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La GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo allarga i suoi orizzonti oltreoceano, allestendo la prima personale italiana dedicata ad un giovane fotografo americano, noto nel panorama internazionale: Ryan McGinley.

Nato nel ’77, a soli trentanove anni, è considerato uno degli artisti più influenti del suo tempo, ottenendo già alti riconoscimenti, più di dieci anni fa, dal Whitney Museum e il MoMA P.S.1 di New York che gli hanno dedicato delle mostre personali, oltre ad essere stato insignito dalla nomina a Giovane fotografo dell’anno per conto dell’ International Center of Photography di New York.

RYAN MCGINLEY - GALLERY - NEROSPINTO

Il suo primo lavoro, “The Kids Are Alright”, risale al 1999 e da allora la sua opera si pone come medium portavoce della subcultura degli anni Novanta. Gli eccessi, la fanciullaggine, ma anche il rapporto tra uomo e natura, l’edonismo e la leggerezza, sono i capisaldi sui quali si basano le sue opere cariche di energia ed attrattività.

L’esposizione, curata da Stefano Raimondi, si apre in quattro nuclei tematici che procedono “con il ritmo musicale delle Quattro Stagioni di Vivaldi: in ciascuna sala si succedono orizzonti, colori, musicalità e atmosfere completamente diversi ma legati gli uni agli altri”. Più di quaranta opere appartenenti alla più recente produzione artistica e delle quali, quelle appartenenti alle serie autunnali e invernali, fanno parte di un lavoro circoscritto, interessato principalmente a luoghi più conosciuti ed intimi per McGinley.

Dai toni freddi dell’inverno, a quelli caldi dell’autunno, passando per la leggerezza della primavera e i toni accesi dell’estate. I paesaggi incontaminati degli States, l’ispirazione romantica presa dagli artisti appartenenti alla Hudson River School, le zone a nord di New York e i corpi nudi, elementi apparentemente slegati si sposano nel filo conduttore degli scatti: tranquillità, convivenza, empatia e adattamento.

RYAN MCGINLEY - GALLERY - NEROSPINTO 4

Il sublime domina tra le opere in mostra ed insieme a lui una muta musicalità che, insieme alle atmosfere ricercate e ai colori della natura circostante i soggetti, rende le fotografie di Ryan McGinley molto più simili a dei dipinti di un romanticismo contemporaneo. Il giovane fotografo trova ispirazione nel mito del “Buon selvaggio”, direttamente connesso all’opera filosofica ed illuministica di Rosseau; nelle istantanee in mostra, l’uomo, nudo ed inerme, si relaziona con l’ambiente circostante con leggerezza, istintività, fino ad armonizzarsi e quasi mimetizzarsi con esso.

La mostra “RYAN McGINLEY - The Four Seasons”, realizzata anche grazie al supporto di Team Gallery e Galerie Perrotin, fa parte di una serie di temporanee in onore di Arturo Toffetti. L’esposizione è inoltre accompagnata da un approfondito catalogo, con testi editi da Cory Arcangel, Andrew Berardini, Giacinto Di Pietrantonio, Luca Panaro, Stefano Raimondi, Sara Fumagalli e Valentina Gervasoni, quest’ultime anche curatrici dell’intero volume.

Francesca Bottin

RYAN McGINLEY - The Four Seasons fino al 15 maggio 2016 presso GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo

mar-dom: ore 10:00-19:00 gio: ore 10:00-22:00 lunedì chiuso

Ingresso (valido per tutte le mostre in corso): Intero € 6,00 / Ridotto € 4,00

 

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Milano rinasce grazie alla musica elettronica. La stazione dismessa di Porta Romana, un’area di 10.000 metri quadri nel cuore della città trova una nuova vita grazie al progetto culturale di stampo internazionale Social Music City. In occasione di Expo Milano 2015, Social Music City diventa un festival della durata di 6 mesi in cui si darà spazio alle contaminazioni tra i grandi movimenti artistici e culturali internazionali con l’obiettivo di sostenere politiche concrete di sviluppo sociale delle aree urbane dismesse. Social Music City fa parte del progetto Expo in Città creato dal Comune di Milano e la Camera del Commercio di Milano insieme ad Expo Milano 2015.

Gli imperdibili concerti più vicini sono:

1 giugno FatBoy Slim

14 giugno DJ Ralf Carola Pistauro Simian Mobile Disco Pisetzky B.Converso

Ma seguite il nostro Magazine per tutti gli aggiornamenti!

 

Social Music City Viale Isonzo 11 – 20135, MI

Per maggiori info Facebook: https://www.facebook.com/publicdancefloor?fref=ts Sito: http://www.socialmusiccity.com/smc-milan/

 

Lunedì 1 giugno Social Music City, la manifestazione che trasforma gli spazi urbani in una vetrina interamente dedicata al panorama elettronico internazionale, ospita Fatboy Slim, uno dei più famosi e rinomati beatmaker e produttori discografici britannici che, con uno stile che mescola perfettamente hip hop, breakbeat, rock e R&B chiamato big beat, ha contribuito ad impreziosire la storia delle arti elettroniche.

Ad aprire la serata, che si terrà all'interno dell'ex scalo ferroviario di Porta Romana a Milano, sarà il produttore e dj italiano Lele Sacchi. Subito dopo Fatboy Slim, conosciuto anche con il nome di Norman Cook e The BPA (acronimo di The Brigthon Port Authority), farà scatenare tutti con il suo sound che da oltre 20 anni è amato ed apprezzato in ogni parte del globo e, anche stavolta, promette di emozionare e far ballare tutti i presenti.

Clicca qui per le Prevendite online 

INFO:

Ex scalo ferroviario di P.ta Romana - viale Isonzo 11, Milano

www.socialmusiccity.com

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Grandi ospiti in casa Cannibale. Sabato 22 novembre al Tunnel Club di Milano arrivano i Groove Armada, famosissimo duo elettronico proveniente da Cambridge, Inghilterra.

 

Nati nei primi anni Novanta a Londra, forse uno dei luoghi e periodi di massimo splendore dell’electro music, hanno assunto il loro nome da una discoteca di Newcastle visitata agli esordi. Nel 1999 lanciarono il loro singolo d’esordio “I see you baby”, primo esempio del poi-famoso “Groove Armada Style”.

La leggenda narra che un ex componente della band inglese anni Ottanta The Housemartins, Quentin Leo "Norman" Cook, si accorse della traccia e ne produsse il remix. Difficilmente questo nome dirà qualcosa, perché la persona è meglio conosciuta con il suo nome d’arte, Fatboy Slim.

È l’inizio di una scalata al successo che li porta ad esibirsi nei più grandi locali del mondo, dal Fabric di Londra al Twilo di New York. Iniziano anche le collaborazioni prestigiose, da ricordare soprattutto quelle con Sir Elton John e Madonna, che gli affida il remix del suo singolo Music.

 

Le Cannibale, in collaborazione con Tunnel Club e Tesla, offre la possibilità di assistere a un evento unico nel panorama italiano. Come sempre da quest’anno, le prevendite sono acquistabili sul circuito online Mailticket e consentono di saltare la coda all’entrata.

 

 

INFO

 

Groove Armada dj set

Tunnel Club

Via Sammartini 30. Milano

 

Liste, info, tavoli:

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Tel. 349 8941305

 

Prevendite salta-coda

Ho sempre pensato che sia la semplicità a caratterizzare le cose belle. Un progetto semplice funzionerà sicuramente, nella semplicità troviamo la sicurezza di un ottimo contenuto, perchè solo il vuoto ha bisogno di essere riempito. Lasciamoci quindi alle spalle i lustrini, i ricchi premi, le luci colorate e i vestiti sgargianti per parlare di musica. Questo articolo è il primo di una rubrica in cui andremo ad approfondire ogni settimana un artista diverso attraverso gli occhi, e soprattutto le orecchie, di Uabos, dj resident di Le Cannibale, serata del venerdì del Tunnel. Un modo diverso di approcciarsi alla musica, con la guida esperta di uno dei migliori dj di Milano.

Per questo primo appuntamento introduciamo il nostro ospite d'onore: Matteo Pepe, in arte Uabos, nasce a Milano a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, e fin da piccolo capisce che la sua strada sarà dietro a due giradischi e un mixer. Giovanissimo inizia a lavorare per le discoteche milanesi, dai magazzini all'allora gasoline, e nell'arco di pochi anni si ritrova ad aver suonato in praticamente tutti i locali della città. Se lo aveste sentito almeno una volta non vi verrebbe difficile capire il perchè abbia fatto tanta strada in così poco tempo.

Ricordo la prima volta che andai al Tunnel, ormai due anni fa, di venerdì ovviamente, la fama del posto già mi precludeva un giudizio imparziale e fomentato. Entrai nel locale pieno di speranze, a mettere dischi era proprio il nostro amico, in chiusura a Alexander Robotnick, ero arrivato troppo tardi per godermi il superguest, ma non mi importò molto perché il banchetto era comunque più che succulento con Uabos dietro la consolle. Mi conquistò con un remix di Enola Gay e Ny Lipps dei Soulwax, d'altronde il tocco di classe di riuscire a passare i CCCP tra pezzoni elettro-techno con una disinvoltura paurosa non poteva che lasciarmi esterrefatto.

uabos---1

E penso sia proprio la disinvoltura a renderlo un grande dj. Dimenticate i soliti Steve Aoki che saltano, sbracciano, fanno facce strane (e vien da chiedersi dove trovino il tempo per mettere a tempo i dischi) Matteo è serio, professionale, impeccabile. Sembra un chirurgo, chino su un ventre aperto, e con la mano sul fader da un colpo preciso, elegante, fa assaporare la nuova melodia e ritorna rapito alla cassa dritta, quindi non ti accorgi del passaggio in un mashup spontaneo, in un'unica onda sonora che assorbe il pubblico in visibilio.

Da quel giorno se mi chiedessero chi sia il migliore dj di Milano non avrei dubbi sulla risposta.

Conoscendolo, mi ha colpito moltissimo la sua modestia e onestà, pur avendo diviso la consolle con i più grandi nomi della musica elettronica internazionale, da Tiga ad A-trak, passando per The Hacker e Wolfang Flur, non ha mai fatto lo spocchioso o lo snob; un comportamento da apprezzare visto che nell'ambiente di solito si gioca a chi se la tira di più. Ma dietro quella timidezza apparente si nasconde un gigante di cultura musicale e tecnica.

uabos---2Cercando di sviscerare il suo iter musicale, appare chiaro che le influenze sono molteplici, dalla new wave più cupa in un'evoluzione naturale verso un'elettronica più disinvolta, passando per l'elettrofunk, il big beat, la drum 'n bass e la techno più elementare. Tra i suoi punti di riferimento troviamo Zombie Nation, piuttosto che Dopplereffekt e Legowelt, ma anche Purity Ring e Japanese Telecom, nomi che valgono come garanzia di una ricerca musicale magistrale, affinata in anni e anni di dischi e vinili. Immagino che ficcando il naso nelle sue borse porta cd si possa sentire l'odore di quegli anni a cavallo tra i novanta e i duemila, un misto di fumo, birra, sudore e speranza. Quando i club erano underground non perché faceva figo scriverlo su zero, e ci si andava a ballare per godersi la musica, unica protagonista, e non per farsi vedere con l'ultimo outfit griffato.

Ovviamente Uabos è anche produttore, nasce infatti come polistrumentista prima che dj; il suo primo progetto è il duo Say Dubai, nel quale, insime a Nobel (Francesco Bocchini), evolve il suo stile verso sonorità tropical bass e uk funk, non è un caso che i due vengano notati prima dal tedesco Malente, che pubblica il loro primo ep “Bum” per la sua etichetta No Brainer Rec, e subito dopo pubblichino un remix per Keith & Supabeatz uscito per Southern Fried (etichetta del leggendario Fatboy Slim).

saydubai_06Da quest'anno, i ragazzi di Le Cannibale dopo aver trovato (dicono quasi casualmente) nel computer di Uabos delle produzioni da solista, lo hanno convinto a iniziare un progetto parallelo. Nasce così una nuova esperienza dai toni più melodici, quasi un misto tra triphop e breakbeat, un progetto al naturale, senza guardare in faccia a nessuna moda o tendenza.

-Faccio quello che mi diverte e che mi fa stare bene. - la dichiarazione del Pepe.

Con Need, il singolo uscito sei mesi fa, si apre una nuova stagione musicale che si sposta verso un'elettronica più concettuale, con ritmi meno incalzanti, ma non per questo meno valida, anzi: i tratti minimalisti che evolvono in qualcosa di più complesso tra drum machine, synth leggeri e midi sequencer, aprono le porte a un ep gustosissimo di cui possiamo assaporare la preview su soundcloud.

In attesa dell'uscita del nuovo ep da solista (di cui possiamo anticipare solo i 5 minuti di mix online) e dell'altro con i Say Dubai, previsto per gennaio 2013, possiamo goderci le sue performance ogni venerdì al Tunnel Club e leggere una retrospettiva/articolo/intervista su questo sito.

Vi lascio con il remix per Iori's Eye – Winter Olimpycs.

[soundcloud]https://soundcloud.com/uabos/ioris-eyes-winter-olympics?utm_source=soundcloud&utm_campaign=mshare&utm_medium=email&utm_content=http://soundcloud.com/uabos/ioris-eyes-winter-olympics[/soundcloud]

 

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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