CHIAMACI +39 333 8864490

|||

 L'Oréal crea, in collaborazione con Samsung, l'11 luglio 2016, una giornata in cui racconta e mostra i vari e interessanti progetti a cui sta lavorando.

Ebbene si, sono un inguaribile razionalista che pensa e vorrebbe sempre dimostrare in modo oggettivo a cosa serve cosa.

Essere spirituali e cercare nelle culture esotiche qualcosa che pensiamo possa mancare nella nostra educazione e cultura di provenienza non esclude sicuramente il voler essere analitici e voler comprendere appieno di cosa si stia parlando o cosa si stia facendo.

Ovviamente non si può pretendere di vedere i risultati subito, in quanto discipline come lo Yoga, la meditazione, ecc. agiscono piano piano riportando potenti risultati nella nostra vita.

 

Il nocciolo della questione, e del mio articolo, è questo: ma quali sono i risultati che si ottengono?

 

Disciplina. Sicuramente lo Yoga aiuta molti di noi ad avere disciplina e costanza nel mantenimento della pratica. Coltivando questa qualità sarà più facile applicarla anche nella vita quotidiana e nelle attività che normalmente svolgiamo. La disciplina nella pratica è estesa sia a livello esterno (corpo) che a livello interno (mente). Per una ragione che renderò molto semplice: se dobbiamo posizionare il nostro corpo in una Asana abbiamo bisogno che la nostra mente ci accompagni; per rendere possibili tutti gli allineamenti (tra busto, gambe, testa, collo e non solo) è necessario che la nostra attenzione interna sia massima. Ciò avviene con la disciplina che porta, di conseguenza, la capacità di osservare.

 

Osservazione. È un altro dono che possiamo portare fuori dalla sala di pratica. Partendo da noi stessi si osserva meglio tutto il contesto nel quale siamo immersi ogni giorno. L’osservazione Yogica non si limita solo a quella che noi normalmente ricolleghiamo al senso della vista, bensì coinvolge tutti gli altri sensi del nostro corpo come l’udito, il tatto e l’osservazione interiore, che ci permette di ascoltare cosa sta cambiando all’interno di noi stessi come sentire di avere un malore o sentire l’influenza (riporto casi molto pratici, ve l’ho detto!). C’è una pratica molto particolare che è chiamata Yoga Nidra, lo Yoga del sonno, la quale ci permette di entrare in un sonno consapevole prendendo coscienza man mano di tutte le parti del nostro corpo, a partire dall’esterno (pelle) per arrivare all’interno (organi, tessuti interni, muscoli) e ci insegna allo stesso tempo a rilassarci.

 

Il rilassamento lo porteremo con noi  anche fuori dalla nostra scuola. Perché? Bene, mentre leggete quest’articolo fate caso alle parti del vostro corpo che sono in tensione … non avrate mica le spalle un po’ tese?…o gli addominali tesi?…o la fronte aggrottata? O qualsiasi altra parte in tensione? Bene, anzi no, male. Le nostre tensioni si riflettono anche in questi gesti che compiamo inconsapevolmente, o meglio, pensiamo siano inconsapevoli ma sono solo automatici e non riusciamo a correggerli perché non siamo abituati ad osservarci. L'incapacità di rilassarsi sta diventando uno dei problemi in cima alla scala dei malori dell’uomo contemporaneo, in quanto porta spesso e volentieri a patologie psicologiche che si manifestano in attacchi di panico, crisi d’ansia, di respirazione, stress e quant’altro. L’insegnamento a rilassarsi è prezioso perché ci fa capire che gesti semplici, come portare l’attenzione al suono del respiro e lasciare andare i problemi e i pensieri, risultano ottimi rimedi per non cadere in nevrosi e tensioni quotidiane, arrivando a fine giornata, non dico come un fiore, ma non mandando a cagare qualsiasi essere senziente che vi si para davanti. Notate come anche la gente di prima mattina è già nervosa…non oso immaginare a fine giornata di cosa possa esser capace.

 

La dimensione temporale dello Yoga è il presente. Il presente è una dimensione divina, il passato è già andato e il futuro non è ancora arrivato.

Fissare la propria persona e mente nel presente ci rende più presenti, scusate il gioco di parole. Tante volte iniziamo a volare con i nostri pensieri tornando  al passato o proiettandoci nel futuro, sfruttando energie che potremmo impiegare con persone reali che ci sono accanto in questo momento e che invece trascuriamo perché assenti .

Lo Yoga aiuta anche a ritrovarsi esattamente dove si è, a mantenere una presenza anche nei mari in tempesta, a non cadere e annegare quando veniamo travolti. Allegoricamente questo concetto viene rappresentato dall’Asana chiamata Paripurna Navasana (La Barca) la quale fa mantenere uno sguardo rilassato e profondo (che rappresenta il mare quieto) in contrapposizione con l’enorme tensione che si genera nella parte basso addominale tirando su le gambe e il busto (il mare in tempesta). La barca rappresenta proprio questo: una nave stabile in un mare in tempesta che può esser rappresentato, oltre che dallo sforzo muscolare, anche dalle tormente dei nostri pensieri.

 

La stabilità ce la portiamo con noi nella vita quotidiana. Stabilità rappresenta equilibrio (e qui vi rimando al mio articolo “I sottili equilibri dello Yoga”), ma anche postura. Come stiamo in piedi e come sentiamo il peso distribuito su entrambe le gambe? E il nostro bacino? La corretta postura dona benefici sia a livello fisico che psicologico. Quanto siamo inversi quando abbiamo un torcicollo o male alla schiena? Pensateci.

Da quando faccio Yoga non ho più avuto tensioni al collo che mi portavano ad avere fastidiosi torcicolli la mattina dopo…persino quando dormo piegato come un origami.

 

Questi sono solo alcuni dei doni che possiamo portar via dalle nostre sale di pratica e, per chi non ne ha una, magari possono servire da stimolo per iniziare. Ogni corpo reagirà in modo diverso e con differenti tempistiche, ma è una scoperta che vale la pena sperimentare sul proprio corpo e sulla propria mente.

Alcuni risultati saranno assolutamente soggettivi e vi meraviglierete di cosa sarete in grado di osservare, calmare, amare, sentire, capire, udire…potrei continuare all’infinito. Vi auguro una buona scoperta!

 

Namasté,

Vittorio Pascale

Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano

Fondatore della pagina Fb: Yogamando

Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano

hai domande? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

E’ un dato di fatto che la parte più visibile dello yoga è costituita dalle posizioni in cui facciamo scivolare il nostro corpo: le Asana. O gli Asana: in sanscrito è un termine neutro. Si è deciso per convenzione che i termini neutri del sanscrito prendano il genere maschile in italiano; quindi, il modo accademicamente corretto sarebbe dire "gli asana", ma terminando in "a" viene molto naturale porre l'articolo al femminile, tanto più che i termini che servono a tradurre asana, posizione, postura sono tutti femminili.

Gli Asana sono un punto di partenza per raggiungere una qualità interiore diversa, ci insegnano a osservare con attenzione maggiore la muscolatura e il respiro, ma allo stesso tempo donano benefici all’interno del nostro corpo coinvolgendo positivamente alcuni processi fisiologici che il nostro corpo svolge quotidianamente. E’ una sorta di regalo che noi possiamo fare al nostro corpo e al nostro spirito. Per usare un insegnamento che ho ricevuto dal buddhismo posso dire con sicurezza che la nostra apparenza nel mondo materiale viene fortemente influenzata dal nostro universo interiore che, come un giardino Zen, perfetto e meticolosamente curato, si riflette di conseguenza nel nostro sguardo, nei nostri movimenti, nella nostra postura o modo di camminare.

Ovviamente si potrebbe scrivere un’enciclopedia sui benefici delle posizione yogiche. Come sappiamo, questa disciplina ha una storia millenaria e tutt’oggi continua ad esser studiata ed espansa con studi e ricerche sempre nuove. Qui di seguito un breve sunto dei regali che facciamo al nostro corpo con le Asana.

Digestione. I fattori nutritivi necessari ai tessuti sono costituiti da proteine, grassi, zuccheri, sali e ossigeno. Tutte queste sostanze sono trasportate ai tessuti dal sangue. Le prime quattro sono derivate dal cibo e dalle bevande assunte e la loro disponibilità dipende dalla quantità e qualità del cibo, ma anche dal potere di digestione e di assorbimento dell’apparato digerente.

Ecco che l’apparato digerente e quello circolatorio devono essere mantenuti efficienti affinché i tessuti possano ricevere un apporto adeguato di sostanze.

Tutti gli organi preposti alla digestione e assimilazione dei cibi sono contenuti nella cavità addominale, sostenuti in basso dal pavimento pelvico e su tutti gli altri lati da muscoli molto robusti. La natura ha provveduto al mantenimento del tono degli organi digestivi con un massaggio lieve e automatico 24 ore su 24. Tale massaggio tuttavia si esplica solo se i muscoli addominali sono forti ed elastici e le posizioni yoga preservano la forza e l’elasticità dei muscoli addominali producendo un massaggio forzato e vigoroso agli organi addominali.

È scientifico che i muscoli mantengono forza ed elasticità se sono sottoposti a esercizi di stiramento e contrazione.

Bhujangâsana (cobra), ardha-shalabhâsana (locusta), dhanurâsana (arco) sono ottimi esercizi di stiramento dei muscoli addominali anteriori e servono come esercizi di contrazione dei muscoli posteriori.

Yoga-mudrâ (sigillo dello yoga), pascimottânâsana (pinza), halâsana (aratro) contraggono vigorosamente i muscoli addominali anteriori e pongono i muscoli in una condizione di benefico stiramento.

Ciò che queste sei posizioni fanno per i muscoli anteriori e posteriori, vakrâsana (torsione semplice) fa per i muscoli addominali laterali; ardha-shalabhâsana (locusta) stimola direttamente il diaframma.

È dunque chiaro che gli âsana costituiscono un efficiente esercizio per tutti i muscoli addominali e li mettono in condizione di esercitare molto efficacemente il massaggio automatico dei visceri, mantenendoli nella loro posizione corretta ed evitando il rischio di prolasso e «sfiancamento» dei muscoli del pavimento pelvico.

Circolazione: il lavoro di trasporto dei nutrienti ai diversi tessuti è svolto dal sangue che circola nel corpo. Per evitare che il cuore (che è un muscolo) si atrofizzi è utile sottoporlo alternativamente a un aumento e a una diminuzione di pressione. Quindi anche un cambiamento pressorio all’interno della cavità ove è situato il cuore gli verrà trasmesso. Bhujangâsana (cobra), ardha-shalabhâsana (locusta), dhanurâsana (arco) determinano alternativamente un aumento di pressione sul cuore e così agiscono anche viparîta-karanî (mezza candela), halâsana (aratro), sarvangâsana (candela). Inoltre in queste ultime tre posizioni le vene si svuotano passivamente verso il cuore, senza la minima sollecitazione sulle loro pareti. Questo preserva e ristabilisce il tono venoso (chi soffre di vene varicose può trarre giovamento da queste posizioni).

Respirazione: i polmoni devono essere sani, i muscoli respiratori devono essere tonici, le vie respiratorie devono essere libere. Shalabhâsana (locusta) mantiene elastico il tessuto polmonare, mettendo in azione ogni alveolo e analogamente agisce parvatâsana (montagna sacra).

Sistema nervoso: in sarvangâsana (candela), halâsana (aratro), pascimottânâsana (pinza), yoga-mudrâ (sigillo dello yoga) la colonna si flette in avanti. Con bhujangâsana (cobra), ardha-shalabhâsana (locusta), dhanurâsana (arco) la colonna si estende all’indietro. In vakrâsana (torsione semplice), trikonâsana (triangolo), la colonna compie una torsione. La colonna vertebrale è l’involucro del midollo spinale, donde l’importanza delle posizioni che la sollecitano. Sono infatti molte le malattie connesse con il sistema nervoso: depressione, ansia, nervosismo sono il destino di molti occidentali. Una mobilizzazione di quest’asse, eseguita con dolcezza e una respirazione intelligente, assicura un ritorno progressivo all’equilibrio nervoso.

C’è un detto secondo cui la nostra età è quella che ha la nostra colonna vertebrale in termini di flessibilità ed elasticità. Eseguendo le posizioni yoga si permette alla colonna di svolgere tutti i movimenti necessari al mantenimento della sua elasticità e flessibilità.

 

Namaste, Vittorio Pascale

allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano studioso di Buddhismo tibetano fondatore della pagina Fb: Yogamando per domande @: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Uomo occidentale che sei cresciuto tra cristianesimo e chiese cattoliche; uomo contemporaneo che sei bombardato da immagini e stimoli ad accumulare sempre più per raggiungere un “benessere” effimero; uomo cittadino che abiti in una città come Milano dove l'apparenza sembra esser tutto e che magari lavora in tanti dei campi creativi dove pare ci sia bisogno di sgomitare per passare davanti gli altri. Tu, uomo del 2013, come mai hai scelto di fare yoga?

Si sa che alle volte gli opposti si attraggono. E tra questi annovero la felice unione dell'universo Occidentale con quello Orientale che dal 1968 si è fatta sempre più presente facendo diventare massiccio l'uso di parole come: yoga, meditazione, ayurveda, buddhismo, induismo, zen e quant'altro sia legato al mondo che si cela guardando “la mappa del mondo a destra”. Un uomo, ad un certo punto della propria esistenza, che sia a 20 30 40 50 60 o 70 anni, si sente saturo e pieno di insoddisfazioni capendo che c'è qualcosa che non va o che tutto ciò che ha non basta mai. O, ancora, che non ha la capacità di gioire, di vedersi all'interno e di scrutare i mostri celati all'interno di una stanza segreta del proprio subconscio...ma, lasciando il livello del proprio spirito, anche a livello fisico si vede sciatto e sgonfio come un palloncino ad elio lasciato troppo tempo al sole. Ecco qui che arriva una soluzione o tante soluzioni da mondi esotici che promettono la cura per questi nodi inestricabili. Tra questi rimedi vi è lo Yoga.

Nella maggior parte dei casi una persona è spinta dalla curiosità. Grazie al cielo aggiungerei. Perché? Perché, tra le tante qualità che l'uomo contemporaneo ha perso, quella di esser curioso resiste ancora: non saprei dire se per puro spirito di sopravvivenza animalesca (la curiosità porta a scoprire nuove strade per sopravvivere e sentirsi vivi) o semplicemente perché è un impulso che abbiamo e quindi lo assecondiamo. La curiosità per le culture lontane e che non ci appartengono ha sortito spesso un grande fascino in tutti noi: profumi, posizioni del corpo inusuali, nomenclature in lingue lontane sono così affascinanti da sembrare “cool” o trendy. Un po' come quando si parla del Buddha come se fosse più figo di Gesù. Cosa, a mio avviso, sciocca. Sono fermamente convinto che per amare lontano bisogna imparare prima ad amare da vicino e quindi amare e capire le cose che abbiamo a disposizione in Occidente. Curiosità e voglia di provare sono fondamentalmente i due ingredienti che avvicinano spesso le persone allo yoga.

Un'altra causa può essere il conoscere una persona che pratica Yoga o se ne interessa. Giusto ieri sera parlavo con una ragazza che mi diceva che vorrebbe provare una lezione di Yoga dato che il suo collega lo insegna: sottolineava il fatto che lo trova sempre in pace con sé stesso. Un vero e proprio sentimento di voler raggiungere lo stesso “status” di pace e serenità. Una voglia di scappare dal caos della propria mente e del mondo cittadino per voler ottenere lo stesso risultato. Ma, attenzione, tutti gli esseri umani sono diversi e le strade da intraprendere sono diverse e si adattano a tante tipologie di persone e di spiriti. Molte volte ho incontrato persone che hanno provato una lezione di Yoga che non era adatta a loro e pensano che alla fine il mondo yogico sia tutta una bellissima e affascinante messa in scena. Semplicemente la lezione che hanno provato non era nelle loro corde; alcuni lo capiscono altri, beh, se leggeranno queste due righe capiranno che magari devono cercare la propria strada Yogica tentando diverse strade (se l'interesse è davvero supportato da una forte voglia di cambiamento).

Il caso, oh il caso: le fatalità nel loro caos portano spesso frutti inaspettati nella propria vita facendo sbocciare in noi situazioni estremamente piacevoli o malevoli. La casualità nell'esser andato a provare lo yoga e essersene innamorati è una delle cause di inizio che preferisco. “Mi hanno invitato e senza pensarci su sono andato a provare...neanche sapendo cosa fosse”. Questo mi ha detto un amico pugliese che ha iniziato un lungo percorso che continua ancora oggi nella cultura dello Yoga e della meditazione. Morale della favola: non guardate le casualità con sospetto ma sappiatele accettare e osservarle per comprendere a fondo ciò che di bello hanno da darvi o la lezione che vi apprestate ad apprendere con una frustata.

Evoluzione: cercare un'evoluzione della propria condizione religiosa che sia cristiana, buddhista o qualunque altro credo. Yoga, ricordiamoci, deriva dalla radice sanscrita “yug”, che significa unire, legare insieme: cosa direte voi? Eh ditemelo voi vi dico io sorridendo! Potrei dirvi che per una persona religiosa lo Yoga unisce il corpo e la mente al divino: mediante la consapevolezza del respiro si è in grado di entrare in uno stato di coscienza che fa carpire meglio alcuni concetti come la nostra condizione divina e il nostro esser parte col tutto e quindi con Dio. Lo Yoga ci fa capire piano piano che siamo un'estensione della divina concezione in quanto mediante le Asana (posture) assumiamo le forme di tanti animali o oggetti dalla natura più umile a quella più elevata: in questo modo possiamo esser parte di tutte le opere d'arte del creato ma anche, per chi è un esteta, che possiamo raggiungere, mediante il nostro corpo e i nostri muscoli uniti al respiro, una qualità maggiore di benessere psicofisico.

Da non sottovalutare sono i media e internet che costituiscono un'ingente fonte di informazione sulle svariate discipline che arrivano da lontano. Da Wikipedia a Nerospinto, in cui affrontiamo determinati argomenti, una persona può attingere informazioni e togliersi alcune curiosità in modo silenzioso e discreto...senza scomodarsi a chiedere a qualcun'altro. Va comunque detto che molti scritti on line possono sviare o creare idee erronee nell'immaginario individuale. Quindi consiglio di saper cercar bene sulla rete oppure leggere i cari e vecchi libri stampati che ormai, con l'avvento dei tablet per la lettura, sono talmente Vintage da esser considerati trendy. Non mi stancherò mai di scrivere che bisogna provare, provare e ancora provare. La scrittura o la parola possono esser potenti strumenti di comunicazione ma alla fin fine sarete voi ad agire per creare nel vostro animo idee e concetti oppure sfatarli dicendo a voi stessi: ok quello che ho letto era un'assurdità.

Postura e riabilitazione: lo Yoga sta iniziando ad avere molta importanza anche in campo medico. Molti dottori consigliano per i problemi alla schiena oppure per riprendersi da brutti incidenti alle articolazioni delle lezioni di Yoga che, ovviamene, saranno studiante ad hoc per accompagnare al meglio il ciclo di riabilitazione del convalescente. Ed egli stesso si sorprenderà come, oltre ad un miglioramento fisico, vi si accompagnerà anche un crescente ottimismo nella guarigione e una calma che non ha mai provato prima; quasi un paradosso dato che, quando si ha un deficit, si tende sempre a risultare più nervosi e indisposti nei confronti delle altre persone. Voler anche correggere la propria postura diviene anch'essa una causa per l'inizio della pratica dello Yoga. Tra le cose che si sanno di più dello Yoga, vi è sicuramente il massiccio lavoro sulla correzione della posizione della colonna vertebrale nonché il fatto che molte Asana, anche semplici all'apparenza come Tadasana (la Montagna), riescono a far render conto all'allievo di tutti i difetti nella propria postura: dalle spalle allo sbilanciamento del peso su una gamba piuttosto che un'altra, dalla posizione delle spalle alla posizione della nuca troppo spostata in avanti o indietro.

Ultimo: spero che la prossima causa per farvi iniziare a fare Yoga sia io. (Risatina sotto i baffi).

Namasté, Vittorio Pascale allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano studioso di Buddhismo tibetano fondatore della pagina Fb: Yogamando per domande @: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

“Oggi chiacchiero con” è una chiacchiera, uno scambio di pensieri sullo Yoga che periodicamente farà parte dei miei articoli per farvi conoscere meglio gli insegnanti e gli insegnamenti che Milano offre. Con queste interviste vi svelerò i punti di vista dei maestri sullo yoga e le loro scuole che abitano il tessuto cittadino.

YogaDOTyoga, una firma Nerospinto, entra al centro Parsifal.

 

Sono nella sede di Milano di Parsifal in Viale Gorizia 6, Milano (P.ta Genova).

La scuola Parsifal, che prende il nome dal cavaliere della tradizione della Tavola Rotonda che incarna, più di ogni altro, il percorso, il viaggio di un uomo alla ricerca di se stesso.

Parsifal è un luogo in cui ritrovare le discipline dell’Antica Tradizione tra cui lo Yoga.

E’ un luogo antropologico, per scomodare l’antropologo Augé, in cui ritrovo elementi connotativi materiali ed immaterali (o spirituali). Dall’interior ai colori, dagli odori all’atmosfera tutta la “scatola” è stata pensata per far sentire i suoi allievi a proprio agio in una calda e piacevole spazialità dimenticando l’ambiente cittadino rumoroso e caotico.

Ma oggi conosciamo meglio Manuela Leoni, una delle maestre di Yoga Integrale del Centro Parsifal di Milano.

 

BIOGRAFIA

Manuela parte dagli studi scientifici prima di approdare allo yoga.

Maturità scientifica per poi proseguire gli studi all'Università di Medicina e Chirurgia di Parma, con specializzazione in Ostetricia. Tuttavia l'ospedale le stava troppo stretto: sentiva che non era la sua strada.

Dopo essersi concessa un paio di anni per viaggiare (Sud America, Nord Europa, Italia, ecc.), nel 1989 incontra finalmente la disciplina Yoga, capendo che quello sarebbe stato il suo punto di partenza. Inizia qui il suo percorso, come allieva di Yoga, meditazione e Tai-Chi.

A distanza di poco tempo incontra il suo maestro, Walter Ferrero, con il quale intraprende un vero percorso interiore basato sullo studio e la pratica dello Yoga Integrale.

Nel 1993 riceve dal Maestro l’abilitazione all’insegnamento e per anni si dedica, attraverso percorsi collettivi e individuali, a curare workshop e lezioni in diverse associazioni e centri benessere nel nord Italia divulgando la cultura dello Yoga e l’arte della consapevolezza di sé secondo l’insegnamento della sua guida. Nel contempo mette a punto un metodo per l’istruzione dello Yoga in gravidanza, basato sui principi dello yoga antico.

Nel 1993 entra a far parte dell’Istituto per l’Evoluzione Armonica dell’ Uomo (diventata nel 2012 HORUS, Accademia per lo sviluppo del potenziale umano) fondata dal suo Maestro W. Ferrero e Andrea Di Terlizzi. Dal quel momento inizia il suo apprendistato come Istruttore di Yoga Integrale e un intenso studio sia pratico che teorico delle discipline insegnate all’Accademia, scuola di formazione umana e interiore: una vera e propria università per la ricerca di sé.

Nel 1997 Il Maestro Walter Ferrero fonda Parsifal a Milano e nel 2002 le conferisce la nomina di Istruttore Parsifal per le discipline Hatha Yoga, Pranayama, Meditazione.

Inizia l’avventura Parsifal insieme ai suoi colleghi ed esperti in discipline orientali insegnate nei Centri Parsifal di Milano, Verona, Crema, con i quali collabora e gestisce eventi, corsi speciali, conferenze, happening, formazione secondo il metodo Parsifal.

La formazione di Manuela è in continua evoluzione, come lei tende a sottolineare: “ nello Yoga non esiste una preparazione semplicemente accademica poiché lo Yoga è un lavoro interiore, una via: non ci sarà mai una conclusione; certo gli studi possono terminare ma il lavoro che facciamo a livello interiore va avanti fino all'Illuminazione!” (ndr. che non ho ancora raggiunto, aggiunge scherzando).

 

V: Qual è la tua visione personale dello Yoga? Cos’è per Manuela lo Yoga?

M: Per me lo Yoga è innanzitutto piacere: da subito per me è stata una grande esperienza di piacere sensoriale, mentale ed emotivo, e così è importante che lo sia per tutti, per affrontare meglio le tensioni che viviamo. Dalla capacità di abbandonare le proprie tensioni nasce la possibilità di sperimentare la grande potenza contenuta in questa scienza. E' uno strumento per entrare in contatto con se stessi realizzando la nostra vera natura come esseri umani e realizzare il vero significato della vita, delle cose, delle relazioni. Quindi uno strumento per vivere con consapevolezza.

V: Perché una persona è “spinta” a far Yoga? Quali sono secondo te i motivi per cui i tuoi allievi solitamente si avvicinano a questa disciplina?

M: Le motivazioni sono molte: forse la motivazione principale è la ricerca di equilibrio, di un benessere maggiore e di contatto con se stessi. Poi ci può essere anche la curiosità: lo Yoga in questi anni va molto di moda quindi vi è anche un fattore di immagine. Le persone sperimentano un grande vuoto in quest'epoca e lo Yoga dona un senso di pienezza: riconcilia con te stesso. Altri invece, ricercano una via di conoscenza di sé oppure un contatto con altre persone per comunicare, esprimersi. Tutti cercano sicuramente uno stato di piacere, a più livelli.

V: Tu insegni anche Yoga in gravidanza. Quali sono i benefici della pratica durante la gravidanza?

M: Sono molteplici. A parte i benefici fisiologici, che sono tanti, innanzitutto è un beneficio a livello psicologico. Lo Yoga permette una condizione di armonia psicofisica, ti aiuta a sentirti e a conoscerti: durante la gravidanza, nella quale la maggior parte delle volte la donna non sa ciò che sta vivendo, una disciplina come questa la tranquillizza, l'aiuta a conoscersi, a capire cosa sta accadendo mantenendola in uno stato di benessere. Benessere che si riflette sul decorso della gravidanza che varia man mano che essa procede. Anche la pratica dello Yoga si adatta alle varie fasi della gravidanza di volta in volta insegnando tecniche fisiche, psicologiche e respiratorie adatte all'esigenze della donna e delle difficoltà che incontra. I primi mesi fa fatica ad adattarsi al nuovo stato: ha paura. Quindi lo Yoga, strumento di armonizzazione, può aiutarla a sciogliere queste tensioni. Man mano che avanza la gravidanza si affrontano le difficoltà che possono insorgere nella donna che non conosce il suo corpo e non può contare su una condizione di equilibrio emotivo (stress da lavoro, ignoranza culturale sul parto e gravidanza in genere, rapporti affettivi complicati, etc). Tutte queste pressioni si riflettono sul suo stato psicofisico. Lo yoga viene in aiuto alle donne rafforzandole: rafforza il carattere e la sfera emotiva aiutandole a divenire più sicure di sé stesse.

V: Quindi secondo te le donne riescono a godersi di più la gravidanza praticando lo Yoga, assaporando di più la gioia di diventare madri?

M: Si, se si fidano e si lasciano andare. Se si riesce ad entrare in un rapporto empatico con l'allieva incinta lei può godere molto, può abbandonarsi e sperimentare una gravidanza e un parto molto piacevoli.

V: Yoga al caldo. Hai condotto una splendida sadhana ricca di tradizioni e di gesti che si perdono nel tempo qualche settimana fa al Parsifal. Vuoi spiegare cos’è lo Yoga al Caldo e quali sono i suoi punti forti?

M: Lo Yoga al caldo appartiene alla  tradizione dello Yoga Antico.

E' nato dall'unione di più tradizioni che si intersecano tra di loro e di diverse scuole di matrice yogica che in passato si incontravano e si confrontavano tra di loro (es. tradizione brahmanica tantrica, ecc). I maestri con gli allievi praticavano insieme in luoghi naturali (grotte) sfruttando il calore del fuoco acceso. Il calore esaltava quelle che sono le potenzialità dello yoga e quindi aiuta l'adepto a penetrare nella tecnica rendendola più efficace.

Lo yoga al caldo è una rilettura moderna di questa tradizione adattata a quelle che sono le esigenze dell'uomo occidentale del ventesimo secolo.

Un suo punto forte è sicuramente il calore: è il fattore che determina la qualità e l’intensità di ciò che si sperimenta. E' importante che una persona entri e viva pienamente questa condizione, abbandonandosi con fiducia..

Un altro punto è l'abbandono al piacere: non è facile toccare il piacere in quanto non siamo stati educati a viverlo. Abbiamo un sacco di barriere che ci impediscono di cercare liberamente il piacere, molti preconcetti per l'educazione che abbiamo ricevuto. Non siamo come gli Orientali che sono più liberi e sensibili all'ascolto per loro tradizione. Quindi il piacere è importante poiché nel momento in cui ci si abbandona ad esso ci si può liberare da molti pesi. La pratica è improntata su questo: creare delle condizioni per cui diventi facile abbandonare le tensioni e cogliere uno stato di piacere vivendolo sulla pelle. Da lì può nascere una condizione di maggior apertura alla vita, alla conoscenza e all'espressione di sé.

V: Qual è il “segno” che fa capire quando si è pronti a trasmettere agli allievi questa disciplina?

M: Questo te lo dice il tuo maestro. Il segno l'ha riconosciuto lui in me. Mai avrei pensato di insegnare! (ndr. mi dice ridendo).

V: Cosa trasmetti ai tuoi allievi nelle tue lezioni? Qual è la cosa che a tuo avviso è più importante insegnare?

M: La capacità di ascoltarsi partendo da un atteggiamento di semplicità. Prima di tutto una persona dev'essere in grado di fermarsi dentro, di ascoltarsi e riconoscere una dimensione oltre i suoi pensieri e vivere il piacere di essere, di esistere.

V: Cosa secondo te è più frainteso in generale della pratica dello Yoga nel mondo Occidentale?

M: E' fraintesa la profondità di questa scienza che è vissuta in modo superficiale come fosse una ginnastica. Non c'è rispetto per questa scienza...ma non voglio colpevolizzare nessuno di questo: è successo da quando l'Oriente è arrivato in Occidente negli ultimi 30 anni in un certo modo. Si è colto dello yoga l'aspetto più esterno. Sono nati diversi movimenti culturali che potevano essere utili. Però sono stati manipolati per divenire un fattore consumistico o di massa. Ormai il Buddha, per usare un esempio, o comunque la posizione classica di meditazione la trovi ovunque...addirittura nelle chiavette per l'home banking!!!

Questo ti fa capire che lo Yoga è un marketing: certamente  c'è una grande richiesta e quindi è nato il mercato della consapevolezza.. Questa è un'epoca nella quale si sta cercando qualcosa di più, dei valori più profondi e quindi l'offerta è variegata e numerosa. Le scuole e i maestri ormai sono super organizzate e, alle volte, vi sono fini puramente materialistici.

V: Cosa consigli alle persone che dicono “vorrei ma non me la sento di far Yoga perché non ho una buona preparazione fisica, non sono molto flessibile, non mi piego abbastanza, sono troppo vecchio, ecc.”?

M: Che possono fare yoga senza problemi. Lo yoga non è una ginnastica. E' una disciplina che lavora sul corpo e la mente armonizzando tutto l'essere umano. Offre strumenti in più per star bene, non mi spaventerei di fronte a un problema fisico. Certo, se una persona ha grossi problemi fisici oggettivi ovviamente non farà determinate Asana.

Ho lavorato con una persona che aveva una artrite reumatoide insorta all'età di due anni. Lavoravo con lei che aveva 40 anni eppure era una persona che faceva meditazione e yoga. Non le facevo fare la posizione sulla testa ma per lei quello che riusciva a fare era yoga: e da quella pratica ricavava dei grandissimi benefici. Se tu accetti la tua condizione e abbandoni il giudizio nei tuoi confronti ottieni buonissimi risultati.

V: Anche perché forse la gente ha una visione occidentale della disciplina.. Se esternamente non riesce a raggiungere una determinata posizione anche internamente pensa di non raggiungere un certo stato...quindi secondo te anche un po' questo blocca la gente a venire a fare Yoga?

M: Questo perché non c'è abbastanza conoscenza della disciplina. C'è una visione legata al fitness, all’attività corporea come ginnastica,ma è comprensibile: lo yoga esula dalle altre attività. Si, adesso ci sono tanti sistemi di abilitazione che si basano sullo yoga, ma non è la stessa cosa comunque.

V: Può lo Yoga cambiare la vita delle persone? E in che modo ha cambiato la tua vita?

M: Si, può cambiare la vita delle persone. A me l'ha cambiata tanto. Ho cambiato personalità addirittura. Prima della pratica dello yoga ero una persona molto introversa, timida, chiusa e insicura, avevo difficoltà a parlare e non ero aperta alla vita e alle relazioni con gli altri... Attraverso questa pratica mi sono resa conto che ero totalmente cambiata partendo dalle cose più ovvie: avevo molta gioia e vivevo la vita con una carica e apertura diverse...mi ha cambiato la visione del mondo e della vita.

 

BOTTA E RISPOSTA: UNA DOMANDA – UNA PAROLA COME RISPOSTA

1-L’Asana che preferisci di più – BHUJANGASANA, il Cobra

2-Lo stile di yoga che senti più tuo -  YOGA INTEGRALE

3-Un libro utile (in generale) - SIDDHARTA

4-Un viaggio utile – IL GIRO DEL MONDO

5-Una citazione o una tua frase utile - “NON C'è NIENTE DI COSTANTE TRANNE IL CAMBIAMENTO”, BUDDHA

6-Un consiglio per chi pratica Yoga – ESSERE COSTANTI

7-La cosa da evitare per chi pratica Yoga – IL GIUDIZIO

8-Cosa ti rende felice quando insegni – IL VOLTO DEGLI ALLIEVI QUANDO SORRIDONO DOPO LA LEZIONE E MI SI AVVICINANO PER PARLARMI DELLA LORO PRATICA

9-Colore preferito – PERVINCA, COLORE INDIANO

10-Una bevanda che consigli a tutti – TEA AYURVEDICO INDIANO “TULSI”

 

Il Centro Parsifal lo trovate a Milano in Viale Gorizia, 6.

web: http://www.parsifal-yoga.it – per info e scoprire le altre sedi in Italia.

L'Accademia Horus, sulla quale abbiamo speso due parole per quanto riguarda la formazione di Manuela Leoni, la trovate al sito: http://www.accademiahorus.it/

coupon-code-amazon-deal-codici-sconto-amazon

immobili sanremo

Instagram

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.