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Dall’1 al 13 Dicembre la  Fondazione Cineteca Italiana presenta, presso Spazio Oberdan e MIC (Museo Interattivo del Cinema), una rassegna cinematografica, IL MIO NOME È GIOVANNA, GIOVANNA D’ARCO, rassegna che fa parte del palinsesto di Prima Diffusa, in collaborazione con Comune di Milano e Edison.

Protagonista della stagione scaligera sarà proprio l'opera "Giovanna d'Arco" di Verdi, diretta dal Maestro Riccardo Chailly, e per il quarto anno consecutivo verrà proiettata il 7 dicembre alle ore 17.30 in diretta su grande schermo al MIC, e per la prima volta anche allo Spazio Oberdan.

Per accompagnare questo speciale evento, la Cineteca dedica una rassegna alle molteplici versioni del racconto della "pulzella di Orleans" reallizzate dai più grandi registi della storia del cinema.

Gli esordi cinematografici di Giovanna d’Arco coincidono con le origini del cinematografo: nel 1895 infatti, Edison confeziona Execution of Joan d’Arc, un’unica inquadratura dell’eroina al rogo della durata inferiore al minuto. Anche il padre del cinema di fantasia George Méliés, nel 1900, mette in scena Jeanne d’Arc composto da 12 tableaux animati dipinti a mano. Nel 1909 invece Albert Capellani realizza per la Pathé Jeanne d’Arc, mettendo insieme dieci quadri che richiamano il percorso iconografico medievale.

In programma anche La Merveilleuse vie de Jeanne d’Arc di Marco De Gastine (1929), uno dei due film commissionati in occasione dei 500 anni dalla morte della pulzella d’Orleans, ed essendo l’altro il capolavoro di Dreyer, venne ben presto dimenticato a dispetto della sua modernità. Conservata nell’Archivio della Cineteca Italiana, rimane una pellicola rarissima, che rende questa proiezione particolarmente preziosa.

Oltre al citato capolavoro di Carl Theodor Dreyer La passione di Giovanna d’Arco, in programma anche il recentissimo Nitrate Flames, il documentario su Renée Falconetti, protagonista proprio del capolavoro del regista norvegese.

Dopo l’introduzione del sonoro, tanti i ritratti d’autore dell’eroina firmati da Jacques Rivette, Robert Bresson, che ricostruisce la vicenda del processo per riattualizzare il personaggio, Victor Fleming, che sceglie la bravissima Ingrid Bergman, protagonista anche della versione di Roberto Rossellini, e infine il kolossal di Luc Besson, che mette invece in campo una straordinaria Milla Jovovich.

Assolutamente da non perdere poi la proiezione del documentario "Teatro alla Scala - Il tempio delle meraviglie", una visita senza precedenti in uno dei templi dell'arte e dello spettacolo mondiale.

 

PROGRAMMA

Dall’1 al 7 dicembre

Martedì 1 dicembre h 17.00

Giovanna d'Arco (Victor Fleming, con Ingrid Bergman e Josè Ferrer. USA, 1948, 145')

Mercoledì 2 dicembre h 17.00

Giovanna d'Arco - Parte I: Le battaglie  (Jacques Rivette, con Sandrine Bonnaire e Patrick Le Mauff. Francia, 1994, 129' con Sandrine Bonnaire e Patrick Le Mauff)

Giovedì 3 dicembre h 17.00

Giovanna d'Arco - Parte II: Le prigioni  (Jacques Rivette, con Sandrine Bonnaire e Patrick Le Mauff. Francia, 1994, 127')

Venerdì 4 dicembre h 17.00

La passione di Giovanna d’ Arco  (C.T. Dreyer, con Renée Falconetti e Antonin Artaud. Francia, 1928, b/n, 85’, muto)

Sabato 5 dicembre h 18.00

Nitrate Flames (Mirko Stopar, con Renée Falconetti. Norvegia, 2014, 63', v.o.sott.it.)

Domenica 6 dicembre h 17.30

Giovanna d’Arco  (Luc Besson, con Milla Jovovic e Dustin Hoffman. Francia, 1999, 161’)

Lunedì 7 dicembre h 17.30

Serata inaugurale del Teatro alla Scala

La rassegna fa parte del palinsesto di Prima Diffusa, in collaborazione con Comune di Milano e Edison

Giovanna d’Arco

(Giuseppe Verdi, su libretto di Temistocle Solera. Regia di Moshe Leiser e Patrice Caurier, Direttore Riccardo Chailly)

 

SPAZIO OBERDAN

Dal 7 al 13 dicembre

Lunedì 7 dicembre h 17.30

Serata inaugurale del Teatro alla Scala

Giovanna d’Arco  (Giuseppe Verdi, su libretto di Temistocle Solera. Regia di Moshe Leiser e Patrice Caurier, Direttore Riccardo Chailly)

Lunedì 7 dicembre h 21.30 / Giovedì 10 dicembre h 17

Jeanne d’Arc (Georges Méliès, Francia, 1900, cortometraggio, muto)

Jeanne d’Arc (Pathé Freres, Francia, 1914, cortometraggio, muto)

Il processo di Giovanna d’Arco Regia, scenegg. e dialoghi: Robert Bresson. Int.: Florence Carrez, Jean-Claude Fourneau, Marc Jacquier, Richard Pratt, André Brunet. Francia, 1961-62, b/n, 65’, v.o. sott. it., copia restaurata.

Martedì 8 dicembre h 19

La Merveilleuse vie de Jeanne d’Arc (Marco De Gastine, con Genevois Simone. Francia, 1929, 75’, muto con accompagnamento musicale dal vivo)

Mercoledì 9 dicembre h 21.15

Giovanna d'Arco al rogo  (Roberto Rossellini, con Ingrid Bergman, Tullio Carminati e Giacinto Prandelli. Ita/Fr, 1954, b/n, 76')

Giovedì 10 dicembre h 21.15 / Venerdì 11 dicembre h 19 / Domenica 13 dicembre h 17

Teatro alla Scala – Il tempio delle meraviglie (Luca Lucini, Silvia Corbetta, Piero Maranghi. Italia, 2015, 95’)

Sabato 12 dicembre h 17

Giovanna d'Arco - Parte I: Le battaglie  (Jacques Rivette, con Sandrine Bonnaire e Patrick Le Mauff. Francia, 1994, 129')

Sabato 12 dicembre h 21.15

La passione di Giovanna d’ Arco  (Carl Theodore Dreyer, con Renée Falconetti e Antonin Artaud. Francia, 1928, b/n, 85’, muto)

Domenica 13 dicembre h 18.45

Giovanna d'Arco - Parte II: Le prigioni  (Jacques Rivette, con Sandrine Bonnaire, e Patrick Le Mauff. Francia, 1994, 127')

 

INFO:

T 02.87242114 / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / www.cinetecamilano.it

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Dopo una prima tappa alla Triennale di Milano, “Graphic Novel. Racconti cronaca reportage: le storie disegnate nel supplemento culturale del <Corriere della Sera>” torna in mostra, fino al 22 dicembre 2015, nella Contemporary Exhibition Hall dello IULM Open Space. “la Lettura”, inserto dedicato alla cultura, festeggia il suo quarto anniversario e per l’occasione ha deciso di allestire un’ esposizione dedicata alle graphic novel, un modo di fare giornalismo che esalta il rapporto tra immagine e parola, con la possibilità di trasporre in una realtà fiabesca avvenimenti e riflessioni attuali.

Vere e proprie opere d’arte per mano di artisti capaci come Igort (Igor Tuberi), firmatario del primo numero, Sergio Toppi, Grazia Nidasio, Davide Toffolo, Paolo Bacilieri, Cinzia Leoni e tanti altri, che hanno accompagnato la storia de “la Lettura” sin dalla sua (ri-) nascita nel 2011.

Realizzata con il supporto della “Fondazione Corriere della Sera”, l’esposizione comprende la rassegna completa delle tavole pubblicate dall’inserto, oltre che una piccola selezione di originali dalle quali sono derivate. Dando un’occhiata veloce si evince come questi racconti non siano solo fumetti, ma vere e proprie opere d’arte a servizio del lettore, che si approccia in modo più coinvolgente al mondo dell’informazione.

“la Lettura” è da sempre attenta alle novità in campo artistico ed alle possibilità offerte dai linguaggi grafici. Dopo le precedenti edizioni dedicate l’una alle celebri copertine dell’inserto, vere e proprie opere d’arte realizzate appositamente ogni settimana da un artista differente, e l’altra ai Visual data, i curatori Gianluigi Colin, art director del Corriere della Sera, e Antonio Troiano, responsabile della redazione culturale e del supplemento, hanno deciso di dedicare la mostra di quest’anno alle Graphic Novel.

L’esposizione, oltre a mettere in mostra l’innegabile talento degli artisti che hanno firmato le opere a fumetti, esalta un diverso approccio al mondo della conoscenza: intuitivo, veloce e piacevole agli occhi, dimostra come le possibilità della cultura siano sconfinate e variegate.

Il fumetto, tecnica dalle origini più che centenarie vede, nell’immagine ironica ed apparentemente “leggera”, un modo per compiere un’analisi critica dell’attualità, <immagini e altre figure giustapposte in una deliberata sequenza, con lo scopo di comunicare informazioni e/o produrre una reazione estetica nel lettore>, secondo la citazione di Scott McCloud.

Il catalogo “la Lettura, Graphic Novel. Racconti, cronaca, reportage: le storie disegnate nel supplemento culturale del Corriere della Sera”, raccoglie oltre novanta storie pubblicate dall’inserto, accompagnate dai testi di Luciano Fontana, Vincenzo Trione, Igort, Pierenrico Ratto, Antonio Troiano e molti altri, sarà disponibile presso la Libreria Lumi (IULM 2) fino al termine della mostra; inoltre, una selezione delle Graphic novel, rinnovata settimanalmente, è consultabile sul sito dell’inserto www.corriere.it/lalettura.

“Graphic Novel. Racconti cronaca reportage: le storie disegnate nel supplemento culturale del <Corriere della Sera>” IULM Open Space – Contemporary Exhibition Hall Lun- ven ore 8.30-19.30 Ingresso libero

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Chi anche solo per un attimo non desidera tornare bambino? Sono quelle sensazioni che non si apprezzano a pieno quando si è giovani, ma che, una volta perse, si cerca disperatamente di ritrovare a tutti i costi. E così si inizia a scavare nei ricordi, si aprono i vecchi album di fotografie e si rovista negli scaffali impolverati… ed è lì che certe piccole perle d’infanzia vengono alla mente. Il Piccolo Principe, libro senza tempo scritto da Antoine de Saint-Euxpéry nel 1943, che da sempre affascina i più piccini e stravolge gli animi dei più grandi, viene adesso finalmente messo in scena il prossimo 12 dicembre al Teatro Manzoni di Sesto San Giovanni, con un’inedita versione sia recitata che danzata. Con la regia di Mirko Lanfredini, già direttore e fondatore dell’Associazione Culturale Teatro della Verità, che all’interno dello spettacolo vestirà i panni dell’Aviatore, e le coreografie di Barbara Melica, direttrice del Cigno Danza e campionessa della squadra nazionale di danze sul ghiaccio, questa particolarissima versione dell’opera francese più famosa di sempre cerca di regalare al pubblico un tripudio di emozioni, con momenti incisivi e carichi di pathos, senza tuttavia discostarsi dall’atmosfera dolce e genuina del racconto originale. La talentuosa Gaia Percudani, classe 1999, vestirà i panni di questo Piccolo Principe, giovane e curioso che, proprio grazie alla sua ingenuità pura e sincera, si spingerà in un viaggio oltre i limiti della fantasia, conoscendo tantissimi nuovi amici e passando attraverso mondi sconosciuti e decisamente singolari. Una freschezza esplosiva, quella della giovane Gaia, che anche se giovane riesce a colpire il cuore degli spettatori, interpretando un bambino alle prese con il mondo degli adulti: quello stesso mondo che tende a schiacciare la fanciullezza e a farci crescere fin troppo in fretta. Se gli attori sono già ad altissimi livelli, certamente non è da meno il corpo di ballo, composto da Lorenzo Morrone, Chiara Borghini, Matteo Ravelli, Nicoletta Morone, Ciro Venosa e Adele Di Giovanni. Sei professionisti della danza, provenienti da esperienze di vita totalmente differenti l’uno dall’altro, arricchiranno le scene di questo spettacolo unico, con coreografie vorticose, divertenti interpretazioni e momenti di estrema tenerezza. La danza diventa qui un linguaggio strettamente interconnesso con la parola vera e propria. Corpo e voce si uniscono per esprimere al meglio quelle che sono le scene che compongono questo puzzle di metafore e significati. L’arte quì si fa specchio di quello che la società moderna sta diventando, prendendo come pretesto un’opera straordinaria come quella del Piccolo Principe che al suo interno è densa di significati e simbolismi. «La nostra idea è quella di creare uno spettacolo per tutti, uno spettacolo che possa incuriosire e stupire i piccoli e allietare i grandi e dati i contenuti morali del testo, che possa insegnare e ricordare concetti e idee che andrebbero sempre tenuti presenti nel rapporto fra adulti e bambini», come dichiarano Barbara e Mirko parlando del progetto. Un esperimento che mette in gioco dinamiche complesse, a cavallo tra emozioni e sentimenti molto forti, ma che si prestano perfettamente per la rappresentazione teatrale e che cercheranno di scuotere negli animi degli spettatori anche solo un briciolo di passione. Perché il teatro, inteso nel suo senso più ampio, è anche questo. Il teatro è sconvolgimento. Il teatro è passione. Il teatro è emozioni. Emozioni vere provenienti da gente vera che sul palco mette a nudo la propria anima, e quella del personaggio che interpretano, al servizio di chi guarda, al servizio del pubblico: per stupire, emozionare o anche solo divertire grandi e piccini. Il Piccolo Principe è tutto questo e molto più. E vi aspetta al Teatro Manzoni di Sesto San Giovanni il prossimo 12 Dicembre. Regalatevi un momento di nostalgia e provate a entrare nel mondo delle quattro dimensioni, quello che, grazie a un palco e a dei tendoni rossi, riesce a dare un senso anche alle giornate più buie, perché vi permette, anche solo per un paio d’ore, di uscire da voi stessi ed entrare un universo parallelo: quello di un Piccolo Principe che fece di tutto tornare dalla sua amata Rosa.

PICCOLO PRINCIPE 12 Dicembre 2015, ore 21, Teatro Manzoni Sesto San Giovanni (MI) – Via Petazzi, 18. BIGLIETTI: intero - 15€ Ridotto under 14 - 10€ Per info e prevendite rivolgersi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o 342 0780981 Dal 21 novembre sarà possibile acquistare i biglietti anche alla biglietteria del Teatro dalle 17 alle 19 - (02/2421603).

www.teatrodellaverita.com

Dal 17 al 22 novembre- Sala Grande Uno spettacolo di Giuseppe Patroni Griffi Produzione Teatro Stabile di Napoli

In memoria di una signora amica si svolge in quattro serate dal 1945 al 1950, in una geografia che contrappone Napoli a Roma. Le quattro serate sono il racconto di uno scontro generazionale, tra la necessità di partire e la consapevolezza del restare, tra il passato nostalgico delle madri e il futuro incerto di figli carichi di ideali, giovani irrisolti che si dibattono nel tentativo di dare un senso alla fuga da una città-rifugio. Le storie della protagonista Mariella Bagnoli (Mascia Musy) e delle sue amiche sembrano risalire dagli antri bui dei sotterranei che furono i ricoveri promiscui di una guerra che «non basta a liberarci dall'infelicità, dalla disgrazia, dal destino fetente di nascere napoletani» e che, insieme alle notti profonde, non vuole proprio passare. Nel 1963 Francesco Rosi, anch'egli figlio geniale di una generazione lacerata dall’odio-amore per Napoli, mise in scena per la prima volta In memoria di una signora amica, a breve distanza dall'uscita del suo film Le mani sulla città.Tra le interpreti nella rilettura di Francesco Saponaro (premio Eti 2009), Mascia Musy (Premio De Sica 2013 per il Teatro, Premio UBU miglior attrice 2008, premio ETI Olimpici del Teatro 2008) interprete prediletta di Eimuntas Nekrosius e Fulvia Carotenuto, protagonista al Parenti lo scorso anno con Carlo Cecchi dello spettacolo di successo Il lavoro di vivere diretto da Andrée Shammah.

C'è un filo rosso che lega il mio lavoro di questi ultimi anni alla messa in scena di In memoria di una signora amica di Giuseppe Patroni Griffi e passa, essenzialmente, dall'incontro con il teatro di Eduardo De Filippo, lambisce le rarefatte armonie della letteratura di Raffaele La Capria e si alimenta dell'ardente poesia di Enzo Moscato. Giuseppe Patroni Griffi è, tra i grandi maestri del Novecento italiano, una delle voci più limpide e sagaci. Il suo genio ha dato vita a meravigliosi personaggi di teatro che ritrovo nei vicoli che si inseguono tra i palazzi a spuntatore, nei bassi dei quartieri spagnoli ma anche in certe case di Chiaia o di Posillipo, solo apparentemente confortate dai panorami di una bella giornata. In fondo anche le storie di Mariella Bagnoli e delle sue amiche sembrano risalire dagli antri bui degli ipogei che furono i ricoveri di una guerra che insieme alle notti profonde non vuole proprio passare. Nel 1962 Francesco Rosi, anch'egli figlio geniale di una generazione lacerata dall’odio-amore per Napoli, mise in scena per la prima volta In memoria di una signora amica a breve distanza dall'uscita del suo film Le mani sulla città. È a partire da questa costellazione di riferimenti per nulla trascurabili, che affronto questo capolavoro di Patroni Griffi che invoca la necessità di una radicale e definitiva trasformazione senza perdere quell'intenso «respiro di vita e di bellezza» che può ancora salvarci.

Francesco Saponaro

Info: Prezzo biglietti: intero I e II settore 32€;III settore 25€; under26/over60 18€;convenzionati 22,50€ (prevendita 1,50 €) Orari: lun riposo-mart, sab h20.30 - mer,ven h19.30 - gio h21 - dom h15.30 Tel : 02 59 99 52 06; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; www.teatrofrancoparenti.it

Il museo Gemäldegalerie Kulturforum di Berlino ospita fino al 24 Gennaio una delle mostre più attese del momento: The Botticelli Renaissance.

«Come fa un pittore ad acquisire fama internazionale? Che cosa ha reso Botticelli un’icona pop? Perché le sue opere sono considerate senza tempo? Cos’è che lo rende cosi “europeo” da far apparire la sua Venere sul dritto di una moneta da 10 centesimi di euro? Quello che possiamo dire con sicurezza è che Botticelli, più di qualsiasi altro Grande Maestro, ha ispirato e continua a ispirare l’arte moderna e contemporanea».

Questa è il leitmotiv di una mostra destinata a catturare le attenzioni del grande pubblico e che ci racconta per immagini non solo come i lavori del Maestro fiorentino siano stati d'ispirazione per l’Arte Moderna e Contemporanea ma anche come Sandro Botticelli sia diventato una vera e propria icona pop.

L'opera dell'artista fiorentino viene, quindi, presentata secondo un'angolatura che, senza trascurare gli aspetti di valutazione artistica e estetica, si focalizza soprattutto sulla sua influenza in campo letterario, teatrale, musicale e della cultura di massa.

L'esposizione propone, infatti, un viaggio a ritroso fino al 1445 partendo dalle forme attuali di ricezione, che investono non solo l'arte contemporanea ma anche altre dimensioni della cultura di massa - dalla musica alla moda sino alla pubblicità - ricostruendo il suggestivo percorso socio-culturale che determinò la riscoperta del pittore fiorentino, nel corso del XIX secolo e all'inizio del XX in Europa e negli Stati Uniti.

Il museo Gemäldegalerie, ad essere sinceri, vale già da solo un viaggio poiché al suo interno custodisce una delle raccolte più significative a livello mondiale, con opere di artisti europei dal XIII al XVIII secolo, quali Van Eyck, Rubens, Vermeer, Rembrandt, oltre agli italiani Raffaello, Lippi, Mantegna, Tiziano, Caravaggio, Antonello da Messina.

All'interno di questo meraviglioso spazio espositivo sono stati inserite centotrenta opere originali (di cui 40 del Maestro fiorentino, comprese alcune importanti e conosciute in ogni angolo del Mondo come la “Venere”, “Tondo Raczynski” e “L’altare Bardi”) di artisti come Edgar Degas, Edward Burne-Jones, Dante Gabriel Rossetti, René Magritte, Andy Warhol, Cindy Sherman e Bill Viola. Oltre a dipinti, la mostra presenta disegni, sculture, fotografie, video e oggetti di moda e design.

Tuttavia, a coloro che non potessero raggiungere la capitale tedesca viene offerta un'altra chance: nella primavera del prossimo anno, infatti, la mostra sarà trasferita al Victoria and Albert Museum di Londra.

The Botticelli Renaissance

Gemäldegalerie Kulturforum Matthäikirchplatz 4 - 10785 Berlino www.botticelli-renaissance.de

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Bella, raffinata, colta ed eclettica Elsa Morante ha segnato profondamente ed emotivamente la cultura della seconda metà del Novecento, pubblicando romanzi di successo, scrivendo sceneggiature con i più grandi registi e traducendo opere letterarie straniere che la fecero conoscere al di là dell’oceano.

A trent’anni dalla scomparsa della Morante ci piace ricordare non solo una artista e una intellettuale di grandissimo livello ma anche una donna impegnata intensamente nella vita sociale e politica del nostro paese. Un po’ come succedeva in Francia con de Beauvoir e Sartre e Anais Nin e Miller anche in Italia l’incontro e l’amore tra due intellettuali e artisti come Morante e Moravia non ha mancato di produrre lavori di alto livello e influenze nella vita civile con saggi, interviste e interventi che abbracciavano il senso di giustizia, la fede individuale, la sofferenza degli esseri umani e il grande valore individuale della libertà.

Elsa Morante inizia a scrivere giovanissima, prima filastrocche e favole di immediato successo e poi raccolte di racconti; tutto questo e la sua straordinaria personalità le aprono le porte dei circoli intellettuali e culturali più importanti dove nel 1936 incontra l’uomo della sua vita, Alberto Moravia. Con lui frequenta e stringe rapporti con i più illustri letterari del tempo da Saba a Pasolini.

Durante il secondo conflitto mondiale e con le leggi nazifasciste Elsa e suo marito Alberto sono costretti a lasciare Roma, essendo lei figlia naturale di una maestra ebrea, e a rifugiarsi in un piccolo paesino sul mare in provincia di Latina. Saranno questi anni in cui la coppia vivrà in maniera riservata e quasi solitaria ma che porteranno ad entrambi grandi ispirazioni per i loro romanzi successivi.

Nel 1948 Elsa Morante pubblica il suo romanzo più apprezzato, Menzogna e sortilegio, il cui successo arriva anche negli Stati Uniti con una traduzione del 1951. È il primo lavoro con cui la scrittrice conquista anche un premio letterario importante, il premio Viareggio e la sua fama raggiunge anche i lettori più popolari e meno istruiti.

Nel 1957 esce il secondo romanzo, L’isola di Arturo, con il quale la Morante si aggiudica il premio Strega; intanto aveva collaborato a sceneggiature filmiche con autori del calibro di Lattuada e Pasolini. Nel 1974 viene pubblicato il suo romanzo più importante e conosciuto, La storia, ambientato a Roma durante la seconda guerra mondiale.

Con questo lavoro Elsa Morante si giudica appieno e per sempre la fama di più grande autrice italiana del dopoguerra.

L’ultimo romanzo, Aracoeli, è del 1982 che fece vincere all’autrice anche il Prix Mèdicis.

Elsa Morante si spegne a Roma il 25 novembre del 1985, rileggere e conoscere oggi i suoi straordinari scritti è un modo per tenere viva la memoria sul periodo storico più importante del nostro Paese.

Antonia del Sambro

Dal 17 al 21 novembre 2015

Tom, un trentenne neoassunto in ufficio, racconta al pubblico la sua storia da quando, un po’ per caso, finisce a letto con la sua nuova collega d’ufficio Amy. Tutte le intenzioni sono quelle di non avviare una storia seria con lei, e anzi, di farsi lasciare il prima possibile. Quando sembra essere riuscito nel suo intento ecco la notizia: Amy è incinta.

A questo punto Amy, attraverso il racconto della sua versione dei fatti, mette in luce, piuttosto ironicamente, le diverse concezioni che i due protagonisti hanno della realtà. Nel procedere della storia, la pluralità dello sguardo diviene una chiave per vedere il mondo.

Nel terzo atto Amy e Tom arrivano a una rottura ed entrambi hanno occasione di riconsiderare le loro storie passate. Si fanno i conti con i propri sogni, idealizzazioni e incubi, ogni cosa assume un peso diverso e inaspettato. Come sarà il futuro a partire da adesso?

My romantic history è una commedia scoppiettante che racconta con un sorriso amaro alcuni aspetti, ahimè molto reali, del mondo dei trentenni d’oggi. Instabilità lavorativa, precarietà dei sentimenti e provvisorietà delle relazioni sono le parole chiave che risuonano sin dai primi scambi di battute tra i personaggi. I protagonisti Tom e Amy sono due giovani colleghi d’ufficio che vivono a Glasgow. Forse è improprio utilizzare nello specifico il termine “amore” per definire una storia come la loro: costellata di episodi che svelano insicurezze, fraintendimenti, mancanza di chiarezza nelle intenzioni. Una storia simile a quelle di tanti altri trentenni che come loro riflettono sulla propria realizzazione e tentano di conciliare passo dopo passo il desiderio di rottura dei vecchi schemi e la necessità di stabilità affettiva.

Il linguaggio è veloce, secco, a volte arriva ad essere sgarbato, a volte lascia il passo alla danza e alla musica. Ogni protagonista inserisce nella storia comune particolari e variazioni con uno sguardo cinico e disincantato. Soltanto il passato, nel presente susseguirsi di eventi ripetitivi e sterili, è materiale per i sogni, solo nei ricordi di un’epoca spensierata e fanciullesca il tormento si acquieta e il vuoto si colma di un sapore famigliare e lontano. La solitudine si colma nel rifiuto del presente, nel disincanto per la vita che si nasconde fuori dalle vetrate dell’ufficio. I personaggi sono estremamente reali, maschere di sorrisi ironici che combattono contro il paesaggio di aridità che gli si crea intorno.

Info: Teatro Libero Via Savona, 10 - Milano PREZZI BIGLIETTI Intero € 21,00 Ridotto under26 e over60 € 15,00 (prevendita € 1,50) Studenti universitari € 10,00

ORARIO SPETTACOLI Da lunedì a sabato ore 21.00 Domenica ore 16.00

ORARI BIGLIETTERIA Da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00 Nei giorni di spettacolo: Da lunedì a venerdì fino alle 21.30 Sabato dalle 19.00 alle 21.30 Domenica dalle 14.00 alle 16.30

CONTATTI 02 8323126 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.ACQUISTI ONLINE www.teatrolibero.it

 

 

Tra le mura di una casa si plasma l’intimo viaggio di una donna, interpretata da un’intensa Corinna Agustoni, alla ricerca della propria vocazione.

La coreografa e regista Elisabetta Faleni ha costruito con la protagonista uno spettacolo che rivela i movimenti più profondi di questo percorso interiore di trasformazione. È il rapporto tra il conscio e l'inconscio che viene drammatizzato, trovando espressione nei molteplici linguaggi del teatro-danza.

Una simbolica caduta delle ali costringe la protagonista a confrontarsi con il proprio Io, un IO severo che prende le sembianze di una figura femminile dal volto velato e interviene spostando pareti, amplificando e deformando voci, lasciando filtrare l'acqua dalle crepe, fino a disorientare la donna che si perde nella propria casa divenutale sempre più estranea ed aliena.

L'IO, come un burattinaio manipolatore, riesce a soffocare ogni impulso animalesco e istintivo della protagonista, scaturiti da una forza nascosta. Ma il SÉ rivela il proprio potere e in una fuga, dove non si sa più chi insegue chi, l'IO manca la sua presa. Ecco che l'ombra della donna si stacca, come anima interlocutrice, e un dolce dialogo tra le due restituisce la donna a sé stessa. E la vita cessa di far paura.

Elisabetta Faleni ha una formazione di ballerina classica (Teatro Bolscioi e Teatro alla Scala) da cui si allontana per dedicarsi alla danza contemporanea. Dopo due anni nella compagnia di Pina Bausch, inizia a creare in proprio coreografie e spettacoli nei quali la drammaturgia del movimento è applicata al lavoro dell’attore. È co-fondatrice della compagnia Teatro in Polvere, un luogo dove approfondire il rapporto tra parola e gesto e dove cercare simboli archetipi comuni. Tra le produzioni ricordiamo lo spettacolo Teatro-Cucina, di cui Elisabetta Faleni firma la regia nel 2000, nel quale il pubblico viene fatto accomodare attorno a una tavola imbandita per una cena che diventa rappresentazione (e viceversa). È uno dei primi esperimenti di questo genere. Attualmente vive a Monaco di Baviera, dove ha aperto un atelier per sviluppare le arti figurative.

Corinna Agustoni fa parte del Teatro dell’Elfo dal 1976 e da allora partecipa ai più importanti spettacoli della compagnia, a partire dalla duplice versione del Sogno shakespeariano diretta da Salvatores e da De Capitani. Tra gli ultimi lavori in seno alla compagnia: è stata una sensibile protagonista del Buio dell’America di J. C. Oates (regia di Francesco Frongia) e ha interpretato Vee Talbott nella Discesa di Orfeo di T. Williams (diretta da De Capitani); senza dimenticare l’esilarante personaggio della Nonna nello spettacolo e nel film Happy family e l’imminente Mr Puntila e il suo servo Matti, regia di Bruni/Frongia.

Info Elfo Puccini, sala Bausch, corso Buenos Aires 33, Milano prenotazioni: tel. 02.0066.06.32, www.elfo.org Intero 16,50 €, abbonati Elfo Puccini 11,50 € Orari: 10, 11, 12, 15, 17, 22 novembre ore 19:30 / 13, 14, 18, 19, 20, 21 novembre ore 22:30

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Milan Extraordinaire è il primo festival italiano dedicato alle performances di spettacolo dal vivo: burlesque, cabaret, circo retro e varietà. Dal 26 al 29 novembre a Maison Milano sarà inaugurato il Festival, in cui figureranno 3 categorie di premi, più di 40 performers ed artisti internazionali, workshop e cultura vintage.

Prodotto da Mitzi Von Wolfgang, fondatrice della prima scuola di burlesque e cabaret in Italia nel 2008. Oltre a collaborare con le più grandi star e insegnanti del burlesque a livello mondiale (Academy of burlesque and cabaret, Burlesque Hall of fame finishing school, etc), è ufficialmente la più acclamata coach di autostima e seduzione presso le televisioni italiane (“Lady burlesque”, “Missione seduzione”, “Cambio vita”, etc) nonché membro della giuria delle tre edizioni del Festival di burlesque - Milan burlesque Awards. Insieme a lei, Giorgio Marchisio, imprenditore nel settore della ristorazione, del catering e del divertimento, che ha creato e gestito Maison Milano, uno dei locali più attivi nella programmazione di spettacoli dal vivo.

Con Milan Extraordinaire, gli spettatori avranno l'occasione di immergersi nell'ambiente prodigioso e fulgente del neo-variété, popolato da artisti che nell'esibirsi si ispireranno anche alle atmosfere del passato. Tra meravigliosi costumi, effetti speciali, raffinato erotismo e intrattenimento di classe, il festival sarà un turbillon di ali dorate e piume di struzzo, di veli trasparenti e bolle eteree che si librano nell’aria. Un turbinio di colori, suoni, espressioni e corpi sinuosi in un viaggio che, richiamando diverse dimensioni temporali, si configura come un'entusiasmante avventura senza tempo. Si apre quindi una finestra sull'universo poliedrico di artisti e performer, protagonisti della scena italiana e internazionale che darà modo al pubblico milanese di ammirare personaggi di straordinario talento e di scoprire spettacoli spesso inediti in Italia e di rado proposti su un unico palcoscenico.

Il Festival si svolge al Maison Milano (www.maisonmilano.it) e prevede, oltre alle serate classiche, anche workshop e seminari guidati da importanti star del genere burlesque e cabaret. Il programma dettagliato è indicato sul sito del Festival, www.milanextraordinaire.it.

Il festival inoltre sarà l’occasione per vedere in anteprima una selezione di creazioni e pezzi unici che saranno in vendita presso “à rebours vintage”, il nuovo concept store, in arrivo prossimamente in zona Città Studi. Il negozio vende prevalentemente abiti originali vintage, con una sezione da giorno, ma che è soprattutto dedicato agli abiti da sera degli anni ‘50 e ’60, provenienti dalle maggiori capitali europee e dagli USA, con i relativi accessori (cappellini, stole, guanti, occhialini, borsette, autentica bigiotteria americana dell’epoca e una piccola selezione di scarpe vintage). Oltre agli abiti vintage, però, l’anima “trasgressiva” e controcorrente dello store si rivela nella vendita di costumi per l’arte burlesque e cabaret, tutti realizzati a mano.”A' rebours vintage” propone altresì una ridotta selezione di biancheria intima in stile retrò, dei profumi esotici, dei cosmetici e dei prodotti per il corpo dal packaging rigorosamente vintage.

 

Giuria e ospiti internazionali (fuori concorso) Gypsy Charms - Giuria e Workshop Dr. Gypsy Charms lavora nel cabaret da più di un decennio. Ha fatto il dottorato di ricerca sullo striptease, insegnando e facendo esibizioni in vari paesi europei. Produttrice e presentatrice di innovativi e dissacranti cabaret show a Glasgow ed Edimburgo, vanta numerose collaborazioni televisive: Sky Uno, Canale 5, BBC e Channel 4.

Eve La Plume - Giuria e Workshop

Eve La Plume è una delle artiste più rappresentative e iconiche del panorama del burlesque in Italia. E’ ospite fissa al Ballo del Doge di Venezia, dal 2012 si esibisce nell’opera teatrale a lei dedicata “Ultimo Spettacolo” e prosegue nella tournée italiana e europea dei suoi show, e nei programmi della Rai dedicati al burlesque.

Cleo Viper - Giuria e Workshop

Cleo Viper è l’artista Burlesque italiana più rappresentativa all’estero di un Burlesque elegante, misterioso, di chiaro richiamo agli anni ’20, inconfondibile nella sua teatralità e cura dei particolari. Dal 2013 ogni anno è classificata nelle 50 figure Burlesque più influenti al mondo dal prestigioso magazine 21st Century Burlesque; nel 2012 e 2013 è stata l’unica Artista italiana ad essere selezionata per partecipare agli Oscar del Burlesque “Burlesque Hall Of Fame” a Las Vegas, per il titolo di Queen Of Burlesque.

Attilio Reinhardt - presentatore

Presentatore ed entertainer a tutto tondo, Attilio Reinhardt è tra i pionieri italiani del burlesque, tanto da essere definito l’”Ambasciatore del burlesque in Italia”. E’ considerato un’autorità nel settore, intervistato anche, tra gli altri, dal Corriere della Sera, Il Giorno, Canale 5, Sky, La7, Radio Deejay, RMC. Ha condiviso il palco con alcune delle più importanti star internazionali del burlesque, come Angie Pontani e Dirty Martini come presentatore ufficiale del Milan Burlesque Award. Conduce il programma “Radio Variété” su Radio BlaBla.

Emanuela Suanno - Giuria

La danza e la musica sono sempre state la sua grande passione, coltivate sin da giovanissima e poi studiando presso il M.A.S di Milano. Si è esibita in molte trasmissioni televisive come performer su reti nazionali e locali. Nel gennaio 2014 vince 3 medaglie d’oro ai Campionati Italiani Assoluti a Rimini, prima in tutte le discipline. Nel maggio 2014  vince 2 ori e 1 argento ai Campionati del Mondo a Mosca.

Alan Debevoise - presentatore

Attore e intrattenitore di origini anglo-italiane entra nel panorama Burlesque nel 2008 diventando il primo performer italiano di Burlesque maschile. Si esibisce periodicamente nel Regno Unito e nel resto d’Europa per le più famose venues nel Burlesque, Neo Cabaret e Fetish Burlesque. Nel novembre 2013 vince il secondo premio ai World Burlesque Games di Londra per la categoria Twisted Cabaret.

Roxy Rose - Giuria, Djset & Workshop

Roxy Rose è Gramophone Performer di origine russa, in Italia è famosa come Artista di trucco, acconciatura  e styling  Vintage, con una  passione e gusto inconfondibile per tutto quello che è l’immaginario retro.

Valeria Ianni - Presentatrice

Si forma a Milano in una prestigiosa accademia di musical dove approfondisce lo studio del canto, della danza classica e moderna e della recitazione. Lavora a livello internazionale come ballerina e cantante, spaziando dal teatro alla televisione; dal 2012 collabora con Maison Milano come cantante e presentatrice di “Burlesque show”.

Produttori Mitzi Von Wolfgang E’ la fondatrice di Milan Burlesque School, la prima scuola di burlesque e cabaret in Italia, fondata nel 2008. Collabora con le più grandi star e insegnanti del burlesque a livello mondiale (Academy of burlesque and cabaret, Burlesque Hall of fame finishing school, etc) ed è ufficialmente la più acclamata coach di autostima e seduzione presso le televisioni italiane (“Lady burlesque”, “Missione seduzione”, “Cambio vita”, etc) nonché membro della giuria delle tre edizioni del Festival di burlesque - Milan burlesque Awards.

Giorgio Marchisio

Imprenditore nel settore della ristorazione, del catering e del divertimento, ha creato e gestito Maison Milano, uno dei locali più attivi nella programmazione di spettacoli dal vivo. Maison Milano è oggi una location speciale per serate ed eventi dall’inconfondibile sapore retro.

Artisti in gara

Giovedì - Best debut

CICI L’amour Ella Bottom Rouge Fanny Damour Imi Silly Noir IsaBO Jolie Tease Lady Lynch Lizzy Brown Mrs Mystique Ophelie FrenchKiss Roby Roger Rose Selavy Sally Van Tassel Silvia Martini con hoop Simon The Prince Violet Moonshine

Venerdì - Circo & Cabaret (http://www.milanextraordinaire.it/programma/venerdi/)

Desmond O Connors Gonzalo de Laverga Ladyvette Lila Chupa Magic Dorian Miss Diana Miss Vampire Samba Sisters Sarah Saint Claire Sheila Verdi Valentina Giusti

Sabato - Classic & Neo Burlesque (http://www.milanextraordinaire.it/programma/sabato/)

Cece Sinclair Crystal NoirLa Beti Lolly Rouge Minouche Von Marabout Nuit Blanche Odelia Opium Red Juliette Vanille Bon Bon Verity Grey

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A partire da Giovedì 19 novembre Forma Meravigli ospiterà la mostra Vivian Maier. Una fotografa ritrovata.

Dopo il grande successo dell’esposizione al MAN Museo d'Arte della Provincia di Nuoro, arrivano per la prima volta anche a Milano gli scatti della "Emily Dickinson della fotografia".

La mostra, a cura di Anne Morin e Alessandra Mauro, è realizzata in collaborazione con diCHromA Photography e promossa da Forma Meravigli, un’iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto.

Le vicende umane e professionali di Vivian Maier sembrano la trama ideale di un romanzo esistenziale oppure di una commedia dolceamara (Finding Vivian Maier, infatti, è il titolo di un documentario diretto nel 2013 da John Maloof e Charlie Siskel).

Bambinaia per le famiglie benestanti di New York e Chicago sin dai primi anni Cinquanta, per oltre cinque decadi ha fotografato con la sua Rolleiflex la vita nelle strade delle città in cui è vissuta senza mai far esibire il proprio lavoro. Mai una mostra né una pubblicazione, anzi, per la verità, la maggior parte dei suoi rullini non è stata nemmeno sviluppata.

Il suo archivio è ricchissimo: più di 150mila negativi, una miriade di pellicole, stampe, film in super 8 o 16 millimetri, registrazioni e appunti che la tata “francese” (la madre era originaria delle Alpi provenzali) accumulava nelle stanze in cui si trovava a vivere, custodendo tutto gelosamente.

La scoperta di questo tesoro risale al 2007 quando John Maloof, all’epoca agente immobiliare, acquista durante un’asta parte dell’archivio della bambinaia confiscato per un mancato pagamento.

La mostra presentata da Forma Meravigli raccoglie 120 fotografie in bianco e nero realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta insieme a una selezione di immagini a colori scattate negli anni Settanta, oltre ad alcuni filmati in super 8 che suggeriscono come Vivian Maier si avvicinasse ai suoi soggetti.

Perché, infatti, al di là dell'alone di mistero che accompagna la storia personale della "tata Vivian", le sue fotografie ci affascinano tanto? Per la capacità di ritrarre con grazia, discrezione e ironia quello che le si presenta davanti quotidianamente, che fosse strano, insolito, buffo o del tutto banale. La sua curiosità è sempre proiettata, quasi in maniera onnivora, non tanto verso i paesaggi in cui è immersa, quanto verso la massa anonima di persone con cui entra casualmente in contatto per brevi attimi.

Ogni tanto, però, in alcune composizioni, anche lei diviene protagonista della sua opera, rendendosi visibile sulla scena. Sono gli autoritratti della stessa Vivian in pozzanghere, vetrine, finestrini d’auto, specchi, come se non si accontentasse di fotografare la vita ma il suo viaggio in quella vita. Immagini per lo più in bianco e nero potenti, autentiche, che sanno ritrarre persino il suo sguardo deciso, distaccato, enigmatico e a volte malinconico.

Per ammirare tanta bellezza, l'appuntamento è Giovedì 19 Novembre alle 18.30 alla Fondazione Forma per la Fotografia.

 

Vivian Maier. Una fotografa ritrovata Dal 19 Novembre 2015 al 31 Gennaio 2016 Fondazione Forma per la Fotografia Via Meravigli 5 - 20123 Milano Orari: tutti i giorni dalle 11.00 alle 20.00. Giovedì dalle 12 alle 23. Ingresso intero: 8 euro www.formafoto.it Facebook /FondazioneFormaPerLaFotografia

 

 

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