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È il giovanissimo Lele il vincitore della categoria nuove proposte del 67° Festival di Sanremo, con il brano “Ora mai”.

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Venerdì, 27 Novembre 2015 16:56

Concerto per Telethon

20° anno di concerti di BNL e Gruppo BNP Paribas per la ricerca contro la distrofia muscolare e le malattie di carattere genetico.

FILARMONICA ARTURO TOSCANINI Diretta da STEVEN MERCURIO FILARMONICA ARTURO TOSCANINI La Musica del Cinema italiano

La Dolce Vita: la musica del cinema italiano”, il più prestigioso omaggio mai realizzato alle colonne sonore del cinema italiano, arriva a Milano lunedì 30 novembre all’auditorium Fondazione Cariplo, concerto per Telethon.

Il format attinge al ricco catalogo di musica da cinema del Gruppo Sugar per dare vita a uno spettacolo di grande impatto emotivo in cui le colonne sonore più rappresentative dei grandi capolavori italiani sono eseguite dal vivo dall’Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini, diretta dal Maestro e compositore di fama internazionale Steven Mercurio.

I brani del concerto - composti da Nino Rota, Ennio Morricone, Luis Bacalov, Nicola Piovani e molti altri grandi maestri della musica da cinema - sono tratti da film che con le loro musiche hanno fatto la storia del grande schermo: 8 ½, La Dolce Vita, Amarcord, Il Postino, il Gattopardo, Nuovo Cinema Paradiso e La Vita è Bella, nei nuovi straordinari arrangiamenti e orchestrazioni di William Ross. Sul palco, insieme all'orchestra grandi solisti quali Alice, Morgan, Tosca, Federico Paciotti, che arricchiscono le serate con suggestive performance.

Special Guest dello spettacolo Raphael Gualazzi.

Durante il concerto-evento lo spettatore è proiettato in un vero e proprio viaggio musicale accompagnato dalle immagini originali create da Giuseppe Ragazzini che richiamano, attraverso la musica, le storie dei vari film e i diversi stati emotivi che suscitano. L'elemento unico dello spettacolo è infatti quello di ribaltare il rapporto tra immagini dei film e colonna sonora, in cui, generalmente, la musica è al servizio delle immagini. In questo caso, invece, sono le straordinarie animazioni di Ragazzini, pittore, scenografo e visual-artist, ad accompagnare le coinvolgenti colonne sonore eseguite dal vivo, creando una sintesi emotiva che porta lo spettatore a rivivere i tanti e diversi film evocati.

A firmare la regia è Giampiero Solari che arricchiste con la sua creatività l'eccellenza assoluta dell’evento e alterna i visuals con immagini di repertorio scelte grazie alla collaborazione con l’Istituto Luce Cinecittà che nel 2014 ha celebrato i suoi 90 anni.

Il format è stato inaugurato con grande successo a New York il 16 e il 17 Settembre 2014 nell’elegante cornice dell’Avery Fisher Hall del Lincoln Center for the Performing Arts (tra il pubblico anche un entusiasta Woody Allen). Per la prima volta in 173 anni, la NY Philharmonic ha dato il via alla sua stagione con un evento dedicato alla musica del cinema italiano.

Ospite d’onore dell’evento americano Martin Scorsese, celebre regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico, padrone di casa di una serata tutta italiana

BNL E BNP PARIBAS PER TELETHON

Siamo arrivati alla ventesima edizione del grande Concerto per Telethon che BNL e le Società del Gruppo BNP Paribas organizzano ogni anno a novembre a Milano, per contribuire alla raccolta fondi.

La partnership di BNL e del Gruppo BNP Paribas Italia con Telethon, per la lotta alla distrofia muscolare e alle altre malattie di carattere genetico, è uno dei maggiori progetti di fund raising in Europa: una collaborazione che ha permesso di raccogliere complessivamente, dal 1992, 256 milioni di euro. Questa cifra ha contribuito ad aiutare la Fondazione Telethon nel finanziare 1547 ricercatori, più di 2532 progetti di ricerca su 450 malattie genetiche rare che hanno prodotto oltre 9380 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali e hanno permesso di sviluppare 27 diverse strategie terapeutiche per 25 malattie genetiche rare prima considerate incurabili

BNL e il Gruppo BNP Paribas pongono la responsabilità sociale come elemento cardine della loro attività, confermando il proprio ruolo d’impresa che opera non solo come attore economico-finanziario, ma anche come soggetto attivo nel favorire la diffusione di valori condivisi, vero e proprio patrimonio collettivo.

Ad oggi Telethon ha investito in ricerca scientifica quasi 500 milioni di euro

Per ulteriori informazioni sulle attività di Telethon e sulla raccolta BNL: telethon.it; telethon.bnl.it.

Info:

AUDITORIUM DI MILANO, Largo Gustav Mahler Lunedì 30 Novembre – ore 21.00 I biglietti del concerto saranno disponibili: nelle Agenzie BNL di Milano e presso l’Auditorium di Milano (tel. 02/83389401-2-3)

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Il cinema è onirico per definizione. Il cinema sogna e soprattutto fa sognare. Certo, tutto vero ma a volte arriva un regista, un autore, un sognatore appunto che rende il meraviglioso mondo onirico del cinema ancora più da sogno e ancora più fantastico.

Il regista, il sognatore si chiama Federico Fellini e ha creato vere e proprie opere d’arte cinematografiche usando poco più che la dissolvenza incrociata e il bianco e nero.

Eppure, da La strada, a Otto e mezzo, da Amarcord a La dolce vita, da Le notti di Cabiria fino ai suoi ultimi lavori come Ginger e Fred e La voce della luna chi si è avvicinato al cinema di Fellini non ha potuto fare altro che amarlo incondizionatamente e sognare con lui.

Federico Fellini nasce a Rimini, una cittadina di provincia che ancora non risente del boom turistico degli ultimi decenni del ‘900 e che si presenta ancora come una località di mare sì ma abitata da i contadini e dagli operai della semplice e affascinante Romagna. Una Rimini dove tutti si conoscono e tutti sanno tutto degli altri. Qui, il giovane Fellini affina l’intelletto e il gusto per i personaggi caricaturali e parodistici di tutte le sue pellicole, nella sua città natale scruta, osserva, prende appunti e confeziona soggetti dal gusto “antico” e grottesco, qui incontra e conosce donne come la Gradisca di Amarcord e come la Carla di Otto e mezzo.

Sposatosi giovanissimo con la non molto affascinante ma superba attrice Giulietta Masina, Fellini ha molteplici amanti tra le attrici che lavorano con lui ma anche tra addette ai lavori e donne comuni ma di bell’aspetto. Restando sempre legato sentimentalmente e professionalmente a sua moglie, protagonista indiscussa di molte delle sue migliori pellicole.

Dal debutto cinematografico con lo Sceicco bianco, interpretato da un giovane ma già riconoscibile Alberto Sordi, fino alla sua ultima fatica, Fellini è sempre stato considerato uno dei più grandi e influenti cineasti della storia del cinema mondiale. Si è aggiudicato quattro premi Oscar al miglior film straniero, per la sua attività da cineasta gli è stato conferito nel 1993 l'Oscar alla carriera, ha vinto per due volte il Festival di Mosca e ha inoltre ricevuto la Palma d'oro al Festival di Cannes nel 1960 e il Leone d'oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1985.

Il segreto di un successo così ampiamente e universalmente riconosciuto poggia sicuramente, come lui ha sempre detto, sulle sue origini romagnole ma anche sulla sua vita nella Capitale e proprio negli anni in cui fare cinema a Roma ti permetteva non solo di conoscere e collaborare con i migliori attori e sceneggiatori ma anche con le più grandi maestranze che il nostro cinema abbia mai avuto.  A Roma Fellini, fa radio, inizia a scrivere soggetti e sceneggiature e sposta il proprio “sguardo cinematografico” dalla provincia italiana alla capitale e al suo mondo di lustrini e bella vita. Federico Fellini è estroso, impegnato, creativo ma anche semplice e umile sognatore e la sua dimensione onirica si ritrova in tutto in pellicole eccezionali e celebri come Otto e mezzo, considerato da ogni critico cinematografico un capolavoro assoluto e come La dolce vita, icona del film in bianco e nero italiano e tra le pellicole più conosciute all’estero.

Con questo lavoro Fellini crea e dà alla lingua italiana e internazionale perfino un neologismo: Paparazzi. Da quel momento in poi i fotografi e fotoreporter di costume e società si chiameranno solo così, e in tutto il mondo.

Ultimamente si parla spesso e a sproposito di “eccellenza italiana”. Federico Fellini è la nostra eccellenza, è il nostro orgoglio in Italia e all’estero, è il regista che non ha inventato il cinema ma che ha inventato sicuramente un nuovo modo di fare cinema, a metà e in bilico perenne tra quello che vedono i nostri occhi e quello che ci fa vedere la realtà

 

 

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Torniamo indietro nel tempo. Torniamo agli anni 50.

Forse molti di noi, io compresa, non hanno vissuto questo periodo, ma in qualche modo non ci è estraneo, anzi addirittura familiare, e non per caso.

 

Tra il 1950 e il 1970 l’Italia vive uno dei suoi momenti più gloriosi, una sorta di rinascimento culturale, in cui arte, letteratura e cinema raggiugono livelli di magnificenza e grandezza.

Roma si trasforma in un crocevia di menti geniali: un drappello di produttori, registi, sceneggiatori, attori, scenografi, impongono in tutto il mondo, forse per la prima volta, l’eccellenza “made in Italy”.

 

Proprio in quegli anni da Rimini arriva nella città eterna un giovane pieno di voglia di fare e di speranza con un passione sfrenata per il cinema: Federico Fellini. Allora non era nessuno, ma il suo nome era destinato ad essere iscritto dell’albo dei più grandi e influenti cineasti della storia del cinema mondiale.

 

Nel 1950 debutta alla regia con Luci del varietà e dal quel momento è un susseguirsi di successi e riconoscimenti.

Per i successivi quarant’anni Federico Fellini traccia un solco indelebile della storia del cinema con una serie impressionante di film di culto: La strada, La dolce vita, 8 ½, Amarcord, La citta delle donne, sono solo alcune delle opere indimenticabili che ci ha lasciato, considerate e citate in tutto il mondo come delle pietre miliari della cinematografia mondiale.

 

Nel corso della sua carriera il maestro vinse ben cinque Oscar, una Palma d’oro e un Leone D’oro alla carriera, tutti riconoscimenti che l’hanno reso il regista più celebrato di tutti i tempi, e non senza motivo.

 

Fellini con il suo inconfondibile stile ha dato un’identità riconoscibile in tutto il mondo al cinema italiano. Il regista ha saputo  recuperare la lezione del Neorealismo di Roberto Rossellini e inventare un suo universo fantastico fatto di suggestioni oniriche, ricordi autobiografiche, inclinazione alla satira, ambiguo erotismo, riflessioni esistenziali, attenzione per la provincia italiana e i cambiamenti della società. Tutte componenti che hanno permesso a Fellini di creare una poetica originale costituita da personaggi e immagini proverbiali e inconfondibili, destinate ad entrare nell’ immaginario comune come icone e metafore della cultura contemporanea.

 

In occasione del ventesimo anniversario della scomparsa del grande regista Photology ha organizzato una mostra fotografica itinerante dal titolo dal titolo Fellini at Work che, partendo da Milano, toccherà diverse città italiane.

 

Obiettivo della rassegna non è una mera celebrazione del regista, ma la creazione di un vero e proprio percorso di conoscenza, che porti lo spettatore a immergersi totalmente in quegli anni e ad avere una visione di Fellini non solo come personaggio, ma come uomo.

Le inquadrature, quindi, non potevano altro che essere di una persona che conosceva bene il maestro: il paparazzo Tazio Secchiaroli, padre della fotografia d’assalto, primo fotoreporter cinematografico al servizio del grande Fellini che, apprezzando le sue doti artistiche, lo chiama come fotografo di scena durante le riprese dei suoi film.

 

La vita condivisa di quegli anni sui set, ma anche negli uffici o dentro i laboratori di scenografia, provocano una simbiosi esplosiva tra due personaggi, in fondo, non molto diversi: entrambi artisti di grande talento, entrambi rappresentanti di vizi e virtù della loro epoca.

Una combinazione perfetta che non può non accrescere il valore di questa deliziosa mostra capace di far tornare indietro nel tempo, agli splendenti anni 50, quando il “made in Italy” nella letteratura, arte e società era simbolo di eccellenza.

 

 

 

FELLINI AT WORK - TOUR DELLA MOSTRA IN OCCASIONE DEL VENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DEL

REGISTA (31 OTTOBRE 1993):

 

Photology, via della Moscova 25, Milano

La mostra continua fino al 31 maggio 2013

Dal lunedì al venerdì h11-19

Tel 02-6595285 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Photology a Noto

Via Carducci, 12

Noto (SR)

21 Luglio - 31 agosto 2013

 

Agenzia NFC

Via XX Settembre, 32

Rimini

14 Settembre - 31 Ottobre 2013

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INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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