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A partire dal 19 Luglio fino al 16 Ottobre, inaugura la mostra “Dall’Opera al Libro, dal Libro all’Opera. Ezio Gribaudo e i maestri del Novecento” presso lo storico Palazzo Corvaja di Taormina.

La Galleria Guido Costa Projects di Torino ospiterà fino al 31 ottobre 2015 un’incredibile retrospettiva dedicata al lavoro di Nan Goldin, una delle più grandi fotografe donne universalmente note.

L’identità di una persona è qualcosa di strettamente connesso alla sua vita personale, alle esperienze che hanno segnato la sua storia, ai drammi subiti e al modo che ognuno di noi trova di sopravvivere al mondo e Nan Golgin è una che di storie da raccontare ne ha parecchie.

Artista statunitense, fotografa contemporanea per la precisione, nasce nel 1953 e passa la sua adolescenza a Boston, dove si forma alla School of The Museum of Fine Arts. Fin da subito capisce che non esiste alcuna distinzione tra vita e arte, poiché l’una diventa necessaria per la completa realizzazione dell’altra.

La sua fotografia nasce quindi come un vero e proprio diario quotidiano in pubblico e questa tipologia di rappresentazione del mondo l’accompagnerà tutta la vita. Verso la fine degli anni ’70, al Mudd Club diNew York, la Goldin inizia a esporre le sue opere, accompagnate da una colonna sonora punk, Ballad of Sexual Dependency, e la sua arte inizia sempre più a definire i contorni di quella figura che diverrà poi una delle icone delle fotografia contemporanea.

Considerata una dei Five of Boston, il suo stile è paragonabile a quello di Terry Richardson o Wolfang Tillmans e riesce a far emergere il lato più nascosto e trasgressivo della città di New York. Sceglie di esporre se stessa tanto quanto i suoi amici come parte di un ricordo vivo e tangibile, come si evince nel celebre “Autoritratto un mese dopo essere stata picchiata”, che non ha bisogno di ulteriori spiegazioni.

Gli anni ’80, si sa, negli Stati Uniti sono stati un periodo scottante, sia per quanto riguarda le contestazioni giovanili, che segnarono a pieno la “generazione difficile” dell’artista, ma anche per la diffusione inarrestabile dell’AIDS che portò Nan Goldin a realizzare il profondo potere della fotografia, legato alla capacità di mostrare il cambiamento delle persone, ma anche al doloroso ricordo di tutti coloro che aveva perso. Tuttavia, questo non le impedisce di organizzare nel 1989 la prima grande mostra fotografica sull’AIDS del mondo.

La storia di una donna che ha saputo fare della sua vita una vera e propria arte, che ha vinto la scommessa con la discriminazione di genere, facendo volare il suo nome sulle vette più alte della fotografia mondiale.

La mostra di Torino raccoglie moltissime delle sue opere, partendo dai primi anni della sua vita artistica, fino ad arrivare alle foto scattate nel corso degli ultimi 30 anni. Molte immagini sono inedite e la scelta dei soggetti è strettamente legata al suo modo di vivere.

“Le sue immagini sono lo specchio di se stessa e del mondo in cui ha vissuto”, afferma la giornalista americana Lily Tillman, uno sguardo interiore che ha dato vita a un vero e proprio genere artistico, diventato un’icona per tutti gli amanti della fotografia, ma anche soltanto per chi abbia voglia di osservare il mondo con gli occhi di una persona diversa da sé.

nan goldin / nan goldin

2 luglio 2015 – 24 ottobre 2015 la galleria resterà chiusa dall’1 al 31 agosto

Guido Costa Projects – Via Mazzini 24, Torino

Orari di apertura: dal lunedì al sabato, dalle 15.00 alle 19.00

Per info: http://www.guidocostaprojects.com/

Adele Di Giovanni

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Da mercoledì 1 luglio fino a venerdì 31 luglio il MA-EC - Milan Art & Events Center presenta la mostra "LOVVISM. L'amore va di moda", un lungo e introspettivo viaggio realizzato dal fashion designer e artista Angelo Cruciani alla ricerca degli innumerevoli significati dell'amore, che si traduce in un meraviglioso percorso artistico e creativo Trenta opere create con tecniche differenti che spaziano dalla pittura ad olio agli inchiostri, dall'installazione alla street art fino all'utilizzo di capi di abbigliamento, che hanno in comune un solo argomento, l'amore. Una quantità indescrivibile di cuori che si fondono con numeri, denaro, lettere, geometrie e bandiere (America, Cina, Israele) realizzate con la tecnica del dripping, dove a sostituire le stelle ci sono appunto i cuori, che hanno lo scopo di diffondere nel mondo un messaggio di pace e amore.

Inoltre in mostra si potranno ammirare 6 opere nate dalla preziosa collaborazione con il fotografo Manuel Scrima. Immagini che concretizzano azioni collettive, concettuali ed estetiche e che, grazie ad una sublime rielaborazione, vivono un'altra vita assumendo nuovi significati.

Una mostra d'arte contemporanea unica nel suo genere che ruota attorno ad un tema, quello dell'amore, che, fortunatamente, non passa mai di moda.

Vernissage + cocktail (su invito) mercoledì 2 luglio, ore 18.00 INFO:

LOVVISM. L'amore va di moda

1 - 31 luglio dalle ore 18:00 alle ore 19:00

MA-EC - Milan Art & Events Center - via Lupetta 3, 20123 Milano

https://www.facebook.com/milan.art.events.center

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Mercoledì 24 giugno, inaugurazione speciale del giardino estivo del Ristorante Origami grazie all’installazione delle opere dell’artista Leonardo Vecchiarelli. Durante l’aperitivo verranno presentate 5 opere che compongono la mostra “La grande Transizione”.

Un’occasione unica per gustare i nuovi cocktail preparati sapientemente da Fabio Cesareni a base di sake ed essere deliziati dai piatti di Takuia, il sushiman giapponese di Origami, che presenterà per l’occasione dei nuovi rolls. Una serata sinergica dove arte, cibo e filosofia giapponese si sposano alla perfezione.

La grande Transizione” è un’installazione composta da 30 opere dell’artista Leonardo Vecchiarelli, presso Origami presenta 5 delle sue opere raffiguranti cinque immagini di donne guerriere, abbigliate e decorate con la cura meticolosa di un samurai che si prepara alla battaglia, ispirate a figure di imperatrici orientali.

Ad ogni donna ritratta l'artista ha dato un nome, tratto dalla cultura letteraria e mitica dell'Estremo Oriente: la Sciamana, la Donna Samurai, la Creatrice del Genere Umano, Colei che governa il Flusso delle Acque, l'Aristocratica, il Tempio della Purezza. Fabio Cesareni, esperto mixologist, preparerà 2 cocktail ad hoc che avranno il nome di due delle guerriere delle opere di Vecchiarelli.

Molti sono i volti noti da scoprire provenienti soprattutto dal mondo della moda come Maria Buccellati, Nicoletta Fiorucci…

Origami è il luogo ideale non solo per cenare, ma anche sorseggiare ottimi drink.

Le opere della mostra "La grande Transizione" saranno esposte fino a fine luglio.

Origami Milano - Japanese Cuisine Viale Montegrappa 20 - Milano Dalle 19,30 fino alle 02

 

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Hernandez Art Gallery, in collaborazione con il Consolato Generale del Perù a Milano, presenta il progetto artistico "Il Tempio dell’Apu" dell’artista peruviano Alejandro Fernandez, una doppia mostra con due incredibili inaugurazioni.

La prima il giorno 9 maggio, alle ore 19:00, presso la Sala Nono Uno della Fabbrica del Vapore di Milano. L’artista, oltre a esporre alcune opere, eseguirà la performance “La Montagna dell’Apu”: un'installazione composta da sacchi di juta colmi di sabbia, simbolo della terra e del raccolto, che verranno sferzati con tagli dall'artista e successivamente dai visitatori, chiamati a partecipare attivamente, diventando così parte integrante della performance. Il taglio che ognuno deciderà di dare al sacco, sia esso deciso, timoroso, sfuggente, svelerà la natura del destino di ognuno di noi. L'Apu (montagna, in lingua Inca) che si formerà dalla caduta della sabbia, rappresenta tutti gli Apu a cui, ancora oggi in Perù, vengono portati doni e offerte per augurare un buon raccolto. Questa simbologia viene ripresa nelle opere di Alejandro Fernandez: il gesto del taglio, durante la performance, è analogo alle spatolate gestuali sulle tele, entrambi rimandano alle casualità del destino di ognuno di noi.

La seconda inaugurazione si terrà il 21 maggio 2015, ore 19:00, presso gli spazi dell’Hernandez Art Gallery di Milano, in via Copernico 8, dove la mostra vera e propria proseguirà sui due piani della galleria. Durante la serata, vi sarà una performance a sorpresa dell’artista e un aperitivo a base di Pisco, tipico liquore andino.

Oltre alle due esposizioni, si svolgeranno tre incontri che ruoteranno sul tema del cibo, presso la Sala Conferenze della Fabbrica del Vapore, organizzati dal Consolato Generale del Perù, in collaborazione con gli Uffici Commerciali dell'Ambasciata Peruviana in Italia. L’evento, espressamente richiesto durante il periodo Expo 2015, ha l’obiettivo di far comprendere alla città di Milano e al mondo intero la complessità e la vivacità della cultura peruviana che affonda le radici nel proprio passato, senza dimenticare la contemporaneità e il futuro. L'intero progetto si propone di far conoscere, attraverso le opere e le performance dell'artista, le tradizioni e i simboli che sono alla base della cultura Inca, ponendo l'attenzione su un tema importante come l'alimentazione. Infatti, dall’osservazione attenta dei lavori dell’artista si possono scorgere mezze lune e soli, simbologie alla base della cultura Inca, che determinano e raffigurano il passare del tempo e delle stagioni, fondamentali per i cicli dei raccolti.

 

BIOGRAFIA

Alejandro Fernández Centeno nasce nel 1969 ad Ayacucho, paese tra le montagne peruviane. Dopo gli studi di Arti Plastiche, presso la Scuola Superiore di Belle Arti del Perù, si trasferisce a Milano, dove tuttora vive e lavora. A oggi è uno dei principali artisti contemporanei della sua Nazione, protagonista di numerose Esposizioni Collettive in Italia, in Perù e in Svizzera, oltre ad essere vincitore di rinomati Premi, tra i quali “Medaglia d’oro” Banco de Crédito en la Escuela Nacional de Bellas Artes del Perù, secondo premio “Estàndar Internacional Club Peruano de Orquìdeas”, Lima Perù e terzo premio pittura alla “Primera Conferencia Internacional del Orquìdeas”, Vancouver, Canada.

 

Hernandez Art Gallery

Prima inaugurazione 9 maggio 2015 ore 19:00 presso la Sala Nono Uno della Fabbrica del Vapore In mostra fino al 21 giugno 2015 alla Fabbrica del Vapore Via Procaccini 4, MI

CONTATTI Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sito Web: http://www.fabbricadelvapore.org/it/

Seconda inaugurazione 21 maggio 2015 ore 19:00 In mostra fino all’ 11 giugno alla Galleria Hernandez Via Copernico 8, MI

CONTATTI Telefono: 02.67430252 / 338.5805011 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sito Web: www.galleriahernandez.com

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Dal 19 aprile al 19 luglio Palazzo dei Diamanti, principale luogo espositivo della città di Ferrara, propone una mostra interamente dedicata al modernismo catalano, La rosa di fuoco. La Barcellona di Picasso e Gaudí.

Una raccolta di opere risalenti a inizio Novecento, periodo in cui un nuovo fervore infiammava la scena artistica e culturale spagnola e in cima a tutti gli artisti spiccavano i nomi di Picasso e Gaudì.

Effervescente e affascinante, creativa e anticonformista, Barcellona veniva chiamata La rosa di fuoco.

Da dicembre 2014 e per tutto il 2015 le opere dei pittori ferraresi e dei grandi artisti che hanno contribuito a creare la storia dell'arte contemporanea sono esposte a Ferrara, gioiello architettonico del Rinascimento e patrimonio dell'Umanità UNESCO.

Mostre d’autore che hanno già riscosso enorme affluenza di visitatori, godibili grazie a Visit Ferrara, consorzio che conta quasi 80 operatori della provincia che hanno l’obiettivo di far conoscere al pubblico le numerose opportunità turistiche che il territorio offre loro.

Per non perdere proprio nulla viene offerto il pacchetto "Mostre" che propone una notte con prima colazione in hotel in camera doppia e visita guidata della città. Inoltre è incluso il biglietto d’ingresso per l’esposizione che si sceglie di visitare ed uno sconto del 10% sul catalogo, a partire da €60 a persona a notte.

Per info e prenotazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per altre offerte e proposte www.visitferrara.eu

Consorzio Visit Ferrara - via Borgo dei Leoni 11, Ferrara

tel. 0532 783944 / 340 7423984

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Dal 3 al 6 aprile Fondazione Cineteca Italiana presenta allo Spazio Oberdan CINEMA E GRANDE MUSICA: JOHANN SEBASTIAN BACH, una rassegna dedicata a uno dei più acclamati compositori del mondo.

Bach è stato un compositore e musicista tedesco tutt'ora considerato il genio della storia della musica e l'autore di opere di grande spessore e complessità strutturale.

La rassegna a lui dedicata comincerà venerdì 3 aprile alle ore 19 con la proiezione del film Il mio nome è Bach, una storia che narra un episodio particolare della vita del compositore che lo ha portato alla creazione del capolavoro “L’offerta musicale”; Sul nome B.A.C.H. – Contrappunti con l’Arte della fuga, film caleidoscopico del regista e musicista Francesco Leprino con rielaborazioni dei contrappunti per 50 strumenti e 5 improvvisazioni di Stefano Bollani; e ancora Solaris di Andrej Tarkowskij ed infine il racconto emozionante da parte della coppia di registi Straube-Huillet della donna che è stata accanto tutta la vita al musicista e che lui ha amato profondamente, Cronaca di Anna Magdalena Bach.

 

SCHEDE FILM E CALENDARIO:
venerdì 3 aprile ore 19 - Il mio nome è Bach (anteprima)

sabato 4 aprile ore 14.30 - Il mio nome è Bach

ore 20.30 Solaris

domenica 5 aprile ore 17 - Il mio nome è Bach

ore 21 Cronaca di Anna Magdalena Bach

lunedì 6 aprile ore 17 - Sul nome B.A.C.H. – Contrappunti con l’Arte della fuga

PREZZI:

biglietto intero € 7 - ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari € 5,50

Primo spettacolo pomeridiano (giorni feriali): intero € 5,50, ridotto € 3,50

INFO: 

tel. 02.87242114

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.cinetecamilano.it

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Quest'anno l'8 marzo sarà un'occasione per celebrare due volte le donne. Non solo per la tradizionale "festa della donna", ma anche perché ricorrono i 70 anni dalla liberazione dell'Italia dal nazifascismo.

Le donne parteciparono attivamente alla Resistenza e alla Liberazione con coraggio e fermezza, riuscendo di lì a poco ad ottenere anche il diritto di voto.

Nella sede di WOW Spazio Fumetto è stata allestita "Donne Resistenti", una mostra in onore delle nostre nonne e bisnonne che, attraverso i fumetti, ci ricorda le loro imprese. La mostra si apre proprio l'8 marzo alle ore 17 e prosegue fino al 26 aprile.

Un linguaggio nuovo e giovanile quello del fumetto che aiuterà anche i più piccoli a capire meglio le storie raccontate. I disegni ripercorrono il percorso dei Gruppi di Difesa della Donna, da cui è nata l'Udi, Unione Donne Italiane, attraverso gli occhi di una diciassettenne che indaga sulla vita di sua nonna ai tempi della guerra e scopre con ammirazione e stupore la storia della Resistenza femminile. Giovani partigiane, ragazze giovanissime proprio come lei, impegnate in prima linea a difendere la propria patria e disposte a sacrificare persino la vita per essa.

Accanto alla graphic novel saranno esposte anche numerose opere realizzate appositamente dalle disegnatrici Giuliana Maldini, Elena Terrin, Mariagrazia Quaranta e Marilena Nardi. Opere che raccontano la vita di notissime figure femminili come Onorina Brambilla Pesce, Tina Anselmi, Iride Imperoli e molte altre.

Il giorno dell'inaugurazione verrà proiettato il film documentario "Bandite" di Alessia Proietti e Giuditta Pellegrini mentre in chiusura, il 26 aprile, il documentario di Liliana Cavani "La donna nella Resistenza".

Una mostra elegante e suggestiva che ci farà tornare indietro nel tempo ricordandoci che le "Donne Resistenti" hanno lottato per permettere a tutte noi di essere oggi quello che siamo.

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Volete immergervi in un mondo al di fuori dell’ordinario caratterizzato da miniature, smalti ed esaltazioni geometriche? Non lasciatevi scappare la mostra Occidente per Principianti dell’artista Stefano Picarazzi.

 

Dal 13 Febbraio presso gli spazi del Tongs di Via Vigevano 19 a Milano la mostra Occidente per Principianti dell’artista eclettico Picarazzi sorprenderà il pubblico milanese. Il visitatore viene accompagnato in un percorso originale alla ricerca di nuovi punti di vista e chiavi di lettura non convenzionali.

I lavori esposti hanno forti richiami alla pop art e all’astrattismo e si articolano in tre diverse serie di opere: Occidente per Principianti, composto da otto tele in cui l’artista esprime la sua creatività in miniatura ed esasperazioni geometriche. A seguire My beautiful dark twisted gangbang fantasy, quattordici collage e acrilici su carta, in cui emergono icone del quotidiano decontestualizzate e reinterpretate. E per ultimo Eroi Marginali, tre tele dai colori brillanti in cui Picarazzi alterna smalti, acrilici e foglia d’oro su tela.

"Le opere che espongo, traggono ispirazione da tutto ciò che mi circonda - afferma Stefano Picarazzi - dai viaggi e dalle esperienze che hanno caratterizzato i miei anni di formazione. In alcune tele si possono rivedere chiaramente le influenze derivanti da importanti eventi di cronaca, che hanno segnato l'inizio del XXI secolo".

"Nelle mie opere c'è un deliberato rifiuto a trovare un nesso logico tra oggetti ed eventi - conclude Picarazzi - Ogni cosa può essere (e viene) separata o unita dal suo contesto. In questo modo l'osservatore è spinto a valutare la realtà secondo nuovi punti di vista o inusuali chiavi di lettura".

 

Stefano Picarazzi oltre a essere un’artista è anche un direttore creativo e art director presso un’agenzia di pubblicità e comunicazione. Vive in un luogo molto particolare: su una canoa di pino lungo una sponda del Ticino. Le sue opere sono influenzate da Turgenev, Celine, Ballard e Burroughs con i quali ha instaurato un rapporto di scambio e condivisione. L’artista ha espresso un desiderio: vorrebbe che questa mostra venisse ricordata con una frase di J. R. Wilcock "Allora la mia mente ebbe quello che sarà stato l'unico lampo di genio della mia infanzia; capii che, qualunque cosa facessi, la potevo paragonare a un gioco".

 

Immergetevi nel mondo delle miniature e geometrie, smalti e acrilici e lasciatevi sorprendere.

 

 

Occidente per Principianti

di Stefano Picarazzi

c/o Tongs - Via Vigevano, 19 - Milano

Inaugurazione mostra: giovedì 13 febbraio 2014 - ore 19.00

Apertura mostra al pubblico: dal giovedì 13 febbraio a domenica 13 aprile

Orari apertura mostra: martedì - domenica, dalle 18.00 alle 02.00

 

Da chi ha portato in Italia il teatro danza e lo ha fatto conoscere e apprezzare al grande pubblico ci si aspetta talento e bravura ma forse non una grande versatilità a farsi dirigere e indirizzare a sua volta. Invece Pippo Delbono ama assorbire e assimilare il mestiere e la tecnica di tutti gli artisti che incontra e con cui lavora e collabora. Lo ha fatto fin dagli esordi in Danimarca, con il gruppo Farfa, diretto da Iben Nagel Rasmussen, ha imparato a meraviglia le tecniche dell'attore danzatore dell'Oriente e lo ha fatto successivamente  nel 1987 quando incontra  Pina Bausch e accetta il suo invito a partecipare ad uno dei lavori del Wuppertaler Tanztheater. Con la Bausch Delbono comprende appieno la metodologia per fondere in maniera sublimale danza e teatro.

In seguito lavora come attore con registi del calibro di Moreau, Bartolucci e perfino Peter Greenaway. Dopo molti riconoscimenti come scrittore teatrale, realizzatore di spettacoli e sperimentatore artistico, nel 2006 scrive, interpreta e dirige il suo primo film, Grido, per cui ottiene il premio come migliore attore protagonista al Sulmona Film Festival.

Il 2013 è l’anno di Orchidee, suo ultimo spettacolo e fatica artistica.

Il titolo esprime già l’intenzione del regista che considera questo lavoro come il sunto di un viaggio di arte e nell’arte che Delbono e la sua compagnia hanno cominciato da tempo. L’orchidea, fiore selvaggio e raro alla fine si ritrova artificialmente e ricoperto di polvere in bella vista in molte case di donne borghesi, per cui l’immagine della realtà rimanda ad essa ma artificialmente e distorta.

Ed è quello che si vede nello spettacolo Orchidee, dove Pippo Delbono viaggia nelle diverse dimensioni dello spazio teatrale, trascina nella sua danza i fantasmi del cinema e guida i suoi attori attraverso gli specchi. Un omaggio all’immagine di una immagine. Prendendo spunto dalla poetica aristotelica Delbono mette in scena il falso di fronte al vero, oppone la finzione filmica all’arte dello spettacolo teatrale dal vivo, rende omaggio ai vivi e alla verità delle cose.

Spesso il regista ha definito se stesso come un “terrorista” delle scene, un guastatore del palcoscenico e basta assistere a uno dei suoi lavori per capire il senso ultimo di queste affermazioni. Delbono è uno spirito libero che dà vita a mondi fantasmagorici. Entrare in essi è più un’esperienza che una semplice partecipazione da spettatori.

Antonia del Sambro

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