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Mercoledì, 08 Giugno 2016 23:05

Ricetta Cheesecake cruda alle fragole

Bettinaincucina ha studiato una ricetta golosa per affrontare il caldo di giugno: una cheesecake cruda alle fragole speciale.

Pubblicato in Ricette

“La fotografia è una scoperta meravigliosa..., un’arte che aguzza gli spiriti più sagaci... l’intelligenza morale del tuo soggetto, è quell’intuizione che ti mette in comunione col modello, te lo fa giudicare, ti guida verso le sue abitudini, le sue idee, il suo carattere e ti permette di ottenere, non già, banalmente e a caso, una riproduzione plastica qualsiasi, bensì la somiglianza più favorevole, la somiglianza intima”.

Fotografo, scrittore e caricaturista, Gaspard-Fèlix Tournachon nasce a Parigi il 6 aprile 1820.

Già da adolescente è evidente l’inclinazione di Felix a guardare il mondo da una prospettiva insolita: frequenta i giovani de "La Bohème" che lo soprannominano Nadar, nome che il ragazzo accetta di buon grado.

In un momento storico di grandi sconvolgimenti sia dal punto di vista economico che da quello tecnologico, scientifico, vede la luce la prima rudimentale macchina fotografica. Il “dagherrotipo” folgora Nadar che ne fa la sua forma d’arte: nel 1839, la nuova scoperta viene comunicata all’Accademia delle Scienza di Parigi e i giovani bohemien sono affascinati  dalle tecniche fotografiche e dalle potenzialità artistiche che da esse possono essere generate.

Inizia un momento molto prolifico per Nadar e nel 1843 conosce Banville e Baudelaire, del quale diventa grandissimo amico.

Durante questo periodo, si dedica anche alla pittura, diventa un affermato caricaturista e la sua passione per la satira lo conduce a problemi politici che si concluderanno solo con la caduta di Luigi Filippo di Orleans.

Con gli anni migliorano le condizioni fisico-chimiche della fotografia e nel 1854 insieme al fratello minore Adrien si dedicano interamente all’arte fotografica.

Dalla grande personalità e con uno spiccato senso estetico, animato da una vivace curiosità intellettuale, Nadar, prende lezioni di fotografia e apre col fratello minore uno studio fotografico. Le sue prime fotografie documentate risalgono al 1853: foto di amici, passanti, bambini. Esplora Parigi a qualsiasi ora del giorno e della notte, per carpirne i segreti più profondi, per registrarne il volto e trasmetterlo a un pubblico quanto più vasto possibile.

I due fratelli collaborano ricevendo riconoscimenti anche internazionali.

Le prime fotografie realizzate sono soprattutto ritratti: la sua spiccata capacità di cogliere la psicologia e la personalità dei suoi modelli lo porta ben presto ad avere richieste da parte di artisti influenti sulla scena culturale mondiale. Richiedono un ritratto di Nadar personaggi come Gioacchino Rossini, Victor Hugo, Charles Baudelaire, Jules Michelet. La grande spontaneità delle sue fotografie è il risultato di un lavoro sul modello: nessuna scenografia, pochi accessori e studiati ad hoc.

Il viso e il corpo come protagonisti assoluti.

Durante le sedute fotografiche interagiva con il suo interlocutore, ne studiava le espressioni, il carattere, li spingeva anche ad assumere pose grottesche e brutte per carpirne la vera essenza.

Nella sua vita attraversa grandi passioni ma la fotografia rimarrà per sempre il suo marchio di fabbrica.

Muore nel 1910 e viene sepolto a Parigi, da sempre la sua città.

Milano offre una retrospettiva dei ritratti di Felix Nadar alla Galleria Ca’ di Fra’, in via Farini 2.

Nerospinto non se la perderà affatto.

 

Contatti: 02 29002108

Dal 23 maggio al 26 luglio 2013.

Dal lunedi al venerdi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.

Entrata libera

 

Pubblicato in SvelArte
Mercoledì, 16 Gennaio 2013 02:24

Why we love only great wine

"L’aria è splendente, oggi: che meraviglia! Senza morsi né speroni né briglia ce ne partiamo a cavallo del vino verso un cielo incantevole, divino."

(Charles Baudelaire)

Versi che celebrano la vita ripercorrendone i piaceri, tutto ció che un bicchiere puó evocare se al suo interno è racchiuso dell’ottimo vino. Capace di inebriare lo spirito e scaldare il cuore si è da sempre rivelato una sorprendete fonte d'ispirazione per poeti, artisti e pittori.

Protagonista per eccellenza delle più antiche tradizioni pagane in onore del dio Bacco, sovrano dell’estasi e dell’inibizione, il vino ha il potere di riempire l'anima di ogni verità, di ogni sapere, di tutta la filosofia, così come lo descriveva il celebre scrittore rinascimentale Francois Rabelais. Se solo facessimo attenzione alla sua etimologia scopriremmo che non a caso la parola vino deriva dal sanscrito "vena", amare: così come l’amore avvolge e riscalda il cuore il vino può rivelarsi un balsamo penetrante per la mente la cui assunzione nella sua forma più nobile, rende gli uomini simili a degli Dei della Grecia antica.

Rilassate il corpo e isolatevi dal resto del mondo, mettete alla prova i vostri sensi e preparatevi ad un nuovo viaggio attraverso un percorso di degustazione.

Si inizia ascoltando il suono del tappo che viene estratto dalla bottiglia e da quello del vino che viene versato nel calice. Apprezzate le sue sfumature così come si presentano ai vostri occhi e dopo averne identificato il colore fatelo roteare leggermente cercando di percepire la sua densità attraverso gli "archetti" che disegna sul bicchiere, più questi saranno densi, più il vino che andrete ad assaporare sarà alcolico. Avvicinando il bicchiere al naso e chiudendo gli occhi fatevi pervadere dalle fragranze floreali o fruttate che sprigiona e che sicuramente inizieranno ad allietare la vostra capacità olfattive. Ora passatevi un po’ di vino tra le labbra facendo attenzione alle sensazioni tattili come quella termica e quella della sua consistenza. A questo punto fate in modo che il nettare raggiunga la vostra lingua inspirando leggermente in modo da facilitare le vostre sensazioni gustative. Siete in grado di distinguere il dolce, il salato, l’amaro o l’acido che pervadono la vostra bocca e distendono le vostre membra? Siete finalmente entrati in contatto con il "corpo" del vostro vino, scopritelo a brevi sorsi intensi: non starete già più pensando ad altro che alle sue gradevoli note avvolgenti, all’intimità dell’abbandono che suscita in voi.

Fate attenzione peró, non tutti i vini sono degni accompagnatori di questo viaggio sensoriale. Dedicatevi solo a quelli che meritano di essere assaporati: solo il giusto vascello potrá condurvi attraverso il piacere dionisiaco che una leggera ebbrezza di vino puó regalare.

La redazione di Nerospinto ha scelto di ritagliarsi un paio d'ore alla ricerca di location e piccoli luoghi insoliti di Milano dove poter sorseggiare ottimi calici, raccomandiamo sempre un libro come piacevole compagnia.

A pochi passi dalla redazione segnaliamo, nel cuore del vecchio quartiere Bovisa in via Schiaffino 21, Cibo enò che si presenta come la giusta oasi del gusto cui approdare. Qui potrete incontrare il sapore di un eccellente vino da esaltare con le varie proposte del menù del giorno. Una vera nicchia del piacere dove potrete dedicarvi ad una degustazione guidata o ad una delle tante iniziative culturali che questa particolare enosteria offre.

Per chi ama il connubio vino e musica proponiamo Rosso Borsieri in via Borsieri 16, zona Isola, luogo ideale per concedersi un giusto momento di relax. Qui potrete godere dei sapori e dei profumi di un calice di vino o di champagne, tipico e Doc, dell’accurata selezione italiana di grande qualità, accompagnandolo a formaggi o salumi, il tutto sulle note della live music jazz.

Per i tradizionalisti, all’enoteca drogheria De Ponti in via Plinio 17, zona Loreto, si respira aria di tradizione. Questo luogo storico, in attività dal 1934 da ben tre generazioni, oltre ai vini, ai rum, alla selezione di whisky e birra rigorosamente artigianali, offre una vasta scelta di leccornie da gustare direttamente sul posto o trasformare in golose idee regalo. Dai dolci tipici milanesi a quelli che ripercorrono la tradizione delle varie regioni italiane, ai prodotti del pastificio di ottima qualità, alle farine, ai prodotti macrobiotici o a quelli esteri come il muesli inglese, tedesco o svizzero e molto altro.

Per chi invece oltre al gusto vuole anche appagare gli occhi a partire dal design degli interni al menu e alla carta dei vini senza peró rinunciare alla ricercatezza delle proposte, il risto bar Pisacco in via Solferino 48 è sicuramente la scelta che soddisfa le vostre esigenze. Aperto dallo scorso settembre, è il luogo dove potrete degustare ottimo vino accompagnandolo a piatti semplici, ma che non transigono sulla freschezza e la genuinità delle materie prime. Ottimo per una cena esclusiva dall’atmosfera elegante e curata nei dettagli ma rilassata.

Consigliamo sempre di scegliere con cura i vostri compagni di degustazione, nel caso ne siate sprovvisti vi consigliamo delle piacevoli alternative:

Compagno di sbronze (tratto da Erections, Ejaculations, Exhibitions and General Tales of Ordinary Madness, 1972) Charles Bukowski, Universale Economica Feltrinelli.

I fiori del male (Les fleurs du Mal) Charles Baudelaire.

I poeti del vino. Cinquanta secoli di poesia dall'epopea di Gilgamesh all'Ode al vino di Pablo Neruda, Giulio Caporali, Protagon Editori Toscani.

 

That’s why: life is too short for bad wine..

Pubblicato in Nigthlife

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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