CHIAMACI +39 333 8864490

Dall’ 8 al 15 aprile presso lo Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana presenta L’ALTRA HEIMAT - CRONACA DI UN SOGNO, quarto capitolo della maestosa saga di Edgar Reitz.         

Una proiezione creata appositamente per il cinema e presentata in anteprima alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia 2013.

Il regista Edgar Reitz riprende la storia della famiglia Simon. Una famiglia povera del 1843, che lavora e lotta quotidianamente contro la morte. Protagonista il giovane Jacob, ragazzo intelligente che passa il tempo a leggere, anzi meglio, a divorare ogni tipo di libro gli capiti di trovare, sognando di riuscire un giorno a lasciare il villaggio in cui vive, Shabbach, dove inizia a sentirsi stretto. La sua più grande ambizione è quella di raggiungere il Sudamerica e vivere laggiù fantastiche avventure. Nel corso della sua vita farà moltissimi incontri emozionanti con persone diverse tra loro dalle quali imparerà sempre qualcosa ma, soprattutto, incontrerà Henriette, l'affascinante figlia di un intagliatore di gemme di cui si innamorerà perdutamente. Quando però la sua vita sembra finalmente arrivata ad un punto di svolta, il ritorno del fratello Gustav dal servizio militare metterà fine ai suoi sogni.

CALENDARIO:

L’altra Heimat – Cronaca di un sogno

Mercoledì 8 aprile ore 20 / Sabato 11 aprile ore 16.45 / Mercoledì 15 aprile ore 20

PREZZI:

biglietto intero € 10 - ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari: €8 - Cinetessera annuale €6

 INFO:

Spazio Oberdan Milano - viale Vittorio Veneto 2, angolo Piazza Oberdan

tel. 02.87242114

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.cinetecamilano.it

[gallery type="rectangular" ids="40429,40430,40431,40437,40428"]

Pubblicato in Cultura

Dal 3 al 6 aprile Fondazione Cineteca Italiana presenta allo Spazio Oberdan CINEMA E GRANDE MUSICA: JOHANN SEBASTIAN BACH, una rassegna dedicata a uno dei più acclamati compositori del mondo.

Bach è stato un compositore e musicista tedesco tutt'ora considerato il genio della storia della musica e l'autore di opere di grande spessore e complessità strutturale.

La rassegna a lui dedicata comincerà venerdì 3 aprile alle ore 19 con la proiezione del film Il mio nome è Bach, una storia che narra un episodio particolare della vita del compositore che lo ha portato alla creazione del capolavoro “L’offerta musicale”; Sul nome B.A.C.H. – Contrappunti con l’Arte della fuga, film caleidoscopico del regista e musicista Francesco Leprino con rielaborazioni dei contrappunti per 50 strumenti e 5 improvvisazioni di Stefano Bollani; e ancora Solaris di Andrej Tarkowskij ed infine il racconto emozionante da parte della coppia di registi Straube-Huillet della donna che è stata accanto tutta la vita al musicista e che lui ha amato profondamente, Cronaca di Anna Magdalena Bach.

 

SCHEDE FILM E CALENDARIO:
venerdì 3 aprile ore 19 - Il mio nome è Bach (anteprima)

sabato 4 aprile ore 14.30 - Il mio nome è Bach

ore 20.30 Solaris

domenica 5 aprile ore 17 - Il mio nome è Bach

ore 21 Cronaca di Anna Magdalena Bach

lunedì 6 aprile ore 17 - Sul nome B.A.C.H. – Contrappunti con l’Arte della fuga

PREZZI:

biglietto intero € 7 - ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari € 5,50

Primo spettacolo pomeridiano (giorni feriali): intero € 5,50, ridotto € 3,50

INFO: 

tel. 02.87242114

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.cinetecamilano.it

[gallery type="rectangular" ids="40413,40414,40415,40416,40417"]

Pubblicato in Cultura

Lungometraggio di grande impatto emotivo, Vergine giurata fa accapponare la pelle agli spettatori moderni e occidentali ma fa conoscere anche l’esistenza e la morte dei sensi e della volontà che ancora vivono tante donne nel mondo e a due passi da casa nostra.

Nelle montagne dell’entroterra albanese vige ancora, infatti, la legge del Kanun, una regola arcaica, miserrima e ingiusta che mortifica le donne nella società e nella famiglia e fa sì che le stesse siano del tutto assoggettate agli uomini, soprattutto ai propri parenti.

Una condizione di degrado psicologico e fisico che porta Hana, la protagonista della pellicola a ribellarsi nella maniera più estrema e radicale che conosca e ad accettare il codice Kanun fino alla fine. La giovane orfana, accolta in casa da un montanaro retrogrado e ignorante e dalla famiglia di quest’ultimo, decide di giurare di rimanere vergine per sempre e non solo, di diventare uomo e conquistarsi così, con la forza, tutti i privilegi e i diritti che una società vecchia e ancestrale riserva solo alle persone di sesso maschile.

La scelta di Hana allora diventa il punto di partenza sociale e psicologico su cui costruire l’intero lungometraggio adattando a essa luoghi e dialoghi, fotografia filmica e paesaggi, suono e colori.

Il risultato è un lavoro cinematografico sconvolgente e crudo che riporta lo spettatore al cinema puro dell’avanguardia italiana.

La femminilità può essere anche maschile, coperta da abiti non muliebri e nascosta da sguardi indiscreti e si può manifestare in gesti e sguardi che portano i protagonisti a vivere e amarsi in mille altri modi non convenzionali.

Senso ed eros non sono raccontati a voce ma solo attraverso movimenti di macchina colti e accennati, sfumati in una regia che decide tutte le scelte narrative e che trasforma il lungometraggio in racconto per immagini.

Perfetta e quasi scontata l’ormai onnipresente Alba Rohrwacher, troppo brava alla fine nei ruoli in cui si parla il meno possibile e troppo a suo agio con i maglioni sformati da persona che vive alla fine del mondo. In ogni caso Vergine giurata è da vedere, non fosse altro per cultura personale.

 Antonia del Sambro

[gallery type="rectangular" ids="40277,40278,40280,40281"]

 

Pubblicato in Cultura
Giovedì, 26 Marzo 2015 11:28

Una nuova amica: bugie, sesso e complicità

Quando si guarda Ozon viene sempre in mente che lui voglia essere qualcun altro, forse vuole essere Ozpetech o forse vuole essere Almodovar, o magari vuole essere Jarman, il che è ancora peggio. Fatto sta che i suoi film, che dovrebbero essere una diapositiva della società moderna e delle crisi esistenziali dei protagonisti, diventano un pot-pourri di scene assurde, dialoghi al limite del demenziale e una costruzione filmica troppo acerba per essere considerata cinematografia d’autore.

E così anche nella sua ultima pellicola, Una nuova amica, Francois Ozon manca dell’ironia di Almodovar, della classe di Ozpetech e della raffinatezza di Jarman e regala al pubblico una commediola francese ridicola e a tratti noiosa.

Sicuramente è noioso l’antefatto alla drammaturgia stessa, la storia delle due amiche del cuore cresciute insieme e unite come gemelle siamesi, la morte di una delle due, la necessità dell’altra a prendersi cura della famiglia dell’amica e la scoperta della vera identità del marito della stessa.

Si comincia a respirare un po’ solo nel momento stesso in cui la protagonista Claire scopre che David, il vedovo della sua amica, ama vestirsi da donna, truccarsi e indossare tacchi a spillo. Certo lo fa in casa, protetto da quattro mura ma è lo stesso una scoperta sconvolgente.

Claire allora invece di fermarsi un attimo per comprendere le ragioni e le motivazioni di questa scelta di David, di questo modo di vivere una doppia vita e di confrontarsi con la figlia nella doppia veste di uomo e donna, decide di mantenere il suo segreto e di rapportarsi a lui e alla sua famiglia non solo accettando e basta la situazione ma scegliendo consciamente di parteciparvi con anima e corpo.

Claire desidera riavere l’amica che non c’è più e non importa se deve cercarla nei panni di David, che sono falsi e ovviamente menzogneri, o meglio cercare nell’amore e nel sesso del vedovo dell’amica la sua dolce metà reale o presunta.

Incomprensioni, malintesi, scene paradossali e demenzialità allo stato puro sciupano l’idea di commedia divertente e originale e fanno del film di Ozon un'accozzaglia di scenari e sfondi dove a volte si ride ma per tanto altro tempo ci si annoia.

Una nuova amica ha un soggetto originale e l’atmosfera tipica della commedia di oltralpe ma è costruita male e girata anche peggio, pertanto, rimandiamo di cuore Ozon alla prossima prova.

Antonia del Sambro

[gallery type="rectangular" ids="40262,40263,40264,40265,40266"]

Pubblicato in Cultura

Dal 31 marzo al 9 aprile Fondazione Cineteca Italiana presenta presso il MIC - Museo interattivo del cinema di Milano, Omaggio a Kim Ki-Duk, una rassegna dei film del regista coreano più conosciuto di sempre.

Sono stati selezionati dodici film del maestro che ripercorrono la sua storia, dagli esordi fino agli ultimi controversi lavori. Un'occasione imperdibile per tutti gli appassionati del genere di assistere a capolavori quali L’isola, racconto surreale degli anni 2000 o il recentissimo Moebius (2013), una sconvolgente storia d’amore che si trasforma in violenza. Non manca il realismo degli esordi con Bad Guy, la prima di una serie di incredibili vicende scritte dal regista dove viene dato molto spazio a gesti e silenzi rispetto ai dialoghi. Ferro-3 invece è il racconto della solitudine di una donna delusa, L’arco, l’ossessione di un vecchio pescatore per una bellissima e malinconica ragazza, Soffio, la passione che sboccia tra una casalinga e un condannato a morte.

Il cinema di Kim Ki-Duk si basa sul concetto di essenzialità, un approccio zen che narra di vicende sospese tra sogno e realtà, dove le azioni umane sono ritratte nelle loro crudeli ma inevitabili conseguenze. Inoltre in alcuni dei suoi capolavori il maestro coreano ha voluto mostrare al pubblico le proprie debolezze raccontando in forma di diario il suo periodo di crisi e di rinascita artistica.

 

SCHEDE DEI FILM E CALENDARIO

Martedì 31 marzo

ore 15 L’arco (2005)

ore 17 Bad Guy (2001)

Mercoledì 1 aprile

ore 17 Arirang - premio come miglior film nella sezione “Un certain regard” del festival di Cannes 2011

Giovedì 2 aprile

ore 15 Ferro-3 – La casa vuota (2004)

ore 17 L’isola (2000)

Venerdì 3 aprile

ore 15 Pietà - Leone d’oro alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2012

ore 17 La samaritana - Orso d’argento per la miglior regia al festival di Berlino 2004

ore 19 Dream (2009)

Sabato 4 aprile

ore 16 Moebius (2013)

Domenica 5 aprile

ore 19.45 Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera (2003)

Lunedì 6 aprile

ore 19 Soffio (2007)

Martedì 7 aprile

ore 17 Time (2006)

Mercoledì 8 aprile

ore 15 Bad Guy - replica

ore 17 La samaritana - replica

Giovedì 9 aprile

ore 17 Moebius - replica

 

PREZZI:

Biglietto d’ingresso intero: € 5,50

Biglietto d’ingresso ridotto: € 4,00 

Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,00

INFO

MIC – Museo interattivo del cinema - viale Fulvio Testi 121, Milano

tel. 02 87242114

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.cinetecamilano.it

[gallery type="rectangular" ids="39990,39991,39992,39993,39994"]

Pubblicato in Cultura
Martedì, 17 Marzo 2015 12:49

Vivere la grande guerra

Fino al 24 maggio 2015 presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema e Area Metropolis 2.0, Fondazione Cineteca Italiana presenta LA CAMERA DELLA GUERRA. MOSTRA INTERATTIVA SULLA GRANDE GUERRA, un percorso espositivo diviso tra cinema, teatro, letteratura, fotografia e musica per ricordare il centenario dell’ingresso dell’Italia nel primo conflitto mondiale (24 maggio 1915).

Al MIC di Viale Fulvio Testi sarà possibile utilizzare autonomamente un visore stereoscopico della fine del XIX secolo, fornito di ben 154 fotografie della guerra Italo-Austriaca del 1915-18 impresse su lastre di vetro; l’ambiente verrà sonorizzato con musiche d’epoca, canzoni militari, rumori e voci. Ci saranno inoltre monitor che rimanderanno a scene tratte da filmati d’epoca, mentre lungo il corridoio che conduce alla sala cinema si potrà camminare su un tappeto di proiezione su cui si alterneranno immagini e notizie riguardanti il conflitto. Ma il percorso sarà anche interattivo oltre che espositivo: - mappe interattive mostreranno la collocazione dei fronti; - scattando un selfie di guerra, il visitatore potrà immortalarsi travestito da soldato al fronte; - all’ingresso del museo si potrà provare la Mash Machine, una macchina che permette di mixare suoni, ritmiche e voci creando un sound personale e originale. E infine, un ricco calendario di appuntamenti con grandi film sul conflitto, arricchito da tre eventi speciali: il workshop teatrale "Letture di guerra" su prenotazione, in cui il pubblico sarà coinvolto nella lettura scenica e partecipata di poesie, lettere e testimonianze dal fronte; lo spettacolo "La guerra in fronte", con l’attore Marco Balbi; in chiusura della manifestazione, domenica 24 maggio, ci sarà un concerto del coro ANA (Associazione Nazionale Alpini) con i canti che infondevano coraggio e speranza ai ragazzi delle trincee.

Area Metropolis 2.0 a Paderno Dugnano ospiterà in contemporanea agli eventi presso il MIC la mostra fotografica delle stampe ad alta definizione ricavate a partire dalle lastre stereoscopiche pulite e restaurate. L’esposizione sarà l’occasione per proporre due grandi capolavori cinematografici: lo splendido dramma pacifista "La grande illusione" di Jean Renoir, e "Uomini contro", il capolavoro in edizione restaurata di Francesco Rosi, recentemente scomparso.

INFO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / www.cinetecamilano.it / T 02 87242114

MIC – Museo Interattivo del Cinema è in Viale Fulvio Testi 121, 20162 Milano - MM5 Bicocca.

Il Museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 15.00 alle 18.00.

Area Metropolis 2.0 Via Oslavia 8, Paderno Dugnano – MI.

Cineteca Milano @cinetecamilano

MODALITÀ D’INGRESSO MIC – MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA

Biglietto intero comprendente visita al Museo + proiezione o eventi speciali + mostra fotografica: € 5,50 Biglietto ridotto possessori Cinetessera o studenti universitari: € 4,00

Adulto + bambino € 6,00

Camera della guerra (Visore stereoscopico): solo la domenica pomeriggio dalle 16.30 alle 17.30 con prenotazione obbligatoria al numero T 0287242114 in orario d‘ufficio

MODALITÀ D’INGRESSO AREA METROPOLIS 2.0

Biglietto proiezione Grande Guerra: € 6

Biglietto ridotto possessori Cinetessera o studenti universitari: € 4

Mostra fotografica ad ingresso libero

 

[gallery type="rectangular" ids="39510,39518,39516,39513,39517"]

 

 

Pubblicato in Cultura

Ci sono coppie artistiche che funzionano più di altre e non ci si può fare nulla. A volte sono solo amici, a volte fratelli, a volte sconosciuti che si incontrano solo per lavorare insieme e produrre grandi capolavori. Castellitto e sua moglie da qualche anno non fanno altro che mettere a segno colpi vincenti perché sembra che lei ormai scriva solo per lui che a sua volta si ricorda di essere anche un regista solo dopo che la gentile consorte abbia mandato in libreria l'ennesimo best seller letterario. Comunque vadano le cose l'interesse che lettori e spettatori riservano ogni volta ai due ha un che di sorprendente. E anche questa volta "Nessuno si salva da solo" è stato boom di lettori e ora di spettatori incuriositi e ammirati dalla solita storia strappalacrime che però quando la si legge risulta più credibile di un film tutto sommato glamour e cool con i due attori italiani del momento, o meglio con i due attori italiani più amati dai critici.

La trama della pellicola di Castellitto è banale e già vista: viaggio nel tempo per una coppia che è scoppiata e che cerca un accordo silo per il bene dei figli e finisce con il ritrovarsi.

Dalia e Gaetano sono abbastanza giovani per potersi permettere un divorzio e una nuova vita ma anche già maturi per capire che farsi una guerra incondizionata andrebbe a svantaggio dei loro bambini. Allora pensano, riflettono, fanno gli introspettivi e regalano agli spettatori l'illusione che stanno parlando anche di loro. Di una generazione che parla poco, si confronta anche meno ma che sembra esageratamente moderna e all'avanguardia per tutto il resto.

Le vite parallele del libro e del film però si fermano alla capacità del mezzo di celluloide di andare oltre le descrizioni e affidarsi al discorso dello sguardo cinematografico, quello di Bresson e Antognoni e che evidentemente Castellitto ha imparato bene e che usa con grande intelligenza.

Così se il libro della Mazzantini risulta il solito mattone melodrammatico scritto con il solito linguaggio tradizionale e molto preciso, il film di suo marito è straordinariamente bello nella fotografia, negli esterni e nella luce che emana da tutte le scene e nella posa attoriale dei due protagonisti. Il prodotto registico quindi funziona nella misura in cui Castellitto sa fare il cineasta e punta su uno Scamarcio e una Trinca più ispirati che mai. Per il resto la banalità regna sovrana.

Che la generazione di Dalia e Gaetano è una generazione di smidollati in confronto a quella dei loro nonni sopravvissuti a due guerre mondiali e pochissime risorse è un fatto risaputo e che le giovani coppie di oggi vadano in crisi con una facilità estrema è anch'esso un fatto ormai assodato.

Pertanto, se proprio vi piace il genere osate...altrimenti una pizza con gli amici è sicuramente meglio!

[gallery type="rectangular" ids="38803,38804,38805,38806,38807,38808"]

Pubblicato in Cultura

Rimangono solo poche ore.

Oggi, mercoledì 4 marzo, è l'ultimo giorno per correre al cinema a vedere "Non ci resta che piangere", film cult del 1984 di Massimo Troisi e Roberto Benigni, riproposto eccezionalmente in questi giorni  in versione restaurata.

Massimo Troisi, irriverente comico e attore napoletano, entrato nei cuori del pubblico italiano grazie alla sua genuinità e alle intramontabili battute tipiche della regione d'origine. La sua fama è legata a film dall'enorme successo mondiale, come  "Il postino", "Ricomincio da tre"e "Scusate il ritardo".

Accanto a Troisi, l'amico di sempre Roberto Benigni, acclamatissimo comico, ma anche attore di film emozionanti e di spessore come "La vita è bella", grazie al quale si è aggiudicato nel '97 l'Oscar come miglior attore.

"Non ci resta che piangere" è la storia di un maestro di scuola e un bidello che, sorpresi da un temporale in campagna, trovano rifugio per la notte in una vecchia locanda. Al loro risveglio scoprono di essere stati teletrasportati nel 1492. Iniziano così a cercare di adeguarsi ai costumi e ai comportamenti del tempo dando vita a scene esilaranti tutt'ora impresse nella nostra memoria.

Una volta uscito, il successo fu incredibile, tanto che ancora oggi viene ricordato come uno dei miglior film di Troisi.

Più di 30 anni dopo, viene riproposto in 200 sale cinematografiche italiane e siamo sicuri che riprenderà il successo avuto in precedenza.

Tra le attrici della pellicola dell'84, ci fu Amanda Sandrelli, figlia di Stefania Sandrelli e del cantante Gino Paoli, che ai tempi era al suo esordio. Ancora oggi ricorda come Troisi fosse assolutamente naturale in quello che faceva. Capitava che durante la direzione delle scene avesse delle "illuminazioni" e cambiasse parti e battute in corsa: "Non c'è mai stato un copione, non l'ho mai visto, al massimo c'era una sorta di canovaccio per qualche scena", ha affermato la Sandrelli.

Le interruzioni per troppo divertimento sul set erano tantissime: "Ricordo quando Massimo e Roberto uscirono in strada vestiti in costumi del '400 per la prima volta. Benigni non smetteva più di ridere".

Il titolo "Non ci resta che piangere" , può farci pensare ad un film che parla in maniera pessimista della situazione che sta vivendo il nostro paese. E invece non è così. Commedia irriverente recitata da attori di grande calibro, "Non ci resta che piangere" saprà riempire il cuore di risate e di quella spensieratezza che spesso ci manca. Una magia che forse solo le grandi pellicole di un tempo sanno ancora fare.

Programmazione e orari:

APOLLO SPAZIOCINEMA

Tel. 0278.03.90

ORARI: 22.00

ODEON- THE SPACE CINEMA

Tel. 892111

ORARI: 19.15/21.30

UCI CINEMAS BICOCCA

Tel. 892.960

ORARI: 18.30/21.00

UCI CINEMAS CERTOSA

Tel. 89.29.60

ORARI: 20.00/22.30

[gallery type="rectangular" ids="38546,38548,38549,38550,38556"]

Pubblicato in Cultura
Mercoledì, 04 Marzo 2015 13:18

Religione, umano e divino allo Spazio Oberdan

Dal 7 al 19 marzo Fondazione Cineteca Italiana presenta in anteprima italiana presso lo Spazio Oberdan a Porta Venezia, "Words with Gods", film che esplora il complesso rapporto tra umano e divino, che viene indagato partendo dalle diverse religioni nel mondo. Presentato fuori concorso all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, Words with Gods è un film a più voci ideato da Guillermo Arriaga, come prima parte di un progetto di film collettivi dedicati ai grandi problemi della società. Divisa in nove stoire, ognuna firmata da un regista diverso, il film illustra vari punti di vista sul sgificato della religione e sulle verità divine. Non vi si parla però solo delle differenti religioni, ma anche di coloro che a esse si oppongono, ovvero atei e agnostici.

 

Calendario: sabato 7 marzo ore 21.15 domenica 8 marzo ore 16.45 giovedì 12 marzo ore 17.00 venerdì 13 marzo ore 21.15 sabato 14 marzo ore 15.30 domenica 15 marzo ore 18.15 lunedì 16 marzo ore 21.00 giovedì 19 marzo ore 21.15

Biglietto d'ingresso: intero 7 euro, ridotto per possessori di cinetessera o studenti universitari 5, 50 euro, primo spettacolo pomeridiano, intero 5,5o euro, ridotto 3,50 euro cinetessera annuale 6 euro

 

Spazio Oberdan Milano

Viale Vittorio Veneto 2

info: 0287242114 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.cinetecamilano.it

 

[gallery type="rectangular" ids="38504,38503,38498,38495,38491,38494"]

 

 

 

 

 

 

.

 

Pubblicato in Cultura
Che il successo senza talento esiste non vi è ombra di dubbio. Anzi spessissimo le due cose non vanno affatto di pari passo. Che si possa essere celebri ma snobbati e incompresi come artisti può succedere altrettanto… Ma qui arrivano gli inconvenienti, perché c’è chi si rassegna, si gode soldi e successo e se ne infischia altamente del resto e chi invece lotta, si logora e si impegna affinché la propria fama non oscuri anche il vero talento che pensa assolutamente di possedere. È successo anche al primo interprete cinematografico di Superman, tale George Reeves, morto per mano di una sua ex fiamma in un albergo di Beverly Hills. George lottò quasi tutta la sua carriera per farsi assegnare altri ruoli e staccarsi dall’interpretazione del supereroe che l’aveva reso famoso ma che alla lunga diventò un vero incubo per la sua carriera di attore e non gli permise di esprimere quel talento, che era convintissimo di possedere, in altri ruoli e altre interpretazioni. Ed è esattamente ciò che succede anche al protagonista della pellicola "Birdman", interpretato da un sempre e ancora bravo ed eclettico Michael Keaton e girato e realizzato da Alejandro González Iñárritu, regista messicano troppo poco commerciale per essere celebre presso il grande pubblico. Questa volta però Iñárritu ci prova a confezionare una pellicola hollywoodiana nel senso più dispregiativo per lui, ma di grande effetto sul pubblico, ricchissima come è di effetti speciali più o meno riusciti, movimenti di macchina classici e abusati e con una recitazione che scimmiotta ripetutamente le grandi produzioni di Broadway. E ci riesce benissimo perché dà vita alla tragicommedia nera che punta il dito sulla vita dei cineasti, degli sceneggiatori e degli studios e paradossalmente convince proprio loro, i membri della Academy che scelgono così di premiare un film che parla di loro stessi, della cultura delle celebrità e che ride dei supereroi che fanno mangiare da decenni tutti loro. Tutto si snoda intorno al desiderio dell’attore Riggan Thomson, divenuto famosissimo nel ruolo appunto di Birdman, supereroe amato e seguito da milioni di spettatori. Riggan però non ci sta più ad essere considerato capace di interpretare solo questo ruolo, a essere sottovalutato e del tutto ignorato dalla critica e dal cinema colto e intellettuale, che non gli affiderebbe mai nessun’altro ruolo impegnato o che preveda una capacità di recitazione molto più alta. Così stabilisce da un giorno all'altro di impegnarsi per realizzare un’impresa quasi impossibile, ovvero scrivere l'adattamento del racconto di Raymond Carver "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore", e non solo: per dimostrare a tutto il mondo le sue doti artistiche, Riggan decreta anche di dirigerlo e metterlo in scena in uno storico teatro di Broadway. Accanto a lui in questa impresa disperata e ambiziosissima vengono coinvolti la figlia ribelle Sam, ex tossica e alcolista, la sua amante Laura, l'amico produttore Jake, un'attrice il cui sogno di bambina era calcare il palcoscenico a Broadway, e un attore di grande talento ma di pessimo carattere, che porterà sulla scena scompiglio e ripetuti cambi di programma. La pellicola è divertente quanto basta e mostra fin nei minimi dettagli quanto può essere dura e insoddisfacente anche l’esistenza delle persone famose, ancor di più se le stesse sono fagocitate dalle luci della ribalta e la ribalta porta i nomi dei grandi Studios della collina di Hollywood. Alejandro González Iñárritu, da parte sua, prova a fare un film solo all'apparenza commerciale, parodiando e mimando i veri film da botteghino, ma essendo lui assai colto non ci riesce, e imbottisce la pellicola di movimenti di macchina esagerati ed esasperati. Il risultato è ancora una meravigliosa interpretazione di Norton, capace da solo di reggere l’intero film e di dimostrare agli spettatori che lui stesso non se la caverebbe per nulla male sulle tavole di un teatro.

Antonia Del Sambro

[gallery type="rectangular" ids="37910,37911,37912,37913,37914"]
Pubblicato in Musica
Pagina 3 di 15

coupon-code-amazon-deal-codici-sconto-amazon

immobili sanremo

Instagram

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.