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Si avvia al gran finale la prima edizione di “Impronte Digitali”, il festival di teatro e nuove tecnologie iniziato lo scorso 14 settembre, che si sta svolgendo tra i comuni di Melzo e Inzago, nel milanese.

Tra laboratori creativi, conferenze e aperitivi digitali, tutta la rassegna ha visto il suo focus principale sull’innovazione tecnologica applicata all’arte del teatro, cercando così un'innovazione rispetto a quello a cui tutti siamo abituati.

Dopo i primi tre laboratori, “Homo Faber: l’attore artigiano di Mario Berzaghi”, il “Laboratorio multimediale di Agumented Theater” e il “laboratorio produttivo Incontri Digitali”, il festival ha ancora in programma tre importanti incontri artistici, per stimolare la creatività di un pubblico attivo, che desidera essere parte integrante dell’ambiente che lo circonda e non solo un semplice osservatore.

Il cerchio inizierà  chiudersi già dal 26-27 settembre, con il ciclo sul videomapping a cura di Rajan Craveri, esperto ricercatore di sistemi interattivi applicati all’arte performativa.

Sempre il 26, il vero protagonista sarà il pubblico: dalle ore 19, al Teatro Trivulzio di Melzo, sarà il momento l’aperitivo digitale di Anna Maria Monteverdi e Simone ArcagniNuove perfomance digitali tra videomapping e interaction design”, per poi, a seguire, lasciare spazio al divertente “Nerd Cabaret” di Michele Cremaschi, uno spettacolo sulla solitudine digitale che andrà in scena all’interno della residenza artistica ILINXARIUM.

Il cappello conclusivo di tutta la manifestazione avrà luogo il 27 settembre a partire dalle ore 16, con uno spettacolo pomeridiano, “Ho un punto tra le mani”, dedicato a grandi e piccini, curato dal Tam Teatro Musica e già vincitore nel 2014 del prestigioso premio IBU. A seguire il divertimento continua con un laboratorio artistico intitolato “ Dipingere con la luce”, che sarà incentrato sull’utilizzo della pittura digitale, mettendone in mostra tutti gli aspetti e le potenzialità più interessanti. Alle ore 20, infine, l’incontro aperitivo con gli esperti di arti digitali Chiara Boeri e Paolo Atzori, dal titolo “Siggraph e Magna Grecia, che andrà a chiudere il fitto calendario di questa prima edizione di “Impronte Digitali”.

Un’esperienza unica, ricca di novità in ambito artistico e teatrale, che stuzzicherà l’attenzione dei grandi e catturerà quella dei bambini, cercando di stupire ed emozionare il pubblico grazie a quello strumento in Italia fin troppo sottovalutato: l’arte.

IMPRONTE DIGITALI

Modalità d’ingresso

Laboratori € 100 cad.+ tessera ILINX 15€ Incontri digitali 15€ (tessera ILINX) Aperitivi Digitali INGRESSO LIBERO Spettacoli Teatro Trivulzio 6€

Luoghi

Residenza artistica ILINXARIUM Via Besana, 11 Inzago (MI) Teatro Trivulzio P.zza Risorgimento, 19 Melzo (MI) Sala Vallaperti Via Dante, 2 Melzo (MI)

info: http://www.ilinx.org/

Adele Di Giovanni

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25 Settembre ore 19 A cura di Associazione Carmilla e Cristina Caloni

Restano ancora alcuni giorni per visitare la mostra Exitium presso la Key Gallery, piccola galleria nel cuore del quartiere Isola, che evoca ambienti berlinesi, per spazi e scelte stilistiche.

In Exitium l’arte e la tecnologia di massa si incontrano, dando vita a immagini molto particolari, “distrutte”, generate dall’applicazione Glitch! (arrivata a superare il milione di download) ideata da Luca Grillo, ingegnere creativo, e dalla tecnica di collage digitale – specificamente Pixel Sorting - dell’artista Giacomo Carmagnola.

Immagini classiche e icone pop vengono corrotte graficamente, non a caso è un termine latino che significa distruzione, rovina, a dare il titolo alla mostra: non si tratta di ricercare il Bello, ma, al contrario, nella tradizione della Scuola di Milano, il Brutto e l’imperfezione che rendono possibile l’unicità e, quindi, l’arte, come profetizzava Andy Warhol, paradossalmente alla portata di tutti.

L’applicazione Glitch per Android, infatti, modifica le immagini scattate da smartphone in modo del tutto casuale, secondo un algoritmo che le corrompe, inserendole in un contesto artistico, diversamente da quelle generate con programmi strutturati e deterministici come Instagram. Le immagini digitali perdono così il loro formato originale, vengono distorte da errori non prevedibili, difetti di sistema, interferenze, perdendo la bellezza originaria, ma acquisendo significati più ampi. Il glitch è una dissonanza visiva, una somatizzazione algebrica, un errore neuronale del computer, un tic, tanto più artistico, quanto più umano.

Per rimanere nell’area semantica Lo-fi, le opere sono state stampate su pvc e su cartone riciclato (Tonki, oggetto di design eco-sostenibile, contemporaneamente superficie di stampa e cornice)

https://www.facebook.com/events/1493288620983704/

www.tonki.com.

https://www.facebook.com/GlitchApp

https://play.google.com/store/apps/details?id=com.lucagrillo.ImageGlitcher&hl=it

http://giacomocarmagnola.tumblr.com/

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Con un'intervista esclusiva a Marco D'Alberti

Dopo aver parcheggiato la macchina non lontano da via Manzoni, ci dirigiamo a Teatro. Ed ecco che, giunti dinnanzi a questo edificio fastoso, rimaniamo colpiti da un autobus parcheggiato dall'altra parte della strada. Allieta la vista con il suo rosa shocking e grumi di altri colori sgargianti. In alto la scritta “Il divertimento non è mai stato così vicino” e in basso il titolo del musical che ci accingiamo a vedere: “Priscilla, la regina del deserto”. Piacevolmente sorpresi, entriamo nella hall del Teatro Manzoni. Scopriamo, a questo punto, che possiamo continuare a divertirci con gli allestimenti preparati ad hoc per il pubblico in attesa e così scattiamo qualche foto ricordo, respirando un'atmosfera allegra e cangiante. In seguito scopriremo che è stata una trovata felice, perchè questo spettacolo è, a tutti gli effetti, qualcosa che non si dimentica facilmente.

Priscilla- Il Musical si ispira al'omonimo film cult diretto da Stephan Elliot, che fu presentato nella sezione “Un Certain Regard” al 47° Festival del Cinema di Cannes e nel 1995 fu insignito del Premio Oscar per i migliori costumi, un elemento che fa indubbiamente onore anche a questa versione italiana del musical. Sono infatti oltre 500 i costumi sfoggiati dal cast, uno più magnifico e originale dell'altro. Di tutto rispetto anche la colonna sonora, che include 25 strepitosi successi internazionali, tra cui "I Will Survive"; "Finally"; "It's Raining Men" e "Go West".

Il musical racconta la storia di Tick/Mitzi (Cristian Ruitz), Bernadette (Marco D'Alberti) e Adam/Felicia (Riccardo Sinisi) che, su proposta di Tick, decidono di lasciare Sydney per portare il loro spettacolo di drag queen nell'entroterra austrialiano, ad Alice Springs, dove in realtà li aspetta molto più che un'esibizione. Si tratta inevitabilmente di un viaggio fisico, a bordo di un vecchio torpedone ribattezzato “Priscilla, la regina del deserto” e nel contempo introspettivo, che li conduce a fare i conti con i pregiudizi di un mondo tutt'altro che accogliente, coi fantasmi del passato e a smussare i rapporti tra di loro, non affatto semplici e scontati.

Priscilla porta a tema l'amore, l'amicizia, il rapporto padre-figlio, ma è molto di più di questo. É uno spettacolo condito da battute esilaranti, una sceneggiatura brillante e numeri molto coinvolgenti, sia come ensemble, che come assoli. Ironico, pungente, ma anche molto malinconico, emoziona e allo stesso tempo spinge alla riflessione- non soltanto sul tema dell'omofobia e del bullismo- ci sembrerebbe riduttivo- ma sulla sofferenza comportata da ogni qual si voglia tipo di emarginazione. Detto questo, non aspettatevi prediche o facili moralismi che verrebbero inevitabilmente a noia, quanto un musical che vi farà pensare e non mancherà di commuovervi.

Intervista a Marco D'Alberti

Io: “Sei affezionato al tuo personaggio? Cosa ami di più di Bernadette? Ma prima di rispondere, ti vorrei dire cosa ho colto io in primis. Personalmente, l'ho trovata un personaggio estremamente affascinante, fortemente emotiva e romantica, ma con un indiscussa inclinazione alla malinconia. Oltretutto, mi sembra che nonostante le sue insicurezze e i frequenti sbalzi d'umore, sia un po' un punto di riferimento per i compagni in momenti di crisi. I due casi esemplari in questo senso sono il suo intervento nel pub contro la “manza” a cui suggerisce di appiccarsi fuoco al Tampax- battuta esilarante che sdrammatizza in realtà uno scambio molto delicato- E poi, ovviamente, mi riferisco al pestaggio di Adam, forse il più effervescente dei personaggi principali, il più vitale e impulsivo, a cui non a caso vengono tappate le ali col bullismo omofobico. Cosa ne pensi?”

D'Alberti: “Assolutamente, adoro questo personaggio, sia come interprete, sia come persona. Delle caratteristiche che le invidio sono la leggerezza ed anche il coraggio, il coraggio di cimentarsi, di essere presente- non è una sconsiderata, al contrario, trovo molta saggezza in lei. Rispetto al personaggio filmico, diciamo che l'abbiamo alleggerita, l'abbiamo resa meno spigolosa e più ridanciana, ma come dici, è anche molto malinconica. Ed è malinconica naturalmente, perché è una che ama la vita e ama l'amore e in questo mi rispecchio molto. E' senz'altro anche molto emotiva, ha dei momenti d'isteria, è piena di contraddizioni, ma questo la rende viva, tridimensionale."

Io: "La scelta che Bernadette ha compiuto diventando transessuale è senza dubbio molto coraggiosa. Come credi il tuo personaggio possa contribuire alla discussione sulla transessualità e la sua accettazione? E una domanda correlata: in tempi di dibattito sui generi sessuali e i ruoli che potranno avere in una vita di coppia con figli, cosa può dare un musical come Priscilla allo spettatore medio?"

D'Alberti: "Guarda, diciamo che il musical è un genere che lascia scarso spazio al dialogo, ma nelle poche cose che si dicono, c'è un importante messaggio. Hai presente quando Bob rivolgendosi al trio le chiama “ragazzi”, poi si scusa corregendosi con “ragazze”... Qui insomma si fa portavoce del fatto che le riconosce e gli porta rispetto, è proprio la conditio sine qua non. Non si parla di tollerenza, ma di rispetto. Tolleranza è un termine che non sopporto. Poi trovo che sia uno spettacolo talmemte coinvolgente, che il pubblico rimane in qualche modo disarmato, e proprio per questo il musical ha un forte potere di sdoganamento, favorisce e facilita l'assorbimento e la familiarizzazione con certi temi."

Io: "Raccogliendo informazioni sullo spettacolo, ho letto da qualche parte che voi non lo considerate solo un tentativo di sensibilizzazione per quanto riguarda il tema dell'identità di genere, ma che in una chiave più ampia, può essere considerato uno spaccato sull'emarginazione in generale. Questa interpretazione la trovo personalmente molto calzante. Al centro di tutto, vi è la sofferenza che comporta il rifiuto della diversità. Cosa ne pensi?"

D'Alberti: "Certo, c'è senza dubbio un'attenzione alla diversità e al rispetto in generale."

Io: "Penso per esempio alla moglie di Bob, che si dice non abbia più accesso al pub perché è una che alza troppo il gomito e, quando lo fa, perde il controllo di sé."

D'Alberti: "Bravissima, è proprio quello che stavo pensando..."

Chiara Zanetti

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Grazie agli ultimi progetti dedicati alla street art, Milano si colora e diventa sempre più allettante.

Per il progetto di street art "Energy box", promosso dal Comune di Milano, A2A e Fondazione Aem, 50 artisti decoreranno 150 centraline semaforiche per trasformare la città nella prima galleria metropolitana a cielo aperto in Europa. Fino al 20 settembre gli artisti, con la supervisione del critico d’arte ordinario di Storia dell’arte moderna al Politecnico di Milano Flavio Caroli, eseguiranno dal vivo le loro opere sulle centraline semaforiche in centro come nelle zone periferiche della città. I lavori diventeranno così opere d’arte permanenti di Milano. Il 23 settembre, infine, alcuni artisti si esibiranno in performance live aperte a tutti presso la Fabbrica del Vapore in via Procaccini 4.

L’intero progetto gode di una media partnership d’eccezione: Rolling Stone Italia, magazine sempre attento alle nuove forme d’espressione artistica.

Questa iniziativa ci consente di donare bellezza a semplici elementi di arredo pubblico - spiega l'Assessore alla Cultura Filippo Del Corno - che sono fondamentali per il corretto funzionamento di una grande città. Grazie all'intervento di questi artisti straordinari riusciremo a conciliare efficienza ed estetica, trasformando Milano in una vera e propria galleria a cielo aperto.”

La street art è protagonista anche del progetto "Urban art museum": in zona Niguarda gli artisti hanno adornato 30 nuovi tombini, che verranno collocati nel quartiere, e le vasche di contenimento del Seveso nei pressi della piscina Scarioni, dando vita ad un originale percorso artistico. Urban art museum è promosso dall’assessorato ai Lavori pubblici e Arredo urbano, dall'Associazione dei commercianti della zona Pratocentenaro-Confcommercio Milano e dal Consiglio di Zona 9.

“Il quartiere Niguarda si arricchisce di un’arte moderna e vivace come la street art grazie anche ai 30 tombini messi a disposizione dal Comune – è il commento dell’assessore ai Lavori pubblici Carmela Rozza -E’ significativa la scelta di questa zona della città, che ha sofferto in modo particolare le esondazioni del Seveso: il bello deve arrivare sotto le case di tutti i cittadini“

Infine, il Comune di Milano ha messo a disposizione 100 muri in tutta la città dove gli street artists possono esprimersi liberamente. "Muri liberi" è un progetto che intende conciliare arte, libertà e decoro urbano. Per individuare i muri messi a disposizione è stata creata una mappa georeferenziata con le schede descrittive degli stessi. E' possibile visualizzare la mappa anche da tablet e smartphone.

Chiara Zanetti

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Un viaggio unico, durato cinque mesi, nel cuore dell’Africa; un reportage sulle tracce di un continente operoso, vitale e in costante evoluzione, capace di guardare al futuro; un fotografo dallo sguardo acuto che ha catturato l’essenza degli uomini, delle donne e dei bambini di quelle terre e ripropone nei loro volti l’orgoglio e il desiderio di essere protagonisti di un domani libero e indipendente.

Al Boscolo Hotel di Milano, dal 17 settembre al 16 ottobre 2015, Davide Scalenghe, fotografo e video reporter che dal 2007 dedica la sua professione a inchieste e reportage internazionali, espone una selezione di 25 scatti realizzati durante il viaggio che lo ha portato in alcuni Presidi in Marocco, Senegal, Etiopia, Kenya e Tanzania, al fianco di Steve McCurry. L’occasione è stata data dal progetto documentaristico e fotografico da cui nasce il calendario Lavazza 2015 The Earth Defenders realizzato dal fotografo statunitense, nato dalla collaborazione tra Lavazza e Slow Food, con la direzione creativa di Armando Testa, e che Scalenghe ha raccontato nel reportage trasmesso da Discovery Channel e Real Time.

I temi portanti di Expo 2015 sono il filo conduttore della mostra “New Faces of Africa”, curata nell’allestimento da Michela Alquati: nutrizione e cibo, bisogno primario dell’uomo, ma anche simbolo di libertà per quelle terre in cui la produzione rurale rappresenta il settore che dà lavoro a interi villaggi e che mette gli uomini e le donne africani al centro del proprio destino.

Scalenghe - attraverso i volti dei popoli che ha incontrato, le straordinarie atmosfere dei territori, l’equilibrio delicato della vita che ruota attorno al cibo e a come procurarselo - racconta in questo lavoro di backstage storie esemplari dei protagonisti. Uno sguardo ulteriore che ha arricchito di contributi inediti il reportage realizzato da Steve Mc Curry per il Calendario Lavazza 2015.

A partire dal Marocco, dal laboratorio di Nadia, imprenditrice come ce ne sono tante in Africa –forti, concrete, combattive - che lavora le bacche per produrre l’olio di Argan; per proseguire esplorando i metodi di pesca in Senegal, con le caratteristiche canoe, i Cayucos, un tempo usate per cercar fortuna verso il vecchio continente; passando per il Kenya dove si estrae il sale da un’erba che cresce sulle rive fiume Nzoia; approdando in Etiopia con i suoi allevatori di cammelli; per giungere in Tanzania, all’interno di una delle comunità di produttori di caffè coinvolte nel progetto ¡Tierra! Lavazza, dove grazie alla collaborazione della Fondazione Lavazza con l’Associazione Kirua Children è stata realizzata la MaseRing Nursery School che consente ai bambini un’istruzione adeguata e una crescita consapevole.

E sono proprio gli sguardi dei bambini, catturati negli scatti di Scalenghe a rappresentare il futuro del continente africano, supportato dalla solidità dei Presidi (oltre a quelli di Lavazza e Slow Food sono oltre 450 quelli sostenuti dall’Unione Europea per 13.000 produttori) che proteggono le tradizioni locali e garantiscono, attraverso politiche più rappresentative, un modello e un futuro sostenibili.

Molte delle comunità coinvolte nei Presidi sono cresciute notevolmente in questi anni e oggi hanno raggiunto la piena autonomia: i coltivatori sono in grado di vendere il prodotto direttamente, senza l’intervento degli intermediari, aumentando il guadagno diretto da destinare al mantenimento del proprio nucleo famigliare.

“New Faces of Africa” è realizzata con il sostegno di

LAVAZZA

Titolo Davide Scalenghe. “New Faces of Africa”

Sede Boscolo Hotel | Corso Matteotti 4/6, Milano

Inaugurazione Mercoledì 16 settembre – h. 19.00 (solo su invito)

Date 17 settembre – 16 ottobre 2015

Press Office C CUBE comunicazione al cubo – Clio Arnoldi – T. 02 48193994 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.ccube.it

Informazioni al pubblico

Stefano Dalla Verde - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – T. +39 331 860 77 79

Indira Fassioni

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A partire da Lunedì 14 Settembre il programma di Expo in città si arricchisce ulteriormente con "Omar Galliani. Il disegno nell'acqua".

Il progetto espositivo,a cura di Raffaella Resch, si compone di una mostra collocata in due sedi, all'Acquario Civico dove sarà esposto un nutrito corpus di opere dell'artista, compresi alcune inedite- e alla Conca dell'Incoronata in Via San Marco, con un'installazione site specific dal titolo “Aquatica. La memoria dell'acqua”.

Le opere in mostra all'Acquario, il cui allestimento è curato dall'architetto Mario Botta, sono collocate in corrispondenza degli ambienti della struttura idrobiologica, in cui sono allestiti i diversi ecosistemi acquatici, dalle sorgenti montane al mare. La significativa selezione dei cicli pittorici di Galliani ispirati a Leonardo, datati dal 1979 a oggi, comprende opere realizzate su diversi supporti (la carta, il legno e il rame) ottenute attraverso l'utilizzo di tecniche personali e originali.

L’installazione "Aquatica. La memoria dell’acqua", invece, coinvolge direttamente la città ed i passanti diventano protagonisti dell’opera, in un momento di aggregazione fra persone, arte, storia e cultura.

Il lavoro, costituito da un grande disegno a matita su tavola e con grani di sale dell’Himalaya che definiscono il volto di donna con un’acconciatura che rimanda ai vortici dei flutti studiati da Leonardo, rappresenta un’opera di arte pubblica dedicata all’acqua, elemento decisivo come fonte di energia e nutrimento per il pianeta e caratterizzante per l’opera in quanto interviene attivamente come agente simbolico e chimico.

L'inaugurazione della mostra avverrà domani alle 18.00 presso l'Acquario Civico di Milano e alle 19.30 presso La Conca dell'Incoronata.

L'iniziativa è promossa e prodotta dal Comune di Milano - Cultura, Acquario Civico di Milano in collaborazione con l'Archivio Omar Galliani e la Società dei Navigli Lombardi e gode del patrocinio della Città di Locarno.

 

 

"Omar Galliani. Il disegno nell'acqua"

15 settembre – 11 ottobre 2015 Acquario Civico di Milano, Viale Gadio 2 (MI)

15 settembre – 25 ottobre 2015 Conca dell’Incoronata, via San Marco (MI)

 

Orari da martedì a domenica 9.30 – 19.30 (ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura) Lunedì chiuso Ingresso mostra con Biglietto Acquario: intero 5 €, ridotto 3 € Info Tel. +39 02 88 46 57 50 – www.acquariocivicomilano.eu

“Per definire un festival musicale l’immagine più appropriata ci sembra quella di una galassia; la buona musica continua infatti a espandersi nel tempo e nello spazio con nuove creazioni, esecuzioni sempre più frequenti e un esercizio di perfettibilità che non conosce limiti. Rallegriamoci: non conosce obsolescenza e non aumenta l’entropia del mondo. Addentrandoci nella galassia di MITO SettembreMusica 2015 ci troveremo nel mezzo di una costellazione sinfonica dove a darci il benvenuto troveremo il nostro caro Temirkanov con l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo: questa volta niente musica russa ma la Quarta di Bruckner e l’Italiana di Mendelssohn.”

Esordisce così l'articolo di Enzo Restagno e Francesco Micheli, rispettivamente il direttore artistico e il vicepresidente di MITO SettembreMusica, il festival che dal 5 al 24 settembre riempie Milano e Torino di eventi e concerti imperdibili. Si contano ben 208 appuntamenti e 2600 artisti da 33 paesi del mondo!

In questo articolo vi segnaliamo due appuntamenti da non perdere con Stefano Bollani. Martedì 15 settembre all’Auditorium del Lingotto di Torino è già annunciato un tutto esaurito per l’esecuzione della Rhapsody in Blue di George Gershwin insieme all’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento con la direzione di George Pehlivanian. Accanto, e intorno, alla partitura originale Bollani eseguirà le sue Improvvisazioni su uno degli autori più amati di sempre.

Mercoledì 16 settembre presenterà in anteprima italiana il suo nuovo album. Alle ore 17 presso le Gallerie d’Italia Piazza Scala a Milano il pianista incontrerà il pubblico del Festival in un’occasione di diagolo e approfondimento. A seguire, alle ore 21, presso il Teatro degli Arcimboldi, il jazzista presenterà in anteprima il suo nuovo lavoro da solista con la sua consueta e sempre sorprendente capacità di coinvolgere il pubblico in un personale e inatteso percorso sonoro. Un concerto per piano solo per godersi in anteprima l’irresistibile ritmo di Stefano Bollani.

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Dopo la pausa estiva, riprendono gli eventi culturali presso il locale MONO di via Lecco 6. Il secondo appuntamento è con una mostra, “Merda e patate”, dal titolo volutamente provocatorio, finalizzato a stimolare la riflessione su temi più che mai attuali.

Gli escrementi sono materia di scarto o concime per nuova vita? La donna (occidentale) è vittima o carnefice? Queste domande costituiscono il fil rouge dei quadri di Fabio Costa, in cui ogni motivo diventa serie, ripetizione ossessiva di un'idea per autoconvincimento o forse per esorcizzare una paura; questo l'autore deve ancora chiarirlo.

Per quanto riguarda la ricezione delle sue opere, Costa ha a cuore il fatto che possano essere fruibili da parte di tutti. Chi rintraccerà elementi inquietanti o intenti tra il serio e il faceto avrà colto nel segno, così si desume dalle osservazioni dello stesso artista.

Le opere rimarranno in mostra al MONO Bar, locale gay friendly caratterizzato dagli arredi vintage anni '60 nel cuore di Porta Venezia.

MONO Bar Via Lecco 6, 20136 Milano 339 4810264 FB/MONO-Bar

 

Indira Fassioni

Il 3 settembre inaugura presso il MONO bar di via Lecco 6 la mostra “Morto Botanico” di Cristian Gaudioli Ruaro, in arte “Der Prinz Tattoer”. Incisore epidermico, graffitaro, disegnatore, grafico e illustratore, Der Prinz ha dato vita a questo straordinario progetto per omaggiare icone scomparse del mondo della musica e del cinema. “Morto Botanico” si compone infatti di una serie di illustrazioni realizzate con china, pastelli e retini che rappresentano celebrità decedute, il più delle volte prematuramente, assurte a simboli pagani attraverso l'iconografia della matrioska. A ciascuna icona è abbinato un omaggio floreale rivisitato in chiave pop.

Nonostante il titolo della mostra potrebbe dar adito ad interpretazioni macabre e funeree, in realtà i lavori costituiscono ironici e divertiti tributi ad artisti che hanno segnato la storia contemporanea con la loro vita e la la loro eclatante dipartita. Un'occasione irripetibile per lasciarsi catturare da un'evocazione musicale e cinematografica dal profumo fiabesco, in cui si intrecciano inesorabilmente poesia, gioco e morte.

Il mondo di Der Prinz è ispirato ai capolavori di Tim Burton, Dalì, Bosch e altri artisti del panorama internazionale. Una commistione di linguaggi, stili e suggestioni che fanno delle sue opere qualcosa di assolutamente singolare, poliedrico e surrealista.

Per chi volesse avere un assaggio delle composizioni dell'artista, è possibile visitare la pagina facebook: Der Prinz Tattoer.

Durante la serata verrà messo in palio un tatuaggio omaggio e verranno regalati sconti speciali.

Le opere rimarranno in mostra fino al 10 settembre al MONO Bar, locale gay friendly caratterizzato dagli arredi vintage anni '60 nel cuore di Porta Venezia.

 

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Tra commedia brillante e spy story, “Quando meno te lo aspetti” è il nuovo romanzo dell'autrice di “Volevo essere una gatta morta”, che ha ottenuto un grande successo di pubblico e di critica.

Il libro vede per protagonista Penelope Stregatti, una bambina introversa e sulle sue, che ha una nonna chiromante. Nascosta nell'armadio di casa, non vista, Penolope ascolta i segreti di tutto il vicinato e, disponendo di una memoria infallibbile, ricorda ogni storia, ogni racconto.

La nonna sogna per lei un futuro felice e, soprattutto, vorrebbe vederla sposata; per questo continua incessantemente a consultare le sue carte e a trascinare Penelope in chiesa, nella speranza che S. Nicola, protettore delle zitelle, le procuri un marito. Sforzi invano: Penelope a diciottanni lascia Bari per Milano. Vuole realizzare i suoi sogni: divenire una giornalista, girare il mondo, trovare l'amore e sposarsi.

Tuttavia, il tempo passa e Penelope a trentasei anni di sogni non ne ha realizzato neanche uno. Ha una laurea, due master in giornalismo, ma è sola, e svolge un lavoro che non l'appaga: è addetta stampa in una multinazionale di pannolini, la Pimpax Spa e nel tempo libero scrive test e oroscopi sessuali per un settimanale femminile, “Girl power”.

Sogna il grande amore, quello con la A maiuscola, ma incrocia solo uomini in cerca di sesso, con la esse minuscola però. E con i suoi amici Federico, sceneggiatore, Letizia, avvocato e Bianca, antiquaria, anche loro personaggi stravaganti, spende le giornate sperando che qualcosa di diverso prima o poi possa accadere. E quando investe con la bicicletta Alberto Ristori, rompendogli una gamba, capisce subito che questo qualcosa è arrivato. Tre mesi dopo alla Pimpax Spa arriva il nuovo amministratore delegato: Riccardo Galanti. Ma Penelope lo riconosce, è Alberto Ristori. Perché si fa chiamare in un altro modo? Perché dice di non averla mai incontrata prima? Chi è veramente quest’uomo così eccentrico e carismatico? Penelope ha paura di lui ma ne è attratta e quando arriva il momento di decidere se buttarsi o no, lei non si tira indietro, perché la vita è un’avventura e tutto può succedere, quando meno te lo aspetti.

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