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Dal 20 maggio sarà disponibile sulla piattaforma Chili "ISTMO", il nuovo film di Carlo Fenizi, prodotto da Tejo, con Michele Venitucci, Caterina Shulha e Timothy Martin, oltre alla la star spagnola Antonia San Juan, protagonista di film di Pedro Almodóvar e "Amnèsia" di Gabriele Salvatores

Il trailer qui:

Nell'attesa che le sale cinematografiche riaprano ufficialmente, il film uscirà on demand sulla piattaforma Chili, sposando la campagna #iorestoacasa, in prima visione assoluta; "Istmo" è il nuovo film del regista Carlo Fenizi, la cui storia narra le vicende delle due vite parallele di Orlando, traduttore ed "influencer", in un labirinto che lo costringe nella sua stessa casa ma che, allo stesso tempo, lo protrae con il mondo esterno, in un percorso caotico di variopinta umanità.

Orlando lavora da casa, traducendo vecchi film latinoamericani dallo spagnolo all'italiano; la sua casa è come una gabbia, da cui non esce mai, ma nella sua vita parallela è un influencer. Intorno alla sua monotona vita, caratterizzata da molte piccole manie, emicranie e incubi notturni, gravitano personaggi misteriosi e variegati, come il suo coinquilino Amad, con il quale è in perenne conflitto, ma che si rivelerà essere inaspettatamente qualcuno che mai si sarebbe immaginato; Agnese, la domestica ed ex tata di Orlando; Gina, massaggiatrice e vecchia fiamma; e poi c'è Marina, una rider che gli consegna il cibo a domicilio, che riuscirà a fargli aprire gli occhi verso nuovi orizzonti e verso il mondo esterno.

Orlando è, allo stesso tempo, vittima e riflesso di una società che unisce apparentemente, ma che, di fatto, ci divide inesorabilmente. Un'anima sospesa tra due generazioni e due esistenze, tra una solitudine forzata da se stesso e claustrofobica e un'apprensione verso l'esterno, proprio come l'istmo: il punto di confine sospeso tra due terre e due mari.

 

La regia è affidata a Carlo Fenizi, regista pugliese, classe 1985, che in passato ha diretto "Effetto Paradosso" e "Umbra"; il protagonista è Michele Venitucci ("Tutto l’amore che c’è", "Il seme della discordia", "A Woman", "Codice Rosso"), che ha firmato la sceneggiatura del film insieme a Fenizi.

Completano il cast Caterina Shulha ("Smetto quando voglio", "La vita possibile", "Cetto c’è, senzadubbiamente"), Timothy Martin ("Una Pura Formalità", "Karol, un Papa rimasto uomo") e la star spagnola Antonia San Juan, già nota ai più per essere stata protagonista dei film "Tutto Su Mia Madre" di Pedro Almodóvar (la mitica Agrado) e "Amnèsia" di Gabriele Salvatores.

 

"Istmo" è prodotto da Tejo e sarà disponibile on demand sulla piattaforma Chili da mercoledì 20 maggio.

In questo momento storico così delicato, il film rappresenta un ulteriore possibile spunto di riflessione sul valore delle relazioni autentiche e sul legame con la pienezza della vita” ha dichiarato Carlo Fenizi.

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Instagram @carlofenizi

Carlo Fenizi sul web

Tejo Film

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E' in uscita il film Piccole Donne diretto Greta Gerwig e ispirato al romanzo di Louisa May Alcott.

Non mancano attori di fama mondiale come Saoirse Ronan, Emma Watson, Florence Pugh, Eliza Scanlen, Laura Dern, Timothée Chalamet, Tracy Letts, Bob Odenkirk, James Norton, Louis Garrel, Chris Cooper, Meryl Streep.

La sceneggiatrice e regista Greta Gerwig (Lady Bird) ha realizzato il film di Piccole Donne basandosi sia sul romanzo che sui suoi scritti, ripercorrendo avanti e indietro nel tempo la vita dell’alter ego dell'autrice, Jo March. Secondo la Gerwig, la tanto amata storia delle sorelle March - quattro giovani donne ognuna determinata a inseguire i propri sogni - è al tempo stesso intramontabile e attuale.

Jo, Meg, Amy e Beth March, nel film sono interpretate da Saoirse Ronan, Emma Watson, Florence Pugh, ed Eliza Scanlen, con Timothee Chalamet nei panni del loro vicino Laurie, Laura Dern in quelli di Marmee, e Meryl Streep nel ruolo della Zia March.

Antonioni c’è!

Gli ammiratori e gli appassionati del grande Maestro del cinema italiano mi perdoneranno per la citazione sportiva, ma nelle ultime settimane il nostro Bel Paese si è destato dall’indifferenza e dalla poca conoscenza della figura di Michelangelo Antonioni e per fortuna si è ricordato di elargire a uno dei nostri artisti più grandi il giusto riconoscimento nel centenario della sua nascita.

 

Mostre, come quella bellissima di Ferrara visitabile fino al 9 giugno, cineforum in tutta Italia e pagine di recensioni e amarcord sulle riviste più importanti.

E ci mancherebbe, aggiungo io!

 

Antonioni è stato per il cinema italiano quello che Bresson è stato per il cinema francese.

Tanto che le pellicole dei due cineasti spesso si sono uguagliate e sovrapposte per tematica e scelte registiche negli anni '60 e '70 del secolo scorso.

 

Antonioni segna la fine del neorealismo del cinema italiano e lo fa in maniera decisa e da maestro con il film del 1950, Cronaca di un amore. La pellicola riscuote uno sorprendente successo di critica e fa sì che al regista si aprano quasi subito le porte degli ambienti cinematografici italiani che contano. Collabora così con i migliori sceneggiatori e autori del suo tempo e con le attrici più in voga del momento. Il fatto è che Antonioni non è un regista di genere, ma un regista indipendente che gira e realizza solo pellicole importanti, con scene difficili, scelte registiche da maestro e storie assolutamente non commerciali. Eppure e malgrado questo, il pubblico lo premia.

 

I suoi film sono amatissimi e il botteghino gli dà ragione. Merito della sua indubbia bravura registica, ma merito anche della sua lungimiranza artistica con le quali trasforma l’attrice comica italiana più importante degli anni ’60 in una straordinaria attrice drammatica. Applaudita e osannata in tutta Europa, Monica Vitti è la musa incondizionata di Michelangelo Antonioni che la vuole in pellicole importanti come Deserto rosso, Leone d’Oro nel 1964 ma soprattutto nella sua trilogia dell’incomunicabilità. E così la bionda in calze a rete e gonne attillate dei film con Alberto Sordi si trasforma nella drammatica e bravissima protagonista di pellicole in bianco e nero come L’avventura, La notte, L’eclissi. Per gli appassionati del film di autore e per i critici cinematografici praticamente le pietre miliari del nostro cinema esistenziale.

 

Negli anni ’70 arrivano i lungometraggi girati in lingua inglese con attori internazionali e la fama di Antonioni si espande e si consolida anche oltre oceano.

Blow-up, sequestrato dalla magistratura per oscenità nell'ottobre 1967, dove il suo pessimismo angoscioso si trasforma nel totale rifiuto della realtà in cui l'uomo vive. Zabriskie Point, incentrato sulla contestazione giovanile, che diventa anche una feroce critica alla società dei consumi e

Professione: reporter con il lungo e celebre piano sequenza finale, dove affronta l'impenetrabilità della realtà attraverso un repentino cambio di identità del protagonista.

 

Antonioni studia al Centro di cinematografia di Roma negli anni ’40 e subito diventa assistente e collaboratore dei maggiori registi del tempo come Visconti, De Santis, Zavattini; la sua mentalità speculativa e la sua ossessiva ricerca sperimentale lo portano, però, molto presto a percorrere strade e ricerche tutte sue con successi che si mantengono immutabili e duraturi nel tempo e nella storia del cinema.

 

Tra aprile e luglio di quest’anno chi volesse conoscere Michelangelo Antonioni come artista, regista e autore ha solo l’imbarazzo della scelta tra mostre, rassegne filmiche e convegni.

Il cinema italiano è più vivo che mai!

 

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