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Quinto appuntamento il prossimo 11 febbraio, ore 21.00, sul palco del MOU (Milano, Via Pacinotti, 4), con la rassegna "Because The night- La notte delle cantautrici”, giunta alla quinta stagione.

L’ impegno da me profuso nella promozione del cantautorato femminile- spiega Marian Trapassi, ideatrice e direttrice della rassegna- è massimo; se dovessi fare un bilancio di questi cinque anni direi che “Because the night” mi ha regalato tante soddisfazioni. La risposta del pubblico è sempre stata positiva, mi dispiace unicamente non poter fare di più per ampliare gli spazi di visibilità offerti alla scena cantautorale femminile, in questo caso, indipendente. Penso che la musica delle donne, e la musica in generale, debba essere il più possibile veicolata; è chiaro che, per la creazione di vetrine interessanti e funzionali, c’è bisogno di sovvenzioni economiche.

 

Siciliana d’origine e cittadina del mondo per scelta, come si legge nel suo sito ufficiale, Marian Trapassi si è ritagliata uno spazio di tutto rispetto nel panorama della musica italiana. Attualmente Marian sta lavorando al suo sesto album; l’ultimo lavoro in studio che ha pubblicato è “Bianco“con la produzione artistica di Paolo Iafelice per Adesiva Discografica/SELF.

 

Sul palco del Mou, per il quinto appuntamento della rassegna, le cantautrici Pellegatta e Candeo.

Pellegatta (Manuela Pellegatta), lombarda di nascita ma modenese di adozione, è una cantautrice e polistrumentista dagli esordi pop/folk e dalla successiva evoluzione elettronico/sperimentale, con l’ausilio di Loop Station e synth.

La musica elettronica é un mondo che ho sempre voluto esplorare- ci racconta Pellegatta- “Ableton live” mi ha dato la possibilità di creare la mia nuova realtà artistica costruendo i suoni dei brani, sperimentando i ritmi e rielaborando gli effetti. Ma dietro a tutto questo lavoro ci sono un testo scritto su carta, una chitarra ed una armonica. Nei live set mi piace presentarmi in acustica o con tutti i miei "Ciappini" elettronici . L'11 febbraio mi vedrete voce chitarra e loop station.

Sul palco milanese proporrà un excursus del suo repertorio, dall’album di esordio “Tre minuti di sbagli” (Adesiva Discografica)-prodotto da Paolo Iafelice (già al lavoro con Fabrizio De André, Ligabue, Fiorella Mannoia)- passando per i singoli successivi (Sono qui, Sono come suono, Lasciami tu, Linate) fino ad incursioni nel nuovo lavoro in studio, un concept di prossima pubblicazione, dalle tematiche ambientali e sociali.

Sono molto fortunata perché sto collaborando con due artiste molto brave: Sara Velardo, cantautrice e chitarrista che- per il nuovo disco- ha registrato le chitarre elettriche e Francesca Sabatino- in arte Laf, anche lei cantautrice- che ha registrato i cori del nuovo progetto. Ovviamente la collaborazione più importante é quella con Paolo Iafelice di Adesiva Discografica, con cui sto concludendo il nuovo album.

 

Nel 2018 Pellegatta è tra i semifinalisti di Area Sanremo Giovani e in finale al Festival Premio Via Emilia “La strada dei cantautori” con il brano “Sulla spiaggia di Rimini”.

Sono tornata a casa, dal Premio Via Emilia, con molti CD di altri artisti da ascoltare  e ho avuto modo di conoscere Beppe Vessicchio, che era ospite. Dopo la serata si é complimentato con tutti gli artisti e si é incuriosito sul mio strano modo di suonare la chitarra,“mancina con la chitarra al contrario”.

Nel febbraio del 2020 presenta l'inedito “Compro e butto” all'Attico Monina- il format organizzato dal giornalista in contemporanea con il Festival di Sanremo- e, successivamente, al Teatro Storchi di Modena, aprendo il concerto a Francesco Baccini. I nuovi brani inediti arrivano in semifinale al Premio Pierangelo Bertoli ed in finale al Premio Autori Emergenti 2020.

 

Durante l’esperienza all’ Attico Monina- spiega Pellegatta-ho avuto modo di conoscere molte cantautrici e condividere con loro quei giorni del festival. Era il febbraio 2020, lo ricordiamo tutti quel momento prima della chiusura...Quell'incontro ci ha unite, ha rafforzato la nostra voglia di creare. A distanza, siamo riuscite a far partire dei progetti musicali tra cui Unisona Collettiva ed Unica, collettivi che hanno dato vita a  molte collaborazioni tra cantautrici italiane. 

 

Candeo (Paola Candeo), cantautrice milanese cha ama flirtare con sonorità elettropop, presenterà il recentissimo “In equilibrio”, appena uscito per la Caprioni Edizioni sotto licenza esclusiva di Egea, e alcuni brani del precedente “Candeo”, pubblicato nel 2022 su etichetta Visory Records.

 

Sul palco con Candeo (voce) Andrea Santoro alla chitarra elettrica, Emiliano Cava alla batteria elettronica e Riccardo Caprotti (tastiera e sequenze).

Candeo è finalista al Premio Bertoli (2022), al Premio Bianca D’Aponte (2022), semifinalista de L’Artista che non c’era (2022) e di Voci per la Libertà (2023), finalista di Botteghe d’Autore (2023).

"In equilibrio”- racconta Candeo- è un ep che ha preso forma lentamente come un puzzle in un tempo che mi è sembrato lunghissimo e sono davvero felicissima del risultato finale. Prodotto insieme a Riccardo Caprotti e con la mano di Andrea Santoro alle chitarre, ogni traccia racconta un pezzo diverso di me, di quella che è ed è stata la mia vita.

Mi ha permesso di girare tanto, ho avuto l’opportunità di presentare queste canzoni in anteprima su palchi e teatri bellissimi come quello del Premio Pierangelo Bertoli, del Premio Bianca D’Aponte, di Botteghe D’Autore e Voci per la libertà.

Diplomata al CPM in canto moderno, dove insegna dal 2016 (sempre dal 2016 è docente presso l’Istituto musicale Giulio Rusconi di Rho), nel 2017 Candeo apre il Bureau Studios, studio di produzione e registrazione, con Riccardo Caprotti.

È sempre stato un nostro sogno- ci racconta Candeo- aprire un posto che potesse dare vita e spazio a tutte le idee che avevamo in testa potendolo fare a qualsiasi ora in totale libertà.

È la nostra casa musicale, dove hanno preso vita tutte le mie canzoni dalla carta ad ableton. Io insegno lì anche canto moderno, mentre Riccardo lavora per concretizzare i progetti di persone che hanno la nostra stessa urgenza di scrivere.

Fare musica non è un mestiere facile o sicuro, e chi non lo fa spesso pensa che sia un bel passatempo. Probabilmente la vera criticità è forse questa, troppo facilmente non viene capito quanto lavoro ci sia dietro.

 

Corista per Susanna Parigi, Diego Maggi, Franco Mussida, Miele, Tano e l’Ora d’Aria, Dillon, Candeo ha lavorato anche per grandi marchi come Chanel, Prada e Expo.

Porta avanti, come tastierista e cantante, il progetto “Musica leggerissima” con Matteo Canali (chitarra), Manuel Puelli (voce), Linda Pinelli (basso) e Matteo Andrigo (batteria e percussioni). Nel 2023 inizia la sua collaborazione live con Giuliano Dottori, come tastierista e corista.

 

Di artisti con i quali mi piacerebbe collaborare- ci confessa- ce ne sarebbero a decine, ma penso che nella top 5 ci sarebbe sicuramente Samuele Bersani!

 

 

 

 

 

In conclusione, abbiamo chiesto a Marian Trapassi, a Pellegatta e a Candeo di definire in tre aggettivi la loro musica e di raccontarci cosa pensano del Festival di Sanremo, la cui data di inizio si avvicina inesorabile.

Sottile, colorata e istintiva è , nella sua definizione, la musica di Pellegatta. Agitata, malinconica, vera la produzione di Candeo.

Personale, emotiva e cantautorale si autodefinisce Marian Trapassi.

A proposito del vicinissimo Sanremo, Pellegatta è entusiasta: “E' sempre un piacere ascoltare i nuovi talenti e riconoscere, tra i concorrenti, quegli artisti che hai ascoltato dal vivo in qualche locale milanese e che ora vedi sul palco dell’Ariston.

 

 

Ovviamente guarderò Sanremo- racconta Candeo-

e durante la settimana del festival presenterò lì il mio ep, quindi non vedo l’ora!

Non penso che una rassegna sola possa rappresentare fedelmente tutta la musica bella che in Italia viene fatta e che lì non può trovare fisiologicamente spazio, ma sicuramente ogni anno mi innamoro di diverse canzoni; lo guardo per quelle.

Più cauta, invece, Marian Trapassi: Sanremo non è rappresentativo della realtà musicale italiana, su quel palco c’è la superficie dell’industria musicale, il mainstream. A fronte di un numero esiguo di artisti che calcano quel palco ce ne sono altrettanti, spesso di uguale o maggior talento. Ma recriminare non serve, c’è sempre chi ce la fa e chi no; è una storia antica come il mondo.

 

 

di Cinzia Giordanelli

Secondo e terzo appuntamento della rassegna Contagio: dal 9 al 14 maggio con gli spettacoli Desideranza e Chi ha paura delle badanti? al Teatro Elfo Puccini.

  

9 - 11 maggio

DESIDERANZA

di e con Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi produzione Teatrialchemici Segnalazione speciale Premio Scenario 2007

 

L’azione si svolge nella soffitta di una casa in un paese indefinito e racconta, in piano sequenza, 50 minuti della vita di Pino e Sergio, due fratelli (uno sano e uno con difficoltà psicofisiche) da sempre costretti in casa dall’infermità della loro madre, forse per vergogna, forse per necessità. Pino, privato di una vita propria, per sopravvivere a una situazione familiare insostenibile, ha elaborato col tempo un codice di comunicazione col fratello malato che prevede un continuo ricorso al gioco. Il loro rapporto simbiotico, logorato negli anni di continua solitudine e vicinanza forzata, li ha resi uno indispensabile all’altro, per questo Pino ha bisogno di Sergio anche per questo ultimo disegno che ha in mente.

È la festa di S. Antonio e i due si preparano al passaggio della processione del Santo Patrono che avverrà da lì a poco sotto la loro finestra; una preparazione giocosa, frenetica e paradossale, un pretesto per chiudere i conti col passato e per farsi trovare puliti e pronti, vuoti e leggeri, senza cibo nello stomaco e zavorre nella testa, quando il Santo, la banda e il popolo dei fedeli passeranno sotto i loro occhi, testimoni scelti della loro rivincita, della loro ultima spettacolarizzazione verso la tanto desiderata felicità.

 

 

12 - 14 maggio

CHI HA PAURA DELLE BADANTI?

testo e regia Giuseppe Massa con Emiliano Brioschi, Simona Malato, Cristiano Nocera luci Cristian Zucaro suono Vincenzo Aiello produzione A. C. Sutta Scupa

 

Un dramma sulla schiavitù moderna. In Italia la stragrande maggioranza delle migranti rumene trova occupazione come badante presso le abitazioni di anziane bisognose di cure o nelle case di giovani donne afflitte da handicap. Per i rumeni di sesso maschile trovare lavoro risulta invece assai più complicato. Questa semplice analisi occupazionale compiuta sulla comunità col maggior numero di presenze in Italia, mi ha rimandato con sorpresa alle Serve di Jean Genet, e in particolare al suo gioco delle apparenze portato alle estreme conseguenze.

Nello spettacolo dunque, Emil e George fingono di essere due donne riuscendo ad accaparrarsi i due posti di badante di cui Olga, una giovane italiana paraplegica sin dalla nascita, ha bisogno. Qui si genera un prima finzione teatrale, in verità preceduta da altre finzioni: i migranti rumeni sono interpretati da due attori italiani; Olga da una “sanissima” attrice. Questa scelta mi ha permesso di affrontare la materia da un punto di vista più prettamente politico, rifuggendo a priori tutto ciò che sarebbe potuto scadere in uno smielato buonismo. Olga controlla, spia, ruba frammenti di vita a Emil e George. L’erotica morbosità con la quale osserva i due migranti potrebbe essere la risposta al perché faccia finta di non accorgersi che in realtà di fronte a lei si trovano due uomini che, a loro volta, fingono di essere due donne. Giunti a questo punto, la domanda che ci siamo posti è stata la seguente: quali conseguenze provoca nell’animo umano vivere in un costante clima di umiliazione e alienazione? Ne è uscita fuori quasi una commedia degli equivoci che attraverso il lato grottesco della realtà prova a rendere manifesta la tragedia di tutti i popoli migranti.

 

 

CONTAGIO – Relazioni intercorse tra Milano e Palermo - è una proposta ideata da Phoebe Zeitgeist e presentata per la prima volta allo Spazio Tertulliano di Milano nel 2013. Allora gli spettacoli presentati erano stati: Preghiera - atto osceno, Desideranza e Chi ha paura delle badanti?. Nell'edizione 2015 per Nuove storie si aggiunge Paranza (Il miracolo).

CONTAGIO è l'occasione di vedere riunite in un unico contesto ricerche diverse in esiti e provenienze, accomunate da uno studio particolare della parola e dall'intento di ridiscutere la contemporaneità attraverso il lavoro della messinscena. La rassegna è caratterizzata infatti da drammaturgie originali in cui il linguaggio è indagato in molte delle sue direzioni: la poesia, il tecnicismo, il meticciato, sono alcune delle frontiere di questa escursione.

 

Dal martedì al sabato: ore 19,30 Domenica: ore 15,30 Intero 15€ Ridotto 11,50€

 

Teatro Elfo Puccini Sala Bausch Corso Buenos Aires 33 02.00660606 www.elfo.org

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Dall’8 al 12 giugno l’Elfo Puccini ospita i Motus con TOO LATE! (ANTIGONE) CONTEST#2,  drammaturgia Daniela Nicolò, ideazione e regia Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, con Silvia Calderoni e Vladimir Aleksic. Un confronto/scontro/dialogo fra due soli attori - sulle ipotetiche rappresentazioni di una splendente Antigone d'oggi. Una performance fisica, complessa e poliedrica, sul conflitto tra legge e sentimento per uno dei gruppi "anni '90" che più si è saputo rinnovare.

Prosegue la ricerca avviata in X(Ics) sulle relazioni/conflitti fra generazioni in una formula-altra di costruzione in divenire: informali performance intese come contest, ovvero confronti/scontri/dialoghi fra due soli attori, sulle ipotetiche rappresentazioni di una splendente Antigone d’oggi.

 

Nella dilagante “malinconia della sfera pubblica” la sua contestazione a Creonte si fonda sul rifiuto a dissociare l’atto dalla persona. E questo ci piace. È uno dei motivi per cui, in questi anni di opachi conservatorismi e pallide prese di posizione, abbiamo scelto un’(Antigone) fra parentesi, come immagine-guida del nuovo itinerario fra le rivolte del contemporaneo. È possibile un teatro che è anche proposta d’azione, arma di “terrorismo poetico”, che serva fra i pensieri, macina l’accadere, sempre nell’irriducibile desiderio di sommuovere il senso d’impotenza che abita noi e le generazioni che ci seguono?  L’Antigone è stata rinominata da Biner “tragedia del troppo tardi” perché tutte le figure paiono agire o ravvedersi solo dopo l’irreparabile: è troppo tardi anche per noi?

 

Too late! è il secondo contest dove Silvia/Antigone/Emone si confronta con Vladimir/Creonte, secondo un crudo meccanismo di esposizioni e sfide che amplificano, in modo subdolo, i giochi di potere fra padri e figli, ma anche quelli dei “Nuovi Dittatori” d’oggi.

 

Mentre il contest#1 era focalizzato sulle relazioni di fratellanza, tanto che Polinice/Benno Steinegger, in dissidio fra l’essere pacifista o terrorista, accoglieva le ambivalenze delle varie esegesi, qui sono le relazioni di potere al centro del confronto, dalle micro intolleranze quotidiane alla perversione dei “Padri Mediatici” che agiscono “per il bene” dei figli: si entra nella sfera dell’intimo, per colpire al cuore l’intoccabile famiglia italiana.

I dialoghi sono generati dalla povertà del campo scenico, secondo un percorso drammaturgico quasi situazionista, che induce gli attori a partecipare attivamente al contraddittorio teorico-pratico sulla tentata messa in scena.

 

E lo spettatore, che inusualmente condivide con gli attori lo spazio scenico, diviene attore/testimone di una rappresentazione che “anarchicamente” deborda dai limiti convenzionali, fugge il teatro per sporcarsi con le incertezze e povertà del quotidiano, in strada con un’Antigone mai stanca, che ci piace immaginare "armata di gioia".

 

8 - 12 giugno| sala Fassbinder, ore 21:30 TOO LATE! (ANTIGONE) CONTEST#2 ideazione e regia Enrico Casagrande e Daniela Nicolò con Silvia Calderoni e Vladimir Aleksic drammaturgia Daniela Nicolò ambito sonoro Enrico Casagrande fonica Andrea Comandini Motus

 

ELFO PUCCINI, SALA FASSBINDER

corso Buenos Aires 33, Milano Tutti i giorni ore 21.30 Intero: 30.50 € Ridotto giovani/anziani: 16€ Martedì. 20€

Info e prenotazioni:

tel. 02/0066.06.06 www.elfo.org

 

 

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Dal 3 al 12 Marzo 2015, il teatro Elfo Puccini è lieta di presentare "Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi" di Marco Martinelli, prodotto dal Teatro della Albe.

 

Dopo Pantani (Premio Ubu per la drammaturgia 2013), affresco intimo e politico sull’indimenticato campione del ciclismo, il Teatro delle Albe guarda a oriente per raccontare la vita di Aung San Suu Kyi, una vita passata per oltre 20 anni agli arresti domiciliari, sotto la dittatura militare che opprime la Birmania da più di mezzo secolo. La scrittura di Martinelli parte dalla figura di questa donna mite e determinata, Nobel per la pace nel 1991, interpretata da Ermanna Montanari (premio Eleonora Duse 2013), per allargarsi a una riflessione sul mondo contemporaneo, alla necessità di cantare con gioia 'la maestà della vita', anche quando attorno incombono nuvole nere.

 

VITA AGLI ARRESTI DI AUNG SAN SUU KYI

di Marco Martinelli ideazione Marco Martinelli e Ermanna Montanari

con Ermanna Montanari, Roberto Magnani, Alice Protto, Massimiliano Rassu incursione scenica Fagio musica Luigi Ceccarelli spazio scenico e costumi Ermanna Montanari luci Francesco Catacchio, Enrico Isola montaggio ed elaborazione video Alessandro Tedde, Francesco Tedde produzione Teatro delle Albe – Ravenna Teatro in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione

Elfo Puccini  sala Shakespeare corso Buenos Aires 33, Milano

Feriali ore 21:00 Festivi ore 16:30 Riposo giovedì 5 e lunedì 9 marzo Intero 30.50 € Ridotto giovani/anziani 16 € Martedì 20 € - Info e prenotazioni: tel. 02.0066.06.06, www.elfo.org

 

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La sala Fassbinder del Teatro Elfo Puccini ospita da martedì 17 a domenica 22 febbraio un omaggio ad uno dei cantautori più amati e stimati della storia della musica del nostro Paese: Domenico Modugno.

Si tratta di una drammaturgia originale, che a partire da cenni biografici di Domenico Modugno e dalle suggestioni delle sue canzoni, racconta la vita di uno dei tanti giovani cresciuti in provincia pronti, sull’onda del mito, ad affrontare ogni peripezia per realizzare il sogno di diventare artisti. Ed è proprio attraverso la descrizione delle aspettative, delle delusioni, degli sforzi e degli inganni subiti da truffaldini incontri che si articola il viaggio fra comici episodi della realtà provinciale e alienanti esperienze metropolitane.

Protagonista della storia è un custode di un teatrino di provincia che, come se fosse un vecchio capocomico, torna in scena ogni notte, a mezzanotte, in compagnia dei suoi musicisti all’interno del teatro, in cui mosse i primi passi. E fra racconto, musica e danza, si rivivono episodi della sua vita: i sogni, gli incontri, gli stage, le prove, la fuga, la scuola, il primo lavoro e l’amaro rientro al paesino, al quale, dopo aver provato tutte le strade possibili, è costretto a tornare.

Ma purtroppo il piccolo e romantico cinema in cui aveva cullato il sogno artistico non è più quello di una volta. Così per amore dell’arte e della propria felicità, il giovane decide di entrare di nascosto nel teatro e pietra dopo pietra demolirlo.

Il lavoro quindi, utilizzando la figura di Modugno come simulacro, rende omaggio agli sforzi e al coraggio dei lavoratori in genere e dello spettacolo in particolare, che, spinti da passione, costantemente si lanciano all’avventura in esperienze giudicate poco dignitose, solo perché meno visibili.

Poesia e comicità sono gli ingredienti principali della pièce, che attraverso un uso sui generis della luce trasmette atmosfere emotive, suggestioni e ricordi indimenticabili cercando di risvegliare nel pubblico quel sogno di libertà di cui Modugno si fece portavoce e simbolo.

 

Elfo Puccini, Sala Fassbinder

Corso Buenos Aires, 33 - Milano

Martedì /sabato ore 21.00, domenica ore 16:00 - Durata: 70' senza intervallo

Biglietteria:

- Intero 30.50 €

- Ridotto giovani/anziani 16 €

- Martedì 20 €

Per informazioni  e prenotazioni: tel. 02/0066.06.06 - www.elfo.org

 

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È in scena all'Elfo Puccini di Milano, fino al 15 febbraio, I vicini, di Fausto Paravidino che ne è autore e interprete. Ad accompagnarlo sul palco ci sono Iris Fusetti, Davide Lorino, Monica Samassa e Sara Putignano.

Debuttato l'8 maggio 2014 a Bolzano - al Teatro Stabile, che lo produce -  I vicini è uno spettacolo che parla di paure, reali e immaginarie. Protagoniste due giovani coppie che si incontrano e scontrano sul pianerottolo e tra le mura domestiche.

Ma non è solo il loro rapporto ad essere strano e mutevole. Di notte, infatti, appare la vecchia vicina, quella che abitava sullo stesso pianerottolo, prima di morire: che si tratti di un fantasma? Le paure vecchie e nuove si affrontano in questa pièce e si intrecciano al rapporto che abbiamo con noi stessi e con gli altri. Le inevitabili tensioni in casa, in famiglia, nella coppia, nel nostro quotidiano sono al centro della riflessione di questa commedia inquietante ed enigmatica che indaga sul senso stesso del teatro.

Grazie a Paravidino, ormai protagonista e portavoce del teatro italiano anche all'estero, che riesce a farci ridere e piangere di noi stessi grazie alla sua raffinatezza e sensibilità.

ELFO PUCCINI, SALA FASSBINDER - corso Buenos Aires 33, Milano - Martedì /sabato ore 21.00, domenica ore 16:00 - Info e prenotazioni: tel. 02/0066.06.06 - Intero 30.50 €, Ridotto giovani/anziani 16 €, martedì 20 € - www.elfo.org

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Il Teatro Elfo Puccini rivisita il mito di Orfeo ed Euridice da martedì 10 a domenica 22 febbraio. Un mito antico come pretesto per interrogarsi su temi attualissimi come l'eutanasia e l'accanimento terapeutico. Uno spettacolo che pone domande con delicata poesia: "Lasciarla andare significa ucciderla? O è il canto d'amore più straziante? Il gesto più puro, l'amore che si afferma nella perdita?".

Sul palco troviamo una compagnia giovane e indipendente, nata nel 2011 da un gruppo di attori che hanno trovato un punto di riferimento nel lavoro del regista argentino César Brie. Per Orfeo ed Euridice si uniscono le forze di Eco di Fondo, altra compagnia emergente della scena italiana vicina per spirito e indipendenza.

Arrivato dall'Argentina in Italia a !8 anni, César negli anni ha sviluppato un'arte apolide, a stretto contatto con le varie realtà incontrate in una vita trascorsa per scelta in esilio. In 40 anni di Teatro ha sempre diretto spettacoli che interrogano i classici per parlare del presente.

Orfeo ed Euridice

10-22 febbraio 2015

Elfo Puccini, Sala Bausch

Feriali 19.30 , festivi 15.30

Intero  30.50 euro, ridotto giovani e anziani 16 euro, martedì 20 euro

 

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Il Teatro Elfo Puccini di Milano apre il 2015 con una interessante e ricca programmazione.

In Sala Bausch dal 7 al 14 gennaio la rassegna nuove storie ospita il Premio Scenario 2013 e Premio Hystrio-Castel dei Mondi 2104 Mio figlio era come un padre per me di e con Marta Dalla Via. Dalla collaborazione tra i Fratelli Dalla Via, Marta e Diego, che da casuale ed affettiva diventa effettiva, nasce questo nuovo progetto totalmente pensato con mani e cervelli sdoppiati, un'impresa famigliare che traccia una sorta di cupa parabola sul conflitto generazionale. La storia di una ricca famiglia del nord est italiano in cui i due fratelli architettano l'omicidio dei genitori, un omicidio "due punto zero", che non prevede né armi né spargimento di sangue, fuori dalle statistiche, fuori dalla cronaca, un atto terroristico nascosto tra le smagliature del quotidiano vivere borghese. Con uso intelligente dell’italiano regionale i due attori riescono a dar profondità e leggerezza a una vicenda estrema, ma allo stesso esemplare, in cui il senso di colpa tra le generazioni pare innescare un processo autodistruttivo che lascia poche vie di fuga.

Dall'8 al 18 gennaio sarà invece la Sala Fassbinder ad ospitare i due spettacoli di Giuliana Musso, un'autrice-interprete che non rinuncia mai alla leggerezza, all'ironia, all'empatia, che all'Elfo Puccini festeggia 14 anni di tour e 350 repliche.

Dall'8 all'11 gennaio sarà infatti possibile assistere alla sua ultima produzione, La fabbrica dei Preti, in cui l'attrice interpreta tre anziani preti che si raccontano con franchezza: la giovinezza in un seminario, i tabù, le regole, le gerarchie, e poi l’impatto col mondo delle donne, le frustrazioni ma anche la ricerca e la scoperta di una personale forma di felicità umana. Un'occasione per ridere di noi stessi, ridendo di loro, e consolare le nostre solitudini nel commuoverci per le loro.

Dal 13 al 18 gennaio la seconda proposta è invece lo spettacolo considerato “storico” nella tetralogia di Giuliana Musso, Nati in casa, scritto in collaborazione con  Massimo Somaglino, che ne ha curato anche la regia, nell’ormai lontano 2001.

E' la storia di donne che furono levatrici in un nord-est italiano ancora rurale e il racconto dell'evento più straordinario e allo stesso tempo meno narrato nella nostra storia, il parto. Tale racconto viene ricondotto nello spazio epico della narrazione teatrale popolando la dimensione pubblica per eccellenza, il palcoscenico, di figure femminili con grandi pance, di donne che assistono altre donne che da sempre scaraventano l’umanità alla luce.

La narrazione però non si è fermata ai tempi in cui le ostetriche viaggiavano su e giù con i carri per recarsi nelle case e far nascere i bambini, ma ha incontrato anche le ostetriche ospedaliere di oggi, che hanno sul collo il fiato di medici e primari, che accolgono puerpere sempre più terrorizzate dal parto e toccano con mano i paradossi della medicina difensiva. E' proprio la società attuale la porta di ingresso che ci viene spalancata davanti in un prologo che toglie il fiato dalle risate e dall'imbarazzo, tanto è sottile oggi la linea di demarcazione tra tragedia e commedia.

Un racconto che ci ricorda come e quanto sia potente il corpo delle donne, che partorire non è una malattia, che i sentimenti sono forme di intelligenza, e che ogni nascita è anche la nostra.

 

Mio figlio era come una padre per me

Sala Bausch, dell'Elfo Puccini, c.so Buenos Aires, 33, Milano

Martedì/sabato ore 19.30, domenica ore 15.30

Biglietteria: Intero 15 €, ridotto Scuole di Teatro 11,50 €

Info e prenotazione: 02.0066.06.06 - www.elfo.org

La fabbrica dei preti, Nati in casa

Sala Fassbinder dell'Elfo Puccini, c.so Buenos Aires, 33, Milano

Martedì /sabato ore 21.00, domenica ore 16:00

Biglietteria: Intero 30.50 €, Ridotto giovani/anziani 16 €, martedì 20 €

Info e prenotazione: 02/0066.06.06, www.elfo.org

 

 

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Il 2015 al Teatro Elfo Puccini di Milano inizia alla grande con una programmazione ricca di spettacoli imperdibili, tra i quali ricordiamo: Amadeus dal 9 al 18 gennaio; Mio figlio era come un padre per me dal 7 al 14 gennaio; La fabbrica dei preti dall'8 all'11 gennaio e Nati in casa dal 13 al 18 gennaio.

Amadeus è una pièce teatrale in due atti, scritta da Peter Shaffer nel 1978 da cui è stato tratto il film omonimo nel 1984. Il dramma racconta il tentativo del compositore italiano Antonio Salieri di distruggere la reputazione dell'antagonista Wolfgang Amadeus Mozart. Una narrazione tutta inventata, poiché nella realtà i due erano buoni amici e collaborarono spesso assieme. Invidia, rabbia, senso di impotenza, bisogno d’amore e di libertà, sono le passioni che muovono ed animano i protagonisti della storia e gli altri personaggi che gravitano intorno a loro. Amadeus è un capolavoro di modernità vestita con gli abiti del Settecento.

Teatro Elfo Puccini, Sala Shakespeare - corso Buenos Aires 33, Milano - Martedì/sabato

Orario: ore 20:30, domenica ore 16:30

Prezzo: Intero 30.50 €, ridotto 16 €, martedì 20 €

Mio figlio era come un padre per me è uno spettacolo diretto e interpretato da Marta Dalla Via. Una pièce che narra la storia di una ricca famiglia del nord-est Italia in cui è centrale l'esperienza del conflitto generazionale. Due fratelli che progettano l'omicidio dei genitori, che si trovano a fronteggiare l'impossibilità di questa atroce azione poiché i genitori stessi hanno deciso di suicidarsi, lasciando come eredità ai figli l'assenza di futuro e il consumo del passato. I due fratelli (fratelli anche nella realtà, Marta e Diego Dalla Via) attraverso il ragionamento riescono a far risaltare tutte le problematiche e le difficoltà di un conflitto generazionale estremamente contemporaneo.

Teatro Elfo Puccino, Sala Bausch

Orario: ore 19.30, domenica ore 15.30

Prezzo: Intero 15 €, ridotto Scuole di Teatro 11,50 €

La fabbrica dei preti e Nati in casa sono entrambi spettacoli di Giuliana Musso.

La fabbrica dei preti è una pièce narra la storia delle generazioni di preti cresciute nella repressione militaresca del seminario, e poi gettati in un mondo rivoluzionato dopo il Concilio II.

Nati in casa, cronistoria di un monologo sul parto è stato scritto nel 2011 ed ha superato ormai le 300 repliche. Uno spettacolo che racconta la storia di donne che furono levatrici nel nord-est italiano ancora rurale, un'opera teatrale, soprattutto che dà voce e forma all'evento più straordinario della vita di una donna: il parto. Nati in casa ricorda che il corpo delle donne è potente e che partorire non è una malattia.

Teatro Elfo Puccini, Sala Fassbinder

Orari: Martedì/sabato ore 21.00, domenica ore 16:00

Prezzo: Intero 30.50 €, Ridotto giovani/anziani 16 €, martedì 20 €

INFO

Informazioni e prenotazioni: 02.0066.06.06 - www.elfo.org

Indira Fassioni

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L'attività del teatro Elfo Puccini prosegue anche nel periodo natalizio: il 26 dicembre sono previsti i debutti di tre spettacoli: "Shakespeare a merenda", scritto, diretto e interpretato da Elena Russo Arman, "Grasse risate, lacrime magre" del duo Paolo Faroni & Fabio Paroni e "Dopodiché stasera mi butto" della giovane compagnia Generazione Disagio. "Shakespeare a merenda", ambientato in età elisabettiana, narra le vicende e le aspirazioni di Mary, sarta tuttofare nel dietro le quinte del Globe Theatre che sogna un giorno di poter interpretare lo spettacolo per cui sta preparando gli abiti (le donne non potevano recitare all'epoca). Affresco avvincente e ammaliante, che racconta la magia del retroscena, i suoi mestieri, il suo mistero, il suo artigianato, e, contemporaneamente, ripercorre le storie eterne e affascinanti raccontate da Shakespeare, stimolando l'interesse per il grandissimo drammaturgo nei più piccoli e risvegliandolo nei più grandi. "Grasse risate, lacrime magre" vuole essere uno sberleffo ai luoghi comuni e agli stereotipi che ruotano intorno al mondo del teatro, strutturato in quattro quadri preceduti da prologo e seguiti da epilogo. Il mestiere dell'attore viene analizzato e spiegato a chi non lo vive, si succedono battute su malesseri e disagi di quello che alcuni chiamano lavoro, nella speranza che un giorno lo diventi davvero. Piuttosto singolare il tema ma anche la storia della nascita della compagnia Blusclint: i fondatori Paolo Faroni e Massimo Canepa si sono conosciuti in un centro di salute mentale e dopo anni di cure e lavori teatrali in proprio hanno unito le forze per collaborare. "Dopodiché stasera mi butto" è il primo spettacolo del collettivo Generazione Disagio, formatosi nel 2013 con l'intento di dar voce a una generazione di mezzo poco rappresentata. Trattasi non di una compagnia teatrale fissa ma di un luogo di incontro di artisti che trattano tematiche condivise attraverso monologhi, performance urbane e teatrali, video, installazioni e spettacoli. Generazione Disagio mette in scena una visione ribaltata della realtà, in cui il pubblico viene invitato a scaricare rabbia e frustrazione su un attore che è un giocatore-pedina invece che a lottare per risolvere i problemi.

Shakespeare a merenda scritto, diretto e interpretato da Elena Russo Arman produzione Teatro dell'Elfo Elfo Puccini sala Bausch 26 dicembre-4 gennaio feriali ore 19.30, festivi ore 15.30-intero euro 30.50, ridotto 16 euro, martedì 20 euro promozione bambini: biglietti ridotti a 11.50 euro per gruppi formati da almeno 2 bambini(di età inferiore a 12 anni) + 1 o 2 accompagnatori 31 dicembre replica speciale ore 18.30 (spettacolo+una dolce sorpresa): intero 35 euro-ridotto ragazzi 15 euro (fino ai 12 anni) info e prenotazioni tel. 0200660606 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.elfo.org

Grasse risate, lacrime magre di e con Paolo Faroni & Fabio Paroni compagnia Blusclint 26 dicembre/4 gennaio-Elfo Puccini feriali ore 21.00, festivi ore 17.00- riposo lunedì 29 dicembre e giovedì 1 gennaio intero 30.50 euro, ridotto giovani/anziani 16 euro, martedì 20 euro. 31 dicembre ore 21.00, intero 30.50 euro-doppio spettacolo: Grasse risate, lacrime magre(ore 21) + Generazione disagio(ore22.30) 43 euro

Generazione Disagio-Dopodiché stasera mi butto di e con Enrico Pittaluga, Graziano Sirressi, Alessandro Bruni Ocaña, Davide Palla regista e co-autore Riccardo Pippa Elfo Puccini sala Fassbinder feriali ore 22.30, festivi ore 18.30-riposo lunedì 29 dicembre e giovedì 1 gennaio intero 30.50 euro, ridotto giovani/anziani 16 euro, martedì 20 euro- 31 dicembre ore 22.30 intero 30.50 euro, doppio spettacolo: Grasse risate, lacrime magre(ore 21.00)+ Generazione disagio(ore 22.30) 43 euro.

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