CHIAMACI +39 333 8864490

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La mostra Gli Americani di Robert Frank sarà visitabile nelle sale di Forma Meravigli fino al 19 febbraio 2017.

Arriva alla Scala di Milano Simon Boccanegra, melodramma di Giuseppe Verdi. Dal 31 ottobre al 19 novembre è in scena un'opera che nell'Ottocento non era piaciuta, ma che può essere meglio apprezzata oggi da un pubblico più maturo e consapevole.

 

Il soggetto dell'opera è tratto da un dramma dello spagnolo Antonio García Gutiérrez, mai pubblicato in italiano, nel quale si narra la storia di Simone Boccanegra, corsaro genovese che nel Trecento riuscì a salire al trono dogale grazie all'appoggio di un amico. Al termine di una vita funestata da tragici eventi, come la morte della donna segretamente amata e la scomparsa della figlia, morì avvelenato da quello stesso amico. Verdi rappresenta un mondo inondato da litigi e slealtà, che vede patrizi e plebei protagonisti di continui scontri. È qui che agisce l'ex pirata Boccanegra, l'unico giusto tra tanti ingiusti. Da sottolineare il grande gusto poetico della narrazione, in cui la ragion di stato e le vicende umane si incrociano in un turbine di emozioni.

 

Lo spettacolo vede alla regia Federico Tiezzi, e in alcune date il ruolo del protagonista è affidato al tenore di fama internazionale Placido Domingo, esperto interprete di opere verdiane.

Il biglietto è acquistabile online direttamente dal sito del Teatro alla Scala.

 

 

INFO

Simon Boccanegra

di Giuseppe Verdi

Melodramma in un prologo e tre atti

Libretto di Francesco M. Piave

 

Produzione Teatro alla Scala

 

Dal 31 Ottobre al 19 Novembre 2014

Durata spettacolo: 2 ore e 55 minuti incluso intervallo

Cantato in italiano con videolibretti in italiano, inglese

 

Biglietti

Acquistabili qui

 

 

 

 

In occasione delle celebrazioni del bicentenario dalla nascita di Giuseppe Verdi e della serie di eventi, mostre e manifestazioni dedicate al noto compositore e al suo rapporto di elezione con la città di Milano, Nerospinto ha il piacere di segnalare l'iniziativa che vede la riscoperta del Museo Teatrale  della Scala di Milano. Una storia appassionante quella della fondazione di questo Museo, un'avventura straordinaria segnata da numerose testimonianze del rapporto proficuo con Verdi e la sua musica.

L'itinerario di questi percorsi culturali si ispira ai due volumi "Giuseppe Verdi e Milano" e " La Scala si racconta" di Luigi Inzaghi, pubblicati da Meravigli-Milano Expo.

Giuseppe Verdi scelse infatti la città di Milano come città dei suoi studi, dei suoi debutti e, al termine di una vita intensa, proprio a Milano si spense. Arrivato nel 1832 visse in diverse zone della città, in Via San Pietro All'Orto, poi in Corsia dei Servi, in Via Andegari. Nel 1844 abbandonò la città per tornarvi nel 1869, proprio per allestire al Teatro La Scala "La forza del destino", alloggiando per la prima volta al Grand Hotel, che divenne il suo preferito. Alla Scala Verdi rappresentò in prima assoluta "Oberto conte di S. Bonifacio", "Un giorno di regno", "Nabucco", "I Lombardi alla prima Crociata", "Giovanna D'Arco", "La forza del destino", "Simon Boccanegra II", "Don Carlo II", "Otello e Falstaff". La sua musica, dalle atmosfere alte e romantiche, fu da stimolo durante il Risorgimento per la libertà e l'unità del Paese. Nel 1874 la Chiesa di San Marco risuonò della sua incantevole "Messa da Requiem" dedicata al Manzoni, stupendo e affascinando chi ebbe modo di ascoltarla.

Per quanto riguarda il viaggio alla riscoperta del Teatro La Scala e di altri teatri lirici della città, si tratta di un'iniziativa interessante e straordinaria, che rintraccia percorsi segnati da documentazioni, curiosità, aneddoti divertenti, per approfondire l'esperienza lirica in Italia, dove necessariamente bisogna partire da Milano, città del Melodramma. Attorno alla Scala aleggiano tutt'ora figure celebri come Tamagno Caruso, Gigli e la Callas. Rossini debuttò proprio alla Scala con "Pietra del paragone". Donizetti in "Chiara e Serafina", Bellini nella "Norma", Paganini nelle "Streghe", Puccini nella "Madama Butterfly", Verdi nel "Nabucco", la storia di questo Teatro riassume ed illustra quella di una nazione intera e del teatro lirico italiano.

L'autore di questi volumi, la voce narrante che accompagna il lettore e diviene ispirazione per questi percorsi milanesi dedicati a Verdi e alla Scala è Luigi Inzaghi (Pavia, 1943), musicologo e giornalista, insegnante di lettere a Milano dal 1970, ha collaborato con il Corriere della Sera e scritto di musicisti e cantanti noti. Ha diretto La Martinella di Milano, dedicato alla storia della città, e pubblicato una serie di libri di canzoni popolari e meneghine.

 

Le date in cui poter vivere questa interessante e coinvolgente esperienza sono:

- Sabato 11 gennaio: ore 10.30

- Domenica 19 gennaio: ore 15.30

- Sabato 25 gennaio 15:30

Ritrovo 15 minuti prima, sotto il portico del Museo Teatrale della Scala, in Largo Ghiringhelli 1, Piazza Scala, Milano.

Costo: 5 euro + il biglietto di ingresso al Museo

Durata: massimo 90 minuti

Prenotazione obbligatoria almeno 2 giorni prima dalla data scelta

Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sms: +39 3336377831

I volumi: "Giuseppe Verdi e Milano" (12 euro) e "La Scala si racconta"(10 euro) potranno essere acquistati con uno sconto del 15% durante il tour. 

In collaborazione con Milano Civica Scuola di Musica, il centro San Fedele rende omaggio a Verdi e Manzoni domenica 1 dicembre 2013.

Chiesa di San Fedele (Piazza San Fedele 4)  – Milano

Omaggio a Verdi e Manzoni

con Benedetto Neri

I Civici Cori - Direttore: Mario Valsecchi

Musiche per solisti, coro e organo di Giuseppe Verdi e Benedetto Neri:

 

INGRESSO LIBERO

Informazioni: lun-ven 10/12.30 - 14/18

tel. 0286352231

www.centrosanfedele.net 

 

La stagione 2013/2014 di San Fedele Musica celebra con un eccezionale concerto vocale la ricorrenza del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi e la recente risistemazione delle cripta della Chiesa di San Fedele. L’evento, realizzato in collaborazione con Milano Civica Scuola di Musica, propone un percorso del tutto originale nel quale si rievoca il contesto musicale milanese al tempo del giovane Verdi in relazione a Manzoni e alla Chiesa di San Fedele. Il programma propone una rara partitura verdiana il Pater Noster - volgarizzato da Dante - per concentrarsi sull’opera sacra di Benedetto Neri, musicista contemporaneo al genio di Busseto e attivo alla Scala, al Duomo e in San Fedele. Neri ebbe modo di musicare alcune strofe di Manzoni scritte su invito del preposto di San Fedele e destinate al canto dei giovani che ricevevano la prima comunione. Tutte le opere di Neri presentate nella serata sono inedite, archiviate in alcune biblioteche milanesi, ed eseguite nella Chiesa di San Fedele quando Neri ne era maestro di cappella, la loro riscoperta si deve alle ricerche del Maestro Mario Valsecchi.

Al termine del concerto, sarà possibile per il pubblico visitare in anteprima la cripta restaurata della Chiesa di San Fedele e ammirare il nuovo allestimento permanente con opere di L. Fontana, J. Kounellis e S. Shanahan.

Doveroso omaggio a Giuseppe Verdi (1813-1901), in occasione del bicentenario dalla nascita, e alla Milano della sua giovinezza. In programma un’unica opera del maestro di Busseto, il Pater Noster volgarizzato da Dante del 1879. Magnifico brano corale per 5 voci miste di toccante bellezza che, senza ricorrere a retoriche teatralità, regge musicalmente la tensione emotiva dal verso iniziale “Padre nostro che nei cieli stai” fino all’Amen finale. La storia di quest’opera ci svela un curioso falso riguardo alla pretesa paternità dantesca del testo. Il Pater Noster venne eseguito alla Scala sotto la direzione di Franco Faccio il 18 aprile 1880. Verdi ne dava notizia al pittore Morelli aggiungendo: " E sono versi (giù il cappello) di Dante!! ". Inoltre, fin dal 31 luglio 1879, al musicista tedesco Ferdinand Hiller aveva scritto: " Mi decisi poi a fare il Pater noster a cinque voci tradotto da Dante stesso, e che trovasi appunto nelle sue Opere Minori da cui voi traeste il vostro De Profundis ". Ora i testi musicati da Verdi non sono sicuramente di Dante, ma il compositore li trovò attribuiti a Dante in una delle edizioni antiche o anche ottocentesche delle Rime, che li contenevano. La musicologia non ha mai rilevato questo particolare. Del Padre nostro dei superbi nel canto XI dell’Inferno non c'è, nel testo musicato da Verdi, che il primo verso: O Padre nostro, che ne' cieli stai; in seguito le terzine procedono per conto loro, con altre rime e altri concetti, parafrasando la preghiera tradizionale.

Il concerto è centrato su alcune opere sacre eseguite nella Chiesa di San Fedele negli anni Trenta dell’Ottocento di Benedetto Neri (Rimini, 1771 – Milano, 1841), apprezzato operista e maestro di cappella del Duomo e di San Fedele. Spiccano un Magnificat e le Strofe per una prima comunione, su testi di Alessandro Manzoni. Riguardo al Magnificat, tra le opere più riuscite di Benedetto Neri,  il trattamento organistico risente molto delle caratteristiche foniche e strutturali degli organi dell'inizio dell'800 e, soprattutto, dello stile "orchestrale" imperante. Non mancano, però, estesi contrappunti che denotano la scienza compositiva di Neri e la convivenza dell'antico stile ecclesiastico accanto allo stile teatrale. Le Strofe per una prima comunione sono legate ad Alessandro Manzoni che abitualmente frequentava la Chiesa di San Fedele. Nell'aprile del 1832 il preposto della Chiesa di San Fedele, Giulio Ratti, chiese a Manzoni dei versi da far cantare, musicati, ai giovani comunicandi di quell’anno. Il poeta scrisse tre strofe che saranno musicate da Benedetto Neri. Verranno eseguite l'anno dopo, nel 1833, per la Comunione di Enrico, figlio di Manzoni. Le strofe vennero pubblicate nel 1855 in Opere Varie.

Benedetto Neri fu musicista attivo prevalentemente a Milano, città in cui giunse in seguito alla nomina come professore al Conservatorio cittadino. In precedenza occupò per diversi anni il ruolo di maestro di cappella a Novara e poi a Milano. La sua produzione compositiva si intensifica in questi anni specialmente nell’ambito sacro. Tra le composizioni profane sicuramente da segnalare il dramma giocoso I Saccenti alla moda su libretto di Angelo Anelli che venne presentato nel 1806 alla Scala. Ampia la sua produzione religiosa che comprende svariate messe, inni e mottetti tra cui lo splendido Magnificat.

 

PROGRAMMA

Benedetto Neri  (1771 - 1841)

Magnificat

per soli, coro e organo

-

Rubum quem viderat

Antifona post Magnificat a 4 soli

-

Gloria in excelsis

a 4 concertato

Giuseppe Verdi (1813 - 1901)

Pater Noster

volgarizzato da Dante

a 5 voci

Benedetto Neri

per una prima Comunione

su versi di Alessandro Manzoni:

Si, Tu scendi

Questo terror divino

Con che fidente affetto

per 2 voci femminili e organo

Dixit Dominus (Salmo 109)

per soli, coro e organo

 

_____________________

I CIVICI CORI

(Francesco Girardi, maestro preparatore)

Eunyoung Shin, Angela Alesci, soprani

Marta Fumagalli, mezzosoprano

Jaime Andres Navarro, tenore

Junghoon Chae, baritono

Luca Garro, organo

Tommaso Fiorini, contrabbasso

Mario Valsecchi

direttore

 

 Mario Valsecchi ha studiato organo e composizione organistica sotto la guida di Enzo Corti, diplomandosi al Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano. Ha frequentato diversi corsi di perfezionamento e di interpretazione diretti da J. Langlais, T. Koopman, H. Vogel e L. F. Tagliavini. Si è dedicato inoltre allo studio del canto, della polifonica vocale e della direzione. Svolge attività concertistica come organista (solista, in formazioni cameristiche e orchestrali) e come direttore. Alla guida della Cappella Mauriziana di Milano sin dalla sua fondazione, ha tenuto concerti in Italia e all'estero. Ha realizzato incisioni discografiche di cantate sacre e profane di G. Legrenzi; ha collaborato all'incisione del settimo libro di madrigali di C. Monteverdi, di mottetti di F. Mendelssohn e della Missa Brevis di B. Britten. È sopranista nel gruppo vocale I Divoti Falsetti di Milano e direttore artistico e musicale dell'Orchestra da Camera Nova et Vetera di Lecco con cui ha realizzato, oltre a numerosi programmi strumentali, gli Oratori Jephta di G. Händel, la Giuditta di A. Scarlatti, lo Stabat Mater e alcune messe di J. S. Bach e Mendelssohn. Dal novembre 1996 dirige la rinata Cappella Musicale del Duomo di Bergamo.

Ha diretto I Civici Cori e l'Orchestra di Milano Civica Scuola di Musica ne l'oratorio La Creazione di F.J. Haydn, concerto celebrativo per i 150 anni di Milano Civica Scuola di Musica (1862-2012), presso il Teatro Dal Verme di Milano la sera del 17 dicembre 2012.

I Civici Cori hanno l'obiettivo di promuovere la pratica corale e lo studio di un vastissimo repertorio. La proposta si rivolge ai cantori amatoriali (Corso di Formazione al Canto Corale), a tutti gli studenti di Milano Civica Scuola di Musica e delle Scuole Superiori (Esercitazioni Corali). I Civici Cori hanno sempre costituito un sicuro riferimento nella città e sul territorio, per quanti sentissero il desiderio di vivere da esecutori l'evento musicale: oggi rappresentano una realtà ormai consolidata e in evoluzione di attività formativa e di espressione artistica offerta a tutti. In quest'ottica la partecipazione a I Civici Cori offre l'opportunità di tradurre l'amore per la musica in espressione vocale concreta arricchita da nozioni teorico-pratiche, attraverso incontri finalizzati anche alla preparazione di allestimenti aperti a pubblico. La frequenza ai Corsi consente a ogni partecipante di conoscere meglio il proprio strumento vocale, imparare a usarlo adeguatamente, acquisendo o approfondendo la preparazione tecnica e perfezionando i meccanismi della coralità.

 

Nel 2012 Milano Civica Scuola di Musica, fondata nel 1862,  ha festeggiato il suo 150° anno di vita.

Dall’anno accademico 2013 – 2014 i suoi corsi sono riconosciuti dal MIUR: l’istituzione ha ottenuto infatti nel luglio 2013 l’autorizzazione a rilasciare i titoli di Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) di primo livello, equipollenti a titoli universitari per gli istituti di Musica Antica, Musica Classica, Ricerca Musicale, Civici Corsi di Jazz.

Fondata con lo scopo di formare strumentisti per la Civica banda e coristi per il Teatro alla Scala, nata come Scuola Popolare di Musica, divenne nel 1973 Civica Scuola di Musica.

È ora articolata in cinque Istituti - Musica Antica, Classica, Ricerca Musicale, I Civici Cori e i Civici Corsi di Jazz- e comprende percorsi di studio mirati e personalizzati, dalla formazione di base fino all’alta specializzazione, nell’ambito di un’ampia scelta di approfondimenti culturali e artistici, non solo strettamente musicali, ma anche interdisciplinari, e pone accento particolare sulla dimensione delle arti performative, consentendo agli allievi di inserirsi nel mercato del lavoro della musica e dello spettacolo.

Propone inoltre per amatori corsi individuali di ogni strumento, collettivi e orchestrali, presso la sede del Centro di Educazione Musicale (CEM).

L'istituzione ha nel tempo progressivamente assunto un ruolo di prima grandezza all'interno della vita musicale e formativa milanese. La struttura è infatti oggi importante punto di riferimento nello scenario musicale nazionale e internazionale, come testimonia la provenienza di gran parte dei suoi studenti, molti dei quali hanno conseguito importanti successi professionali in tutto il mondo, nel campo della musica antica, classica, contemporanea.

 

San Fedele Musica

Il settore musicale della Fondazione Culturale San Fedele è nato nel 2010,e in pochi anni è diventato un punto di riferimento della città di Milano. L’unicità di San Fedele risiede nel disporre di due spazi con differenti soluzioni acustiche: la Chiesa cinquecentesca, completamente restaurata, e il nuovo Auditorium, riaperto in settembre 2010 dopo un importante intervento di riqualificazione acustica e l’installazione di un dispositivo di diffusione per la musica elettronica unico in Italia. Tuttavia, lo spazio è al servizio di un progetto umano. In questo senso le attività musicali riprendono le linee di fondo del Centro Culturale San Fedele, attento al dialogo tra fede e cultura, alla promozione della giustizia e alla formazione dei giovani con il Premio San Fedele Giovani Artisti. I concerti in Chiesa propongono soprattutto le grandi pagine del repertorio sacro dal Cinquecento all’Ottocento, concepite per uno spazio riverberante e in sintonia con la spiritualità del luogo.

Diversa è la prospettiva delle attività musicali in Auditorium, dove si cerca infatti un punto d’incontro tra il repertorio storico della musica da camera e l’attualità della creazione musicale. ovvero un approccio che presenti itinerari di ascolto ben articolati e in legame con i linguaggi musicali di altre epoche. Le opere musicali fondatrici del Novecento verranno, da una parte, confrontate con brani del passato e con opere in creazione o recentissime, e, d’altra parte, inserite in un tema programmatico.  Quindi, alcuni concerti della stagione propongono delle drammatizzazioni musicali: successione di brani senza interruzione attorno a un tema, con lo scopo, appunto, di rendere più dinamico l’ascolto.

Il repertorio delle serate è ampio, dal Rinascimento all’era digitale, per seguire il cammino drammatico dell’uomo nella storia attraverso la musica. Altra caratteristica della programmazione di San Fedele Musica riguarda l’interazione con gli altri linguaggi del nostro tempo, in particolare il cinema e le artivisive. Vengono organizzati dei cicli di Cinema Muto & Live Music e Cin’acusmonium, in cui i grandi film della storia del sonoro vengono diffusi tramite una proiezione acusmatica. Nel 2011 è stato costituito il Centro di Elettroacustica e Interazioni Digitali di San Fedele (CEID) che presenta programmi con opere storiche e alcune creazioni.

 

 

 

CONTATTI:

Ufficio Stampa

San Fedele Musica

Antonio Pileggi s.j. 02.86352426

Stefano Sbarbaro 02.86352429/ 392.9821475

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Milano Civica Scuola di Musica – Fondazione Milano

Alessandra Arcidiaco 02.971524/ 339.8530339

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Per informazioni al pubblico:

Fondazione Culturale San Fedele

Piazza San Fedele 4, 20121 Milano

Auditorium: via Hoepli 3/b, 20121 Milano

Segreteria Centro Culturale San Fedele

Alessandra Gorla tel.0286352231 fax. 0286352803

Se il cinema è finzione, sarebbe stato allora l’anticinema a rappresentare l’Italia davanti al mondo in occasione della prossima edizione dei Premi Oscar, il 24 febbraio a Los Angeles. “Cesare deve morire”, firmato da Paolo e Vittorio Taviani, dopo aver conquistato l’Orso d’oro al Festival di Berlino, è stato scelto dall’Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali) per essere inserito nella rosa delle pellicole in lizza per la statuetta assegnata al “Miglior film straniero”, sbaragliando concorrenti come “Reality” di Matteo Garrone e “Bella addormentata” di Marco Bellocchio. Nonostante l’esclusione dalla cinquina delle nomination annunciata dall’Academy - è dal 2006, con la “Bestia nel cuore” di Cristina Comencini, che l’Italia non compare più tra i finalisti – la decisione dell’organo cinematografico italiano non può passare inosservata. La storia di “Cesare deve morire” inizia con due fratelli che amano il cinema, e in un piccolo paese di provincia trovano ogni mezzo per inseguire le immagini e scoprire la magia della verità raccontata dai grandi maestri, da Ejzenštejn a De Sica passando per Rossellini e Dreyer. Sullo sfondo la colonna sonora di un’Italia attraversata dalle contraddizioni storico-culturali di metà Novecento, sulle note di Verdi e con la continua incursione nel teatro e nella letteratura europea. Le parole non rimangono mai orfane per i due fratelli rapiti dalle pagine di Shakespeare e Tolstoj, trascinati nel racconto senza possibilità di disincanto. Sull’onda di quest’emozione per la vita, per il racconto della vita, arrivano a Roma e per mezzo secolo continuano a parlare della realtà dietro la macchina da presa, costretti nel confine asfissiante delle definizioni di genere, viaggiando tra storia e antistoria con la voglia di andare oltre quel confine, di oltrepassare il limite della realtà per dire quello che solo in un film può essere detto. Sono novantenni, quei due fratelli, quando gli si richiudono dietro le spalle i cancelli del carcere di Rebibbia. Sono lì per assistere ad uno spettacolo teatrale – finzione, come al cinema – ma quando Shakespeare torna a parlargli con la passione della gioventù dalla bocca sbarrata di un condannato all’ergastolo, capiscono che quella storia deve essere raccontata. Il dramma del tradimento – Giulio Cesare e i congiurati che lo uccideranno – diventa materia viva tra le celle, il teatro e i cortili della prigione romana, sfiorato dallo sguardo dei fratelli insieme registi e spettatori, pienamente travolti dal pathos tragico. E’ quella stessa emozione a raggiungere il pubblico in sala, i critici che hanno pluripremiato la pellicola, dai David di Donatello ala vittoria di Berlino, e ancora in promozione in giro per il mondo con Paolo e Vittorio Taviani a rappresentare l’intero cast di attori detenuti. Un racconto attraversato dalla vita, presente e imperitura in carcere, e passata, laddove il passato assume i contorni dell’infinito, dilatandosi nell’universalità della tragedia. Non è più storia dell’antica Roma, non è il teatro di Shakespeare e non è più un film, i confini ancora una volta oltrepassano le sbarre della vera prigione, quella della forma, per aprire nell’arte uno sconfinato squarcio di realtà. Non c’è un fotogramma che lo mostri, non c’è l’artificio di scena, ma di sangue ne scorre tantissimo in “Cesare deve morire”, in un flusso ininterrotto tra personaggi e attori, nella morte che racconta della vita. A noi di Nerospinto, Paolo e Vittorio Taviani piacciono per l’instancabile fame di verità che non li abbandona da quasi un secolo, per l’entusiasmo dei vent’anni mai perso e sempre rinnovato in una tra le più belle vecchiaie del cinema italiano, per la voglia di rischiare con un film difficile da produrre e distribuire che ha inaspettatamente trionfato in Europa.

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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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