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Tesla presenta Achtung, la grande serata del mercoledi milanese, ogni settimana presso l’Atomic Bar in via Felice Casati 24, nella centralissima Porta Venezia.

 

Il party è da anni diventato un punto di riferimento per gli studenti Erasmus e si contraddistingue per il sound attuale e per la selezione musicale che spazia dall'elettronica più raffinata, soprattutto ad inizio serata con french house e jacking house, ai pezzi indierock nostrani e internazionali. Un viaggio attraverso pezzi sempre alternativi e sonorità all'avanguardia.

In consolle si alternano sempre nomi nuovi ed emergenti, tra dj e gruppi che si improvvisano selectors, a far da spalla ai dj resident dell'Achtung:

 

-Dj WestBanhof – electro, electroindie, turbofunk, dirtystep

 

-DeKid – indie, rock, classiconi ed electrochic

 

-Sonny Denja – un nome che ormai sta cominciando a girare anche all'estero. Sonny è un dj che  dalla Sicilia si è fatto strada a suon di electro, trap, electrohouse e techno. (www.sonnydenja.it)

 

Achtung è una serata low cost che si è affermata prepotente nel mercoledì meneghino e continuerà a sconvolgere la settimana con una selezione e un'attitudine esplosive.

 

Tutti i Mercoledì 22.00 -  till late Atomic Bar

via Felice Casati 24, Milano

Ingresso gratuito 22.00- 01.00 2 cocktail a 10 €

 

 

Press Office: www.rosaspinto.net e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. tel. 333.8864490333.8864490

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Sabato 14 dicembre non perdetevi il quinto e ultimo appuntamento dell’anno con S/V/N/ Club, la migliore musica elettronica dal vivo a Milano proposta dalla rassegna artistica Savana. Dopo la chiusura in grande stile della Buka lo scorso 23 novembre e approfittando dell’ospitalità del Circo delle Pulci, il più surreale e originale festival natalizio d’Italia, S/V/N/ Club #5 si terrà al Palazzo del Ghiaccio, lo spettacolare edificio liberty di porta Vittoria.

Nella Sala Savana, allestita per l’occasione sopra il parterre, dalle 22.00 alle 3.30 si svolgerà la parte oscura del Circo de Nuit, dove il bianco si perderà nel fumo e le risate nel "noise" delle band e dei producer proposti in versione live da S/V/N/: King Midas Sound da Londra, Svengalisghost da Chicago, Dave Saved da Napoli e uno special guest DJ per concludere le danze.

Il live dei King Midas Sound, progetto crossover tra dancehall e shoegaze di Kevin Martin (God, Techno Animal, The Bug), è un muro sonoro di distorsioni, oniriche esplorazioni dub e carezzevoli liriche ultraterrene. E’ pura dinamite, una sovreccitazione sensoriale, un cerimoniale voodoo dal forte impatto visivo, sonoro ed emozionale. I KMS hanno pubblicato due album, Waiting for You (2009) e Without You (2011), entrambi su Hyperdub (etichetta che ha lanciato Burial e altri nomi della prima ondata dubstep inglese), e collaborato con alcuni dei nomi più interessanti della scena underground mondiale tra cui Flying Lotus, Mala, Scritti Politti, Kode9. L'ultimo singolo, Aroo, uscito quest'anno per Ninja Tunes, anticipa il nuovo album di cui non sono ancora noti i dettagli, ma che preannuncia una svolta shoegaze del loro sound già estremamente denso.

Molto atteso è anche il live in anteprima di Svengalisghost, all’anagrafe Marquis Cooper, produttore nato negli anni degli albori della musica house di Chicago. Svengalisghost si è avvicinato in età molto precoce ai vinili ed ai giradischi, influenzato dalla frenetica energia di Ron Hardy e dal padre DJ. Il suo primo approccio alla produzione è avvenuto sotto lo pseudonimo di SSPS, mentre nel 2012 ha debuttato con l’EP Mind Control su una delle label più chiacchierate del momento, la L.I.E.S. (Long Island Electrical Systems) di Ron Morelli, su cui quest’anno ha inciso anche il singolo Vicious.

Dave Saved è invece lo pseudonimo di Davide Salvati, giovane promessa da Napoli che dal vivo propone una materia sonora incandescente, un miscuglio raffinato e potente di psichedelia e techno. Un suono classico e innovativo al tempo stesso con un'attitudine che lo rende speciale nel tenere insieme sperimentazione e ritmi dance. Dave Saved ha già suonato in festival di rilievo come Flussi e Dancity e ha da poco pubblicato la sua prima release, Prisoners of Gravity, masterizzata da Vessel per l'etichetta inglese Astro:Dynamics.

 

S/V/N/ presenta SAVANA CLUB #5 

Sabato 14 dicembre 2013 dalle ore 22:00 

Ingresso 15 euro (5 + biglietto del Circo delle Pulci) 

Palazzo del Ghiaccio via Piranesi 14 Milano – tel. 02/73981 

 

KING MIDAS SOUND (UK / Hyperdub / Ninja Tunes) live show

 SVENGALISGHOST (USA / L.I.E.S.) live show

 DAVE SAVED (IT / Astro:Dynamics) live show

 + DJ SET closing party

 

Recensione Hjaltalìn – Enter 4 (Sena, 2013)

 

Si dice sempre che il terzo disco è quello più difficile da fare, pensate un po' se a mettersi in mezzo c'è la salute mentale, con i relativi ricoveri psichiatrici, del cantante Högni Egilsson; senza contare che gli altri componenti oltre ai loro progetti laterali avranno avuto delle enormi difficoltà a tenere a galla la ragione sociale Hjaltalìn. 'Enter 4' esce però nel 2012 in Islanda e viene accolto subito bene, anzi benissimo, tant'è che il singolo Crack In A Stone con la cover di Halo di Beyoncé si piazza primo in classifica.

 

Diciamo che il disco non è così immediato, non parla di elfi e non vi fornisce immagini sonore dei fantastici paesaggi islandesi ma pesca nei chiaroscuri della mente del cantante. Voi ora non andate subito a prendere la famosa Bjork o i conosciuti Mum, perché qui si mescolano elettronica, un soul dannatamente caldo e l'orchestra che ci eravamo già abituati a sentire nei lavori passati degli Hjaltalìn. Ve lo dico subito: quest'album scotta e dovete stare attenti, ascoltate bene, vi prenderà sicuramente.

 

Bisognerebbe seguire uno schema ma non importa, partiamo dall'ultima canzone 'Ethereal' (mai titolo fu più azzeccato): due voci in tre momenti, strumentale compreso e un po' di silenzio, sembra quasi di sentire la presenza di Antony & The Johnsons. 'We' è cantata dalla fantastica voce di Sigríður Thorlacius, che si solleva a tratti da un ritmo pulsante, aspettando la calma momentanea di Egilsson. 'Lucifer/He felt like a woman' entra subito in testa, sensuale ma in modo bizzaro; 'I Feel You' si mette a giocare con i fantasmi nascosti nell'ombra e le voci interagiscono alla perfezione (guardatevi anche il bel video uscito da poco). 'Myself' è delicata con un lieve retrogusto trip-hop, insomma un altro centro clamoroso, e non c'è una canzone che possa far abbassare il livello di questo bel disco.

 

Pensate quindi al già citato Antony & The Johnsons, prendete i Portishead, Brian Eno e mischiate tutto con un bel po' di caldo Soul, ma ancora non sarete arrivati al dunque: fate prima a comprarvelo, un disco simile, e a tenervelo assai stretto.

 

 

Andrea Facchinetti

 

Recensione Massimo Volume – Aspettando i Barbari (La Tempesta, 2013)

 

I Massimo Volume sono tornati e non possiamo negarlo; dopo Cattive Abitudini del 2010, che rappresenta la volontà di riprovarci e di crescere ancora, di prendere il gruppo e di renderlo un tutt'uno con quello che è stato, progetti laterali di Emidio Clementi compresi, ora è la volta di Aspettando i Barbari.

 

Questo nuovo lavoro discografico passa in rassegna tutta la storia della band, dai testi migliori di Lungo i Bordi (anno 1995) e Da Qui (il mio preferito, anno 1997), alle prove di un canto leggermente accennato in Club Privè (non il mio preferito, anno 1999) fino ad arrivare all'esperienza più elettronica, e si stente, di Emidio detto Mimì con gli El Muniria (sentitevi anche gli inserti di 'Il nemico avanza'). Hanno preso il meglio, e musicalmente Aspettando i Barbari non ha davvero rivali: i Massimo Volume ce l'hanno fatta e nello scriverlo mi sembra quasi di essere tornato negli anni '90 quando nell'alt-rock italiano loro erano lassù, in cima. Una bella sensazione insomma. La produzione questa volta è affidata, oltre che ai MV stessi, a Marco Caldera che si mette anche ai synth e ai sampler, mentre i toni e le sensazioni sono più cupi e duri rispetto al precedente Cattive Abitudini.

 

'Dio delle Zecche' è stata scelta per aprire l'album e sono le parole di Danilo Dolci a raccontare, perfettamente, la loro scalata: “vince chi resiste / alle tentazioni / chi cerca di non smarrire / il senso / la direzione / vince chi non si illude”. Tantissime sono le ispirazioni e i riferimenti che spuntano come fiori nel campo di queste dieci canzoni, da John Cage a Mao Tse Tung, da Steinbeck a Buckminster Fuller. Nel momento esatto in cui senti declamare “Se penso a te / ti vedo in via dei tigli” ('La Cena') vieni gettato nel film e nelle perfette immagini che questa canzone crea tra synth, chitarre e bordoni, con un finale sonoro leggermente noise (genere che si ripresenta anche in 'Compound').

 

La title track è una classica canzone dei Massimo Volume, con un testo perfetto, mentre 'Vic Chesnutt' stranamente è un po' fuori fase, oltre a essere l'unica traccia che non mi convince pienamente. 'Dymaxion Song' è un brivido unico, con Clementi che va oltre alla semplice declamazione, andando verso Johnny Rotten. 'La Notte' ci riporta in qualche modo ad 'Alessandro' (Stanze vuote, anno1993), con quel suo elenco di persone e di fatti. 'Silvia Camagni' è tesa e febbrile, liricamente potrebbe essere reinserita in Da Qui e tutto si fa più cupo quando Mimì dice: / “qualcuno mi ha detto / che vivi a Berlino / che esci la sera / che abiti sola / io ti sogno / ogni tanto / che attraversi / la strada / ti giri e / mi gridi / fai presto, / poi di colpo / scompari”.

 

'Da Dove sono stato' è un mantra apocalittico, una dichiarazione sincera piena di verità che chiude tutto quanto: “per tutte le strofe / uscite male / e le frasi sbagliate / che nessuno / potrà più cancellare / io vi saluto / e mi inchino / io vi saluto / e pieno di rispetto / vi dico addio”. Io però non dirò addio alle chitarre di Egle Sommacal e Stefano Pilia, nemmeno alla batteria di Vittoria Burattini e alla potenza tutta di Emidio Clementi, ma felice di un sesto album con questo livello qualitativo posso dire: prendo atto, vi ascolto e continuerò a seguirvi. Bravi.

 

Facebook Official Page Sito Internet Casa Discografica

 

 

Andrea Facchinetti

 

 

Il Club Haus 80's 80 (ex De Sade) ospita, sabato 12 ottobre, il duo francese dei Cassius!

I dj e produttori parigini, in attività dal 1992, sono tra i fondatori del French Touch assieme ai Daft Punk e Air, una corrente musicale nata negli anni 90 e caratterizzata dalla fusione tra dance, trip hop, elettronica e drum&bass.

Il French Touch è sopravvissuto sino ad oggi, grazie a dj di spicco come Bob Sinclair, Martin Solveig e il recente album soldout proprio dei Daft Punk, trascinato dal singolo record "Get Lucky".

Quella di sabato è un'occasione rara per sentire Philippe Zdar e Boom Bass, che da tempo di esibiscono separatamente con progetti solisti, e i loro pezzi più famosi: La Mouche, Feeling for you e soprattutto Toop Toop, brano scelto da Sorrentino per aprire il pluripremiato film Il Divo.

Ricordare la sequenza di omicidi iniziali, legati all'immagine di Andreotti? Bene, il battito elettronico che faceva da colonna sonora a questa sequenza indimenticabile è opera dei Cassius.

Cassius live: un  concerto da non perdere per niente al mondo.

Per gli amanti dell'elettronica e di tutto ciò che è francese

Cassius: c'est fantastique!!

 

Club Hause 80's (Ex De Sade)

via Valtellina 21

h.23.30

Ingresso 20-25 euro

 

Cassius-Toop Toop

http://www.youtube.com/watch?v=7t9kUYJ1vXA

 

Dopo una stagione pilota al Toilet Club, torna  The BANG BANG Bar riproponendo la sua inconfondibile traccia musicale nella suggestiva location del Taxi Blues di via Bocconi 6 a Milano.

 

Alex Carrara ed Enrico Bernes, due nomi storici della nighlife milanese e non solo, djs resident dei più importanti club della città meneghina, per due volte al mese, anticiperanno al mercoledì, dalle 22:30 alle 2:00, la tua voglia di week end, con una selezione musicale eclettica ed incalzante, fatta per il piacere di essere ascoltata e non solo ballata.

 

Preparati ad un viaggio alla scoperta dell’evoluzione del sound underground dei primi anni 90, quando la musica elettronica stava sviluppando nuovi linguaggi e oltrepassando nuove frontiere; fino ad arrivare a quello che è diventata oggi, evolvendosi contaminata dalle varie influenze blues, funky e soul. Dagli Underworld agli Infinity Ink, da Dr. Alban a Ben Pearce, lo sperimentalismo elettronico da vita a nuove forme e generi musicali.

 

Durante la serata lo showcase di Giulia Jean rappresenterà un intermezzo live in questo viaggio onirico: una voce importante, una presenza scenica che non passa inosservata. Giulia Jean rappresenta quello che c’è di nuovo nell’ambito del jazz e blues contemporanei, un  mix sapiente di sonorità soul e R’n’B veicolate da un timbro vocale suadente ed accattivante.

 

 

The Bang Bang Bar

 

Every two weeks on Wednesday

 

Starting this Wednesday 9 October

dalle 22.30 alle 2

https://mail.google.com/mail/u/0/images/cleardot.gif

 

Taxi Blues, Via Ferdinando Bocconi 6, Milano

Ingresso gratuito

 

Alex Carrara e Enrico Bernes Dj Set

Live performance by Giulia Jean

 

www.facebook.com/events/663904653629427

 

Ci sono luoghi a Milano dove, varcata la soglia, dimentichi di essere a Milano. Luoghi dove si respira l'aria dei clubbing berlinesi, dove la musica è ricerca e sperimentazione.

Luoghi in cui il tempo è scandito dal cadenzare sintetico ed elettronico di ogni BPM.

Riapre la terza stagione del Qlab, laboratorio audio-visivo del Q21 che ogni venerdì, dopo aver indagato la storia di quello strano essere che è l'Uomo, è pronto ad accompagnarci in un nuovo viaggio, quello dell'uomo che supera se stesso e si fa "OverHuman".

 

Ed è solo l'inizio.

 

ROOM 1: Carlo Mognaschi  + Special Guest: Hard Ton http://soundcloud.com/hardton http://www.youtube.com/user/hardtondiscoqueen

 

ROOM 2: Prototopa + Ben Taylor (Swide Magazine)

VJ: Shibata

Performers: Psycho Bubbles

Photo Report: Davide Manea

Video Report: Nicolò Parsi Parsi

 

Ingresso con consumazione: in lista entro l'1.30: 15 € intero e dopo l'1.30: 17 €

at Q21 - Via Padova 21 Milano

www.facebook.com/qualityLAB

 

 

Nine Inch Nails - Hesitation Marks (Null Corporation / Columbia, 2013)

Quando penso ai Nine Inch Nails mi viene in mente il gran video, del regista Mark Romanek, di “Closer” (conosciuta anche come Closer to God o Halo 9, contenuta in The Downward Spiral del 1994) e il testo incisivo, crudo ed efficace e che diceva così: “I wanna fuck you like an animal, i wanna feel you from the inside, i wanna fuck you like an animal, my whole existence is flawed, you get me closer to God”. Erano gli anni ’90 e i NIN avevano fatto il botto, arraffando sia grandi fette di pubblico che una valanga di complimenti dalla critica specializzata.

Trent Reznor ora è tornato proprio con i suoi Nine Inch Nails lasciandosi però alle spalle gli ultimi lavori davvero deludenti, per non dire di peggio: Year Zero, Ghosts I-IV e The Slip (il primo del 2007 e i successivi datati 2008). Cinque anni di distanza e tanta voglia di pensare, meditare e costruire un album valido, in modo maniacale ma a quanto pare con più leggerezza. Diciamolo subito senza creare false speranze ai fan di vecchia data: Hesitation Marks taglia i ponti con il passato, è semplice e furbetto oltre che molto più elettronico (pronti a ballare?).

Lo si capisce subito dal primo singolo Came Back Haunted ma anche dal secondo Copy of A, che parla appunto della piattezza generale e di come sia difficile uscirne, singolo che può sicuramente trasformarsi in un ottimo traino commerciale per qualsiasi cosa (film, videogioco, scarpe, etc). Le atmosfere dark e l’elettronica, un binomio ottimale oltre che un’arma a doppio taglio, sono inermi davanti alla pochezza di Find My Way; così si prova a inserire una sorta di funk modificato in All Time Low, e in Various Methods of Escape si gioca con i sussurri, i backing vocal e le urla poco convinte. Avevo detto con più leggerezza ma Trent Reznor ha ancora i suoi assi da giocare e li mette sul tavolo per ultimo (o quasi): la voce ritorna importante e fa venire i brividi in I Would For You; funziona anche il nuovo stadio minimale di While I’m Still Here, mentre Black Noise pesca nel pozzo profondo e oscuro ma purtroppo siamo alla fine del disco (nella versione Deluxe ci sono in più tre remix che però non gridano a nessun miracolo).

Voglio credere che questo sia solo un riassestamento e che Trent Reznor stia solo spingendo la sua creatura lungo un binario più vicino agli anni zero e che gli serva solo un altro po’ di tempo (essì, mica bastano cinque anni). Consiglio quindi questo Hesitation Marks a tutti coloro che non erano nati negli anni ’90, con l’obbligo di recuperare i dischi che hanno reso grandi i NIN; per tutti gli altri, è una sufficienza tirata, nulla che possa farvi impazzire, ma al massimo, se proprio volete, ballateci su e non pensateci troppo.

 

Andrea Facchinetti

 

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Abbiamo imparato ad apprezzare i Chinese Man con la famosissima "I've got that tune", un pezzo electroswing con contaminazioni trip hop e tanti scratch nel miglior stile chinese man.

 

Come per qualsiasi altro gruppo, però, la loro canzone più famosa non rispecchia e sicuramente non rende giustizia a tutto il resto della loro produzione. I Chinese Man non sono electroswing, non sono hip hop, non sono trip hop. I Chinese Man sono un collettivo nel pieno senso del termine. Una commistione di generi, personaggi, influenze. Un meeting point di culture differenti e differenti modi di sentire la musica. Dal jazz alla lounge, dall'hip hop al tribal, dall'elettronica alla dubstep con tratti di d'n'b, è giusto quindi considerarli nella loro interezza come artisti a tutto tondo, grande tecnica e grandi emozioni.

Questa settimana i Chinese Man approdano per la prima volta a Milano grazie a Low Fi promotion. Sabato 7 settembre saranno gli ospiti d'eccezione sul palco del Leoncavallo insieme a Taiwan MC che li accompagna sempre nei live.

Sul palco insieme a loro anche Tommy TumbleDj KamMissin Red.

Un'apertura di stagione coi fiocchi per il Leoncavallo con una data da non perdere!

 

Facebook Event

 

Il 27 agosto è stata una data importante per la musica italiana: è uscito infatti il nuovo singolo di Elisa, "L'anima vola", un brano con venature elettroniche davvero all'avanguardia, con una sonorità alla Ellie Goulding unita alle dolci liriche della cantante triestina.

Un nuovo percorso musicale, quello della Toffoli, sempre in anticipo sui tempi, un singolo che fa ben sperare per il nuovo album.

Restiamo in ascolto!

 

Elisa-L'anima vola (audio ufficiale)

http://www.youtube.com/watch?v=-irm3TJqROY

 

 

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