CHIAMACI +39 333 8864490

In mostra alla Triennale di Milano, dal 10 al 19 Luglio, saranno i modelli architettonici di 41 famosi progettisti giapponesi.

"Archi Depot Tokyo" è, innanzitutto, una opportunità per avvicinarsi ai modelli di una grande varietà di architetti giapponesi, dai più noti Kengo Kuma, Arata Isozaki, Tetsuo Furuichi, Shigeru Ban, Koh Kitayama, Rike Yamamoto fino ai talenti più giovani.

A curare l'esposizione è la Fondazione Archi Depot, Organizzazione per la promozione della cultura dell'architettura, istituita nel 2015, dalle aziende Terrada Warehouse e Tokyo Design Center, per preservare modelli e disegni della cultura architettonica giapponese.

Lo scopo principale della Fondazione consiste nel trasmettere a un vasto pubblico le visioni degli architetti e la magia delle loro opere, esplorandone i modelli architettonici che ancora oggi conservano un alto valore culturale.

Negli studi di architettura, infatti, i modelli realizzati a mano rappresentano la prima e più concreta testimonianza del processo compositivo di ogni progettista. L'esplorazione del rapporto tra architettura e ambiente (urbano o naturale) e la comprensione del valore dell'architettura nelle comunità locali divengono la premessa necessaria per entrare nello spirito più profondo di una cultura architettonica in continua tensione tra avanguardia e memoria.

La Fondazione Archi Depot darà vita a un proprio museo, uno spazio comune ideale per preservare e gestire i modelli architettonici realizzati dai progettisti giapponesi.

La mostra alla Triennale costituisce un primo passo in questa direzione. Il progetto dell'esposizione - curato da Setsu & Shinobu ITO di Studio ITO Design - rispecchia compiutamente i principi e le caratteristiche del museo-archivio Archi Depot di prossima apertura a Shinagawa a Tokyo.

L'esposizione è parte delle iniziative promosse per il Japan Day, la giornata ufficiale del Giappone a Expo Milano 2015, in programma l'11 luglio, con la presenza a Milano delle autorità giapponesi.

La presentazione della mostra si terrà lo stesso giorno alle ore 19.00 (Sala Impluvium); i relatori saranno Riken Yamamoto (architetto, presidente delle commissione dei direttori della Fondazione Archi-Depot) e Shigeru Ban (architetto, direttore della Fondazione Archi-Depot).

 

"Archi Depot Tokyo" Triennale di Milano (Sala Impluvium, primo piano), Viale Alemagna 6 - 20121 Milano Periodo espositivo: dal 10 al 19 luglio 2015 - ore 10.30 - 23.00

 

 

[gallery type="rectangular" ids="45125,45126,45127"]

 

Di seguito vi elenchiamo i nomi degli architetti in mostra: Hitoshi ABE, Shigeru BAN, Manabu CHIBA, Masaki ENDOH, Teppei FUJIWARA, Tetsuo FURUICHI, MasahiroHARADA + Mao HARADA, Akihisa HIRATA, Kotaro IDE, Kumiko INUI, Arata ISOZAKI, Setsu ITO+ShinobuITO, Atsushi KITAGAWARA, Koh KITAYAMA, Kazuhiro KOJIMA + Kazuko AKAMATSU, Eijiro KOSUGI + AyaUTSUMIE, Kazumi KUDO + Hiroshi HORIBA, Kengo KUMA, Norisada MAEDA, Takenori MIURA, HiroshiNAITO, Toshiharu NAKA, Ryuji NAKAMURA, Akio NAKASA, Manabu NAYA + Arata NAYA, Osamu NISHIDA + Erika NAKAGAWA, Satoshi OKADA, Kijo ROKKAKU, Mitsuhiko SATO, Eizo SHIINA, Ryoji SUZUKI, Mikio TAI, Ippei TAKAHASHI, Makoto TAKEI, Takaharu TEZUKA + Yui TEZUKA, Hiroyuki UNEMORI, Tomoyuki UTSUMI, Makoto Sei WATANABE, Makoto Shin WATANABE + Yoko KINOSHITA, Riken YAMAMOTO, Ken YOKOGAWA

 

 

Venerdì 10 luglio 2015 dalle ore 19.00 al Mono Bar di via Lecco 6, 20124 Milano, viene inaugurata la mostra di Lara Orrico, in arte "Il Broccolo Volante": "People: The Rhythm of the Night".

Lara Orrico, caustica illustratrice di spiccato talento, nasce nel 1991 a Savona. Frequenta il liceo sociopsicopedagogico, e nel 2010 si iscrive all’Istituto Europeo di Design di Torino, dove frequenta il corso di Illustrazione. Nel 2011 partecipa al concorso promulgato dall’Ozu Film Festival Disegna il tuo finale classificandosi seconda, reinterpretando in chiave scherzosa il finale del film The Truman Show di Peter Weir. Sempre nel 2011 si qualifica terza al concorso Matite Per La Pace indetto dalla scuola del fumetto Comics di Firenze, con la partecipazione di Emergency, con le illustrazioni dal titolo La guerra non è un gioco, che costituiscono una riflessione sul tema dei bambini soldato. Nel 2012 partecipa a diversi concorsi di illustrazione indetti dall’Associazione Italiana Illustratori e alla selezione per la mostra degli illustratori alla fiera del libro per ragazzi di Bologna.

Il suo stile caratteristico si vede chiaramente nel fumetto Resource – La rinascita: qui in chiave scherzosa e ironica Lara racconta il suo ricovero di un mese presso l’ospedale Molinette di Torino, avvenuto nel maggio 2010. Attualmente Lara vive a Milano dove frequenta il II anno del corso di Illustrazione e animazione presso lo IED.

Da tempo l'artista ha contaminato la città con i suoi brillanti progetti: ultimo “illbar”, con il Collettivo Collottola, la meravigliosa mostra itinerante nata per illustrare gli angoli più remoti della città di Milano, mostrarne ogni sfaccettatura che la caratterizza, ammaliante e incongruente allo stesso tempo.

La mostra “People: The Rhythm of the Night” costituisce invece un omaggio al mondo della notte e ai protagonisti che la animano. Attraverso il suo sguardo sardonico e ammiccante, Lara rielabora particolari del quotidiano e racconta con le sue illustrazioni gli stereotipi della Milanodabere: dal dj al PR, dal blogger al barman e agli avventori dei locali notturni. Il divertimento consisterà nel tentare di individuarli deducendo l'interpretazione ironica dell'artista milanese.

Il Mono Bar, locale gay friendly caratterizzato dagli arredi vintage anni 60 nel cuore di Porta Venezia, presenta dalle ore 19.00 Dj Tosi con una particolare selezione anni '90 e dalle ore 22.00, in consolle PUPPEN con la serata synth/OMO “music from the age of innocence”.

Le opere della mostra “People: The Rhythm of the Night” rimarranno esposte presso il Mono Bar fino al 24 luglio 2015.

 

 

People: The Rhythm of the Night di Lara Orrico, in arte "Il Broccolo Volante" Venerdì 10 luglio 2015 dalle ore 19.00 Mono Bar via Lecco 6, 20124 Milano

 

 

[gallery type="rectangular" ids="45114,45115,45116,45117"]

Martedì 14 e mercoledì 15 luglio alle ore 21.45 presso il TEATRO LA CUCINA OLINDA (ex Ospedale Psichiatrico P. Pini via Ippocrate, 45 – M3 Affori FN) l'ardimentosa compagnia lombarda il Teatro delle Moire, per la rassegna I Teatri del Sacro, presenterà lo spettacolo Sante di Scena, progetto di e con Cinzia Delorenzi, Alessandra De Santis, Attilio Nicoli Cristiani, da un’idea e con la collaborazione di Luca Scarlini.

Corpi di Sante, corpi presenti ma non soverchianti, quasi costituissero un ponte tra due piani, come se lo spirito venisse carnalizzato. È questo che ci affascina in questa epoca postmoderna, la carnalità che riesce a conservare la trascendenza, o meglio, la sublimazione.

La scena si apre su un palco sgombro, dominato dal nero di quinte e fondali. Tre suore, fasciate da tonache nere, appongono sul capo il caratteristico velo nero. Tre tipi fisici differenti: la robusta matrona con far di badessa, una suora dal corpo esile e l'aria spiritata (Cinzia Delorenzis) e la sorella mascolina (interpretata, appunto, da Attilio Nicoli Cristiani).

Lo spettro emotivo è pressoché completo: dall'intensità più afflitta alla sguaiata complicità delle sorelle che posano per scatti fotografici. Si resta per lo più sulla forma ironica, grazie a un De Santis espressamente eclettico, non avversando passaggi musicali spiazzanti. Infatti, non si parla quasi mai; piuttosto, si canta. Alla coralità più raccolta, seguono una canzone eseguita in chiave folk sino al colmo di una sequenza dance o a quella con suore cow-boy che si sparano quasi fosse un film western. All'avvicinamento di tante vite, biografie, parole scritte dalle Sante si sommano riferimenti artistici (Giovanni Pisano, Niccolò dell'Arca), filmici (Jerzy kawalerowicz, Ken Russel) e musicali. Si tratta dunque, nel complesso, di una poetica fortemente frammentaria e poliedrica. La trama è infatti quasi assente e dominano un senso di trasparenza e osservazione pura, quasi videoart. Sante di scena Martedì 14 e mercoledì 15 luglio alle ore 21.45 TEATRO LA CUCINA OLINDA (ex Ospedale Psichiatrico P. Pini via Ippocrate, 45 – M3 Affori FN) Ingresso 13 euro Info e prenotazioni 02 66200646 - www.olinda.org Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

[gallery type="rectangular" ids="45096,45097"]

In questi giorni su tutti i social networks non fa che girare l’hashtag #lovewins, in onore del passo storico degli Stati Uniti in merito alle unioni omosessuali, legalmente riconosciute in tutto il paese a stelle e strisce dallo scorso 26 giugno 2015, facendo così diventare gli USA il 21esimo paese al mondo che riconosce ufficialmente il matrimonio egualitario tra persone dello stesso sesso.

Una giornata storica, che segna l‘inizio di una possibile rivoluzione nel mondo intero, simbolo di uguaglianza e libertà di scegliere di amare chi si vuole. Tutto il popolo del web ha deciso di omaggiare questa decisione d’oltre oceano modificando la propria foto del profilo con i colori dell’arcobaleno, gli stessi della bandiera della pace che è simbolo del movimento di liberazione omosessuale.

L’amore tra persone dello stesso sesso, tuttavia, esiste da sempre, fin dai tempi dell’antica Grecia, dove addirittura non era nemmeno considerato uno scandalo, anzi era al pari dell’eterosessualità. Si trattava di una vera e propria ricerca del bello, quindi era del tutto indifferente se l’oggetto dell’amore di qualcuno fosse un uomo o una donna.

Si potrebbe pensare che in seguito qualcosa sia andato storto, eppure non è proprio così. Il fotografo francese Sebastien Lifshitz, infatti, ha realizzato un progetto originale e dal sapore del tutto delicato. Si tratta di una raccolta di foto, recuperate nei suoi viaggi non senza difficoltà nei vari mercatini delle pulci, che ritraggono la vita intima di coppie omosessuali negli anni ’50, periodo in cui questo argomento era senza dubbio un tabù.

Scatti unici, preziosi e rari che mostrano come in realtà, anche se “di nascosto”, l’amore è amore, in qualsiasi forma esso si presenti. Donne vestite da uomini, uomini ballerini vestiti da donne, che importa? Quel che salta subito all’occhio è lo sguardo sereno e felice di queste persone, che adesso, negli Stati Uniti, sarebbero state libere di esprimere a pieno questo loro sentimento, senza fare del male a nessuno, semplicemente godendosi una vita serena con la persona che hanno scelto.

“Il rischio era comunque alto anche soltanto facendo sviluppare il rullino, ma questo non ha fermato le coppie e la loro voglia di amarsi”, come afferma lo stesso Sebastien Lifshitz, che nel 2013 ha anche vinto il premio Cesar con il film “Invisibili”, presentato anche tra le proiezioni speciali del 65esimo festival di Cannes.

È ovvio che ognuno è libero di esprimere il proprio parere ed è libero di avere una propria opinione, ma nessuno ha il diritto di imporre a qualcun altro un proprio modo di essere, facendolo passare come unico e universale e anche quando questo è stato fatto, in passato, i risultati sono comunque stati a favore della libertà dell’individuo, come dimostrano queste foto.

“Un inno alla libertà, dove l’amore e la felicità sono presenti senza ferite”, dichiara l’artista e a vederle, immediatamente, si capisce il perché di queste parole. Queste foto hanno ispirato il documentario citato prima, poiché il regista, dopo averle osservate, si è appassionato alle storie dei protagonisti, decidendo così di girarvi un documentario a riguardo. Adesso la decisione di pubblicarle, per rendere partecipi tutti di questa realtà triste, tinta di colori cupi e nascosti, ma con stralci di serenità e passione, rappresentativa di tutti coloro che hanno trovato un posto nel mondo, a prescindere da quello che gli altri pensano.

 

Adele Di Giovanni

[gallery type="rectangular" ids="45034,45033,45032,45031,45029,45028,45035,45036,45037,45038,45039,45040"]

Martedì 7 luglio alle ore 20.30 e mercoledì 8 luglio alle ore 21.15 presso il Teatro Franco Parenti, in via Pier Lombardo 14, Luca Zingaretti legge “La Sirena”, dal racconto Lighea di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

I protagonisti sono due uomini che si trovano a Torino, una città a loro estranea, nell'autunno del 1938. Paolo Corbèra di Palermo è un giovane laureato in Giurisprudenza, redattore de “La Stampa”. Rosario La Ciura di Aci Castello ha settantacinque anni, è senatore e autore di un'opera molto erudita di viva poesia.

Paolo vive in un modesto alloggio in via Peyron, è in crisi di misantropia e deluso dalle avventure amorose; Rosario alloggia in via Bertola in «un vecchio palazzo malandato» ed è «infagottato in un cappotto vecchio con colletto di un astrakan spelacchiato», ama leggere senza sosta riviste straniere, fumare sigari toscani e sputare.

I due si incontrano per caso in un caffé di via Po ed entrano pian piano in confidenza. Trascorrono il loro tempo tra riflessioni erudite, dialoghi sagaci, battute cinicamente ironiche, parlando di letteratura, antichità, vecchie e nuove abitudini.

Alle iniziali avventure del giovane con «sgualdrinelle ammalate e squallide (...), di un’eleganza fatta di cianfrusaglie e di moinette apprese al cinema, a pesca di bigliettucci di banca untuosi nelle tasche dell’amante» si sostituisce l’amore del vecchio per una creatura dal sorriso che esprime «bestiale gioia di esistere, una quasi divina letizia», dal «profumo mai sentito, un odore magico di mare», dalla voce che pare un canto.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa è noto principalmente per Il Gattopardo, ma tra i suoi capolavori si annovera Lighea del 1961, pubblicato postumo: un piccolo gioiello d'autore che affascina per molti aspetti. Ad impreziosire il lavoro sono le raffinate scelte semantiche, dall’italiano forbito al dialetto popolano, l'attenta costruzione della sintassi, le precise descrizioni di eventi, luoghi, personaggi e sensazioni.

L'opera è una sorta di viaggio immaginario, geografico e temporale tra il Nord e il Sud. Dal racconto ambientato a Torino emerge la calda Sicilia: l’odore della salsedine, il sapore dei ricci di mare, il profumo di rosmarino sui Nèbrodi, il gusto del miele di Melilli, le raffiche di profumo degli agrumeti, «l’incanto di Castellammare, quando le stelle si specchiano nel mare che dorme e lo spirito di chi è coricato riverso fra i lentischi si perde nel vortice del cielo mentre il corpo,teso e all’erta,teme l’avvicinarsi dei demoni».

La Sirena si arricchisce di tutte queste sensazioni, accompagnate dalle splendide musiche del Maestro Germano Mazzocchetti. Luca Zingaretti ne è interprete e curatore della regia e dell’adattamento drammaturgico.

Lo spettacolo è un percorso tra il presente carnale e l'antichità spirituale, che evidenzia la ricchezza della poesia sicula su cui palpita la melensa stasi del vivere degli uomini e dei paesaggi.

 

 

Luca Zingaretti legge “La Sirena” Martedì 7 luglio ore 20.30 e Mercoledì 8 luglio ore 21.15 Teatro Franco Parenti – via Pier Lombardo 14 Milano 02 59 99 52 06 www.teatrofrancoparenti.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Platea I settore: 40€ Platea II settore: 32€ Platea III settore: 25€ over60: 18€ under26: 15€

 

[gallery type="rectangular" ids="44976,44977,44978"]

In occasione del quarantesimo compleanno di Pergine Spettacolo Aperto si affronta un tema radicale in modo provocatorio: la vita come passaggio; la nascita e la morte come le sue vere sorgenti di significato.

L'edizione 2015 ha come emblema la Turritopsis nutricula, o medusa immortale, una creatura marina minuscola capace di tornare pian piano ai primi stadi di sviluppo, invertendo così il proprio ciclo biologico. Con grande valenza simbolica condensa speranze, angosce e desideri degli uomini.

La cultura occidentale è ossessionata dal culto dell’eterna giovinezza; ciò che sta agli estremi è nascosto nell'inconscio collettivo. Pergine Spettacolo Aperto concentra l'attenzione sulla fine e sull’inizio della vita, in quanto momenti affascinanti e suggestivi. Un invito rivolto a tutti quelli che... I wanna be forever young!

La città di Pergine, dal 3 all’11 luglio, sarà animata da eventi artistici, performance, produzioni site specific, installazioni, laboratori, nuove produzioni e prime assolute.

Venerdì 3 luglio (con replica il 4 luglio) inaugura il festival Sequenze per il futuro, la nuova produzione della Compagnia Abbondanza/Bertoni affidata a otto bambini.

Sabato 4 luglio in prima nazionale va in scena Lalenne di Cie Créature, compagnia francese che colloca la propria ricerca drammaturgica al confine tra teatro e arti visive, occupandosi di temi sensibili in chiave poetica e intimistica.

Il 5 luglio il Vie del sé day, una giornata dedicata al benessere e all’armonia che si chiuderà con la produzione di danza, musica e meditazione dal titolo Rinascere in ogni istante, con Barbara Monti, Cora Steinsleger e l’Ensamble Turchese (Tunisia, India, Cuba, Italia). Nella cornice del Parco Tre Castagni dalle 6 alle 23 si alterneranno laboratori di danza, yoga e tantra, zone dedicate al gusto e attività per bambini. Ospite eccezionale Graham Kennedy con un imperdibile workshop.

Il sentimento religioso e l’inquietudine adulta insita nel bisogno di dare un ordine al caos sono al centro dello spettacolo Jesus di Babilonia Teatri, in scena lunedì 6 luglio di fronte alla cappella mortuaria dell’ex Ospedale Psichiatrico.

Martedì 7 luglio sarà celebrata davanti alla cappella mortuaria dell’ex Ospedale Psichiatrico Ode alla vita della Compagnia Rodisio, risultato di un progetto di ricerca pensato per bambini dai 3 ai 5 anni che si è sviluppato in Italia, Francia, Inghilterra e Svizzera.

Il tema della malattia e della morte è affrontata con ironia e profondità da Chiara Stoppa nel suo fortunato monologo Il ritratto della salute (mercoledì 8 luglio alla cappella mortuaria dell’ex Ospedale Psichiatrico).

Altro appuntamento imperdibile è il “Neuroscienze Show” alla sua quarta edizione: esperti e scienziati si confronteranno sul leit-motiv del festival coniugando approfondimento scientifico e intrattenimento, la cui conduzione sarà affidata al team di “Parole Note” di Radio Capital formato da Giancarlo Cattaneo, Mario De Santis e Maurizio Rossato (giovedì 9 luglio: Il tabu delle soglie - Parole Note Radio Capital & IV Neuroscienze show).

Venerdì 10 luglio (con replica sabato 11 luglio) la prima nazionale Gola, spettacolo in tre movimenti liberamente tratto dalla novella di Cechov “L’angoscia”, diretto da Chiara Guidi, regista teatrale, attrice e cantante, tra i fondatori della Societas Raffaello Sanzio.

Sempre sabato 11 luglio in programma altre due nuove produzioni legate al tema della genitorialità declinata al femminile e al maschile: M.Other di Manuela Fischietti e Paternity Blues di Eco Mondo Doula/Città Teatro.

Dal primo giorno la città apre i suoi spazi ai vincitori del quarto Bando di produzione nazionale Open///Creazione contemporanea, rivolto ad artisti che operano nell’ambito della sperimentazione di nuovi linguaggi e forme espressive. I finalisti sono Serena Osti con Stella, Stefano Bernardi con Vitae, Two in a suitcase con Kyma e il gruppo romano Dynamis con 2115.

Tutti i giorni dalle 18 alle 23 una ricca proposta di installazioni, dalla nuova produzione Il grembo sonoro, alle opere offerte da Aahrus Festival (DK) The Sofa experience di Schønherr e Flexys e We are not real di Christian Lollike, passando per le straordinarie Porte di Francesco Nardi. Tutte le sere alle 19 al Caffè del Teatro gli aperitivi con gli artisti.

In collaborazione con Anffas Trentino onlus, CS4, Ente Nazionali Sordi di Trento, Centro Franca Martini, HandiCREA, Senza Barriere, Vales.

Forever Young 40. edizione 3 - 11 luglio 2015 Pergine Valsugana (TN) +39 0461530179www.perginefestival.it

 

[gallery type="rectangular" ids="44862,44863"]

 

Dal 1 al 12 luglio il Teatro Franco Parenti accoglie il pubblico negli spazi della palazzina in ristrutturazione (Ex Centro Balneare Caimi) con una intensa programmazione artistica.

Alle ore 21:00 in scena la prima nazionale de “Il marito di Lolo”, racconto di Antoine Jaccoud ispirato alla vita della pornostar Lolo FerrariAndrée Ruth Shammah ha ideato lo spettacolo e la sua assistente Benedetta Frigerio ne ha realizzato la messa in scena.

André Borlat è un uomo di mezza età, costretto a rinunciare al suo mestiere di fornaio a causa di un’invalidante allergia alla farina. Vive quindi di una modesta pensione anticipata e trascorre le sue giornate filmando esposizioni di fiori e “masturbandosi un po’” una volta tornato a casa. Spesso, inoltre, con spudoratezza ma senza volgarità, si lascia andare a riflessioni sull'esistenza e sull'amore, sulla felicità e sulla miseria sessuale scrivendo lettere al grande amore della sua vita: Lolo Ferrari, la donna col secondo più grande seno del mondo, incrociata casualmente sulle pagine di alcune riviste specializzate.

Protagonista del monologo il performer Pietro Micci, attore moderno con diverse esperienze di teatro e teatro-danza all'estero, soprattutto in Germania. Il suo talento lo ha condotto a lavorare sotto la direzione di Andrée Ruth Shammah in Una notte in Tunisia di Vitaliano Trevisan al fianco di Alessandro Haber, Ondine di Jean Giraudoux, Lulù di Carlo Bertolazzi e La LocandieraIl Don Giovanni, Nozze e Il borghese gentiluomo.

Alle ore 22:00 da non perdere “I riverberi del corpo”, un percorso tra teatro, performance, danza e arti visive, diretto da Andrée Ruth Shammah, a cura di Fabio Cherstich. La compagnia Fattoria Vittadini presenta al pubblico “Sarai”, coreografia di e con Francesca Penzo, in cui la giovane artista danza col padre Roberto.

Benedetto Sicca e Riccardo Olivier dirigono, invece, Giacomo Ferrau e Libero Stelluti nella seconda tappa del progetto "Viaggio", una performance che ha per protagonisti una coppia di uomini che si interroga, rivolgendosi direttamente al pubblico, a proposito del tema della dipendenza e della separazione.

Infine, Valentina Picello, diretta da Filippo Renda è “Alice”, eroina moderna che smaschera patetici e ridicoli uomini che, fingendosi protettori, si rivelano soltanto squallide piovre.

Entrando da via Botta, il pubblico incontrerà il lavoro di diversi artisti visivi: le pitture di Nicolò Bruno e Danilo Buccella dedicate al corpo, i video di Anna Franceschini, gli assemblage d’ispirazione classica di Tomaso De Luca e una serie fotografica della performer Laura Cionci sul corpo sospeso.

 Indira Fassioni

 

INFO:

Teatro Franco Parenti - via Pier Lombardo, 14 - 20135 Milano 1 - 12 luglio

"Il marito di Lolo" Ore 21.00 - riposo Lunedì - ingresso Via Botta, 18 Milano Biglietti: 25 €+ prev. / ridotto over 60/under26 12,50€ + prev.

"I riverberi del corpo" Ore 22.00 - ingresso Via Pier Lombardo 14, Milano Biglietti: 15€

Biglietteria tel. 02 5999 5206

http://www.teatrofrancoparenti.it/

 

 

 

Il Marito di Lolo-gallery-nerospinto1

Il Marito di Lolo-gallery-nerospinto

RIVERBERI DEL CORPO-gallery-nerospinto2

RIVERBERI DEL CORPO-gallery-nerospinto3

 

 

 

 

“Già da tempo sentivo una profonda attrazione verso la Scozia, in particolare dopo aver scoperto che le mie origini risiedono, in parte, proprio in questo paese; a quel punto, capii che nulla viene per caso. Quei territori delle Highland, lo splendore delle isole, il fascino delle Lowland, rappresentano al meglio la personalità della Scozia; così come i paesaggi, così inusuali ed affascinanti da sembrare irreali e la natura, incontaminata, che ancora esistono e resistono al mutamento dei tempi. Durante ognuno dei miei viaggi ho conosciuto un nuovo volto della Scozia che mi ha emozionato ed ispirato: la magia e i misteri dei castelli, il Ben Nevis dalle cui alture si gode una vista mozzafiato, i villaggi pittoreschi, come Pitlochry, i laghi ed i fiumi in cui sguazzano, tra gli altri, i salmoni che appagano i nostri palati, i fiordi che si susseguono in un gioco di coste variegate, lambite dal mare, la storia di un popolo orgoglioso e combattivo e le sue leggende.” VITI FERNINANDO - Socio fondatore di ORO DI SCOZIA

Arriva a Como: la Scozia. La città comasca accoglie, giovedì 16 luglio, ORO DI SCOZIA. Brand italiano che ha deciso di portare in Italia, partendo dalla città di Como, la cultura scozzese per avvicinare un pubblico curioso e sempre più interessato alle tradizioni di una terra ricca di storia. Grazie alla partecipazione e alla disponibilità di autorevoli esponenti della comunità scozzese e di altrettanti nuovi collaboratori incontrati in Scozia, ORO DI SCOZIA inaugura il suo nuovo spazio, in via Zezio 32, dove propone un’accurata selezione della produzione artigianale delle piccole "company” scozzesi, anche di coloro che mai avrebbero pensato di essere presenti sul mercato italiano.

ORO DI SCOZIA è uno spazio – museo che racconta storie di sfide. Glenglassaugh; distilleria collocata nel territorio delle Highlands (più precisamente, a Sandend Bay) e fondata dal Colonello James Moir nel 1875 che, molto rapidamente, divenne nota per la produzione di whisky di elevata qualità. Sstorie di perseveranza come la Traquair House; fondata nel 1965 da Peter Maxwell Stuart, ventesimo Laird of Traquair. A partire dalla sua morte, avvenuta nel 1990, il birrificio è stato gestito sempre dalla famiglia, fino a diventare una società apprezzata fino ai giorni mostri. Storie di tradizione, come Glen Appin che, nata nel 1903 come produttrice di stoffa sotto il nome di Bulloch, Cowell & Company, diventa in poco più di sessant’anni una delle principali realtà tessisili scozzesi.

“Il mio intento è duplice; da un lato desidero ricreare l’atmosfera scozzese in un angolo di Italia, per far vivere un po’ di Scozia a chi non vi è mai stato e rievocarla a chi già la conosce; dall’altro diffondere, partendo dal territorio lariano in cui vivo, i sapori e i gusti di un altro popolo, ricco di storia anche se poco conosciuta.” VITI FERDINANDO

Sara Biondi

[gallery type="rectangular" ids="44745,44740,44741,44742,44743,44744,44739"]

Venerdì 12 giugno presso il MIC -Museo Interattivo del Cinema Fondazione Cineteca Italiana- , in collaborazione con Epson, è stato inaugurato "Un Archivio da Paura", entusiasmante percorso multimediale con elementi di Realtà aumentata dove le più recenti tecnologie e l’archivio storico del MIC si incontrano per offrire un’esperienza davvero unica.

Il visitatore che entra nell’archivio filmico del museo, per la prima volta aperto al pubblico, grazie all’utilizzo degli smartglass Moverio di Epson rivive davanti ai suoi occhi le scene dei più famosi film dell’orrore. E’ sufficiente indossarli insieme alle cuffie in dotazione, quindi rivolgere lo sguardo verso i QR Code, presenti all’interno dell’archivio, per far partire contenuti video e audio in qHD e 3D.

Il Nuovo Archivio Storico dei film raccoglie le collezioni filmiche più preziose della Cineteca Italiana (circa 25.000 titoli, tra i quali ricordiamo Cabiria, Rocco e i suoi fratelli ma anche I quattrocento colpi o Blade Runner) ed è un presidio regionale delle immagini in pellicola, esteso per oltre 3.000 mq.

Per oltre un sessantennio la Cineteca ha raccolto e conservato, attraverso acquisti, ritrovamenti, depositi e donazioni, le copie in 35 mm delle opere più importanti della cinematografia mondiale, con particolare attenzione alla produzione italiana . Nell’ambito del progetto, l’Archivio si connota come una riserva di storie a disposizione del visitatore, il quale può usufruire di un’ampia offerta di formule e itinerari di visita, dalle più classiche visite guidate, ai seminari di approfondimento tecnico su particolari aspetti della preservazione filmica.

Insieme al Nuovo Archivio, è stato inaugurato anche il Tunnel dei Sogni, che lo collega direttamente al Laboratorio.

All’interno del Tunnel, che i visitatori attraversano per procedere tra questi due ambienti-cardine della Cineteca, 23 illustrazioni su grandi pannelli d’alluminio raccontano per immagini e parole la storia tecnologica della pellicola cinematografica fino al suo passaggio al digitale.

L'allestimento prevede inoltre altri 10 pannelli esplicativi (ciascuno dedicato ad un maestro del cinema) realizzati con il format Shortology, la cui peculiarità consiste nel rappresentare i grandi capolavori della settima arte usando solo icone grafiche. Al visitatore viene chiesto, dunque, di mettere alla prova la propria memoria cinematografica, scovando all’interno di ogni pannello i titoli dei film rappresentati sinteticamente per immagini.

Il Tunnel dei sogni rappresenta, quindi, non solo la quintessenza del progetto ma anche la sua ideale introduzione: grazie ad esso, infatti, i visitatori possono accedere concretamente al Laboratorio che accoglie tutti gli apparecchi necessari sia alla revisione dei film in pellicola sia al suo restauro e alla digitalizzazione dei fondi filmici e fotografici.

Qui il visitatore può assistere alla lavorazione del film in tutte le sue fasi (controlli, riparazioni, riversamenti, restauri, post-produzione), in particolare alla migrazione delle immagini filmiche o fotografiche dal supporto materico della pellicola all’immaterialità del file digitale.

Il percorso avviato al Mic intende proporsi come una autentica esperienza di avviamento alla memoria del cinema e all’arduo compito della sua salvaguardia, raccontando ad un auditorio più vasto il lavoro della Cineteca.

Una opportunità unica di accedere agli archivi filmici, che rappresentano il cuore di ogni istituzione cinetecaria ma che restano di norma appannaggio del personale interno.

 

 

"Un Archivio da Paura" MIC – MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA Viale Fulvio Testi 121, Milano Da Venerdì 12 Giugno 2015

ORARI DI VISITA Venerdì, sabato e domenica h 17

MODALITÀ DI INGRESSO Prenotazione obbligatoria, max 12 persone a partire dai 12 anni. La visita verrà effettuata solo ed esclusivamente al raggiungimento del numero minimo di 7 partecipanti. La conferma dell’effettivo svolgimento della visita sarà inviata tre giorni prima della data prenotata. Ingresso libero per tutta l’estate con prenotazione obbligatoria telefonando dal lunedì al venerdì in orario d’ufficio allo 02 87242114

 

un archivio da paura-gallery-nerospinto4

un archivio da paura-gallery-nerospinto2

 

Un archivio da paura-gallery-nerospinto3

un archivio da paura-gallery-nerospinto1

 

 

 

 

 

 

Dal 25 al 28 giugno il Castello Sforzesco di Milano presenta ENJOY THE TABLE, un meraviglioso viaggio alla scoperta del cibo in tutte le sue forme. Una kermesse unica nell'ambito di EXPO IN CITTA' che promuove benessere, innovazione, cultura e sostenibilità organizzata dalle Associazioni ART, Arti della Tavola e del Regalo, e ALTOGA, Associazione dei torrefattori lombardi e importatori di caffè e dei grossisti alimentari, promosso da Confcommercio Milano Lodi Monza e Brianza.

Un progetto che unisce le tradizioni gastronomiche italiane conosciute ed apprezzate in tutto il mondo con con il piacere della condivisione, un percorso che accompagnerà i visitatori dalla prima fase di preparazione del cibo fino all'ultima, l'allestimento della tavola.

ENJOY THE TABLE è anche social, infatti è sostenuto da una piattaforma digitale strutturata e articolata attraverso una strategia di comunicazione mirata sui principali social media che punta all'interattività come fattore chiave che permette a tutte le imprese aderenti di costruire o espandere una fitta rete di relazioni internazionali, grazie all'appartenenza a una rete di imprese di eccellenza.

PROGRAMMA:

GIORNO 1 - Essere e benessere

L'alimentazione sana e corretta costituisce la base del benessere individuale che si riflette su quello della comunità di cui ognuno di noi fa parte. Fondamentale quindi è puntare sempre alla qualità, dalle materie prime per creare i piatti, alla cottura dei cibi, fino all'imbandire la tavola.
GIORNO 2 - Tradizione
La cucina italiana è conosciuta ed apprezzata in ogni parte del mondo per la sua storia e la sua tradizione culinaria. La riscoperta di sapori autentici, luoghi e tecniche di produzione permette di conoscere un patrimonio di valori che sono fondamentali per salvaguardare e far crescere sempre più il Made in Italy.
GIORNO 3 - Street food
L'arte della creatività è fondamentale per chi, nella vita di tutti i giorni, non ha tempo a disposizione per riunire la famiglia intorno alla tavola. Ingredienti mixati in maniera anticonvenzionale e serviti in contenitori mignon diventano un nuovo modo di pranzare mantenendo comunque viva la tradizione culinaria italiana. Cibo itinerante ricco di sensazioni, piacevolmente segnato dall'aroma del caffè.
GIORNO 4 - Feste
In occasione delle feste o di particolari ricorrenze la tavola si trasforma in un tripudio di gusto e colori. Ogni occasione può trasformarsi quindi in un modo per stare insieme che parte dalla scelta di tovagliati e stoviglie, senza dimenticare di assaporare una miscela speciale di caffè.

Di seguito tutte attività organizzate: https://www.milanoweekend.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/programma_agenda_castello.pdf

PROSSIMI APPUNTAMENTI:

12 - 15 settembre ENJOY THE TABLE A HOMI (Rho, Fiera Milano)

http://enjoythetable.com/it/eventi/enjoy-the-table-a-homi

23 - 27 ottobre ENJOY THE TABLE A HOST (Rho, Fiera Milano)

http://enjoythetable.com/it/eventi/enjoy-the-table-a-host

INFO:

ENJOY THE TABLE - Castello Sforzesco - Piazza Castello, Milano

25 - 28 giugno dalle ore 9.00 alle 18.00

http://enjoythetable.com/it/home

https://www.facebook.com/enjoythetable

[gallery type="rectangular" ids="44630,44631,44632,44633"]

Pagina 9 di 31

Instagram

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.