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Domenica 25 ottobre, dalle 10.30 alle 24.00, al 10 Corso Como 100 intellettuali milanesi leggeranno i 100 canti della Divina Commedia.

Da Camilla Baresani a Gianni Canova, da Eva Cantarella a Nando Dalla Chiesa, dai Legnanesi a Salvatore Natoli, da Maurizio Nichetti a Aldo Nove, da Walter Siti a Ferruccio Soleri, da Mirko Volpi a Luigi Zoja.

Nel 750esimo anniversario della nascita del suo autore, La Divina Commedia smette di essere appannaggio di scuole e aule universitarie per fare il suo ingresso in un luogo – 10 Corso Como a Milano – che rispecchia i vari volti della città: Milano come paradiso della moda e dell'arte e Milano fatta di locali dell'happy hour e della gastronomia più raffinata, fino ai chiaroscuri della movida notturna.

Milano per Dante. 100 voci per 100 canti è un evento ideato da Alberto Cristofori, che coinvolge 100 persone legate alla città di Milano, per nascita o per adozione, e rappresentative della sua cultura, intesa nell’accezione più ampia del termine: scrittori, poeti, artisti, musicisti, attori, scienziati, filosofi, librai.

Milano per Dante nasce dalla collaborazione con l’Associazione Progetto Fior di Loto Onlus, impegnata da anni nell’aiuto alle bambine di Calcutta, e con 10 Corso Como.

100 lettori si alterneranno sul palco, per 7/8 minuti ciascuno, il tempo di leggere un canto, mentre alle loro spalle i versi di Dante scorrono a video. Lo spazio di 10 Corso Como è nello stesso tempo intimo, quale richiede l’attività di lettura ad alta voce, e aperto: è previsto che il pubblico arrivi, si fermi ad assistere allo spettacolo, si allontani, ritorni, con la possibilità di alternare l'ascolto ad altre attività, come visitare il negozio, la libreria, il ristorante e la galleria che resteranno aperti tutta la giornata.

Con il patrocinio di Commissione Europea, Fondazione Cariplo, ARCI Milano, Circolo dei Lettori di Milano diretto da Laura Lepri e Fondazione Adolfo Pini, un grande coro di voci, una varietà di intonazioni e di personaggi, che contribuirà ad avvicinare la Divina Commedia al pubblico più vario, promuovendo un simbolo della cultura italiana ed esaltando una città sempre in fermento.

Perché Dante? Perché, ancora una volta, Dante e la Commedia, dopo i grandi successi delle letture di Sermonti e di Benigni? Perché leggere la Divina Commedia, coinvolgendo attivamente gli intellettuali milanesi di ogni formazione, è un modo per riaffermare il valore della cultura. Non si tratta solo di riscoprire un grande classico e un capolavoro della poesia mondiale. Si tratta di ribadire che l’esistenza umana, per potersi davvero definire umana, non si può ridurre ai bisogni materiali: la nostra natura, il nostro Dna, ci spinge a cercare “virtute e canoscenza”, cioè una dimensione spirituale, estetica, umana.

Info:

10 Corso Como, Milano Domenica 25 ottobre Dalle ore 10.30 alle 24.00 Ingresso libero

Chiara Zanetti

Secondo appuntamento con “LibrInPiazza”, la rassegna di incontri con gli autori firmata Sardò. Il 20 ottobre, a partire dalle 18.30, la piazza di Sardò ospiterà la scrittrice Cynthia Collu e il suo secondo romanzo, "Sono io che l'ho voluto", edito da Mondadori.

In una confronto con la giornalista Mariella Cortes, l'autrice racconterà una storia di violenza familiare, indagando il difficile tema del femminicidio. Oggi si parla tanto di femminicidio, dimenticando spesso che è solo la punta dell’iceberg del problema. In questo romanzo viene affrontata soprattutto la violenza sommersa, quella psicologica, non visibile, che coinvolge famiglie di qualsiasi ceto sociale, ancor più pericolosa in quanto scorre nascosta agli sguardi degli altri. Con parole "tenerissime e angosciose", come quelle usate per il romanzo d'esordio della scrittrice, "Una bambina sbagliata", Cynthia Collu racconterà agli ospiti della serata un tema delicato attraverso la raffinata arte della narrazione.

A partire dalle 18.30. i partecipanti potranno gustare l’aperitivo Sardò con i suoi cocktails a tema al prezzo speciale di 5 euro. Dopo la presentazione del libro, sarà possibile, su prenotazione, scoprire il mondo del primo Sardinian Street Food con una speciale cena: un menù degustazione al costo di 15 euro a persona.

L'autrice

Cynthia Collu nasce e cresce a Milano, dove vive e lavora tuttora. Ha insegnato lingue presso un Istituto Professionale. Artista a tutto tondo, ha frequentato l'Accademia serale di Brera, la scuola di scrittura Bachmann e seguito corsi di teatro.

Nel 2007, Collu si aggiudica il Premio Arturo Loria nella sezione inediti, con l'opera Un tappo nelle nuvole, e nel 2008, il Premio letterario Castelfiorentino, nella sezione inediti, con l'opera ''Su Biccu/L'angolo''. Esordisce nel 2009, con il romanzo Una bambina sbagliata, per Mondadori. Il romanzo si aggiudica il Premio Berto come migliore opera prima dell'anno. Nel 2010, è la volta del racconto lungo La guerra di Beba, secondo classificato nel Premio Elsa Morante sezione inediti, VII edizione, edito da Senzapatria Editore, che racconta la storia di una donna e di una gatta dispettosa, che sembrerebbe complottare per allontanarla dal suo uomo. Nel 2015, sempre per Mondadori, esce il suo secondo romanzo, Sono io che l'ho voluto.

Sinapsi del romanzo

“Se è vero che ogni famiglia infelice lo è a suo modo, quella di Miriam e Sebastiano appare dal di fuori normalmente infelice: tra loro qualche discussione, la frustrazione di fondo per una modesta vita borghese, a volte liti furiose seguite da silenzi devastanti (quanto possano essere devastanti i silenzi, Miriam lo impara presto a sue spese); poi, finalmente, la sospirata riappacificazione. Sebastiano la porta fuori a cena, le regala un oggetto desiderato o un viaggio all’estero. A Miriam questo basta per andare avanti senza porsi domande. Ma a poco a poco la vera natura di Sebastiano viene a galla; se Miriam lo contraddice e cerca di farsi valere, lui risponde ignorandola, si dimentica ostile della sua esistenza fino a che lei sente la propria volontà assottigliarsi e cede, scusandosi. Ai silenzi subentrano ben presto le parolacce, le offese, i pugni gonfi di lui che minacciano, che fanno paura, l’umiliazione di un possibile tradimento. Miriam subisce e perdona perché si sente colpevole: in fin dei conti è Sebastiano che la mantiene, che l’ha preferita a sua sorella Sara - l’eterna rivale – è lui che l’ha resa madre.

Ma quando resta sola col piccolo Teodoro e deve lottare contro il cumulo delle incombenze quotidiane e soprattutto contro il sonno che la tortura per le notti perse a causa del bambino, ecco che i suoi fantasmi ritornano, tormentandola e facendola sentire ancora una volta colpevole e non all’altezza. Fino a quando un avvenimento imprevisto la aiuterà a risalire dagli Inferi e a riscattarsi.”

Cynthia Collu scrive pagine “tenerissime a angosciose”, in cui la speranza si annida nascosta nelle pieghe della voce di una donna che non si arrende all’onda dei propri pensieri distruttivi, svalutanti e umilianti. Questo romanzo mette in luce con straordinaria forza la “normalità” della violenza familiare, quella più sottile e strisciante, che confina donne di ogni ceto sociale e luogo del mondo in una subalternità vischiosa e terribile. Miriam potrà risalire dal suo inconfessabile inferno solo quando riuscirà a guardarsi con occhi nuovi, a ritrovare l’autostima che – come lei – tante hanno smarrito: ad ammettere che avere voluto la felicità e la vita non è una colpa, ma la più grande e potente risorsa femminile.

Chiara Zanetti

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WOW Spazio Fumetto di Milano presenta, dal 17 ottobre al 10 gennaio 2016, una mostra senza precedenti, dedicata a tutti gli amanti del cagnolino bianco e nero più famoso di sempre e a tutti i suoi compagni di avventura.

Di chi stiamo parlano? Dell’insuperabile Snoopy, naturalmente, ma anche di Charlie Brown, impacciato come sempre, Lucy, Linus, Piperita Patty e Schroeder.

La mostra è stata pensata proprio per celebrare il 65° anniversario per Peanuts, il fortunato fumetto giornaliero scritto e illustrato dall’americano Charles Schulz nel 1950. L’idea era quella di creare delle vere e proprie “noccioline” - da qui l’idea del nome “peanuts”- intese come “piccolezze” o “cose da poco”, criticando pungentemente la società circostante ed esprimendo pareri e opinioni senza esplicitarli direttamente, rendendoli tuttavia evidenti, così da far aprire gli occhi dei lettori, strappandogli, magari, anche un sorriso.

La serie è stata pubblicata negli Stati Uniti fino al 2000, anno della morte dello scrittore, e in Italia la striscia quotidiana è stata edita dal mensile Linus e dalla testata online Il Post.

Lo Spazio Fumetto, in collaborazione con Bic Licensing, ha quindi deciso di dedicare a questo artista un’esposizione di 3 mesi, patrocinata dal Charles M. Schulz Museum di Santa Rosa (California), in attesa del lungometraggio animato, “Snoopy & Friends – Il film dei Peanuts”, che sarà nelle sale italiane dal prossimo 5 novembre.

All’interno dell’evento non mancheranno, inoltre, incontri, eventi e laboratori di disegno dedicati alle scuole e adatti a grandi e piccini. I visitatori verranno a contatto con tutti i più grandi segreti dei Peanuts e potranno anche rivedere le puntate della serie animata, scattarsi fotografie con i personaggi preferiti e scoprire il nuovo videogioco “La grande avventura di Snoopy”.

Un’occasione imperdibile quindi per conoscere questo fantastico mondo, e, perché no, per far appassionare a questo intelligentissimo fumetto anche i vostri figli e nipoti, che, divertendosi, potranno iniziare a osservare il mondo attraverso gli occhi del simpatico Snoopy.

La mostra, intitolata “Il Fantastico Mondo dei Peanuts”, sarà organizzata in base a un doppio percorso, cronologico e tematico, e presenterà oltre 500 strisce del suddetto fumetto, tra le quali saranno presenti anche alcune delle originali disegnate da Schultz.

E, per i più curiosi, sarà possibile scoprire cosa è contenuto all’interno della mitica cuccia rossa di Snoopy, nella zona a lui dedicata e non mancherà, inoltre, un terzo percorso dedicato alla figura e alla vita di Charles Schulz: sono infatti moltissimi gli elementi tratti dal proprio vissuto che l’autore ha inserito nelle sue strisce.

 

Il Fantastico Mondo dei Peanuts Dal 17 ottobre al 10 gennaio 2016 WOW Spazio Fumetto, Viale Campania, 12, Milano.

INFO BIGLIETTI E ORARI:

Orari di apertura: da martedì a venerdì, ore 15.00-19.00; sabato e domenica, ore 15.00-20.00. Biglietti: intero 5,00 euro; ridotto 3,00 euro; convenzionato 4,00 euro

Maggiori informazioni su MueseoWOW

Adele Di Giovanni

Dal 13 al 18 ottobre va in scena al Piccolo Teatro Grassi di Milano, “Operetta Burlesca”, uno spettacolo di Emma Dante con Viola Carinci, Roberto Galbo, Francesco Guida, Carmine Maringola.

Uno spettacolo particolare, come spiega la stessa regista, che racconta la storia di Pietro, un ragazzo della provincia meridionale, nato femmina ai piedi del Vesuvio, che parla in falsetto, ha un corpo sbagliato e un animo passionale, influenzato dal vulcano”.

Tematiche attuali e scottanti, come la marginalità, la diversità e il disagio di una fisicità sbagliata che metterà a dura prova la storia vita di questo ragazzo.

La vita di Pietro, con i suoi amori, le sue melanconie, il suo lavoro in una pompa di benzina e le sue fughe dalla provincia a Napoli in cerca di spazio, anonimato, vestiti e scarpe da donna, appaiono l’eco-scandaglio di una società ma, come spiega la regista, anche “uno spogliarello dell’anima”.

Uno spettacolo che cerca di mettere a nudo, in 55 minuti, la vera essenza di ogni essere umano, che scalderà focosamente il palco del Piccolo Teatro, con interpretazioni sopra le righe e costumi, curati dalla stessa regista, decisamente non convenzionali.

Inoltre, lo spettacolo sarà sovratitolato in inglese, con traduzione a cura di Francesca Spedalieri,   per gli amanti delle lingue straniere o, semplicemente, per i turisti che volessero godersi una serata teatrale senza troppe difficoltà nella comprensione.

 

Operetta Burlesca

Dal 13 al 18 ottobre al Piccolo Teatro Grassi Via Rovello, 2 Milano.

INFO BIGLIETTI:

Platea – Intero €33, Ridotto (card Giovani/Anziani) 21€ Balconata – Intero €26, Ridotto (card Giovani/Anziani) 18€

Per le altre informazioni relative ai gruppi organizzati: www.piccoloteatro.org

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Fabrizio Coppola è un cantautore di vecchia data (il bel debutto è del 2003, “La superficie delle cose”). Uno di quelli che, se avete un po' di esperienza alle spalle, avrete incontrato in giro per locali a suonare le sue canzoni. Ma Fabrizio è anche uno scrittore, uno di quelli che intrappola storie (nel 2013 ha debuttato con il romanzo "Katana") e compone racconti. Alcuni di questi li scolpisce nel suo blog “Miracoli a Milano” ( https://fabriziocoppola.wordpress.com/miracoli-a-milano/ ), una raccolta in continuo aggiornamento di brevi narrazioni che fissano come in una polaroid, piccoli, significativi avvenimenti di persone comuni. Una sorta di catalogo non esaustivo di ciò che accade nelle vite degli sconosciuti che ci passano accanto tutti i giorni, in una sorta di mappa interattiva della città dove Fabrizio traccia questi piccoli miracoli, zona per zona.

Un piccolo glossario della civitas e della geografia umana che caratterizza Milano e la sua aurea, dalla bellezza nascosta, da scovare tra le pieghe della sua malinconia. Con Fabrizio parliamo di Milano, dei suoi miracoli e dell'inevitabile mutamento dell'essere.

Cosa sono i Miracoli?

Il termine “miracoli” fa riferimento all’epifania minima contenuta in ognuno di questi racconti, cioè uno svelamento, uno scarto infinitesimale tra ciò che si percepisce e ciò che è realmente.

Come ti è venuta in mente l'idea di "Miracoli a Milano"?

In realtà, non c’era un’idea di partenza. Solo una serie di racconti che ho cominciato a scrivere l’anno scorso e che ogni tanto postavo su facebook. Poi i racconti piacevano, io continuavo a scriverne e così ho pensato di creare il blog e dare una forma al progetto. La spinta definitiva è arrivata dalla lettura di M, una metronovela, di Stefano Bartezzaghi. Poi il mio gusto per gli elenchi e le catalogazioni ha fatto il resto, e oggi il blog si presenta come un tentativo di fissare alcuni momenti delle vite degli sconosciuti che incrociamo ogni giorno.

Si sente parecchio una vena nostalgica. Pensi che Milano sia una città nostalgica?

Per alcuni versi sì, o perlomeno la mia Milano lo è, quella che colpisce la mia sensibilità e la mia immaginazione. Il cambiamento nell’umore della città avvenuto negli ultimi anni è evidente, e io sono il primo a esserne ben felice, eppure ci sono alcuni angoli della città che sembrano vibrare e risplendere solo in quelle giornate in cui il cielo è bianco e il sole non riesce a filtrare, oppure in alcune sere invernali, quando la pioggerellina rende lucidi il pavé e i binari del tram e le luci delle macchine e dei semafori sono circondate da un alone indefinito. Ma la mia Milano è anche quella di Marzo, quando il vento spazza il cielo, che si fa di un blu difficile da descrivere, e in fondo a corso Buenos Aires si vedono le Alpi…

Geografia urbana e geografia umana si intrecciano nei tuoi racconti. Quasi che uno influisca sull'altro...

Be’, in qualche modo l’ambiente in cui viviamo influisce perlomeno sui nostri stati d’animo, se non direttamente sulle nostre azioni. Ogni luogo ha un’aura speciale, una caratteristica che può essere colta solo con il tempo. Milano, in particolare, non è una città che si svela facilmente. Perlomeno, può lasciarti delle impressioni superficiali, in un primo momento, ma ci vuole un po’ di tempo in più per coglierne l’essenza, che tra l’altro è in continuo mutamento: potremmo dire che quello che non cambia mai di Milano è proprio la sua tendenza al mutamento.

Musica e città. Qual'è il posto del tuo cuore che non esiste più? E quello che esiste?

Sono molti quelli che non esistono più, ma credo sia normale: una città, come pure le persone, è un corpo vivo, ed è quindi destinata al cambiamento – tutto ciò che non è in grado di cambiare è destinato a perire, nulla può conservarsi uguale a se stesso per troppo tempo. Quindi ci sono alcuni luoghi che sono stati per me speciali, ma se non ti dispiace troppo non ne parlerò. Di quelli che esistono cito volentieri il Carroponte (che tecnicamente è nel comune di Sesto San Giovanni, e non a Milano), un posto che amo, dove puoi sdraiarti sull’erba e goderti una birra fresca, ascoltando un concerto circondato dalle architetture industriali dell’area.

Visita il sito di Fabrizio

https://fabriziocoppola.wordpress.com

Marco Trabucchi

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Dal 15 al 16 ottobre 2015 si terrà "Blind date per Claudio Abbado - Orazione civile".Lo spettacolo è stato ideato scritto e raccontato da Andrea Pedrinelli, per la regia di Rossella Rapisarda e la produzione degli Eccentrici Dadarò.

L’obiettivo di questo lavoro è duplice. Da un lato, tramite brevi testi e interviste del Maestro, letti da un giornalista-testimone, tenere viva la fortissima istanza etica che ha animato Abbado da musicista; ma anche, e soprattutto, da operatore culturale, educatore, uomo di cultura.

D'altro canto, proponendo brani di musica colta diretti da Abbado stesso, ripresi da dischi originali Sony Classical e trasmessi al buio, si vogliono diffondere sia la sua arte che la bellezza della musica incisa e diffusa al suo meglio.

Andrea Pedrinelli, come operatore culturale, porta Giorgio Gaber nelle scuole dal 2003; ha scritto ed interpreta un concerto teatrale dedicato a Enzo Jannacci, approvato dall’artista in vita, incentrato sulla lezione musicale ma soprattutto etica del grande cantautore milanese.

Gli Eccentrici Dadarò, compagnia di teatro attiva su più fronti e pluripremiata, si sono distinti nel tempo per saper miscelare lo spettacolo con i contenuti: sia sul fronte del teatro per le scuole che su quello della prosa tradizionale. E Rossella Rapisarda, tra i fondatori della compagnia lombarda, ha al suo attivo preziosi lavori dedicati a Cechov e Alda Merini, oltre ad essere interprete del progetto di Pedrinelli su Gaber e regista di quello su Jannacci.

Blind Date per Claudio Abbado – Orazione civile gode del supporto di Sony Classical, che fornisce la liberatoria per l’ascolto dei brani originali dei cd del Maestro, mette a disposizione i dischi affinché il secondo obiettivo del lavoro sia raggiungibile già sul posto con la vendita dei cd e ha fatto debuttare l’opera in anteprima nazionale lo scorso luglio al Music Festival di Madesimo (SO) con grande riscontro di pubblico e critica.

L’obiettivo dell’autore, della compagnia e degli stessi referenti Sony, che hanno sposato la voglia divulgativa del progetto, è di portarlo nei teatri che hanno apprezzato Abbado, ma anche nelle biblioteche, nei circoli culturali e, se possibile, nelle scuole.

Info: Teatro Libero Via Savona, 10 - Milano

PREZZI BIGLIETTI Intero € 21,00 Ridotto under26 e over60 € 15,00 Allievi Teatri Possibili con TPCard € 10,00 (prime rappresentazioni € 3,00) Prevendita € 1,50

ORARIO SPETTACOLI Ore 21.00

CONTATTI 2 8323126 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.ACQUISTI ONLINE www.teatrolibero.it

Chiara Zanetti

Originario di Sant'Agata de Goti, Alberto Finelli è un giovane artista che vive e lavora tra Milano e Monaco di Baviera. Tra le sue numerose esposizioni, ricordiamo la personale nel 2009 alla MC Gallery di New York e a La Générale en Manufacture di Parigi nel 2011 e la più recente nel 2013, insieme all’artista americano Ray Smith, alla Galleria Formentini di Milano.

Il labirinto è una figura antica che non smette di sollecitare la fantasia di artisti e scrittori, anche in realizzazioni recenti. Il labirinto è per antonomasia il luogo dello smarrimento: la mancanza di punti di riferimento insieme ai continui cambiamenti imposti nella direzione nel percorso obbligano il visitatore ad abbandonare ogni certezza circa la propria collocazione nello spazio. Ogni labirinto mette in crisi la relazione tra sé e l’universo. Nella perdita di sé e nella vertigine, cercata o indotta, è però riposto il senso di un’esperienza necessaria per accedere a una nuova e più autentica dimensione.” Queste le osservazioni oltromodo suggestive del curatore della mostra, Domenico Maria Papa.

Il progetto di Alberto Finelli per lo spazio di Nuvole Arte, ripropone il topos del labirinto, ispirandosi esplicitamente a Villa Pisani e ci racconta come esso si prestava ad essere gioco e insieme allegoria del desiderio. Il corteggiatore infatti, entrando nel labirinto, poteva vedere una dama mascherata sulla torretta, ma nel tentare di raggiungerla rischiava di perdersi e di non averla, in realtà, mai. L’insegnamento che ne avrebbe tratto era perspicuo: a condurci non può essere la voluttà. Al contrario, per soddisfare le proprie ambizioni, ciascuno deve imparare a riflettere e, riflettendo, imparare a governare le proprie pulsioni. Facile a dirsi, meno a compiersi. Ma in fondo è proprio l'impresa che più di altre siamo chiamati a portare a termine. Apprendere l'arte della riflessione. Misurare i passi che compiamo. Escogitare modi per cavarcela. Alimentare il senso dell'inventiva e, nel contempo, governare l'istinto; proprio ciò che tanto spesso ci conduce a fare scelte passibili di pentimento.

“Nel labirinto di Alberto Finelli, le pareti che impedirebbero una visione simultanea e dunque indurrebbero a smarrirsi, vengono abbassate fino a diventare una pura traccia” Osserva Maria Papa. “Alla maniera di dedalo, il visitatore del labirinto di Finelli, coglierà sin da subito la geometria della stanza e potrà avvicinarsi al centro senza smarrirsi. Potrà raggiungere il centro che torna ad essere, come nel labirinto dell’antichità, l’asse oscuro che avvolge e incorpora il visitatore stesso. L’artista, infatti, recupera la forma della torretta di Villa Pisani per trasformarne la funzione: da luogo dell’ostensione dell’oggetto desiderato a luogo chiuso di raccoglimento, al pari di uno studiolo rinascimentale, come dichiara egli stesso. Vi si giunge uno alla volta, infatti, ed è uno spazio ristretto in cui può stare una sola persona. Chi accede alla realizzazione di Alberto Finelli, può incontrare la parte più remota e incognita di se stesso.”

Info: Nuvole Arte Contemporanea via IV Novembre (I traversa) Montesarchio (BN) http://www.nuvolearte.org Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. lun./sab. 9.00-13.00 17.00-20.00 domenica su appuntamento +39 0824835518

Chiara Zanetti

In occasione della undicesima Giornata del contemporaneo organizzata da AMACI che avrà luogo sabato 10 ottobre 2015, arsprima presenta "Liaisons" una rassegna di video arte nata da un’idea di Cristina Gilda Artese, fondatrice dell'associazione culturale, che si è occupata della produzione insieme al curatore Alessandro Trabucco, e realizzata con il contributo del Punto Enel di Milano.

L'arte visiva da sempre indaga l'essere umano come proprio soggetto privilegiato, esplorando in profondità le emozioni che ne muovono le coordinate esistenziali.

Si è operata una scelta specifica, quella della video arte come linguaggio peculiare di questa rassegna, convinti che le immagini in movimento possano restituire efficacemente tutte le emozioni, positive e negative, che si annodano inestricabilmente alle vicissitudini dei legami e delle relazioni.

Una rassegna di video arte dedicata ai rapporti umani, di qualsiasi natura essi siano. Artisti che affrontano e si confrontano con tematiche estremamente delicate in un'epoca segnata da grandi e reali difficoltà nelle relazioni e nelle condivisioni.

La relazione tra essere umano e ambiente; il suo rapporto col mondo animale; il profondo e intenso legame di una madre col proprio bimbo; le relazioni familiari; il difficile, e a volte pericoloso, rapporto con l'alimentazione; l'unione fisica e spirituale tra uomo e donna; l'incomunicabilità e la mancanza assoluta di relazioni; il legame viscerale che può instaurarsi tra il donatore di un proprio organo e il ricevente di questo grande gesto di solidarietà umana; l'amicizia e le relazioni sociali; i vincoli e i legami di dipendenza; il rapporto con la fede. Questi sono solo alcuni degli argomenti che la rassegna toccherà.

Info: Punto Enel di Milano via Broletto 44 – sabato 10 ottobre 2015 11 a.m. – 6,30 p.m.

Fino all'11 Ottobre va in scena, al Teatro Franco Parenti, Ivanov, il nuovo spettacolo di Filippo Dini tratto dell’omonima opera di Čechov.

E' la prima delle grandi opere teatrali dell'autore russo: scritta nel 1887, all’età di 27 anni, racconta l’ultimo anno di vita di un uomo che si trova a fare i conti con il male di vivere e l’incapacità di adeguarsi al mondo che lo circonda.

Essendo una commedia scritta in età giovanile, Ivanov possiede una portata dirompente di emotività e di erotismo che rendono il testo carico di un fascino intramontabile. La sua poetica si esprime a tinte forti e la violenza delle situazioni e dei rapporti esplode con brutalità, fino alla morte.

«Nati non siamo per l’azione né per il lucro né alle schiere, ma solo per l’ispirazione, i dolci suoni e le preghiere».

Con questi versi, Puškin dichiarava, quasi sotto forma di manifesto, il personaggio letterario per eccellenza dell’Ottocento russo: l’uomo votato all’apatia, in conflitto con se stesso e con gli altri eppure capace di esistere solo in se stesso, negato all’impegno, in-utile e "straniero", perché estraneo alla società del proprio tempo, di cui non condivide gli orizzonti culturali e valoriali.

Il personaggio di Ivanov è da iscriversi in quel filone della letteratura russa che ha disegnato il ritratto dell’ "uomo superfluo", come si auto-definisce Ivanov: una genealogia di personaggi tragici che, partendo proprio da Puškin e dal suo Eugenio Oneghin, attraversa tutto il secolo, investendo generazioni di autori (da Turgenev a Gonciarov, da Lermontov a Makanin).

Intorno a Ivanov si muove un’umanità disillusa, mediocre, servile e feroce: un microcosmo in cui ognuno tenta disperatamente di sopravvivere alla noia interiore e guarda al passato con pietosa indulgenza; un’umanità di figure grottesche che si logorano a vicenda.

Ivanov rivendica con il suo atteggiamento il primato dello spirito sulla materia e dell'individuo sulla massa ma è un contestatore isolato della mentalità corrente e, pur rifiutando la vita della gente comune, è consapevole di non avere ideali positivi da offrire.

Nonostante questo, pur nell'incapacità di cambiare la propria esistenza, Ivanov rimane "un eroe del nostro tempo" (non solamente del suo) per il coraggio - e la costanza mantenuta sino all'estremo sacrificio- di gridare i difetti di una intera generazione.

 

Ivanov Dal 2 all'11 Ottobre Teatro Franco Parenti Via Pier Lombardo 14, 20135 Milano

Contatti: 02 5999 5206 http://www.teatrofrancoparenti.it

Prezzo Biglietti intero 40€|32€; under26/over60 18 €; (prevendita 1,50 €)

Orari lun riposo - mart,sab h20.30 - merc,ven h19.30 - gio h21 - dom h15.30

 

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L’Istituto Italiano di Cultura a Budapest in collaborazione con l'associazione cramum e alla Fondazione Giorgio Pardi presenta oggi a Budapest la Mostra Internazionale “OLTRE” (Beyond the foreground) a cura di Sabino Maria Frassà.

In un momento storico in cui l’Europa sembra fossilizzarsi sull'idea di confini e divisioni, il progetto OLTRE cerca di promuovere il dialogo sia tra Paesi sia tra generazioni di artisti.

In mostra ci saranno infatti 40 opere di 10 artisti italiani e 7 ungheresi di diverse generazioni e fama (da artisti dell’attuale biennale a giovani promesse):

  • Artisti ungheresi: Endre Tót (tra i più famosi artisti ungheresi viventi, vincitore nel 2008 del celebre premio Kossuth), Szilárd Cseke (artista a cui è dedicato il Padiglione Ungheria dell’attuale Biennale di Venezia), Andi Kacziba (scultrice tessile a cui Milano dedicherà una personale a dicembre ’15), Zoltán Tombor (fotografo di fama internazionale); in mostra anche i giovani talenti: David Merényi , Beáta Székely e Kamilia Kard.
  • Artisti Italiani: Eva Sorensen (artista a cui è stato dedicato il Padiglione della Biennale di Venezia  del 1981), Alberto di Fabio (a ottobre la sua personale al Macro di Roma) Elisabeth Scherffig e Daniele Salvalai (artisti a cui Milano ha dedicato recenti monografie), HH LIM (Biennale di Venezia 2013), Franco Mazzucchelli (Biennale di Venezia 1976), Raffale Penna (tra i più  noti fiber-artist italiani); in mostra anche i giovani talenti Paolo Peroni (vincitore premio cramum 2014), Francesca Piovesan (vincitrice premio cramum 2015), Eracle Dartizio (protagonista nel 2016 di una mostra site-specific allo Studio Museo Francesco Messina di Milano).
L'naugurazione si terrà in data odierna alle ore 19:00 presso l'Istituto Italiano di Cultura, Via Bródy Sándor, 8.

Grazie al Museo Garda di Ivrea e all’Accademia di Ungheria a Roma la mostra giungerà infine in Italia (Ivrea e Roma) nel 2016.

La mostra è presentata da: Istituto Italiano di Cultura a Budapest, Associazione cramum e Fondazione Giorgio Pardi.

La mostra è patrocinata da: Ludwig Museum di Budapest, Museo Garda, Comune di Ivrea e Fondazione Guelpa.

Si ringraziano anche Accademia di Ungheria a Roma, Studio Museo Francesco Messina, Emiliano Biondelli, Natalie Arrowsmith, Ani Molnár Gallery, ACB Gallery, Galleria Raffaella de Chirico, Galleria Renata Bianconi, Edicola Notte, ZooZone, Ari Kupsus Gallery.

 

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