speranze sembravano svanite, ecco una serie di colpi di scena: nel 2007 viene annunciato il rientro di Coxon nella band, nel 2009 la formazione originale suona dal vivo in più occasioni (purtroppo solo in festival organizzati in Gran Bretagna: Hyde Park, Glastonbury, T in the Park), tra il 2010 e il 2012 vengono dati alle stampe due compilation, due live e soprattutto due singoli inediti (Under the Westway e The Puritain). Un brivido corre lungo la mia schiena: forse avrò di nuovo l’occasione di vedere ed ascoltare dal vivo quella band meravigliosa che con me è cresciuta ed è cambiata. Ed ecco che vengono annunciate due date in Italia: 28 luglio Milano; 29 luglio Roma. Mi fiondo a comprare i biglietti per la data di Milano organizzata dal City Sound Festival all’Ippodromo di San Siro. Mentre scrivo ho i biglietti vicino a me e mi emoziono all’idea di quel giorno: indosserò la maglietta di “Crazy Beat” che comprai a quel concerto dieci anni fa e parteciperò ad un evento storico con vecchi e nuovi fan del Brit Pop, con ragazzini che li hanno appena scoperti e con persone che li conoscono a malapena. Tutto come dieci anni fa: con la stessa curiosità e con la stessa sicurezza di assistere ad un concerto pieno di emozioni.

 

 

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