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Dal 18 al 23 febbraio il Festival Collisioni porta nel Monferrato e nel Canavese i grandi cuochi europei per il Gastronomix. Un’iniziativa del Consorzio Vini DOCG Caluso, Carema e Canavese in collaborazione con il Consorzio Barbera D’Asti e Vini del Monferrato e con il Consorzio Riso di Baraggia.

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Domenica, 20 Aprile 2014 23:55

ESTATE 2014 @ Magnolia

Concerti, feste, eventi e molte altre sorprese: sono le caratteristiche dell’estate al Magnolia 2014.

 

Dal 30 Maggio al 14 Settembre tutti i giorni, mondiali compresi, il Magnolia, locale immerso nel verde a Segrate si riempie di eventi.

Più di tre mesi dove la musica dal vivo trova il suo regno ideale: sette giorni su sette di programmazione, due palchi open air, una pizzeria e friggitoria, sempre aperte senza un giorno di pausa per tutta l’estate, un’estate che al Magnolia inizia un po’ prima.

 

Il Magnolia offre l’occasione per passare del buon tempo ai margini della città, dentro un parco, vicino al mare di Milano, nel Circolo che resta aperto tutti i giorni, Ferragosto compreso, per dare sollievo alle sere calde, alle notti insonni e alle zanzare.

Il principale circolo Arci d’Italia, per numero di soci, dal 30 Maggio al 14 Settembre, si avvale della licenza di pubblico spettacolo e apre le sue attività a tutti, soci e non.

L’estate 2014 è caratterizzata da concerti di artisti internazionali.

Il programma estivo non fornisce solo musica ma anche la possibilità di assistere a tutte le partite del Mondiale di Calcio 2014, trasmesse su maxi-schermo.

 

Si inaugura con l’atteso Dj set dell'alfiere della techno berlinese, Fritz Kalkbrenner, vero guru della consolle, a conferma di un legame spirituale diretto con le notti d'Europa, e il live set del gioiello olandese Thomas Azier. Gli onori di casa li farà invece il nostro Lele Sacchi, dj e speaker radiofonico, e per l'occasione il Circolo Magnolia ribadisce la sua missione popolare, calmierando l'ingresso a soli 5 euro, senza i costi del tesseramento, sospeso per tutta la stagione estiva.

 

Tutta la stagione sarà visibile sul nuovo sito http://estate.circolomagnolia.it

 

Il Circolo Magnolia nel frattempo sta procedendo con il completamento dei lavori del progetto "Magnolia si fa in tanti", che ha visto il coinvolgimento dell'Università Bicocca, del Politecnico di Milano e dell'Accademia di Brera, oltre alla partecipazione diretta di 500 crowd-founders.

Tutte le info sul sitowww.circolomagnolia.it

 

 

CALENDARIO ESTIVO CONFERMATO

 

Venerdì 30 maggio: Fritz Kalkbrenner + Thomas Azier

Sabato 31 maggio: Nobraino

Domenica 01 giugno: Suuns + Samaris

Martedì 02 giugno: Ty Segall

Venerdì 06 giugno: Mi Ami Festival – Tre Allegri Ragazzi Morti, Brunori Sas, Paletti, Aucan e molti altri Sabato 07 giugno: Mi Ami Festival – Zen Circus, Lo Stato Sociale, Mellow Mood e molti altri Domenica 08 giugno: Mi Ami Festival – Le Luci della Centrale Elettrica, Marta sui Tubi, Pierpaolo Capovilla, Fast Animals and Slow Kids e molti altri

Martedì 10 giugno: We Have Band

Martedì 17 giugno: Turbonegro

Mercoledì 18 giugno: Au Revoir Simone

Mercoledì 25 giugno: SoloMacello Fest – Zu, Unida e molti altri

Martedì 01 luglio: Wolfmother + Deap Vally

Lunedì 07 luglio: The Afghan Whigs

Mercoledì 09 luglio: M Ward

Giovedì 10 luglio: Tune - Yards

Lunedì 14 luglio: UnAltroFestival – MGMT, Panda Bear, His Clancyness, M+A, Kuroma

Martedì 15 luglio: UnAltroFestival - The Dandy Warhols, The Horrors, Temples, Telegram, Foxhound

Mercoledì 16 luglio: Kodaline

Martedì 22 luglio: Jacco Gardner

Lunedì 28 luglio: Red Fang

Lunedì 04 agosto: Skid Row

Mercoledì 13 agosto: Converge

Venerdì 12 settembre: God is an Astronaut

 

 

Segnatevi in agenda i concerti imperdibili e concedetevi una piacevole pausa nell’oasi verde del Magnolia, il principale live club italiano!

 

INFO: ✎ Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ☏ 366 5005306 COME ARRIVARE: www.circolomagnolia.it/dove_siamo Orari Bus 73 da San Babila (ANDATA) http://orari.atm-mi.it/73_11804.pdf Orari Bus 73 da Aeroporto di Linate (RITORNO) http://orari.atm-mi.it/73_12926.pdf

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Sabato 5 aprile 2014 a Varese per tutti gli appassionati di design una grande mostra dedicata a Giorgio Caporaso: DREAMS ON THE MOVE - le mille anime dell’ecodesign.

Famoso designer e architetto, Caporaso ricopre con successo il ruolo di direttore del magazine Livingslife. La domanda che si pone da anni è come il design può rispondere alle esigenze di un mondo in trasformazione, con i suoi nuovi problemi e le future necessità. La risposta è una sua personale interpretazione, un perfetto connubio tra ecosostenibilità e bellezza.

Fin dagli esordi il direttore si interroga su come un oggetto necessario per vivere possa rispettare la natura e interpretare allo stesso tempo le esigenze dell’uomo contemporaneo. Dopo aver presentato l'anno scorso i frutti del suo percorso creativo e progettuale nella mostra "Sogni di cartone - la sostenibile leggerezza del design", evidenziandone in particolare l’uso interessante del cartone, torna quest’anno ad affrontare il tema della qualità che abbraccerà il futuro, attraverso la mostra a cura di Nicoletta Romano che si svolgerà presso Villa Recalcati a Varese. L'inaugurazione sarà sabato 5 aprile alle ore 17.00.

L’architetto riporta il tema del design ecosostenibile con l’entusiasmo di chi desidera esprimere il proprio pensiero per proporre un confronto di crescita collettiva e personale. La nuova esposizione sviluppa i concetti fondamentali del cambiamento degli stili di vita della popolazione, dell’armonia con l’ambiente e della ricerca estetica, attraverso la visione dei molteplici aspetti che fanno del suo design qualcosa di unico. Seguendo questa intuizione, DREAMS ON THE MOVE - le mille anime dell’ecodesign sviluppa un percorso di ricerca su forme e materiali, volto a trovare soluzioni adatte alla variabilità della vita e a sfidare il tempo. Tutti gli oggetti e gli arredi sono tanto versatili da essere modificabili nelle nostre mani, oltre che arricchiti da giochi di texture.

L’uomo può essere il diretto protagonista del cambiamento, attraverso un intervento nella gestione dei propri spazi e dei propri oggetti, che possono così accompagnarlo nella vita e modificarsi insieme a lui, questo il pensiero di Caporaso. Quest'ultimo propone un design che vuole liberare l’uomo dalle mode, dandogli la possibilità di essere protagonista della propria vita e del cambiamento.

Le opere d'arredo che saranno esposte all'interno della mostra sfruttano materiali naturali, riciclati, riciclabili, anche trattati in modo innovativo, grazie alla collaborazione con Filtrinext, divisione di NextMaterials, Spin Off del Politecnico di Milano. Non solo, anche allestimenti particolari in grado di suggerire l'approccio interattivo con gli oggetti progettati dall'architetto e concepiti per svelare le loro possibilità di trasformazione.

Indira Fassioni

INFO:

"DREAMS ON THE MOVE - le mille anime dell’ecodesign" - Villa Recalcati, Piazza Libertà 1, Varese

5 – 27 aprile 2014

martedì – domenica dalle ore 15.00 alle ore 18.00

Inaugurazione sabato 5 aprile ore 17.00

Seguirà buffet

Servizio navetta gratuito Milano – Varese e ritorno

tel. 02.34530468

www.lessmore.it

 

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Sabato, 05 Aprile 2014 12:42

The Secret Gardens - URBAN DECORATION

L’arte si nasconde in ogni angolo, anche quello in cui non guarderesti mai. Perché no? Anche in giardino! The Secret Gardens nasce, infatti, con l’idea di promuovere l’interazione creativa tra arte e natura. Gli spazi della   Fabbrica del Vapore di Milano, in occasione del Salone del Mobile 2014 (8 – 13 Aprile), si aprono e vengono reinventati, in questa chiave, da artisti e landscape designer invitati da MacchinazioniTeatrali e Laboratorio Alchemico. Questi professionisti hanno accettato la sfida e cercheranno di dialogare con la natura del luogo rispettandola ed arricchendola.

Le aree interessate dagli interventi saranno lo spazio di MacchinazioniTeatrali, il giardino d’ingresso di via Luigi Nono 7, l’ampio giardino di via Luigi Nono 9 e tre interventi nella piazza principale della Fabbrica in via Procaccini 4.

Uno dei fili rossi di questa manifestazione sarà sicuramente, come detto, il dialogo tra spazi aperti e spazi al chiuso e l’utilizzo di materiali anche particolari quanto più possibile in linea con la poetica e la creatività degli “artisti” invitati.

L’esperienza proposta, all’insegna della natura, dell’estro, dell’invenzione e del design, trova compimento negli spazi di MacchinazioniTeatrali, un cui si potrà assistere alla creazione di alcuni desktop gardens, sofisticati giardini da tavolo in cui arte e green design si fondono. La presenza del professor Hal SOWA Ph.D che porterà, dal Giappone alcuni dei suoi lavori che, per l’occasione, verranno reinterpretati da alcuni artisti italiani.

Un momento dal respiro internazionale di riflessione sullo spazio, di contatto con la natura e con l’arte. Da non perdere! Un progetto di MacchinazioniTeatrali e Associazione Culturale Laboratorio Alchemico

Posti di vista 11* | Fabbrica del Vapore | Fuorisalone Milano Design Week 2014

8 – 13 aprile 2014

Orario 10.00-22.00

Opening 8 Aprile 2014, ore 18.00

Fabbrica del Vapore, via Luigi Nono 7 e 9 + via Procaccini 4, Milano

 

 

Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 3498452986; laboratorio alchemico.com

 

Artisti

Sonia Barrett, Patrizia Bonardi, Giulio Calegari, Barbara Crimella, Giulio Crosara, Pietro Finelli, Marta Fumagalli & Riccardo Pirovano, Akino Iida, Kazumi Kurihara, Kazuhiro Kusaki, Mauro Lovi, Roberta Lozzi, MacchinazioniTeatrali (Barbara Chinelli & Franco Quartieri), Luca Mannino, Antonio Marciano,  Kubota Masakazu, Atsushi Shiomi, Jano Sicura, Hal Sowa Ph., D Satoru Tabata (Enzo), Eriko Tamai, Fabio Volpi a.k.a. Dies

Organizzazione Nila Shabnam Bonetti e Barbara Crimella

Grafica Sara Massah

Fotografie Giulio Crosara

Partner e sponsor:  Associazione Sunugal, UNICEF, Legambiente, Coges, Pervinca, Cascina Biblioteca, Hortus Contemporaneo, ILLVA Saronno, Quercetti – Giocattoli Educativi, Loretoprint

Pubblicato in Cultura

Nerospinto è cultura a 360 gradi, è sguardo sul mondo e sulle tendenze, attento ad ogni cambiamento e trasformazione in atto e, nel suo spirito “cosmopolitartistico”, non poteva non raccontarvi di “God Save The Green”, film documentario prodotto dall’emiliana Mammut Film e distribuito dalla Cineteca di Bologna, con un fitto calendario di proiezioni in circuiti indipendenti.

 

Associazioni culturali, cineteche e amministrazioni pubbliche stanno ospitando in queste settimane l’ultimo lavoro dei filmakers Michele Mellara e Alessandro Rossi, attivi da un ventennio sul fronte del documentario (e non solo), che ci portano in giro per il mondo – Marocco, Brasile, Kenya, Germania e Italia – in una perfetta fusione di realtà e di estetica dell’immagine, in una dimensione insieme poetica e conoscitiva.

 

La terra, nuda e nera, pronta ad accogliere i semi per riempirsi e riempire di verde città, villaggi, persino terrazze metropolitane: da questo punto di partenza - denominatore comune di una ricerca scientifica prima che artistica, portatrice di contenuti con un linguaggio diretto e antididascalico - i personaggi incontrati rivelano come sia ancora possibile guardare in basso, uscire dalla logica dei centri commerciali, dalla povertà e dalla dittatura del cemento semplicemente coltivando la terra.

 

Un nuovo modo di stare insieme, di condividere tempo e spazi ma anche di guadagnare, inventandosi nuove tecniche di coltura a costo zero, come è successo alle donne di Teresina, in Brasile, felici di dedicarsi insieme alla produzione di nuovi ortaggi, in una valorizzazione dell’ambiente che diventa anche riqualificazione sociale.

Sulla stessa lunghezza d’onda si viaggia a Berlino, dove può succedere di trovare gruppi di cittadini chini sul terreno per curare le piante disseminate in uno spazio comune, dove tutti possono essere parte di un orto dai confini urbani, esperienza che anche in Italia si sta facendo largo negli ultimi anni da nord a sud, riscoprendo un valore in via di estinzione in contesti cittadini, laddove le nuove generazioni scoprono frutta e verdura tra le corsie dell’ipermercato perdendo sapori, odori e sensazioni di antichissima tradizione.

 

Ma in Italia, nel pieno centro di Torino, c’è chi ha sfidato qualunque legge agronomica e ci mostra in tutto il suo splendore un giardino pensile pieno di colore, invasione di campo positiva nelle strette maglie urbane. E c’è chi si spinge addirittura oltre, come Franziska, che a Berlino scatena una guerilla a suon di fiori con il pacifico obiettivo di portare il bello dove regnano sterpaglie e abbandono.

 

Il cambiamento è in atto, è possibile insomma, ad ogni latitudine, basta solo guardarsi intorno e soprattutto guardare in basso, scendere dagli ascensori e dalle scale mobili dei Supermalls per riconquistare la terra, perché “God Save The Green” è storia di tutti, o almeno aspira a diventarlo, contaminando pensiero e azione.

 

Per il calendario delle proiezioni e per altre informazioni sul film è visitabile il sito web ufficiale http://godsavethegreen.it/italiano/.

 

 

Pubblicato in Cultura
Venerdì, 22 Marzo 2013 13:00

Il rituale dei sensi: la cerimonia del tè

Il pensiero comune ci induce ad associare la cerimonia giapponese del tè ad una pratica antica, di valenza prettamente estetica; un rito composto ed elegante che ha fatto il suo tempo e piacevole da osservare.

In realtà, nella terra del Sol Levante, la condivisione di una profumata tazza di tè è un'usanza ancora fortemente radicata e assume precisi connotati simbolici e filosofici, soprattutto se inserita nel più complesso contesto cerimoniale.

Il tè fu importato in Giappone dalla Cina dai monaci intorno al VI Sec., insieme al buddismo, e il suo impiego accompagnava le meditazioni, infondendo vigore. Nei riti in onore di Buddha, l'assunzione di tè era intesa come “illuminazione”, il risveglio al quale i buddisti aspirano.

Un mercante, Sen no Rikyu, decise di codificare il rito zen in una cerimonia ben definita, per rendere possibile alla gente comune uno spazio di condivisione, fondato sulla preparazione e il consumo della bevanda, volto alla ricerca di un senso di pace.

Il rituale si basa su pochi semplici dettami: può svolgersi alla presenza di un numero massimo di cinque individui (amici, familiari o ospiti di prestigio), i presenti devono predisporre il proprio animo alla condivisione e al raggiungimento di un senso di pace, oggetti e individui devono disporsi in modo da creare un ambiente armonico.

 

La cerimonia del tè si svolge nella cosiddetta stanza del tè (cha shitsu), un angolo dedicato all’interno di un’abitazione o, nel caso delle antiche dimore tradizionali, parte di una costruzione apposita, la casa del tè (sukiya).

La stanza si caratterizza per la sobrietà e l’essenzialità: la quasi totale assenza di mobili ed i materiali umili (paglia e legno) richiamano un senso di purezza e soprattutto la dimensione del vuoto, cui la meditazione zen aspira, lasciando spazio al pensiero, alla contemplazione che allontanano ansie e i richiami alla materialità della vita quotidiana.

Prima di entrare nella casa del tè, gli invitati devono attraversare il roji (il giardino del tè), per predisporsi ad un contatto più diretto con la natura e fare in modo che, all'ingresso, l’animo si sia già placato.

 

Al centro della stanza è posto il braciere sul quale scaldare l’acqua: intorno ad esso si dispongono ordinatamente coloro che intervengono alla cerimonia. Durante l'assunzione e la preparazione della bevanda, i presenti assumono la tipica seduta giapponese perché, nel predisporsi ad accogliere la serenità, non deve mancare il rispetto per le persone presenti e per la loro meditazione.

Sen no Rikyu decretò, infatti, che colui che partecipa alla cerimonia deve entrare in possesso di 4 virtù: armonia, rispetto, purezza e serenità.

In ottemperanza alla prima virtù, all'interno della stanza sono volutamente convogliati i 5 elementi base della concezione dell'universo: il legno (degli utensili e della stanza); il fuoco (del braciere); la terra (le tazze in ceramica), il metallo (il bollitore); l'acqua.

 

La cerimonia del tè può avere una durata variabile: dai pochi istanti di un incontro fugace, può prolungarsi sino a 4 ore e sebbene si componga di fasi definite, essa di delinea come un lento flusso in cui attese, conversazioni e degustazioni si alternano piacevolmente.

I 3 momenti principali che la compongono sono: il kaiseki, intervallo durante il quale gli invitati consumano un pasto leggero in attesa che l'ospite predisponga la stanza del tè; il goza iri (fase del tè denso), in cui viene servito il koicha (tè grossolano); l'usucha, in cui viene servito un tè più fine. Come già detto, gli invitati possono usufruire del tempo che ritengono necessario per rinfrancarsi.

 

Durante la cerimonia, ognuno dei 5 sensi assume una valenza primaria e viene coinvolto da differenti sensazioni:

il gusto: in base al tipo di tè servito, cambia il modo di berlo e assaporarlo. Gli stimoli che pervengono sono differenti, così come le sensazioni suscitate: il koicha viene servito in una sola tazza, che viene offerta prima all’ospite di maggior rilievo il quale ne beve un sorso, si sofferma ad assaporare il tè, quindi la porge alla persona accanto che farà lo stesso. Il senso di condivisione è molto forte. L’usucha viene invece servito in tazze singole, sorseggiato brevemente per 2/3 volte, quindi si procede con un più ampio sorso per abbeverarsi e abbandonarsi alla quiete.

l'olfatto: prima di bere sia il koicha che l'usucha, i presenti ne aspirano il profumo (più intenso nel primo, dolce nel secondo), pregustandone il sapore: l'aroma che li pervade preserva lo stato di pace. Prima di lasciare la stanza, se gradiscono, gli invitati possono odorare un'ultima volta le tazze per portare con sé il ricordo delle sensazioni provate.

la vista: continuamente stimolata, assume un ruolo importante per favorire la costruzione di un'armonia interiore. Sin dal roji, gli invitati si rapportano con un ambiente che richiama una natura semplice ed incontaminata. Giunti all'interno della stanza del tè, l'aspetto essenziale, unito ai sobri ed incantevoli decori, come gli ideogrammi alle pareti e l'ikebana (composizione floreale simbolica), accolgono uno sguardo alla ricerca di quella bellezza che si vuole vedere riflessa nel proprio animo.

Lo stesso colore del tè è determinante: solo quando il verde della bevanda avrà il tono della "giada liquida", questo sarà pronto per essere servito e ammirato.

l'udito: la scansione del tempo durante la cerimonia è dettata dal suono del gong, le cui vibrazioni risuonano sin nel profondo dei presenti.

Una volta all'interno della cha shitsu, le conversazioni vengono abbandonate sino al momento in cui il tè sarà servito, il silenzio avvolge la sala e l'assenza di suono si tramuta in un condiviso stato di serenità e meditazione.

il tatto: l’ingresso nella sala del tè avviene carponi: questo implica un contatto ed una prima conoscenza dell’ambiente e dei materiali, con i quali entrare maggiormente in sintonia; inoltre, sfiorare con le labbra la medesima tazza porta ad avvertire una maggiore empatia con le persone nella stanza. Per concludere, il metodo corretto di sostenere la tazza e portarla alla bocca implica che entrambe le mani vi aderiscano completamente, in modo che il calore irradiato venga completamente assorbito dalla persona.

Ciò che ad un osservatore distaccato appare come un coreografico susseguirsi di gesti e posture, in verità è un metodico percorso per predisporsi al meglio ad un momento più solenne e profondo, uno stato di armonia in cui l'individuo è coinvolto nella sua interezza e nel suo relazionarsi con l'ambiente.

Porgere una tazza di tè è molto più che un gesto di cortesia: è un invito a condividere un luogo, un tempo, un sentire interiore.

Pubblicato in in[sano]

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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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