CHIAMACI +39 333 8864490

Arriva a Milano l’ultima parte della trilogia di Neil LaBute. Reasons to be pretty segue infatti altri due spettacoli dell’autore americano: The Shape of Things (La forma delle cose) del 2001 e Fat Pig (Grasso come un maiale) del 2004.

Una feroce ed esilarante commedia sull’amore e sull’importanza di avere fiducia in amore è in scena al Teatro Menotti di Milano dall’11 al 23 Febbraio 2014.  “Pretty – un modo per essere carini” è una produzione della compagnia Gli Ipocriti, la regia è di Fabrizio Arcuri, a vestire i panni del protagonista è il bravissimo Filippo Nigro, in scena con Fabrizia Sacchi, Giulio Forges Davanzati, Dajana Roncione.
Il tema dello spettacolo è l’ossessione per la bellezza nei rapporti personali e amorosi. Il testo pone l’accento sugli impulsi più oscuri dell’uomo con crudeltà e risate, tra chiacchere e incomprensioni.
Sul palco due coppie di amici: Greg e Steph, Kent e Carly. Lo spettacolo inizia con un furioso litigio tra la prima coppia. Il motivo del litigio è la conversazione che Greg ha avuto con il suo amico e collega Kent, una conversazione nella quale confessa che la sua fidanza è “normale” ma che non la cambierebbe per nessun motivo al mondo. Ad ascoltare la conversazione tra i due amici c’è Carly che non riesce a resistere a non dire niente alla sua amica Steph. Ne conseguono gravi incomprensioni e malumori; Steph, personaggio irascibile e polemico, non riesce a sopportare di stare con un uomo che non la considera bella e chiude la sua relazione con Greg.
Questo è l’inizio di una serie di tradimenti, litigi, incomprensioni, segreti e intrighi.
LaBute con la sua capacità di leggere e comprendere le sfaccettature dell’animo umano mette in scena il mondo di oggi. Attraverso dialoghi naturali e conversazioni leggere rileva la natura individualista dei rapporti personali, l’egoismo dei personaggi e la superficialità delle relazioni umane. L’apparenza, fondamentale nel mondo d’oggi per il successo ed utilizzata come metro di giudizio, diventa anche importante e dominante nella vita di coppia.

Una commedia audace e attuale vi aspetta al Teatro Menotti di Milano!

 
PRETTY - UN MOTIVO PER ESSERE CARINI
Teatro Menotti – Via Ciro Menotti 11, Milano
Orari spettacolo: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21.00 – mercoledì ore 19.30 - domenica ore 17.00 Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00 – sabato dalle 16.00 alle 19.00
BIGLIETTERIA
Teatro Menotti, via Ciro Menotti 11 - Milano tel. 02 3659254402 36592544Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.tieffeteatro.it
PREZZI
Intero: 25,00 €*
Ridotto >65 anni: 12,50 €* (residenti a Milano)
Ridotto <25 anni: 15,00 € * (residenti a Milano)
Ridotto <14 anni: 12,50 €
*prevendita 1,50 euro
ABBONAMENTO PRIME: 11 prime a 100 € con posto fisso
ABBONAMENTO POMERIGGIO: 6 spettacoli a 60 euro, vale sulle repliche di mercoledì e domenica.
Pubblicato in Cultura

Nelle loro meravigliose confezioni, questi mélange offrono un delizioso momento di benessereper prendersi cura di se. Il regalo perfetto per dimostrare a qualcuno che lo amate.

Per questo Saint-Valentin, scegliete Løv!

 

Tè verde alla Rosa

Questo mélange è elaborato su una base di tè verde a foglie intere e petali di rosa. Fiorito e delicato, è ideale per l’afternoon tea.

Ingredienti:Tè verde, petali di rosa*, aroma naturale di rosa

 

Rooibos alla Rosa

Molto popolare nell’Africa del Sud, suo paese d’origine, il Rooibos è una bevanda dal gusto dolce e rotondo, naturalmente senza caffeina, è riconosciuto per le sue proprietà rilassanti. Profumato alla rosa, questo mélange esalta un’ aroma inebriante. Perfetto per l’afternoon tea.

Ingredienti: Rooibos*, aroma naturale di rosa

 

Tiglio-Rosa

Questa infusione inedita unisce la dolcezza delle foglie e dei fiori di tiglio ad un delicato profumo di rosa con una punta di lavanda. Perfetto per il pomeriggio come raffinato momento di puro piacere.

Ingredienti:Morceaux de pommes, tilleul,lavande, aroma naturale di rosa

 

Packaging : Boite in metallo da 100g: 13.20€ / Confezione da 20 sachets : 11.10€

Preparazione : Temperatura Té verdi : 75°C – Tempi di infusione: 3 minuti

Temperatura Infusi: 90°C - Tempi di infusione: 4-5 minuti

 

Punti Vendita : Boutique Løv Organic – Via Victor Hugo 3, 20121 Milano

Food Market- 7^ piano LaRinascente Duomo, Milano

Boutique Løv Organic - 15, rue Montorgueil - 75001 Paris

 

Vendita On-Line : www.lov-organic.com

Les produits Løv Organic sont certifiés bio par Ecocert et ne contiennent que des arômes naturels.

Pubblicato in SvelArte

A san valentino 1 biglietto omaggio per La coppia Che si bacia in biglietteria!

Dal 14 al 20 febbraio 2014

Dal 14 al 20 febbraio presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta L'amore che strappa i capelli, rassegna dedicata alle storie d'amore cinematografiche più emozionanti di sempre. Per le proiezioni del 14 febbraio, le coppie che si scambieranno un bacio in biglietteria avranno diritto a un ingresso omaggio.

Prima di ogni proiezione verrà proiettato un documento unico, inedito ed estremamente sentimentale: “Il bacio di Luca Comerio” (1914) che ci mostra, per la prima volta al cinema, il primo reporter cinematografico della storia, Luca Comerio, filmato dalla sua stessa macchina da presa in un gesto intimo e appassionato. Comerio, infatti, si riprende in una sorta di Home Movies ante litteram girato in 35mm in un momento privato e idilliaco: una passeggiata romantica con la moglie Ines Negri che si conclude con un bacio ardente...un documento solo per veri innamorati!

Nel giorno di San Valentino in programma lo struggente Voglia di tenerezza di James L. Brooks, vincitore di cinque premi Oscar, il capolavoro romantico Lettera da una sconosciuta e L'amore di Roberto Rossellini, film in due episodi, entrambi incentrati sulla grandezza di Anna Magnani. Alle ore 21 verrà proiettato in lingua originale l'ultimo film del regista franco-tunisino La vita di Adele, Palma d’oro all’ultimo festival di Cannes, un inno alla vita, una storia d’amore e di formazione incentrata sul rapporto fra due ragazze adolescenti che oltrepassa il realismo dei fatti riuscendo a catturare la verità dell’esistenza e il suo inarrestabile fluire.

In programma nei giorni seguenti: il cult movie degli anni '70 Love Story; I ponti di Madison County, con il romantico duetto Clint Eastwood-Meryl Streep; il classico degli anni '60, Il laureato, esordio di Dustin Hoffman; Ma l'amor mio non muore, pellicola del 1923 che segnò l'esordio al cinema della diva Lyda Borelli; Breve incontro, considerato uno dei migliori film britannici di sempre, e infine l'indimenticabile Casablanca.

Venerdì 14 febbraio h 14.45 Voglia di tenerezza  (James L. Brooks, USA, 1983, 132') La cinquantenne Aurora e la figlia trentenne Emma hanno sempre avuto un rapporto difficile.  Mentre la prima intreccia una relazione con un ex astronauta che abita accanto a casa sua, la seconda si trasferisce in un'altra città col marito. La vita sembra andare avanti per tutti, ma una notizia terribile cambierà le cose per sempre.

h 17.00 Lettera da una sconosciuta (Max Ophüls, USA, 1948, 86') Nella Vienna di inizio Novecento, il pianista Stefan Brand nota dopo mesi che la bella Lisa spasima per lui. Dall'amore di una notte nasce un figlio, ma il padre si dilegua e la fanciulla, per necessità, sposa il diplomatico Johann Stauffer. Anni dopo, in un teatro, Stefan e Lisa si rincontrano. Al gelosissimo Johann basta vederli insieme per sfidare a duello il musicista.

h 19.00 L’amore (Roberto Rossellini, Italia, 1948, b/n, 78’) Film in due episodi, entrambi incentrati sulla grandezza di Anna Magnani. Il primo "La voce umana", rispettoso adattamento da Cocteau, è un lungo monologo telefonico di una donna che conversa con l'amante pronto a lasciarla. Nel secondo "Il miracolo", sceneggiato e interpretato da Fellini, la Magnani è un'ingenua campagnola che, incontrato uno sconosciuto vagabondo, lo scambia per San Giuseppe; l'uomo non si lascia sfuggire l'occasione.

h 21.00 La vita di Adele (Abdellatif Kechiche, Francia, 2013, 187', v.o.sott.it.) La 15enne Adèle sogna di trovare l'amore della sua vita. Quando incontra Thomas, un affascinante sconosciuto che si innamora di lei all'istante, il suo sogno sembra essersi avverato. Tuttavia, la serenità del loro rapporto potrebbe essere minata dalle fantasie erotiche di Adèle su una misteriosa ragazza dai capelli blu che ha incontrato per strada. Quando la bellissima e sensuale ragazza riappare e le si avvicina, scoppia tra le due una passione travolgente che provoca il caos.

Sabato 15 febbraio

h 15.00 Love Story (Arthur Hiller, USA, 1970, 99') Oliver Barrett IV, figlio del ricchissimo finanziere Oliver Barrett III, si innamora di Jenny Cavalleri, figlia di un modesto pasticcere, e la sposa nonostante il parere contrario del padre. La loro esistenza serena terminerà a causa di una grave malattia che colpirà Jenny.

h 17.00 I ponti di Madison County (Clint Easwood, USA, 1995, 134') Iowa, estate del 1965. Giunto a una fattoria nei pressi dei ponti di Madison County, Robert Kincaid, fotografo di mezza età del National Geographic, vive un'appassionante storia d'amore con Francesca Johnson, una casalinga quarantenne il cui marito è partito con i figli per una fiera del bestiame.

h 19.30 Il laureato (Mike Nichols, Usa, 1967, 105’) Il ventenne Benjamin Braddock, neolaureato a pieni voti e proiettato verso una brillante carriera nella ditta paterna, all'apparenza non avrebbe alcun motivo di essere scontento, eppure sembra assente, estraneo a quel sontuoso mondo in cui vive. L'unica distrazione è la relazione segreta con la signora Robinson, moglie del socio di suo padre. Ma nemmeno in questa esperienza di trasgressione Benjamin riesce a instaurare un serio contatto umano, finchè l'amore per Elaine, figlia della sua matura amante, ridesta in lui la speranza. La storia scivola nel dramma quando la relazione con la Robinson viene a galla ed Elaine, pur innamorata di Benjamin, decide di sposare un altro uomo.

Domenica 16 febbraio

h 17.00 Ma l’amor mio non muore (Mario Caserini, Italia, 1923, 78’, muto) Le origini del diva-film italiano: nella versione restaurata del 2013 da Fondazione Cineteca Italiana, il primo film interpretato da Lyda Borelli. Star che dal teatro passa al cinema, Borelli sarà la diva più espressiva ed elegante, la più iconica e internazionale. Il suo film d’esordio è un melodramma d’amore, menzogna e morte un tuffo profondo nell’immaginario, nella cultura, nei costumi dell’epoca. Accompagnamento musicale dal vivo di Francesca Badalini

h 19.00 Breve incontro (David Lean, Gran Bretagna, 1945, b/n, 85') Una giovane casalinga vive col marito e i figli in un piccolo centro. Nel viaggio settimanale verso la città vicina, la donna incontra un chirurgo, e tra i due nasce un'amicizia che si trasforma ben presto in una passione che minaccia di sconvolgere le vite delle rispettive famiglie.

h 21.00 Casablanca (Michael Curtiz, USA, 1942, 102’) Casablanca, Marocco, Seconda guerra mondiale. Una coppia di europei ricercati dai tedeschi ha bisogno di documenti falsi per lasciare il Paese. Li aiuterà Rick, il proprietario del locale più famoso della città, che ebbe con la donna in fuga una relazione da entrambi non dimenticata.

Martedì 18 febbraio h 15.00 Love story (Arthur Hiller, USA, 1970, 99') Replica h 17.00 Lettera da una sconosciuta (Max Ophüls, USA, 1948, 86') Replica

Giovedì 20 febbraio h 15.00 Il laureato (Mike Nichols, USA, 1967, 105') Replica h 17.00 Breve incontro (David Lean, Gran Bretagna, 1945, b/n, 85') Replica

INFO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.cinetecamilano.it T 02 8724211402 87242114

Cineteca Milano @cinetecamilano

MODALITÀ D’INGRESSO ALLE PROIEZIONI Biglietto d’ingresso intero: € 5,50 Biglietto d’ingresso ridotto: € 4,00 Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,o0

Call
Send SMS
Add to Skype
You'll need Skype CreditFree via Skype

Pubblicato in Cultura
Giovedì, 30 Gennaio 2014 15:45

Enne cuori e il mondo intero

… che noi siamo quelli che “due cuori e una capanna” non ci hanno mai convinti. Perché poi c’è sempre la fregatura: dici una capanna, ma deve quanto meno avere l’aria condizionata. E la verandina. E una camera con gli stencil di Peppa Pig per i bambini. Fuck.

E dici due cuori, ma nella storia precedente ne hai lasciato più della metà. Oppure no, è tutto intero, il tuo cuore, e pompa così forte che c’è posto per ben più di un amore.

Che non c’è niente di sbagliato, nell’amore esclusivo, nel “due cuori”, persino senza capanna. Tu e io, io e te. Ma non c’è nulla di sbagliato nemmeno in tu, io e l’altro, e gli altri, in un tempo che cambia e che ci cambia. Che sdogana la parola amante restituendole la musica della sua radice. Amante è chi ama. Qualsiasi cosa o persona o essere vivente ami. Ed è una parola bella, che hanno fatto diventare cattiva. E non ci stiamo.

D’accordo, c’è un “però”. Che è la ragione di questa pagina. E il “però” è che quando si ama senza contagocce e senza regole precostituite, l’amore si dichiara. A tutti i coinvolti. Allora “amante” diventa una bella parola perché puoi amare senza riserve più di una persona. Puoi dichiarare amore al tuo amico d’infanzia e condividere con la tua ragazza la gioia di aver accolto nel tuo cuore anche lui. O lei.

Lo chiamano poliamore. La chiamano anarchia relazionale. Non la chiamano (non la chiamiamo: è il mio caso), ma quella cosa arriva lo stesso. Magari resta lì, in silenzio, per un sacco di tempo, perché stai bene con il compagno di quegli anni o perché gli incontri seguono vie misteriose. Ma lo sai che c’è, che ci può essere. E se la prendi per il verso giusto, che è sempre comunque quello del non tradire in primo luogo noi stessi, è una cosa che allarga il cuore, che fa spazio, che rende disponibili ad ascoltare il sentimento proprio e altrui.

Teorizziamo. Chiacchieriamo molto, noi “fatti così”. E scherziamo. Prendiamo in giro i monogami (solo quelli poco onesti, però): una mia amica li chiama babbani… Ogni tanto me ne domando il motivo, e l’ho fatto anche stasera, nello scrivere queste righe. Credo sia per il vizio tutto umano di definirsi, chiamarsi. Il peccato originale, io credo, non è nella famosa e controversa mela, ma nel potere di nominare le cose. Se gli dai un nome, diventa tuo. Terribile.

E quando mi accorgo che ci definiamo con precisione, che cerchiamo il nostro posticino nell’olimpo dei non-monogami, mi scoccio in fretta. Un nome, cos’è un nome? Quella che chiamiamo rosa, anche senza il suo nome, avrebbe lo stesso profumo. Suona saggio e libero. Poi però ripenso ai diritti, penso alle battaglie combattute da altri: omosessuali, bisex, genitori single… Smetto subito con l’elenco, tanto mi sa che qua ognuno ha il suo nomignolo da disadattato.

I diritti. Il diritto di stare diritti. Guardare gli altri negli occhi con l’orgoglio di chi ama con onestà. E vorrebbe diritti per sé e per gli altri: per sé, di lasciare entrare i propri compagni all’ospedale senza troppe domande (io vorrei poter compilare un elenco di autorizzati a guardare la mia cartella clinica, e poterlo cambiare anche tre volte al mese, se mi va. Invece se sto male chiedono a mia madre se e con chi vado a letto, e mille altre cose che lei non sa); per i bambini che cresciamo, di poter sfoggiare con orgoglio i propri padri e madri, anche se sono più dei canonici abitanti della capanna di cui sopra; per i nostri genitori, di poter un giorno vedere in televisione anche gente che vive come noi, senza che la fiction di turno riaggiusti qualsiasi porcheria sempre e soltanto con un “e finalmente vissero tutti felici e contenti (e sposati e tendenzialmente eterosessuali)”.

 

Lo so, ho detto tutto e niente. Grazie per lo spazio. Se volete leggere qualcosa di più serio, The ethical slut (da pochi giorni anche tradotto in italiano, La zoccola etica) è un bel libro. Gli scritti di Wendy O’Matik sono addirittura entusiasmanti. E molto altro ancora, che trovate bene in ordine su rifacciamolamore.it e su poliamore.org, solo per citarne un paio. Ci sono anche i gruppi facebook e per i più vintage… beh, mandatemi una mail e facciamo in modo di aggregarvi a qualche aperitivo poliamoroso, o non monogamo, o come lo volete o non lo volete chiamare. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Pubblicato in Clubbing

Il racconto di un anno scolastico dal punto di vista di un prof precario.

Un professore che tutti vorremmo avere incontrato, uno che ama il suo lavoro, che ama i suoi ragazzi e vive ancora nella speranza di lasciare loro un segno, un insegnamento, una scintilla che li guidi e li conduca nel loro cammino verso la vita.

Alessandro Roccatello ci parla di un anno particolare, in cui, a causa dei ritardi nell'assegnazione delle supplenze, si è visto costretto a lasciare il vecchio Istituto dopo due mesi dall'inizio della scuola, salutando da un giorno all'altro tutti i suoi studenti

La tristezza dell’abbandono e la fatica di ricominciare da zero in una nuova sede, molto più lontana da casa e con tutte le difficoltà legate alla conoscenza di classi nuove, equilibri ed abitudini diverse. Questo racconto è anche un'occasione per parlare del lavoro degli  insegnanti, spesso trascurati o demonizzati, e delle tante soddisfazioni che regalano i ragazzi nonostante i numerosi ostacoli. Legati anche al fatto che la classe dirigente di questo paese ha quasi azzerato il prestigio e la considerazione per chi svolge questo lavoro.

Un libro scritto con il cuore che manifesta i reali disagi di ssere un insegnante di scuola pubblica ancora agli inizi del suo lavoro, ancora mosso dalla passione della gioventù e del piacere nel fare il proprio lavoro. Un aiuto a capire che dietro questo lavoro,uno dei più sottovalutati, ma sempre uno nobile che ci possano essere, ci siano persone la cui voglia di far bene viene mortificata ogni giorno da difficoltà strutturali e non di un sistema che va avanti per inerzia e di cui nessuno prende davvero in mano le redini. Traspare tutta l'intensità del voler bene ad una classe di studenti, del volere per loro il meglio e della rabbia quando si capisce che per quanto ci si sforzi a volte certe battaglie non si possono che perdere. Da leggere tutto d'un fiato e felici di averlo fatto..

“Mi farebbe piacere che molti lo leggessero anche se il problema che vedo è di un racconto che sembrerebbe dedicato solo a colleghi e studenti: io vorrei che lo leggessero proprio quegli italiani che considerano la scuola e l'insegnamento come un sinonimo di sprechi, privilegi, superficialità, inutilità.” sono le sentite parole dell’autore.

 

Non ci resta che augurargli un sincero in bocca al lupo, e sperare che faccia breccia in molti cuori.

 

Il libro è disponibile su Amazon

http://www.amazon.it/Quarantamila-prof-precario-nella-scuola-ebook/dp/B00GTZP8AM/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1385881627&sr=1-1

E su piattaforma Google Play Books

http://books.google.it/books?id=Sv0lAgAAQBAJ&pg=PP1&lpg=PP1&dq=quarantamila+km+al+prof&source=bl&ots=8Wnq0QDgyI&sig=Js1hC2cuSK2up2SO7YxWtRLTM8o&hl=it&sa=X&ei=2uCaUvjgOe6Y0AXLs4CgAQ&ved=0CD8Q6AEwAg#v=onepage&q=quarantamila%20km%20al%20prof&f=false

 

 

Pubblicato in Clubbing

Ancora pochi giorni a disposizione per assistere al nuovo spettacolo di Ennio Fantastichini, il pluripremiato attore di cinema e teatro, che porta al Franco Parenti un capolavoro di humor e serietà. "Beniamino" è un vero e proprio cult londinese, dove Fantastichini interpreta un professore che combina l’eloquenza shakespeariana all’amore per il rock di Mick Jagger, che è costretto a vivere in una piccola comunità cittadina alla quale deve nascondere il suo amore per un allievo. Fantastichini affronta la tematica dell’omofobia con grande sensibilità e profondità, dove humor e dramma arrivano ad intrecciarsi dando la possibilità allo spettatore di riflettere divertendosi, lasciando una risata e uno spunto di riflessione a tutti coloro che lasciano il teatro. Comicità e serietà si intrecciano in un monologo che non pare neanche tale, dato che, grazie all’incredibile arte istrionica dell’attore, la scena rimane popolata da molti personaggi evocati magistralmente da Fantastichini. Potrebbe sembrare un divertissement omosessuale che ironizza su se stesso, ma in realtà racconta la tragedia di una fortissima incomunicabilità, di una libertà d’espressione frustrata, ove non si può nemmeno esprimere se stessi per paura che a qualcun altro non piaccia come siamo. E’ uno spettacolo contro l’omofobia, a favore dell’amore.

BENIAMINO di Steve J. Spears con Ennio Fantastichini voce al telefono Pino Tufillaro regia Giancarlo Sepe produzione Marioletta Bideri per Bis Tremila

Al Teatro Franco Parenti dal 24 ottobre al 3 novembre 2013 mart - giov - ven - sab h.20.30; merc h.19.45; dom h.15.45

Teatro Franco Parenti via Pier Lombardo 14, Milano Biglietteria 02 59995206

PER INFORMAZIONI www.teatrofrancoparenti.it

Pubblicato in Cultura

Sessanta artisti di fama internazionale, minitessili e grandi installazioni, una dimora settecentesca sul lago di Como,  questi sono gli ingredienti di Miniartextil, la più accreditata rassegna d'arte tessile contemporanea a livello internazionale, giunta alla sua XXIII edizione.

La manifestazione, organizzata dall'Associazione Arte&Arte di Como e curata dal Professor Luciano Caramel, costituisce un unicum nel suo genere. Non solo si contraddistingue per il fatto di essere l'unica mostra d'arte tessile a cadenza annuale a livello europeo, ma anche per il suo carattere itinerante e internazionale: Como è solo la prima tappa di una rassegna che proseguirà in altre importanti location europee  con l'obiettivo di far conoscere artisti tessili  provenienti da tutto il mondo.  Nel segno di un crescente gradimento da parte del pubblico, Miniartextil verrà ospitata oltre che dalla città francese di Montrouge,  da Cadry, un altro comune d'oltralpe.

Fino al primo di dicembre nelle sale di Villa Olmo sarà possibile ammirare le 54 opere finaliste del concorso minitessili selezionate da una giuria composta da Luciano Caramel, Maria Cristina Cedrini e Vito Capone, accanto a 15 installazioni realizzate da importanti artisti del panorama dell'arte contemporanea internazionale come il londinese Yinka Shonibane, la statunitense Mandy Greer e l'argentino Manuel Ameztoy.

Tutte le opere sono il frutto di una riflessione sull'eros, tema scelto per la XXIII edizione della manifestazione, che ha dato via a diverse interpretazioni: l'amore come desiderio e attrazione, come energia vitale, come creazione di un percorso comune, come rievocazione di figure mitologiche e letterarie.

Miniartextil è un evento culturale a 360° che propone una serie di appuntamenti collaterali alla mostra: la rassegna cinematografica realizzata in collaborazione con LunedìCinema FilmStudio, le tre serate dedicate alla poesia realizzate con La casa della poesia di Como, la conferenza di architettura e l'incontro con l'Ordine degli Architetti, i laboratori tematici per grandi e piccini con l'artista Daniele Delfino.

 

INFORMAZIONI

Apertura al pubblico: da martedì a domenica, Villa Olmo, via Cantoni 1, Como. Orari: martedì – domenica / 11.00-19.00 Giovedì 11.00-23.00 (ultimo ingresso 22.00) Costo Ingresso: 7 € - Gratis giornalisti + bambini fino a 10 anni

www.miniartexil.it

 

 

 

Pubblicato in Cultura

L'amore,uno strana congiunzione chimica che ci porta a donarci ad un'altra persona, un momento della nostra vita in cui sentiamo di non voler essere più soli e iniziamo a cercare, cercare. Possiamo metterci un'ora o una vita intera, addormentarci con la speranza nel cuore o svegliarci con la delusione che pesa sui nostri occhi e ci strozza il respiro nei polmoni.

Camminare, cadere, rialzarci e poi cadere ancora, ogni minuto, ogni giorno della nostra vita, inseguendo una farfalla che, impalpabile, si dissolve al primo tocco delle nostre dita.

Cercare nei sorrisi dell'altro i propri sorrisi e abbandonarsi alle emozioni, sia quel che sia, vada come vada. Non è questa la libertà più grande?

Quando poi la scintilla della passione si unisce alla genio e alla follia che caratterizzano il rock, il risultato non può che essere esplosivo e devastante per chi ne resta coinvolto.

Amore, tradimenti, passioni, morte, dolore, romanticismo: questi gli ingredienti del libro "Rock in Love. 50 storie d'amore a tempo di musica", scritto da Laura Gramuglia ed edito da Arcana.

Un volume che ripercorre la storia del rock mondiale visto dal punto di vista delle coppie famose che ne hanno fatto la storia: Elvis e Priscilla, Jim Morrison e Pamela Courson, Ozzy e Sharon Osbourne, Joni Mitchell e Graham Nash.

Coppie ammirate, invidiate per bellezza e glamour, storie vissute con passione e sfrontatezza, alcune delle quali sopravvivono ai giorni nostri, come quella tra Bruce Springsteen e Patti Scialfa, altre tramontate o finite tragicamente, come l'unione tra Amy Winehouse e Blacke Fielder-Civil.

Un volume divenuto programma radiofonico, grazie alla collaborazione tra Laura Gramuglia e Radio Capital, andato in onda questa estate e che ha saputo, sin da subito, affascinare gli ascoltatori grazie al mix tra parole e musica.

Le ragioni del successo sono molteplici: il libro si legge benissimo, grazie alla scorrevolezza della scrittura e alla capacità narrativa dell'autrice, abile nel raccontare storie di passioni con un trasporto non indifferente; le storie sono appassionanti e coinvolgenti, perchè tutti, almeno una volta nella vita, hanno sognato di vivere una storia d'amore totalizzante e trasgressiva; infine, il rock è da sempre il genere musicale che, più di ogni altro, ha saputo trasformarsi in uno stile di vita, un modo di essere, uno stato mentale.

Ma chi è Laura Gramuglia? scrittrice,  già conduttrice di Weejay e Radio Deejay, scrive su Tu Style Magazine e sul blog Deejay nell'Armadio, ama Patti Smith, gli Smiths ed Elliot Smith.

"Rock in love" è un libro che non può mancare nella libreria di qualunque amante della buona musica  e delle storie ben narrate, un connubio di parole e emozioni che vi affascineranno.

 

 

 

Pubblicato in Cultura
Giovedì, 25 Luglio 2013 12:35

L'amore in mostra a Mantova

Chi come noi di Nerospinto “Senza amore non sa stare” non può perdersi questa mostra a Mantova, dedicata al mito di Amore e Psiche. Amate con stile!

É stata inaugurata sabato 13 luglio a Palazzo Te e al museo San Sebastiano a Mantova la mostra "Amore e Psiche. La favola dell'anima", curata da Elena Fontanella e promossa dalla fondazione DNArt. Fino al 10 novembre nella splendida residenza dei Gonzaga - che tra l'altro ospita la sala di Amore e Psiche affrescata da Giulio Romano per Federico II Gonzaga tra il 1526 e il 1528 - si potranno ammirare opere di svariate epoche: dai reperti archeologici della Magna Grecia e dell'età imperiale romana - provenienti dai Musei Capitolini di Roma, dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e da varie istituzioni pubbliche - alle opere d'arte di maestri quali Tintoretto, Auguste Rodin, Salvador Dalì, Tamara de Lempicka e tanti altri.

Il percorso artistico scelto dagli organizzatori condurrà il visitatore alla riscoperta del mito di Amore e Psiche, ripreso da Apuleio nel II secolo d.C. nelle Metamorfosi e reso celebre dal gruppo scultoreo del Canova.

"Mantova si prepara a vivere la favola di Amore e Psiche", dichiara Nicola Sodano, sindaco di Mantova, "con una mostra che propone un percorso artistico unico e originale, accostando opere d'arte che appartengono a periodi differenti, dal classico al contemporaneo, ma legate tra loro dalle due figure mitologiche. "Sempre a Palazzo Te, nella sala dei Giganti, è allestita l'opera contemporanea di Fabrizio Plessi. Arte, stili, epoche e mondi differenti che si incrociano e dialogano tra di loro. Un modo, questo, anche per far riflettere e discutere sulla sensibilità e l'ingegno umano nei secoli, valorizzando nello stesso tempo contenente e contenuto".

Il 4 settembre la casa editrice Bompiani pubblicherà il volume Amore e Psiche, a cura della Fontanella, illustrato con le immagini delle opere in mostra, accompagnate dai testi, inediti e scritti per l'occasione, di studiosi, scrittori e storici dell'arte come Pietro Citati, Donatella Puliga, Giorgio Barberi Squarotti, Gian Paolo Caprettini, Laura Mosso, Gian Mario Benzing. Il libro è corredato anche dal testo della favola di Apuleio.

Pubblicato in SvelArte
Lunedì, 10 Giugno 2013 11:20

Intervista ad Alberto Tordi

Attore e interprete affermato, Alberto Tordi è uno dei talenti italiani su cui ha puntato il nostro cinema negli ultimi anni. Egli ricambia con impegno e costanza e nonostante la crisi della cultura e le poche possibilità per i più giovani dichiara: “l’Italia è il mio paese”. Sostenitore e promotore dell’arte indipendente sogna Almodovar e ama Mastroianni. Il prossimo 11 luglio sarà nelle sale cinematografiche italiane con il nuovo film di Stefano Calvagna La rabbia in pugno.

La sua intervista a Nerospinto.

 

Alberto, lei si è imposto sia in fiction di successo che in film impegnati come interprete puro, una figura cinematografica che è sempre stata propria della tradizione italiana.

Quali dei suoi personaggi ha amato di più?

Imposto è un parolone! Diciamo che lavoro da una decina d'anni con dedizione, studio e sacrifici.Il ruolo che più ho amato è stato sicuramente nel film indipendente Ovunque Miracoli nel quale interpretavo Francesco un compositore musicale. Due mesi di lavorazione in un convento del 1500 lontano dal caos della città completamente immerso in una dimensione a me nuova. Ho forse capito cosa significa ascoltarsi, aprire il cuore a questo lavoro.

 

 In piena crisi economica e sociale come fa un artista, nel suo caso un attore professionista, a non farsi scoraggiare dal clima non proprio di ottimismo che si respira ovunque e dalla mancanza di fondi che ha investito la cultura italiana in quasi tutti i suoi ambiti?

Non nego le difficoltà i sacrifici e la quantità di lavori fatti per portare avanti la professione di attore. Quello che mi dà la forza di continuare è senza dubbio la passione. L’approfondire la materia di studio, essere curioso, cercare di assorbire tutto ciò che può arricchire la mia preparazione.Cerco di non adagiarmi e non giustificarmi dietro il momento di crisi che il nostro Paese sta attraversando. Proprio in questi momenti si può attingere a qualità che abbiamo non ancora espresse. La speranza è che ci sia una ripresa del sistema italiano, ma questo è un discorso più ampio.

 

 Quale è il ruolo che ancora non ha interpretato e che amerebbe fare e con quale regista?

Adoro Marcello Mastroianni, il sogno sarebbe una versione teatrale del film "Una giornata particolare”, film che amo profondamente.Per quanto riguarda il regista, il cinema indipendente offre maggiori possibilità agli attori privi di raccomandazione come me. Comunque Almodovar è il mio preferito!

 

Tanti giovani di talento e di successo stanno lasciando il nostro paese per cercare fortuna altrove o semplicemente perché gli sono state offerte possibilità che da noi non si trovano più. Lei ha mai pensato di lavorare all’estero?

Posso dire che il nostro paese preferisce sostenere i "vecchi talenti”! Istintivamente più di una volta ho pensato "mollo tutto e me ne vado"ma abbandonare la nave non penso sia la soluzione migliore. Il mio Paese è l'Italia e credo sia giusto rimanere. C’è un mondo di artisti indipendenti in movimento, che sicuramente ha cose più interessanti da dire rispetto a chi è introdotto nei canali convenzionali. Spero che prima o poi queste voci vengano ascoltate e dato loro il giusto spazio.

 

A cosa sta lavorando ora e che progetti ha in corso?

Ho iniziato da poco le letture di un testo teatrale che porterò in scena a settembre a Roma. L'11 di luglio uscirà nelle sale cinematografiche italiane "La rabbia in pugno" un film di Stefano Calvagna che mi vedrà nel ruolo di un poliziotto corrotto.

Intanto grazie... e baci ai lettori di Nerospinto!

 

 

Antonia Del Sambro

Pubblicato in Cultura
Pagina 3 di 5

coupon-code-amazon-deal-codici-sconto-amazon

immobili sanremo

Instagram

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.