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Al Teatro Fontana di Milano, fino a domenica 24 marzo, andrà in scena un grande classico del teatro novecentesco: “Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello”, con la regia di Michele Sinisi.

Nuovi e imperdibili appuntamenti domenicali attendono gli appassionati di teatro!

 

Per celebrare i 20 anni di attività insieme al suo pubblico, il regista Charlie Owens ha curato tre nuovi e speciali appuntamenti domenicali. Il primo spettacolo “Ballata” sarà Domenica 16 Febbraio 2014 alle 16 allo Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro.

La straordinaria Licia Maglietta porterà in scena in un reading elegante i versi universali ed evocativi di Wislawa Szymborska, premio Nobel 1996. Il reading sarà accompagnato dal pianoforte di Angela Annese.

Un lavoro particolare che intreccia con maestria voce, poesia e musica, toccando con i suoi toni tutte le sfumature poetiche della autrice polacca Szymborska.

Afferma l’attrice napoletana: – È da tempo che ogni tanto torno a leggere Wisława Szymborska. Avevo raccolto parte del suo lavoro e lo avevo anche letto in pubblico. Ora torno a lei con un’ ispirazione diversa, più chiara, e con un desiderio più profondo (“ogni sapere da cui non scaturiscono nuove domande / diventa in breve morto, perde la temperatura che favorisce la vita”). Ho scritto dunque un unico lungo respiro poetico, cantato all’orecchio di ogni spettatore. Le singole poesie legate insieme dalla mia memoria attraverso i suoi giochi verbali, assonanze e ritmi hanno trovato il loro nuovo spazio in questa Ballata, un lungo canto in prima persona come in prima persona è il canto di Fryderyk Chopin e Zbigniev Preisner al pianoforte, che alle parole fanno da contrappunto. -

Lo spettacolo “Ballata” da Wislawa Szymborska a cura di Charlie Owens avrà la regia di Licia Maglietta, le musiche saranno dal vivo di Angela Annese.

Un lavoro particolare da non perdere Domenica 16 Febbraio!

 

Ballata

Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro Via Andrea Orcagna 2, Milano Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti è consigliabile prenotare tramite telefono o via mail 0245485085/ 0226688369 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.nohma.it

 

Quando possiamo considerare un musicista un puro? Quando la sua carriera è scevra da ammiccamenti mainstream? Quando nessuna sua canzone è stata concepita per compiacere la massa? Nel caso di Nick Cave possiamo dire di essere di fronte ad un artista che fa musica (e letteratura) esclusivamente per se stesso, come estensione della sua personalità, del suo modo di concepire la musica e la vita. In molti rimproverano al musicista australiano di non fare uscire un disco degno della sua grandezza, dal 2001, tempo di “No more shall we part”. A parte c'è il progetto Grinderman, assoluto divertisement electro blues volutamente eccessivo e sfrontato.

 

Ora il Re inchiostro torna sulle scene dopo 5 anni dall’ultimo album con i Bad Seeds “Dig Lazarus Dig” con “Push The Sky Away”, il disco (dio lo ringrazi) che fa riemergere la formazione nella sua assoluta potenza lirica e musicale, con Cave che torna a narrare storie cupe e fragorose come solo lui sa fare, con quella solennità che solo i grandi storytellers musicali trasmettono.

 

Dentro le 8 tracce che compongono il disco la tensione è palpabile, onnipresente. Non c'è istante in cui ci si aspetti che il climax esploda, deflagri e sposti la melodia verso qualcos'altro, primordiale e grezzo. Ma non c'è spazio per il primordiale urlo dei Grinderman, qui siamo di fronte ad una musica meditativa e meditata, sempre in collisione con gli ammiccamenti di cui parlavamo prima. Un vestito nero essenziale, senza fronzoli che graffia sulla pelle. Dolci melodie che come il canto delle sirene, attirano e illudono; il tono è suadente, ma sotto ribolle un'inquietudine che stordisce, come il violino di Warren Ellis ci ricorda, disegnando atmosfere sinistre e inquietanti che ammantano ogni nota.

 

In questo senso “Water's Edge” è la summa: un basso poderoso e il violino stridente che supportano quella tensione che scuote anima e orecchi e la voce narrante che osserva distaccato il brivido dell'amore e avverte che inesorabilmente “tu diventi vecchio e diventi freddo”. “We are cool” si muove sugli stessi territori, con la sezione archi molto più presente, ed un altro straordinario momento d'ispirazione.

 

Poi la ballata ammaliante, “Higgs Boson Blues”, un blues oscuro costruito solo con una manciata di accordi, che vive di una progressiva crescita di intensità, un viaggio allucinato che si muove tra Ginevra e Memphis dove affiorano i fantasmi di Robert Johnson e la compagnia del diavolo.

 

In “Jubilee Street” canta: “sono da solo adesso, sono senza recriminazioni, sono in trasformazione, sto vibrando, sto brillando, sto volando, guardatemi adesso”. Lo guarderemo, eccome, l'11 luglio per l'unica data italiana del suo tour a Lucca. E voleremo con lui.

 

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