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Sabato 25 maggio 2013 alle ore 21 allo Spazio Teatro Idra ci sarà il terzo appuntamento con il Premio per le arti in memoria di Lidia Petroni.

L' iniziativa che promuove il lavoro di ricerca degli artisti lombardi dando loro un'occasione di di visibilità e confronto al fine di supportare i giovani emergenti nella produzione e nella circuitazione di nuove opere.

In gara i tre studi delle compagnie Coop.AttivaMente - Residenza Teatrale Torre Rotonda di Como, Chronos3 di Milano e Compagnia Officina di Brescia.

Durante la serata una giuria di esperti, insieme agli organizzatori di Residenza Idra e al pubblico presente in sala, esprimerà un giudizio con un voto sugli spettacoli visti.

E' possibile anche vedere le compagnie in gara tramite il canale youtube e il profilo facebook di Teatro Inverso.

La Coop. AttivaMente andrà in scena con lo spettacolo Lost in limbo, con Stefano Dragone e Alessia Melfi e la regia di Jacopo Boschini. Una Stanza all’ultimo piano di un elegante e moderno palazzo, in una zona appena fuori dal centro città, ma che ancora non è periferia. La Stanza è scarsamente arredata. Al centro della parete di fondo, proprio di fronte all’ingresso, una porta si apre su altri ambienti. Davanti a questa porta, tracciata per terra, una linea bianca. Nella Stanza ci lavora una giovane psicologa. Il suo compito è di assistere i tossicodipendenti, senza mai oltrepassare la linea bianca per terra, che giungono lì per iniettarsi, legalmente, la droga. Poi un giorno nella Stanza entra un uomo... Lost in limbo indaga gli abissi della mente umana. La protagonista, infatti, viene attratta in un mondo oscuro, fatto di segreti, inganni, mezze verità. Un mondo che corrompe e che divora, dentro al quale, una volta che ci si è entrati, difficilmente se ne può uscire.

I Chronos3 presentano Funziona meglio l'odio di Emanuele Aldrovandi, con Isabella Picchioni e Marcello Mocchi e con la regia di Vittorio Borsari. Si può fare del male a fin di bene? Funziona meglio l’odio, testo di Emanuele Aldrovandi, segnalato al Premio Hystrio 2012, mette in scena le storie di Batman e Lucy: lui, un ragazzo di trent’anni a cui uno stupratore ha ucciso la fidanzata, intraprende una personale crociata con l’obiettivo di far calare radicalmente le violenze sulle donne. Lei è una venticinquenne che non ha denunciato uno stupro e aspetta l’occasione per vendicarsi. Entrambi hanno un piano, ed entrambi i piani prevedono la violenza. L’urgenza di affrontare un tema purtroppo così attuale come la violenza sulle donne nasce dall’intento civile di far parlare, in modo inaspettato e inusuale, di un problema troppo spesso giudicato “naturale” e quindi non-risolvibile. Questo attraverso un testo che parte da una tematica contingente per affrontare, con un linguaggio in cui il dramma si mescola all’ironia, la domanda atavica che è alla base della contraddittorietà di molte leggi su cui è fondata la nostra società: è possibile fare del male a fin di bene?

La Compagnia Officina si esibirà nello spettacolo Peter…Echi dall'isola che non c'è, con Irene Tiriani, Antonio Panice e Elisabetta Bettera e con la regia di Fabio Boverio. Il progetto prende il via da una serie di improvvisazioni e di lavori sul testo di Barry, che hanno portato gli attori a trovare propri percorsi, parole e immagini per raccontare, non solo la storia del bambino che non voleva crescere, ma anche un percorso all'interno della loro isola che non c'è. Partendo quindi dal gioco, dall'allusione e dalla metafora si è cercato di giungere a una proposta che si discosta ora di molte leghe dal testo originale, che non racconta più neppure una storia, ma si limita a spaccati di un mondo tanto fantastico da sembrare reale e tanto reale da farci credere a un orizzonte di fantasia. Del resto Peter Pan è forse questo: un volo a capofitto tra foglie e sirene, tra pirati e indiani, tra realtà e sogno, dove i piani si frantumano in specchi, che sì riflettono vicendevolmente, e dove tutti inseguono tutti e nessuno sa più perché stia correndo. "I bimbi sperduti inseguono Peter Pan, i pirati inseguono i bimbi sperduti,  gli indiani inseguono i pirati e le sirene stanno ferme", questo dice il testo, e questa giravolta di corse e di inseguimenti è lo stesso percorso che noi cerchiamo di fare in questo lavoro col pubblico, tutti intenti a inseguire un senso che segnerà il traguardo della corsa. Ma intanto, stiamo ancora correndo. Tutti sì perdono nell'Isola che non c'è, e noi con loro.

Biglietto intero: 2 euro (valido per l'intera serata) Tessera Associativa Obbligatoria: 2 euro - 5 euro - 10 euro

Sabato 25 maggio 2013 Ore 21.00 Spazio Teatro Idra Vicolo delle Vidazze 15, Brescia

Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 0303701163 3392968449

Tre spettacoli del Teatro delle Albe, tre momenti di una storia iniziata trent'anni fa, quando nel 1983 il teatro fu fondato da Marco Martinelli, Ermanna Montanari, Luigi Dadina e Marcella Nonni, tre momenti di una storia più che mai vitale.

 

Un percorso che intreccia alla ricerca del “nuovo” la lezione della tradizione: il drammaturgo e regista Martinelli scrive i testi ispirandosi agli antichi e al tempo presente, pensando le storie per gli attori, i quali diventano veri e propri co-autori degli spettacoli.

 

Il focus sulle Albe si apre con lo spettacolo ‘Pantani’, in scena dal 3 all’8 maggio, ultimo spettacolo della compagnia ispirato alla figura di Marco Pantani, eroe tragico dei nostri tempi.

Pantani l'idolo, il pirata dei record imbattibile in salita, Pantani il dopato, il mostro distrutto e infangato dalla stampa. Non è solo una questione sportiva, ma un’autentica “passione” moderna.

La scrittura di Marco Martinelli affonda nelle viscere dei nostri giorni e della società di massa che chiede sacrifici e capri espiatori, disegnando un affresco sull'Italia degli ultimi trent'anni, l'enigma di una società malata di delirio televisivo e mediatico, affannata a creare dal nulla e distruggere quotidianamente i suoi divi di plastica, ma anche capace di mettere alla gogna i suoi eroi di carne, veri, come Marco Pantani da Cesenatico, lo scalatore che veniva dal mare.

(Mar – Sab: 21.00 / Dom: 16.00)

 

Si prosegue poi con ‘Rumore di acque’, presentato dal 9 al 10 maggio, monologo nel quale la scrittura di Martinelli riesce a trasfigurare in grottesca e malinconica poesia la cronaca tragica dei barconi alla deriva nel Mediterraneo, un “oratorio per i sacrificati” accompagnato dai musicisti Enzo e Lorenzo Mancuso che, con le loro potenti voci di satiri antichi, sembrano gridare il dolore dell'umanità dal fondo di un abisso.

(Mar – Sab: 21.00)

 

Completa il ritratto della compagnia ravennate ‘Ouverture Alcina’, sul palco dall’11 al 12 maggio, un combattimento tra la potenza della voce di Ermanna Montanari e quella della musica di Luigi Ceccarelli, magica alchimia tra immagine e suono per una performance-concerto acclamata in tutto il mondo. La maga è sola in scena, si muove in uno spazio buio, a tratti attraversato da lampi di luce, che ne mostrano il corpo dolente come quello di una danzatrice butoh, all'interno di uno spazio sonoro orchestrato in diretta dallo stesso compositore. Quello che ne scaturisce è un concerto-performance dove la voce e la musica formano la stessa materia scenica. Non c'è azione, non c'è dramma: solo l'errare della voce vagabonda, visione fabulatoria in cui ci si può perdere come nello schianto dei sogni.

(Mar – Sab: 21.00 / Dom: 16.00)

 

 

Biglietto intero euro 30.50

Martedì euro 20

Ridotto giovani e anziani euro 16

Scuole euro 12

 

Teatro Elfo Puccini

C.so Buenos Aires, 33

Milano

 

Info:

02 00 66 06 06

http://www.elfo.org

Lunedì 22 aprile alle ore 21 il Teatro Elfo Puccini vuole ricordare una grandissima attrice come Mariangela Melato dedicandole una serata in collaborazione con il Comune di Milano e il Corriere della Sera.

Verrà proiettato su grande schermo ‘Il dolore’, spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Genova, per la regia di Massimo Luconi, di cui l’attrice è stata indimenticabilmente protagonista.

Con questo titolo, che l’attrice desiderava portare sul palcoscenico, l’Elfo vuole far rivivere la passione di Mariangela per l’arte della scena, per la recitazione e per la creatività.

‘Il dolore’ verrà pubblicato come decima e ultima uscita della collana edita dal Corriere della Sera, ‘Il grande teatro di Mariangela Melato.’

Lo spettacolo è tratto dal romanzo autobiografico di Marguerite Duras e si riferisce ad un episodio drammatico della sua vita.

Entrata insieme con il marito Robert Antelme nella Residenza antinazista, la Duras trascorse i lunghi mesi tra il giugno 1944 a il periodo immediatamente seguente la fine della guerra in attesa del marito, arrestato con la sorella dai nazisti e deportato a Dachau.

È in questa cornice storica che si consuma una tragedia insieme personale e universale.

In una Parigi primaverile, in festa per la fine del conflitto mondiale, Marguerite si aggira sconvolta, come molte altre donne dei prigionieri e dei deportati che attendono notizie dei loro uomini.

Ansia e speranza, gioia e dolore; ma intanto l’esistenza di ogni giorno prosegue perché si è costretti a vivere comunque.

L’attesa che vive la protagonista è identica a quella di tutte le donne del mondo che aspettano, non solo nei momenti di guerra ma anche nei momenti di abbandono, di sofferenza interiore e testimonia una capacità di sofferenza che è un tratto specifico femminile.

Alla serata saranno presenti Anna Melato, Ferdinando Bruni, Elio De Capitani, Massimo Luconi e Maurizio Porro.

 

Ingresso libero

 

Lunedì 22 aprile

Ore 21.00

Durata 80’

Sala Shakespeare

 

Teatro Elfo Puccini

C.so Buenos Aires, 33, Milano

Tel. 0200660606

Fax. 0236755904

Uovo Performing Arts, il festival più disubbidiente di tutti quelli dedicati alle performing arts, ritorna dal 20 al 24 Marzo alla Triennale di Milano. Giunto ormai alla sua undicesima edizione, anche quest’anno non mancherà di stupire, appassionare, coinvolgere, commuovere il proprio pubblico. Il Palinsesto del Festival, infatti, pregno delle più emozionanti e disparate performance, presenterà, come di consueto, rappresentazioni di artisti acclamati a livello internazionale, confermando la propria vocazione internazionalistica e legata alle forme più inconsuete di questa’arte. Mercoledì 20 Marzo, Jérôme Bel (FR), già apprezzato dal pubblico di Uovo nelle precedenti edizioni, presenterà, in prima Nazionale, Disabled Theater, messa in scena dal tono provocatorio e spiazzante, realizzata accanto agli attori professionisti portatori di disabilità mentali e sindrome di Down del Theater HORA di Zurigo. Sarà proprio la diversa percezione temporale e fisica della realtà degli attori, completamente discordante con quella del pubblico, a creare una rappresentazione straordinaria, capace di mettere in crisi il fruitore, proprio per le suddette differenti percezioni. Uovo 2013, presenta un appuntamento fruibile da uno spettatore alla volta: Strasse, collettivo nomade di artisti con base a Milano, propone il progetto Drive_IN #5, viaggio in macchina per le strade della città di notte. Lavoro di fusione tra la messa in scena teatrale e quella cinematografica, Drive IN trasforma la città in un palcoscenico, portando il telespettatore in un universo cittadino a metà tra la realtà e la percezione extrasensoriale. Giovedì 21 Marzo Alessandro Sciarroni propone “FOLK-S, Will you still love me tomorrow?”, rivisitazione dello “Schuhplatter”, danza di corteggiamento folkloristica bavarese e tirolese. I movimenti dei performer, forniranno uno spettacolo dai tratti festosi, ma parallelamente tristi, ricordanti il martirio. Battiti delle mani e dei piedi vengono sovvertiti, provocando un profondo mutamento della danza folkloristica, fornendo una trasposizione quasi moderna della tradizione alpina. Ancora Giovedì, con N-esimo Progetto Fallimentare della compagnia QuaLiBò, Maristella Tanzi e Carlo Quartararo propongono una rappresentazione autoironica di metateatro della vita di una compagnia teatrale, dei sacrifici necessari per la messa in scena di uno spettacolo, del processo di creazione dello spettacolo stesso. Venerdì 22 Marzo appuntamento con “Dialogo su Forsythe” in cui si affronteranno alcuni dei temi fondanti del lavoro di uno dei più importanti coreografi viventi, William Forsythe, tornato in Italia dopo dieci anni di assenza con la sua Forsythe Company. La compagnia Barokthegreat, basandosi su un’idea di espansione psicofisica e sull’idea di coincidenza tra finzione filmica e realtà, propone “L’attacco del clone”, rappresentazione del tutto inedita di un viaggio alienante basato sul meccanismo di imitazione e clonazione. Con “La Sagra della Primavera, Paura e Delirio a Las Vegas” , Cristina Rizzo dà vita al suo spettacolo basandosi sulle musiche di Stravinskij. Sabato 23 Marzo, basandosi sull’immaginario di Hieronymus Bosch, Giorgia Nardin metterà in scena “All dressed up with nowhere to go”, uno spettacolo imperniato sulla ricerca del rapporto tra bellezza e brutalità, alternando immagini mostruose a rappresentazioni fantastiche di figure tragiche. Ancora Sabato, Cecilia Bengolea (FR/AR), François Chaignaud (FR), Trajal Harrell (US), Marlene Monteiro Freitas (PT), in uno straordinario “Ménage à quatre”, insceneranno (M)IMOSA aka: “Looks or Paris is Burning at The Judson Church”, costruita intorno alla domanda: «Cosa sarebbe successo nel 1963 se qualcuno dalla scena del ballo di Harlem fosse sceso in città per danzare accanto ai primi postmoderni alla Judson Church?». Irriverente spettacolo dedicato al “Voguing” anni ’60, (M)IMOSA inscena una sorta di connubio tra il voguing praticato dalla comunità omo/transessuale afroamericana e la danza postmoderna della Judson Church di New York. Il risultato è una rappresentazione irriverente, spiazzante ma sapientemente riuscita della relazione, secondo molti punti di vista improbabile, tra due modi di esprimere i movimenti corporei agli antipodi l’uno dell’altro. A conclusione del festival, Domenica 24 Marzo, “Love Will Tear Us Apart” performance di Saša Božić e Petra Hrašćanec, darà vita a un’interessante fusione tra la musica New Wave e la danza astratta, invitando lo spettatore ad interrogarsi sul proprio ruolo all’interno dello spettacolo, sul ruolo dello spettacolo stesso come atto artistico e sociale palesando il proprio intento di analisi delle relazioni umane. Con “This is not a Love Story”, infine,  Gunilla Heilborn rivisita l’estetica del Road Movie, inscenando una storia infinita, che si ripete di continuo, tramite i protagonisti, Kowalski e Vera e le loro         interruzioni sarcastiche, le loro allusioni, i loro riferimenti satirici.

“Il cinema deve essere spettacolo, è questo che il pubblico vuole. Per me lo spettacolo più bello è quello del mito. Il cinema è mito”. Così diceva Sergio Leone.  Al regista si deve  l’origine del genere spaghetti-western negli anni Sessanta, una sorta di caricatura dei western americani, che ha influenzato registi come Quentin Tarantino e Robert Rodriguez e ha permesso al cinema italiano di raggiungere la fama mondiale.

Per ricordare la sua genialità noi di Nerospinto segnaliamo domenica 17, 24 e 31 marzo presso lo Spazio Oberdan e a cura della Fondazione Cinetica Italiana i suoi due più grandi capolavori in edizione restaurata:  C’era una volta il West (1968) e C’era una volta in America (1984).

I suoi western sono contraddistinti da un crudo realismo e una marcata violenza, con personaggi solitari e fedeli solo al denaro e alla vendetta, ma anche da uno splendore paesaggistico, con distese sconfinate alternate a primi piani, il tutto unito dalla splendida colonna sonora con tonalità semplici ma di grande impatto di Ennio Morricone.

C’era una volta il West è la sua opera più matura e fedele alla tradizione, nella quale il regista cerca di unire elementi del western classico con il nuovo spaghetti-western. In C’era una volta in America, invece, il regista esce dal genere a lui caro e cerca di realizzare l’epopea storica degli Stati Uniti, spingendosi verso un cinema più complesso.

 

Schede dei film

 

Domenica 17 e domenica 31 marzo (h 16.15)

C’era una volta il West

R.: Sergio Leone. Sc.: Sergio Donati, S. Leone. Int.: Charles Bronson, Henry Fonda, Claudia Cardinale, Jason Robards, Woody Strode, Gabriele Ferzetti. Italia/USA, 1968, col., 167’.

La frontiera con l’ovest si sta spostando, la ferrovia sta per collegare l’Atlantico al Pacifico, cancellando ciò che rimane del vecchio Far West. Intorno a questi binari s’incrociano le strade di sei personaggi: Frank, Armonica, Cheyenne, Morton, uomo d’affari, che rappresenta il progresso e Jill, proprietaria di un terreno che vale milioni di dollari. Ognuno è condizionato dai propri problemi personali e cerca di raggiungere il proprio interesse, anche se ne usciranno tutti sconfitti, tranne Jill perché al western non appartiene e può sopravvivergli.

Ingresso € 7; € 5,50 con Cinetessera

 

Domenica 17 e domenica 31 marzo (h 16.15)

C’era una volta in America  (Once Upon a Time in America)

R.: Sergio Leone. Sc.: Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Franco Arcalli, Franco Ferrini, Enrico Medioli, S. Leone. Int.: Robert De Niro, James Woods, Elizabeth McGovern, Joe Pesci, Treat Williams, Danny Aiello. Italia/USA, 1984, col., 255’.

New York, 1933. David “Noodles” Aaronson è un criminale ebreo, una sera dopo un colpo andato storto, viene braccato da dei sicari di un sindacato criminale ed è costretto a fuggire. Trentacinque anni dopo torna,  attirato dal misterioso invito di un certo senatore Bailey. Nel tentativo di scoprire di più circa questo mistero, Noodles ripercorre la sua vita, i suoi ricordi, dalla sua infanzia nel ghetto ebraico, fino alla scalata sua e dei suoi amici nel crimine organizzato.

Ingresso € 8; € 7 con Cinetessera

 

Informazioni al pubblico: Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano; sito web   http://oberdan.cinetecamilano.it; Biglietteria: 02 7740 6316

Ozu è il poeta maledetto del cinema orientale. Non soltanto perché prediligeva elaborare i suoi film assieme al suo sceneggiatore Kogo Noda, in tarda notte, consumando smodate quantità di vino. I suoi film sono dei quadri squisiti nella loro semplicità. Perfezionista dell’immagine e eccentrico della tecnica, Ozu é stato capace di rappresentare con cura minuziosa le sfumature delle tradizioni e i conflitti familiari della società del Giappone a cavallo fra la fine della Prima Guerra Mondiale e la Seconda. Le sue qualitá, tipicamente giapponesi, sono sempre piú apprezzate dai cineasti occidentali e emergono sia dall’immediatezza delle storie raccontate, come la dissoluzione della famiglia e altre questioni di ordinaria importanza, sia dalla sua tecnica ‘tranquilla’ dai tempi narrativi distesi che evocano due elementi tipici della poetica nipponica : ‘’mu’’ ,nulla, e ‘’mono no’’ ,il pathos delle cose. Le storie sono molto semplici, prive di forti drammaticità e questa caratteristica è quella che piú lo allontana dalla produzione hollywoodiana ma che permette a Ozu di andare oltre il realismo del racconto, attraverso la ricerca della trascendenza e la spiritualità del quotidiano. Un fascino particolare ed un velo di mistero che si sposano con la magia del cinema muto.

Appuntamento all’Auditorium San Fedele con ‘Giorni di gioventú’, una commedia divertente e affascinante di questo straordinario regista. Protagonista della storia è un’amicizia condivisa durante ‘i giorni della giovinezza’ che si intreccia con il triangolo amoroso dei protagonisti. Il film è ambientato nella parte nord-occidentale della Tokyo anni ’20 ed è la storia di due studenti: l’intelligente Watanabe e il pasticcione Yamamoto. Due amici, laureandi, che vivono sotto lo stesso tetto e che si innamorano, all’insaputa l’uno dell’altro, della stessa ragazza, Chieko che sta cercando una stanza. Degne di nota le scene sulla neve, nella seconda metà del film, girate nella provincia di Akakura, dove i duei giovani si recano in vacanza e rincontrano Chieko, e dove i genitori del cameraman Hideo Mohara, gestivano il Takadaya Hotel che appare nel film. La pellicola sembra infatti essere un prolungamento del divertimento del regista e dell’amico Mohara sugli scii.

‘Giorni di gioventú’ é l’ottava opera di Ozu, girata tra la fine del febbraio e l'inizio dell’aprile del 1929, quando aveva solo venticinque anni e solo poche commedie brevi alle spalle. Il titolo originale ‘Omoide’, la memoria, è stato cambiato in ‘Wakaki hi’, Giorni di gioventú. Alla realizzazione ha partecipato anche Akira Fushimi, uno degli scrittori comici più famosi del Shochiku-Kamata studio, che ha introdotto nell’intreccio della commedia delle diverse gag esilaranti. Considerato film minore di Ozu, ma per questo non di secondaria importanza, ai nostri lettori amanti del cinema Nerospinto ne consiglia assolutamente la visione, sia perché è una gioia meravigliosa da guardare ricca di freschezza, sia perché è la prima opera superstite al deterioramento dell’originale 35 mm.

Ad accompagnare la proiezione la sonorizzazione live inedita di Orazio Sciortino, pianista e compositore ventottenne che vanta esibizioni in festival di rilievo internazionale e in sedi prestigiose. Per rendervi conto della sua bravura, di seguito proponiamo l'ascolto di una sua esecuzione di una sonata di Prokofiev. Presenta Andrea Lavagnini.

http://www.youtube.com/watch?v=88cxpNCZGcA

 

Giorni di Gioventù un film muto del 1929 di Yasujiro Ozu

Mercoledì 13 Marzo h 20.30 – CINEMA MUTO & Live Music AUDITORIUM SAN FEDELE, Via Hoepli 3/b, Milano, MM Duomo

presenta Andrea Lavagnini.

biglietti: intero 7 euro, ridotto 4 euro

 

Lo scorso 7 dicembre 2012 è uscito in tutta Italia il settimo disco dei Tre allegri ragazzi morti: “Nel giardino dei fantasmi”, edito per “La tempesta dischi”, l'etichetta indipendente creata nel 2000 dal bassista della band Enrico Molteni.

 

Negli scorsi mesi, in contemporanea alla pubblicazione dell'album, il trio di Pordenone ha da subito annunciato le date del nuovo tour che ha toccato e toccherà moltissime città italiane, tra cui Mezzago il prossimo venerdì 8 marzo.

 

Confermando live dopo live quello che fino adesso si è rivelato un lavoro ricco di novità, la band ha cercato in ogni data di creare un’ architettura visiva e musicale capace di far incontrare la poesia dei testi e le scenografie del palco per dare origine ad un leitmotiv dove le immagini dei sogni sono protagoniste.

 

L'ultimo lavoro del gruppetto mascherato, che da ormai quasi venti anni svetta tra le band alternative rock più ascoltate in Italia, prosegue il cammino intrapreso con “Primitivi del futuro” (“La tempesta dischi”, 2010), sottolineando la svolta musicale reggae-dub, che ha caratterizzato il precedente lavoro, e dona ancora una volta un'affascinante colonna sonora ai paesaggi onirici che vivono dentro e fuori di noi.

 

L'album trascina gli ascoltatori all'interno di un mondo altro, popolato da strani personaggi che grazie alle illustrazioni del leader della band, il famoso fumettista Davide Tuffolo, riescono a prendere vita creando un immaginario fantastico dove i fantasmi divengono i protagonisti delle canzoni, giocano con gli errori del passato, si trasformano nei mostri che vivono il presente e cercano risposte disilluse ai dubbi del futuro.

 

“Nel giardino dei fantasmi”, con le sue undici tracks dal sapore caraibico e le sue sfumature etniche, guarda verso mondi lontani, caldi e assolati, dove non vengono dimenticate  le coinvolgenti influenze blues e i graffianti riff punk-rock che da sempre hanno caratterizzato il gruppo, regalando come sempre al pubblico dei live un “incredibile spettaculo de la vida/(un) incredibile spettaculo de la muerte”.

 

Dunque per chi ancora pensa che i Tre allegri ragazzi morti sono realmente deceduti per lasciare spazio ad un qualcosa di nuovo, ancora scomodo da digerire dopo il primo ascolto da parte di un orecchio ormai abituato ai cupi mondi naif del passato, si potrebbe rispondere: si, qualcosa è cambiato, forse qualcosa si è evoluto. Come suggerisce “La fine del giorno”, sesta canzone dell'album: ”Non voglio fingere che sia così, non dirmi che non l'hai ancora capito, anche il colore del cielo lo dice, si rincomincia da qui.”

 

Il primo febbraio 2013 il tour che, come data zero, ha toccato la città di Cortemaggiore esibendosi presso l'ex teatro Fillmore, arriva nei pressi di Milano a Mezzago questo venerdì, e proseguirà in tutta Italia fino alla fine di maggio per poi riprendere dopo una breve pausa nei mesi estivi.

 

Qui di sotto le tutte le prossime date del tour:

 

08 Marzo 2013

BLOOM LIVE

Mezzago, MB

 

 

09 Marzo 2013

URBAN CLUB

Sant’Andrea delle Fratte, PG

 

22 Marzo 2013

MERCATI GENERALI

Catania

 

23 Marzo 2013

CANDELAI

Palermo

 

28 Marzo 2013

BLACK OUT ROCKCLUB

Roma

 

29 Marzo 2013

TIPOGRAFIA

Pescara

 

31 Marzo 2013

VIDIA CLUB

Cesena, FC

 

06 Aprile 2013

ETNOBLOG

Trieste

 

12 Aprile 2013

SONAR

Colle di Val d'Elsa, SI

 

13 Aprile 2013

AUDITORIUM COMUNALE

Salerno

 

19 Aprile 2013

LOCOMOTIV CLUB

Bologna

 

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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