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Ella propone la Digital Detox Day, una giornata offline, un evento previsto per sabato 1 luglio.

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Villa Panza (Varese) apre le porte ad un evento molto speciale: giovedì 7 luglio dalle ore 19 avrà luogo un appuntamento unico e imperdibile per chi ama la musica, il cinema e l'arte.

Pubblicato in Nigthlife
Mercoledì, 04 Maggio 2016 15:51

Archichef next stop: Roma!

Oggi, mercoledì 4 maggio, avrà luogo il secondo appuntamento con ArchichefNight, la cena-evento che vedrà ai fornelli cinque architetti contemporanei.

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Martedì, 03 Maggio 2016 11:35

Olei, il gusto dei prodotti italiani

Olei, ristorante dall'anima italiana, ospita un evento prezioso: una degustazione guidata per scoprire i prodotti della azienda agricola Ione Zobbi. 

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Il Ristorante Il Desco presenta la settimana Under30

Pubblicato in Food
Mercoledì, 16 Marzo 2016 22:22

Iniziazione al culto del sake con Milano Sake

Come tutte le grandi iniziative, Milano Sake è partita dal basso: è nata inizialmente come blog di Fabio Caltagirone, vero e proprio ideatore del progetto. “Per il sake nutro una passione sfrenata” afferma Fabio, che, dopo diversi viaggi in Giappone, decide di studiare e cercare informazioni sulla bevanda nipponica. E per far conoscere il sake a tutti i palati, ha deciso di organizzare un nuovo incontro Sake Experience: un viaggio alla scoperta dell’arte culinaria giapponese, ma soprattutto un’iniziazione al culto del sake.

L’appuntamento di marzo ha avuto una location suggestiva e raffinata: il ristorante Zushi a Milano, che con la sua sala tatami ha moltiplicato a 360° la Sake Experience. Zushi rappresenta il perfetto connubio fra elementi giapponesi e occidentali: dal design arrivando fino alla cucina, che sa mixare deliziosamente tartufo e tartare di branzino, nigiri e senape.

sake - gallery - nerospinto

 

Fabio ha accolto gli ospiti affiancato dalle socie Chiara Miceni e Ornella Geraci, entrambe curiose amanti dei sapori lontani.

sake-gallery -nerospinto

Il sake in Italia, purtroppo, è troppo spesso sconosciuto o frainteso: si conosce come un distillato, quindi come una bevanda fortemente alcolica. Attraverso Sake Experience invece, Milano Sake si propone di dare la giusta natura a questa bevanda, insegnando che il sake, proprio come il vino, viene bevuto durante tutto il pasto. I prodotti di alta qualità, inoltre, vengono consumati freschi, e non caldi come molti sono abituati a pensare.

Gli ospiti hanno avuto la possibilità di degustare quattro tipi di sake, di cui solo uno servito tiepido: Black Dot Honjozo (levigatura di riso 65%), Kuzuryo Junmai (levigatura di riso 65%), Sookuu Junmai (levigatura di riso 60%) e Shuhari Junmai Daiginjo (levigatura di riso 50%). Ciascuno dei sake era accompagnato dai piatti preparati dai cuochi di Zushi.

Enter, il marchio di sake scelto e proposto da Fabio Caltagirone, è un prodotto leader nel settore e ha un gusto occidentale: è stato quello che più ha saputo conquistare il trio di Milano Sake, e sicuramente anche tutti gli ospiti.

Il sake ha una storia che aspetta di essere raccontata, per essere scoperta e apprezzata. Questo è l'obiettivo di Milano Sake, che vuole diffondere nel capoluogo lombardo la passione per il Nihonshu.

 

MILANO SAKE www.milanosake.it FB/ Milanosake

ENTER SAKE www.entersake.com FB/ ENTER.Sake

ZUSHI MILANO Via Alessandro Volta 21 Milano

Beatrice Bellano

 

 

Pubblicato in Food
Martedì, 01 Marzo 2016 20:53

IDENTITÀ GOLOSE: Il gusto conquista Milano

Come ogni anno, Milano, in attesa della bella stagione, si arricchisce di gusto. Il capoluogo lombardo, dal 6 all'8 marzo, ospita Identità Golose: una kermesse interamente dedicata all'alta cucina e alla pasticceria internazionale. Connubio perfetto, nato dall'idea di Paolo Marchi, e con un tema ben preciso: la forza della libertà.

Tutti gli 80 appuntamenti culinari, infatti, hanno l'intento di "riflettere sul valore della libera creatività e della libera convivialità, messe così a dura prova dalle tensioni che attraversano il mondo".

L'evento, che è giunto alla tredicesima edizione, è ormai diventato un appuntamento fisso per la città di Milano e per i veri gourmand, non solo italiani, ma da tutto il mondo. La manifestazione vanta un successo mondiale: Identità Golose ha dato il via ad altre due gustose iniziative, Identità London e Identità New York. Il pubblico ha la possibilità di conoscere da vicino non solo il lavoro, ma anche il pensiero che sta dietro ogni piatto: Identità, in Italia, come in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, è un viaggio nella mente dei grandi cuochi, oltre che un centro nevralgico di scambio di idee culinarie.

Identità-gallery-nerospinto

 

Identità - gallery - nerospinto

Le tre giornate seguono un programma fitto di eventi. Massimo Bottura, Carlo Cracco, Massimiliano Alajmo, Carlos Garcia, Matthew Kenney sono solo alcuni dei grandi nomi di chef che apriranno le danze e che, soprattutto, faranno venire l'acquolina in bocca. Il 6 e il 7 marzo sono dedicati anche all'esordio di Identità Formaggio, Identità Champagne, Identità Caffè e alle edizioni di Identità Gelato, rassegna arrivata invece al secondo anniversario. Lunedì, in particolare, è imperdibile l'appuntamento con Identità di Pane, Panettone e Pizza, che si concentra sui lievitati. La giornata di martedì, invece, si concluderà con un ospite speciale e attesissimo: il cioccolato. Durante l'ultimo giorno, la grande protagonista sarà la pasta, con lezioni di grandi cuochi nostrani, oltre alla seconda edizione di Identità di Mare.

L'appuntamento è a Milano, dal 6 all'8 marzo: fatevi guidare dallo stomaco, ce n'è per tutti i gusti.

IDENTITÀ GOLOSE http://www.identitagolose.it/sito/it/

Beatrice Bellano

 

Pubblicato in Food
Venerdì, 26 Febbraio 2016 13:54

Arriva la quarta stagione di Como Classica

La musica classica torna a Como dal 28 febbraio al 29 maggio, con otto appuntamenti imperdibili

Sono molti gli interpreti acclamati in tutta Europa che parteciperanno quest’anno all’evento, tra i quali Bruno Canino, Roberto Prosseda, Giulio Tampalini, Roberto Plano e la Milano Chamber Orchestra. Fra le tante novità di questa edizione, verranno proposti due eventi di incontro tra musica e letteratura, con la presentazione da parte di due grandi musicisti, di un libro che li rappresenta e che narra la loro storia.

Il concerto di inaugurazione si terrà il 28 febbraio alle 17.30 presso il Salone Musa dell’Istituto Carducci e vedrà protagonisti il celeberrimo pianista Bruno Canino, musicista che ha fatto la storia della musica da Camera in tutto il Mondo, e Davide Alogna, violinista e direttore artistico della stagione. La peculiarità di questo duo sta nella perfetta unione tra la grande esperienza del Maestro Canino e la freschezza di idee ed intenti del violinista Davide Alogna che nonostante la sua giovane età è già un musicista affermato non solo in Europa, ma anche a livello internazionale.

Bruno Canino Bruno Canino

Davide Alogna Davide Alogna

Il 5 marzo alle 21 si terrà il secondo appuntamento presso il Teatro Sociale: un concerto di gala con la Milano Chamber Orchestra diretta dal Maestro Hakan Sensoy che eseguirà le celebri Quattro Stagioni di Vivaldi, accompagnando diversi solisti.

Altre date assolutamente da non perdere sono le seguenti, relative alla presentazione dei due libri.

Il 17 marzo alle 18, presso la sede di Espansione tv di via Sant'Abbondio 4, Giulio Tampalini presenterà “Finalmente ho perso tutto”, libro che traccia con leggerezza il suo percorso professionale e di vita, da quando la chitarra era un solo un sogno e lui era una promessa del calcio giovanile italiano, conteso da Brescia e Cremonese, con un futuro che sembrava già scritto.

Giulio Tampalini Giulio Tampalini

Il 17 aprile alle 18, presso la Sala Bianca del Teatro Sociale, verrà invece presentato un libro dedicato all’Associazione Donatori di Musica, rete di volontari, medici, musicisti e pazienti che dal 2009 porta la grande musica nei reparti di Oncologia di tantissimi ospedali italiani. Il libro racconta come l’esperienza emotiva ed umana dell’ascolto della musica dal vivo è un diritto di tutti, in particolare di chi si trova ad affrontare situazioni critiche.

INFO

Anche quest’anno l’ingresso ai concerti sarà gratuito ma riservato ai soci che sottoscriveranno la tessera annuale al costo di 20 euro. Per ulteriori informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Alberto Beloli

Pubblicato in Musica

Stare seduti nascosti al buio, guardare le immagini che l'obiettivo, intrufolato oltre le porte chiuse, ruba ad attori compiacenti. La posizione dello spettatore ha sempre qualcosa di voyeuristico, se poi si tratta di un film erotico...

Ecco quindi dieci pellicole dal sapore piccante che si sono ritagliate per vari meriti e curiosità un posto nella storia del cinema.

1933, un industriale austriaco cerca di far scomparire tutte le copie del film girato dalla moglie. Il motivo? Per la prima volta un nudo femminile integrale fa bella mostra di sé sul grande schermo. Le grazie sono quelle di Hedy Lamarr, l'opera si chiama Estasi e racconta di una giovane insoddisfatta dal marito anziano, volgare e tutt'altro che focoso. Eva lo lascia per un ritorno alla natura presso la fattoria paterna, dove incontra il suo Adamo con cui si abbandona alla liberazione delle pulsioni in un'atmosfera di sensualità bucolica.

Italia, primissimi anni settanta: scandali e censure. Nel 1972 esce tra forti polemiche Ultimo tango a Parigi: il famoso panetto di burro rappresenta l'apice del rapporto, solo carnale, tra Paul e Jeanne, privo di sentimenti e di nomi, in un appartamento che lascia il mondo fuori. “Esasperato pansessualismo fine a se stesso”, con queste parole il film viene ritirato dalle sale, a dimostrazione di come la censura abbia ben compreso il senso della relazione tra i protagonisti, troppo scomodo e da cancellare.

Il censore è già intervenuto l'anno precedente, ma per motivi diversi, nei confronti di un altro maestro del cinema italiano: Pier Paolo Pasolini, che trasferisce le novelle del Decameron a Napoli, per la prima parte della sua Trilogia della vita. Qui il sesso assume un significato gioioso: mentre fuori infuria la peste nera, le novelle celebrano la vitalità ingenua e innocente dei corpi, che si fa beffa della morte. Libertà eccessiva per l'epoca: pellicola sequestrata.

Un effetto collaterale del Decameron è il proliferare dei “decamerotici”, film di infimo valore ma di grande successo per un pubblico guardone. L'ambientazione medievale offre possibilità narrative, quali avvenenti nobildonne oppresse da cinture di castità, mariti gelosi ed ottusi, stratagemmi contadini e clero di dubbia moralità.

Tra tutti il celebre Quel gran pezzo dell'Ubalda tutta nuda e tutta calda (1972), il cui livello poetico è interamente contenuto nella rima del titolo. La trama non è altro che una serie di pretesti per far spogliare Edwige Fenech e Karin Schubert, intervallati da gag piuttosto fiacche. Ma resta a suo modo un cult.

Nel 1974 arriva dalla Francia un altro notevole successo di pubblico, in confezione raffinata e patinata, Emmanuelle. L'immagine-manifesto di Sylvia Kristel nuda e svogliata su una sedia di vimini racchiude gli elementi del film: una giovane dagli occhi trasparenti, oziosa e insoddisfatta, che si apre alle emozioni offerte dal connubio erotismo-esotismo. L'attrice resterà poi imprigionata in un'inutile serie di sequel.

1975, Russ Meyer lo definisce “la sintesi di tutti i miei film”, è Supervixens: eccessivo e strabordante come le forme delle sue eroine, una sequela di scene di sesso e violenza tanto ingenue e inverosimili da risultare innocue, nel tipico stile cartoonesco del regista californiano, concluse da un significativo “That's All Folks!”. Pop e pulp.

L'anno successivo, a Cannes, i critici si entusiasmano per Ecco l'impero dei sensi, opera rigorosissima del nipponico Nagisa Oshima, che trae da una storia vera il tragico estraniarsi dal resto del mondo di due amanti in un susseguirsi ossessivo di rituali d'accoppiamento sempre più estremi, nel tentativo di impadronirsi letteralmente dell'altro. La macchina da presa aderisce ai corpi, mentre Thanatos, compagna di Eros, resta in agguato.

Ritroviamo l'eterno binomio Amore-Morte ne La legge del desiderio (1987), pellicola che decreta il successo in Italia dello stile trasgressivo ed eccessivo di Pedro Almodòvar, poi mitigato e maturato nel corso degli anni. Un intreccio di amori omosessuali impossibili ad altissimo tasso di passione, in cui ognuno è trascinato dalla legge che dà titolo al film, a partire dal protagonista Pablo, regista gay, evidente alter ego dell'autore.

Non è certo la sua opera migliore, ma è l'ultima (e Kubrick è sempre Kubrick), Eyes Wide Shut (1999). La coppia Cruise-Kidman viene messa a nudo, la solidità della loro relazione abitudinaria, scossa dall'esplorazione della trasgressione, reale o immaginaria che sia. Il sesso come apparenza, ma anche come turbamento, ritualizzato in una magistrale sequenza orgiastica con corpi privi di passione.

Per chiudere andiamo prima a Hollywood e poi torniamo in Giappone: non un intero film, ma tre sequenze leggendarie. Per la prima basta un accenno della voce di Joe Cocker, “Baby, take off your coat... real slow”, e subito si materializza l'immagine di Kim Basinger maliziosamente seminascosta da una tapparella: lo spogliarello più celebre del cinema, offerto agli occhi di Mickey Rourke. Stiamo parlando, naturalmente, di 9 settimane e ½ (1986).

Per la seconda, visto che lo spettatore è sempre un po' voyeur, ecco gli sguardi bramosi e i respiri sospesi dei detective che ispezionano l'accavallamento di gambe di Sharon Stone: il meglio di Basic Instinct (1992).

L'ultima scena è quella delle pratiche sadomaso di Ai (Miho Nikaido) in Tokyo Decadence (1991). Tratto dal romanzo Topâzu del regista e scrittore Ryu Murakami, la pellicola è un tuffo nei più estremi costumi sessuali nipponici, brutalmente mischiati allo squallore di una megalapoli in disfacimento.

 

Pubblicato in Cultura
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