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Cinquecento anni fa moriva Leonardo da Vinci. Tra le varie iniziative in suo onore, ce n’è una che potremmo definire “straordinaria”. Non solo perché testimonia, attraverso le immagini, come può essere nata l’arte del geniale artista. Ma anche perché presenta centoventi capolavori, arrivati da tutto il mondo, ben difficilmente visibili tutti insieme. Dipinti, sculture, disegni, terrecotte e affreschi. Tutto il meglio del Rinascimento fiorentino, e italiano, tra il 1460 e il 1490, l’età di Lorenzo il Magnifico. 

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A Palazzo Strozzi di Firenze, l’esposizione-evento che ripercorre l’attività della pioniera della performance art.

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Nerospinto, partner del Festival Mediterraneo della Laicità, vi consiglia “LaicitArt” un ebook a cura di Roberta D'Orazio e gratuitamente scaricabile dal sito dell'associazione Itinerari Laici (www.itinerarilaici.it).

 

 

Una lettura interessante grazie agli interventi di Sara Costantini, Emanuele Cozzi, Angela Giorgi, Martina Giubileo, Marco Alberto Matti e Davide Resati, giovani creativi, musicisti, fotografi, scrittori e pensatori che si interrogano su temi artististici e filosofici con lo scopo di coltivare insieme il senso della condivisione e dell'integrazione di pensiero pur rispettando l'individualità di ogni riflessione proposta. “LaicitArt” è una raccolta su carta di interventi che si legano a doppio filo alle tematiche che animano il Festival Mediterraneo della Laicità e gli eventi ad esso collegati quali il Ciclo Arte, il Ciclo Musica e il Ciclo Documentari e noi vi proponiamo un estratto che Roberta D'Orazio ha scelto per Nerospinto ed è stato scritto da Valeria Pierini.

 

 

“Ognuno è figlio di dove nasce.

Nascere nella terra del santo patrono d'Italia e avere forti parentele col profondo sud, così devoto e a sua volta intriso di folklore e misticismo ti fa arrivare alla resa dei conti in merito da che parte stare.

Cristiano, cattolico, pagano, laico, religioso, ateo, sono tutti termini bagaglio della mia formazione.

E' sempre fondamentale iniziare dai significati delle cose-parole.

Così puoi capire perché San Francesco è considerato un  sovversivo, puoi capire che il paganesimo è stato usato come carta su cui scrivere l'occidente ed essere felice quando vedi che non è stato del tutto arso con le streghe dalla non santa inquisizione  laddove lo ritrovi nel lavorìo della terra, nei calendari accademici e quando vedi che le vecchie vie di pellegrinaggio (Gerusalemme, Roma e Santiago) sono intrise di simboli infedeli e percorse da secoli da milioni di persone per i più disparati motivi.

C'è da capire che la spiritualità non è data da un battesimo e non pertiene ad un culto-credo specifico e che la storia delle religioni è storia degli uomini, ha plasmato, deviato, anche corrotto il nostro destino, come la storia economica o politica, per citare altri campi fondanti le società. Le culture sono la sintesi degli incontri tra gli uomini nei secoli.

Capisci che c'è una religiosa disciplina che abbraccia il sacrificio, la dedizione, e l'amore verso le cose che fai, che non è dettata dagli uomini che professano bensì è una pratica intima e personale dove gli dei non c'entrano nulla. E in più, banalmente,  contemplare il mondo, porta con se sempre qualcosa di sacro. E' dalla meraviglia che nascono le domande, le emozioni e tutti i culti e le filosofie a venire.

Forse è alla luce di tutte queste cose che come persona e dunque come artista (perché per me le due cose coincidono, l'arte non è per me un cartellino da timbrare, o un segno della croce nell'acquasantiera) sono attratta dal sacro slegato dalla pratica, divoro con gli occhi libri e luoghi tutte le volte che me li trovo davanti o li cerco per un motivo.

Sono affascinata dagli altarini casalinghi (le case del sud ne sono piene) dalle leggende, dalle metafore e simboli di cui si nutrono i testi sacri, le vite dei santi, la religione, è tutto una grande metafora e visione, metodo educativo e affascinante per le masse. Come la storia di Francesco che si getta nelle rose, o quella dei nodi del suo saio, una firma devozionale, un contratto con la vita sulla futura condotta.

Mi diverto a scovare i simboli del mondo antico nelle agiografie, come la conchiglia di San Giacomo, mi piace trovare i significati del viaggio nelle rune celtiche, mi piace trasferire queste storie al femminile, ed ecco che spunta una donna col saio. Mi piace ricordare l'unione tra il trascendente e il corso sincronico del tempo di cui parlava Kierkegard ed ecco che questi formano una croce ed io a mia volta assemblo la mia nell'installazione a 12 immagini che qui presento.

'Quando in una cosa si trova ogni bene non bisogna cambiare verso' (dalla serie 'a senso unico', 2012)  è per il mio percorso un lavoro-battesimo-consacrazione, derivante da tutte queste cose, è la trasposizione del pellegrinaggio, quello che si compie alla luce di una vocazione, ed ecco che la folgorazione dei santi in questo lavoro diventa metafora della vocazione dell'artista.

La via dolorosa è quella che ognuno percorre perché figlio della sua stessa vita, ognuno di noi ha una croce in realtà, un peso fino alla meta-ascesi finale.

Il lavoratore nella fabbrica, il musicista, la casalinga che deve far quadrare i conti, lo studente.

Ognuno ha una sua strada che, con più o meno devozione e consapevolezza, percorre, spesso con fatica.

Le grandi storie sugli dei degli uomini e i grandi templi hanno per me la funzione di mònito, ognuno ha il suo pellegrinaggio, la sue grandi imprese di cui certo non si scriveranno canti o salmi, eppure la sacralità è solo uno dei modi in cui si può raccontare l'umano. Scegliere da che parte stare uno dei modi per percorrere il proprio cammino.”

 

 

Info: https://www.facebook.com/pages/Festival-Mediterraneo-della-Laicita/281980455160623?fref=ts www.itinerarilaici.it

Roberta D'Orazio Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

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La settima edizione del Festival Mediterraneo della Laicità apre le sue porte e vi aspetta dal 17 al 19 ottobre all'Aurum di Pescara dove si discuterà dei temi cardine di questa edizione all'interno della splendida cornice delle sale Flaiano e Tosti.

 

 

L'Associazione Itinerari Laici quest'anno vanta una collaborazione scinentifica importante, quella con LabOnt  centro universitario di ricerca filosofica dell'Università di Torino diretto da Maurizio Ferraris.

 

Si comincia martedì, alle ore 17.00, con il confronto curato da Daniela Padoan e Leonardo Caffo dal titolo “Diritti di tutti? Il confine dell'altro tra specismo e razzismo, l'ambiguo gioco delle categorie”, impreziosito dall'approfondimento di Lia Giancristofaro sul tema “Il patrimonio culturale immateriale tra presente e futuro: condivisione e sostenibilità”.

 

Sempre alla stessa ora, il secondo pomeriggio sarà dedicato alla tavola rotonda organizzata da Gianluca Favetto su “Letteratura, cinema e società” e al viaggio alla ricerca di risposte sulla domanda “Arte contemporanea: perché è arte?” che vedrà al timone della nave Tiziana Andina.

 

Domenica segnate in agenda, a partire dalle 10,00, Massimo Palladino che parlerà di “Arte, città e paesaggio: il patrimonio come valore” e poi Adele Campanelli che guiderà il confronto su “Arte ed archeologia. Una lettura laica del mito al femminile”, ed ancora Giovanni Gaggia, introdotto da Lucia Zappacostra, con “Cruoris Factum”. Ma non è finita qui perché dalle 16,30 si parlerà di documentalità dell'arte con Maurizio Ferraris con l'obiettivo di creare un punto d'incontro sul dialogo che vedrà protagonisti, insieme al pubblico, Werner Gephart e Raja Sakrani sul tema “Opera d'arte. Cosa quando perché? Arti, un linguaggio per il dialogo tra Occidente e Oriente” mentre a chiudere la kermesse sarà il Premio Laici per il Mediterraneo.

 

Una tre giorni di incontri e confronti dove la pluralità di linguaggi dev'essere vissuta non come differenza, piuttosto come varietà. Una varietà a cui attingere per salvaguardare le singolarità che animano il tessuto sociale e che insieme possono e devono lavorare per un futuro comune in cui  scegliere significa aver consapevolezza delle possibili strade da intraprendere nel pieno possesso delle proprie libertà.

 

 

Info: https://www.facebook.com/pages/Festival-Mediterraneo-della-Laicita/281980455160623?fref=ts www.itinerarilaici.it

 

 

 

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Una fucina d'idee, terreno di condivisione e confronto, dove la diversità di pensiero è sinonimo di curiosità e crescita. Questo e molto altro è il Festival Mediterraneo della Laicità che oggi alle 18 vi aspetta nella sala eventi della libreria Feltrinelli di Pescara per l'inizio degli eventi del Ciclo Documentari a cura dell' Associazione Acma.

 

Ad inaugurare questo ciclo di incontri sarà la proiezione di “Mimmo Jodice”, a cura di Giampiero D'Angeli e Alice Maxia, un viaggio alla ricerca delle radici della civiltà mediterranea attraverso le strade e vicoli di Napoli, che si traduce in una appassionata istantanea della vita di Mimmo Jodice uomo e fotografo.

 

A seguire il 23 ottobre “A slum symphony” di Cristiano Barbarossa basato sul “sistema Abreu”  un progetto sociale e musicale nato in Venezuela 32 anni fa dall'idea di José Antonio Abreu con l'obiettivo di salvare i giovani dal richiamo delle bande criminali e dar loro la possibilità di liberarsi dalla condizione di miseria in cui vivono.

 

La serie d'incontri si chiude il 30 ottobre con “Le ragioni del tempo. Breve biografia di Andrea Carandini” un interessante percorso sulla vita dell'archeologo, i multiformi ascendenti che ne animano il lavoro e l'idea di come il tempo viene percepito e vissuto.

 

Chiara Manni, presidentessa dell'Acma, ha dichiarato che la scelta della proiezione di “Mimmo Jodice” è stata dettata dalla possibilità di mostrare al pubblico come la fotografia si tramuta in arte, in concomitanza con le due personali, in corso, proposte da Fondazione Fotografia a Modena e dedicate ai grandi nomi internazionali tra cui quello di Mimmo Jodice. Andrea Cardini invece si inserisce come figura rappresentativa dell'arte contemporanea ed oltre ad essere un affermato archeologo si occupa anche della salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico italiano in qualità di presidente della Fai.

Entrambi i documentari rientrano nella collezione di 500 film del festival del documentario d'Abruzzo il cui archivio è custodito nella sede dell'ACMA di Pescara e di cui non fa invece parte il terzo film, “A slum symphony” di Cristiano Barbarossa , che però si  incastra perfettamente con i concetti base portati avanti dal Festival Mediterraneo della Laicità. Il progetto di Abreu, da cui  “A slum symphony” trae ispirazione, compie un salto di qualità non limitandosi ad essere solo un progetto artistico ma tramutandosi in una vera e propria iniziativa collettiva che scava nella profondità del tessuto sociale dove la musica diventa il mezzo attraverso il quale stimolare e coltivare un maggior senso d'integrazione e interazione. Ancora una volta il Festival Mediterraneo della Laicità vi offre occasioni uniche e preziose per tracciare insieme una strada comune nel variegato paesaggio degli stimoli a cui il pensiero moderno non può e non deve sottrarsi.

 

 

Info: https://www.facebook.com/pages/Festival-Mediterraneo-della-Laicita/281980455160623?fref=ts www.itinerarilaici.it

 

 

 

 

 

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Mercoledì, 24 Settembre 2014 11:51

Festival Mediterraneo della Laicità @ Pescara

A partire da oggi e per un mese, Pescara ospita il Festival Mediterraneo della Laicità con un calendario ricco di appuntamenti che segnano questa settima edizione.

 

 

L'asse intorno al quale orbiterà il festival è la relazione tra laicità ed arte il cui intento, come spiega la coordinatrice Silvana Prosperi presidente dell'Associazione Itinerari Laici, è quello di offrire, attraverso la tematica proposta, integrazione, partecipazione e cittadinanza, abbattendo qualsiasi tipo di frontiera e contribuendo a creare un'entità culturale aperta le cui molteplici differenze possano suggerire un nuova idea di senso civile di appartenenza.

 

Comincia da qui il viaggio del Festival Mediterraneo della Laicità la cui idea di ampliare lo sguardo e spingerlo verso rive lontane si ricollega all'identità di Ciclo Arte a cui è affidata l'apertura della manifestazione con una serie di incontri curati da Giovanbattista Benedicenti e Simone Ciglia che, insieme ad alcuni ospiti, esamineranno il tema “Arte e coscienza civile” oggi e alle ore 18 nella Sala Tosti dell'Aurum a Pescara per proseguire poi, alla stessa ora e nello stesso luogo, nel pomeriggio di mercoledì 8 ottobre e lunedì 13 ottobre.

 

Argomento del primo incontro saranno alcune delle radici storiche delle istanze civili nel XIX secolo per passare poi, nei successivi due incontri, ad analizzare alcuni tra i temi più discussi del Novecento (come ad esempio quelle relative alla condizione femminile, alle discriminazioni razziali e sessuali, alle minoranze in genere).

 

Ideato da Daniela Pietranico, il tema del primo incontro approfondirà la visione individuale e personale del concetto di artista impegnato civilmente e avrà come ospite Gino Sabatini Odoardi, diplomato all'Accademia di Belle Arti di L'Aquila, artista dall'anima proiteiforme ma con salde radici che affondano nel terreno dell'arte concettuale.

 

Per rendere questa settima edizione un terreno di confronto ampio che possa generare pensieri e riflessioni sulla materia viva del Festival, l'Associazione Itinerari Laici sta raccogliendo testimonianze scritte e/o visuali sul tema “Laicità e arte: libertà di pensiero e libertà di espressione”.

 

Il materiale raccolto verrà pubblicato sul sito della manifestazione e inviato a testate giornalistiche e se volete dare il vostro contributo potete farlo attraverso la pagina Facebook del festival (https://www.facebook.com/pages/Festival-Mediterraneo-della-Laicità/281980455160623).

 

La libera e piena realizzazione del Festival Mediterraneo della Laicità è possibile grazie al sostegno dall'ufficio Otto x mille della Tavola Valdese e a partire da questa edizione vanta anche l'importante collaborazione ideativa e scientifica del LabOnt, Centro di ricerca del Dipartimento di Filosofia dell'Università di Torino diretto da Maurizio Ferraris.

 

In una società sempre più ripiegata sull'io e sempre meno aperta al senso di comunità, le sfide che il mondo laico si trova ad affrontare sono numerose e Il Festival Mediterraneo della Laicità rappresenta l'occasione unica ed imperdibile per riflettere e lavorare insieme.

 

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/pages/Festival-Mediterraneo-della-Laicità/281980455160623

Ciclo arte: https://www.facebook.com/events/582523018519657/

 

Un video per riflettere:

https://www.youtube.com/watch?v=nfFSSpceOyY

 

Contatti:

Associazione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Stampa: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

 

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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