CHIAMACI +39 333 8864490

|||

Per la festa della mamma abbiamo pensato ad una dolce ricetta per voi, “torta Marcella” creata dal maître chocolatier Davide Comaschi, direttore del Chocolate Academy TM Center Milano.

The Bluebeaters, dopo un anno di tour e il doppio singolo "Toxic (One Drop Version)/Catch The Eardrop", pubblicano un nuovo brano natalizio: "I Saw Mommy Kissing Santa Claus". Il brano, che anticipa il nuovo album in studio della band, che uscirà per Record Kicks nella prossima primavera, è la cover della canzone realizzata nel 1963 dalle Ronettes per "A Christmas Gift For You", album è prodotto da Phil Spector, diventato ormai un classico natalizio, che incredibilmente fu un vero e proprio flop all'epoca sua uscita e solo nel 1972, con la ripubblicazione della Apple, iniziò ad essere apprezzato. La nuova versione di questo classico natalizio, proposta dai Bluebeaters ovviamente in chiave ska/reggae, è in free download dall' 1 dicembre su www.recordkicks.com.

I Bluebeaters nascono nel 1994 da un’idea di un gruppo di amici musicisti di Casino Royale, Africa Unite e Fratelli di Soledad, per fare una one night “Giamaicana” all’Hiroshima Mon Amour, storico locale torinese. Quella che doveva essere una one night band si è però trasformata in uno dei gruppi di punta della scena indipendente italiana, anche grazie a quattro album in studio, due dischi d’oro vinti e centinaia di concerti per tutta la penisola. Dopo una pausa forzata e la separazione da Giuliano Palma, il 2014 è stato un anno di svolta per i Bluebeaters: il ritorno alla vecchia formazione originale con l’inserimento di Pat Cosmo (Casino Royale) alla voce, i festeggiamenti per i 20 anni di carriera, nuovi singoli ed un recupero del suono originale, più “roots” e “vintage” degli esordi.

 

www.facebook.com/thebluebeaters www.recordkicks.com

 

[gallery type="rectangular" ids="33865,33869,33867,33796,33866,33789"]

Il 31 gennaio è uscito, nei negozi tradizionali e in digital download, "Futura Resistenza", il disco d'esordio dei FLUON, band capitanata da Andy (voce, sax, synth), Faber (programmazione, synth), Fabio Mittino (chitarra) e Luca Urbani (voce, synth, ex voce dei Soerba).

Un progetto, quello dei FLUON, nato nel 2011, che incarna l’estetica, il suono e lo spirito dell’omonimo laboratorio d’arte, fabbrica di idee, dipinti e musica.

Nel 2012 esce “Naked”, il primo brano che segna l’inizio dell’attività musicale della band, seguito da “Polvere”, in duetto con Enrico Ruggeri e “L’assassino è il maggiordomo”, traccia estratta dal nuovo disco.

“Futura Resistenza” è un disco autoprodotto (grazie al sostegno dei fans e alla piattaforma di crowdfunding Musicriser), in cui la ricerca di uno stile personale, accattivante e ipnotico, si traduce in ritmi serrati che enfatizzano i testi e che sono in grado di intrappolare la realtà con grande lucidità.

Un viaggio tra electropop e dance, quello di “Futura Resistenza”, che mette in musica lo scontro con una realtà frenetica e imposta, che da emarginata esce allo scoperto per rompere gli schemi sociali precostituiti, attraverso una vera e propria evoluzione.

Dieci brani per dieci storie e dieci stati d’animo: “Evoluzione”, “Il nuovo che avanza”,”Tutto torna”,”In verità vi dico”, “Futura resistenza”, “Cadere a terra”, “Dove si comincia”, “Ti puoi permettere”, “L’assassinio è il maggiordomo” e “Buio”.

 

Per maggiori informazioni:

www.fluon.it

www.youtube.com/user/fluon?feature=watch

https://www.facebook.com/fluon

 

 

I cocKoo sono una band elettropop formata da Andrea Cerrato, Alberto Pozzo Tebani, Luca Genta e Silvio Colombaro  che nasce  tra le alcooliche colline astigiane nel freddo inverno del 2005.

Dopo un primo periodo di riscaldamento compositivo e di sempre più intensa attività live, nel 2006 esportano per la prima volta la loro musica classificandosi primi alla finale nazionale di “Emergenza Acustica” e ottenendo un secondo posto alla finale europea a Monaco, in Germania. Contemporaneamente registrano la loro prima demo distribuita a  soli fini promozionali. Nella primavera del 2007 il gruppo ottiene il primo posto al concorso “Il nostro canto libero” che gli vale la produzione di un nuovo promo di 5 pezzi: nel Novembre esce dunque EP#2_SenzaFarRumore, scaricabile gratuitamente dai siti ufficiali della band, che ottiene centinaia di download in pochissime settimane e ottime recensioni dalle più famose webzine e magazine italiane. Dalla primavera 2008 riprendono quindi i live, intanto i cocKoo rientrano tra i quattro vincitori scelti tra gli oltre 300 partecipanti del concorso AREA24 promosso da Rosso Alice e si aggiudicano il primo premio decretato dalla giuria di qualità del “Concorso Internazionale per Artisti Emergenti” presso la MAD - FIERA DELLA MUSICA che, per l’edizione 2008, ospita Subsonica, Elio e le Storie Tese, James Taylor Quartet e Piero Pelù. Durante l’estate 2008 partecipano a svariati festival estivi tra cui il “Pistoia Blues” in apertura a Tommy Emmanuel, Andy Timmons e ai Deep Purple, al festival “AstiMusica” in apertura ai La Crus e al “Pop-Eye festival” in apertura ai Marlene Kuntz. Dal Settembre 2008 i cocKoo si ritirano al Vanilla Studio di Andrea Bergesio per la registrazione del debut album con la produzione artistica di Max Zanotti (Deasonika, Rezophonic), le uniche uscite valgono al gruppo il primo premio della 9° rassegna GREENAGE, il concorso organizzato dalla Maison Musique di Rivoli, con una giuria di qualità guidata da Fabio Barovero (Mau Mau), e l’apertura al progetto milanese Atleticodefina. Durante l’estate del 2009 il gruppo è tra i 3 finalisti selezionati dai new media per prima edizione del M.E.I. Web, partecipano a diversi festival, per presentare in anteprima il disco, condividendo il palco anche con Tricarico e Velvet.

Nell’Ottobre 2009 esce “La Teoria Degli Atomi” (EMI Music Publishing / Volume!), anticipato dal singolo “Voodootech”, che scala la Indie Music Like arrivando fino al 5° posto. Con il “Tour Degli Atomi” collezionano oltre 60 date in circa un anno, arrivando ad aggiudicarsi la “Targa Giovani 2010” al M.E.I. 2011 e il “Premio Testi Opera Prima” al Festival Internazionale della Poesia di Genova sezione Musica, intanto, mentre il video di Voodootech viene selezionato tra i 100 finalisti del “Premio Italiano Videoclip Indipendente”, esce, nell’Ottobre 2011, “Seta Porpora”, il secondo singolo estratto dal disco, che si aggiudica dopo poche settimane il terzo posto come “Brand New 2011” promosso dal M.E.I. Web e il cui videoclip porta la firma di Stefano Poletti (già con Baustelle, Tre Allegri Ragazzi Morti, Nek, Pan del Diavolo, Sick Tamburo).

Da Settembre 2011 iniziano a lavorare al loro secondo disco che li impegnerà per tutto il 2012, alla fine del quale Baby, primo estratto dal nuovo disco, viene selezionato tra i 60 finalisti per Sanremo 2013. Registrato sempre con la collaborazione di Max Zanotti, tra Varese e il loro nuovo quartier generale astigiano, “Buongiorno” vede la luce a Settembre 2013.

 

In un contesto socioculturale in bilico tra l’iper-saturazione di stimoli e di produzione e la chiusura di molti canali divulgativi (televisivi, cartacei, ecc…) è importante avere un proprio veicolo di comunicazione che parli un linguaggio chiaro e riconoscibile e contemporaneamente riesca a comunicare la produzione dei cocKoo a 360°, musicale e non.

 

Per questo è nata la cocKoo television, un portale web che raccoglie una serie di contributi audiovisivi del gruppo realizzati in maniera completamente indipendente per sfruttare a pieno le potenzialità divulgative della rete.

Il sito ha un video in primo piano e un menù cromatico che permette la scelta dei contenuti molto rapidamente, proprio come un vero e proprio palinsesto, il tutto ottimizzato anche per i Mobile device:

 

GIALLO

cocKoo factory sessions – live elettrici

video live elettrici registrati presso la cocKoo factory, lo studio personale della band

NERO

cocKoo factory sessions – live elettrici

video live acustici registrati presso la cocKoo factory, lo studio personale della band

GRIGIO

Backstage

video lo-fi di work in progress, scene di vita, curiosità

BIANCO

lyric video

video dei brani accompagnati dal testo della canzone

Il portale si appoggia a Youtube come gestione e caricamento dei video.

 

 

 

Per info e visualizzazione:

 

cockoo.it    facebook   youtube   www.cocKoo.tv

 

 

 

 

La creazione è un enigma. Spesso non nasce da un'unione, ma da una mancanza, da un buco nero che scava l'anima e rende l'uomo, l'artista, vulnerabile, ferito, un anima nera che si nutre di un fantasma, una presenza che aleggia nell'aria, ma che per qualcuno non è mai esistita.

Per Roger Waters quel fantasma era quello del padre morto nella guerra mondiale quando aveva solo 5 mesi. Eric Fletcher Waters apparteneva alla Compagnia Z, travolta dai cingolati tedeschi in uno spicchio di campagna italiana ai bordi di un fiume che specchiava il sole nato una mattina di febbraio nell'anno 44. Un corpo mai ritrovato, un'anima sacrificata alla sporca guerra, un corpo dimenticato nell'oblio della storia.

Un dolore enorme, quello del bassista dei Floyd, che sublimato ha generato capolavori della musica  contemporanea, fiori splendidi, dolorosi e cupi. Come testimonia la canzone When the tigers broke free che apre il film The Wall (ma che non comparì nell'album), dedicata al padre scomparso, che tradotta fa più o meno così:

 

E il vecchio Re Giorgio mandò alla mamma una lettera

quando seppe che papà era morto

era, ricordo, sotto forma di pergamena,

con la foglia d'oro e altro

ed io la trovai un giorno

nascosta in un cassetto di vecchie fotografie

ed i miei occhi si inumidiscono ancora a ricordare

Sua Maestà firmò

con il suo sigillo di gomma

L'oscurità avvolgeva tutto

quando le tigri irruppero ardite

e nessuno della Compagnia Reale Fucilieri C sopravvisse

furono tutti abbandonati

la maggior parte di loro morti

gli altri morenti

ed è così che l'alto comando

portò il mio papà via da me

 

La storia spesso è crudele, spietata, ma dagli epiloghi imprevedibili e inaspettati. Ora le domande si placano, trovano risposta. Roger Waters ha scoperto dove e come sparì il sottotenente Eric Flechter Waters grazie alla lungimiranza di due persone. Una è il superveterano dell'esercito britannico Harry Shindler, indomito 93enne, trapiantato a Porto d'Ascoli, uno che da 25 anni si preoccupa con rara dedizione di dare una identità a corpi senza nome, di ricostruire piccole-grandi storie lacerate dall'oblio.

L'altro è il suo amico Emidio Giovannozzi, già responsabile della libreria Rinascita di Ascoli Piceno, demiurgo della piccola casa editrice indipendente Librati. Il vulcanico librario e il vecchio veterano, un sodalizio che è riuscito a stanare e riportare alla luce ricordi di un attimo congelato, una bomba che esplode e poi il silenzio, l'oblio.

 

Waters non aveva mia rinunciato a scoprire l'epilogo, a dare un colore alla memoria, a colmare quel buco nero. La svolta arriva dopo il ritrovamento di Herry del diario di guerra del comandante del plotone di cui faceva parte il padre di Roger. Subito dopo il certosino lavoro di Giovanozzi ha dato i suoi frutti: incroci tra mappe dell'epoca, ricostruzioni e pazienza. Finalmente qualcuno ha individuato il luogo esatto in cui Waters padre perì sotto il fuoco nemico.

 

Un fazzoletto di campagna al bordo di un torrente nel territorio del Comune di Aprilia. Proprio dove  verrà collocata una targa in memoria di Eric Fletcher Waters e di tutti i caduti alleati dei quali non sono mai state trovate le spoglie. E sulla riva di quel torrente, il prossimo 18 febbraio ci sarà anche Roger. Lo ha promesso al suo nuovo amico Harry al quale ha donato una poesia. Questa.

 

Quando il vento falcia le messi/

E gli uomini validi cadono/

E i bimbi impauriti e increduli si rannicchiano nelle braccia tenere delle madri/

A proteggersi dalla lama incurante dei banditi/

Mio padre, ora distante/

Ma vivo, e caldo e forte/

In una bruma uniforme tabacco/

Parla./

Figlio mio, dice./

Non opporti al dolore del tuo lutto/

Ma affilane e appuntane la lama./

Che /

Tu non sfugga mai/

Obnubilato, crudele,/

A sfide ardue da sostenere./

Che prezzo ha un figlio?/

Quale?/

Il tuo o il mio?/

Questo a casa?/

L’uccellino implume che ingolla scodelle di vermi di pasta/

Oppure/

Quello in tv, morto e sgranato in qualche fosso dei Balcani/

Non riuscire a capire che il lutto di altri padri/

Nega i legami forgiati in sangue filiale/

E il vessillo lucente passato da uomo a bambino/

Al posto d’onore, forte, privo di meschinità e  rancore./

Quindi/

Raccogli le tue lacrime, dice mio padre/

Raccogli in una coppa quella medaglia di sale/

Sgorga da un unico fiume/

Su quel fiume figlio mio/

Mi sono giocato la vita.

Nerospinto incontra Simone Pismo, tra gli ideatori di uno dei nostri club di Milano preferiti, il Toilet.

Tra nostalgie anni 80 e letture impegnate, Simone ci mostra un lato introspettivo di sé, aprendoci il suo mondo di grafico di giorno e comunicativo di notte.

Ciao Simone, presentati ai lettori e alle lettrici di Nerospinto

Da lunedì a giovedì: mi chiamo Simone, ho 35 anni, vivo da solo in un borgo alle porte di Bergamo; sono un grafico, faccio vita da ufficio e in settimana esco poco. Da venerdì alla domenica: sempre Simone, un po’ più giovane, mi trasferisco alle porte di Milano e di notte mi trovate al Toilet Club

Qual è il tuo ruolo all’interno del progetto Toilet?

Faccio sempre il grafico, mi occupo della comunicazione, delle scartoffie, di qualche relazione esterna, in serata sto all’entrata, sempre a che fare con le persone. In realtà i ruoli interni sono sempre condivisi: non faccio tutto questo da solo, ci aiutiamo tutti a vicenda

Il bello e il brutto del tuo mestiere?

Quale dei due? In generale il bello è che mi diverto sempre e il brutto è doversi far venire delle belle idee per forza, anche quando non c’è l’ispirazione né  la voglia (e ovviamente non sempre ci si riesce)

Ultimo libro letto?

Non sono un lettore assiduo, i libri che acquisto sono per lo più di consultazione. Quindi rispondo “M to M of M/M (Paris)”, Thames & Hudson Edizioni (in verità mi vergogno di citare le mie letture da scaffale Esselunga)

Ultimo cd acquistato?

Il greatest hits delle Perfume o delle Girls Aloud, non ricordo di preciso

Quali sono i tuoi punti di riferimento in campo musicale?

Ascolto parecchia musica, di svariati generi, ma niente come una buona canzone pop mi esalta di più. Cerco di rimanere aggiornato, ma in generale ammetto di essere un nostalgico: per me i riferimenti più alti arrivano ancora dagli anni ’80 e ’90

Cosa detesti in una donna? E cosa invece in un uomo?

Non faccio mai differenze di genere. Delle persone non detesto nulla di base, ma non riesco ad avere troppo a che fare con chi è troppo permaloso (un po’ come me), lunatico, indeciso, triste e depresso. Adoro invece chi sorride e prende le cose con leggerezza

Il tuo miglior difetto e il tuo peggior pregio?

È difficile parlare di se stessi in questo senso, comunque: miglior difetto: sono troppo preciso, organizzo tutto, anche la noia. Peggior pregio: credo di essere molto generoso, anche con chi conosco da poco

Stai partendo per un viaggio da eremita su di un’isola deserta e hai solo 5 minuti per decidere cosa mettere in valigia. Cosa scegli e perché

Cose di prima necessità, sicuramente qualcosa di comodo da indossare e lo spazzolino da denti. Poi della musica, cd, lettore e tante batterie

Se ti dico Nerospinto, cosa ti viene in mente?

La liquirizia e la pelle nera, ma non chiedermi perché

 

SABATO 25 MARZO 2013

MAGAZZINI GENERALI

Milano, Via Pietrasanta,14

Apertura porte ore 19.30 – Inizio concerto ore 21.15

Prezzo del biglietto 25 euro + diritti prevendita

 

Opening: The Kolors

 

Il duo britannico dopo essersi aggiudicato dischi d’oro e di platino in Europa con l’album di debutto ‘Happiness'  con 2 milioni di copie vendute nel mondo, annuncia il nuovo tour e l’uscita a marzo 2013 del nuovo disco ‘Exile’.

 

Gli Hurts sono formati dal cantante Theo Hutchraft e dal sincronizzatore Adam Anderson, hanno avuto il primo successo grazie al remix del loro brano ‘Wonderful Life e sono uno dei nomi che emerge tra gli appassionati di pop elettronico.

Hanno riscoperto  e rivitalizzato suoni particolari, tratti dalla musica degli anni’80, rendendoli nuovamente attuali attraverso la scrittura di una vera e propria opera pop eccelsa, vincendo nel 2011 la nomination di Best New Band agli NME Awards.

 

Anche dal vivo non tradiscono la loro magia, il glam diventa parte integrante dello show che è, sin daglin esordi, uno dei live più affascinanti degli ultimi anni, con esplosioni sonore che filtrano con la dance, imperdibili.

 

La band si esibirà dal vivo in due esclusivi concerti il 7 ed il 9 febbraio rispettivamente a Londra e Berlino presentando il nuovo album, seguirà poi una tournee nelle principali capitali europee che prevede un’unica data in Italia il 25 marzo 2013 ai Magazzini Generali di Milano.

 

Non saranno disponibili biglietti in cassa il giorno del concerto.

 

Informazioni su come acquistare i biglietti:

Ticketone.it  892.101  www.ticketone.it

Vivaticket  899.666.805  www.vivaticket.it

Ticket.it  02.54271  www.ticket.it

 

http://www.magazzinigenerali.it/hurts/

 

 

 

Originari di Porto Alegre, formatisi a Barcellona nel 2005 e adottati ormai da diversi anni dalla capitale lombarda, i Selton tornano a regalarci il loro immaginario di storie ed esperienze esotiche con il loro ultimo album: “Saudade”, in uscita per il prossimo 26 Marzo.

 

Sono trascorsi ben sei anni da quando i quattro amici brasiliani, che risiedevano nella capitale spagnola e suonavano per le strade di Parco Guell, erano stati notati in un programma italo-spagnolo di MTV, e da lì molte cose sono cambiate.

 

Il gruppo nel 2006 aveva deciso di trasferirsi a Milano per incidere il loro primo album: “Banana à milanesa”, pubblicato nel 2008 e del quale forse molti di voi si ricordano anche per le importanti collaborazioni con Enzo Jannacci e Cochi e Renato.

 

A poco più di due anni dal secondo disco, (“Selton”, 2010), la band si lascia alle spalle un intenso periodo di live in giro per l'Italia e collaborazioni con importanti artisti nazionali come Daniele Silvestri.

 

L'ultimo album, che è stato registrato grazie al contributo dei fan attraverso il crowdfunding su Indiegogo.com, propone una serie di canzoni scritte in portoghese, inglese ed italiano, tre lingue che rappresentano bene i trascorsi personali di questi giovani artisti divisi tra le storie e i ricordi di diverse città.

Le tracks dell'album fanno emergere il mix di lingue, culture, stili di vita e storie che li rappresentano.

 

Il disco è stato anticipato il 12 marzo scorso dalla pubblicazione su youtube del singolo “Piccola sbronza”, realizzato in collaborazione con Giuseppe Peveri, (in arte Dente), che ha curato inoltre la revisione dei testi dell'album scritti in italiano.

 

L'album, edito per Ghost records e distribuito da Self, sarà in vendita dal prossimo 26 Marzo; per il momento vi consigliamo l'ascolto..”Saudade, o meu remédio é cantar!”

Quando possiamo considerare un musicista un puro? Quando la sua carriera è scevra da ammiccamenti mainstream? Quando nessuna sua canzone è stata concepita per compiacere la massa? Nel caso di Nick Cave possiamo dire di essere di fronte ad un artista che fa musica (e letteratura) esclusivamente per se stesso, come estensione della sua personalità, del suo modo di concepire la musica e la vita. In molti rimproverano al musicista australiano di non fare uscire un disco degno della sua grandezza, dal 2001, tempo di “No more shall we part”. A parte c'è il progetto Grinderman, assoluto divertisement electro blues volutamente eccessivo e sfrontato.

 

Ora il Re inchiostro torna sulle scene dopo 5 anni dall’ultimo album con i Bad Seeds “Dig Lazarus Dig” con “Push The Sky Away”, il disco (dio lo ringrazi) che fa riemergere la formazione nella sua assoluta potenza lirica e musicale, con Cave che torna a narrare storie cupe e fragorose come solo lui sa fare, con quella solennità che solo i grandi storytellers musicali trasmettono.

 

Dentro le 8 tracce che compongono il disco la tensione è palpabile, onnipresente. Non c'è istante in cui ci si aspetti che il climax esploda, deflagri e sposti la melodia verso qualcos'altro, primordiale e grezzo. Ma non c'è spazio per il primordiale urlo dei Grinderman, qui siamo di fronte ad una musica meditativa e meditata, sempre in collisione con gli ammiccamenti di cui parlavamo prima. Un vestito nero essenziale, senza fronzoli che graffia sulla pelle. Dolci melodie che come il canto delle sirene, attirano e illudono; il tono è suadente, ma sotto ribolle un'inquietudine che stordisce, come il violino di Warren Ellis ci ricorda, disegnando atmosfere sinistre e inquietanti che ammantano ogni nota.

 

In questo senso “Water's Edge” è la summa: un basso poderoso e il violino stridente che supportano quella tensione che scuote anima e orecchi e la voce narrante che osserva distaccato il brivido dell'amore e avverte che inesorabilmente “tu diventi vecchio e diventi freddo”. “We are cool” si muove sugli stessi territori, con la sezione archi molto più presente, ed un altro straordinario momento d'ispirazione.

 

Poi la ballata ammaliante, “Higgs Boson Blues”, un blues oscuro costruito solo con una manciata di accordi, che vive di una progressiva crescita di intensità, un viaggio allucinato che si muove tra Ginevra e Memphis dove affiorano i fantasmi di Robert Johnson e la compagnia del diavolo.

 

In “Jubilee Street” canta: “sono da solo adesso, sono senza recriminazioni, sono in trasformazione, sto vibrando, sto brillando, sto volando, guardatemi adesso”. Lo guarderemo, eccome, l'11 luglio per l'unica data italiana del suo tour a Lucca. E voleremo con lui.

 

Opprimente, angosciante, può provocare crisi di pianto, orrore inconsulto, ma parallelamente splendido, a tratti lirico, coinvolgente, quando ascoltato capace di estraniare totalmente dal contesto fisico, di catapultare l’ascoltatore in un mondo irreale pregno di immagini di morte e disperazione e, in contemporanea, capace di rivelare una sorta di ineluttabile vacuità dell’esistenza.

Sono queste le emozioni che ho provato quando ho ascoltato per la prima volta “Lovetune for Vacuum” (2009, Couch Records/PIAS Records), primo album della giovanissima Anja Franziska Plaschg, in arte “Soap&Skin” e che continuo tutt’ora a provare, ogni qual volta l’ascolti.

Anja nasce in un piccolo villaggio austriaco, Gnas, in cui, studia Pianoforte dall’età di sei anni, cui affianca, a quattordici anni, il violino.

Ed è proprio sul pianoforte e sul violino che si impernia la sua arte: lunghe concatenazioni di suonate al piano e sviolinate sono affiancate dalla sua voce fredda, asettica, nasale a tratti.

Probabilmente il suo lavoro, attraente sotto molti punti di vista - non a caso si è gridato alla “bambina prodigio” nel 2008 - è così attraente, proprio perché, come la stessa Plaschg ha affermato, è stato influenzato da colossi come: Xiu Xiu, Cat Power, Björk, Aphex Twin e Nico e a compositori Quali Rachmaninov.

Palese l’influenza di Björk soprattutto riguardo il secondo album: “Narrow” (2012, PIAS Records). Qui emerge prepotentemente l’esperienza electro della Plaschg: brani come “DeathMental” o “Board Turns Toward the Port”, il pianoforte si traspone nell’elettronica sperimentale, parallelamente trasponendo l’ascoltatore, in quella sperimentazione elettronica tipica dei paesi nordici: atmosfere glaciali, melodie rindondanti e cupe.

http://youtu.be/GmJqdISO9Bk

http://youtu.be/3V3UjP5ihSY

 

Francesco Zingaro

Pagina 1 di 2

SANREMO LIVE

coupon-code-amazon-deal-codici-sconto-amazon

immobili sanremo

Instagram

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.