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Lo chiamavano Teatro, il corto di Luca Basile, con Fabrizio Colica e Ludovica Di Donato. Uno short movie, ironicamente distopico,  che si svolge nell'anno 1 d.c. (dopo Covid), scritto ed interpretato da Luca Basile, con la regia di Riccardo Giacomini, girato nel Teatro Trastevere di Roma, produzione Clan sui Generis, con lo scopo di richiamare l’attenzione proprio sugli effetti devastanti che un solo anno senza teatro è riuscito a creare in un settore, così importante, al quale la pandemia sembra aver dato il colpo finale.

Dal 26 Giugno al 18 Luglio, a Colico, piccolo e suggestivo borgo sul ramo lecchese del lago di Como, si tiene il Festival internazionale "Musica sull'Acqua".

Un ricco programma di eventi e sopratutto l'opportunità per molti giovani talenti di conoscere ed esibirsi con alcuni tra i nomi più affermati del concertismo internazionale.

Cuore del Festival è il Chiostro dell'Abbazia di Piona, vero e proprio gioiello di architettura romanica posto sulla punta della piccola penisola di Olgiasca, insieme ad altri complessi storici presenti sulle sponde del Lago di Como.

Fondato e diretto da Francesco Senese, affermato violinista di Colico (LC), membro dell’Orchestra Mozart e della Lucerne Festival Orchestra, il Festival compie dieci anni di vita. Per l’importante traguardo saranno ospitati artisti di fama internazionale: per citarne solo alcuni, i violinisti Sergej Krylov e Alexander Sitkovetsky, i pianisti Louis Lortie, Itamar Golan e Ingrid Fliter, la cantante Cristina Zavalloni, il mimo Tony Lopresti e tanti altri interpreti di prim’ordine, impegnati nella realizzazione di concerti, atelier e masterclass insieme ai bambini e alle giovani promesse della musica da camera.

Un traguardo importante che viene festeggiato celebrando, sopratutto, due figure celeberrime nella storia della musica classica novecentesca: Béla Bartók, a settanta anni dalla sua scomparsa -frequentando la sua musica per archi da quella per bambini fino alla più complessa evoluzione del Divertimento e della Sonata per violino solo- e Claudio Abbado. Il noto direttore d'orchestra, infatti, è sempre stato sostenitore e mentore di tanti degli artisti che hanno partecipato alle varie edizioni del Festival.

Questo omaggio avverrà in particolar modo Domenica 5 luglio (ore 17) all’HangarBicocca di Milano con la prima assoluta del "Concerto per alberi" di Félix Mendoza (chiaro riferimento all'impegno ambientalista manifestato in diverse occasioni da Abbado).

L'opera è tratta dall’omonimo libro della pluripremiata autrice di libri per bambini Laëtitia Devernay (Terre di Mezzo Editore): un autentico inno alla natura e al potere illusorio della fantasia in cui, al tocco magico di un piccolo direttore d’orchestra, gli alberi prendono vita e si trasformano in uno stormo di uccelli che volano via.

Giovane compositore e musicista venezuelano, cresciuto nell’eccellente El Sistema di Abreu, primo percussionista della Simón Bolívar Symphony Orchestra e poi timpanista della Mozart Orchestra, Mendoza ha scritto "Concerto per alberi" espressamente per l’Orchestra giovanile e l’Ensemble di percussioni del Festival. Nell'esibizione, un ruolo rilevante verrà assunto anche dalla Compagnia mimica dell’atelier diretta da Tony Lopresti, che ne ha creato la coreografia mimica rendendo visibili le evoluzioni del gesto musicale emanato da questa nuovissima partitura.

Accanto ai giovanissimi interpreti di questo speciale appuntamento, affiancati dai loro docenti, anche due astri del concertismo internazionale: la pianista argentina Ingrid Fliter ed il violinista russo Alexander Sitkovetsky.

A loro si uniranno i bambini del progetto Archi del Cherubino de L’Aquila, che dopo il sisma, porta avanti con caparbietà un percorso musicale ed educativo di notevole valore sociale.

La loro presenza richiama alla memoria il particolare legame instaurato dalla città abruzzese con Claudio Abbado, che ha voluto fortemente l’Auditorium del Parco, progettato da Renzo Piano, donandole così un luogo di incontro e di creazione di bellezza.

 

Di seguito vi proponiamo il programma dei principali appuntamenti del Festival:

 

Venerdì 3 luglio - ore 21 Abbazia di Piona, Colico (LC)

Franz Schubert (1797-1828) Fantasia in fa minore per pianoforte a quattro mani D 940

Béla Bartók (1881-1945) Sonata in sol minore per violino solo Sz 117 con la coreografia mimica Apocalypse Man di Tony Lopresti

Rapsodia in sol maggiore per violino e pianoforte Sz 86

Johannes Brahms (1833-1897) Danze ungheresi per pianoforte a quattro mani

 

Louis Lortie, Ingrid Fliter pianoforte Francesco Senese violino Tony Lopresti mimo director

 

Domenica 5 luglio - ore 17 HangarBicocca, Milano

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) Sinfonia in mi bemolle maggiore KV 16

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Concerto in la minore per violino e orchestra BWV 1041

Franz Joseph Haydn (1732-1809) Concerto in re maggiore per pianoforte e orchestra Hob. XVIII : 11

Félix Mendoza (1983) Concerto per alberi coreografia mimica di Tony Lopresti prima esecuzione assoluta nuova commissione del Festival Internazionale “Musica sull’Acqua”

 

Orchestra Giovanile del Festival Ensemble di Percussioni del Festival Gli Archi del Cherubino de L’Aquila Compagnia Mimica del Festival Ingrid Fliter pianoforte Alexander Sitkovetsky violino Félix Mendoza direttore

 

Domenica 12 luglio - ore 21 Abbazia di Piona, Colico (LC)

Robert Schumann (1810-1856) Marchenbilder per viola e pianoforte op. 113

Johannes Brahms (1833-1897) Due Gesänge per contralto, viola e pianoforte op. 91

Franz Schubert (1797-1828) Der Hirt auf dem Felsen per voce, clarinetto e pianoforte D 965

Alexander von Zemlinsky (1872-1942) Trio in re minore per clarinetto, violoncello e pianoforte op. 3

 

Cristina Zavalloni voce Andrea Rebaudengo pianoforte Danusha Waskiewicz viola Anton Dressler clarinetto Patrizio Serino violoncello

 

Sabato 18 luglio - ore 21 Abbazia di Piona, Colico (LC)

Concerto di chiusura

Béla Bartók (1881-1945) 44 Duo per due violini Sz 98 (Libro IV)

Johannes Brahms (1833-1897) Quintetto in sol maggiore per archi op. 111

Béla Bartók (1881-1945) Divertimento per archi Sz 113

 

Alexis Cardenas violino Francesco Senese violino Simone Briatore viola Danusha Waskiewicz viola Patrizio Serino violoncello Johane Gonzalez contrabbasso Giovani musicisti della Masterclass di violino, viola, violoncello e contrabbasso

 

 

Festival internazionale di musica da camera "Musica sull'Aqua" Dal 26 Giugno al 18 Luglio Colico (Lago di Como) e Milano Info : www.festivalmusicasullacqua.org Ufficio informazioni e prevendite: Expo Lake Cape Colico, P.zza Garibaldi (Colico), da sabato 20 giugno a sabato 18 luglio, da martedì a sabato dalle ore 15.00 alle ore 19.00 - tel. 334.9277571 Biglietti: 18 € intero; 15 € ridotto (ridotto per Concerto Atelier, membri dell'Associazione Festival Musica sull'acqua, Associati Coro Musica Viva e Coro Femminile di Colico, Associati alla Scuola Sperimentale di Musica R. Goitre, Soci Touring Club Italiano muniti di tessera associativa e documento di identità). Ingresso gratuito per ragazzi fino ai 14 anni.

                    

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Il 13 settembre Lodi spalanca le sue porte a Ottanta - An International Perspective. A local insight, una mostra frutto di una ricerca biennale che coinvolge artisti e figure attive nell'ambito artistico, nati tra il 1980 e il 1990 e aventi in comune un forte legame con la città ospitante l'evento.

 

Sono stati selezionati 16 artisti i quali, con piena libertà, hanno indicato altrettanti artisti stranieri loro coetanei, di cui solo 4 sono stati scelti per instaurare un confronto in sede espositiva.

 

Ottanta si prefigge in questo modo di misurare lo stato dell'arte contemporanea locale in un contesto più ampio, non auto-referenziale, avvalendosi di uno spazio espositivo istituzionale come contenitore neutrale e constatando che il rapporto tra l'artista e il territorio di provenienza è spesso controverso: operare al di fuori delle mura cittadine in spazi museali o gallerie private, non indica l'opportunità di essere decifrati

dalle persone con le quali si condividono radici, luoghi e memoria.

In questo senso per gli artisti di Ottanta i confini dell'arte non sono circoscritti alla città, ma nemmeno espansi ad una dimensione globale.

 

In senso più ampio, Ottanta vuole dare spazio ad una comunità variabile, alle espressioni artistiche più autentiche, originali e sotterranee, invertendo la logica della mostra pre-costituita, agendo invece su una base di ricerca e condivisione, con un approccio di sostenibilità dei costi e no-profit, in un momento delicato per la diffusione della cultura contemporanea in Italia.

 

L'esposizione avrà luogo presso lo spazio espositivo Bipielle Arte, situato nel polo Bipielle City progettato da Renzo Piano e parte di una zona della città destinata allo sviluppo e al rinnovamento architettonico. La Fondazione Banca Popolare di Lodi ne gestisce la programmazione dal 2011. La Direzione del Museo Civico di Lodi sostiene ed è vicina alle iniziative legate all'arte contemporanea, costruendo con Ottanta un’asse di sviluppo culturale importante per la città e per i suoi rapporti con le realtà artistiche circostanti.

 

80 - An International Perspective. A local insight

13 settembre - 26 ottobre 2013

Bipielle Arte - via Polenghi Lobardo (di fronte Stazione FS)

Lodi

 

Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sito web http://ottanta.jimdo.com

Blog http://ottanta-80.tumblr.com

Twitter http://twitter.com/Ottanta_80

FB www.facebook.com/ottanta80

Quando si parla di Gae Aulenti è immediato il collegamento con Milano, l’architettura, il design, la razionalità tipica di chi fa del proprio lavoro la propria vita. Ambrosiana di adozione, Gae Aulenti, studia alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, luogo dove entra in contatto con alcune personalità determinanti per la sua carriera, uno su tutti Ernesto Nathan Rogers, anch’egli architetto, che lei stessa definisce il suo mentore, o meglio, suo “padre” accademicamente e professionalmente parlando. La sua ricerca stilistica si spinge oltre il razionalismo tipico del dopoguerra per aspirare al neo liberty: insieme ad altri architetti e designer in quegli anni realizza attraverso un utilizzo figurato delle forme, sia gli allestimenti per la XIII Triennale di Milano del ’64, sia svariati arredamenti durante gli anni Settanta. In un ambiente fortemente maschilista, Gae Aulenti emerge per le sue indiscusse abilità, per la sua innata capacità di giungere a soluzioni funzionali ed esteticamente apprezzabili. É una donna “Severa, e rigorosa, maschile nei tratti, i capelli tagliati come quelli dell’Auriga di Delfi. La “ magicienne des formes”, come la chiamano in Francia, miscelatrice di simmetrie e asimmetrie. La “pendolare del bello”, secondo un’altra etichetta, l’architetto della ragione, è una donna insieme aspra e cordiale, di semplicità francescana se non claustrale. Se le chiedi qual è il suo odore preferito, quello più inebriante, non ha esitazioni: l’odore del cemento. Il suo punto d’arrivo è la semplicità (“uno dei traguardi più difficili”). Dal particolare al generale, dal cucchiaio alla città era il motto del suo maestro Ernesto Nathan Rogers”, come riporta Laura Laurenzi, giornalista negli anni dell’ascesa dell’architetto. Pioniera in Italia e all’estero, collaborò con Renzo Piano ed altre figure di spicco come Joe Colombo, Marco Zanuso, Gaetano Pesce: realizza diversi pezzi di design per studi milanesi ed entra in contatto con Achille Castiglioni e Pierluigi Cerri. Negli anni centrali della sua carriera si delinea la vera personalità di Gae Aulenti, un architetto che non può prescindere dallo studio dell’arte, della letteratura, del teatro (collabora anche con Luca Ronconi), materie della quali “non può non interessarsi”. La sua ricerca si fonda sulla commistione di ragione ed estro, una fusione profonda tra reale e immaginario, osservazione del concreto e viaggio onirico. Gae Aulenti muore a 84 anni, dopo aver ricevuto diversi riconoscimenti a livello italiano ed internazionale. Rimane un simbolo di genialità ed emancipazione, noi di Neropsinto non possiamo che amarla.

Per riassumere il suo pensiero ecco una delle sue citazioni più sentite, il suo modo di vedere la sua professione, grande amore e passione della sua intera esistenza:

«L’architettura nella quale mi piacerebbe riconoscermi deriva da tre capacità fondamentali di ordine estetico e non morale. La prima capacità è quella analitica nel senso che dobbiamo saper riconoscere la continuità delle tracce urbane e geografiche sia concettuali che fisiche, come essenze specifiche dell’architettura […]. La seconda capacità è quella sintetica cioè quella di saper operare le sintesi necessarie a rendere prioritari ed evidenti i principi dell’architettura, in grado di contenere qualsiasi variazione e cercando di allontanare così dal progetto quel tanto di arbitrario che esso naturalmente possiede. La terza capacità è quella profetica, propria degli artisti, dei poeti, degli inventori. Se la tradizione di una cultura non è qualche cosa che si eredita passivamente, ma qualche cosa che si costruisce ogni giorno, questa terza capacità non può che essere una aspirazione. Una aspirazione a creare un effetto di continuità della cultura, a costruire le sue forme e le sue figure, con un contenuto personale e contemporaneo.»

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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