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La chimera è fonte di diverse interpretazioni: rappresenta figure fantastiche, mitiche o grottesche, creature ibride che possiedono gli attributi di diversi animali, ma allo stesso tempo anche sogni, desideri irrealizzabili e utopie. Chimera è l’incontro di 30 artisti francesi e italiani che appartengono a diversi panorami artistici contemporanei quali il lowbrow, il pop surrealismo, la street art e il mondo del tattoo. C215, Eric Lacombe, Veks Van Hillik, MrDjub per la Francia e Saturno Buttò, Diamond, Sicioldr, Lucamaleonte per l’Italia sono solo alcuni degli artisti che, attraverso le più svariate tecniche, rappresentano la visione di questo tema ricco di simboli.

Questi i nomi degli artisti esposti: Albane Simon, Alexandre Nicolas, Anne-Marie Cutolo, Aurore Lephilipponat, Bafefit, Beatriz Mutelet, Claudia Ducalia, C215, Delphyne V, Diamond, Eric Lacombe, FrédéricVoisin, Jean François B., Koralie, Isabelle Vialle, Layral, Lucamaleonte, Marc Socié, Michele Guidarini, MrDjub, Murielle Belin, Neirus, Nicola Alessandrini, Paul Toupet, Rocco Lombardi, Saturno Buttò, Sicioldr, Steve Taniou,Trëz, Veks Van Hillik.

Giovedì 26 novembre, dalle ore 19:30, si terrà il vernissage, arricchito dalle performances di Sebastien Layral, Aurore Lephilipponat e Jean Francois B. Il set acustico sarà a cura di Simone Salvatori con la band Spiritual Front.

CHIMERA Orari: Martedì – Venerdì 13.00 - 19:00, Sabato 10:00 - 14:00 Institut Français Centre Saint Louis Largo Toniolo 20/22 – Roma Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.ifcsl.com

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Abbiamo incontrato negli studi di Indihub Jena per un intervista, un rocker da corsa.

Giovedì 26 marzo 2015 presso The Format Gallery verrà presentata The Format Follow - The Final Show, tappa finale del "Call For Artists", iniziativa indetta per individuare venti nuovi artisti caratterizzati da una produzione artistica con un alto livello di ricerca e sperimentazione, senza limitazioni di linguaggi e tecniche.

Quello di quest'anno è il secondo “Call For Artists”, chiamata fortemente voluta dalla galleria, in quanto l'associazione culturale The Format ha sempre individuato nella ricerca e nella sperimentazione nelle Arti il miglior mezzo per aiutare il progresso della collettività e superare la crisi formativo - riflessiva attualmente in corso.

I 20 artisti sono stati selezionati nel corso del 2014, e si è proceduto mensilmente a selezionare due artisti alla volta, e sono stati di mese in mese pubblicati sul sito e sui social della galleria.

Ecco i protagonisti: i dipinti di Anna Capolupo, Valentina Daga, Liana Ghukasyan, Francesco Liberti, Lucas Memmola, Rashid Uri, Marco Useli, Marta Vezzoli; le installazioni di Bianconiglio, Maria Barbara De Marco, Luka Moncaleano; le fotografie di Giulia Bersani, Fabrizio Bellanca, Ivan Divanto; le sculture di Francesco Ardini, Sonia Elizabeth Barrett, Flavio Tiberio Petricca, Carla Rak, Mahnaz Seyed Ekhthiary, Valerie Telesca.

 

26 Marzo - 18 Aprile 2015

The Format Follow - The Final Show

Vernissage 26 Marzo 2015 ore 18.00

 

Orari Martedi - venerdì: h 16.00 - 19.00 o su appuntamento

The Format - Contemporary Culture Gallery Via G.E. Pestalozzi 10, intero 32 - Milano Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / www.theformatgallery.com

 

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E’ un appuntamento che si rinnova anno dopo anno conquistando sempre più importanza. E’ Pitti Immagine Uomo, la più grande fiera internazionale di moda maschile che viene inaugurata oggi a Firenze: composta da dodici sezioni e più di mille marchi che presentano le loro novità per le prossime stagioni, il salone sarà contorniato da moltissimi eventi fashion che promettono scintille. Dal 18 al 21 giugno la città toscana sarà il centro di riferimento delle nuove tendenze in campo maschile.

Si parte già oggi con una sfilata di giovani emergenti deisgners sostenuta da Polimoda che proporrà 800 outift in un unico defilè . La moda attraverserà tutta Firenze nel vero senso della parola, infatti sempre oggi verro inaugurato uno stand in Piazza Santa Maria Novella riguardante il lino in tutte le sue sfaccettature: ci saranno un casco da moto, sci, una bicicletta, una poltrona, una valigia, una tavola da surf, illuminazioni urbane, una sedia e anche scarpe da tennis e una marinara. Sempre lino, lavorato eccellentemente dai filatori, da toccare, scoprire. Un’esposizione di foto di più di 40 inediti di Sébastien Randé mostreranno l’intera filiera.

Pitti guarda anche al futuro, e quest’anno l’obiettivo punta alla Turchia, di cui verranno presentati i modelli di sette designers proveniente dallo stato ospitato.

La ricerca di nuovi talenti da far emergere nella moda è uno dei punti fermi da sempre per Pitti, e anche quest’anno infatti diversi saranno gli appuntamenti che vedranno i giovani alle prese con sfilate per darsi conoscere ai nomi più importanti del panorama internazionale. Uno dei momenti clou sarà la premiazione del vincitore del concorso “WHO IS ON NEXT? UOMO”per la ricerca di nuovi talenti organizzato in collaborazione con Altaroma e l’Uomo Vogue.

Una settimana di sfilate, incontri, vernissage e chi più ne ha più ne metta per incontrarsi e vedere, toccare, sentire la moda che ci aspetta.

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Sabato 25 maggio alle ore 19.00 Ohibò presenta Vernissage & Aperitivo, durante il quale verranno presentate le tavole grafiche 'Corvo rosso' illustrate da Danai Athanasoula.

Dalle 22.30 partirà Basement, l'Opening act la sindrome della morte improvvisa:

BASEMENT #1 Il Cielo sotto Milano non è tutta pastelli e acquerelli. Tutto ciò che è più cupo da oggi avrà uno spazio nuovo, tutto suo. Nasce BASEMENT, e per la prima volta l'Associazione Culturale Ohibò scenderà nel sottosuolo insieme ai judA e i NiCE. Chissà chi riuscirà a risalire...

La sindrome della morte improvvisa è schizofrenia grezza, aggressiva e malinconica, cinica e commovente, costruita su sè stessa intorno al perno del proprio istinto. Il coraggio di testi in italiano che sfiorano a un tempo lo scabroso e l'infinito. E' il tragico messo in musica con un ghigno beffardo e una lacrima nascosta. Il gruppo ha appena presentato il primo EP al Bloom di Mezzago; dalla Brianza a Milano il passo è breve.

L'appuntamento è al Circolo Ohibò in via Brembo angolo via Benaco

Evento: https://www.facebook.com/events/363907043708924/?fref=ts Evento: https://www.facebook.com/events/631283200234653/?context=create

Info: http://www.associazioneohibo.it/

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Non è più mia intenzione consumare ogni singolo evento per poi risputare a casaccio i nomi di coloro che erano presenti, magari in ordine gerarchico. In una città in cui il presenzialismo è la regola occorre una netta presa di posizione al ribasso.

Non è snobismo, è una costatazione del tempo che ci troviamo a vivere. Il privilegio di poter partecipare ai cosiddetti eventi - ai vernissage, alle iniziative, ai drink, alle inaugurazioni - è in realtà una gabbia che ci tiene costantemente prigionieri nell’ obbligo, spirale viziosa, di dover dire di sì al tizio taldeitali o non deludere la PR del caso.

Il presenzialismo è una malattia e io ne sono stato contagiato per lungo tempo. Ho avuto la fortuna/sfortuna di nascere nella città “presenzialista” per eccellenza. Milano, nel lavoro come nel tempo libero, continua a essere una città che coagula “le solite facce nei soliti posti”. Vivere costantemente nella proiezione di un mondo fatto di pubbliche relazioni e di eventi. A maggior ragione se fai il giornalista, se devi costantemente tenerti aggiornato sulle novità che ci sono in giro.

Una condanna, specie se poi non ci trovi un effettivo guadagno, né un reale arricchimento culturale. Dunque cosa rimane? Cosa fare quando i tuoi paradigmi, le tue priorità cambiano? Ricominciare? O ri-buttarsi nella spirale dell’entertainment per acquisire contatti utili al cambiamento?

Capite che può essere una spirale senza fine. Forse è meglio guardare alla finestra questa città con un occhio disincantato. Perché si ci si consuma ogni giorno che si ripetono le stesse cose, che si ci si affanna verso le stesse mete. Quindi amici PR, non prendetevela con me, ho solo iniziato a spezzare le catene che ci uniscono. Non è colpa vostra, lo so. E’ inevitabile che prima o poi ci si stanchi, si abbia voglia di altro, di fare qualcosa che comporti nuove sfide.

E come sarebbe bello se la mia città cambiasse con me, cambiasse il suo paradigma di socialità e di aggregazione. Negli anni ’90, periodo in cui ero adolescente, ci si riuniva per gruppi di affinità. Divisi, ma uniti, la piazza era il nucleo aggregativo che ci uniformava. Crescendo hai bisogno di rapportarti ad un modello vincente, di avere la situazione sotto controllo e dire sempre SI.

E dunque mi piacerebbe osservare Milano da lontano, come quella serie di incontri che si tengono con cadenza mensile all’Informagiovani, “Milano vista da lontano”, dove lo sguardo lucido appartiene a persone che a Milano ci passano, la vivono e poi ripartono per altre mete, arricchendo quello sguardo disincantato che ti permette maggiore lucidità.

D’altronde se la vera libertà e poter scegliere dove vivere io avrei deciso: Milano per lavorare, altrove per vivere. E se si potesse vivere a Milano? Quelli della mia generazione se lo chiedono da tempo, e spesso non trovano una risposta.

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La Regina Elisabetta II incontra l’intramontabile attrice inglese Joan Collins in occasione di un Vernissage nel Regno.

Insieme contano 165 anni (86 la prima, 79 la seconda) e sono bellissime in questa coreografia plastica.

Gli abbinamenti, per chiunque e ovunque improbabili, in questo caso risultano coerenti e armonici: i capelli cromati della Regina con l’abito, le rughe del vestito dorato dell’attrice con la sua stessa pelle.

Un unico dubbio si insinua: che ne sarà stato del femore di Joan Collins dopo questo slancio in sforbiciata? Chissà.

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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