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Nic Cester e gli Jet sono tornati a esibirsi sullo stesso palco nel mese di luglio, mentre ad agosto il cantautore australiano proseguirà il tour accompagnato dalla The Milano Elettrica e sarà ospite in ben due città italiane.

Per gli appassionati della serie più originale degli ultimi anni è tempo di vera rivoluzione.

Gli ultimi episodi di The Following infatti hanno regalato agli spettatori una sorpresa dietro l’altro e sconvolto ogni piano sia del protagonista Carroll che del suo coprotagonista Hardy.

Il serial killer è vivo nonostante una caccia all’uomo spietata e serrata da parte dell’FBI e del suo più acerrimo nemico Ryan ma a suo modo non se la passa per nulla bene.

Hardy da parte sua è stretto nella morsa della nuova pericolosa e sanguinaria assassina amante di Carroll che lo depista nella caccia al killer con omicidi, rapimenti e messaggi di morte e vendetta.

In mezzo a tutto questo la nuova temibile e terrificante setta che ospita e nasconde Joe, Emma e la giovane seguace Mandy, ultima dei follower dell’antico gruppo e le vicissitudini personali di Hardy alle prese con l’assassino del padre del suo più fidato collega e il tentato omicidio di sua nipote.

Nuovi nemici, nuovi cruenti assassini e nuove pericolosi personaggi.

Pericolosi anche per lo stesso Joe Carroll che finisce con l’assistere al sanguinoso rito di iniziazione della nuova setta ai danni della fedele Emma e a sottoporsi lui stesso a una sorta di macchina della verità per assicurarsi un posto nella sede protetta dei nuovi pericolosi personaggi proposti agli spettatori dai creatori della seconda serie.

Chi sono e cosa vogliono sul serio da Carroll e dagli antichi follower i nuovi seguaci e il nuovo leader non è dato ancora sapere ma è proprio questo che fa paura e che crea negli spettatori il giusto grado di tensione.

Cosa farà Joe Carroll? Si adeguerà al nuovo status di rifugiato in un gruppo che ha già un suo leader? Rivoluzionerà il gruppo ospitante fino a divenirne il nuovo capo o reciterà la parte del buon ospite fino a che le acque non si saranno calmate?

I nuovi episodi saranno fondamentali per conoscere la sorte che attende Carroll perché Hardy questa vuole davvero ucciderlo e non solo assicurarlo all’FBI.

Intanto, i vecchi follower del leader Carroll continuano a seminare distruzione, morte e a preparare il terreno per il ritorno del loro personale messia.

La lotta tra il male e il bene si è assottigliata come non mai e il male e il bene non sono mai stati così vicini.

 

 

Joe Carroll è evaso. L'ultimo episodio di The Following è stato una sorta di conferma per tutti gli appassionati e i curiosi della serie. Che il serial killer si stesse preparando a raggiungere i suoi adepti lo si intuiva dalla serenità e dalla lucidità di quest'ultimo (sempre preciso e infallibile nel dare ordini) ma soprattutto dalla “morsa” con cui i follow stavano stringendo le forze di polizia, sventando e vanificando tutte le loro azioni e tutti i loro interventi. Se nei precedenti episodi, infatti, la determinazione degli agenti del FBI e in particolare di Ryan Hardy facevano sperare a una studiata strategia per individuare e portare allo scoperto i seguaci di Carroll, nell'ultima puntata lo spettatore comprende che in realtà il lavoro della polizia è solo quello di tamponare o circoscrivere il più possibile i danni reali e collaterali della setta. Ryan Hardy lo dice chiaramente: “non sappiamo chi sono né che faccia hanno”. Soprattutto non esiste il seguace tipo di Carroll. I follow possono essere chiunque. Come già anticipato su queste pagine, il serial killer protagonista della serie non esclude l'aiuto di nessuno, non si chiede chi può fare al suo scopo. I seguaci servono per far crescere e progredire il “movimento” e vanno benissimo; ma se Carroll ha bisogno di qualsiasi altra persona per portare a termine i propri piani...allora se la prende e basta. Ovviamente con la forza o con il ricatto. Ci ha fatto le spese la giovane avvocatessa, diventata suo malgrado portavoce del serial killer e poi uccisa dallo stesso durante la fuga, ma ci ha rimesso anche il capo della sezione del FBI con cui sta collaborando Hardy. Carroll gli fa sequestrare la figlia, studentessa al college, e lui cede e organizza la fuga del killer appoggiando la richiesta di trasferimento dei suoi legali. L'evasione di Carroll è ovviamente l'evento che tutti gli adepti della sua setta attendono con trepidazione. La macchina dell'organizzazione si mette in moto in maniera programmatica ed efficace e i follow non esitano ( anche questa volta) a uccidere, ferire, sopprimere chiunque si metta sulla loro strada. Ryan Hardy e compagni sembrano arrancare. Carroll è più preciso, organizzato, furbo e carismatico di loro. E' sempre un passo avanti. E quando arriva la polizia la tragedia annunciata è già stata consumata. Lo spettatore sente e soffre la frustrazione degli agenti del FBI, guarda con i suoi occhi le uccisioni e le violenze che si sarebbero potute evitare. A volte anche per pochi secondi. Invece i follow di Carroll sono tanto spietati quanto avanti a tutti gli altri. Precisi come soldati o killer professionisti ognuno svolge alla perfezione il suo compito e spesso gli uni non sanno degli altri. E così il leader aiutato per amore e per forza, evaso con grande stile e classe, giunge alla sede ufficiale della sua setta. Il suo arrivo è quello di un vero messia. A uno a uno gli abitanti della grande villa nascosta escono per accoglierlo ma anche per vederlo per la prima volta di persona. Neppure Carroll conosce tutti i suoi seguaci. Solo Emma, la sua follow più fidata ed esperta riceve il suo abbraccio. Con il leader fuori la setta non può che espandersi e diventare ancora più pericolosa. I prossimi episodi saranno i più importanti per gli spettatori di The Following e praticamente gli ultimi previsti dalla prima serie, che finirà tra qualche settimana.

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