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Mercoledì 8 aprile 2015 è la data stabilita per il debutto in Italia del quintetto inglese Lonely the Brave, che si esibiranno per l'occasione al Circolo Magnolia. La band suonerà live il suo album d’esordio "The Day's War", subito entrato alla 14° posizione della UK Album Chart e ai primi posti della UK Rock Album Chart.

I Lonely the Brave sono cinque ragazzi inglesi: David Jakes alla voce, Andrew Bushen al basso, Gavin Edgeley alla batteria, Mark Trotter alla prima chitarra e Joel Mason alla seconda. A partire dal 2013 il gruppo è diventato ormai un fenomeno a Cambridge, città natale, in cui i Lonely the Brave hanno realizzato una demo che li ha portati ad esibirsi su Radio 1 BBC e a collezionare una serie di sold out nei live a livello locale. "The Day's War", l'atteso album d'esordio, è stato pubblicato l'anno dopo. Il primo singolo, Black Saucers, è stato definito come “Hottest Record In The World Ever” da Zane Lowe, ricevendo un riscontro così forte che la band è stata subito inserita nella playlist BBC Introducing. Lonely the Brave hanno, inoltre, catturato le attenzioni di tutta la stampa specializzata da Kerrang!, settimanale musicale incentrato sul Rock, al The Telegraph, Marie Claire, Huffington Post, Rock Sound, NME,The Fly e DIY. Da qui in poi il percorso della band è stato tutto in discesa: si sono esibiti al Download Festival, hanno aperto il concerto di Bruce Springsteen all’Hard Rock Calling e sono stati invitati dalla BBC3 a partecipare ai BBC Introducing stagesal Reading and Leeds festival. Questi cinque ragazzi di Cambridge non vogliono essere, e non dovrebbero essere considerati, solo un ennesimo gruppetto indie-rock britannico: i Lonely the Brave hanno tutte le capacità necessarie per diventare presto la band preferita di molti.

http://www.circolomagnolia.it/

http://www.lonelythebrave.com/

Mercoledì 8 aprile

CIRCOLO MAGNOLIA

Via Circonvallazione Idroscalo, 41

Segrate (MI)

Ingresso: 10,00 euro + tessera ARCI

Prevendite disponibili su www.ticketone.it e www.mailticket.it

Apertura cancelli: 21.00

Inizio spettacoli: 22.00

Evento FB:  https://www.facebook.com/events/1409220819386328/

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A causa di problemi logistici dovuti al Live Forum di Assago, il concerto di The Subways, in programma per il prossimo 28 febbraio, verrà spostato alla Salumeria della Musica di Milano. Tutti i biglietti acquistati in prevendita restano comunque validi.

The Subways sono un terzetto Indie Rock inglese in attività dal 2005, formato dai fratelli Billy Lunn e Josh Morgan, e da Charlotte Cooper, e saranno a Milano per presentare il loro quarto album "The Subways", uscito a inizio mese.

Ecco la scaletta del concerto:

- We Don’t Need Money To Have A Good Time - I’m In Love and It’s Burning In My Soul - Shake! Shake! - Good Times - We Get Around - Mary - Alright - Dirty Muddy Paws - Kiss Kiss Bang Bang - My Heart Is Pumping to a Brand New Beat - I Want To Hear What You’ve Got To Say - Rock & Roll Queen - Taking All the Blame - Celebrity

Encore:

- With You - Oh Yeah - Just Like Jude - Girls & Boys - It’s a Party

 

28 febbraio 2015

The Subways + Purple + Home By Three

Salumeria Della Musica Via Antonio Pasinetti, 4, Milano

 

Apertura porte: 20.20 Inizio concerto: 20.40

Biglietti: Ingresso in prevendita 15 € + ddp Ingresso in cassa 20 €

Biglietti in vendita su www.hubmusicfactory.com e prevendite disponibili all'interno dei circuiti di prevendita BookingShow, Vivaticket e Ticketone.

 

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I Fucina28 tornano dopo il loro album d'esordio "È arrivato il tempo", infatti la band di Pietro Giamattei porta in scena una grande novità: il loro secondo disco "La Pace Dei Sensi - Il Nulla", uscirà a fine marzo 2015. La band indie rock sta effettuando gli ultimi ritocchi al disco, registrato nel laboratorio artigiano di suono e immagine Funambolo Studio, dove la produzione e la direzione artistica è affidata ad Andrea Salvadori, musicista, compositore e film maker, dal 1997 collaboratore della Compagnia della Fortezza diretta dal regista Armando Punzo, dal 2000 collaboratore del percorso artistico musicale di Ginevra Di Marco e dal 2003 del progetto musicale Stazioni Lunari diretto da Francesco Magnelli, con Piero Pelù, Peppe Servillo, Morgan, Cisco, Cristiano Godano, Cristina Donà, Teresa De Sio, Simone Cristicchi, Alessandro Benvenuti, Enzo Avitabile e molti altri. Un traguardo importante per i Fucina28, al cui tenacia è il tratto distintivo: ci hanno sempre creduto e la loro voglia di fare sta per essere ripagata. Con l'uscita del disco è previsto un tour che porterà la band in giro per tutta Italia.

Ma chi sono i Fucina28?

Tutto ha inizio nell'inverno 2011, quando Pietro Giamattei fa ascoltare durante una cena fra amici, pezzi e melodie composti negli anni precedenti, suscitando subito l'entusiasmo dei commensali: l'idea di creare qualcosa insieme è immediata. La band si compone di Pietro alla chitarra, voce, testi e arrangiamenti, Andrea Marra alla chitarra, Ornella Varvaro al basso e Riccardo Di Paola alla batteria, e il loro nome deriva da una strada di Pisa al “Civico 28″ dove il frontman della band ha abitato per molti anni, assumendo la valenza di luogo magico, che ha fatto da sfondo alla sua crescita umana e musicale. Ecco spiegata la decisione di chiamarsi Fucina28, intendendo per fucina il fornello su cui si arroventa il ferro per poi dargli forma sull'incudine, in senso più ampio quindi la bottega del fabbro, dove si fondono i metalli per creare qualcosa di nuovo. A Luglio 2012 l'incontro con Giacomo "Lupo" Luporini, proprietario dello studio di registrazione "La Tana del Lupo", dà la spinta necessaria alla creazione di qualcosa di concreto, dando forma al sogno di un album totalmente autoprodotto. Il 28 dicembre 2012 esce dopo mesi di lavoro, "È Arrivato il Tempo". Il 4 dicembre del 2013 si occupa dei Fucina28 il quotidiano LaRepubblica, dove Fulvio Paloscia racconta il loro primo disco con queste parole:

"Con i Fucina28 ora è il tempo del suono sporco".

Durante il 2013 e il 2014, la band ha girato tutta la penisola portando in giro la sua musica, continuano a scrivere nuovi pezzi. Nell'agosto del 2014 durante la tournée estiva, nasce la voglia di dare vita a un nuovo progetto, quindi i Fucina decidono di finanziare parte del secondo album tramite la piattaforma di Musicraiser, dove raccoglieranno ben 1600 euro in solo 2 settimane. Nel frattempo e per puro caso, Pietro incontra Andrea Salvadori, che dà una svolta al progetto dei Fucina28, fornendo gli strumenti necessari alla produzione del secondo disco "La Pace Dei Sensi - Il Nulla".

 

Per chi volesse saperne di più sulla musica dei Fucina28, ecco alcuni link:

http://www.facebook.com/#!/Fucina28

http://m.soundcloud.com/tracks/search?q=Fucina%2B28

http://www.fucina28.jimdo.it/

http://www.rockit.it/fucina28

http://www.youtube.com/user/Peterkuntz83

 

 

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Il penultimo weekend di gennaio il 75Beat ospiterà due esibizioni assolutamente imperdibili. Venerdì 23 il live degli Od Fulmine e sabato 24 quello di The Bizarre Collection. Gli Od Fulmine (Meganoidi/Numero6/Esmen) presenteranno la loro ultima fatica omonima. Un gruppo che nasce dall'incontro di cinque musicisti (Mattia Cominotto, Riccardo Armeni, Fabrizio Gelli, Saverio Malaspina e Stefano Piccardo) provenienti da esperienze passate diverse e condivise. Cinque artisti che vogliono suonare a tutti i costi la musica che più piace loro, che scelgono di continuare su quella strada perché li fa stare bene, perché è quella che ritengono più sincera. Partiti da Genova, gli Od Fulmine sono passati attraverso varie esperienze musicali: i Meganoidi, i Numero 6 e Esmen. Una ricerca continua, la loro, che non arriverà mai ad una conclusione vera e propria probabilmente. Gli Od Fulmine sono viaggiatori e pirati al tempo stesso, saccheggiatori di immagini, di emozioni e suoni. "Od Fulmine" è il primo album della band genovese, una sorta di ritorno alle origini della loro ispirazione. Tutti i loro viaggi e i loro saccheggi sono racchiusi in questo nuovo progetto. Un rock eclettico, che fonde bene l'indie rock americano degli anni 80-90 con la tradizione del cantautorato italiano. Un live che si prospetta essere "in bilico tra gli Husker Du e Luigi Tenco" quello di venerdì 23 gennaio al 75Beat! Apertura porte: 21.30 Ingresso: 5€ con tessera ARCI

Sabato 24 gennaio è invece il turno di The Bizarre Collection. La band è giunta al suo terzo EP, che rappresenta una vera e propria sintesi della loro sperimentazione musicale che spazia da atmosfere ambient al post-rock in un equilibrio di strumenti elettroacustici e elettronica "suonata" (campioni vocali, rumori, sintetizzatori.). "EP3" è il loro ultimo lavoro ed ha riscosso grandi consensi di pubblico e stampa. The Bizarre Collection sono quattro musicisti (Luca Campus, Stefano Greco, Simone Mattiolo e Gianluca Morelli) attivi dal 2008 nell'area milanese, e che da allora producono musica che per semplicità è stata definita post-rock, ma che in realtà è il prodotto di generi ed espressioni musicali molto distanti tra loro. A seguito del loro live tutto da scoprire la serata continua col dj-set rock alternative di Max Deriu e la sua magia notturna del rock and roll. Apertura porte: 22.30 Ingresso: 5€ con tessera ARCI

Info:

75beat

Via Privata Tirso, 3 - 20141 Milano, Tel. 02 56 8049 13

Per info sulla programmazione dei live: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

FB: https://www.facebook.com/75Beat

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Due gruppi in ascesa nel panorama della musica indipendente italiana si esibiranno con tutta la loro energia il 22 gennaio sul palco del 75Beat: stiamo parlando di Ruggine e Le Sacerdotesse dell'Isola del Piacere. Entrambe legate all'etichetta V4V, le band proporranno i brani tratti dai loro ultimi lavori a partire dalle 22. Ruggine, gruppo piemontese nato nel 2001, presenterà il suo ultimo album "Iceberg", un vero e proprio punto di svolta per il quintetto, che attraverso i nuovi pezzi dimostra una buona maturità e una cura notevole nella composizione. Un disco diretto e compatto, che esprime la pesantezza di alcune fasi della vita, che racconta il tentativo spesso fallimentare del profondo di venire a galla. Una ripresa probabilmente dell'idea freudiana di inconscio, a cui la stessa immagine dell'iceberg rimanda. La foto di copertina è di Massimo Rossi, scattata nel Novembre 1994 a seguito dell'alluvione che colpì il sud del Piemonte assieme a Narzole, paese natale dei Ruggine. Un forte impatto emotivo e una visione autentica è ciò che i Ruggine cercheranno di trasmettere anche il 22 gennaio al 75Beat.

Toccherà invece a Le Sacerdotesse dell'Isola del Piacere aprire la serata. Un trio piacentino nato nei primi anni '10 che si rifà alle esperienze musicali più influenti degli anni '90. Il gruppo presenterà il suo album d'esordio "Tutto", pubblicato nel settembre 2014. Un disco legato a sonorità simil punk, connotato anche da una spiccata emotività: romanticismo cinico e intimismo violento e distorto che si esprimono attraverso testi brevi e disincantati, a cavallo tra sogno e realtà.

Ingresso con Tessera ARCI + 5 euro Inizio spettacoli ore 22

Info:

75beat

Via Privata Tirso, 3 - 20141 Milano, Tel. 02 56 8049 13

Per info sulla programmazione dei live: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

FB: https://www.facebook.com/75Beat

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Stephen Malkmus & The Jicks

Giovedì 23 Gennaio 2014

Tunnel, Milano

 

Chi è Stephen Malkmus? Nulla di più semplice: è l'ex leader e cantante dei Pavement, uno dei gruppi più importanti della scena indie-rock lo-fi americana targata anni '90. Ora torna tre anni dopo “Mirror Traffic” con il suo nuovo lavoro “Wig Out At Jagbags” pubblicato sempre dalla Domino Records.

 

Un concerto di giovedì sera, perché no? Lasciamo perdere il week end e tuffiamoci nella serata del Tunnel di Milano che ci offre una vera e propria chicca: uno dei due concerti italiani di Stephen Malkmus con i suoi The Jicks. Una volta superata la tenda nera all'ingresso ecco un gran numero di persone che stanno già aspettando l'inizio del live: un pubblico davvero vario, dai giovani ventenni fino ad arrivare allo zoccolo duro dei cinquantenni. I The Megaphonic Thrift sono il gruppo spalla, una manciata di canzoni, giusto per scaldare l'atmosfera con dell'indie-rock senza troppi problemi.

 

Dopo una piccola pausa ecco che Stephen Malkmus entra con la sua band, in jeans e maglietta (aggettivo), per lui il tempo sembra non essere passato, dimostra vent'anni in meno. E' No one is (as i are be) l'opener, pescato dal precedente Mirror Traffic, seguito dal primo pezzo del nuovo disco, ovvero l'allegra Rumble at the Rainbow; Chartjunk è forse il brano eseguito che rende meno, le chitarre con le loro evoluzioni anni '80 non fanno per me, mentre Spazz risveglia la mia attenzione che è notevolmente compiaciuta quando sente Cinnamon & Lesbian (secondo singolo estratto da Wig Out At Jagbags). I ragazzi si divertono sul palco, scherzano tra di loro e parlano (poco) anche con il pubblico che non si muove granché.

 

Le canzoni si succedono senza troppi stacchi, tranne che per i continui cambi di chitarra di Stephen e per qualche problemino tecnico, quindi al suo brano solista The Hook succede una fantastica Asking Price che ci riporta su Mirror Traffic. Non ci si ferma più e il gruppo ci propone Shibboleth, la grandissima Lariat, J Smoove che però non si appiccica addosso a nessuno, la nostalgica Scattegories, la movimentata ed intelligente Houston Hades e la bizzarra Surreal teenager. Nel mezzo spiccano canzoni del passato solista di Malkmus come Phantasies (preso da Stephen Malkmus del 2001) e del precedente album con i Jicks come Senator. La band si ritira salutando tutti.

 

Il pubblico si agita, applaude e chiama a gran voce i suoi beniamini che, chiaramente, tornano sul palco e iniziano a strimpellare Tigers a dovere. Successivamente Malkmus & Company non si contengono, si sono divertiti e tra un sorriso e una scossa di capo suonano un medley di cover tra cui Brass in Pocket dei Pretenders, No surprises dei Radiohead, Proud Mary dei Creedence Clearwater Revival e No Apologise dei Nirvana.

 

Certo, le cover sono state suonate un po' alla buona, però il concerto è durato un'ora e mezza circa proponendo il nuovo disco quasi per intero. Un disco onesto, come questo concerto milanese di Stephen Malkmus & The Jicks.

Andrea Facchinetti

Un nuovo week-end si sta avvicinando, iniziatelo al meglio con una superserata all'Alphabet|

Questo venerdì, il locale più cool di Milano diventa Sexual!

Per voi, tutte le info sulla serata:

ALPHABET, Friday January 17th. THE ADMISSION IS STRICTLY ON GUEST LIST

Rocket Club, Alzaia Naviglio Grande 98, Porta Genova, Milan. From 11:30 PM till late.

ROOM 1: Enza Van De Kamp (Nu-disco, Electrodance, Big Beat, Dirty Disco and world's top-charted tracks).

ROOM 2: Djette Barbarella Thomas Constantin (Indie Rock, Electropop)

★ Week's Emoticon: SEXUAL ★ Alphabet Skaters will welcome you on the dancefloor!

At the door: Superhot Edoardo Velicskov. No dress codes: we always want stylish and open-minded people.

€ 13 till 1:00am GUEST ADMISSION w DRINK € 15 from 1:00 till 2:00am GUEST ADMISSION w DRINK

Free Parking Area. Uber Code Promotion: alphabet (20€ for free, new customers only)

Get your name on a guest list and feel free to ask for further infos:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.m

Ci vediamo sul dancefloor!

Non è Venerdì senza l'Alphabet!

Torna l'appuntamento settimanale con la nightlife milanese al Rocket Club, ormai appuntamento fisso per tutti gli appassionati che amano scatenarsi sul dancefloor per festeggiare l'inizio del week-end.

Per prepararsi alla serata, questa settimana i ragazzi di Alphabet ci regalano una divertente intervista a quattro. Le quattro menti dietro la serata del venerdì del rocket si lasciano andare tra un'indiscrezione e l'altra!

 

Qual è l’album che ti ha cambiato la vita?

Luca: “Kissing to be clever” dei Culture Club. Era il 1982 e io ero praticamente un bambino: la foto di Boy George in copertina e quelle canzoni così ‘esotiche’ hanno segnato la mia immaginazione.

Michele: "Emozioni" di Lucio Battisti. La mia professoressa di musica mi ha fatto suonare tutte le sue canzoni, fino a innamorarmene. Questo gusto musicale mi ha portato a frequentare determinati posti a Milano, in cui ho conosciuto persone che mi hanno stravolto la vita.

Simona: “Everything changes” dei Take That, il primo cd che ho comprato. Era la primavera del 1994, il lettore cd era grande quanto un giradischi ed io ero innamoratissima di Gary Barlow (perché, poi?!). Ha quasi 20 anni ma ogni tanto lo ascolto ancora.

Gianni: Direi "Ray of light" della Ciccone, lo avrò consumato a furia di ascoltarlo.

 

Come ci si prepara psicologicamente e fisicamente a una serata Alphabet?

Luca: Lavorando tantissimo!

Michele: Io mi preparo ad Alphabet con la solita routine: faccio un bagno bollente, per desiderare il freddo che troverò fuori davanti l’ingresso, in cui passo qualche ora; mangio una pizza, per assorbire l’eventuale alcol che berrò per superare lo stress della serata; bevo un caffè, per rimanere sveglio fino alle 6 del mattino.

Simona: Il venerdì è per me la giornata più intensa della settimana. Psicologicamente è un sollievo sapere che, comunque questa sia andata, il venerdì sera potrò sfogarmi, lasciando da parte tutto il resto. Fisicamente risento un po’ delle dieci ore passate in ufficio. Ma quando mi ritrovo sul dancefloor la stanchezza si trasforma in energia e allora provate a fermarmi.

Gianni: Fino alle 23:59 la testa è impegnata a fare check delle cose che devono essere pronte e perfette per la serata, fisicamente direi che una doccia e uno ‘shottino’ prima di iniziare sono terapeutici!

 

Un film che non si può non vedere?

Luca: Per divertirsi, ‘La morte ti fa bella’ di Robert Zemeckis;  per innamorarsi, ‘Maurice’ di James Ivory; per pensare, ‘Vincitori e vinti’ di Stanley Kramer.

Michele: “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” di Lina Wertmüller. Non si può vivere senza il mito del signor Carunchio.

Simona: Che domande. Party Monster, ispirato a "Disco Bloodbath" di James St. James. Mi sarebbe piaciuto partecipare a qualcuna di quelle feste.

Gianni: Andando da un estremo all'altro: "Una giornata particolare" di Ettore Scola, "Parenti Serpenti" di Mario Monicelli, e per finire " Bram Stoker’s Dracula" di Coppola.

 

 Se dovessi dare un nome a un cocktail come lo chiameresti?

Luca: Poison.

Michele: Lo chiamerei Amanda. Come colei che ci ha ispirati per Alphabet.

Simona: Alphadrink! Agitato, non mescolato. E non occupate spazio con quelle inutili olive!

Gianni: Blueyes.

 

Se fossi l’ultima persona sulla terra, cosa faresti?

Luca: Proverei a rifare il mondo, finalmente come piace a me.

Michele:Una di quelle cose che di solito faccio pochissimo: dormire, magari tutto il giorno.

Simona: Da sola mi annoierei tantissimo. Dicono che i marziani siano molto socievoli però.

Gianni: Non mi arrenderei e cercherei un altro superstite, il mondo è troppo grande per uno solo!

 

Ora siamo pronti per la serata Kawaii di venerdì 13 dicembre!

Le piste aprono alle 11.30, ecco per voi il programma della serata:

 

ROOM 1: Enza Van De Kamp (Nu-disco, Electrodance, Big Beat, Dirty Disco and world's top-charted tracks).

ROOM 2: Djette Barbarella Thomas Constantin (Indie Rock, Electropop)

★ Week's Emoticon: Kawaii ★ Alphabet Skaters will welcome you on the dancefloor!

 

At the door: Superhot Edoardo Velicskov.

No dress codes: we always want stylish and open-minded people.

€ 13 till 1:00am GUEST ADMISSION w DRINK € 15 from 1:00 till 2:00am GUEST ADMISSION w DRINK

 

Free Parking Area.

Get your name on a guest list and feel free to ask for further infos:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Ecco il link per le foto di venerdì:

https://www.facebook.com/alphabet.milano/media_set?set=a.227351697443084.1073741851.100005047663503&type=1

 

ALPHABET, Friday December 13th. THE ADMISSION IS STRICTLY ON GUEST LIST

Rocket Club, Alzaia Naviglio Grande 98, Porta Genova, Milan. From 11:30 PM till late.

Indira Fassioni

*Attenzione, questo articolo non contiene canzoni con ukulele e diapason*

 

Il cantautorato italiano sembra esser tornato di moda, tra gruppetti indie-rock e sottogeneri strani. La tendenza negli ultimi anni è essere più lamentosi possibili e scrivere testi che letti con calma non significano niente.

 

"Fammi i tuoi discorsi metafisici sui fori dei piercing che si richiudono"

 

"i buchi neri della tua anima dove ingoi, dove ingoi, dove ingoi delle chiese dove ci siam sposati abbiam donato gli organi genitali"

 

Ma è un poco come parlare delle nuove parole che ogni anno l'accademia della crusca aggiunge al vocabolario, nessuno vorrebbe mai leggere sado-monetarismo, eppure è lo specchio del nostro tempo e dal punto di vista filologico ha una sua valenza molto importante. Ed è un piacere del tutto scientifico ascoltare i gruppi della nuova primavera del cantautorato italiano, non saranno De Andrè, ma ce la mettono tutta e soprattutto si distaccano nettamente da artisti commerciali come... Povia? va ancora quel fesso di Povia? Forse adesso è più ascoltato Mengoni....

Per nostra fortuna, tra il delirio di gruppi più o meno famosi, ogni tanto esce qualcosa di valido. I ragazzi che vi presento oggi sono una di queste eccezioni: Il Fieno.

 

La prima volta li sentii in acustica in un piccolo locale di Milano, niente di troppo entusiasmante, tra distrazioni alcoliche e impegni istituzionali la musica era un piacevole sottofondo e niente più. La vera svolta è stato ascoltare il loro EP (Il Fieno - EP - 2012) a casa, con calma.

Il sound è pulito e ritmato, un misto tra rock, power pop e new wave, perfettamente in sintonia con i testi cinici, appartenenti a un immaginario malinconico. Storie di vita e non vita, nascoste ai più da testi a volte criptici, ma con flash che rivelano una ponderata consapevolezza dei temi trattati. Facilissimo rimanere intrappolati nelle melodie, finendo a fischiettarle senza pensarci sotto la doccia o in macchina.

Il loro primo lavoro è andato bene, ha riscosso un grande successo di pubblico e critica, pubblicato su XL di Repubblica, promosso da Mtv new generation e Rolling Stone, ma si sa il secondo album è sempre più difficile nella carriera di un artista. Gabriele Bosetti (voce), Edoardo Frasso (chitarra), Alessandro V. (basso, Momo Riva (batteria), iniziano a lavorare intensamente e il risultato è I Bambini Crescono - EP, uscito qualche mese fa. Una sorta di concept album che ruota intorno all'adolescenza e tutti i drammi che comporta, ma da una prospettiva diversa dal solito. Se prima eravamo abituati ad ascoltare le lagne di  giovani musicisti senza peli sul petto, con questo disco passiamo a un punto di vista più maturo, che guarda indietro con malinconia e ironia, forse con invidia di quei piccoli drammi che nulla hanno a che fare con quelli dei "grandi", ma con la consapevolezza che tornare indietro non si può.

 

Come il precedente mantiene uno stile abbastanza classico, melodico, ma sempre con quella marcia in più nettamente rock. L'ascolto è abbastanza facile, piacevole, da viaggio in macchina o in treno con le cuffie, ma consiglio caldamente di far attenzione alle parole che forse si perdono nel ritmo, per non perdersi perle come:

 

"Bella come la rivoluzione in cui non credi più"

 

"la mia generazione è all'avanguardia e posta l'occupazione su youtube"

 

L'EP ci regala anche la collaborazione con Luca Urbani ne "Amos (togli il male come l'Oki)" e soprattutto la bellissima cover della canzone di Enzo Jannacci "Vincenzina e la fabrica".

 

Se siete così tirchi da non voler comprare il disco, allora non ve lo meritate!

Sta per compiere ventidue anni, è nata ad Harlem ed ha una vera e propria ossessione per le sirene.

 

Lunedì 13 Maggio sarà all’Alcatraz di Milano, in collaborazione con Live Nation e Vice Italia,  per la sua unica tappa italiana e l’attesa inizia a farsi bollente.

 

Lei è Azealia Banks, ultima reginetta dell’alternative hip-hop made in USA.

In autunno uscirà finalmente il suo primo album, Broke with Expensive Taste, che vanterà

la collaborazione di Pharell Williams, Diplo e Baauer.

Non sono ancora del tutto passati due anni dal suo singolo di debutto (212), ma il grande successo riscosso nel frattempo sembra averla già premiata.

 

Figlia degli anni ’90, (il suo primo EP s’intitola infatti 1991 come il suo anno di nascita) cresce ascoltando generi molto diversi da quello con cui si propone oggi al grande pubblico. È l’indie rock ad averla forgiata e la sua attrazione per il pianeta alternative traspare chiaramente dalle varie cover che punteggiano il suo esordio musicale.

Ha reinterpretato infatti Seventeen dei Ladytron, Slow Hands degli Interpol, Harlem Shake degli Strokes. Il che potrebbe suonare parecchio strano per un’artista di colore dichiaratamente hip-hop, ma chi sta imparando a conoscerla avrà già capito che il termine ‘’alternative’’ che le hanno cucito addosso, nel suo caso forse è meglio intenderlo  nel vero e proprio senso della parola, cioè come opposto di classico, contrario di tradizionale, atipico quindi come il percorso compiuto fin’ora.

 

Miss Banks ha una certa familiarità anche con il mondo frivolo e patinato della moda. Il suo brano "Bambi" è stato selezionato come soundtrack d’accompagnamento per una sfilata di Mugler a Parigi, Karl Lagerferd l’ha voluta in molte sue feste e Nicola Formichetti si è occupato dello styling per il video di Liquorice.

I suoi outfit non a caso sono spesso parecchio audaci, ma la critica che le viene più spesso rivolta in realtà riguarda le sue doti canore piuttosto che le palesi attitudini fashion.

 

La sua, dicono sia una celebrità guadagnata a colpi di tweet al vetriolo (molto discussi quelli contro Perez Hilton, Rita Ora e Stone Roses ad esempio), ma le malelingue tendenzialmente non fanno altro che consacrare secondo il più classico dei copioni la notorietà di coloro che invece vorrebbero biasimare.

La ghetto lifestyle e la street culture stanno da un’altra parte, ma avere come icone di rifermento Aaliyah, Eve, Lil’Kim e M.I.A. gioca nettamente a suo favore.

 

L’appuntamento per gli amanti del genere è dunque per lunedì 13 Maggio, preparatevi a ballare.

 

Photo by: Sakura Wenn, Robert Johnso

 

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