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Da pochi giorni è uscito su YouTube il videoclip di “Il resto del tempo” (Fonoprint), il nuovo singolo dei Disarmo già da qualche tempo in rotazione radiofonica e disponibile in digital download. 

È morto Sam Simon, il co-creatore dei Simpsons, che aveva contribuito insieme a Matt Groening, a dar vita a uno dei cartoni animati più celebri della storia americana.

Nato in California nel 1955, già vignettista per il San Francisco Chronicle e il San Francisco Examiner, passa alla sceneggiatura a venticinque anni; nel 1989 entra nello staff dei "Simpson", e, per la serie animata con Matt Groening e James L. Brooks sarà autore, disegnatore, consulente creativo, supervisore e scrittore. Lascerà la serie nel 1993, pur restando produttore esecutivo, e grazie al successo dei "Simpson", arrivano sette Emmy Awards (l’equivalente dell’Oscar per la televisione), dei nove conquistati da Simon nel corso della sua carriera. Grande l'eredità che lascia il creatore di un universo, quello dei Simpson, che continua ad affascinare e a conquistare il pubblico per la sua ironia corrosiva e al quale Simon ha regalato linguaggio, sense of humor e personaggi indimenticabili come Mr. Burns.

Il fumettista si è spento a 59 anni, per un tumore al colon-retto, diagnosticato nel 2012, come confermato via Twitter, dal produttore e autore della serie Al Jean, ed è morto nella sua casa di Los Angeles circondato dalla famiglia e col suo cane. Simon era un determinato difensore dei diritti degli animali ed il suo cane aveva avuto una parte importante nella sua vita. Aveva guadagnato milioni di dollari con le royalty dopo avere lasciato lo show nel 1993, ma poi, una volta appreso di essere gravemente malato aveva donato tutte le sue ricchezze in beneficenza. L’ultimo gesto di Simon sul fronte della salvaguardia degli animali, risale allo scorso novembre, quando si impegnò nel salvataggio di un toro da riproduzione condannato al macello, perché secondo gli allevatori omosessuale e quindi incapace di svolgere il suo compito. L'animale era stato acquistato da Simon in Irlanda, che quindi aveva pagato per il suo trasferimento in un’oasi faunistica in Gran Bretagna dove già pascolano duemila animali di fattoria e cavalli «rifiutati». Simon finanziava inoltre un asilo per cani abbandonati a Malibu, aveva acquistato un anno fa una fattoria di cincillà nel sud della California per liberare gli animali destinati ad essere uccisi per la loro pelliccia, aveva salvato Sunder, un elefante indiano che era stato malmenato e affamato, e aveva pagato per il salvataggio e la delocalizzazione degli orsi nello stato americano della Georgia.

Ci lascia un uomo generoso, geniale e dalla mente infinitamente creativa.

 

 

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Pubblicato in Cultura

La galleria Patricia Armocida ospita la prima mostra personale di Marco Mazzoni a Milano, "Il ricordo è un consolatore molesto".

L'artista rende omaggio a figure appartenenti alla tradizione popolare italiana, le guaritrici, che secondo la credenza sarda seducono, incantano, maledicono e guariscono.

 

I disegni raccontano storie legate alle arti segrete detenute da queste donne: nelle composizioni circolari, che alludono al ciclo della natura, si compenetrano piante medicinali, farfalle e volatili che si abbeverano del loro nettare e, seminascoste, emergono le sagome di volti femminili, costrette a nascondere la propria sensualità e i loro saperi.

 

Le guaritrici erano molto rispettate per la loro conoscenza delle erbe medicinali e questo conferiva loro un potere che la Chiesa e lo Stato medievale osteggiavano.

Con la Controriforma, la presa di posizione contro coloro che curavano con le erbe si inasprì e si attuò una politica di controllo delle pratiche terapeutiche per cui solo quelle accademiche esercitate dagli uomini furono consentite, mentre le guaritrici furono accusate di stregoneria e costrette a nascondersi per non subire ritorsioni.

 

Marco Mazzoni riprende ed evidenzia l'importanza dell'interazione tra le donne e le piante sviluppando un progetto che assume ad icona il volto femminile incorniciato da flora e fauna.

Ne svela la percezioni più intime, ricordi narrati su pagine di diario, visioni immaginifiche di animali impossibili, frutto dell'esplorazione estatica di viaggi allucinatori.

 

L'artista non disegna mai gli occhi del soggetto: non si tratta di ritratti, ma di nature morte in cui tutti gli elementi assumono la stessa importanza e si fondono tra loro.

Il risultato è un'opera che racconta del momento in cui la donna prende il controllo di tutto, in completa armonia con la Natura.

 

La mostra, che si concluderà il 4 maggio, espone 15 disegni nuovi, 12 realizzati su carta moleskine ed un'installazione site-specific.

 

 

 

Orari e costi

Da martedí a sabato: dalle ore 11.30 alle 13.00 e dalle ore 15.30 alle ore 19.00

Ingresso Gratuito

 

Patricia Armocida Galleria d'Arte

Via Lattanzio, 77 (Zona Porta Romana)

Milano

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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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