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Dopo il successo di Roma la Triennale di Milano, fino al 15 giugno, ospita la mostra “La Rai racconta l'Italia” per celebrare i suoi 60 anni di televisione e i 90 anni di radio.

 

 

Era il 3 gennaio del 1954 quando Fulvia Colombo, prima annunciatrice, comunica l'inizio delle trasmissioni televisive della RAI.

La televisione diventava uno strumento di aggregazione ed unificazione in un paese che usciva distrutto da una lunga guerra e si presentava linguisticamente diviso al suo interno; programmi come “Non è mai troppo tardi” condotto dal maestro Alberto Manzi rappresentarono il primo grande lavoro di alfabetizzazione mentre varietà e quiz come “Un due e tre”, “Il Musichiere”, “Canzonissima” o “Lascia o Raddoppia” alimentarono e successivamente si sedimentarono nell'immaginario italiano attraverso i volti di personaggi indimenticabili come Mike Buongiorno, Mina, Enzo Biagi.

I primi telegiornali, “La domenica sportiva”, gli sceneggiati, la tv per ragazzi, senza dimenticare il Festival di Sanremo, fino ad allora diffuso solo in radio e trasmesso per la prima volta nel 1955, e ancora “Carosello” nato nel 1957, la testimonianza di fatti di cronaca, di cultura, di politica che hanno segnato l'identita del nostro paese, tutto questo ha fatto della Rai un pilastro fondamentale della storia italiana tanto da essere considerata un vero e proprio patrimonio nazionale.

“La Rai racconta l'Italia” è al tempo stesso un viaggio nella storia del servizio pubblico radiotelevisivo italiano e un percorso nel mondo fantastico, sognato, e perchè no, anelato, degli spettatori che attraverso la televisione e la radio hanno condiviso sentimenti e si sono ritrovati a partecipare tutti insieme a quel processo di crescita culturale e sociale che la mostra intende far rivivere al pubblico, coinvolgendolo in maniera attiva e non limitandosi a fornire uno sterile dettato degli eventi e dei personaggi.

I ricordi più significativi, in cui i visitatori saranno immersi, attraversano le nove diverse sezioni che vanno dalla cultura alla politica, dalla scienza allo sport e sono curati da noti personaggi: Andrea Camilleri, Bruno Vespa, Piero Angela e Bruno Pizzul.

Uno studio televisivo degli anni settanta, una sezione dedicata ai costumi di scena, il manoscritto dell’Albero degli zoccoli di Ermanno Olmi, due sezioni appositamente create per la città di Milano ovvero “La Domenica Sportiva”, trasmissione considerata tra le più longeve ed ancora oggi in onda, e il laboratorio di fonologia musicale di Milano, arricchiscono la mostra insieme a documenti d'archivio, documenti audiovisivi e fotografie d'epoca.

Anche la radio ha il suo spazio con una sezione a lei dedicata in cui le voci dei protagonisti ne narrano la storia e a cui si aggiungono materiali inediti.

Quello della mostra è un cammino che parte dal passato, attraversa il presente e si proietta inevitabilmente nel futuro per rispondere alla necessità di una comunucazione e di una informazione che siano in grado di reagire alle nuove sfide a cui il mondo dei media non può sottrarsi.

Era il 27 agosto del 1924 quando si costiuisce l'Unione Radiofonica Italiana e dopo 90 anni la Rai, Radiotelevisione italiana, è ancora la voce delle storie degli italiani e degli eventi del mondo.

 

 

 

"1924–2014 – La RAI racconta l'Italia"

29 Aprile. 15 Giugno 2014.

Triennale di Milano

 

Martedi - Domenica 10.30 - 20.30

Giovedi 10.30 - 23.00

Ingresso Libero

Una conferenza-spettacolo, ma anche mostra, vi attente al Teatro Libero dal 9 al 13 Aprile 2014. Un appuntamento insolito e da non perdere per tutti gli appassionati di teatro e d’arte.

 

 

Lo spettacolo su Nicolas De Staël si intitola “La causa delle cose - lo specialista della vertigine”, con il critico d’arte e di teatro Roberto Borghi e l’attore Mino Manni, a cura di Alberto Oliva, la scenografia e l’esposizione sono dell’Accademia di Belle Arti “Aldo Galli” - IED Como e la produzione è di I Demoni. In mostra, nei vari spazi del teatro, opere di Pablo Bermudez, Roberto Biondi, Alessio Bonifacio, Enrico Bosco, Stefania Bruno, Luca Gandola, Gianni Lucini, Dario Luzzani, Caterina Ruggeri, coordinati da Patrizia Cassina.

 

Il protagonista della rappresentazione è Nicolas De Staël, uno dei più significativi esponenti della pittura francese del Novecento. Nato in Russia, cento anni fa, in una famiglia della nobiltà zarista dissolta dalla furia rivoluzionaria, il pittore si è suicidato quarantunenne nel 1955 all’apice della fame.

Le cause che hanno portato a questa triste e dolorosa scelta non sono mai state del tutto chiare, ma nelle sue numerose e bellissime lettere l’artista fa riferimento al fardello della fama, lo straordinario successo che l’ha colto alla sprovvista aumentando a dismisura le sue insicurezze umane e creative.

De Staël è stato una delle prime “vittime del sistema” dell’arte, dei suoi meccanismi e delle sue categorie, alle quali era profondamente refrattario.

 

“La causa delle cose” non è solo uno spettacolo ma anche una conferenza che indaga sul pittore russo naturalizzato francese e sul suo mito. Émile Cioran parla di De Staël come di «uno specialista della vertigine» che «si rifiuta di venire a patti con la mediocrità della saggezza»: quella saggezza che gli avrebbe imposto di «non chiedere troppo al suo talento», di smorzare «la febbre, l’apocalissi interiore che esigeva il coronamento della morte».

 

Una conferenza-spettacolo al Teatro Libero nei giorni del Fuorisalone, quando via Savona sarà completamente invasa dai visitatori delle mostre di design che si tengono in zona Tortona, è stata pensata per focalizzarsi sull’opera dell’artista che si interroga sul rapporto tra oggetto e colore. Gli spazi del Teatro Libero ospiteranno un’esposizione di arte e design realizzata da nove studenti dell’Accademia di Belle Arti “Aldo Galli” - IED Como, una scuola presso la quale le arti “pure”, come la pittura, e quelle “applicate”, come la moda e il design, hanno instaurato un dialogo fecondo.

 

Nerospinto consiglia di segnarsi in agenda questo incredibile e particolare spettacolo al Teatro Libero!

 

 

 

Teatro Libero

Via Savona 10 - Milano

 

 

BIGLIETTERIA

PREZZI BIGLIETTI

Intero: €  19,00

Under 26: € 15,00

Over 60: € 11,00

Allievi Teatri Possibili con carta TP CARD: € 6,00 (prima rappresentazione € 3,00)

 

ORARIO SPETTACOLI

dal lunedì al sabato ore 21.00

domenica ore 16.00

 

ORARI BIGLIETTERIA da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00

Nei giorni di spettacolo: da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 21.30 sabato dalle 19.00 alle 21.30

domenica dalle 14.00 alle 16.30

 

INFO E PRENOTAZIONI 02 832312602 8323126 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ACQUISTI ONLINE

www.teatrolibero.it

 

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Sabato 5 aprile 2014 a Varese per tutti gli appassionati di design una grande mostra dedicata a Giorgio Caporaso: DREAMS ON THE MOVE - le mille anime dell’ecodesign.

Famoso designer e architetto, Caporaso ricopre con successo il ruolo di direttore del magazine Livingslife. La domanda che si pone da anni è come il design può rispondere alle esigenze di un mondo in trasformazione, con i suoi nuovi problemi e le future necessità. La risposta è una sua personale interpretazione, un perfetto connubio tra ecosostenibilità e bellezza.

Fin dagli esordi il direttore si interroga su come un oggetto necessario per vivere possa rispettare la natura e interpretare allo stesso tempo le esigenze dell’uomo contemporaneo. Dopo aver presentato l'anno scorso i frutti del suo percorso creativo e progettuale nella mostra "Sogni di cartone - la sostenibile leggerezza del design", evidenziandone in particolare l’uso interessante del cartone, torna quest’anno ad affrontare il tema della qualità che abbraccerà il futuro, attraverso la mostra a cura di Nicoletta Romano che si svolgerà presso Villa Recalcati a Varese. L'inaugurazione sarà sabato 5 aprile alle ore 17.00.

L’architetto riporta il tema del design ecosostenibile con l’entusiasmo di chi desidera esprimere il proprio pensiero per proporre un confronto di crescita collettiva e personale. La nuova esposizione sviluppa i concetti fondamentali del cambiamento degli stili di vita della popolazione, dell’armonia con l’ambiente e della ricerca estetica, attraverso la visione dei molteplici aspetti che fanno del suo design qualcosa di unico. Seguendo questa intuizione, DREAMS ON THE MOVE - le mille anime dell’ecodesign sviluppa un percorso di ricerca su forme e materiali, volto a trovare soluzioni adatte alla variabilità della vita e a sfidare il tempo. Tutti gli oggetti e gli arredi sono tanto versatili da essere modificabili nelle nostre mani, oltre che arricchiti da giochi di texture.

L’uomo può essere il diretto protagonista del cambiamento, attraverso un intervento nella gestione dei propri spazi e dei propri oggetti, che possono così accompagnarlo nella vita e modificarsi insieme a lui, questo il pensiero di Caporaso. Quest'ultimo propone un design che vuole liberare l’uomo dalle mode, dandogli la possibilità di essere protagonista della propria vita e del cambiamento.

Le opere d'arredo che saranno esposte all'interno della mostra sfruttano materiali naturali, riciclati, riciclabili, anche trattati in modo innovativo, grazie alla collaborazione con Filtrinext, divisione di NextMaterials, Spin Off del Politecnico di Milano. Non solo, anche allestimenti particolari in grado di suggerire l'approccio interattivo con gli oggetti progettati dall'architetto e concepiti per svelare le loro possibilità di trasformazione.

Indira Fassioni

INFO:

"DREAMS ON THE MOVE - le mille anime dell’ecodesign" - Villa Recalcati, Piazza Libertà 1, Varese

5 – 27 aprile 2014

martedì – domenica dalle ore 15.00 alle ore 18.00

Inaugurazione sabato 5 aprile ore 17.00

Seguirà buffet

Servizio navetta gratuito Milano – Varese e ritorno

tel. 02.34530468

www.lessmore.it

 

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Dal 3 Aprile al 9 Maggio 2014 una personale del grande maestro Michell Campanale attende tutti gli appassionati d’arte presso gli spazi di Family Banker Office.

 

Giovedì 3 Aprile alle ore 18.30 inaugura, con una conferenza stampa a partire dalle 12, la personale "Archetipi" Suoni colori e simboli dalle origini dell’universo del maestro di pittura e scultura Michell Campanale. Verranno esposte un’antologia delle sue opere a partire dal 1981 a oggi, negli spazi espositivi di “Arte InBanca – Family Banker” del Gruppo Mediolanum, in via Visconti di Modrone 18 a Milano.

La mostra, che sarà visitabile fino al 8 maggio 2014, gode del patrocinio della provincia di Milano settore Cultura, cura dell'Associazione Artistica Culturale  “Zaffiro”, curata dal presidente Lidia Silanos, critico d’arte e caporedattore del mensile d’arte “InArte”, promossa dal sig. Maurizio Catalano di “Arte in Banca – Family Banker”, da un’idea di Silvia Beatris Gonzalez, estimatrice d’arte argentina.

 

“..Dal colore direttamente alla forma …” dice l’artista “…  e senza alcuna premeditazione o progettazione grafica iniziale..": dal caos nebuloso dei colori (specchio del turbine irrazionale del mondo emotivo) le forme appaiono gradatamente mediante l’azione “scultrice” e forgiante dei chiaro-scuri, o semplicemente per azione impersonale di esplosioni di colori “… come se alle forme finali si giunga guidati da un Impersonale  Disegno o Destino..” Sono le parole di M. Campanale.

La mostra esporrà una serie informale del maestro che ricorda gli studi dell’immagine dello psichiatra svizzero Rosharch e il suo noto test.

L’artista, nato a Ruvo di Puglia nel 1970, milanese di adozione e in Francia negli anni della primissima infanzia, attualmente è art director e curatore a Milano, socio artista del Museo della Permanente di Milano, autore e conduttore di programmi televisivi di arte e cultura, sembra artisticamente, abbandonare dunque gradatamente il figurativo, per spostarsi lentamente verso ciò che si potrebbe definire “cromatico-semantico”, in una ricerca a ritroso delle origini "sacre ed artistiche" del linguaggio seguendo inconsciamente le tracce del grande maestro catalano Joan Mirò: "...il disegno e la scrittura si rivelano inseparabilmente vincolati.. – J.Miro’-", o con le parole dello stesso M.Campanale "...quando scriviamo e' come se disegnassimo..", cosi’ come peraltro ci giunge dall’accezione  greco-antica del termine “graphè = disegno”.

 

Archetipi si presenta come una mostra complessa e completa che ha come obiettivo “… un momento di incontro, fisico e virtuale, tra persone, accomunate dalla passione o dal semplice interesse per l’Arte, ma che dialogano anche delle esigenze di tutti i giorni, di desideri, di obiettivi e di sogni….risvegliare (l’Arte) come espressione più alta delle capacità umane, perché in grado di suscitare emozioni diverse a ognuno di noi…”. Sono le parole di Maurizio Catalano di Arte in Banca-Family Banker, oppure come sottolineare dall’artista M. Campanale  "... risvegliare la coscienza umana alla propria Natura Sacra: una consapevolezza e una autostima, da secoli (e oggi piu’ che mai), dimenticate, rimosse, violentate e oscurate ...".

 

Nerospinto consiglia di non perdersi quest’interessante personale del grande artista M. Campanale!

 

 

 

"Archetipi" Suoni colori e simboli dalle origini dell’universo

Via U. Visconti di Modrone, 18 - 20122 Milano –

Tel.: 02-3670602002-36706020 - Fax: 02-35705021 Cellulare: 335-404505335-404505

 

Programma dell’inaugurazione

h 18,30    conferenza stampa  - accesso riservato a stampa - tv - fotografi

h 19,15    accoglienza ospiti

h 19,30    presentazione - intervento ospiti - tavola rotonda

h 20,30    rinfresco - pubbliche relazioni

Ingresso solo su invito.

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Mercoledì 26 Marzo 2014 alle ore 19.00 inaugura Cildo Meirels. Installations, la prima mostra Italia dedicata a uno dei più importanti artisti del panorama internazionale.

Dove? Ovviamente all’Hangar Bicocca.

 

 

Curata da Vicente Todolí, la personale comprende grandi installazioni, prodotte dal 1970 a oggi, di totale coinvolgimento per il pubblico. Più di 12 importanti installazioni realizzate dall’artista di fama internazionale saranno esposte nella mostra che durerà fino al 20.07.2014.

 

In occasione dell'apertura della mostra, Mercoledì 26 Marzo alle ore 11.30 si terrà la conferenza stampa. Durante la conferenza, trasmessa in streaming su www.hangarbicocca.org, interverranno Marco Tronchetti Provera, Vicente Todolì, Clido Meireles.

 

L’autore è tra i primi a sperimentare, fin dagli anni 60, installazioni immersive e multisensoriali che richiedono il totale coinvolgimento del pubblico. Egli affronta tematiche sociali e culturali attraverso opere che rivelano pienamente il loro significato solo nel momento in cui sono attraversate, coinvolgendo oltre alla vista, anche l’udito, il tatto, l’olfatto e addirittura il gusto. La mostra si snoda attraverso un percorso spiazzante, caratterizzato da opere monumentali e piccolissime che catturano lo spettatore anche attraverso l’uso indistinto dei materiali operato dall’artista.

Cildo Meireles sceglie oggetti e materie in base alle loro caratteristiche simboliche o sensoriali, mettendo insieme elementi contrastanti dal punto di vista semantico o visivo. L’uso di grandi quantità di oggetti identici o simili per creare ambienti ed effetti visivi nuovi, il suono come elemento centrale nella relazione del pubblico con le opere, e lo spazio quale componente fondamentale nell’enfatizzare i paradossi e le metafore, sono elementi chiave dell’arte di Cildo Meireles efficacemente riassunti nelle 12 installazioni presentate in HangarBicocca.

 

La mostra dell’artista è parzialmente coprodotta con il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofìa (Madrid) e il Museu de Arte Contemporanea de Serralves (Porto).

 

 

Una mostra particolare, interattiva e sorprendete che Nerospinto consiglia di non perdere!

 

 

 

Cildo Meireles. Installations / A cura di Vicente Todolí

 

Fondazione HangarBicocca Via Chiese 2, 20126 Milano

T (+39) 02 66 11 15 73(+39) 02 66 11 15 73 F (+39) 02 64 70 275 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orari d'apertura Lun-Mar-Merc: chiuso Gio-Ven-Sab-Dom: 11.00-23.00

Ingresso libero

 

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"Il vuoto della luce" è il titolo della mostra di Tommaso Gesuato, giovane artista veneto, emergente nel campo della fotografia, che verrà ospitata allo storico locale meneghino El Brellin, situato presso il noto Vicolo del Lavandai, sul Naviglio Grande.

L'inaugurazione della mostra sarà questo giovedì, 20 marzo, alle 18.30, dove sarà anche possibile, oltre a visitare la mostra, fermarsi per un aperitivo.

Una serie di otto scatti che raccontano l'esperienza dell'artista durante un suo soggiorno a Fuerteventura, un viaggio mosso dalla passione di Tommaso per il surf.

Trovandosi in questo paesaggio arido, spoglio di vegetazione e 'terribilmente' bianco, non ha potuto fare a meno che rimanere 'sconvolto' e quasi 'disturbato' da questa assenza indefinibile così importante.

Questo è il racconto di un luogo privo di ombra, dove è impossibile nascondersi; anzi si è costretti all'esposizione, senza alcuna via di fuga dalla luce, che diventa abbagliante, intensa, senza confini e limiti di spazio.

La pienezza della luce si confronta e scontra con il vuoto e tutte le emozioni che l'occhio può percepire.

 

Per sapere e conoscere meglio l'opera di Tommaso Gesuato, le sue storie e i suoi scatti, visitate il suo sito personale: www.tommasogesuato.com

oppure scopritelo giorno per giorno con i suoi scatti quotidiani pubblicati su everydaygesu.tumblr.com

 

Le opere, in vendita, rimarranno esposte fino a mercoledì 16 aprile 2014.

Il Cafè d'El Brellin è aperto tutti i giorni dalle 18.00 alle 2.00;

 

per informazioni chiamare il numero  02.58 10 13 5102.58 10 13 51

oppure scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Il polo museale milanese di Intesa Sanpaolo in Piazza Scala ospiterà un evento eccezionale! Dal 13 Marzo al 13 Aprile 2014 le Gallerie d’Italia saranno il luogo di un approfondimento cinematografico legato alla mostra “Homo ludens. Quando l’arte incontra il gioco”.

 

L’iniziativa si colloca nell’ambito di una nuova e stimolante collaborazione tra Fondazione Cineteca Italiana e Gallerie d’Italia, che si svilupperà nell’abbinamento di rassegne ed eventi cinematografici con mostre temporanee.

 

I titoli proposti creano, insieme alle opere d’arte, un percorso attraverso varie tematiche legate al gioco, l’elemento fondamentale della creazione artistica. A dare l’avvio all’approfondimento cinematografico sono alcuni cortometraggi che sottolineano l’importanza dell’aspetto ludico nel cinema delle avanguardie, tra questi alcuni titoli sono Entr’acte, uno dei film sacri del movimento surrealista, nato da un soggetto di Francis Picabia, accompagnato dalle musiche di Satie, interpretato da questi e altri celebri artisti è una deliziosa e irriverente messa a frutto delle tecniche poetiche del gruppo guidato da Breton; e Cirque Calder in edizione originale, mostra lo scultore americano Alexander Calder con il circo che costruì in miniatura nel 1929, un enorme giocattolo usato per divertire gli amici ma anche un’anteprima di quelle che divennero caratteristiche essenziali dei suoi “mobiles”.

Le proiezioni dei cortometraggi d’avanguardia sarà impreziosita dall’accompagnamento al piano forte solo e dall’utilizzo di strumenti giocattolo a cura di Francesca Badalini.

 

Allo scacchista statunitense Bobby Fischer, una delle figure più affascinanti e tragiche del secolo scorso, è dedicato il documentario inserito in calendario Bobby Fischer Against the World. Realizzato da Liz Garbus, una regista che ha firmato alcuni dei più celebrati documentari americani degli ultimi anni, più volte candidata all’Oscar, vincitrice del Sundance Film Festival e di un Emmy Awards, ripercorre la contiguità di genio e follia del personaggio americano di Bobby.

 

Non manca un’antologia cult: Norman McLaren tra animazione e sperimentazione giocosa, che comprende alcuni cortometraggi girati negli anni ’50-’60 dal regista scozzese, autore di opere fondamentali nel campo del cinema di animazione. Alcuni dei titoli sono Neighbours, Pas de deux e Le merle. 

 

In programma La casa dei giochi, il thriller psicologico con la regia di David Mamet; L’arte del sogno, l’opera più personale del visionario Michel Gondry, che ci porta alla scoperta dell’immaginario onirico del protagonista. Non manca una proiezione dedicata ai più piccoli: Labyrinth - dove tutto è possibile, film ricco di avventure e incontri fantastici con una giovanissima Jennifer e un carismatico David Bowie.

 

Una serie di proiezioni che uniscono due mondi: quello del gioco e quello dell’arte. Un’iniziativa da non perdere vi aspetta dal 13 Marzo alle Gallerie d’Italia.

 

 

 

 

RASSEGNA CINEMATOGRAFICA COLLEGATA ALLA MONOGRAPHIA ‘HOMO LUDENS. QUANDO L’ARTE INCONTRA IL GIOCO’

Gallerie d’Italia - Piazza Scala, Milano

 

L’ingresso alle proiezioni è gratuito

Per informazioni:

www.cinetecemilano.it

www.gallerieditalia.com

 

Atmosfere mistiche e fiabesche vi aspettano alla mostra Sculture Possibili, The Sky Above The Blood Below di Giovanni Rizzoli.

 

Per la sua seconda personale alla FL Gallery di Federico Luger l’artista mette in scena l’eventuale scomparsa del male dalla terra. Ispirazioni spirituali e religiose si fondano con le istanze laiche, etiche e civili.

La mostra iniziata il 5 Febbraio 2014 sarà aperta fino al 31 marzo.

L’artista veneziano si è laureato in storia dell’arte medievale ed è stato protagonista alla Biennale di Venezia del 1999 curata da Harald Szeemann. Negli spazi di via Circo a Milano l'artista racconta una “terra senza il male”, dove l’umanità e la divinità si incontrano nuovamente dopo una lunga separazione nella speranza di ricomporsi, come due parti dello stesso simbolo ormai distrutto.

Il percorso dell’artista veneziano, più spirituale che fisico, è reso concreto con una seria di sculture che portano in luce la condizione umana. Alcune delle sue opere sono Oltre (2013) e Ipotesi di ascensione (2002-2013): la prima, una sfera di marmo nero del Belgio di 45 cm di diametro con un’unica incisione in aramaico del nome di Gesù, posizionata in modo tale che l’iscrizione risulti nascosta allo sguardo; la seconda, una figura in bronzo appesa, con le mani alzate al cielo, colta nel tentativo di vincere la gravità della condizione umana che la tiene ancorata a terra. Accanto alle sculture sarà esposto un piccolo libro di Milton, Paradise Lost, che affronta proprio il dramma umano tra la scelta della conoscenza e l’affidamento alla grazia divina.

Lasciatevi affascinare delle atmosfere spirituali, mistiche e fiabesche e non perdetevi le opere di Giovanni Rizzoli.

 

Giovanni Rizzoli Possible Sculptures, The Sky Above The Blood Below

5 febbraio – 31 marzo 2014

 

New Space Federico Luger GALLERY Via Circo 1, Milano

Info: +39 0267391341+39 0267391341 www.flgallery.com

 

Orari: da martedì a sabato dalle 16:00 alle 19 :00.

Chiuso domenica e lunedì.

 

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Dal 20 Marzo al 31 Agosto 2014 una doppia temporanea sulla pittrice messicana Frida Kahlo attende tutti gli appassionati d'arte alle Scuderie del Quirinale di Roma e al Palazzo Ducale di Genova.

I capolavori di una della più famose artista del Novecento provenienti dai principali collezionisti, le opere chiave appartenenti a raccolte pubbliche e private in Messico, Stati Uniti, Europa arrivano nelle due sedi espositive italiane per mostrare il talento e la straordinaria vita della pittrice messicana e del marito Diego Rivera, anch'egli pittore moralista.
Oltre ai favolosi dipinti la mostra permetterà di ammirare una sezione di ritratti fotografici realizzati negli anni Trenta e Quaranta, tra cui quelli realizzati da Nickolas Muray negli anni quaranta.
La mostra romana, alle Scuderie del Quirinale, indaga sulla figura della pittrice e il suo rapporto con i movimenti artistici dell'epoca, dal Modernismo messicano al Surrealismo internazionale, analizzandone le influenze sulle sue opere.
La mostra genovese, Frida Kahlo e Diego Rivera, a Palazzo Ducale, analizza l'universo privato di Frida, un universo di grande sofferenze. La mostra sottolinea come l'amore per il marito e le sue esperienze biografiche hanno lasciato delle tracce importanti nella sua produzione artistica.
Le sue opere oltre a raccontare la sua vita contengono tracce della storia e dello spirito del mondo a lei contemporaneo, sottolineano importanti trasformazioni sociali e culturali precedenti alla Rivoluzione messicana.
La sua figura è diventa un'icona a livello mondiale, un'icona della femminilità, della passionalità, della forza e della determinazione di cambiare il corso della storia.
La mostra intende presentare e approfondire la produzione artistica di Frida Kahlo nella sua evoluzione, dagli esordi della Nuova Oggettività e del Realismo magico alla riproposizione dell'arte folklorica e ancestrale, dai riflessi del realismo americano degli anni venti e trenta alle componenti ideologico-politiche ispirate dal murassimo messicano. Il grande numero di autoritratti suggerisce l'importanza del tema dell'autorappresentazione in questa mostra.
Come il catalogo ragionato dell'artista del 1988, anche il catalogo di questa mostra e la sua progettazione sono affidati alla cura di Helga Prignitz-Poda, specialista di Frida Kahlo.
Una mostra unica che unisce l'arte e la vita personale di una artista eclettica, una mostra da non perdere vi aspetta a Roma e Genova!

 

Mostra di Frida Kahlo

Scuderie del Quirinale, Roma
Roma, Via XXIV Maggio 16 Bus: n.40, 64, 640, 70, 170, H fermata Nazionale/ Quirinale Metro: Linea A fermata Barberini Metro: Linea A fermata Repubblica

Costi del biglietto: intero € 12.00, ridotto € 9.50

Ridotto valido per giovani fino a 26 anni, adulti oltre i 65 anni, insegnanti in attività (esclusi professori universitari), gruppi convenzionati, forze dell'ordine e militari con tessera di riconoscimento.

Biglietto on-line: diritto prevendita: € 2.00

La biglietteria chiude un'ora prima della chiusura delle scuderie del Quirinale.

Numero di telefono: 06 399 67 50006 399 67 500
Palazzo Ducale, Genova
Piazza Matteotti 9, Genova Tel. +39 010 5574000+39 010 5574000
Biglietteria e accoglienza: tel. 010 5574065010 5574065
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Nerospinto ha il piacere di annunciare sweet Sub-NOTHING-Spores, nuova mostra dell’artista tedesco John Bock presso la Galleria Giò Marconi. Per la sua terza personale l’artista trasformerà la Galleria nel suo mondo eccentrico e surreale, un teatro dell’assurdo dove nessuna regola o logica sembra potersi applicare.

Nato nel 1965 a Gribbohm in Germania, John Bock diventa famoso a metà degli anni ’90 per le sue performance, le cosiddette “Lectures” e per le sue installazioni, stravaganti assemblaggi di oggetti quotidiani. Le sue prime “Lectures”, una via di mezzo tra una performance e una lezione accademica, vertevano su temi economici uniti successivamente ad argomenti più vicini al mondo dell’arte. Una sorta di parodia del mondo intellettuale che culminava in assurdi dialoghi con il pubblico, protagonista attivo in tutti i suoi lavori. I titoli stessi delle sue opere derivano spesso dalla giustapposizione o dalla ripetizione di parole reali, riflettendo così la natura ibrida e multiforme del suo lavoro. Nelle sue performance l’artista riprende elementi del cabaret, del vaudeville, delle commedie slapstick e del teatro. Assume pose grottesche, compie movimenti esagerati, indossa costumi colorati e protesi bizzarre e combina gli oggetti più disparati con ogni tipo di liquido in modo fantasioso e irriverente. Questi assurdi assemblaggi diventano poi parte della mostra, trasformando lo spazio espositivo in un caleidoscopio di colori, suoni ed immagini.

La sua opera sfugge ad ogni possibile classificazione, qualsiasi categoria per descriverla diventa riduttiva: performance, teatro, video, installazione, scultura si mescolano a discipline e linguaggi diversi come la filosofia, l’economia, la musica, la moda e a frammenti di vita quotidiana in una fusione originale che non sembra mai essere completa. L’artista sembra superare e oltrepassare quelli che sono considerati universalmente i canoni della storia dell’arte ed i suoi limiti.

Per la sua personale da Giò Marconi Bock presenta un film, diverse installazioni e una scultura. Nel film in mostra “Above the point of the glowing silence”, presentato per la prima volta alla Biennale di Venezia del 2013, una Musa danzante racconta a un baco brevi storie sull’amore, sulla morte, sulla follia e su mondi paralleli in una “Casa-Segmento”. La Musa poi si perde nel labirinto di Venezia e inizia a modellare materiali morbidi sui muri delle case.

Negli ultimi dieci anni Bock si è sempre più dedicato al video, il cui linguaggio visivo è molto vicino a quello delle sue performance. I suoi film sono una sorta di lente di ingrandimento sulla realtà, di cui esplora i dettagli più nascosti. Bock parte dalla vita quotidiana e si sofferma sugli aspetti più assurdi, facendo entrare lo spettatore in un microcosmo colorato fatto di spazi ribaltati, sostanze e oggetti dalle forme mai viste che si trasformano in personaggi, animali dai tratti umani e viceversa, un mondo dove tutto è dissociato e collegato al tempo stesso, dove ogni sicurezza è abbandonata, tanto che l’artista stesso definisce i suoi film “assurde commedie dark”.

La scultura che viene presentata ha come soggetto dei contadini e si ispira allo stile dello scultore tedesco Ernest Barlach. Viene ripreso il rilievo tridimensionale caratteristico di Barlach, ma completamente rivisto e ripensato da Bock.

C’è poi un’installazione composta da quattro teche. In una di queste, alta tre metri, sono visibili in basso delle scarpe sulla cui suola è appiccicata una cicca. Un’altra contiene una tenda, dietro la quale una sorgente luminosa emette fasci di luce ritmica senza motivo. Nella terza teca è appesa in verticale una catena di biglie sulla quale si arrampica dello sterco di coniglio. La quarta invece contiene un meccanismo che può essere azionato a mano dall’esterno e che mostra un ciuffo di capelli che accarezza un bullone e un’unghia che dà dei colpetti ad una tavoletta. Questa teca è appoggiata ad una rastrelliera a cui sono appese due foto della Musa che recita nel film “Above the point of the glowing silence”.

Elemento principale della mostra è l’installazione “Ait-il se terme”, realizzata con materiale di una performance precedente. Il video della performance accompagna l’installazione.

L’artista presenta inoltre tavole di testo, dove le parole, frasi tratte da azioni o film, sono ripetute, tagliate, incollate, scambiate, modificate, frammentate e riscritte in modo fastidioso. Bock non cerca la logica narrativa, la chiarezza, ma la confusione, vuole disorientare lo spettatore, sfidandolo con ironia a comprendere e superare gli ostacoli della vita. L’artista infatti descrive la vita come un gioco d’avventura che l’essere umano può solo iniziare a comprendere.

A prima vista il suo lavoro potrà risultare caotico e privo di senso, ma così non è, c’è sempre un’analisi lucida dietro la sua opera, volta ad analizzare la società occidentale moderna e con dei risvolti autobiografici.

 

 

 

Galleria Giò Marconi, Via Tadino 15, Milano.

John BOCK: sweet Sub-NOTHING-Spores

Dal 14 febbraio al 22 marzo 2014

Da martedì a sabato 10-13; 15-19

Inaugurazione: giovedì 13 febbraio 2014 dalle 19.00 alle 21.00

 

 

 

Per informazioni: 

www.giomarconi.com

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

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