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Ho sognato Pablo è il nuovo capolavoro di Renata Di Leo, una raccolta di racconti brevi, autentiche perle letterarie che vanno a comporre un libro unico e originale.
Pubblicato in Tête-à-tête

Dal 7 all’11 giugno 2015 presso Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana ospita l’VIII EDIZIONE DEL NUOVO CINEMA ISRAELIANO.

 

NUOVO CINEMA ISRAELIANO è uno degli eventi cittadini che fanno da cornice all’esposizione universale 2015 e offre a una platea in cerca di novità le ultime proposte cinematografiche israeliane: film di qualità, ma non solo. A cura di Paola Mortara e Nanette Hayon.

 

Durante i cinque giorni di programmazione sono previsti incontri e presentazioni di libri: La dieta Kasher a cura di Rossella Tercatin e Svita di Luciano Bassani. Il popolo del libro diventa poi anche il popolo del libro digitale: dai rotoli ai file il passo è breve. Verrà, infatti, presentata la nuova casa editrice digitale Tiqqun - di letteratura esclusivamente ebraica ed israeliana - con le sue due proposte Ladri nella notte di Arthur Koestler e Life on Mars di Fiammetta Martegani.

 

Come di consueto, la rassegna filmica prevede lungometraggi, documentari e una sezione dedicata a percorsi ebraici familiari italiani.

 

Si apre con Life as a Rumor di Adi Arbel e Moish Goldberg, che narra la storia di Assi Dayan, figlio di Moshe Dayan, regista, attore e protagonista di vicende di ogni genere, scomparso di recente. Fra i lungometraggi, segnaliamo Bethlehem di Yuval Adler, storia di un ragazzo palestinese reclutato per collaborare con i servizi segreti israeliani. Sempre tra i lungometraggi, Big Bad Wolves di Aharon Keshales e Navot Papushado, un thriller dai toni un po’ pulp con protagonista un poliziotto in pensione che si fa giustizia da solo. The Good Son di Shirly Berkovitz, invece, affronta il difficile argomento dell’identità sessuale in toni delicati e intimi.

 

Ricordiamo ancora: Magic Man di Guy Nattiv e Erez Tadmor, la storia di un ebreo greco che torna a Salonicco e Santorini sulle tracce di colui che salvò il padre durante la Shoah; Next to Her di Asaf Korman, in cui si racconta la vicenda di Heli e della sorella Gaby, portatrice di handicap; Matzor di Gilberto Tofano, noto sceneggiatore italiano, bellissimo film realizzato in Israele nel 1969 e qui proposto anche perché segna il lancio del progetto di restauro di questa pellicola di altissimo valore. Matzor è la storia di Tamar, vedova di guerra, e del suo percorso per uscire dal dolore della perdita del marito.

 

Vengono poi presentati due episodi originali della serie televisiva israeliana Betipul di Hagai Levi, grande successo in Israele e adattata per la televisione in vari paesi, tra cui l’Italia, col titolo In Treatment, incentrata sugli incontri di uno psicologo con i suoi pazienti.

 

A conclusione, per la sezione dedicata alle vicende familiari nel nostro paese, tre pellicole da non perdere: il prezioso film di Claudio Della Seta, La memoria che ritorna girato negli anni Venti; un divertente cortometraggio, Felice nel Box, con attori che vi sorprenderanno, della giovane regista Ghila Valabrega, su un curioso ritrovamento; e infine The Tree of Life di Hava Volterra, il viaggio di un’arzilla ottantaduenne alla ricerca dei propri antenati ebrei.

 

Per consultare gli orari delle proiezioni, cliccare qui.

 

INFO:

Spazio Oberdan

via Vittorio Veneto 2 T 02.87242114 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.cinetecamilano.it

 

MODALITÀ D’INGRESSO:

Biglietto d’ingresso: intero 7,00 Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari: € 5,50 Primo spettacolo pomeridiano (giorni feriali): intero € 5,50, ridotto € 3,50 Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni al MIC – Museo Interattivo del Cinema - e all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.

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Pubblicato in Cultura

In occasione della IV Giornata Nazionale delle Biblioteche - Bibliopride, ecco i videomessaggi di Daniel Pennac e di Giusi Marchetta.

 

 

 

Dopo Andrea Camilleri (2012), Luciano Canfora (2013) e Corrado Augias (2014), testimonial del Bibliopride 2015 sarà lo scrittore francese e già insegnante di lettere Daniel Pennac, che ha appena pubblicato con Feltrinelli “L’amico scrittore”, conversazione con Fabio Gambaro in cui Daniel Pennac ripercorre la sua carriera di scrittore. A condividere il ruolo di testimonial della manifestazione anche la giovane insegnante e autrice di romanzi e racconti Giusi Marchetta, che ha appena stampato con Einaudi “Lettori si cresce”, saggio dedicato ai ragazzi per contagiarli con l’entusiasmo della lettura.

 

Come nelle scorse edizioni, il Bibliopride è  un grande evento collettivo, che dal 24 aprile al 6 giugno, in tutta Italia, vedrà centinaia di biblioteche, di ogni tipologia e dimensione, partecipare alla manifestazione e dar vita ad un ricco calendario di incontri, aperture straordinarie, visite guidate e seminari sulle nuove sfide che le biblioteche si trovano ad affrontare, a partire dal divario digitale e dalla scarsa alfabetizzazione informativa.

 

Il Bibliopride ribadisce il legame fra le biblioteche e i cittadini, ma soprattutto è la voce pubblica dei bibliotecari, sancendo la loro passione per la professione, e chiede alle istituzioni di considerare concretamente il sistema bibliotecario nazionale come un valore aggiunto per la crescita culturale, economica e sociale del nostro Paese, dove l’utopia diventa possibile.

 

Il Bibliopride, come sempre ideato e organizzato dall’AIB – Associazione Italiana Biblioteche, quest’anno ha ottenuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è  realizzato con la fondamentale collaborazione del Comune di Milano, il contributo della Fondazione Cariplo, ed è sostenuto dal Comitato promotore composto dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Centro per il libro e la lettura, EBLIDA, Regione Lombardia, ANCI, Università degli studi di Milano, Politecnico di Milano, Università degli studi di Milano Bicocca, Università Commerciale “Luigi Bocconi”, IULM, Università Cattolica. Oltre ai seguenti patrocini: Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, UPI, Federculture, AIE, ALI, MAB, ANAI, ICOM Italia e Forum del Libro.

 

Media partner della manifestazione diverse testate giornalistiche, di settore ma non solo: Leggere Tutti, Milano24, Giovani Genitori, Club Milano, Libreriamo.it, gliamantideilibri.it, Artspecialday.com, Studenti.it, Nerospinto.it.

 

 

 

INFORMAZIONI E PROGRAMMA www.bibliopride.it Facebook: BiblioPride 2015 https://www.facebook.com/events/1423796874601433/ http://www.aib.it/attivita/bibliopride/bibliopride2015/bp-tutti-gli-eventi/

 

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Lunedì, 03 Novembre 2014 12:13

Milano vola alto prima dell'Expo

La galleria Pisacane, il 5 novembre, ospiterà la mostra intitolata Milano Vola Alto, in cui circa venti artisti sono stati chiamati a interpretare attraverso le loro opere il capoluogo meneghino e le sue trasformazioni.

 

Le atmosfere a volte sognanti, talvolta decadentiste dei quadri, fanno da sfondo a visioni della metropoli a volte oniriche, e altre ancora satiriche o realistiche.

Questa sarà la prima di una serie di mostre su Milano e per Milano che, in vista dell'Expo, proseguiranno fino alla fine del 2015 attraverso un progetto che ha come obbiettivo quello di promuovere una rinascita della città, attraverso un preciso messaggio: Milano vola alto.

 

Durante la mostra del 10 dicembre, invece, verrà presentato il libro "Milano vola alto", nel quale saranno presentati gli artisti partecipanti al progetto, le sue parti e saranno raccontati episodi di storia del capoluogo lombardo, accompagnati da elementi iconografici.

Ingresso libero.

 

INFO

Milano Vola Alto

Dal lunedì al venerdì, alle 9 alle 19. Il sabato dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.

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È stata inaugurata ieri la diciottesima edizione del Festival della Letteratura di Mantova.

Dal 3 al 7 settembre nella città legata alla figura del poeta Virgilio potrete assistere ad incontri, reading di poesia, spettacoli e concerti, per cinque giorni tutti all'insegna dell'arte con l'intento di avvicinare il pubblico alla letteratura. La città diventa si trasforma in un caffè letterario ed ogni angolo si presta ad ospitare l'ampio respiro culturale che il festival offre; ecco quindi che piazze, chiese, giardini, teatri e palazzi storici, accolgono gli scrittori e i loro lettori dando vita ad una manifestazione culturale che nasce dalla tradizione dei paesi anglosassoni come quella di Hay-on-Wye nel Galles da cui il Festival della Letteratura di Mantova trae ispirazione.

Tra gli eventi in calendario l'edizione 2014 propone un percorso interessante nella cultura letteraria di un paese dalla storia coinvolgente e tormentata: la Palestina.

Prenderanno parte al festival alcuni degli esponenti più importanti della letteratura palestinese tra cui Murid Barghouti e Suad Amiry a cui si affiancheranno anche gli interventi di chi ha dato un apporto fondamentale alla diffusione della letteratura palestinese nel nostro paese come la traduttrice Elisabetta Bartuli e Wasim Dahmash ricercatore di Lingua e Letteratura Araba presso l'Università di Cagliari. Ampio rilievo sarà dato all'opera di Mahmud Darwish considerato il miglior poeta contemporaneo in lingua araba.

Altro fronte della politica estera discusso in queste settimane è quello russo-ucraino a cui verrà dato spazio durante il Festival attraverso le opere di Andrei Kurkov, Francis Spufford e Vladimir Sorokin, per proprorre al pubblico una chiave di lettura sulla storia di questi due paesi e su quello che sta accadendo nelle ultime settimane. A Mantova si parla anche di Europa nella Tenda dei Libri in Piazza Sordello dove, con la partecipazione, tra gli altri, del corrispondente Rai da Bruxelles Alberto Romagnoli, si affronteranno argomenti e sfide che attendono l'Unione nell'ambito dell'incontro: “Chiacchierando d'Europa – Conversazioni e scambi d'opinioni tra amici”. Non mancheranno anche eventi per i più piccoli come “Viaggio nell'antico Egitto” per scoprire come vivevano i bambini all'ombra delle piramidi, o “Un giardino da mangiare” per avvicinare i piccini a piante e fiori dell'orto e insegnargli come questi possono dar sapore ai piatti che portiamo in tavola. Ed ancora, “La Merende di Nonna Anthus” un vero e proprio laboratorio di cucina etrusca.

Queste sono solo alcune delle esperienze che potete vivere al Festival della Letteratura di Mantova, una manifestazione che ormai ha varcato i confini italiani per confermarsi come uno degli appuntamenti culturali e letterali più importanti d'Europa trasformando la città lombarda in un centro internazionale e accogliente anche grazie al lavoro dei volontari e alla partecipazione dei cittadini.

Ma parlare di libri vuol dire parlare anche d'amore.

In un recente articolo pubblicato dal sito accionpreferente*  spiega perché le persone che leggono sono le migliori di cui ci possiamo innamorare: empatia, profondità d'animo, intelligenza, capacità di comprendere e affrontare il dolore, conversazioni interessanti condite da acute e vivaci battute, sono solo alcuni degli aspetti che possono farci innamorare di un uomo o di una donna. Questo è un (buon) motivo in più per non lasciarvi scappare l'occasione di partecipare al Festival della Letteratura di Mantova: tra cultura e libri potreste anche trovare l'amore.

E la prossima storia da raccontare potrebbe essere proprio la vostra.

http://www.festivaletteratura.it/

*link all'articolo: http://www.accionpreferente.com/estilo-de-vida/por-que-los-lectores-cientificamente-son-las-mejores-personas-de-las-que-te-puedes-enamorar/

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Sabato 12 aprile, evento letterario softcore per il Fuorisalone 2014: i NOMADIdiPAROLE in versione erotique rap-presentano MANISUTRA.

Book show presso la Fabbrica del Vapore sabato 12 aprile alle ore 20.00, in un viaggio tra le suggestioni del libro erotico pubblicato da VANDA e-publishing: parole, personaggi, musica si fondono in una rap-presentazione suadente tutta da scoprire.

Manisutra è un manoscritto avvolto nel mistero, le uniche tre pagine ritenute originali dell'opera sono state scoperte nel 1998: tre fogli, invecchiati da medesime bruciature, due pagine di scrittura e un disegno raffigurante una mano. Una scrittura segreta cifrata le cui origini risalirebbero addirittura al II secolo d.C..

Altrettanto misteriose le origini del piacere femminile, che il manoscritto svela attraverso una poesia incalzante. Nel ritmo è celata la cifra di questa scrittura dell’amore, dei segreti che attraverso le dita della mano indicano la via del piacere.

Una rap-presentazione leggera, sfuggente, ambigua, inafferrabile in cui si avverte il fremito, la necessità, il desiderio che sono parte della poesia del testo. La potenza del verso si fa tutt’uno con la potenza erotica di questo book show che i NOMADIdiPAROLE mettono in scena grazie alla capacità degli attori: Simone Gerace, Giulia Marchesi, Giuseppe Stringaro e Benedetta Marigliano.

Modera l’incontro Christian Mascheroni, scrittore e conduttore di format televisivi dedicati ai libri.

Far vivere le emozioni delle pagine ancor prime di leggere il libro: questo il manifesto del collettivo culturale NOMADIdiPAROLE, sempre più amato dal pubblico dei locali milanesi, da autori ed editori per il carattere coinvolgente e innovativo del progetto legato alle produzioni letterarie e al teatro.

 

Info su: Facebook https://www.facebook.com/NOMADIdiPAROLE Twitter @nomadiDIparole e blog ufficiale  https//:www.nomadidiparole.blogspot.it

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Lunedì, 23 Dicembre 2013 10:00

Bags... are a girl's best friend

Marilyn Monroe diceva che i diamanti sono i migliori amici di una donna. Avete mai provato a pensare che in realtà siano le borse? Nella borsa di una donna è contenuta tutta la sua vita, se non addirittura l’universo intero. Provate a pensare a quella di Mary Poppins: all’esterno appariva come una semplice valigia di tela ma all’interno si poteva trovare di tutto, dall’attaccapanni alla lampada. Oppure la borsa di Sarah Jessica Parker in “Ma come fa a far tutto?” in cui c’erano vestiti per bambini, giocattoli e l’agenda del lavoro. Tra tutti gli accessori ed i capi d’abbigliamenti che una donna può indossare nulla la rappresenta di più della sua borsa. Dalle maxi bag per il giorno, in cui trasportiamo i libri per la scuola o i documenti per il lavoro, alle pochette per la sera in cui viene messo il minimo indispensabile. All’interno  vengono raccontate le nostre storie e i nostri desideri, le ambizioni ed i fallimenti. Una borsa può contenere di tutto: un computer, un libro, le sigarette, le chiavi e il cellulare. Puntualmente in qualsiasi borsa voi abbiate, anche in quella più piccola, non troverete mai quello che state cercando. Gli uomini ci definiscono come donne complicate ed indecifrabili, ma evidentemente non hanno mai guardato dentro le nostre borse. Anche se siamo in un periodo di crisi nulla ci vieta di sognare davanti ad un bella borsa e immaginarci di camminare con lei  per le strade della città. Ogni donna ha la borsa del cuore, quella che sogna da una vita, e ci sono borse che pur costando un capitale vale la pena avere, bisogna prenderle come un investimento, non andranno mai fuori moda ma col passare del tempo diventeranno sempre più belle. Se siete pronte e disposte a spendere molti soldi, ce ne sono alcune per cui vale la pena di fare una pazzia e che non possono assolutamente mancare nel vostro armadio.

La Neverfull di Louis Vuitton è una di quelle borse in cui potete metterci di tutto e portarla ovunque perchè non si romperà mai, sarà la vostra migliore amica durante la vita di tutti i giorni.  E, come dice, il nome non è mai piena. Potete scegliere tra la versione Monogram o Damier.

La Miss Sicily di Dolce e Gabbana, una bella borsa Made in Italy che rappresenta la sensualità della donna italiana: in pelle o in pizzo è  elegante da portare sia di giorno che di sera.

La Jackie O di Gucci. Fu proprio Jackie Onassis a lanciare la moda della hobo bag e tutte le donne all’epoca correvano nei negozi a chiedere “quella borsetta che ha sempre Jackie O”. Oggi questo modello si chiama Bouvier ma rimane sempre conosciuto come la Jackie O.  Perfetta per chi non vuole una borsa troppo grande ma neanche troppo piccola, è una giusta via di mezzo.

La Chanel 2.55. La borsa di Chanel più amata dalle donne, il modello in matelassé con la doppia catenella e la chiusura con le due C intersecate tra loro, fu chiamato così perché venne lanciato nel febbraio del 1955. Nessun colore è troppo azzardato per questa borsa, potete scegliere il classico nero ma potete anche osare un colore più acceso.

Infine la borsa per eccellenza, quella a cui tutte aspiriamo e per cui bisognerebbe accedere ad un mutuo per comprarla: la Birkin di Hermes. Dedicata alla bellissima Jane Birkin questa borsa è adatta a tutte le età e può essere usata in qualsiasi occasione. Un uomo che ti regala una borsa è speciale, un uomo che ti regala una Birkin è il principe azzurro.

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Venerdì, 17 Maggio 2013 15:15

Autoproduzione

Ultimamente nelle trasmissioni televisive si vedono sempre più programmi che si occupano di autoproduzione. E’ di sicuro la nuova tendenza del momento.

 

Se entrate in una libreria oggi non si capisce più dove iniziano i libri di cucina e dove quelli di giardinaggio. La moda dilagante degli orti sul balcone, sponsorizzata anche da Michelle Obama, ha fatto si che le persone prendessero sempre più dimestichezza con ortaggi e frutta che si possa coltivare in casa. Tutti possono farlo? Si. Costa molto? No, solo un po’ di tempo.

“Ma non ho mai tempo!” pensiamo subito. Basta organizzarsi,  potrai fare la vita di sempre ma mangerai più sano e spenderai molto meno.

 

L’autoproduzione di per sé è un fenomeno che si è sviluppato negli ultimi anni. Ci sono molti esperti di autoproduzione spesso legati al downshifting e decrescita, spesso confuse l’una con l’altra, ma con un fine comune: la consapevolezza che chi fa da se fa per tre.

Una persona da seguire, molto interessante è Grazia Cacciola che oltre al suo blog (www.erbaviola.com) ha scritto molti libri sull’argomento ed è stata più volte ospite su Geo&Geo, trasmissione scientifica della Rai.

 

Autoprodurre significa produrre meno rifiuti, inquinare di meno, usare molte meno pillole, sapere cos’hai nel piatto e dormire sereno poichè stai al mondo senza disturbare troppo.

 

Ovviamente è un percorso, e ovviamente chi si avvicina a questo o quel livello di autoproduzione lo fa a seconda delle proprie possibilità. Ma si può autoprodurre in un appartamento di Milano?

 

Si, è molto semplice. Cosa si può autoprodurre? Comincerei dal Pane.

Basta procurarsi del lievito naturale (pasta madre) e si può fare il pane in casa, più digeribile, a bassissimo costo. Effetti collaterali dell’avere la pasta madre sono gli scarti di pasta madre facilmente trasformabili in piadine e grissini per esempio.

 

Altra possibile produzione in casa a Milano è il seitan. Sostanzialmente è glutine di frumento, molto proteico, leggero e digeribile. Da un kilogrammo di farina si ottengono circa 500 gr di seitan (carne vegetale) e delle tagliatelle o gnocchi di amido per 4 persone. Economico, no?

 

Che dire dei germogli? Una bomba di vitamine, sali minerali, proteine in concentrato. Per farli vi basterà un barattolo di vetro, legumi secchi (o semi vari) e acqua. Nulla di più. Basterà cambiare l’acqua ogni 12 ore (sciacquare i semi ci si mette 10 secondi netti) e avrete ogni 4 giorni germogli freschi. Basta avere 3-4 vasetti e ogni giorno si possono avere sostanze preziose a pochissimo prezzo.

Le piante aromatiche sul davanzale, zucchine, pomodori sul balcone sono un altro prezioso esempio.

 

La cosa più produttiva e sbalorditiva, anche se si ha un piccolo balconcino è l’autoproduzione di patate. Basta mettere 4 patate germogliate, tagliate secondo i punti germogliati, messe con del terriccio in un sacco di iuta, man mano che la pianta cresce, si aggiunge terra e si riempie il sacco. Sapete quanto produrrete da 4 patate in 2 mesi? 40 kg di patate. Incredibile? Provare per credere. Con tre sacchi di patate avrete tantissime patate, per voi, i vostri amici e chissà, un po’ potrete anche venderle ai vicini.

 

Vi siete convinti?

 

 

Mirko Ciotta

www.shekkaballah.com (per approfondimenti sulla cultura e il mondo Vegano)

Pubblicato in in[sano]
Domenica, 10 Febbraio 2013 14:40

We love “I MURR”

“Vestiti con stile!”. Un manuale su come essere sempre “in stile”.

La celebre coppia I MURR, Roberta e Antonio, noti ed apprezzati fashion consultant, personal shopper, stylist e guru del Fashion, presenteranno mercoledì 20 febbraio, in occasione della settimana della moda, alle ore 18.30 presso la Libreria Feltrinelli di Corso Buenos Aires 33 a Milano, il loro primo libro “Vestiti con stile!”.

Roberta ed Antonio, presenti da più di vent’anni nel mondo della moda e conduttori di diverse trasmissioni televisive quali  “TV Buccia di Banana”,  “Viva l’aMurr” e vari format sull’Italian Style, con il manuale “Vestiti con Stile!” ci sveleranno trucchi e segreti per conquistare classe e bellezza, scegliere ed abbinare abiti ed accessori e valorizzare al meglio la nostra persona. Consigli di stile da chi vive la moda ogni giorno con passione e creatività!

I MURR ci guideranno in un viaggio alla scoperta di noi stesse e della nostra femminilità, spesso nascosta, “Riteniamo infatti che amore verso se stessi e piena consapevolezza di sé siano i primi passi da intraprendere per raggiungere uno stile personale che ci valorizzi dalla testa ai piedi” affermano i due style consultant  e, citando una frase di Elizabeth Arden, ricordano: “Non esistono donne brutte, ma solo donne pigre”.

“Vestiti con stile!” è un vero e proprio percorso psico-emozionale  per tornare ad amarci e a valorizzare la nostra figura.

 

Sara Biondi

 

“Vestiti con stile!”

Mercoledì 20 Febbraio , ore: 18,30

La Feltrinelli Libri e Musica,

Corso Buenos Aires, 33 - 20124 Milano MI

Telefono: 02.2023361

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Per info  http://www.imurr.com/

 

 

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Perché entrare in una libreria in cui si vendono solo libri scritti da sole donne?

Perché entrare alla Libreria delle Donne?

Perché entrare in un luogo nato per l’esigenza sovversiva (nel 1975, anno di fondazione) di aprire una libreria esclusiva per il sesso “senza scrittura e assente dalla storia”?

Tralasciando discorsi di politica del sé e schieramenti di sorta, il perché lo scelgo nel viso androgino, malinconico ed elegante della scrittrice Annemarie Schwarzenbach.

Eclettica, errabonda, controcorrente, contestata, Annemarie, nata in una famiglia di industriali svizzeri facoltosi nei primi anni del secolo scorso per il quale il “buono”, come lo intendeva Nietzsche, era rappresentato dalla forma, dalla rigidità dell’educazione imposta alla figlia terzogenita, dal regime autoritario e repressivo e dalle forti simpatie naziste.

Il senso di colpa di Annemarie, parlando sempre in termini nietzschiani, scaturito dalla “morale del risentimento” verso un nucleo familiare così ossessivo ed ipocrita (la madre Renée perfetta padrona di casa, ma con una relazione mai ostacolata, né da marito né dai figli, con la cantante wagneriana Emmy Kruger che viveva in casa Schwarzenbach e alla quale venivano riservate attenzioni da ospite speciale), ha partorito una delle più grandi personalità innovative del secolo scorso.

I viaggi, in Afghanistan, Persia, America e Africa, sempre documentati da scritti e perfette fotografie del bel volto serioso della scrittrice-fotografa, si intrecciano in un concerto di turbolente vicende omosessuali, vissute apertamente, mai pienamente ricambiate: Erika Mann (figlia del ben più noto Thomas) che la iniziò alla dipendenza dalla morfina, la compagna di viaggio Ellie Maillart, l’americana Contessa Margot Von Opel, per citare gli amori più contrastati ed importanti, arrivando ad un matrimonio di copertura con l’effemminato, amico e diplomatico, Claude Clarac.

La solitudine di Annemarie arriva a farle valicare ostacoli geografici e culturali, documentati da scritti il cui leit-motiv di tristezza e riflessione esistenziale vengono incarnati da un suo alter ego maschile, somigliante a lei nei lineamenti e nelle esperienze di vita, il quale cerca, nella “purezza” della semplicità dei popoli visitati, una panacea allo spleen e l’oblio che libera dalla “cattiva coscienza” radicata nella memoria.

Questo il motivo per entrare in un luogo tutto al femminile ed essere inevitabilmente attratti da un volto, da una storia, e preferirla alle altre narrate delle autrici presenti in questa libreria.

Nelle nostre esistenze, maschili o femminili, siamo stati tutti, almeno una volta, Annemarie Schwarzenbach: lo sguardo attraverso l’obiettivo rivela la propria estraneità.

Libreria delle Donne via Pietro Calvi 29 Milano.

 

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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