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Carmen, l’opera lirica in quattro atti di Georges Bizet su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy ispirato alla novella omonima di Prosper Mérimée, dopo il successo dello scorso anno, torna al Teatro Carlo Felice dall’ 8 al 17 maggio.

 

Sul podio, a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice, Philippe Auguin, uno tra i più richiesti direttori della sua generazione, che vanta una straordinaria carriera dirigendo capolavori nei più prestigiosi teatri d’opera e con le più importanti orchestre del mondo. E’ direttore Musicale sia della Washinton National Opera che dell’Orchestre Philarmonique de Nice, è stato premiato con la Croce al Merito Federale della Repubblica Tedesca nel 2005 e nominato nel 2002 Console della Repubblica Francese.

 

Regia, scene e luci portano la firma di Davide Livermore, considerato uno dei registi più talentuosi a livello internazionale, fornito di una profonda preparazione non solo teatrale, ma anche musicale, da sempre aperto all’innovazione e alla sperimentazione; è Direttore artistico del “Cineteatro Baretti” di Torino, Regista Residente al Teatro Carlo Felice per il prossimo biennio e dal febbraio 2013 è stato nominato direttore artistico del “Centro di perfezionamento Placido Domingo” del Palau de les Arts di Valencia. Dopo il recente successo di uno straordinario Billy Budd, ripropone per il lirico genovese l’allestimento di Carmen con un’ambientazione nella Cuba dei giorni della caduta del dittatore Batista e dell’ascesa al potere di Fidel Castro, dove la tematica rivoluzionaria e le scene di guerriglia molto forti sono un pretesto per raccontare personaggi in conflitto con se stessi e con le istituzioni del potere.

 

I bellissimi costumi, dai colori sgargianti ed eleganti, che soltanto alla fine del 4° atto assumeranno colori meno accesi, sono stati realizzati da Gianluca Falaschi.

 

L’opera si avvale di due cast prestigiosi che si alternano nelle recite: la figura femminile di Carmen sarà interpretata da Sonia Ganassi e Anna Malavasi, la dolce ma ferma Micaëla da Serena Gamberoni e Maria Katzarava, gli altri personaggi femminili da Daria Kovalenko (Frasquita), Marina Ogii (Mercédès); Francesco Meli, dopo il debutto dello scorso anno, interpreterà nuovamente il violento ed emotivo Don José in alternanza con Francesco Anile, Mattia Olivieri e Valdis Jansons saranno il torero Escamillo; il cast maschile è completato da Roberto Maietta (Le Dancaïre), Manuel Pierattelli (Le Remendado), John Paul Huckle (Zuniga), Ricardo Crampton (Moralés). La parte coreografica è affidata al Danse Ensemble Opera Studio. Il Coro è diretto da Pablo Assante, con la partecipazione del Coro di Voci Bianche guidato da Gino Tanasini.

 

In occasione della prima rappresentazione e delle successive due repliche, sarà presente una delegazione della Croce Rossa Italiana per la raccolta di fondi da destinare alle prime esigenze di soccorso per i terremotati del Nepal.

 

Carmen

 Georges Bizet

 Dall’8 al 17 maggio 2015

 Direttore Philippe Auguin

 Regia, scene e luci Davide Livermore

 Allestimento del Teatro Carlo Felice Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro Carlo Felice Maestro del Coro Pablo Assante Maestro del Coro di Voci Bianche Gino Tanasini

Fondazione Carlo Felice

Passo Eugenio Montale, 4 16121 Genova 0105381.1 www.carlofelicegenova.it

 

Biglietteria

010/58.93.29  010 59.16.97 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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La Domenica delle Palme, che quest'anno cade il 29 marzo, viene celebrata nella Chiesa di San Fedele a Milano, a partire dalle 17.00, con un bellissimo concerto. San Fedele Musica, in collaborazione con la Civica Scuola di C. Abbado, propone da qualche anno un appuntamento musicale imperdibile, in cui vengono eseguite dal vivo alcune delle grandi opere del repertorio musicale sacro, tutte legate al tempo liturgico celebrato.

Quest'anno sarà eseguita la Missa in Angustiis di Haydn (conosciuta anche col nome di Nelsonmesse) per soli, coro e orchestra. L'opera verrà introdotta da una sorta di preludio orchestrale, il Concerto di Mendelssohn in Re Minore per violino e archi, con una partitura giovanile sobria ed essenziale, evocatrice di alcuni momenti della Passione di Cristo.

La Missa in Angustiis essenzialmente rappresenta a livello musicale una riflessione sull'angustia durante il tempo dell'afflizione, del pericolo e dell'ansia, derivanti dalle vicende delle guerre napoleoniche nel 1798, anno in cui l'opera è stata scritta. Il focus centrale del componimento è, però, la necessità della redenzione operata da Gesù Cristo, di cui è richiamato il Crucifixus e il sepultus est, con momenti molto toccanti e delicati. Si delinea, così, un'alternanza fluida tra omofonia e polifonia, squarci solistici e corali, dove la grande esperienza haydniana viene esaltata.

PROGRAMMA

Felix Mendelssohn Bartholdy (1809 - 1847)

Concerto in re minore per violino e archi (1822)

(Allegro), Andante, Allegro

violino solista: Angelo Calvo

Joseph Haydn (1732 - 1809)

Missa In Angustiis (Nelson Messe)

in re minore per soli, coro e orchestra

I CIVICI CORI

(Maestro assistente: Francesco Girardi)

Soprano solista del Coro: Chiara Pederzani

Ji Hong Park, soprano - Laure Kieffer, alto

Kim Hun, tenore - Masahiro Iwase, basso

ORCHESTRA della CIVICA SCUOLA DI MUSICA Claudio Abbado

Mario Valsecchi, direttore

In collaborazione con  la Fondazione Milano

Chiesa di San Fedele

Piazza San Fedele 4, Milano

Ingresso Libero

Inizio ore 17.00

Info:

da lunedì a venerdì 10.00/12.30 - 14.00/18.00

tel: 0286352231

sito web

evento fb

scheda dell'evento

san fedele missa in angustiis

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Dal 7 al 29 marzo al Teatro Elfo Puccini di Milano ore 20.30 andrà in scena l'opera di Thomas Bernhard "L'ignorante e il folle".

"L'ignorante e il folle" è una parodia dai risvolti macabri in cui l'arte, anziché essere esaltazione e salvezza per le persone, diventa l'opposto, cioè un qualcosa di artificiale, di fittizio, che rischia di trasformare l'individuo in un puro meccanismo.
Lo spettacolo è diviso in due atti. Il primo comincia all'interno del camerino dell'Opera dove sta per andare in scena "Il flauto magico" . Il padre della soprano che interpreta la Regina della Notte e un amico Dottore stanno aspettando l'arrivo della donna e ingannano l'attesa uno stordendosi di alcol e l'altro discutendo di arte e esistenza umana come se stesse descrivendo un'autopsia: "come se il bisturi della ragione potesse davvero trovare fra quei tessuti morti il senso o il non senso della vita".
Secondo il Dottore infatti la voce della soprano è una virtù, un dono che la donna possiede e lei altro non è che uno strumento che serve a far conoscere al mondo questo sublime suono.
La scena prosegue con l'arrivo della cantante che prima di entrare in scena sarà carica di ossessioni e incubi tipici di ogni artista prima della prima: il costume le si strapperà, la corona le cadrà dalla testa e sarà così costretta ad abbandonare il palco interrompendo lo spettacolo.
Alla fine però, come ogni sera, andrà in scena, e nulla di tutto questo accadrà.
Nel secondo atto ritroviamo i 3 personaggi in un famoso ristorante viennese che dopo lo spettacolo, invece di festeggiare, continuano i discorsi fatti in precedenza circondati da vasche piene di aragoste che si muovono mute in attesa della morte.
"L'ignorante e il folle" è un'opera messa in scena da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia nel 2008 al teatro dell'Elfo ed ora viene riproposta con lo stesso cast di coinvolgenti attori, nonché soci fondatori della Compagnia dell'Elfo.
Ferdinando Bruni dà voce e corpo all'inarrestabile e maniacale ragionare del Dottore, Ida Marinelli interpreta la Regina della Notte, Luca Toracca il padre instabile e confuso e Corinna Agustoni si trasforma in due personaggi enigmatici e silenziosi, la signora Vargo e il cameriere Winter.
Orari:
Martedì/sabato ore 20.30
Domenica ore 16.00
Prezzi:
Intero €30.50
Ridotto €16
Martedì €20
Info e prenotazioni:
 

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Continua a Como il tour di presentazione di "Che ci importa del mondo", opera prima di Selvaggia Lucarelli.  La conduttrice televisiva sarà presente giovedì 23 ottobre alle ore 18.30 presso la Sala Canonica del Teatro Sociale.

 

 

 

 

Donna poliedrica, dopo una lunga carriera alle spalle a teatro e nel tubo catodico, la Lucarelli si è reinventata penna tagliente e di successo, come testimonia il suo seguitissimo blog, nato nell’ormai lontano 2002. I suoi tweet sono vere e proprie bombe sganciate sull'estabilishment vip italiano e non mancano mai di creare polemiche e discussioni.

 

Protagonista di “Che ci importa del mondo” è Viola, madre single e opinionista di successo nei salotti tv più popolari del Paese. Nel tempo si è costruita un immagine di femminista che la rende un esempio agli occhi delle donne, mentre gli uomini la temono. Viola però vive una vita segreta, fatta di una serie interminabile di disastri sentimentali risultato della sua incapacità di dimenticare l’ex marito, ora diventato politico di successo e in corsa per la poltrona di sindaco della città. Cercherà quindi di tenere incollati i pezzi della propria vita attraverso cene con pretendenti assurdi, chiacchere con le amiche e telefonate con l’ex. È a questo punto che però fa Viola una scoperta traumatica rischierà di mandare tutto all’aria.

 

Durante l’incontro, organizzato da Libreria Feltrinelli di Como, Parolario e Teatro Sociale di Como, Selvaggia Lucarelli dialogherà con Katia Trinca Colonel.

 

 

INFO

Teatro Sociale Como Via Vincenzo Bellini, 3 - 22100 Como Tel. 031 270170

 

 

 

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Mercoledì, 07 Maggio 2014 12:56

Aida. Amore è coraggio.

Il 10 Maggio un grande evento, un opera lirica al Teatro Arcimboldi: Aida. Amore è coraggio.

 

Un nuovo allestimento per Opera Domani, il più antico e il più diffuso tra i progetti di Opera Education, che si occupa da diciassette anni della produzione di opere liriche introdotte da percorsi didattici.

In occasione dell’edizione dedicata a Verdi, per festeggiarne il bicentenario della nascita, As.Li.Co. ha pensato alla riduzione, ad opera del compositore Alberto Cara, di Aida, una delle più famose opere del maestro di Busseto.

Lo spettacolo, preceduto come di consueto da un importante percorso didattico svolto durante l’anno nelle scuole, sarà in scena il 10 maggio al Teatro degli Arcimboldi di Milano con una replica aperta al pubblico.

 

Libretto è a cura di Antonio Ghislanzoni. Musica di Giuseppe Verdi, l’adattamento musicale è di Alberto Cara, il direttore dell’opera è Pietro Billi, la regia è di Stefano Simone Pintor. Le scene sono realizzate da Gregorio Zurla, i costumi di Stefania Barreca.

 

“Più di tremila anni fa l'Egitto era una potenza mondiale in grado di sovrastare il mondo con il proprio esercito.

Ci vuole coraggio per fare una guerra, per difendere la propria terra dall'attacco del nemico. Anche nella storia di Aida c'è una guerra combattuta con coraggio contro il nemico. Eppure il tema principale di quest'opera non sembra essere davvero la guerra. L'argomento che interessava raccontare al nostro Verdi, di cui quest'anno festeggiamo i 200 anni dalla nascita, sembra essere un altro... E cioè l'amore! L'amore che scocca fra Aida e Radamés, i protagonisti di questa storia, ma anche l'amore che prova Amneris per lo stesso Radamés (un amore difficile perché non ricambiato).

A ben guardare, ci sembra che in questa storia il vero coraggio risieda proprio nella capacità di amare qualcuno. Infatti, il coraggio di amare è molto più importante in un mondo dove tutti quanti son solo capaci di combattere e lottare. Aida e Radamés sono i più coraggiosi di tutti in questa storia, perché non sono amanti normali, ma speciali. Aida, infatti, è figlia del Re d'Etiopia ed è ridotta schiava al cospetto della figlia del Faraone d'Egitto, Amneris. Eppure nessuno sa chi sia lei veramente, tutti pensano che sia una normale ragazza etiope, di umili origini. Radamès, invece, è un giovane guerriero e il futuro capo dell'esercito egizio, ed è colui che vincerà in battaglia proprio l'Etiopia, riducendo schiavo anche il padre di Aida, Amonasro. Questi ragazzi, dunque, non solo sono di due stati sociali diversi, ma sono anche figli di due popoli diversi, con diverse culture e, per di più, in lotta fra loro. Sono due nemici, insomma. Allora ci sembra che sia questo il vero coraggio: il coraggio di amare il diverso!

È questa la lezione di vita più grande che quest'opera ci dà e quella che dobbiamo raccontare noi: l'accettazione del diverso, il coraggio di amare qualcuno a dispetto di quello che ci dice il mondo intorno a noi, anche se questo ci viene dipinto come uno straniero e quindi come un nemico da combattere. Perché tutti questi sono pregiudizi che ci impediscono di conoscere davvero una persona e ci nascondono invece la vera bellezza che sta dietro ogni incontro e che è in ognuno di noi.” Afferma Stefano Simone Pintor il regista dell’opera.

 

 

Un vero spettacolo di opera lirica, con cantanti professionisti, adatto ad un pubblico di bambini e adulti, un racconto avvincente e commovente, una storia d’amore e guerra.

 

 

INFO

Biglietti: 15.00 euro cad (+ pv)

 

LE DATE

SABATO 10 MAGGIO 2014 ORE 16:00

SABATO 10 MAGGIO 2014 ORE 20:30

 

Teatro Arcimboldi Viale dell'Innovazione 20 - 20126 Milano

Centralino: attivo dal lunedì al venerdì ore 10 - 18 Telefono: + (39) 02.64.11.42.200

Biglietteria: dal lunedì al venerdì ore 14 - 18 Telefono: + (39) 02.64.11.42.212/214 In occasione di concerti e spettacoli la biglietteria è aperta a partire da un'ora prima dell'orario d'inizio recita in cartellone.

 

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Arriva a Milano l'opera internazionale dell’Orchestra di Piazza Vittorio. Al Teatro Menotti dal 27 al 28 Marzo 2014 sarà in scena il Flauto Magico.

 

Un Flauto Magico contemporaneo, riletto, smontato e reinventanto in sei lingue a ritmo di jazz, rap, mambo e pop: è il grande successo internazionale dell’Orchestra di Piazza Vittorio. L’opera in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart ha come direzione artistica Mario Tronco, l’ elaborazione musicale è curata da Mario Tronco e Leandro Piccioni. La rappresentazione è una produzione originaria di Fondazione Romaeuropa e Les Nuits de Fourvière/Department du Rhone.

Il Flauto Magico viene rappresentato e portato in scena come se fosse una favola, tramandata in forma orale e giunta in modo diverso a ciascuno dei musicisti dell’orchestra. E così, come accade ogni volta che una storia viene trasmessa di bocca in bocca, le vicende e i personaggi si sono trasformati. Anche la musica, si evolve dall’originale, rivelando ed esaltando le potenzialità dell’Orchestra e del suo bagaglio interculturale, diventando così Il flauto magico secondo l'Orchestra di Piazza Vittorio. Un Flauto contemporaneo, ambientato in una moderna società multirazziale. Tamino e Pamina, Papageno, Sarastro e gli altri personaggi cantano in wolof, spagnolo, arabo, tedesco, portoghese e inglese sottolineando il melting pot.

 

La multiculturalità è un tema caro all’orchestra formata da diciotto musicisti che provengono da dieci paesi e parlano nove lingue diverse. Insieme, trasformano le loro variegate radici e culture in una lingua singola, la musica. Partendo dalla musica tradizionale di ogni paese, mischiandola e intingendola con rock, pop, reggae, e classica, si arriva alla sonorità unica dell’OPV. Tra musicisti che partono e altri che arrivano, cambia il suono dell’orchestra senza mai tradire la vocazione iniziale a sfide nuove e orizzonti aperti al mondo intero. Una fusione di culture e tradizioni, memorie, sonorità antiche e nuove, strumenti sconosciuti, melodie universali, voci dal mondo.

 

La rappresentazione è caratterizzata da scenografie e costumi che richiamano l’idea della favola: un’atmosfera magica e sognante, contrapposta al lato terreno e concreto dei musicisti.

 

“Un esempio illuminante di multiculturalità.”

Come viene descritta sul New York Times.

Dall’incontro multietnico che ha generato L’Orchestra di Piazza Vittorio e Mozart è nato un capolavoro.”

Afferma Gino Castaldo sulla La Repubblica. Un’opera particolare da non perdere al Teatro Menotti di Milano!

Nerospinto consiglia di segnarsi in agenda questo appuntamento!

 

 

 

TEATRO MENOTTI – via Ciro Menotti 11 - Milano

Orari spettacolo: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21.00 – mercoledì ore 19.30 - domenica ore 17.00 Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00 – sabato dalle 16.00 alle 19.00

 

BIGLIETTERIA

Teatro Menotti, via Ciro Menotti 11 - Milano tel. 02 3659254402 36592544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.tieffeteatro.it

 

PREZZI

Intero: 25,00 €*

Ridotto >65 anni: 12,50 €* (residenti a Milano)

Ridotto <25 anni: 15,00 € * (residenti a Milano)

Ridotto <14 anni: 12,50 €

*prevendita 1,50 euro

 

ABBONAMENTO PRIME: 11 prime a 100 € con posto fisso

ABBONAMENTO POMERIGGIO: 6 spettacoli a 60 euro, vale sulle repliche di mercoledì e domenica

 

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Uno scambio di mail, quattro chiacchiere ed ecco un mondo che mi si apre dinanzi agli occhi. L'eroina di questo universo scintillante è Veronika Vesper, performer, cantante, musicista, modella inglese, giunta da un pianeta lontano.

È lei la protagonista di questo incontro, nel quale si parla di moda, musica ma anche di felicità, malattia e di un lungo e tortuoso viaggio, chiamato vita.

 

N-Ciao Veronika, Presentati ai lettori di Nerospinto!

V-Mi chiamo Veronika Vesper e sono una strana creatura creativa giunta dallo spazio. Canto, scrivo canzoni, suono il flauto, amo esibirmi, anche come modella e adoro tutto ciò che ha a che fare con la moda. Credo nell’importanza di seguire i propri sogni, vivere la propria vita senza paura, essere autentici ed avere in mano le redini del proprio destino.

 

N-Dalla tua biografia: “Una bellissima creatura giunta da un altro pianeta. Quale pianeta?Hai una missione qui sulla terra?

V- A dire il vero, anche tu sei una creatura molto particolare :)  Si, la mia missione è ispirare le persone o meglio, incoraggiarle a credere in loro stesse, ad usare il loro potere e a “sguinzagliare” il loro genio. Mi piacerebbe vedere un mondo pieno di gente felice che vive in accordo con il proprio essere. Mi trovo qui anche per divertire e per rendere questo nostro mondo più bello. Che casualità :)

 

N-Hai definito la tua musica “pop spaziale”. In cosa si differenzia dal pop tradizionale, quello che di solito ascoltiamo in radio o su MTV?

V- Ha un sapore più “spaziale” :) Penso che la mia musica abbia sia un qualcosa che appartiene ad un’altra dimensione, sia una qualità cinematografica, e che sia dunque in grado di avvolgere completamente l’ascoltatore, trasportandolo altrove.

 

N-Le tue influenze musicali sono molto eterogenee, giusto per citarne alcune:David Bowie e Nirvana, ma anche Depeche Mode e Bjork. Cosa hai preso da ciascun artista e come hai usato questi “prestiti” nella tua musica?

V- Bjork è la mia più grande fonte di ispirazione. Onestà, il non aver paura di sperimentale musicalmente e la combinazione di suoni sinfonici e musica elettronica; I Depeche Mode mi trasmettono una certa eleganza dark, unita a splendide armonie; I Nirvana per me sono il sentimento, la passione, la sensuale trascuratezza con cui Kurt canta, è qualcosa difficile da descrivere; David Bowie: stile impavido e coraggioso.

 

N-Parliamo della tua immagine: ti descrivi come un incrocio tra Lara Croft e la protagonista del film “Il Quinto Elemento”. Come sei arrivata a creare questo look? Quale messaggio vuoi trasmettere al tuo pubblico?

V-Non si tratta di una scelta pianificata. Sono appassionata di sci-fi e super eroi. Mi piace indossare cose che mi facciano sentire imbattibile. Il mio messaggio è: sii te stesso, non avere paura e fregatene di ciò che la gente dice di te.

 

N-Passiamo allo stile: nella tua bio leggo tre parole chiave, “punk”, “cyber” e “alternativo”. Potresti definirle? In più ti chiedo se sia davvero possibile essere alternativi in questo mondo, dove praticamente tutti si adattano ad un’idea comune di moda e dove l’individualità è quasi una rarità.

V-Penso che sia possibile essere alternativi e con questo intendo dire che è possibile essere creativi e cercare nuovi modi per esprimere sé stessi attraverso la moda. Se non lo facessimo, smetteremmo di sperimentare e di crescere artisticamente. Dal punk ho preso alcuni elementi che adoro, come le teste rasate, le catene, le spille da balia, i vestiti strappati … e l’attitudine all’indifferenza. Il cyber è ciò che mi contraddistingue, tanto argento, vestiti olografici,zeppe, rasta (penso dunque di rientrare in questa categoria), tutine,stampe futuristiche e forme.

 

N-Eccoci al mondo della moda. Nomina almeno tre stilisti che ami.

V- Alexander McQueen, Iris Van Herpen, Hussein Chalayan, Gareth Pugh… tutti super creativi e innovativi.

 

N-Musica contemporanea: cita almeno tre cantanti/band/progetti che ti affascinano e perché.

V- Lana Del Rey: mi piace la complessità della sua musica e il modo in cui si esprime attraverso l’immagine; Grimes: diverso,creativo, bello… in un certo modo mi ricorda Bjork; Angel Haze:una rapper fantastica, è autentica ed è un vero talento.

 

N- Come descriveresti il tuo mondo di icona fashion e cantante?

V- Intenso, eccitante, bello e veloce.

 

N- Il concept del tuo album è “dall’oscurità alla luce”. Penso che esso nasconda anche un messaggio di speranza?

V- Questo è proprio il punto focale del mio album. Ho deciso di raccontare la mia storia attraverso la musica, sperando di ispirare la gente attraverso di essa. Ho voluto sottolineare il fatto che è possibile superare anche le situazioni più difficili e rinascere come uno splendido fiore, come un bocciolo di loto che nasce dal fango.

 

N- Le tue canzoni parlando degli anni bui della tua adolescenza. Pensi che la musica sia un modo per elaborare il passato e per superare un’adolescenza difficile? Parli anche di una malattia mortale. Ti senti una donna più forte? Hai un messaggio che vorresti portare alle donne che stanno vivendo la situazione che tu hai affrontato in passato?

V- La musica può davvero essere terapeutica. Inoltre, più è connessa con le emozioni autentiche dell’artista, più la gente sarà in grado di relazionarsi ad essa. Penso che le difficoltà che incontriamo durante la vita, ci rendano più forti. Se le prendi dal lato giusto, possono insegnarti qualcosa e farti crescere. Si, mi sento più forte e apprezzo di più la mia vita e il tempo che ho a disposizione. Se ho un messaggio da condividere?  Credete in voi stessi e non abbiate paura di vivere e seguire i vostri sogni, date voce alle vostre idee e lottate per esse. Non vi fate carico dei problemi degli altri.

 

N- Scoperte spirituali: ne sono molto affascinata. Penso che gli uomini necessitano di qualcosa o di qualcuno a cui fare riferimento, durante i momenti di difficoltà. Che tipo ci consapevolezza spirituale hai raggiunto?

V-  Ho capito che la mente è tutto, che noi costruiamo le realtà e il sogno attorno a noi stessi e che essi sono connessi all’intero universo. Mi piacerebbe imparare a vivere maggiormente  il momento. È un viaggio lungo una vita intera... o anche di più :)

 

N-La felicità: questa è una grande parola. Mi piacerebbe che mi parlassi della tua idea di felicità. Esiste o si tratta di qualcosa che noi inventiamo per vivere meglio ed affrontare le difficoltà quotidiane?

V- Stiamo andando sul filosofico :) Certamente, la felicità esiste, e ne hai una prova anche dalle reazioni chimiche del nostro corpo. La mia idea di felicità è cioccolato puro  e tanto sesso :)

 

N-Hai in programma una visita a Milano? Cosa sai a proposito di Milano e dell’Italia in generale?

V-È per caso un invito? J Complimenti agli Italiani per aver inventato il pianoforte, il violino e la musica classica. Per aver dato i natali all’Opera! Mio Dio, che musica avremmo senza gli Italiani? Anche le due più grandi popstars hanno sangue italiano. In più, l’essere stati dei pionieri nel mondo della moda e, per finire, il buonissimo gelato e gli uomini passionali. Sono stata a Milano solo una volta, avevo appena preso la patente e devo dire che è stato PAZZESCO :)

 

N-Se ti dico “Nerospinto”, cosa ti viene in mente?

V-Creativo, stimolante, oscuro

Grazie per avermi intervistata, è stato un onore.

 

Per maggiori informazioni:

https://www.facebook.com/veronikavesperofficial

http://veronikavesper.com/

http://www.youtube.com/user/veronikavesper

https://twitter.com/VeronikaVesper

http://instagram.com/veronikavesper

https://soundcloud.com/veronikavesper

 

 

Testo originale e traduzione a cura di Letizia Carriero

 

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Atmosfere mistiche e fiabesche vi aspettano alla mostra Sculture Possibili, The Sky Above The Blood Below di Giovanni Rizzoli.

 

Per la sua seconda personale alla FL Gallery di Federico Luger l’artista mette in scena l’eventuale scomparsa del male dalla terra. Ispirazioni spirituali e religiose si fondano con le istanze laiche, etiche e civili.

La mostra iniziata il 5 Febbraio 2014 sarà aperta fino al 31 marzo.

L’artista veneziano si è laureato in storia dell’arte medievale ed è stato protagonista alla Biennale di Venezia del 1999 curata da Harald Szeemann. Negli spazi di via Circo a Milano l'artista racconta una “terra senza il male”, dove l’umanità e la divinità si incontrano nuovamente dopo una lunga separazione nella speranza di ricomporsi, come due parti dello stesso simbolo ormai distrutto.

Il percorso dell’artista veneziano, più spirituale che fisico, è reso concreto con una seria di sculture che portano in luce la condizione umana. Alcune delle sue opere sono Oltre (2013) e Ipotesi di ascensione (2002-2013): la prima, una sfera di marmo nero del Belgio di 45 cm di diametro con un’unica incisione in aramaico del nome di Gesù, posizionata in modo tale che l’iscrizione risulti nascosta allo sguardo; la seconda, una figura in bronzo appesa, con le mani alzate al cielo, colta nel tentativo di vincere la gravità della condizione umana che la tiene ancorata a terra. Accanto alle sculture sarà esposto un piccolo libro di Milton, Paradise Lost, che affronta proprio il dramma umano tra la scelta della conoscenza e l’affidamento alla grazia divina.

Lasciatevi affascinare delle atmosfere spirituali, mistiche e fiabesche e non perdetevi le opere di Giovanni Rizzoli.

 

Giovanni Rizzoli Possible Sculptures, The Sky Above The Blood Below

5 febbraio – 31 marzo 2014

 

New Space Federico Luger GALLERY Via Circo 1, Milano

Info: +39 0267391341+39 0267391341 www.flgallery.com

 

Orari: da martedì a sabato dalle 16:00 alle 19 :00.

Chiuso domenica e lunedì.

 

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11 GENNAIO 2014 - THE MAGIC OF LA VIE EN BLEAU La fashion week milanese si apre l’11 gennaio con un forte messaggio di eccellenza e tradizione, caratteristiche imprescindibili del Made in Italy: L’Uomo Vogue, in collaborazione con Bugatti (prestigioso brand automobilistico del Gruppo Volkswagen, la cui anima si identifica nella filosofia “Art, Forme, Technique”), presenta The Magic of La Vie en Bleu, dalle 19.30, presso Casa del Manzoni, dove sfileranno le collezioni Bugatti Fall/Winter 2014-15. Il blu Bugatti sarà il colore dominante della serata, come il blu carpet che si snoderà attraverso la location, creando la magia della Vie en Bleu. Nel cortile di Casa del Manzoni sarà esposta la Type35, una delle icone assolute della storia del brand, e ad accogliere gli ospiti saranno Franca Sozzani - direttore di Vogue Italia e de L’Uomo Vogue - e Wolfgang Schreiber, presidente di Bugatti Automobile. “Anche questa prima collezione Fall Winter” - conferma Massimiliano Ferrari, Managing Director di Bugatti International - “incarna al meglio la visione di Ettore Bugatti, espressa ancora una volta in due linee dal carattere forte, rigorosamente Made in Italy, sinonimo di un lusso ricercato, in cui puoi percepire la mano dell'uomo e tecnologie d'avanguardia. Proseguiamo  quindi il percorso di creatività e stile autentici, sempre in linea con i codici ed il DNA del marchio, punti di riferimento imprescindibili di tutto il progetto Lifestyle Bugatti”. 12 GENNAIO 2014 - THE LAUNCH OF “OPERA” COLLECTION Vogue Italia e Piquadro, marchio italiano di accessori tech-design per business traveller - insieme il 12 gennaio per Piquadro Creative Lab - The launch of "OPERA" Collection, un brunch che si terrà all'Accademia di Belle Arti di Brera a partire dalle 12. Verrà presentata la nuova Collezione Piquadro Opera firmata da un designer emergente, Giancarlo Petriglia, uno dei protagonisti delle passate edizioni di Who Is On Next?, l'iniziativa che Vogue Italia sostiene da dieci anni. Per questo evento dedicato alla tecnologia, alla creatività e al prodotto, verranno utilizzate le due sale dell'Accademia riservate alla Pittura e alla Scultura, che verranno allestite in modo da ricreare un'atmosfera magica di assoluto contrasto per presentare la nuova collezione Piquadro. Vogue Italia e Piquadro doneranno tre borse di studio all'Accademia di Brera al fine di sostenere concretamente i giovani e la creatività. «Con Opera, Piquadro prosegue nella sua strategia di innovazione creativa che pone per la prima volta i contenuti moda sullo stesso piano di quelli tecnici e funzionali» afferma Marco Palmieri, Presidente e AD di Piquadro. «Giancarlo Petriglia è un creativo di grande talento con una profonda esperienza nell'accessorio e un grande amore per il Made in Italy al quale abbina una straordinaria propensione verso l'innovazione e la funzionalità. Siamo certi che sarà in grado di emozionarci con accessori sorprendenti tanto dal punto di vista del design che della performance». 13 GENNAIO 2014 - A UNIQUE VISION OF PERFORMANCE AND EXPERIENCE E per concludere L’Uomo Vogue e Herno - azienda italiana di sportswear di lusso fondata su valori quali  la tradizione sartoriale e la ricerca tecnologica, l’estetica e la funzionalità - celebrano la filosofia dei due brand il 13 gennaio al Museo della Scienza e della Tecnica, a partire dalle 19.30. L’evento, A Unique Vision of Performance and Experience, prevede video-proiezioni e installazioni che renderanno la serata una vera esperienza sensoriale e un allestimento che riporta a 4 temi cardine  di Herno:  Technology, Performance, Urban e Tailoring. A interpretarli sarà il contributo di 4 studenti del Politecnico di Milano selezionati dal rettore; i 4 giovani saranno ospitati successivamente da Herno per una internship di 2 mesi: ne verrà poi selezionato uno per uno stage all’interno dell’azienda. A fare gli onori di casa Franca Sozzani e Claudio Marenzi, CEO di Herno.  “L’Uomo Vogue intercetta la modernità nella fusione di tradizione sartoriale e ricerca tecnologica, estetica e funzionalità. Herno da sempre ne è il principale interprete. La collaborazione diventa spontanea!” così Claudio Marenzi – CEO Herno.

 

 

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