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L’artista giapponese con la sua arte a pois è riuscita a creare qualcosa di innovativo e originale, e dopo anni di riconoscimenti inadeguati, è ora l’artista femminile più venduta al mondo. Kusama Infinity è la storia di Yayoi, una donna che ha saputo affermarsi dopo un ventennio di anonimato: dal 4 marzo 2019 al cinema.

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In scena al Cinema Spazio Oberdan, Milano, il documentario "Lievito madre. Le ragazze del secolo scorso" di Concita De Gregorio ed Esmeralda Calabria.

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Esce oggi nei cinema italiani il documentario David Lynch: the art life sulla vita di uno dei registi più surrealisti del cinema contemporaneo.

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Leopoldo Pirelli. Impegno industriale e cultura civile, su Sky Arte HD il docu-film che racconta la figura dell'imprenditore lombardo.

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Dal 20 al 23 ottobre la Fondazione Cineteca Italiana presenta presso lo Spazio Oberdan Milano un film sulla figura di Indro Montanelli.

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Dall’1 al 14 luglio, presso lo Spazio Oberdan di Milano, la Fondazione Cineteca Italiana presenterà il documentario Hitchcock - Truffaut.

C’è un momento in cui l’arte lascia spazio al senso umano dello stupore e della grazia. Un momento in cui l’occhio ignaro dello spettatore/passante riesce a cogliere quel nonsoché di mistico e trascendentale che sembra riportare, anche se per poco, ogni uomo all’origine della sua forma e della sua essenza.

Ed è proprio questo che accade recandosi a visitare la mostra di Alberto Garutti (Galbiate, 1948) al PAC di Milano.

L’esposizione, curata da Paola Nicolin e Hans Ulrich Obrist prende il titolo “Didascalia”, parola molto importante per l’artista perché sottolinea la necessità di un’arte spiegata e da spiegare, dunque non chiusa in una turris eburnea di incomunicabilità e distanza dal suo pubblico.

Il percorso espositivo traccia l’intera evoluzione delle ricerche di Garutti, a partire dagli anni 70 fino ad oggi, che attraverso una fenomenale commistione tra arti visive, conversazione e insegnamento inquadra il lavoro dell’artista in una dimensione narrativa dell’opera d’arte.

Una sorta di racconto partecipe dell’umanità, all’interno del quale tocca temi quali il rapporto tra artista e committenza (nella serie Orizzonti - dipinti a partire dal 1987 su vetro in bianco e nero, in diverse dimensioni, ogni quadro porta il nome del suo committente) o come la riflessione dello spazio e del ruolo dell’artista nella città, basti pensare all’istallazione “Ai Nati Oggi” (realizzato in varie città dal 1998 al 2005) dove l'artista collega alcuni lampioni presenti in aree pubbliche ai reparti di maternità degli ospedali, in modo che la nascita di un bambino coincida con l’intensificarsi della luce che aumenta per poi decrescere lentamente. Facendo questo Garutti inserisce l’arte non solo nei luoghi di “cultura” ma fa diventare arte la vita comune, ridando giustizia e poeticità alle zone d’ombra dell’esistenza.

Si tratta di arte concettuale evocativa, spesso non immediata, che merita un secondo sguardo. Per l’artista l’arte è un luogo eclettico, un’epifania del vero in cui tutti fanno la loro parte, l’artista come il passante.

Una ricerca di luce sul mondo, dunque, per ridare sensibilità e bellezza attraverso l’arte, la forma più antica di rappresentazione dell’uomo, l’unica in grado di rappresentarci sempre e comunque, da un’eterna dimensione del cuore.

 

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Direttore Responsabile
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