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Bridget Jones’s Baby segna il ritorno al cinema della goffa Bridget intepretata da Renée Zellwegger questa volta affiancata da Colin Firth e Patrick Dempsey.

Ritorna in Italia il 22 novembre Fedde Le Grand, uno dei dj più importanti sulla scena mondiale, ospite del Fabrique, neonato club milanese che grazie alle sue caratteristiche è già riuscito a ritagliarsi uno spazio importante nel panorama cittadino.

 

Nomen omen. Fedde Le Grand è nell’olimpo dei grandi nomi fin dagli inizi del millennio. Dj e producer, proprietario di un’etichetta, la Flamingo Recording, autore di tracce entrate nella storia del clubbing, come “Put Your Hands For Detroit” e “Let Me Think About It”, può vantare collaborazioni con artisti dello spessore di Madonna, Coldplay, Michael Jackson, Fatboy Slim, Robbie Williams, Underworld, Mariah Carey e molti altri.

Anche la sua lista di presenze ai festival è decisamente lunga e invidabile. Ha partecipato infatti a eventi rinomati e frequentati come l’Ultra Music Festival Miami, EDC Las Vegas, Tomorrowland, Street Parade Zurigo, Sensation White Amsterdam e del Coachella.

 

I biglietti sono acquistabili online sul portale Mailticket, oppure si può tentare la fortuna al contest gratuito promosso da Electro Italia, che mette in palio ticket omaggio e bracciale vip con accesso all'area tavoli.

Per i nuovi iscritti all’app Uber c’è la possibilità di inserire durante la registrazione il codice FEDDELEGRAND, per ottenere 15 euro di credito promozionale per la prima corsa e sbarcare al Fabrique freschi e riposati, oppure tornare a casa in sicurezza, soprattutto se si è scelto di prosciugare le riserve alcoliche del locale.

 

FEDDE LE GRAND

Sabato, 22/11/2014

Fabrique - Via Fantoli , 9

20138, Milano (MI)

 

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La lineup dell’evento Chapeau!, organizzato per sabato 1 giugno da Modalità Demodé e Rosaspinto presso lo Spazio Giulio Romano, si arricchisce della presenza di The Perseverance, dj e producer  congolese, ma milanese di adozione.

Marvely Perseverance, già nel progetto AfterMazik, ha iniziato la sua carriera a 16 anni con il suo amico ELTA, dedicandosi a sonorità hip hop, contaminazioni elettroniche, conquistando il pubblico lombardo, senza tuttavia pubblicare nessun album.

Non contento di ciò, Marvely si dedica anche alla danza, diventando ballerino professionista, e crea una serata chiamata Akeem of Zamunda, decidendo di cambiare il suo stage name in The Perseverance.

Akeem of Zamunda, di scena al Rocket Club, mixa basi afro-electro, hip hop, groove, reggaeton, shakerando il tutto con sonorità tipicamente brasiliane.

Il successo non tarda ad arrivare, tanto da portarlo ad esibirsi con artisti del calibro di Afrikan Boy, Girl Unit,The Bug,Dope Boys e TORO.

Al momento, The Perseverance si sta dedicando alla produzione del suo primo EP, non dimenticando di esibirsi dal vivo, come accadrà durante l’evento Chapeau.

Don’t miss it!

Edo Marani, dj e producer milanese arricchisce la line up dell’evento Chapeau!, organizzato da Modalità Demodé in collaborazione con Rosaspinto ,che accenderà la notte milanese sabato 1 giugno a partire dalle 22 presso lo Spazio Giulio Romano 8.

Il suo nome è legato ad una delle club nights più sconvolgenti di Milano, 'TILL DEATH DO US PART Y!, da lui fondata assieme all’omonimo collettivo.

La passione per la consolle nasce in Edo sin da adolescente, quando inizia a smanettare con i vinili, esibendosi in pub e piccoli locali a suon di hip hop.

Il tempo si sa, come la notte, porta consiglio e cosi il nostro Edo intraprende un viaggio alla scoperta delle nuove frontiere della musica House, che lo porta ad esibirsi ai party più cool di Milano, per poi andare oltre i confini cittadini, sino al Salento ed Ibiza.

Dalla House all’Electro il passo è breve,  ed Edo si avvicina alle nuove proposte del mercato discografico, registrando alcuni bootleg e mixtape come Minimix Vol.1 e Release Yourself EP, entrambi  su SoundCloud, senza disdegnare sperimentazioni a cavallo tra soul,dance e disco.

Appuntamento dunque sabato 1 giugno presso Spazio Giulio Romano 8, per festeggiare Modalità Demodé e Rosaspinto e ballare senza sosta al ritmo indiavolato della personalissima selection di Edo from Milan.

 

https://soundcloud.com/edomarani

http://edomarani.tumblr.com/

https://www.facebook.com/edomarani.marani

 

 

Anthony Rother è una leggenda. Uno di quei personaggi che con disinvoltura innaturale riescono ad emergere sulla mediocrità e creare qualcosa di nuovo e meraviglioso. Senza alzare polveroni, niente azioni di marketing estremo, come se fossero nati solo per quello.

Diventa anche difficile capire un artista come lui, così criptico e oscuro, per molti versi anche distante dalla mia realtà. Per questo articolo serviva qualcuno capace di interpretarlo, di tradurre in parole ore e ore di musica e emozioni, rendere comprensibile un mondo parallelo, sotterraneo, ci voleva qualcuno che con Anthony Rother ci è cresciuto.

A sintetizzare lo spirito di vent'anni di musica elettro mi aiuterà Albert Hofer, enigmatico personaggio della scena milanese, a cui dobbiamo alcuni dei migliori party a livello nazionale, è lui infatti uno degli organizzatori di Le Cannibale, di cui parliamo ogni settimana. Le sue non saranno orecchie da Dj, ma di musica ne sa a pacchi e ad ascoltare Anthony ci ha passato le ore: “per me Rother è un'emozione che da inizio secolo mi ha accompagnato senza mai tradire”.

 

Per parlare di questo leggendario produttore di Francoforte bisogna scavare fino al lontano 1997, quando usciva il suo primo album: “Sex with the machines”. Tutto è partito da lì, tutto in analogico, tutto nuovo e vecchio allo stesso tempo. Anthony non dimentica le sue origini ed è da lì che parte la sua rivoluzione musicale. I Kraftwerk per primi, come non smette mai di ricordare, lo hanno sedotto tra atmosfere surreali e temi al limite dell'umano. Non penso sia sbagliato pensare a questo primo album come un omaggio al quartetto di Dusseldorf, uno splendido omaggio che ha piantato le fondamenta della carriera di Anthony, lanciandolo come pioniere dell'elettro, gigante dell'underground, visionario del cyberpunk.

 

La formula di Rother è questa: vocoder, synth potenti e atmosfere futuristiche; una formula vincente che lo ha accompagnato per due decadi e sedici dischi, riproposta sotto punti di vista differenti, in un'evoluzione personale che lo ha accompagnato fino ai confini con l'elettropop. Anthony è riuscito a esplorare tutte le sfumature dell'elettro, da quelle più oscure a quelle più luminose. Tra Human Made (Sex with the machines - 1997) e Cinema (Popkiller II - 2010), due canzoni agli antipodi della sua carriera, passa, infatti, un abisso. La prima molto rigida, abbottonata per un esordio da prima classe, dalla fortissima matrice Kraut, la seconda invece, già dal primo riff, esplode in una solare melodia quasi house, sfumata dal vocoder e una linea di basso che non lasciano dubbi sulla paternità del pezzo.

“Il suo grande merito è saper fare tutto, rimanendo sempre ancorato ad una fortissima identità.” sottolinea Albert.

 

Il dj tedesco ha aperto una strada seguita poi da molti e per farlo ha anche fondato la fortunata etichetta DataPunk, per sfuggire alle meccaniche di mercato e riuscire a proporre una musica nuova e senza restrizioni: “Ho creato la mia etichetta quando ho capito che nessuno avrebbe pubblicato quello che avrei voluto fare io [...]” (estratto da un'intervista)

Grazie a lui abbiamo artisti come Gregor Tresher e Xenia Baliaieva, molto apprezzati da Albert, che ripercorrono i passi di Anthony e personalizzano il suo stile, forse attualizzandolo.

 

“La musica è conversazione” dice in un'altra intervista e sinceramente non vedo l'ora di immergermi in un'attento dialogo con lui, tra beat suadenti e vocoder meccanici. Si suderà parecchio questo venerdì al Tunnel Club, anche perchè in consolle ci sarà anche Uabos, che immagino si starà preparando per fare bella figura con un dj che adora, in un dj set a sei mani con Mitsu e Frsh Csh.

 

Evento ufficiale

 

http://www.youtube.com/watch?v=6nCJZM82V_Y

 

““No love no life” è la canzone della mia amicizia con tre persone. Amici genovesi molto cari, con cui ho vissuto un'importante fase della mia vita professionale. Uno di loro è, tra l'altro, ormai un dj affermato su scala europea, Mass_prod, e anche gli altri hanno poi avuto un bel percorso nella musica. Per me Rother è un ricordo dei vicoli di Genova, all'alba”.

 

Immagino il Portogallo un poco come la California: onde oceaniche, tanto sole, cocktail freschi, surf, ombrelloni, feste sulla spiaggia. Non è quindi un caso che l'artista di questa settimana, nato a Lisbona, sia così solare e ritmato: Moullinex.

 

Dai primi ascolti si capisce subito la sua vocazione per le armonie, che sono il suo segno distintivo, e non si può far a meno di immaginarlo a comporre sotto un ombrellone in mezzo a una spiaggia assolata. Luis Clara Gomes, però, non è uno sprovveduto e il suo lavoro è frutto di anni e anni passati dietro a un giradischi, ad ascoltare, ascoltare, ascoltare. Una ricerca estenuante per il proprio sound.

 

 

 

Quello che ne è uscito fuori è un bel misto di elettro e elettrofunk con particolari influenze dance, tra

Moullinex 5

chitarre disperate e sintetizzatori smielati. Il tutto è contornato da collaborazioni con grandi amici musicisti, basti pensare che il favoloso basso funkettone è merito del duro lavoro di Luis Calcada e le chitarre son fatte niente meno che da Xinobi. Con quest'ultimo, tra le altre cose, ha anche fondato l'etichetta Discotexas, sempre alla ricerca di nuovi gruppi e producer dalle sonorità elettrofunk, elettropop, french touch e dance. Tra gli artisti pubblicati troviamo Justin Faust, piuttosto che Kamp! e Appaloosa.

 

 

Ma Moullinex non è solo questo, il suo vero

Moullinex 4spirito va ricercato nell'eclettismo dei suoi lavori, come lui stesso ribadisce: “Se c'è un tratto unico in tutta la buona musica, è sicuramente l'abilità di superare le linee di confine tra genere, tra dancefloors e divani, tra dodici pollici e video di youtube.”

Luis è un guerriero della luce, la sua ricerca nell'arte, nella musica, non può che non renderlo nobile ai nostri occhi e agli occhi degli altri artisti. Un viaggio sperimentale, sempre puntato verso i nuovi orizzonti, tra paesaggi stellati, cieli sterminati e tanta vitalità, ma con un pizzico di malinconia.

Moullinex 1

 

Anche questa settimana l'artista che proponiamo lo potrete ascoltare al Tunnel Club, venerdì 1 Febbraio, a Le Cannibale. A dividersi la consolle con Andrea Ratti e il mitologico Uabos.

 

Evento ufficiale

 

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