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I problemi legati ai dolori cervicali sono molto comuni e per le più diffuse ragioni. La mia esperienza di massaggiatore professionista ha però visto negli anni tante persone lamentarsi di cervicalgia quasi sempre per lo stesso motivo: lo stress.

Dove non esistono vere e proprie patologie o traumi sono le tensioni emotive le vere responsabili dei dolori che interessano il collo e la zona intorno a questo. Tutti ormai sanno quanto le tensioni lavorative, familiari, affettive, etc. vadano, come si dice in gergo comune, a "scaricarsi" sulle spalle. L'irrigidimento muscolare di queste aree comprime e schiaccia la zona cervicale ed ecco nascere il famoso torcicollo. Infatti il movimento limitato o bloccato del collo è legato ad un forte irrigidimento dei muscoli sopra citati ed è questo che non è permessa la corretta roteazione della testa.

Dove esistano ernie o protrusioni nel tratto cervicale una aumentata rigidità muscolare provoca ancora più problemi in quanto i nervi vengono avvicinati al disco intervertebrale fuoriuscito dalla sua sede e compaiono sintomi (o vengono peggiorati) come il formicolìo alle mani e/o piedi, nausea, vomito.

Innanzitutto spieghiamo in maniera molto semplice cosa sono le ernie e le protrusioni. Tra le vertebre della colonna esistono dei dischi separatori che a causa di un colpo di frusta, di una forte tosse, una corsa troppo sostenuta, possono essere schiacciati dalla vertebre stesse. Quando il disco intervertebrale fuoriesce dalla sua sede rimanendo integro si parla di protrusione. Quando il disco si lacera si parla di ernia vera e propria. In entrambi i casi i nervi vicini al disco vengono toccati, schiacciati, sollecitati ed ecco i problemi come i formicolii alle mani per esempio. Le ernie non rientrano! Chiunque vi dica che questo è possibile non dice il vero. E' vero invece che con il tempo il contenuto del disco si secca e si riduce di dimensioni allontanandosi dai nervi e per questo non sentire più dolori ma il disco rimane comunque rotto.

Sia che ci siano discopatie o meno i rimedi per poter convivere con questi dolori esistono e spesso li risolvono anche del tutto nei casi di protrusioni:

-stretching -yoga -massaggi -nuoto a dorso

Ecco quanto serve per poter convivere con i nostri dolori cervicali.

Lo stretching e lo yoga (lo stretching riassume in se moltissime posizioni dello yoga con la sola differenza che lo yoga comprende anche un rilassamento mentale non indifferente che per i casi di stress è assolutamente consigliato) così come il nuoto a dorso oltre che essere ottimi esercizi fisici allungano la schiena ed in particolare la colonna e questo permette alle vertebre di distanziarsi dai dischi ed evita di comprimerli.

Lo stretching, così come alcune posizioni yoga dedicate alla cervicale possono essere svolti, dopo che li si è appresi in modo corretto insieme ad un insegnante, anche da soli davanti ad un computer, in metropolitana, mentre si guarda la tv, etc.. Pochi minuti al giorno possono aiutare enormemente i dolori e allungare la schiena.

I massaggi devono essere fatti solo da personale qualificato il quale deve essere messo a conoscenza di eventuali discopatie. Oltre a risolvere efficacemente le tensioni e contratture muscolari il bravo massaggiatore porterà il massaggiato in uno stato di profondo relax che agirà positivamente anche sulle cervicalgie.

Il nuoto a dorso è quello che è il più indicato perchè allunga la colonna vertebrale. Lo stile rana e delfino sono da evitare in quanto il movimento porta le scapole ad avvicinarsi e a creare maggiore pressione contro la muscolatura cervicale.

Piccoli rimedi quotidiani potrebbero essere anche porre sui muscoli contratti soluzioni calde come ad esempio il balsamo di tigre (quello bianco non macchia i vestiti), di poco costo e molto potente in quanto il suo calore distende i muscoli e li fa respirare. Molto utile anche sdraiarsi per terra (non sul divano o letto) con due palline da tennis poste proprio sui punti della schiena che fanno male. La gravità del corpo sulle palline da tennis molto rigide aiuta a far sciogliere le contratture. Questo sistema può essere adottato anche ponendole sullo schienale della sedia della scrivania.

Piccoli e facili gesti che se diventano quotidiani come mangiare o lavarsi sono un enorme rimedio contro i dolori e un'ottima ginnastica di mantenimento del benessere.

Per quanto riguarda le scuole di yoga e i massaggi basterebbe rinunciare a qualche aperitivo, un'uscita al ristorante, una borsa firmata e il gioco è fatto.

Walter Zanca

WWW.MASSAGGIMILANO.IT

Come scrivevo tempo fa su Yogamando, la mia pagina Facebook dedicata al mondo dello yoga e dintorni, esser dritti è un atteggiamento che può esser riportato sia a livello fisico che a livello mentale.

 

Tadasana, la posizione della montagna, perfeziona l'atteggiamento del corpo che normalmente utilizziamo durante l'arco della giornata dal momento in cui ci alziamo a quando andiamo a dormire.

Pestando attenzione a come stiamo in piedi con le braccia lungo i fianchi, semplicemente, vi accorgerete che sicuramente qualcosa è fuori posto: le spalle, il collo, il bacino, le ginocchia o le gambe. Per non parlare della posizione della colonna vertebrale, il pilastro che sorregge il nostro corpo e che ci permette di assumere la posizione eretta sui nostri due piedi.

Tadasana migliora, man mano che si pratica, lo stare in piedi allineando tutte le parti del corpo in un insieme unico e omogeneo che forma una linea armonica che ha come cardini i piedi e il 'Bindu' (il punto più alto del nostro capo).

La Montagna richiama subito nella mente un atteggiamento fermo e radicato a terra, atteggiamento che si riflette anche in uno stato mentale: esser dritti nonostante tutto.

 

Ma cosa vuol dire esser dritti?

Immaginiamo l'ago di una bilancia posizionato nella nostra testa. L'ago quando oscilla troppo a destra o a sinistra crea uno stato di scompenso che sfocia in reazioni mentali 'velenose' per la nostra esistenza, stati che alterano la giusta prospettiva delle cose e che ci fanno compiere le classiche azioni delle quali, pensiamo a posteriori, potevamo farne anche a meno. Tadasana, quindi, ha benefici anche a livello psicologico. La mente è più stabile e meno sottoposta a scompensi originati dai mille stimoli o provocazioni esterne a cui siamo quotidianamente influenzati.

Il corpo è dritto e quando siamo in piedi ad aspettare il tram pensiamo due volte prima di caricare il peso su una gamba piuttosto che sull'altra oppure portare troppo in avanti il bacino piuttosto che chiudere le spalle in una noiosa e antiestetica curva della spina dorsale. La posizione delle spalle, in particolar modo, è un classico sinonimo di chiusura nei confronti dell'ambiente esterno.

Oltre a un miglioramento estetico Tadasana, come molte altre posizioni yogiche, affonda i propri benefici anche a livello psicologico e mentale confermando le Asana come un prezioso strumento a disposizione dell'uomo.

 

 

Namaste Vittorio Pascale Studioso e praticante di Yoga Integrale presso il centro Parsifal di Milano, viale Gorizia 6, Milano Studioso e praticante di Buddismo tibetano Fondatore della pagina Fb Yogamando Hai domande? Vittorio_pascale@alice.i

Siamo arrivati al fatidico momento in cui andiamo più o meno tutti in vacanza. E quindi ricerchiamo con tanta foga il relax.

Ma cos'è il relax? relax voce ingl.; in it. s.m. inv., più freq. pr. adatt. • Rilassamento fisico e psichico, stato di riposo SINdistensione Distendere il fisico e la psiche, continuamente sottoposti allo stress quotidiano del lavoro e della vita di tutti i giorni, non è un'impresa facile. Tra i difetti di fabbrica dell'uomo contemporaneo uno di questi è sicuramente quello del non riuscire a rilassarsi completamente. Ed ecco che la mente macina pensieri, qualche muscolo è in tensione senza godersi il presente e magari si pensa, dopo solo una settimana do vacanza, che tra qualche giorno si deve tornare al lavoro. E il relax dov'è in tutto ciò? Il nostro presente dov'è?

Lo yoga parte da un grande presupposto che è il presente, il trovarsi qui e ora senza lasciare la mente a piede libero come un cavallo senza briglie: anche perché, pensateci, il passato non c'è più e il futuro non esiste ancora quindi la dimensione reale in cui trovarsi è il presente. Ma continuiamo a rovinarlo con pensieri del passato e di un futuro non ancora accaduto. Allenare la mente a trovarsi qui in questo luogo e ora, mediante la pratica dello yoga, dona alla propria testa il dono di vivere qualsiasi esperienza, bella o brutta che sia, per quel che è; in modo autentico...nonchè facendo dimenticare, quasi per magia, che domani si deve tornare a lavoro. Ma perché farsi prendere dalla nostalgia quando un'esperienza deve ancora concludersi? La malinconia non è una caratteristica della psiche ma un accessorio che noi le facciamo indossare per forza.

Tutte le esperienze, per belle o brutte che siano, hanno una fine e un proprio trascorso. Lo yoga aiuta ad allenare e a far meditate su questo importante concetto.

Yoga e muscoli: la distensione del proprio corpo e il piacere di abbandonarlo completamente ci fa assaporare il relax in un modo più vero e reale. Come possiamo pensare di rilassarci senza sapere come lasciare il nostro corpo a riposo e senza quelle fastidiose tensioni ( magari alla pancia o nei trapezi) che ci assalgono dopo un intero anno di lavoro?

Yoga è piacere: un punto fondamentale che la mia maestra, Manuela Leoni, ha sempre sottolineato. Lo yoga è piacere, godimento mentale e fisico poiché se si usa consapevolmente il proprio corpo allora il piacere e il piacersi aumenta man mano. Abbiamo tante barriere che non permettono di godere anche di una piccola gioia che ci capita durante il giorno: lo yoga aiuta ad apprezzare ed esser grati alle gioie che ci capitano partendo proprio dal proprio io/mente/corpo.

Non è vero che il relax esiste solo in vacanza. Il relax esiste anche in quell'ora di pratica una o più volte a settimana: quando, ad esempio, nella posizione di shalabasana (distesi a terra completamente adagiati al suolo) avviene la magia del raccoglimento e del raccolto della magnifica esperienza che ti fa vivere lo yoga. Il relax è una qualità che va coltivata: un po' come quando durante l'anno andiamo in palestra per la fatidica prova costume o facciamo una dieta per sembrar più belli in vacanza. Ebbene: siate bellissimi durante tutto l'anno!

Namaste Vittorio Pascale Studioso e praticante di Yoga Integrale presso il centro Parsifal di Milano, viale Gorizia 6, Milano Studioso e praticante di Buddismo tibetano Fondatore della pagina Fb Yogamando Hai domande? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

“Il corpo non è la prigione dell'anima ma il tempio dello Spirito.” (Pavel Nikolaevič Evdokimov).

Con questa frase potrei anche finir qua l’articolo. Ma come mai il corpo è così importante nella pratica dello Yoga? Perché una disciplina che tocca la sfera spirituale pone un accento così forte con la parte più esterna e superficiale dell’essere umano?

Il  Buddhismo, afferma, che il nostro “ego” è composto da un insieme di più parti spazzando via la percezione errata di un sé o di un unico ego che sussiste di per sé o assolutamente immutabile. Difatti asserire “io” nel Buddhismo è un concetto in partenza errato se non si pensa che, come qualsiasi piatto della nostra tradizione mediterranea, è composto da più ingredienti.

Facciamola semplice e facile facile perché fa caldo e il cervello è già in fumo. Il così detto IO (=lasagna) è formato da tante parti (=INGREDIENTI): avete mai visto una lasagna che è prodotta già lasagna all’origine?

Gli ingredienti di base sono le parti esteriori mentre la tecnica di preparazione i 5 sensi per poi proseguire fino al “trucchetto della nonna” che consiste nel tener uniti gli ingredienti tra loro ottenendo un risultato meravigliosamente buono al palato: mozzarella non troppo acquosa, parmigiano, pan grattato o una buona besciamella. Se tutto ciò non è dosato bene una parte prevale sull’altra e rischiamo di avere un piatto troppo “solido” (uomo razionale completamente attaccato alla materia, un cavallo con i paraocchi) o un piatto troppo liquido (uomo completamente perso nel magico mondo dell’irrazionalità, un’Alice imbruttita).

Insomma senza il “trucchetto della nonna” il piatto rischia di diventare malmostoso o troppo leggero per sfamarci.

Tra  i “trucchetti della nonna” posso annoverare discipline antiche e raffinate come la meditazione, la preghiera, i mantra, la recitazione di un rosario e lo Yoga.

Azioni che collegano le diverse parti dell’uomo: che siano due o mille quasi tutte le grandi religioni affermano l’importanza che ha un giusto collegamento tra le diverse parti dell’essere umano; che sia anima e corpo semplicemente, o aggregati di vario genere, il link resta sempre importante e indiscusso nella vita di ogni uomo. Eppure ci sono barriere che tengono le diverse sfere separate…i diversi ingredienti nel congelatore non permettendoci di scongelare e mettere tutto insieme in un armonico insieme.

La radice stessa della parola Yoga significa unione: mettendo alla prova il nostro corpo, combinato con il respiro e la mente e con il continuo susseguirsi di Asana e momenti meditativi il  meccanismo di congelamento automatico si spegne pian piano facendoci godere di una qualità di vita maggiore dominata da una consapevolezza che non immaginavamo neanche. Avere la sensazione di muovere il corpo non solo in gesti meccanici è la grande scoperta/qualità dello Yoga: una scoperta fatta millenni fa e che ancora oggi diviene concetto raffinato e contemporaneo allo stesso tempo; un motivo di ricerca che spinge sempre più a oltrepassare in modo equilibrato i propri limiti non solo fisici ma anche mentali.

Tutti gli uomini partono con ingredienti “buoni” di base che man mano, e con il tempo, tendono a deteriorarsi lasciandoli là a marcire in dispensa oppure scegliendo un libro di ricette sbagliato che non fa dosare bene gli ingredienti. E la paura di tirarli fuori o pensare che non siano abbastanza per la pratica dello Yoga è uno dei limiti che ci poniamo per non incominciare mai o non provare anche se in noi c’è un barlume di voglia di cambiar qualcosa.

Ovviamente non potrà andar bene a primo colpo…o forse si, le vie del Karma sono infinite, ma applicare i giusti principi del Food Design al nostro corpo è un piacere, ma anche un dovere.

Regalare metodi di cottura yogici per i nostri aggregati umani è un modo per viver meglio, per rilassarsi meglio e per cogliere al meglio i nostri momenti felici e affrontare al meglio i nostri momenti di infelicità.

 

Namasté,

Vittorio Pascale

Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano

Fondatore della pagina Fb: Yogamando

Studioso e praticante di

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Con "ritenzione idrica" ci si riferisce alla tendenza del corpo a trattenere liquidi ed in particolar modo nella zona cosce, addome e glutei con relativo rigonfiamento anomalo dei tessuti in quelle zone.

Questo disturbo che colpisce soprattutto le donne, contrariamente a quanto si pensi non è legato al sovrappeso ma piuttosto a disfunzioni cardiache, renali, infiammazioni, reazioni allergiche e, più di tutto, a uno stile di vita sbagliato.

Un eventuale sovrappeso rallenta notevolmente la diuresi e peggiora la situazione del disturbo ma non ne è la causa diretta.

Come già detto il maggiore responsabile della ritenzione idrica è lo stile di vita scorretto: fumo, alcolici, sovrappeso, cibi salati, abuso di farmaci,caffè, abiti stretti, tacchi alti e rimanere a lungo in piedi senza muoversi.

Oltre ad evitare quanto citato i massaggi,l'attività fisica e bere molto  sono i migliori aiuti in questi casi.

I massaggi linfodrenanti sono i principali rimedi in casi di ritenzione idrica in quanto il trattamento non solo apre tutti gli scarichi linfatici ma convoglia grossi carichi di linfa verso questi e la diuresi è immediata.

Nel corpo esistono molte aree dove sono concentrati gli scarichi linfatici e i principali sono: cavo popliteo (dietro le ginocchia), inguine, ascelle.

Con questo si vuol far notare che non è completo e non è totalmente efficace un massaggio linfodrenante localizzato solo ed esclusivamente nella zona inguinale come purtroppo spesso accade in certi studi estetici.

La linfa è in circolo in tutto il corpo, davanti e dietro e tutti gli scarichi devono essere necessariamente trattati.

Testa, braccia, addome, caviglie, etc. sono  tutte aree ricche di scarichi linfatici e devono essere sollecitate anche se lontane in apparenza dalla zona del ristagno.

Il massaggio linfodrenante è come una pompa che attira la linfa stagnante, le tossine e cataboliti e tutti i punti elencati prima sono eccellenti fonti di lavoro per il successo del trattamento quindi perchè dedicarsi solo ad una zona e tralasciarne molte altre?

Il buon risultato del trattamento è agevolato anche dall'utilizzo di oli specifici e naturali che aiutano l'espulsione delle materie tossiche e favoriscono un corretto flusso della linfa.

 

Ultimo ma non meno importante un giusto aiuto nella vita quotidiana:

-in ufficio o se si sta troppo seduti muovere i piedi e le gambe in tutte le direzioni per ristabilire la circolazione

-camminare e correre

-bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno

-nuotare

-yoga

-dieta ricca di frutta e verdure

 

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Walter Zanca

Massaggiatore e reflessologo plantare professionista

Massaggi ayurvedici, rilassanti, linfodrenanti, energizzanti, californiani, hot stone, per donne in gravidanza, di bellezza.

Trattamenti di campane tibetane.

telefono 349.4487760

 

 

Estate:festival=divertimento:musica

Questa è sostanzialmente la semplice formula matematica che sta alla base della "Festa della Musica", evento organizzato da Music Priority e Activ8Sound, in collaborazione con Funk You, Thisiswire e Reset!:  una 3 giorni di note che terrà banco dal 18 al 21 giugno nel buen retiro milanese del Parco Forlanini, in occasione della Giornata Europea della Musica.

Perchè doversi sobbarcare viaggio in aereo, campeggio e file chilometriche ai wc chimici, per sguazzare nel fango in qualche sperduto festival inglese, quando ci si può divertire a pochi passi dal centro a costo zero?

FILCA e il Coordinamento Giovani (CISL), sostenuti dallo sponsor Yamaha, dall'Istituto Europeo di Design  e grazie al patrocinio del Comune di Milano, hanno fatto davvero le cose in grande: oltre ad una lineup da urlo, vi saranno infatti 3 punti bar, aree ristoro,Yoha e Healing areas nonchè performance di laser,light show e proiezioni visuali.

 

Passiamo agli artisti:

Day 1: Giovedi 20 giugno:Yamaha Stage  (h 18.00-04.00)

Reggae/Roots/Dub/Dancehall/Dubstep/Drum'n'Bass

 

RasDanyl vi farà ballare al ritmo sincopato dello Ska mixato al Dub; i milanesi Golden Bass e I-Tal Sound esploreranno tutti i generi musicali rifacendosi all'arte del "juggling" e donando tante good vibrations!

Sarà poi la volta di Stefano Lucarelli in alte Steve Dub e Tommy Tumble, con un set drum'n'bass, dalle sonorità Made in UK

 

GOLDEN BASS  / I-TAL SOUND / STEVE DUB (Too Deep Records) / PROMENADE (G Recordings) TOMMY TUMBLE (Double*Drop / FuckStep / DNBisWKD) / RASDANYI

 

Expo Partner: Yamaha (h 17.00-23.00)

Presentazione della nuova batteria elettronica DTX502

 

RE. Creative 12.0 DJ School  (h 17.00-00.00)

Presentazione dei corsi e del materiale prodotto dagli studenti e dai DJ

 

Area bimbi  (16.30-18.30)

Ore 16.00 - 16.30 - Relax neonatale

Ore 16.45 - 17.15 - Muoviti Muoviti

Ore 17.30 - 18.00 - Prova a farlo con me

 

 

Day 2: Venerdi 21 giugno (h 18.00-04.00)

Main Stage: Turbofunk Electro

 

Il palco sarà preso d'assalto dai Reset!, crew milanese che ha creato il Turbofunk, un genere che prende vita dalla Disco Music, con incursioni nell' Hip Hop e nell'Electro

 

RESET! Presents BODY HEAT TURBOFUNK ALLSTARS

Feat. RESET! (Dim Mak, Body Heat) / BIRDEE (Southern Fried Records) / FIRE FLOWERZ (Cheaper Thrills, Mofo HiFi, Heavy Disco) / SPEAKER BOMB (Wearhouse Music) / DISCOSOCKS (Body Heat) UK

 

Yamaha stage (h 17.00-18.00)

Junk Music

Esibizione del Manzella Quartet-Junk Music, con strumenti musicali prodotti con materiali di riciclo

 

Yamaha stage (h 18.00-04.00)

Electro/House/Techno

Il palco si infiamma con una triade di tutto rispetto: Toky, LowKilla e Trip-Holy, per un'esperienza a metà tra il misticismo sensoriale, il dub e il drum'n'bass

 

JACKY 0 (Apparel Music) / GUNFINGA / LOWKILLA (Mixworks, Sleep is Commercial, AC-IN Record) / RVDE (Intellighenzia Electronica, Black Reel) / SDRINO FEAT. Mc ARDIMANN / ROY GILLES (Apparel Music) / TOKY (Apparel Music) / TRIP HOLY (Thisiswire) / URBAN TANK (Urban Tank)

 

Expo Partner: Yamaha (h 17.00-23.00)

Presentazione della nuova batteria elettronica DTX502

 

RE. Creative 12.0 DJ School  (h 17.00-00.00)

Presentazione dei corsi e del materiale prodotto dagli studenti e dai DJ

 

Yoga Healing Area (h 17.00)

Vinyasa Flow (Yoga dinamico) con Christiane Terrone

 

Area bimbi  (16.30-18.30)

Ore 16.00 - 16.30 - Relax neonatale

Ore 16.45 - 17.15 - Muoviti Muoviti

Ore 17.30 - 18.00 - Prova a farlo con me

 

Day 3: sabato 22 giugno: (h 14-04.00)

Techno/Electro/House

 

Main Stage (h 18.00-04.00)

Guest dj di fama mondiale si alterneranno sul palco principale del Festival: Kaiserdisco,Tobi Neumann,Silicone Soul,Buzz Goree, Daytona  Team e l'emergente Leesa.

Non mancheranno gli italiani: Oniks,Bigdash,Vanderlik,Anderedo,Kisk e Max M

 

ANDEREDO (Playhouse, Shape) / ANDRES DIAMOND (Deejay Tv / Fashion Clubbers) / BUZZ GOREE (Underground Resistance, Mixworks) USA / CLAUDIO VITTORI (Machine Jockey Records) / DAYTONA TEAM (Mona Records) ES / EMMANUEL (ARTS, 100%Pure) / KAISERDISCO (Kd Music, Drumcode) DE / KISK (Apparel Music) / LEESA (Atmosphere Records) BE / MASSIMILIANO GRAI (Thisiswire) / MAX_M (M_REC LTD) / MISS POLANSKY (Music Priority, Thisiswire) CH / ONIKS (Funk You) / ORMEYE (MagmatiQ Records) / POLARSHIFT (Eudaimonia) / SIGMATIBET (Machine Jockey) / SILICONE SOUL (Darkroom Dubs, Soma) UK / T. MARASMA (Intellighenzia Electronica) / TOBI NEUMANN (Cocoon.net) DE / VANDERLIK (MP, BoxVision, Thisiswire)

 

Yamaha stage (18.00-04.00)

Ecco i nuovi nomi della scena indipendente mondiale: Diego Suarez,Funk,Koko e Bruno Bolla

 

ALE LIPPI (Main Stage/m2o Radio) / BRUNO BOLLA (Blacktronic, Jazid is back!) / DIEGO SUAREZ (Freaky kitchen, Incognito) CH / DJ FUCO (meta:detroit, Altrove) / KOKO (Cinetique Recordings) UK / MARCELLO CAROZZI (Fhon) / MATTEO SALTALAMACCHIA (Opposticoncordi) / PINKNOISE KOLLECTIVE (Pinknoise) / ROBIDAT (51beats) / SKINNY BOY (Strike the after party) / TASTE KOLLECTIVE (Taste) / THANATOS (Black Reel, Naked Lunch) / MOTHER INC. / WIRRWARR

 

Expo Partner: Yamaha (h 17.00-23.00)

Presentazione della nuova batteria elettronica DTX502

 

RE. Creative 12.0 DJ School  (h 17.00-00.00)

Presentazione dei corsi e del materiale prodotto dagli studenti e dai DJ

 

Yoga Healing Area

h 11.00: Vinyasa Flow (Yoga dinamico) seguito da Acroyoga

h. 15 – Vinyasa Flow (Yoga dinamico) seguito da Acroyoga

 

Area bimbi (h.16.30-18.30)

Stand informativo AIGAM (Associazione Italiana Gordon per l'apprendimento musicale)

Il primo yogi-blogger italiano, autore di WWW.YOGASUTRA.IT

 

Gianni pratica Yoga da quando aveva 17 anni, con una breve interruzione dai 25 ai 40 anni. Da quando ha ripreso, si sente di nuovo come se avesse 17 anni.

Oggi studia Yoga, pratica tutti i giorni, insegna e scrive. Autore in una precedente vita di quattro o cinque libri dedicati alla comunicazione e al marketing (ha perso il conto, il che la dice lunga sulle sue capacità matematiche) e innumerevoli articoli, ha scritto un manuale di Yoga e un manuale su come aprire e promuovere un centro Yoga: Kundalini Marketing.

 

Yogasutra è il primo blog italiano interamente dedicato allo Yoga. Gianni è il primo Yogi-blogger italiano che porta avanti quotidianamente o quasi un blog di riferimento per tutti gli Yogi o per i curiosi del mondo dello Yoga e dintorni. Il suo blog è una sorta di “contenitore” contemporaneo che tratta di innumerevoli argomenti: Yoga e Meditazione, Eventi e stage, consigli utili, articoli sullo Yoga, ecce cc. Vi invito a scartabellare il suo blog alla scoperta del mondo di Yogasutra.it.

 

 

DOMANDE:

 

V: Sei stato il primo a portare argomenti come lo Yoga su un un blog. Come hai  avuto questa idea?

 

G: In realtà l‘idea era venuta a un mio amico, Marco Massarotto, che all‘epoca doveva creare una serie di Blog di vario argomento per un suo cliente. Mi chiese se ero disponibile a curare un blog dedicato allo yoga. Facendo una rapida analisi in rete scoprii che nel 2006 non c‘era nessun blog italiano che parlasse di questo argomento. Esisteva già il sito Yoga.it, e qualche sito di qualche raro centro yoga già sbarcato nel mondo digitale ma per il resto, in rete e in italiano, non c‘era quasi niente che parlasse di yoga e, in particolare, nessun blog prima del mio.

 

 

V: Come scegli gli argomenti che tratti sul tuo blog?

 

G: Principalmente sulla base della rilevanza di quello che incontro leggendo libri, riviste o navigando in rete. Se trovo qualcosa di interessante, ne parlo o lo segnalo. Nei primi anni facevo anche maggiore attenzione all'attualità dello yoga: eventi come lo Yoga Festival di Milano, notizie sui giornali, attualità estera. Lo facevo anche perché in rete pochi parlavano di Yoga in italiano e del mondo italiano dello yoga, quindi avevo un ruolo informativo-divulgativo proporzionalmente più importante. Adesso ci sono molte più risorse in rete e quindi mi occupo meno dell'attualità, a meno che non pensi di poter dare un punto di vista interessante. Scrivo quindi solo su temi che ritengo particolarmente interessanti, e offro spazio a chi vuole segnalare eventi e corsi di yoga. I temi che mi interessano di più sono la tradizione dello yoga, la filosofia indiana, il rapporto tra yoga e mondo moderno.

 

 

V: Yogasutra.it, Kundalini Marketing: ti piace mischiare parole antiche con termini contemporanei e tecnologici?

 

G: Lo yoga è antico e contemporaneo. Sono contrario alla contrapposizione ”tradizione contro innovazione“ o ”tecnologia contro natura“. Come ho scritto in un mio post, anche la scrittura è una tecnologia e a suo tempo provocò polemiche analoghe a quelle che oggi riguardano i social network, mentre ieri riguardavano il computer, la televisione, i fumetti, i romanzi.

Per esempio, anche nella filosofia occidentale Socrate era contrario alla scrittura, perché fissava il pensiero in forma immutabile. Oggi i libri vengono considerati il supporto culturale per eccellenza, ma Cervantes in Don Chisciotte racconta la storia di un nobilastro impazzito per l‘eccesso di letture cavalleresche... un po‘ come oggi si sostiene che l‘eccesso di videogiochi crei disturbi mentali, cosa mai provata, o che la frequentazione dei social network allontani dalla vita reale, altra cosa mai provata. Patanjali, a modo suo, fu un innovatore tecnologico: usò una tecnologia relativamente recente - la scrittura - per tramandare le sue conoscenze sullo yoga, un‘azione tanto rivoluzionaria per la sua epoca (l‘insegnamento era solo orale, per passaparola da insegnante ad allievo) quanto oggi pubblicare un corso di yoga su Youtube. L‘unica differenza è che oggi molte cose sono più veloci: dal primo che ha pubblicato un film di yoga su Youtube siamo passati a centinaia o migliaia di filmati su yoga, pranayama, meditazione pubblicati ogni mese in tutte le lingue.

 

 

V: Hai avuto una piccola pausa dallo yoga, possiamo sapere il perché? Il blog è nato prima o dopo questa pausa?

 

G: Ho avuto una lunga pausa: ho smesso di praticare yoga dai 25 ai 40 anni. Ho conosciuto lo yoga a 17 anni attraverso il libro di Indra Devi ”Yoga in sei settimane“, edizione italiana di ”Yoga for You“, uscita in Italia nella Bur Biblioteca Universale Rizzoli, intorno al 1975. Guardando indietro è stato un libro fondamentale per la mia educazione e sviluppo, anche se all‘epoca avevo capito si e no il 10% di quello che mi diceva. Le cose che ho appreso e utilizzato per anni sono state alcune posizioni, la tecnica di autorilassamento, una piccola base di Pranayama. Gran parte dell‘aspetto filosofico non lo avevo capito, anzi lo avevo filtrato e nel ricordo mi pareva che il libro non ne parlasse nemmeno. Qualche anno fa ho ricomprato il libro, tramite Amazon, in edizione originale, una copia usata del 1960. Rileggendolo dopo anni mi sono accorto di tante cose che non avevo capito, mentre altre cose che avevo letto erano sedimentate e mi avevano influenzato per tutta la vita, ma non mi ero reso conto di averle lette lì. Tra l‘altro, una cosa che non avevo capito a 17 anni era che Indra Devi fosse una donna. Quando ho comprato il libro pensavo che fosse un nome maschile, complice anche l‘illustrazione di copertina di John Alcorn che rappresentava uno yogi in una via di mezzo fra siddhasana e baddhakonasana. Indra Devi è stata la prima allieva donna di Krishnamacharia (maestro anche di BKS Iyengar, K Pattabhi Jois e TKV Desikachar) ed ebbe un ruolo importante nel divulgare lo yoga negli Stati Uniti.

 

 

V: Qual è il plus valore di un blog rispetto ad altri canali di divulgazione che abbiamo a disposizione?

 

G: Un blog può essere la semplice espressione di un punto di vista personale, una specie di diario, una serie di editoriali su argomenti specifici, oppure una serie di scritti del genere ”brevi cenni sull‘universo“. Oppure può essere una vera e propria testata editoriale, con un taglio editoriale, una selezione di argomenti, diversi collaboratori coordinati fra loro. In tutti i casi è un modo molto efficace per parlare a un proprio pubblico, che può essere un piccolo giro di amici online o un pubblico più vasto. È un ottimo strumento per la divulgazione di tematiche ”verticali“. Se fai il palombaro, parlare delle tematiche del lavoro subacqueo con un blog è un ottimo modo per tenersi in contatto con colleghi palombari, ma anche semplici appassionati del tema, con uno scambio che, anche se sei il maggior esperto del mondo, ti arricchisce perché nessuno è così esperto da sapere tutto e conoscere tutti i dettagli.

 

 

V: Oltre ad esser uno yogi blogger sei anche un insegnate di Yoga, cosa trasmetti ai tuoi allievi nelle tue lezioni? Qual è la cosa che a tuo avviso è più importante insegnare?

 

G: Con tutto il rispetto per il fitness e altre discipline, nell'educazione fisica spesso si tende a insegnare secondo una metodica del tipo "istruzioni dell'Ikea": esegui così, così e così. Dal mio punto di vista la cosa più importante è imparare ad ascoltare il proprio corpo, eseguire la posizione senza farsi male, non essere narcisisti e competitivi. In pratica interpretare le indicazioni ma eseguire la posizione pensando con la propria testa. È il messaggio rivoluzionario dello yoga: ascolta il maestro, ma il maestro sei tu. In ogni sala pratica i maestri sono molti: l'insegnante ma anche ogni allievo.

 

 

V: Cosa ne pensi di tutti gli stili di yoga o rielaborazioni in chiave occidentale che sono nate negli  ultimi anni?

 

G: Bisogna essere aperti. Per quel che riguarda lo yoga, io sono un tradizionalista aperto all‘innovazione. Bisogna partire dalle tradizioni, poi su queste si può innovare. La fisiologia umana cambia molto lentamente: per quel che riguarda la nostra esperienza possiamo dire che è sempre uguale. Quindi bisogna partire dalla fisiologia e dalla tradizione: quellli sono i punti fermi. Passando dalla carrozza all‘automobile, nessuno ha avuto la pretesa di reinventare la ruota. I tre fattori fondamentali dello yoga sono il corpo umano, il respiro, la mente, la forza di gravità. La tradizione dello yoga ha fatto scoperte molto interessanti sul funzionamento del corpo, del respiro e della mente, utilizzando la forza di gravità per condizionarli ed educarli. Bisogna partire dalla tradizione e dalla fisiologia del corpo restando aperti alle novità che si possono scoprire percorrendone il cammino.

 

 

V: Yoga e moda: pensi che lo yoga sia diventato un fattore sociale “glamour”? E che ciò possa aiutare la diffusione di questa disciplina oppure in qualche modo sminuirla?

 

G: Sicuramente negli ultimi dieci anni c‘è stato un fattore di moda. Però penso che lo yoga offra una conoscenza talmente profonda della fisiologia umana che la sua diffusione porterà grandi vantaggi per tutta l‘umanità. Mi sembra che il Dalai Lama abbia detto che se tutti meditassero 15 minuti al giorno, l‘umanità sarebbe più pacifica e felice. Credo che sia il possibile ruolo dello yoga: se tutti praticassero yoga, che è una forma di meditazione, tutta l‘umanità sarebbe più sana e felice.

 

 

V: Pensi che lo yoga possa cambiare la vita delle persone? E in che modo ha cambiato la tua?

 

G: La cambia perché insegna a pensare con la propria testa, almeno secondo me. Imparare a stare sulla testa significa anche imparare a guardare le cose da un punto di vista diverso dal solito. Per un idealista ottocentesco un‘affermazione del genere sembra una cretinata, ma in realtà anche la psicologia occidentale ha scoperto che la posizione del corpo influenza lo stato d‘animo e il modo di pensare: semplificando un po‘, se stai gobbo sei più soggetto alla depressione, se stai dritto sei più ottimista.

 

 

V: Cosa secondo te è più frainteso in generale della pratica dello Yoga nel mondo Occidentale?

 

G: Probabilmente la ricerca del contorsionismo atletico. È una tentazione forte e un modo per affascinare-spaventare i principianti. Certo, guardare una bella donna o un bell'uomo eseguire posizioni intricate può essere piacevole, stupefacente o motivo di ammirazione. Ma lo yoga può essere praticato a qualsiasi età, in qualsiasi condizione fisica eccetto la malattia acuta. Non occorre eseguire la posizione annodata per trarne benefici, anzi.

 

 

BOTTA E RISPOSTA: Una domanda – Una parola come risposta

 

L’Asana che preferisci di più - Supta Padmasana

Lo stile di yoga che senti più tuo - Hatha Yoga

Un libro utile (in generale) - Yogasutra

Un viaggio utile - Il viaggio alla scoperta di sé

Una citazione o una tua frase utile - "La posizione deve essere stabile e comoda", Yogasutra,

Un sito utile - yogajournal.com yoga.it

La cosa da evitare per chi pratica Yoga - farsi male

Cosa ti rende felice quando insegni - finire la lezione

Colore preferito - viola

Una bevanda che consigli a tutti - karkadè

 

 

Il blog Yogasutra è on-line al seguente indirizzo: www.yogasutra.it

 

 

Namasté,

Vittorio Pascale

Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano

Fondatore della pagina Fb: Yogamando

Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano

hai domande? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ASD PARSIFAL ha il piacere di invitare i praticanti di yoga&friends a partecipare alla seconda edizione del Parsifal Day il 9 Giugno presso la Cascina Farisengo.

Per una giornata intera, nella magica cornice della Cascina Farisengo, una residenza secolare che sorge su un luogo antico, si potrà vivere un’esperienza che abbraccerà tutte le discipline di Parsifal: dallo Yoga integrale al Pranayama, dalla pratica delle tecniche marziali, alla Meditazione. La giornata sarà allietata, oltre che da un ricco e raffinato buffet, anche da molte altre sorprese ...

 

Il programma :

Ore 10 Arrivo

Ore 10.30 Pratiche Parsifal

(Yoga, Tai Chi Chuan, Chi Kung, Pranayama)

Ore 13 Ricco buffet all’aperto

Ore 15.00 Cerimonia Parsifal

Ore 16.00 Meditazione

 

Necessari:

Abbigliamento comodo, un tappetino, lo zafu o un cuscino adatto alla pratica meditativa.

 

Il video sul Parsifal day 2012 :

.be

 

Ai partecipanti all'evento verrà insegnata una sadhana(pratica quotidiana) indicata per il periodo estivo.

 

Prenotazione:

acconto di 40€ entro giovedì 6 giugno

Quota a persona : 80€

 

Per adesioni e prenotazioni a Milano: 02- 89 42 36 73 @: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Info Verona: 045 – 80 08 375 @: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La Cascina si trova in Via Farisengo, 2 Località Bonemerse, provincia di Cremona

Sito della Cascina: www.farisengo.it

 

 

Namastè, Vittorio Pascale

allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano

studioso di Buddhismo tibetano

fondatore della pagina Fb: Yogamando

per domande @: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ebbene sì: anche lo Yoga è stato portato in tribunale. Dove? Nella contea di Encinitas a pochi chilometri da San Diego.

 

In breve: tutto è cominciato l'anno scorso, quando la KpJois Foundation ha fatto una donazione generosa - cinquecentomila dollari - alle nove scuole della contea, per finanziare un programma di «salute e benessere» per gli studenti, attraverso l'insegnamento delle tecniche yoga. Nello specifico Yoga Ashtanga che un’“esperta di studi religiosi” ha affermato, in un video della Fox, essere strettamente connesso alla religione Induista.

 

Trattasi di cospirazione/incomprensione?

No, semplicemente di ignoranza. Ignoranza che uso come termine per indicare coloro che non sanno, che sono all’oscuro di un determinato argomento.

L’America è il paese delle grandi opportunità e dei grandi fraintendimenti che sono figli di rielaborazioni oscene di discipline Orientali e nobili come il Buddhismo, lo Yoga, la Meditazione, ecc.

Sembrerebbe che queste discipline siano state trattate alla pari di un pomodoro o di un ortaggio: diventano prodotti di massa insegnati e divulgati da gente sbagliata che “compra” on-line un DVD su come insegnare o sulle Asana esattamente come i corsi di fitness di Jane Fonda. Poco a poco, paradossalmente, si inizia ad insinuare persino l’idea che lo Yoga sia una religione, una sorta di messaggio pubblicitario con contenuti subliminali. E la cosa più strana (e scandalosa in realtà) è che ci siano anche degli “studiosi” che affermano che lo Yoga sia interconnesso con la religione Indiana.

 

Ovviamente nessuno può nascondere che lo Yoga si sia sviluppato in India in cui la religione vigente era l’Induismo. Ma non si può affermare che chi lo pratica diventi Induista! E’ come dire che se si mangia la pizza, emblema della cucina di Napoli, si inizia a parlare napoletano.

Scomodando nuovamente l’etimologia della parola Yoga, unione, facilmente si può intendere che non si traduce come un “evviva Shiva!” ma come un verbo che esprime nella sua estrema semplicità concetti come un legame e un saldo contatto tra l’uomo e la sua parte divina che può essere Dio, Gesù, se stesso o le parti più buone che ci sono in lui.

 

Un altro punto di vista sulla questione avvenuta nella contea di Encinitas in America: e se invece lo Yoga fosse stato insegnato in modo errato? Purtroppo capita spesso di imbattersi in insegnanti che fanno pensare allo Yoga come qualcosa di strano o a una pratica legata all’Induismo. Far ripetere come un pappagallo “Ohm” o qualsiasi altra parola presa dai mondi Orientali non serve a molto nonché fa alimentare la sensazione di disagio delle persone verso questa disciplina.

 

Come vi sentireste o cosa capireste se vi mettessi un mala nella mano (un rosario buddhista) e vi dicessi: “Bene, ora ripeti 10 volte questo mantra in sanscrito?”.

L’Ohm o i mantra (come le preghiere Cristiane) sono potenti mezzi che canalizzano le energie mentali e della concentrazione ma, ovviamente, come tutte le cose, bisogna comprenderne a fondo significato e utilizzo.

Mi  domando: perché allora non si dice Amen in una Sadhana? Perché fa più figo utilizzare l’Ohm?

“Ohm mani padmehum”,  “Ave Maria Piena di Grazia…” o “Tiro fuori la parte migliore della mia interiorità”. Lasciamo che l’individuo scelga cosa ripetere nella sua testa mentre pratica.

Lasciamo ai bambini la libertà di scegliere e studiare come coltivare da grandi la propria mente.

 

Namasté, Vittorio Pascale

allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano

studioso di Buddhismo tibetano

fondatore della pagina Fb: Yogamando

domande o dubbi? @: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Per approfondimenti sull’articolo citato de ilGiornale.it: http://www.ilgiornale.it/news/interni/religione-vera-o-ginnastica-anche-yoga-va-tribunale-921053.html

Il week end del 1° Giugno la scuola di Yoga [hohm] street yoga festeggia il suo primo compleanno. I suoi maestri propongono 5 lezioni GRATUITE per festeggiare.

 

Per l’occasione si avrà l’occasione di praticare assieme lezioni aperte a soci e amici.

 

h 11.00 QUIET PRACTICE

h 13.00 STREET VINYASA

h 15.00 HOHMOGENIC

h 17.00 QUIET PRACTICE

h 19.00 STREET VINYASA Vieni a provare, porta i tuoi amici, le porte di [hohm] saranno aperte dalle 10.30 alle 19.00.

Un’occasione unica per provare senza impegno la pratica dello Yoga proposta dalla scuola.

Vi invito a conoscere  uno dei maestri della scuola, Marco Migliavacca, leggendo la sua intervista esclusiva per Nerospinto:

http://www.nerospinto.it/new/2013/oggi-chiacchiero-con-marco-migliavacca-maestro-di-yoga-vinyasa/

[hohm] street yoga

via S.Calocero, 3 - Milano (MM2 S.Ambrogio)

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. http://hohmstreetyoga.com/ tel. 3381748044

 

Namasté, Vittorio Pascale

Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano Fondatore della pagina Fb: Yogamando Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano hai domande? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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